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	<title>napoli Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>La grillina pentita: &#8220;Mostri bulimici e fantocci venduti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2022 08:14:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Poiché «la direzione intrapresa dal Movimento 2050 è lontanissima da me e dal M5s». Poiché «Grillo ha perso credibilità». Poiché si è opposta «alla svendita della città con l’alleanza tra M5S e Pd alle Comunali, che ha ridotto l’M5s a Napoli ad essere rappresentato da 5 consiglieri e 2 assessori provenienti da altri partiti e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Poiché «la direzione intrapresa dal Movimento 2050 è lontanissima da me e dal M5s». </p>
<p>Poiché «Grillo ha perso credibilità». </p>
<p>Poiché si è opposta «alla svendita della città con l’alleanza tra M5S e Pd alle Comunali, che ha ridotto l’M5s a Napoli ad essere rappresentato da 5 consiglieri e 2 assessori provenienti da altri partiti e assolutamente sconosciuti». </p>
<p>Poiché era contraria in consiglio regionale alla «cancellazione da parte del mio gruppo della commissione Terra dei Fuochi», alla «mia espulsione dalla commissione Trasparenza perché mi sono rifiutata di fare eleggere un presidente di Lega o Forza Italia». Prese di posizione che avrebbero causato «episodi di mobbing» ai suoi danni. </p>
<p>Poiché «la poltrona li ha trasformati in mostri bulimici, che ingannano ogni giorno con le stesse edulcorate e false immagini di una attività politica risibile orientata solo ad acchiappare qualche like». </p>
<p>Poiché condanna l&#8217;astensione al voto 5 stelle alla «delibera della presidenza del consiglio regionale (poi cancellata) con la possibilità di assumere i parenti degli eletti, l’astensione in commissione immunità su Renzi e Cesaro».<br />
Per questi motivi chiede «scusa agli elettori per aver portato nelle vostre case questi che si sono dimostrati fantocci venduti interessati solo alla poltrona». </p>
<p>Conclude amara: «Mi sono fidata anche della giovane età e dell’apparente onestà di quelli che nel 2018 abbiamo fatto entrare in massa, certa che la loro inesperienza sarebbe stata colmata dal senso del dovere e che sarebbero cresciuti imparando».</p>
<p>Così Marì Muscarà, consigliera regionale pentastellata in Campania, lascia il Movimento 5 stelle dopo 6 anni, al secondo mandato con oltre 3.700 preferenze. Resterà consigliera.</p>
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		<title>Catello Maresca, il faccia di c&#8230; politico-magistrato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Dec 2021 11:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[CATELLO MARESCA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pubblico ministero Catello Maresca, titolare di inchieste contro i Casalesi che 10 anni fa portarono in galera gli Zagaria, è il magistrato che il centrodestra aveva candidato sindaco a Napoli senza successo. E’ diventato il leader dell’opposizione nel Consiglio comunale della città più grande del Sud Italia. Ed ora, da consigliere comunale, torna pure [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il pubblico ministero Catello Maresca, titolare di inchieste contro i Casalesi che 10 anni fa portarono in galera gli Zagaria, è il magistrato che il centrodestra aveva candidato sindaco a Napoli senza successo. E’ diventato il leader dell’opposizione nel Consiglio comunale della città più grande del Sud Italia. Ed ora, da consigliere comunale, torna pure in magistratura in veste di consigliere di Corte d’Appello a Campobasso, in Molise, con parere favorevole di 11 togati del Consiglio superiore della magistratura e ben 10 astenuti.</p>
<p>Un corto circuito inedito e sfacciato di conflitto di interesse perché riguarda un magistrato schierato ed eletto nelle istituzioni, che per ragioni etiche – pur in mancanza di una Legge a riguardo – non dovrebbe svolgere attività forense. Il magistrato osserva la Legge e la Costituzione non i partiti. Un corto circuito che indigna anche l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, diventato politico dopo aver lasciato la toga, che parla di «una vergogna che si possa fare il politico e il magistrato allo stesso tempo».</p>
<p>Anche nello stesso Csm il consigliere “togato” di Area Giuseppe Cascini condanna apertamente Maresca: «Ritengo che non sia accettabile consentire a un magistrato il contemporaneo svolgimento di attività politica e funzioni giudiziarie. Si tratta di una gravissima commistione tra attività giudiziaria e politica che rappresenta un grave vulnus per l’immagine di imparzialità e di indipendenza della magistratura».</p>
<p>E’ vero che Maresca non era certo un fenomeno in tema di idee e programmi, visto che lo ricordiamo per aver chiesto il voto in quanto “<a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/09/24/a-napoli-linvito-del-candidato-narciso-senza-idee/" target="_blank" rel="noopener">sono il candidato sindaco più bello</a>“. Con questa incompatibilità di consigliere comunale a Napoli e giudice a Campobasso, a Milano lo possiamo chiamare faccia di c… Ce ne va dell’immagine di tutta la magistratura nel vergognoso silenzio dei partiti. Soprattutto di centrodestra, usi ad attaccare i magistrati quando si tratta di difendere i loro imputati spesso pregiudicati, ma del tutto muti se il magistrato comizia in loro favore.</p>
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		<title>A Napoli l&#8217;invito del candidato narciso senza idee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Sep 2021 17:26:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[candidato]]></category>
		<category><![CDATA[CATELLO MARESCA]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni amministrative]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Ed infine sostenetemi perché diciamolo pure: sono il candidato sindaco più bello». Catello Maresca, candidato sindaco di Napoli per il centrodestra, rivolto alle donne candidate nella sua coalizione e pure alle escluse. In mancanza di programmi e di argomenti non resta che puntare sul &#8220;piacione&#8221;.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Ed infine sostenetemi perché diciamolo pure: sono il candidato sindaco più bello». </p>
<p>Catello Maresca, candidato sindaco di Napoli per il centrodestra, rivolto alle donne candidate nella sua coalizione e pure alle escluse.</p>
<p>In mancanza di programmi e di argomenti non resta che puntare sul &#8220;piacione&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/09/24/a-napoli-linvito-del-candidato-narciso-senza-idee/">A Napoli l&#8217;invito del candidato narciso senza idee</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Il De Luca che non ti aspetti: &#8220;5 Stelle necessari&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2021 09:53:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Hanno involgarito il dibattito pubblico in questo decennio, diffuso nella società italiana elementi di aggressività intollerabili. Uno vale uno è una idiozia, non ci volevano 10 anni per capirlo. Ma hanno aperto anche una pagina diversa in questo paese. E il Pd balbetta, ha una identità evanescente, non è in grado di intercettare un voto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/07/26/il-de-luca-che-non-ti-aspetti-5-stelle-necessari/">Il De Luca che non ti aspetti: &#8220;5 Stelle necessari&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Hanno involgarito il dibattito pubblico in questo decennio, diffuso nella società italiana elementi di aggressività intollerabili. Uno vale uno è una idiozia, non ci volevano 10 anni per capirlo. Ma hanno aperto anche una pagina diversa in questo paese. E il Pd balbetta, ha una identità evanescente, non è in grado di intercettare un voto in più&#8230; Non c’è lo spazio per due partiti riformisti, quello di Conte e il Pd. In prospettiva va avviato un percorso con i 5stelle, con la componente progressista, per unico partito occidentale, riformista vero». </p>
<p>Vincenzo De Luca, Pd, presidente della Campania nel comizio di chiusura della Festa de l&#8217;Unità di Napoli alla presenza di Gaetano Manfredi, candidato sindaco di centrosinistra-5 Stelle.</p>
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		<title>A Quarto i 5 stelle con 6 falle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2016 20:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Rosa Capuozzo, sindaco M5S di Quarto (Napoli) Quarto è una città di 40 mila abitanti dell&#8217;ex provincia napoletana popolata per metà da giovani con meno di 30 anni e più volte commissariata perché amministrata da politici collusi con la camorra. Alle ultime elezioni, giugno 2015, a Quarto s&#8217;è imposta sindaco l&#8217;avvocato Rosa Capuozzo del Movimento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/01/rosa-capuozzo.jpg" rel="attachment wp-att-14432"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14432" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/01/rosa-capuozzo-490x275.jpg" alt="rosa capuozzo" width="490" height="275" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/01/rosa-capuozzo-490x275.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/01/rosa-capuozzo.jpg 500w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a><br />
<strong>Rosa Capuozzo, sindaco M5S di Quarto (Napoli)<br />
</strong></p>
<p>Quarto è una città di 40 mila abitanti dell&#8217;ex provincia napoletana popolata per metà da giovani con meno di 30 anni e più volte commissariata perché amministrata da politici collusi con la camorra. Alle ultime elezioni, giugno 2015, a Quarto s&#8217;è imposta sindaco l&#8217;avvocato <strong>Rosa Capuozzo</strong> del Movimento 5 stelle, vincitrice al ballottaggio contro un candidato di centrodestra, ma anche grazie a un ricorso favorevole al Tar, che ha annullato le candidature di tutti gli altri partiti (Pd compreso), per irregolarità nella raccolta delle firme. I consiglieri comunali del Movimento sono (erano) 14 sui 21 militanti locali del meet-up. Uno di loro, tal <strong>Giovanni De Robbio</strong>, inesistente su Internet, ha ottenuto 900 preferenze. Eletto in consiglio è finito in Commissione Lavori pubblici. Dopo qualche mese, autunno 2015, De Robbio è finito indagato dal pm Woodcok per voto di scambio aggravato in concorso con Alfonso Cesarano, un ricco becchino amico del clan camorristico Polverino che ha allestito i famigerati funerali di Vittorio Casamonica. Il figlio di Cesarano, intercettato al telefono alla vigilia delle amministrative, diceva che «<em>questo De Robbio, noi abbiamo fatto l&#8217;accordo con lui&#8230; ci siamo seduti al tavolo&#8230; hanno parlato, hanno chiacchierato, hanno concordato diciamo delle cose loro&#8230; e noi abbiamo detto che gli avremmo dato una mano</em>». Dunque, «<em>adesso si deve portare a votare chiunque esso sia, anche le vecchie di 80 anni si devono portare là sopra e devono mettere la X sul Movimento 5 Stelle che è la cosa fondamentale</em>», perché «<em>se non sale il Movimento 5 Stelle con la maggioranza abbiamo sempre il problema</em>». Quindi alludeva: «<em>questo assessore che gli diamo noi, lui ci deve dare quello che abbiamo detto che ci deve dare</em>», senno «<em>così come lo abbiamo fatto salire, così lo facciamo cadere</em>». In ballo c&#8217;era la raccomandazione per un&#8217;assunzione al cimitero di Quarto che poi non è avvenuta. Ciò non toglie che qualche falla, in questa vicenda, nel Movimento 5 stelle di Quarto c&#8217;è.</p>
