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	<title>giornalisti Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Foa e l&#8217;utopia di una Rai &#8220;meritocratica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2019 05:02:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[marcello foa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Sogno una Rai che in quanto ad autorevolezza giornalistica torni ad essere un faro riconosciuto da tutti. Che una notizia vista in tv sia considerata vera perché l’ha detto la Rai. In un’epoca di grandi malumori nei confronti della stampa c’è bisogno di un grande media tradizionale che svolga un ruolo di riferimento per tutti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Sogno una Rai che in quanto ad autorevolezza giornalistica torni ad essere un faro riconosciuto da tutti. Che una notizia vista in tv sia considerata vera perché l’ha detto la Rai. In un’epoca di grandi malumori nei confronti della stampa c’è bisogno di un grande media tradizionale che svolga un ruolo di riferimento per tutti gli altri. Si possono sostituire le nomine politiche con quelle meritocratiche formando una classe di giornalisti il più possibile indipendenti. Ci sono degli esempi in giro per il mondo per cui i reporter del servizio pubblico si sentono innanzitutto vincolati a servire il Paese. Invece la politica rischia di condizionarne il lavoro. Occorre un nuovo ecosistema in cui politica e servizio pubblico possano convivere rispettando entrambi i propri ruoli. Quanto agli ingaggi posso dire che il mercato televisivo è cambiato. I ricavi pubblicitari in calo non permettono più alti stipendi per le grandi star televisive. Oggi il sistema presenta delle vistose incrinature. Le nuove strategie incideranno anche sui compensi di chi lavora in questo mondo</em>».<br />
Marcello Foa, presidente della Rai.</p>
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		<title>Lewis, il campione che rimpiange i social</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Nov 2015 12:34:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[atletica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Se ai miei tempi ci fossero stati Facebook e Twitter avrei mandato al mondo i miei messaggi, invece di essere schiavo dei giornalisti». Carl Lewis &#8220;il figlio del vento&#8221;, ex asso dei 100 metri e del salto in lungo in questi giorni a Roma per un un&#8217;iniziativa benefica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/11/01/lewis-il-campione-che-rimpiange-i-social/">Lewis, il campione che rimpiange i social</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Se ai miei tempi ci fossero stati Facebook e Twitter avrei mandato al mondo i miei messaggi, invece di essere schiavo dei giornalisti</em>». Carl Lewis &#8220;il figlio del vento&#8221;, ex asso dei 100 metri e del salto in lungo in questi giorni a Roma per un un&#8217;iniziativa benefica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/11/01/lewis-il-campione-che-rimpiange-i-social/">Lewis, il campione che rimpiange i social</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>L&#8217;aggiornamento obbligatorio dei giornalisti: uno spot auto-celebrativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 14:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Brindani, direttore di &#8220;Oggi&#8221; Ho partecipato oggi per la prima volta a un corso di aggiornamento obbligatorio imposto da una legge del 2014, che obbliga ogni giornalista iscritto all&#8217;Ordine, di accumulare 60 crediti ogni triennio. Una quota di crediti si può accumulare con i corsi online, gli altri crediti si accumulano frequentando gli incontri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/04/umberto-brindani.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13631" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/04/umberto-brindani.jpg" alt="umberto brindani" width="300" height="300" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/04/umberto-brindani.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/04/umberto-brindani-150x150.jpg 150w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/04/umberto-brindani-120x120.jpg 120w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<strong>Umberto Brindani, direttore di &#8220;Oggi&#8221;</strong></p>