<p>La prima di questo consiglio comunale è che i 21 attivisti del meet-up di Quarto evidentemente non si conoscevano così bene, oppure qualcuno ha taciuto sulle presunte conoscenze locali, dato che Quarto non è Oslo e nemmeno Stoccolma. Ammesso che i rapporti tra il sindaco e del gruppo pentastellato comunale con De Robbio si siano via via compromessi per i suoi atteggiamenti, non può essere che questo presunto ricattatore si sia presentato dal sindaco munito di foto con le quali l&#8217;ha minacciata di far casino per il sottotetto del marito trasformato in attico, grazie al &#8220;<em>cambio di destinazione d&#8217;uso</em>&#8221; (dice Capuozzo di cui attendiamo la documentazione on-line).</p>
<p>Qui c&#8217;è la seconda falla: il marito del sindaco ha sanato un ex abuso edilizio grazie alle leggi di Berlusconi? Se sì, ha commesso un&#8217;imprudenza, visto che probabilmente quell&#8217;abitazione non sarà a prova di terremoto giapponese. La domanda è: possibile che il primo sindaco grillino della Campania non abbia potuto scegliersi una casa a norma, mai condonata? Perché senno era meglio evitare la candidatura.</p>
<p>Terza falla: il marito del sindaco lavora in una tipografia che fornisce materiale al comune di Quarto? Anche qui, se il comune è un cliente importante per la tipografia della famiglia grillina, la moglie non si candida sindaco e gli altri attivisti, capendo il potenziale conflitto di interessi, opterebbero per qualcun altro. Al contrario, se la moglie del tipografo del comune decide di candidarsi, deve fare uno sforzo etico e costringere il consorte a trovarsi un cliente diverso dal comune che intende amministrare o, peggio, governare. Poi certo, la sindaca Rosa Capuozzo è formalmente parte lesa in quella che viene definita una brutta storia di voto di scambio politico mafioso e di ricatti. Lo è soprattutto da quando l&#8217;indagato De Robbio è stato sospeso dal Movimento 5 stelle il 14 dicembre scorso e fatto dimettere dal consiglio comunale di Quarto alla vigilia di una perquisizione da parte dei carabinieri.</p>
<p>La quarta falla del governo grillino di Quarto sta nel comportamento del sindaco, assai poco consono con la filosofia del Movimento. Quando i giornali hanno iniziato a parlare di patto elettorale del Movimento con la camorra, Rosa Capuozzo ha mentito dicendo di essersi presentata spontaneamente dai pm per denunciare i ricatti fotografici di De Robbio. Oggi, invece, sappiamo che la sindaca è stata convocata in procura come teste. Non una, bensì almeno tre volte: prima del 14 dicembre, poi il 21 e il 22. Nell&#8217;audizione del 21 dicembre ha escluso pressioni per il colloquio sulla foto aerea di casa sua. In quella del 22 ha parlato di «<em>ricatto</em>» e ha ammesso di avere paura di De Robbio: «<em>Ammetto di aver paura di De Robbio, temo che possa arrivare alle mani</em>». Dopo qualche giorno, Capuozzo ha smentito sia la paura che le pressioni di De Robbio, che nel frattempo, oltre all&#8217;indagine per voto di scambio, si è ritrovato pure l&#8217;indagine per aggravamento da finalità mafiosa e tentata estorsione (ai danni del sindaco).</p>
<p>La quinta falla (sarà stata una svista?), riguarda l&#8217;azienda che gestisce la manutenzione idrica. Il contratto è stato revocato dal Comune solo dopo una plateale segnalazione di un&#8217;interdittiva antimafia arrivata dalla senatrice del Pd Rosaria Capacchione, una che dopo aver scritto un bel libro sui Casalesi, se avesse voluto, avrebbe potuto pubblicare un&#8217;enciclopedia su Mafia Capitale pappa e ciccia col suo partito. Intanto la stoccata le è riuscita, e già che c&#8217;era, ci ha pure appiccicato un&#8217;interrogazione parlamentare e scritto al presidente dell&#8217;Anac Raffaele Cantone chiedendo di sciogliere il comune di Quarto.</p>
<p>La sesta e ultima falla riguarda le dimissioni dell&#8217;assessore al Bilancio Umberto Masullo e del consigliere Fabrizio Manzo, che mettono in bilico la giunta presieduta da un sindaco che per governare Quarto, pare debba essere meno paurosa, più decisa, non dire mai nemmeno una bugia ed essere più sicura dei propri mezzi. O meglio, dei mezzi del Movimento 5 stelle che rappresenta una rivoluzione rispetto ai partiti, anche e soprattutto in aree difficili come quelle della Campania. Se 900 cittadini di Quarto hanno votato il Movimento credendo di votare il Pd, forse non hanno capito cos&#8217;è il Movimento. Le dimissioni dell&#8217;imprudente Capuozzo dovrebbero rappresentare la risoluzione naturale di questa giunta nata male e finita peggio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2016/01/07/a-quarto-i-5-stelle-con-6-falle/">A Quarto i 5 stelle con 6 falle</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Bindi: &#8220;Napoli, regione camorra&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2015 06:05:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«La camorra è un dato costitutivo della città di Napoli e della regione Campania». Rosy Bindi, Pd, presidente della Commissione parlamentare antimafia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/09/15/bindi-napoli-regione-camorra/">Bindi: &#8220;Napoli, regione camorra&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>La camorra è un dato costitutivo della città di Napoli e della regione Campania</em>». Rosy Bindi, Pd, presidente della Commissione parlamentare antimafia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/09/15/bindi-napoli-regione-camorra/">Bindi: &#8220;Napoli, regione camorra&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>L&#8217;omicidio di Stato non è giustificabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2014 10:20:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Davide Bifolco A Napoli un ragazzino incensurato e disarmato muore per un colpo di pistola sparato da un Carabiniere. Il ragazzino era bordo di un motorino non assicurato e senza casco assieme a due amici che non avevano obbedito all&#8217;alt degli agenti. Nel quartiere del ragazzino è rivolta contro le forze dell&#8217;ordine. Vengono sfasciate alcune [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/09/davide-bifolco-morto.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13150" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/09/davide-bifolco-morto.jpg" alt="davide bifolco morto" width="194" height="259" /></a><br />
<strong>Davide Bifolco</strong></p>
<p>A Napoli un ragazzino incensurato e disarmato muore per un colpo di pistola sparato da un Carabiniere. Il ragazzino era bordo di un motorino non assicurato e senza casco assieme a due amici che non avevano obbedito all&#8217;alt degli agenti. Nel quartiere del ragazzino è rivolta contro le forze dell&#8217;ordine. Vengono sfasciate alcune &#8220;Madame&#8221;. I parenti parlano di omicidio di Stato. Il sindacato di Polizia parla di tragedia avvenuta in un quartiere difficile e ad alta densità camorristica. Inizia la gara di maratona tra innocentisti e colpevolisti. Il percorso delle analisi si fa in tivù, tra cittadini, politici, sindacati e la vedova di un agente morto ammazzato in uno stadio durante una partita di calcio. Ognuno dice la sua, compreso il sindacalista delle forze dell&#8217;ordine, che &#8220;assolve&#8221; il delitto dell&#8217;agente. Sparare è stata l&#8217;inevitabile risposta a una fuga. L&#8217;indirizzo del dibattito televisivo è chiaramente innocentista e giustificazionista di quella che certamente è una tragedia nelle mani della magistratura.</p>
<p>Il mio parere, lo ribadisco per quanto poco possa contare, è che non ci sono motivi che giustificano la morte di un cittadino disarmato da parte delle forze dell&#8217;ordine. L&#8217;agente armato col colpo in canna dovrebbe avere alle spalle molte ore di esercitazione e dovrebbe sapere che per sparare ad altezza uomo, ci vogliono le condizioni di legittima difesa nel caso ci si trovi di fronte a qualcuno a sua volta armato, o in partcolari condizioni di pericolo come quando ci sono ostaggi sotto minaccia. Rincorrere un motorino con a bordo 3 ragazzotti maleducati nel tentativo di prendere un latitante, è un lavoro nobile che nessuno critica. E&#8217; il lavoro delle forze dell&#8217;ordine tutte che, quando s&#8217;arruolano, sanno di non andare a lavorare l&#8217;uncinetto. Bensì, sanno che vivranno in situazioni di costante pericolo, né più né meno di quegli operai che lavorano sospesi in altezza nei cantieri, dei camionisti a rischio di rapina o incidenti, e di molte altre categorie professionali dribblate dal clamore mediatico.</p>
<p>Ma con una differenza: che gli agenti in divisa rappresentano lo Stato. Quell&#8217;entità sovrana che negli occhi di chi vive la fame come in certi quartieri di periferia devastati dalla crisi economica, è un blob indistinto di farraginosa burocrazia forte coi deboli, oltre che un covo di  privilegiati scudati proprio da quelle divise. Le divise in Italia, purtroppo, vengono viste come pali di un&#8217;istituzione che pullula di personaggi non proprio esemplari in tema di legalità, di rispetto delle regole e di reputazione. Al contrario, lo Stato inteso come istituzione politica è spesso rifugio di indagati, condannati e delinquenti passati in giudicato che si trincerano dietro il cosiddetto consenso popolare. Sta proprio qui il nocciolo della questione delle fughe. Forzare un posto di blocco è una ragazzata che non si fa soltanto a Napoli, ma è purtroppo una pessima abitudine diffusa in molte parti d&#8217;Italia. E&#8217; una forma di pirateria grave, uguale a quella che commettono certi automobilisti che scappano dopo aver investito qualcuno, o dopo aver provocato incidenti.</p>
<p>Del resto, la maleducazione e il non rispetto delle regole in Italia, sono il prodotto di un Paese eternamente in deroga che riserva un codicillo o un comma per tutti. I governi degli ultimi anni, soprattutto quelli di epoca berlusconiana, hanno il maggior peso di responsabilità in tutto questo. Ecco perché non ha senso prendersela con la maleducazione dei genitori del quartiere Traiano di Napoli che non insegnano ai loro figli di rispettare i posti di blocco. Non ha senso perché gli esempi che hanno dalle istituzioni non sono educativi. In un quadro di un Paese così disastrato, gli agenti che rappresentano lo Stato, che ammanettano e usano le armi per legge, hanno una responsablità in più rispetto ai delinquenti che rincorrono. Proprio perché tutori dell&#8217;ordine e della legalità, non si possono permettere colpi di pistola accidentali. Dunque, se un agente commette l&#8217;errore di ammazzare un cittadino inerme, dovrebbe essere sottoposto alla giustizia ordinaria e condannato in egual modo a un cittadino senza divisa. Invece, in Italia, nel Paese delle deroghe e dei codicilli, gli agenti che vengono condannati per omicidio, solitamente lo sono per omicidio colposo che scontano all&#8217;acqua di rose. Un esempio su tutti? I tre assassini in divisa condannati a Trieste per aver macellato in casa sua Riccardo Rasman, se la sono cavata con sei mesi con la condizionale e, cosa gravissima, hanno continuato a fare gli agenti in un&#8217;altra città. Sono stati trasferiti e non sbattuti fuori dal Corpo. Sorte simile è toccata agli esecutori di Federico Aldrovandi e pure ai macellai del G8 di Genova.</p>
<p>Dunque, l&#8217;esame del caso per caso, dovrebbe imporre il buonsenso di perseguire le persone in egual modo, proprio per tutelare il prestigio delle categorie professionali che rappresentano, senza rischiare di prestare il fianco alle polemiche sulla solita casta. A Napoli è morto un minorenne incensurato e disarmato per opera di un agente in divisa che non si può assolvere. Va perseguito, condannato e sbattuto fuori dall&#8217;arma senza se e senza ma. Andasse a fare l&#8217;uncinetto.</p>
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		<title>Magistrato-assessore-magistrato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 05:13:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giuseppe narducci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Ho evidenziato nodi e sollevato questioni politiche ma non ho avuto risposte. Torno a fare il magistrato. Ho già presentato al Csm la richiesta di reintegro». Giuseppe Narducci nelle lettera in cui annuncia le dimissioni da assessore comunale a Napoli.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Ho evidenziato nodi e sollevato questioni politiche ma non ho avuto risposte. Torno a fare il magistrato. Ho già presentato al Csm la richiesta di reintegro</em>». Giuseppe Narducci nelle lettera in cui annuncia le dimissioni da assessore comunale a Napoli.</p>
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		<title>La rivoluzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 15:12:37 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://video.repubblica.it/edizione/napoli/napoli-protesta-a-equitalia-cariche-della-polizia/95054/93436" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8974" title="EQUITALIA NAPOLI" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/EQUITALIA-NAPOLI.jpg" alt="" width="485" height="315" /></a></p>
<p>Con la guerriglia urbana andata in scena davanti alla sede Equitalia di Napoli, l&#8217;ultima di una serie di attacchi a suon di bombe e di incursioni armi in mano, si può dire che la rivoluzione in Italia è ormai cominciata. La Grecia è già qui, col suo deserto di prospettive e con un governo impotente, in attesa di essere a sua volta (come è già stato dichiarato per Atene) scaricato da Berlino con un &#8220;<em>avanti anche senza l&#8217;Italia nell&#8217;Euro</em>&#8220;. La situazione nelle città italiane è ormai fuori controllo, alla mercé di iniziative estemporanee con gruppi e gruppuscoli di ribelli che si radunano a sorpresa nelle strade per protestare nel generale silenzio dei media di regime. Il motto che circola tra tanti disperati è &#8220;<strong>Ribellarsi per non suicidarsi</strong>&#8221; nei confronti di un sistema oppressivo che strozza ogni giorno piccole e medie imprese, oltre che i bilanci di tante famiglie. Ecco perché gli uffici delle Entrate sono nel mirino dei disordini.</p>
<p>Intanto, nel caos generale, si fanno avanti i cosiddetti &#8220;<em>anarchici</em>&#8221; che rivendicano l&#8217;attentato a Roberto Adinolfi e ne promettono altri con volantini brigatisti a Legnano che ottengono grande evidenza sui giornali (nutro molti dubbi sulla loro attendibilità). Col risultato che di giorno in giorno si restringono i margini di sicurezza in giro per l&#8217;Italia. A cominciare dalle grandi città, zone a più alto rischio soprattutto in prossimità di uffici pubblici, stazioni, aeroporti e grandi piazze. Meno pericolosi, ma per questo non immuni da guai sociali, i piccoli centri di zone ricche di mare e montagna, lontano dalle grandi vie di comunicazione.</p>
<p>La rabbia dei disagiati si sta propagando come un virus che intacca la tenuta sociale che soltanto ieri il ministro Passera ha ammesso. Noi che ci tocca vivere come birilli da slalom, viviamo alla giornata con la speranza di non doverci aggregare a quei connazionali armati di rabbia e disperazione. Ogni giorno in questo Paese è come giocare a una roulette russa con cui stiamo imparando a convivere. Sempre che qualcuno di noi non abbia la fortuna e la possibilità di scappare da questo Paese corrotto. Si salvi chi può.</p>
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		<title>Effetto monnezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 08:05:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I due più votati alle europee 2009, entrambi dimissionari dallo scranno di Bruxelles, ai due antipodi della politica italiana, assieme, mano nella mano per risolvere il problema monnezza a Napoli. Una foto a effetto, mi sembra fuor di dubbio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/07/27/effetto-monnezza/">Effetto monnezza</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I due più votati alle europee 2009, entrambi dimissionari dallo scranno di Bruxelles, ai due antipodi della politica italiana, assieme, mano nella mano per risolvere il problema monnezza a Napoli. Una foto a effetto, mi sembra fuor di dubbio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/07/27/effetto-monnezza/">Effetto monnezza</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Prescrizione certa al processo Impregilo Bassolino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 16:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chissà  quali notizie riservate avrà  avuto il napoletano maresciallo del Ros Enrico La Monica (latitante in Senegal per l&#8217;inchiesta sulla P4), da dare al napoletano direttore ed editore de &#8220;L&#8217;Avanti!&#8221; Valter Lavitola (coinvolto nella P3), a carico dell&#8217;ex governatore della Campania Antonio Bassolino? Lo scoop in questione, agli atti delle intercettazioni acquisite dalla procura partenopea [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chissà  quali notizie riservate avrà  avuto il napoletano maresciallo del Ros <strong>Enrico La Monica</strong> (latitante in Senegal per l&#8217;inchiesta sulla P4), da dare al napoletano direttore ed editore de &#8220;L&#8217;Avanti!&#8221; <strong>Valter Lavitola</strong> (coinvolto nella P3), a carico dell&#8217;ex governatore della Campania <strong>Antonio Bassolino</strong>? Lo scoop in questione, agli atti delle intercettazioni acquisite dalla procura partenopea che indaga sulla Loggia P4 che attende di poter arrestare pure il deputato napoletano <strong>Alfonso Papa</strong> (Pdl) se la Camera si deciderà  a votare l&#8217;autorizzazione a procedere nei suoi confronti, pare riguardasse la piaga dei rifiuti di tutta la Campania, oggetto di un maxi processo in corso sempre a Napoli davanti alla quinta sezione penale presieduta da <strong>Maria Adele Scaramella</strong>, e di una seconda inchiesta che potrebbe sfociare in un secondo rinvio a giudizio per Antonio Bassolino, come ha chiesto il pm <strong>Francesco Curcio</strong> a carico di 20 persone, per <strong>epidemia colposa</strong> e omissione di atti d&#8217;ufficio in quanto &#8220;<em>non sono adeguatamente intervenuti a tutela dei cittadini</em>&#8220;. Tra gli indagati ci sono anche l&#8217;ex sindaco di Napoli <strong>Rosa Russo Jervolino</strong> e l&#8217;ex prefetto <strong>Alessandro Pansa</strong>. Il periodo di rifierimento per questo procedimento é il biennio 2007-2008 e riguarda soltanto i cumuli di spazzatura sparsi nel territorio di Napoli.</p>
<p>Il maxi processo già  in corso, invece, parte dalle indagini per il periodo sul finire degli anni &#8217;90, quando l&#8217;Impregilo dell&#8217;allora manager <strong>Piergiorgio Romiti</strong> s&#8217;aggiudicò l&#8217;appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di tutta la Campania governata da Bassolino che, nel 2000 fu nominato pure <strong>Commissario straordinario</strong> per la gestione dell&#8217;emergenza. Titolari dell&#8217;inchiesta in cui, assieme a Bassolino, sono imputate altre <strong>26 persone</strong> per vari reati che vanno dalla frode delle pubbliche forniture alla truffa aggravata, sono i pm <strong>Giuseppe Noviello</strong> e <strong>Paolo Sirleo</strong>. E&#8217; un processo che va avanti a rilento da oltre 3 anni, sul quale <strong>incombe la prescrizione</strong> prima che arrivi a sentenza di primo grado, dove l&#8217;accusa sta cercando dimostrare una megatruffa ai danni dello Stato scaturita da una denuncia dell&#8217;ex prefetto <strong>Corrado Catenacci</strong>, in cui si mescolano sprechi, mancata gestione dell&#8217;emergenza e mancati controlli di ciò che veniva buttato nell&#8217;inceneritore di Acerra.</p>
<p>Nell&#8217;aula bunker del carcere di Poggioreale, dove si tengono le udienze <strong>chiuse a telecamere e registratori</strong>, é emerso che i governi, nel decennio 1998-2008, hanno sborsato <strong>700 milioni</strong> di cui 200 dati a Impregilo per gestire l&#8217;emergenza, e 495 per gestire le continue emergenze tampone di quello che per Impregilo si é rivelato un <strong>progetto fallimentare</strong>. Dal treno carico di monnezza spedito inutilmente in Germania, fino alle spese di riparazione dell&#8217;inceneritore e per la gestione dei siti di stoccaggio, questo appalto, aldilà  dei profili penali, si é rivelato un <strong>colossale spreco </strong>di soldi pubblici che ha causato un danno ambientale di proporzioni inedite, oltre che un affare per i clan in odore di camorra.</p>
<p>Finora sono stati decine i teste dell&#8217;accusa che hanno deposto in aula. Mentre c&#8217;é attesa su cosa diranno il 20 luglio i 5 teste della difesa, va ricordato il <strong>silenzio tenuto da 5 imputati</strong> all&#8217;udienza del 15 giugno scorso, che si sono avvalsi della facoltà  di non rispondere. Il tutto con la prescrizione che scatterà  a febbraio del 2012 e dopo che la Cassazione ha annullato il sequestro preventivo di 266 milioni fermi sui conti di Impregilo per la gioia dell&#8217;attuale presidente <strong>Massimo Ponzellini</strong>. Senza contare le intercettazioni già  acquisite agli atti ma andate misteriossamente perse tra i faldoni, e il &#8220;niet&#8221; dell&#8217;ex commissario <strong>Guido Bertolaso</strong> convocato in aula senza successo. Ecco cos&#8217;é il vero scoop mai rivelato dalle telefonate del latitante La Monica al &#8220;pitreista&#8221; Lavitola. Un maxiprocesso che vede imputati politici e i dirigenti di un colosso pigliatutto per un disastro economico e ambientale che qualunque sentenza, sempre se ci sarà , non potrà  mai risarcire.</p>