<p>Ho partecipato oggi per la prima volta a un corso di aggiornamento obbligatorio imposto da una legge del 2014, che obbliga ogni giornalista iscritto all&#8217;Ordine, di accumulare 60 crediti ogni triennio. Una quota di crediti si può accumulare con i corsi online, gli altri crediti si accumulano frequentando gli incontri disponibili in molte città che vertono su tutte le tematiche attinenti alla professione giornalistica. Ho trovato molto interessanti (è stato un bel ripasso!), i corsi online sulla deontologia e sull&#8217;ordinamento dell&#8217;Ordine con le leggi sulla privacy e altro ancora. Mi ha lasciato perplesso, invece, il primo incontro di oggi tenuto a Milano. Per tre crediti ho assistito a tre diversi argomenti: &#8220;Rapporto tra informazione e gossip&#8221;, la medicina estetica tra notizie false e reali progressi, e la diffamazione in Italia e in Europa. Sulla carta tutti apparentemente interessanti. Alla prova dei fatti sono rimasto in piedi per tre ore visto che i posti a sedere non bastavano. Ma a parte questo, il &#8220;<strong>Rapporto tra informazione e gossip</strong>&#8221; è stato una sorta di lezione del direttore del settimanale Oggi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Brindani" target="_blank">Umberto Brindani</a> che, oltre a gongolarsi del fatto che il suo settimanale non era annoverato in Wikipedia tra le riviste di gossip, ha nell&#8217;ordine, detto che i pm spesso hanno torto; ha detto che le inchieste del suo settimanale sul processo Sollecito-Knox gli hanno dato ragione con l&#8217;assoluzione definitiva della coppia; e infine ha detto che Rosa e Olindo sono stati incastrati. Tra gli sguardi un po&#8217; perplessi dei giornalisti in sala (nessuno ha osato controbattere il direttore visto che molti di loro sono lì per lasciare il biglietto da visita per essere chiamati), mi sono permesso io di chiedere a Brindani quanto fosse intellettualmente onesto schierarsi con l&#8217;assoluzione di Amanda Knox, sapendo che in Italia, normalmente, gl&#8217;imputati americani, non solo vengono assolti, ma spesso non si presentano nemmeno alle udienze (vedi gli agenti Cia del caso Abu Omar). Il direttore mi ha risposto un po&#8217; seccato ripetendo che spesso i pm sbagliano. Il <strong>secondo argomento</strong> sulla medicina estetica, è stato a dir poco uno spot di un noto chirurgo plastico, che è venuto con le slide a mostrarci i suoi interventi chirurgici sulle tette flaccide, sulle cicatrici in viso e sui trend generali della chiurgia estetica. Insomma, di poca o nulla utilità per un giornalista. <strong>Il terzo argomento</strong> sulla diffamazione tenuto dal direttore di una testata di carcere di cui mi sfugge il nome, è stato un ripasso sulle intenzioni del governo in materia di legge bavaglio, con la preventiva rassicurazione che non passerà. E una critica a Giovanni Spadolini, la buonanima di ex premier repubblicano che ebbe la &#8220;colpa&#8221; di estendere la querela per diffamazione dal penale alla via civile, aprendo così le porte alle querele intimidatorie. Essendo lui parte di una Commissione dell&#8217;Ordine, gli ho chiesto di proporre al parlamento una legge che obblighi il querelante civile a risarcire con lo stesso importo il giornalista qualora perdesse la causa. Mi ha risposto che è tutto inutile. Insomma, al netto di tutto, questo primo corso di aggiornamento obbligatorio, mi è sembrata una litania auto-celebrativa di dubbia utilità.</p>