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		<title>I rifiuti a Napoli secondo De Magistris</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 12:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Propongo lo scambio di battute in occasione della videochat con Luigi De Magistris alla vigilia del primo turno delle elezioni comunali. Il neosindaco di Napoli racconta come intende risolvere il problema rifiuti nel capoluogo partenopeo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/06/16/i-rifiuti-a-napoli-secondo-de-magistris/">I rifiuti a Napoli secondo De Magistris</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Propongo lo scambio di battute in occasione della videochat con Luigi De Magistris alla vigilia del primo turno delle elezioni comunali. Il neosindaco di Napoli racconta come intende risolvere il problema rifiuti nel capoluogo partenopeo. </p>
<p><iframe loading="lazy" width="400" height="300" src="http://www.youtube.com/embed/cX6NcayilSg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Terzigno: discarica Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Oct 2010 08:49:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[discarica]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I violenti scontri di Terzigno per l&#8217;apertura di una seconda discarica accanto a quella già  piena rasa di rifiuti nel parco del Vesuvio, sono stati la causa più &#8220;commeciale&#8221; sia per la strumentalizzazione politica che per i media. Le immagini dell&#8217;intifada tra i cittadini e le forze dell&#8217;ordine degna delle cronache dalla striscia di Gaza, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I violenti scontri di Terzigno per l&#8217;apertura di una seconda discarica accanto a quella già  piena rasa di rifiuti nel parco del Vesuvio, sono stati la causa più &#8220;commeciale&#8221; sia per la strumentalizzazione politica che per i media. Le immagini dell&#8217;intifada tra i cittadini e le forze dell&#8217;ordine degna delle cronache dalla striscia di Gaza, sono finite in copertina senza che nessuno abbia avuto il coraggio di spiegare perché si é arrivati a quel punto.</p>
<p>Pianura prima, Chiaiano prima (e anche ora), Terzigno ora. Il comune denominatore delle enormi discariche sono la <strong>mancata raccolta differenziata</strong>, il mancato impegno dei comuni a partire da Napoli di costringere i cittadini a differenziare i rifiuti, la mancata organizzazione della raccolta appaltata ad Impregilo con oltre 200 milioni di euro di fondi governativi (perciò molti suoi padrini a partire da Romiti sono imputati di truffa aggravata nel maxi processo sui rifiuti in corso a Napoli, il più censurato di tutti visto che non si possono nemmeno registrare le udienze), oltre al mancato corretto utilizzo degli inceneritori che a forza di ingoiare e bruciare di tutto si sono rovinati senza fornire il cosiddetto prodotto utile all&#8217;energia e, anzi, restituendo materiale inutilizzabile da sversare di nuovo in discarica.</p>
<p>Con la prescrizione che solo in Italia non si ferma a processo cominciato, il maxi processo sui rifiuti in cui é imputato anche Antonio Bassolino di abuso d&#8217;ufficio andrà  in <strong>prescrizione tra un anno</strong> senza nemmeno giungere a sentenza di primo grado. Per la felicità  di tutti gli imputati e dei clan camorristi che hanno &#8220;costretto&#8221; Impregilo ad affidargli buona parte del lavoro incompiuto fin dai primi anni 2000.<br />
Con l&#8217;impunità  garantita la storia si ripete. Il governo Berlusconi costringe per legge a riempire enormi buche di rifiuti senza fornire alla giustizia gli strumenti per funzionare e disincentivare manager affaristi e politici invischiati con la camorra ad arricchirsi alle spalle della collettività  (coi fondi di governo) e della salute di chi quelle discariche deve ospitare (Terzigno, Chiaiano, Pianura).</p>
<p>Sindaci, assessori, consiglieri, faccendieri, affaristi, camorristi, cittadini inermi e anche menefreghisti assieme a Impregilo. <strong>E&#8217; loro la colpa</strong> se oggi la sola città  di Napoli assieme a un gruppo di comuni della sua provincia, oltre che del casertano, manda la propria monnezza indifferenziata a Terzigno che mette a repentaglio la salute di migliaia di cittadini oltre che del parco coltivato. E sì che in Campania sono molti i comuni del salernitano, del beneventano e dell&#8217;avellinese in cui la raccolta differenziata funziona! Com&#8217;é possibile? Passino la loro ricetta anche ai vicini. Non c&#8217;é scampo all&#8217;assunzione di responsabilità  di tutti a livello locale per risolvere il problema rifiuti a Napoli.</p>
<p>Del resto un paese governato dalla P2 che persegue l&#8217;impunità  come unico obiettivo di governo non potrà  che aumentare la sua corsa verso il caos. Terzigno é soltanto l&#8217;ultimo focolaio distrattivo che propone la guerra tra i cittadini e le forze dell&#8217;ordine coordinate da Maroni. Il ministro della Lega che col suo verde diarrea ha dato il via libera a questo andazzo.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">
<p>I violenti scontri di Terzigno per l&#8217;apertura di una seconda discarica accanto a quella già  piena rasa di rifiuti dentro il parco del Vesuvio, sono stati la causa più &#8220;commeciale&#8221; sia per la strumentalizzazione politica che per i media. Le immagini dell&#8217;intifada tra i cittadini e le forze dell&#8217;ordine degna delle cronache della striscia di Gaza, sono finite in copertina senza che nessuno abbia avuto il coraggio di dare risposte concrete sul perché si sia arrivati a quel punto.</p>
<p>Pianura prima, Chiaiano prima (e anche ora), Trezigno ora. Il comune denominatore delle enormi discariche sono la mancata raccolta differenziata, il mancato impegno dei comuni a partire da Napoli di costringere i cittadini a differenziare i rifiuti, la mancata organizzazione della raccolta appaltata ad Impregilo con oltre 200 milioni di euro di fondi governativi (perciò molti suoi padrini a partire dai Romiti sono imputati di truffa aggravata nel maxi processo sui rifiuti in corso a Napoli, il più censurato di tutti visto che non si possono nemmeno registrare le udienze), oltre al mancato corretto utilizzo degli inceneritori che a forza di ingoiare e bruciare di tutto si sono rovinati senza fornire il cosiddetto prodotto utile all&#8217;energia.</p>
<p>Con la prescrizione che solo in Italia non si ferma a processo cominciato, il maxi processo sui rifiuti in cui é imputato anche Antonio Bassolino di abuso d&#8217;ufficio andrà  in prescrizione tra un anno senza nemmeno giungere a sentenza di primo grado. Per la felicità  di tutti gli imputati e dei clan camorristi che hanno &#8220;costretto&#8221; Impregilo ad affidargli buona parte del lavoro incompiuto fin dai primi anni 2000.<br />
Con l&#8217;impunità  garantita la storia si ripete. Il governo Berlusconi costringe per legge a riempire enormi buche di rifiuti senza fornire alla giustizia gli strumenti per funzionare e disincentivare manager, affaristi, politici invischiati con la camorra ad arricchirsi alle spalle della collettività  (coi fondi di governo) e della salute di chi quelle discariche deve ospitarle (Terzigno, Chiaiano, Pianura).</p>
<p>Sindaci, assessori, consiglieri, faccendieri, affaristi, camorristi, cittadini inermi e anche menefreghisti assieme a Impregilo. E&#8217; loro la colpa se oggi la sola città  di Napoli assieme a un gruppo di comuni della sua provincia, oltre che del casertano, manda la propria monnezza indifferenziata a Terzigno mettendo a repentaglio la salute di migliaia di cittadini. E sì che in Campania sono molti i comuni del salernitano, del beneventano e dell&#8217;avellinese in cui la raccolta differenziata funziona!<br />
Tuttavia un paese governato dalla P2 che persegue l&#8217;impunità  come unico obiettivo di governo non può che andare verso il caos. Terzigno é soltanto l&#8217;ultimo focolaio distrattivo che propone la guerra tra i cittadini e le forze dell&#8217;ordine coordinate da Maroni. Il ministro della Lega che col suo verde diarrea ha dato il via libera a questo andazzo.</p></div>
<p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/r4rObpbmydY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/r4rObpbmydY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Lega corrotta, la Camorra ringrazia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 11:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricordo quasi con nostalgia quei bei tempi (era il &#8217;93) quando sull&#8217;onda di Tangentopoli del pool di Mani pulite, la Lega nord esibiva il cappio in parlamento quale degna fine per politici collusi e corrotti con la malavita organizzata. Indimenticabile quel Luca Leoni Orsenigo, andatosene dal movimento di Bossi ancora prima di farsi corrompere da [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=j7AjsM7i49k" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5503" title="nicola cosentino" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/09/nicola-cosentino-300x170.jpg" alt="" width="510" height="289" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/09/nicola-cosentino-300x170.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/09/nicola-cosentino.jpg 637w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></a></p>
<p>Ricordo quasi con nostalgia quei bei tempi (era il &#8217;93) quando sull&#8217;onda di Tangentopoli del pool di Mani pulite, la Lega nord esibiva il cappio in parlamento quale degna fine per politici collusi e corrotti con la malavita organizzata. Indimenticabile quel <strong>Luca Leoni Orsenigo</strong>, andatosene dal movimento di Bossi ancora prima di farsi corrompere da Berlusconi dopo una magica cena di Arcore. Se ne contano a quintali di leghisti di primo pelo che non si lasciarono mettere in trappola dal senatùr condannato per la maxi tangente Enimont dopo aver restituito i 200 milioni che aveva riscosso il suo fido Patelli. E&#8217; preistoria politica quella della Lega dei celoduristi rispetto a quella oggi, corrotta e venduta alla causa di un malavitoso che fa il presidente del consiglio dei piduisti e che usa le istituzioni per barricarsi assieme alla sua cricca di disonorevoli.</p>
<p>Col voto contrario all&#8217;utilizzo delle intercettazioni di Nicola Cosentino la <strong>Lega ladrona si conferma un partito corrotto</strong> che per una democrazia libera é un cappio al collo. Aiutiamoci! Avvisiamo quanti più leghisti possiamo. Quelli onesti intendo, quelli che votano in buona fede e che pagano inconsapevolmente il loro essere disinformati. Per quanto tonti non possiamo fargli meritare la cricca bossi-calderoli dei miei maroni. Leghisti, sveglia!</p>
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		<item>
		<title>Web-tv, a Napoli un bando già  bandito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 10:38:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comune di Napoli ha indetto un bando per la nomina di direttore della web tv municipale. Ecco di seguito i requisiti richiesti: essere giornalista professionista da almeno 20 anni; (iscritto all&#8217;elenco almeno dall&#8217;89!) aver fatto parte per almeno 3 anni di una o più redazioni di periodici e/o quotidiani di rilievo nazionale; (come Maurizio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3611" title="direttore-webtv" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/12/direttore-webtv.jpg" alt="direttore-webtv" width="200" height="284" /></p>
<p>Il comune di Napoli ha indetto <a href="http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11340" target="_blank">un bando</a> per la nomina di direttore della web tv municipale. Ecco di seguito i requisiti richiesti:</p>
<p>essere giornalista professionista da almeno 20 anni; (<em>iscritto all&#8217;elenco almeno dall&#8217;89!</em>)</p>
<p>aver fatto parte per almeno 3 anni di una o più redazioni di periodici e/o quotidiani di rilievo nazionale; (<em>come Maurizio Costanzo</em>)</p>
<p>aver collaborato per almeno 5 anni con quotidiani di rilievo nazionale; (<em>come Piero Ostellino</em>)</p>
<p>aver collaborato per almeno 3 anni con quotidiani on line; (<em>come Marco Pratellesi</em>)</p>
<p>avere una comprovata esperienza nel campo della Comunicazione Istituzionale, con un&#8217;esperienza diretta in un Ente pubblico; (<em>come Daniele Capezzone</em>)</p>
<p>essere autore di reportages e servizi per testate nazionali; (<em>come gli inviati della Gabanelli</em>)</p>
<p>essere autore di programmi di inchiesta ed informazione del Servizio Pubblico; (<em>come Giovanni Minoli</em>)</p>
<p>avere svolto almeno unâ€™esperienza come conduttore di programmi televisivi di  approfondimento del servizio pubblico; (<em>come Michele Santoro</em>)</p>
<p>avere unâ€™esperienza di conduzione di almeno 5 anni di notiziario televisivo del servizio  pubblico; (<em>come Lilli Gruber</em>)</p>
<p>avere esperienze pluriennali di ideazione, redazione e conduzione di programmi televisivi e  giornalistici nellâ€™ambito della televisione pubblica e non commerciale; (<em>come Michele Guardì</em>)</p>
<p>avere svolto ampia, qualificata e comprovata attività  quale formatore nel campo del  giornalismo e della comunicazione; (<em>per formazione al giornalismo come lo intendiamo in rete credo non ci sia nessuno in Italia</em>)</p>
<p>avere una comprovata esperienza di direzione e formazioni di un team professionale nel  campo della comunicazione. (<em>come Mimun?</em>).</p>
<p>Insomma, a Napoli cercano una sorta di Michele Santoro che sia stato anche Lilli Gruber col ruolo di Augusto Minzolini, con l&#8217;estro di Dario Argento, dotato di fluidità  scritta come quella di Giorgio Bocca ma che nel frattempo sia stato anche docente in università , magari private, come Francesco Alberoni che nel frattempo aveva lasciato l&#8217;incarico preso da Daniele Capezzone dopo aver diretto l&#8217;ufficio stampa in qualche ministero.<br />
Per dirigere una web tivù al comune di Napoli cercano un geniale, poliedrico (oltre che fortunato) vecchiotto nato giornalisticamente con le macchine dattilografiche, che abbia idea di cosa sia una diretta streaming su Internet. Al fantastico ingaggio di 20 mila euro per un anno, al pari di un dipendente di un&#8217;impresa di pulizie. Un bando che si bandisce da solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/12/29/web-tv-a-napoli-un-bando-gia-bandito/">Web-tv, a Napoli un bando già  bandito</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Discariche, Napoli e Caserta come campi rom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 08:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[caserta]]></category>
		<category><![CDATA[discariche]]></category>
		<category><![CDATA[immondizia]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai commenti che ho letto nel precedente post ho notato molti napoletani indignati per il fatto che &#8220;io conosco solo un lato della loro realtà &#8220;. Sarà . Io continuo a ritenere che una democrazia civile non si possa permettere, tantomeno abituare e giustificare, uno scempio ambientale come quello che si vede in giro per la Campania, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/08/25/discariche-napoli-e-caserta-come-campi-rom/">Discariche, Napoli e Caserta come campi rom</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dai commenti che ho letto nel precedente post ho notato molti napoletani indignati per il fatto che &#8220;io conosco solo un lato della loro realtà &#8220;.<br />
Sarà . Io continuo a ritenere che una democrazia civile non si possa permettere, tantomeno abituare e giustificare, uno scempio ambientale come quello che si vede in giro per la Campania, mostrato a spicchi in video e che &#8211; ahime &#8211; riguarda anche gli incendi dolosi.<br />
Mi chiedo dove sono i sindaci, gli assessori, i netturbini a libro paga di tutti e i napoletani incazzati abitanti di quelle aree inquinate oggetto di veri e propri attentati alla salute pubblica. Compreso quella dei loro bambini. Il resto sulle critiche personali mi avanza.</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NflaVceRvBI&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/NflaVceRvBI&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="300"></embed></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/08/25/discariche-napoli-e-caserta-come-campi-rom/">Discariche, Napoli e Caserta come campi rom</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Napoli in ferie, tranne pistoleri e immondizia</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/08/23/napoli-in-ferie-tranne-limmondizia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=napoli-in-ferie-tranne-limmondizia</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 11:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[immondizia]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho passato 3 giorni a zonzo per Napoli alloggiato in un hotel nei pressi della stazione. Ho allungato la permanenza in città  mio malgrado, perché nonostante a Napoli ci sia andato decine di volte per seguire i processi in tribunale, non ho mai avuto il tempo di assorbirne a pieno i ritmi. In questi giorni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/08/23/napoli-in-ferie-tranne-limmondizia/">Napoli in ferie, tranne pistoleri e immondizia</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2798" title="napoli-rifiuti" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/08/napoli-rifiuti.jpg" alt="napoli-rifiuti" width="450" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/08/napoli-rifiuti.jpg 450w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/08/napoli-rifiuti-300x216.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>Ho passato 3 giorni a zonzo per Napoli alloggiato in un hotel nei pressi della stazione. Ho allungato la permanenza in città  mio malgrado, perché nonostante a Napoli ci sia andato decine di volte per seguire i processi in tribunale, non ho mai avuto il tempo di assorbirne a pieno i ritmi.<br />
In questi giorni Napoli brulica di turisti francesi inglesi e cinesi, ma la città  é in ferie. Si fatica a trovare una lavanderia, un parrucchiere e persino un negozio di alimentari aperto. Tanto poi arriva la regione Campania a dar retta ai sindacati del turismo che piangono crisi e <strong>battono cassa</strong>.<br />
Per ora a Napoli hanno chiuso i battenti pure i disoccupati e i mendicanti di strada. <strong>Niente proteste</strong>, niente tamburi e niente elemosine lungo i marciapiedi. Dagli incroci sono scomparsi anche i lavavetri, assieme ai carrettini dove acquistare le granite al limone.</p>
<p>Nella Napoli ferragostana i napoletani sono una minoranza. Quei pochi rimasti alzano il volume della radio e della voce. Rivendicano il loro potere sul territorio ma gli africani col loro silenzio li battono. La città  é un bazar di cianfrusaglie: borse pellami bigiotteria vestiti kebab e <strong>tanta sporcizia</strong> mescolata a qualche napoletano, che se ti vede passeggiare 2 volte lungo lo stesso tratto ti ferma per offritri l&#8217;Iphone che nasconde sotto l&#8217;ascella. Se rispondi che già  ce l&#8217;hai opta per droga, donne o pistole. Un tale dall&#8217;aspetto insospettabile sulla cinquantina davanti a un Mc Donald mi ha offerto <strong>P38 e revolver</strong> a buon prezzo. Bastava che pagassi.</p>
<p>Napoli é cara anche per questo. Perché lungo le sue strade non sei padrone di osservarla nella tua beata solitudine. Il napoletano é una sorta di giornalista inconsapevole: ti cerca, vuole sapere di te per renderti cliente se sei uomo e merce se sei donna. E&#8217; stupefacente come una gonna appena sopra il ginocchio o un decolleté abbronzato suscitino gli sfottò accompagnati pure da qualche pacca sinistra. Per carità , a Napoli sarà  pure un lusinghiero segno di apprezzamento nei confronti delle donne, ma in più di un&#8217;occasione ho sentito <strong>urla di spavento</strong> con codazzo di risate del napoletano di turno virilmente divertito. Fiero di vivere dove la deregulation é regola.</p>
<p>Il centro di Napoli, assieme alla provincia, brulicano pure di prostitute. Agli angoli dei marciapiedi sostano matrone russofone ma anche napoletane prosperose e assai stagionate. Le più giovani avranno 50 anni. Costa poco servirsene: 20 euro il coito e altri 10 per la camera in cui ti conducono nel volgere di pochi passi. Topaie senza finestre di 15 metri quadrati al lume fioco di candela, che lascia intravedere un letto a piazza e mezza rivestito di lenzuolo rosso cosparso di chiazze e sul pavimento pezzi di carta igienica usata. La location di questi nidi di sesso é il classico vicolo cieco lungo il quale va e viene <strong>l&#8217;albergatore</strong>, solitamente un vecchio che ingoiati nella tasca i 10 euro ti indica quale porta varcare fra le tante. Niente ricevuta fiscale e niente chiasso. Qui la legalità  é utopia nonostante si stia a un chilometro in linea d&#8217;aria dai palazzi del potere e pure dal tribunale del capoluogo campano.</p>
<p>Napoli é la città  del sole. Quando non tira vento il suo calore trasforma l&#8217;aria in afa appicicaticcia come quella di Milano. L&#8217;asfalto rovente lascia poco spazio alla fantasia. Urge trovarsi l&#8217;ombra e spesso per starci devi camminare raso muro oppure infilarti in qualche stradina laterale, dove quasi sempre ti imbatti in banchetti abusivi che emanano profumi invitanti. Non solo di pizza e zagara ma anche di piscio e vomito che rilasciano gli angoli dei marciapiedi, talmente fetido da non riuscirci a stare.</p>
<p>Insomma, quando anche i napoletani bene vanno in ferie città  e provincia trasudano tutto il loro desolante stato di abbandono. Con le discariche disseminate dappertutto sembra di stare in un <strong>campo rom senza soluzione di continuità </strong>. Peccato perché di fronte a cotanta grazia l&#8217;impressione che il turista si fa di una città  non é proprio ottimale. Qualcuno obietterà : &#8220;<em>Be&#8217; ma che cosa pretendi da una zona malfamata come la stazione?</em>&#8221; Rispondo che la stazione é la porta sul mondo che circonda la città , ed é anche il suo biglietto da visita.<br />