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		<title>Porro, servo &#8220;indipendente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:29:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[nicola porro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Perché scelgono me? Non saprei&#8230; Ho un profilo economico, non sono uno schierato, non sono mai stato berlusconiano.&#8221; Nicola Porro, vice di Sallusti al Giornale, presto con un programma serale su Rai2.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Perché scelgono me? Non saprei&#8230; Ho un profilo economico, non sono uno schierato, non sono mai stato berlusconiano.</em>&#8221; Nicola Porro, vice di Sallusti al Giornale, presto con un programma serale su Rai2.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/05/17/porro-servo-indipendente/">Porro, servo &#8220;indipendente&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Fatuo quotidiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 07:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Travaglio non ha certo bisogno di presentazioni e di sviolinate sulla sua stoffa di cronista giudiziario. Il Fatto quotidiano, a parte qualche sparuto scoop e clamorosi buchi, rimane (e appare) il giornale meno condizionato da interessi di parte, benché tranne qualche bravo giornalista come Lillo, Fierro e Lo Bianco, sia sostanzialmente un rifugio di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/07/09/fatuo-quotidiano/">Fatuo quotidiano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9474" title="travaglio marco" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco-300x207.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco.jpg 550w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Marco Travaglio non ha certo bisogno di presentazioni e di sviolinate sulla sua stoffa di cronista giudiziario. Il Fatto quotidiano, a parte qualche sparuto scoop e clamorosi buchi, rimane (e appare) il giornale meno condizionato da interessi di parte, benché tranne qualche bravo giornalista come Lillo, Fierro e Lo Bianco, sia sostanzialmente un rifugio di trombati de L&#8217;Unità. Mi rendo conto che uscire ogni giorno in edicola, tra gli impeti di libertà, il direttore di un libero &#8220;giornalaccio&#8221; si delizi di sparare in prima pagina mega intervistone che poi, per almeno un paio di settimane si trascinano su altri giornali con chilometri di critiche a tappeto. O se preferite a zerbino, com&#8217;è stata tacciata l&#8217;intervistona apparsa sul Fatto il 13 giugno scorso di Marco Travaglio a Beppe Grillo. Sia chiaro: concordo anch&#8217;io che quel colloquio era da prima pagina. Lo era perché davvero in quei giorni, all&#8217;indomani del successo elettorale del M5S alle elezioni amministrative, qualunque testata o organo di informazione avrebbe pagato oro pur di ottenere il privilegio di qualche risposta di un comico antisistema, che ha iniettato gente nuova nelle istituzioni senza alleanze coi partiti grazie a un blog. Il Fatto, questo privilegio lo ha avuto.</p>
<p>Trovo più preoccupante, invece, che nessuno abbia proferito parola su un&#8217;altra intervista: quella apparsa sulla prima del Fatto venerdì scorso, che questa volta <strong>Marco Travaglio ha realizzato a <a href="http://www.lamescolanza.com/Temp=2012/072012/inervista_sartori_il_fatto=060712.htm" target="_blank">Giovanni Sartori</a></strong>. Politologo ed editorialista da prima pagina del Corriere, tra le cosiddette &#8220;<em>voci libere</em>&#8221; (Padellaro 7 luglio 2012) in riferimento alle &#8220;<em>Strane telefonate tra Mancino e il Colle</em>&#8220;. Ossia, il duro zoccolo che il Fatto batte ormai da qualche settimana per ottenere risposte dal vecchio bacucco capo di Stato Giorgio Napolitano nel merito del ruolo suo e del suo stretto entourage di fronte alle richieste telefoniche di tal Nicola Mancino, preoccupato di finire indagato (infatti lo è) in un processo che cerca i responsabili della trattativa Stato-mafia nei primi anni 90. Ciò che mi importa sottolineare, è <strong>il ruolo di Marco Travaglio in veste di intervistatore</strong> sul Fatto. Di colui che anziché ergersi a narratore dei fatti &#8220;si abbassa&#8221; a fare domande dopo che ha criticato in decine di articoli le interviste di altri cosiddetti giornalisti come Vespa, Cazzullo o Scalfari. Fermo restando che è impossibile pubblicare scoop ogni giorno, lo dovrebbero sapere i giornalisti liberi che pianificare un&#8217;intervista da mettere in prima pagina è antigiornalistico e antiinformativo. Innanzitutto perché le interviste pianificate presuppongono l&#8217;accordo dell&#8217;argomento, e dunque la prevedibilità delle domande. Poi perché è poco utile alla causa dell&#8217;informazione fare domande a chi ci dà risposte prevedibili, possibilmente allineate alle attese. Come nel caso di Sartori nei confronti di Travaglio.</p>