Infatti, per farmene un&#8217;idea, ho girato l&#8217;entroterra fino a Caserta evitando di andare sul solito lungomare partenopeo. Troppo semplice e riduttivo renderlo simbolo di benessere di una vasta area metropolitana che oltrepassa il milione di abitanti.</p>
<p>Io a Napoli ci sono passato in macchina. L&#8217;ho parcheggiata fra le striscie blu e sono stato <strong>l&#8217;unico ad aver pagato</strong> la sosta perché gli altri automobilisti dicevano che in questi giorni di ferie nessun vigile sarebbe passato ad appioppare le multe. Avevano ragione.<br />
Prima di salirci, il mattino successivo, l&#8217;auto l&#8217;ho trovata ricoperta di lampadari con l&#8217;invito del negoziante a spostarla &#8220;<em>dal posto del suo furgone</em>&#8220;. Ho preferito evitare discussioni perché ho capito che certi approcci, a Napoli, sono frutto di una prepotenza che é sistema.</p>
<p>Ci sono un milione di motivi per rendere <strong>Napoli notizia</strong>. In ogni suo scorcio. Un labirinto di illegalità  consolidata e accettata che coesiste con carabinieri e Polizia, succubi per la banale legge dei numeri che vanifica regole e normative, <strong>svuotate di sacralità  istituzionale</strong> visto che qui, a differenza di altre aree d&#8217;Italia, nessuno le fa rispettare.</p>
<p>La stampa potrebbe andare a tambur battente su questi temi. Giornali e televisioni anziché sbatterci in primo piano il facciotto insopportabile di Gigi D&#8217;Alessio e imbottirci di balle su Kabul e Bagdad potrebbero dare visibilità  ad una realtà  così unica e federata. Il quotidiano &#8220;<em>Il Mattino</em>&#8221;  ha di recente pubblicato la foto di un tale che getta in una discarica abusiva uno pneumatico, che é stato arrestato. Si trattava di un serbo, non di un napoletano.</p>
<p>Sia chiaro! Il mio breve soggiorno partenopeo é servito per arricchirmi di dettagli che sapevo solo per sentito dire.  Non mi si dica che ho disprezzo per i napoletani e la Campania. Anzi, Napoli italiana la osservo da italiano per amor di patria e per amor dei figli di quella terra, oltre che per la stima di quei pochi napoletani che finora ho conosciuto tramite la rete. Pochi, appunto.</p>
<p>Domani pubblicherò un video su ciò che ho documentato girando Napoli e provincia tranne le topaie, intraviste solo dopo essermi rivolto a un albergatore di strada simulando finto interesse per una prostituta. Le immagini che proporrò serviranno tanto per non dimenticare il corruttore che annovera: &#8220;<em>Ciò che ho fatto</em><em> é ripulire Napoli&#8221;</em>.  Ripulita da che cosa?</p>
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		<title>I rifiuti campani portano nuovi arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 17:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[aniello cimitile]]></category>
		<category><![CDATA[antonio bassolino]]></category>
		<category><![CDATA[benevento]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="280"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Vgzte2EM79A&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Vgzte2EM79A&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="495" height="280"></embed></object></p>
<p>Ieri é finito in manette il presidente della provincia di Benevento, il pidino Aniello Cimitile, assieme ad altre 14 persone fra docenti universitari e funzionari della regione Campania, accusati di falso in atto pubblico.<br />
I pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, gli stessi che rappresentano l&#8217;accusa nel processo Impregilo Bassolino, ritengono che gli arrestati abbiano falsificato i collaudi degli impianti di incenerimento dei rifiuti. Non a caso i nuovi arresti di ieri rientrano in un&#8217;inchiesta parallela a quella del processo Impregilo Bassolino.<br />
I milioni di ecoballe di rifiuti indifferenziati sono ancora stipati nei siti campani perché non si sa come smaltirli. Non sono adatti alla produzione di energia.</p>
<p>Intanto, ieri l&#8217;udienza del processo Impregilo Bassolino nell&#8217;aula bunker del carcere di Poggioreale é stata dedicata al controesame dell&#8217;ingegner Paolo Rabitti, che ha risposto alle domande degli avvocati difensori.<br />
La sensazione é che la difesa si arrampichi sugli specchi di fronte a fatti inconfutabili: soldi scomparsi, rifiuti dappertutto e nessuno smaltimento. Una catastrofe ambientale e sociale.</p>
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		<title>Napoli discarica di bugie del corruttore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 17:19:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[discariche]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[spazzatura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/u4rJjxGoDLA&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/u4rJjxGoDLA&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><em>&#8220;Abbiamo ripulito Napoli</em>&#8221; ama dire a pappagallo il corruttore di giudici e di teste barricato dentro palazzo Chigi.<br />
Peccato che a Napoli basta girare un qualunque quartiere popolare per imbattersi in tonnellate di spazzatura in cui non é raro vedere pure qualche bimbo che ci gioca. Non solo in città , anche in provincia.<br />
Il video che invito a guardare, soprattutto ai berluscones, ne é un&#8217;umile prova. Ringrazio per la collaborazione Pasquale e Rosaria, 2 amici di Chiaiano.</p>
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		<title>L&#8217;Italia disinformata é attesa a Marsala</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 11:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[marsala]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non finisco mai di stupirmi di quanta disinformazione c&#8217;é in giro. Non finisco mai di stupirmi di quanto l&#8217;ignoranza imperante su temi che ci riguardano tutti, sfocia in un sicuro e autoritario pressapochismo. Quando mi capita di parlare di attualità  e di politica con le persone che incontro nelle varie occasioni, bastano un paio di domande [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/05/festival_marsala.gif"></a></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2097" title="festival_marsala" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/05/festival_marsala.gif" alt="festival_marsala" width="502" height="70" /></p>
<p>Non finisco mai di stupirmi di quanta disinformazione c&#8217;é in giro. Non finisco mai di stupirmi di quanto l&#8217;ignoranza imperante su temi che ci riguardano tutti, sfocia in un sicuro e autoritario pressapochismo.<br />
Quando mi capita di parlare di attualità  e di politica con le persone che incontro nelle varie occasioni, bastano un paio di domande per <strong>mandarli in crisi</strong>. Basta un niente per farli rendere conto che ciò che pensavano pressapoco non sta in piedi.<br />
Basta poco per <strong>vederli sobbalzare </strong>quando sentono pochi dettagli della sentenza Mills, che fino a pochi secondi prima, tutti (o quasi) mi avevano detto di averne sentito parlare ma senza sapere cosa sia stata.</p>
<p>E&#8217; disarmante <strong>l&#8217;arrendevolezza</strong> che vivono gli italiani. E&#8217; deprimente sentirsi dire che ci vuole coraggio per denunciare ciò che non funziona. E&#8217; scoraggiante leggere l&#8217;impotenza degli italiani <strong>consci di non avere giustizia</strong>.<br />
Sono troppi quelli che non riescono ad associare giustizia e politica, e capire quanto quest&#8217;ultima abbia infierito sulla prima per rendenderla pressoché inoffensiva.</p>
<p>Ci vorrebbero ore quotidiane di informazione televisiva per diffondere consapevolezza perché la Rete, nonostante noi ottimisti, é ancora troppo di nicchia. Me ne rendo conto quando giro l&#8217;Italia, soprattutto al Sud.<br />
A Napoli, <strong>un milione di abitanti</strong>, trovare un internet point é come cercare una gelateria al Polo nord. <strong>L&#8217;unico</strong> che c&#8217;é, in piazza Garibaldi davanti alla stazione centrale, é nascosto nei meandri di uno Western Union, al primo piano di un palazzo senza insegne che ne indichino la presenza.<br />
Ieri lì dentro ci sono stato un paio d&#8217;ore del primo pomeriggio. <strong>Nessuno</strong>, oltre a me, in quel lasso di tempo é venuto a connettersi. Che tristezza.</p>
<p>Ora sono in partenza per Marsala, ospite al primo <a href="http://www.blog.chiarelettere.it/post/2227597.html" target="_blank">&#8220;Festival del giornalismo d&#8217;inchiesta&#8221;</a>. Sono stato invitato a rimanere fino domenica. Spero che tutta l&#8217;Italia televisionara si trasferisca lì in questo week end. Spero sia una grande occasione per vedere facce nuove. Non solo quelle dei soliti simpatici malati della Rete come il sottoscritto.<br />
Ecco, perciò spero di non finire di stupirmi&#8230;</p>
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		<title>Berlusconi e i napoletani senza monetine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2009 08:37:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[contestazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In nessuna democrazia europea il capo di governo viene accolto dai cittadini all&#8217;urlo di buffone come é stato per Berlusconi ieri a Napoli: fischiato, sbeffeggiato e insultato da una marea di gente che sembrava volerlo linciare lì, sull&#8217;uscio del teatro San Carlo. Nelle immagini si vede che Berlusconi, quando sbuca dall&#8217;ingresso del teatro, devia a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340" data="http://www.youtube.com/v/QVmkdKt8aVM&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QVmkdKt8aVM&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>In nessuna democrazia europea il capo di governo viene accolto dai cittadini all&#8217;urlo di buffone come é stato per Berlusconi ieri a Napoli: <strong>fischiato, sbeffeggiato e insultato</strong> da una marea di gente che sembrava volerlo linciare lì, sull&#8217;uscio del teatro San Carlo.<br />
Nelle immagini si vede che Berlusconi, quando sbuca dall&#8217;ingresso del teatro, devia a sinistra fingendo di aver qualcosa da fare. In realtà  tradisce imbarazzo e vergogna di fronte a quella folla che lo assale.</p>
<p>Berlusconi é talmente amato dagli italiani che persino nella città  regno della <strong>camorra, sua alleata</strong>, é costretto a circolare protetto da un esercito di guardie del corpo e su auto blindata.<br />
Berlusconi é così rispettato nel suo impegno istituzionale da sentirsi dare del buffone all&#8217;invito di andarsene. Napoli, L&#8217;Aquila o Milano, ogni sua tappa pubblica é uno spiegamento di forze che lo devono proteggere dagli italiani in crisi. Rimasti <strong>senza monetine</strong>.<br />
A Cagliari, non più tardi di 2 mesi fa, la polizia bloccò tutte le strade e gli incroci fra l&#8217;aeroporto e il centro un&#8217;ora e mezza prima che Berlusconi arrivasse. Con visibile rabbia degli automobilisti costretti a sostare inermi. Infatti é così che Berlusconi lascia il bel ricordo di sé. E&#8217; così che porta il suo gradimento al 75,1% (come dice lui) senza chiarire che quell&#8217;indice é di coloro che lo vorrebbero in galera.</p>
<p>Meno male che l&#8217;Italia non é fatta di <strong>soli fessi</strong> che guardano Scotti e Papi. Meno male che quei fessi, ogni giorno, diminuiscono. Alcuni muoiono, altri <strong>rinascono. In Rete</strong>.<br />
Napoli é la città  che Berlusconi ha ripulito dai rifiuti. La stessa che ho ritratto io pochi giorni fa sommersa dall&#8217;immondizia in un video che é in procinto di uscire.<br />
L&#8217;Italia retrocessa nella classifica Freedom house a paese parzialmente libero dimostra di essere popolata da un esercito di servi.</p>
<p>Quel clima di guerriglia a Napoli ricorda tanto quello della Thailandia e delle dittature sudamericane. Il popolo allo stremo ad un certo punto insorge. I segnali ci sono tutti per abbattere questo sistema marcio dove abbiamo pure il numero uno dei Ros, cioé di coloro che ci dovrebbero garantire sicurezza, imputato di associazione a delinquere a Milano.<br />
<strong>L&#8217;Italia é da ribaltare</strong>, i dolori non mancheranno perché i focolai sono cominciati. Dopo la crisi, diffondere la Rete é l&#8217;unico modo per affondare Berlusconi e i suoi servi.</p>
<p><object width="212" height="177" data="http://www.youtube.com/v/KWxCRms-eDw&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KWxCRms-eDw&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Frecce tricolori! Il resto é feccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 07:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[aereo]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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		<category><![CDATA[ignazio la russa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri mattina, come quasi ogni settimana, dovevo recarmi a Napoli per seguire l&#8217;udienza del processo Bassolino ma ho dovuto rinunciare perché il volo Meridiana delle 9 da Linate é partito alle 11. Il motivo non é stato un guasto all&#8217;aereo o problemi di servizio, bensì perché a Napoli, ieri mattina, c&#8217;era un&#8217;esercitazione delle Frecce tricolori! [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/lARpms8G12c&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lARpms8G12c&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Ieri mattina, come quasi ogni settimana, dovevo recarmi a Napoli per seguire l&#8217;udienza del processo Bassolino ma <strong>ho dovuto rinunciare</strong> perché il volo Meridiana delle 9 da Linate é partito alle 11.<br />
Il motivo non é stato un guasto all&#8217;aereo o problemi di servizio, bensì perché a Napoli, ieri mattina, c&#8217;era un&#8217;esercitazione delle <a href="http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=53879&amp;sez=NAPOLI" target="_blank">Frecce tricolori</a>! Talmente importante e improrogabile da <strong>paralizzare tutti i voli</strong> dell&#8217;aviazione civile, in un giorno feriale, e soprattutto <strong>senza comunicati</strong> del giorno prima da parte del cosiddetto servizio pubblico radiofonico e televisivo. Nessun annuncio in cui si fosse detto che nella mattinata di mercoledì l&#8217;iniziativa avrebbe causato ritardi dei voli diretti all&#8217;aeroporto Capodichino. Niente.</p>
<p>Il Ministero della difesa di Ignazio La Russa ha autorizzato l&#8217;esercitazione senza preoccuparsi dei passeggeri come il sottoscritto, che hanno speso <strong>oltre 200 euro</strong> di biglietto aereo per motivi di lavoro.<br />
Le Frecce tricolori hanno dovuto per forza eseguire i loro guizzi sopra Napoli. Non potevano andarsene in mezzo al Tirreno. Hanno preferito allietare la mattinata di tanti disoccupati a zonzo per la città  e chi s&#8217;é visto s&#8217;é visto.</p>
<p>A Linate, dei <strong>140 passeggeri</strong> del mio volo, soltanto 2, io e un altro, abbiamo rinunciato al volo chiedendo il rimborso e/o lo spostamento della prenotazione ad altra data. Tutti gli altri hanno rimediato la presa per il culo sfogandosi attaccati ai loro cellulari.<br />
Ecco, da questi episodi si evince come la sovranità  del popolo italiano sia soltanto virtuale. Da questi episodi si evince come la <strong>tracotante prepotenza delle istituzioni</strong> si pulisca il culo col rispetto dei cittadini perché certe di uscirne impunite per ignavia, arrendevolezza da parte degli inermi beffati, a loro volta consapevoli dell&#8217;inefficienza della giustizia italiana, perlopiù orfana di norme severe in materia di tutela dei diritti dei cittadini.<br />
Per quanto mi riguarda mi arrogo almeno del diritto di critica. Ecco quindi il motivo del mio sentito fanculo al ministro della difesa <a href="http://www.ignaziolarussa.it/" target="_blank">Ignazio La Russa</a>.</p>
<p>P.S. Il blog, ieri, é rimasto off line per 10 ore per un attacco di alcuni hacker che ha fatto effetto sull&#8217;intero server. Non era mai successo in questi primi 2 anni di esistenza. Ora che pare tutto a posto ringrazio coloro che mi hanno scritto per avere notizie. Io, non essendo un informatico, non so dare spiegazioni di quello che sia realmente accaduto ma certamente sto facendo qualche sforzo in più per ridurre al minimo le possibilità  che un episodio simile si ripeta.</p>
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		<title>Sentenza: &#8220;insano mentale&#8221; non é diffamatorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 20:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Galeotta fu una mail inviata ad una quarantina di persone in cui R. I. iscritto ad un&#8217;associazione culturale no profit, contestava la rinuncia di un altro membro. Che secondo quest&#8217;ultimo era stata scritta in maniera diffamatoria perché tra le righe si leggeva di &#8220;persona affetta da insanità  mentale&#8220;, bisognosa di &#8220;aiuto e compassione&#8221; attribuendogli un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1736" title="chiocciola-email" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/03/chiocciola-email.jpg" alt="chiocciola-email" width="273" height="194" /></p>
<p>Galeotta fu una mail inviata ad una quarantina di persone in cui R. I. iscritto ad un&#8217;associazione culturale no profit, contestava la rinuncia di un altro membro. Che secondo quest&#8217;ultimo era stata scritta in maniera diffamatoria perché tra le righe si leggeva di &#8220;<em>persona affetta da insanità  mentale</em>&#8220;, bisognosa di &#8220;<em>aiuto e compassione</em>&#8221; attribuendogli un &#8220;<em>furto di idee</em>&#8220;.<br />
La vicenda, sfociata in una querela per diffamazione é <strong>finita in nulla</strong>. Il pm non ha ravvisato estremi del reato e il gip Vincenzo Alabiso ha accolto la richiesta di archiviazione.  &#8220;<em>Trattasi</em> â€“ scrive Alabiso â€“ <em>di forzature espressive che in una comunità  intellettualmente evoluta, come quella degli iscritti all&#8217;associazione, sono prive di valenza diffamatoria dal momento che i destinatari potevano comprendere senza difficoltà  il carattere iperbolico delle espressioni, qualificando perlopiù i limiti espressivi della fonte piuttosto che la personalità  del querelante</em>&#8220;.</p>
<p>Al querelante e a diversi componenti dell&#8217;associazione la <strong>sentenza é andata di traverso</strong>. Dicono che per offendere qualcuno e passarla liscia basta far parte di una &#8220;<em>comunità  intellettualmente evoluta</em>&#8220;. Via libera dunque, paventano, alle diffamazioni come se le persone prese di mira nei circoli fossero mentalmente più progredite e, dunque, più capaci di &#8220;<em>comprendere senza difficoltà </em>&#8221; affermazioni enfatizzate e non diffamanti.</p>
<p>Secondo il gip Vincenzo Alabiso, &#8220;<em>ci sono modi di esprimersi che rientrano nel diritto di critica, costituzionalmente garantito, e non comportano offesa alla reputazione. Una persona di buon livello culturale é perfettamente in grado di distinguerli e di cogliere il senso figurato di una frase</em>&#8220;.</p>
<p>Oggi a Roma ho incrociato Pierferdinando Casini e Luca Barbareschi. Il primo mi ha detto di essere un martire per aver portato in Senato il condannato Totò Cuffaro &#8220;<em>votato dagli italiani</em>&#8221; mentre l&#8217;attore, alla mia domanda se é vero che vuole querelare Youtube, mi ha riconosciuto dicendomi &#8220;<em>ah lei é quello che mi ha dato dell&#8217;imbecille</em>&#8220;. Ma si sbaglia.</p>
<p>Sotto, il video che gli dedicai la scorsa estate senza mai dire imbecille.<br />
Presto il video dei 2 incontri.</p>
<p><object width="212" height="177"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AzmiqD6RH1Q&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/AzmiqD6RH1Q&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="212" height="177"></embed></object></p>
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		<title>Gli impianti fuori norma, Bassolino lo sapeva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 22:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antonio bassolino]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/KaWChYxXWS0" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/KaWChYxXWS0" /></object></p>
<p>Udienza fiume al processo Bassolino di Napoli, iniziata col controesame dei difensori degli imputati che hanno puntato sulla <strong>scarsa attuazione del piano</strong> di raccolta differenziata dei rifiuti.<br />
In particolare, Paolo Siniscalchi, difensore di Fisia Italimpianti, ricordando che gli impianti campani erano uguali a quelli installati a Cagliari, ancora oggi in funzione, quelli napoletani funzionavano male perché dentro ci finivano rifiuti indifferenziati che <strong>non raggiungevano il potere calorifico</strong> necessario alla loro trasformazione in energia.<br />
La raccolta differenziata era dettata dal piano regionale ma i comuni non si sono preoccupati di diffonderla.<br />
Il personale addetto agli impianti lamentava <strong>difficoltà  di gestione</strong> dei flussi di rifiuti in entrata, superiori a quelli supportati dagli impianti.</p>
<p>Nel pomeriggio ha deposto l&#8217;ex senatore <strong>Tommaso Sodano</strong>, nel &#8217;98 vicepresidente della Commissione ambiente.<br />
Fu un suo esposto a dare il via alle indagini sfociate in questo processo: &#8220;<em>Giulio Facchi &#8211; </em> imputato nel processo &#8211;  <em>mi aveva segnalato molti punti critici nel ciclo dei rifiuti, fra cui la produzione di ecoballe senza che l&#8217;inceneritore fosse pronto per bruciarle. Perciò venivano stoccate per tempi lunghissimi trasformando i siti in discariche, senza averne le caratteristiche di sicurezza. Punti critici&#8221;</em> che secondo Sodano <strong>Facchi segnalava sempre anche a Bassolino</strong>.</p>
<p>Siccome gli stoccaggi introdotti da Bassolino nel capitolato di gara <strong>non erano previsti</strong> &#8220;<em>lo smaltimento delle ecoballe che era a carico della Fibe diventava un <strong>onere per lo Stato</strong></em>&#8220;. Fu il commissariato ad accollarsi le spese per allestire i siti e adeguare gli impianti â€” per esempio quello di Caivano â€” in seguito alle proteste della popolazione per i miasmi provenienti dalle balle.</p>