<p>Ora, assodato che quanto emerge dalle intercettazioni tra Mancino e Loris D&#8217;Ambrosio è di gravità inaudita, l&#8217;intervista che Travaglio fa a Sartori, più che uno scoop da prima pagina, ha le sembianze di una testimonianza mirata a dare sostegno a un pensiero, a una morale estrapolata sulla base di colloqui intercettati come nel caso del duo D&#8217;Ambrosio-Mancino. Le risposte sull&#8217;argomento che si aspetta Marco Travaglio, le dà Giovanni Sartori, uno che ha la nomea del politologo di fama lucido e indipendente ma che scrive sulla prima pagina del Corriere: giornale di regime dove nessuna voce libera (Sartori compreso checché lo reputi tale &#8216;l&#8217;ingenuo?&#8217; Padellaro) non si è ancora permessa di scrivere una sola riga a conferma della legittimità di quanto il Fatto chiede ormai da settimane a Napolitano in materia di interferenze sull&#8217;attività di tre procure. A parte una filippica patetica sullo stato d&#8217;animo di Mancino a firma di Galli della Loggia, la linea intrapresa dal Corsera sull&#8217;argomento avrebbe indotto qualunque giornalista, soprattutto se di stoffa come Travaglio, porre una domanda a Sartori del tipo: &#8220;<em>Perché su Mancino e Napolitano ha scritto solo Galli della Loggia e non tu che sai come stanno le cose? Hai proposto un editoriale su questo argomento? Te lo fanno scrivere o no?</em>&#8220;.</p>
<p>Visto che in tempi di crisi economica, di Italia fallita, spending review, fiscal call, fiscal compact, golden rule, revenche, soft touch ed enforcement, è stato Beppe Grillo l&#8217;unico leader politico a prefigurare lo scenario economico attuale con molti post dedicati all&#8217;argomento sul suo blog, è mai possibile che un cronista attento, critico e pungente come Marco Travaglio non abbia posto al politologo Sartori (che ritiene i partiti entità insostituibili) una domanda del tipo: &#8220;<em>Cosa intendi quando scrivi che Grillo fa antipolitica terra terra?</em>&#8221; Oppure &#8220;<em>Perché ritieni che Grillo propone solo assurdità e sciocchezze?</em>&#8221; Oppure, sul governo tecnico di Monti: &#8220;<em>Due anni fa scrivevi in prima pagina che &#8216;nelle nostre circostanze il governo tecnico sarebbe la formula più intelligente e dunque la meno probabile.&#8217; Che ti sembra ora che i fatti ti danno torto?</em>&#8220;.</p>
<p>Insomma, ciò che mi aspetterei da un giornalista di stoffa come Travaglio, nostalgico dei colleghi &#8220;<em>cani da guardia</em>&#8221; sempre intenti a scovare contraddizioni, trucchi, trabocchetti e falsità che ammorbano le cosiddette libere voci del nostro sistema, <strong>sono le cosiddette domande che servono alla causa dell&#8217;informazione</strong>. Anche quando a farle dovrebbe essere proprio quel bravo Travaglio che tutti conosciamo, e che invece a Sartori non fa perché sembra che stia in soggezione. Chesso, pare abbia di fronte Montanelli. Avrebbe mai chiesto Travaglio a un vecchio saggio come Montanelli &#8220;<em>Perché negli anni 40 sposasti una 12enne in Etiopia? Che ci trovasti di tanto attraente?</em>&#8221; Le domande di Travaglio a Sartori nell&#8217;intervista di venerdì scorso, rimangono morbosamente circoscritte al caso Mancino-Colle ma lo capisce pure un bimbo che le domande sono assist modellati a prevedibili risposte come quando si chiacchiera tra amici, tra simpatizzanti o tra alleati allineati. Con tutto il rispetto umano che merita Sartori con la sua esperienza di vita e per il suo ruolo pubblico, io personalmente rimango fortemente prevenuto nei confronti di chi scrive sulle prime pagine dei quotidiani italiani. La mia esperienza mi dice che nessuna delle firme delle testate di regime è libera come ci vuole far credere (l&#8217;ingenuo?) Padellaro.</p>