<p>Un altro punto importante della deposizione dell&#8217;ex senatore Sodano ha riguardato il dimensionamento degli impianti per la produzione di combustibile da rifiuti. Nel &#8217;98 l&#8217;allora ministro dell&#8217;Ambiente, <strong>Edo Ronchi</strong>, aveva chiesto al presidente della Regione, <strong>Antonio Rastrelli</strong>, che si bruciasse la metà  dei rifiuti che giungevano negli impianti dopo che ne fosse stato tolto a monte, grazie alla raccolta differenziata, il 35 per cento. Negli anni successivi, invece, gli impianti furono dimensionati per bruciare tutti i rifiuti raccolti.</p>
<p>La deposizione di Sodano, protrattasi per 3 ore é stata caratterizzata da <strong>battibecchi tra difesa e accusa</strong>, rappresentata dai pm <strong>Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo</strong>. Anche alcuni avvocati della difesa hanno rivolto domande all&#8217;ex senatore: tra loro <strong>Giuseppe Fusco</strong>, che assiste Bassolino, che ha voluto sapere se il governo fosse a conoscenza di quelo che accadeva in Campania.<br />
Sodano ha risposto che le sue prime interrogazioni risalgono al <strong>2001</strong> e che più di una volta aveva chiesto al ministro Matteoli di risolvere il contratto, poi risolto nel 2005 con decreto.<br />
Fusco ha anche chiesto se Sodano verificava di persona che Bassolino fosse effettivamente informato da Facchi sulle criticità : il teste ha risposto di no. Il controesame é stato rinviato a mercoledì, dopo l&#8217;udienza fiume conclusa alle 18,30.</p>
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		<title>Al processo Bassolino sfilano i testimoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 17:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[antonio bassolino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli impianti che dovevano trasformare i rifiuti in energia si sapeva che non erano a norma. Lo sapevano i tecnici e anche le banche che nonostante tutto hanno finanziato il progetto. E&#8217; il succo di quanto dichiarato dall&#8217;ingegner Paolo Polinelli, consulente tecnico e ambientale di quelle banche, tra cui la San Paolo, che hanno finanziato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j2i8KamRF-4&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/j2i8KamRF-4&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Gli impianti che dovevano trasformare i rifiuti in energia si sapeva che non erano a norma. Lo sapevano i tecnici e anche le banche che nonostante tutto hanno finanziato il progetto.<br />
E&#8217; il succo di quanto dichiarato dall&#8217;ingegner Paolo Polinelli, consulente tecnico e ambientale di quelle banche, tra cui la San Paolo, che hanno finanziato la messa a punto degli impianti campani nel processo Impregilo-Bassolino.<br />
Nel pomeriggio inoltrato, quando toccava agli avvocati difensori fare il controesame, hanno chiesto ai giudici di rinviare l&#8217;udienza. Sono stati gli avvocati Cavalli e Stile. I giudici, in maniera inedita, hanno accettato nonostante la dura opposizione dei pm.<br />
L&#8217;appuntamento é rimandato a mercoledì prossimo.</p>
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		<title>In Campania é emergenza ambientale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 22:20:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono vaste aree della Campania in cui é emergenza ambientale. Ci sono tonnellate di rifiuti sparsi dappertutto: sulle piazzole delle strade, lungo i dorsi dei cavalcavia, nelle campagne coltivate, nei corsi d&#8217;acqua, sotto i ponti e addirittura nei cortili privati. Centinaia di discariche che scoraggiano qualunque progetto di bonifica e che avvelenano anche l&#8217;aria. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350" data="http://www.youtube.com/v/Z5al3cxz2rk" type="application/x-shockwave-flash"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Z5al3cxz2rk" /></object></p>
<p>Ci sono vaste aree della Campania in cui é <strong>emergenza ambientale</strong>. Ci sono <strong>tonnellate di rifiuti sparsi</strong> dappertutto: sulle piazzole delle strade, lungo i dorsi dei cavalcavia, nelle campagne coltivate, nei corsi d&#8217;acqua, sotto i ponti e addirittura nei cortili privati. <strong>Centinaia di discariche</strong> che scoraggiano qualunque progetto di bonifica e che avvelenano anche l&#8217;aria. Già  perché quando le montagne di immondizia vengono bruciate, le colonne di fumo che si alzano contengono <strong>diossina</strong> in parte respirata dagli abitanti, mentre la maggior parte si deposita <strong>sulle coltivazioni</strong>. Che poi vengono mangiate sia dagli animali che dall&#8217;uomo.</p>
<p>A nulla sono servite le centinaia di milioni spesi per risolvere il problema rifiuti qui in Campania. Ciò che si vede fra Napoli e Caserta attraverso Qualiano o Acerra, zone che ho visitato per tutta la giornata di ieri col bravo e giovane collega <strong>Alessandro De Pascale</strong> documentate nel video, é <strong>spaventoso e desolante</strong> allo stesso tempo.<br />
I <strong>malati di tumore</strong>, sia adulti che bambini, qui sono in <strong>numero maggiore</strong> rispetto alla media nazionale italiana, ma non esistono screening ufficiali sulla popolazione che diano numeri e riferimenti certi sul tasso di sostanze velenose che gli abitanti di queste zone inalano e bevono quotidianamente.</p>
<p>Chi, come il tossicologo <strong>Antonio Marfella,</strong> ha cercato di mettere a punto strategie di intervento é stato subito <strong>fermato</strong>. Al medico appena citato che lavora nell&#8217;ospedale napoletano della fondazione &#8220;G. Pascale&#8221; hanno <strong>congelato gli incarichi</strong>.<br />
Spero di sbagliarmi ma dai dati che emergono nell&#8217;intervista che proporrò nei prossimi giorni, in queste zone così inquinate si <strong>muore prima e più in fretta</strong> che in altre parti. Come in una logica e spietata legge naturale che risponde ad un semplice &#8220;siamo ciò che vogliamo essere&#8221;.</p>
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		<title>Impregilo-monnezza, affare da 700 milioni</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/02/04/impregilo-monnezza-affare-da-700-milioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=impregilo-monnezza-affare-da-700-milioni</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 22:52:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[antonio bassolino]]></category>
		<category><![CDATA[impregilo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il processo Impregilo-Bassolino é una chiatta incagliata. A ogni udienza c&#8217;é qualche difensore che riesce a far rinviare l&#8217;udienza e avvicinare la prescrizione. Gli imputati, lo ricordo, sono 27 fra cui Cesare Romiti e il governatore della Campania Antonio Bassolino, imputato di abuso d&#8217;ufficio. Gli altri capi d&#8217;imputazione sono frode in forniture pubbliche e truffa, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/02/04/impregilo-monnezza-affare-da-700-milioni/">Impregilo-monnezza, affare da 700 milioni</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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<p>Il processo Impregilo-Bassolino é una chiatta incagliata. A ogni udienza c&#8217;é qualche difensore che riesce a far rinviare l&#8217;udienza e avvicinare la prescrizione.<br />
Gli imputati, lo ricordo, sono 27 fra cui Cesare Romiti e il governatore della Campania Antonio Bassolino, imputato di abuso d&#8217;ufficio. Gli altri capi d&#8217;imputazione sono <strong>frode in forniture pubbliche e truffa,</strong> che riguardano anche Impregilo come soggetto giuridico.</p>
<p>Riepilogando brevemente: il governo italiano ha dato centinaia di milioni di euro (almeno 200) alle 5 società  controllate da Impregilo per gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di tutta la Campania. Gestione che di fatto non c&#8217;é stata con la compiacenza, secondo l&#8217;accusa, del governatore campano Bassolino, che firmando alcuni documenti avrebbe <strong>favorito Impregilo nella presunta truffa</strong> dei nostri soldi. Finiti non si sa bene in quali tasche e con l&#8217;aggravante che il mancato servizio ha fortemente contribuito a esasperare la crisi della monnezza in Campania e il conseguente aggravio di spese sostenute dal governo (da noi) per tamponare le annose emergenze perpetratesi dal 2002 ad oggi.</p>
<p>Spese che negli ultimi 7 anni, secondo i calcoli dell&#8217;Avvocatura dello Stato, sono lievitate a <strong>oltre 495 milioni di euro</strong>. Un esempio? 5,5 milioni sono stati dati alle ferrovie per riempire di rifiuti un intero treno che da Napoli é andato fino in Germania <strong>inutilmente</strong>. Visto che la Germania, quella monnezza non differenziata non l&#8217;ha accettata, costringendo il convoglio a fare <strong>dietro front</strong>.</p>
<p>A fronte di un <strong>danno di almeno 700 milioni di euro</strong> (compresi i 200 iniziali ma temo siano di più) il processo Impregilo-Bassolino, nella migliore delle ipotesi, dovrà  identificare eventuali responsabilità  per chiedere il risarcimento del mal tolto. Ma <strong>finirà  in nulla</strong> perché se una sentenza di primo grado prima della prescrizione sarebbe un miracolo, la sentenza di Cassazione é <strong>pura utopia</strong>. Alla faccia della giustizia e dell&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.</p>
<p>PS: A seguito dell&#8217;annullamento del provvedimento del procuratore, oggi é stato possibile entrare in aula bunker con registratori e telecamere ma alcuni difensori hanno subito sollevato il problema ai giudici. Tanto che nella seconda ordinanza, la presidente <strong>Adele Scaramella</strong> ha riferito di recepire il nuovo provvedimento, emesso dal procuratore generale di Napoli <strong>Vincenzo Galgano</strong>, che vieta di nuovo riprese e registrazioni delle udienze di questo processo. Insomma, i capricci degli avvocati difensori hanno avuto immediato ed efficace riscontro, alla faccia della valenza pubblica di questa vicenda. Coincidenze?</p>
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		<title>Un esercito di lesi al processo Impregilo-Bassolino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 21:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[acerra]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;aula bunker del carcere di Poggioreale, a Napoli, sono riprese le udienze del processo Impregilo-Bassolino. Le novità  principali sono il cambio del presidente della corte giudicante. Giovanni Rabuano siccome dall&#8217;inizio dell&#8217;anno é diventato presidente del tribunale di Nola (NA), é stato sostituito da Maria Scaramella, assai più giovane, ferma e decisa. Ha rimproverato senza mezzi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nFoXzSLfsCo" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.you