<p>E ahime, anche Giovanni Sartori il politologo non sfugge alla regola. La sua voce libera è in realtà una delle tante del coro di pappagalli di questo sistema, ma che a differenza di altri, omaggia in prima pagina il suo intervistatore &#8220;<em>tra i giornalisti in possesso di devastante documentazione</em>&#8221; (20 aprile 2010). Ecco perché poi il buon Travaglio rende la pariglia al suo esimio intervistato sulla prima del Fatto, ricordandoci modestamente che &#8220;<em>Qualche anno fa Giovanni Sartori scrisse che in Italia anche la tv ‘di tutti’ è imbavagliata; il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova</em>&#8221; senza però dirci che Sartori scopriva l&#8217;acqua calda. Vuoi per umana soggezione, vuoi per umana amicizia, quando ci si relaziona tra colleghi giornalisti, la prima regola da rispettare è quella di non intervistarsi. Non ci si celebra tra colleghi. Si mettono in gioco credibilità e reputazione. Tra amici e complici non esistono domande degne di un&#8217;intervista che faccia notizia. Ci sono solo assist che rendono l&#8217;intervista un noioso soliloquio a due voci senza mordente. Insomma, si rischia quella roba lì che abbiamo visto sul Fatto ad opera di Marco Travaglio nei confronti di Giovanni Sartori: un colloquio senza domande nello stile improponibile e ridicolo dei Vespa, dei Cazzullo e degli Scalfari. Vabbè che il Fatto è rimasto senza Luca Telese nel suo ruolo di intervistatore di destra. Ma in quest&#8217;intervista, Sartori come diceva di sé stesso pontificando sulle &#8220;<em>illusioni che corrono in rete</em>&#8221; di essere &#8220;<em>fuori gioco per raggiunti limiti d&#8217;età</em>&#8221; siamo anche &#8220;<em>fuori luogo per oltrepassati limiti di credibilità</em>&#8220;. Marco  avrà la stoffa del cronista giudiziario, ma non ce la mandi a bere con quelle interviste oscene in prima pagina con un titolo così esplicito &#8220;<em>Eccesso di amicizia&#8230;</em>&#8221; Un&#8217;intervista talmente allineata da essere passata del tutto inosservata dai critici del regime. Spero di non dover preferire Cazzullo a Travaglio. Ecco perché spero che Marco si risparmi nel chiedere. E&#8217; meglio quando scrive da solo.</p>
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		<title>Servizietti Rai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:15:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
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		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nel Tg3 Lazio c´è un eccesso di presenze di Alemanno, che ottiene servizi e interviste a ripetizione anche quando aggiusta un tombino o fa una passeggiata in bicicletta&#8220;. Lorenza Lei, direttore generale Rai.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Nel Tg3 Lazio c´è un eccesso di presenze di Alemanno, che ottiene servizi e interviste a ripetizione anche quando aggiusta un tombino o fa una passeggiata in bicicletta</em>&#8220;. Lorenza Lei, direttore generale Rai.</p>
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		<title>I pensatori da strapazzo al tempo della crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 19:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fa sorridere leggere sui giornali i commentatori da strapazzo che soltanto ora scoprono gli effetti della crisi finanziaria che qui in rete discutiamo fin dal 2007, un anno prima che fallisse Lehman Brothers. Solo che qui in Rete non ci davano retta, o al massimo ci sbeffeggiavano eleggendoci a rango di riottosi devoti all&#8217;antipolitica. Oggi, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fa sorridere leggere sui giornali i commentatori da strapazzo che soltanto ora scoprono gli effetti della crisi finanziaria che qui in rete <strong>discutiamo fin dal 2007</strong>, un anno prima che fallisse Lehman Brothers. Solo che qui in Rete non ci davano retta, o al massimo ci sbeffeggiavano eleggendoci a rango di riottosi devoti all&#8217;antipolitica. Oggi, invece, i commentatori da strapazzo arricchiti dai fondi pubblici all&#8217;editoria coi quali si sono messi il fieno in cascina, discettano scenari apocalittici nostalgici di quel dorato mondo del capitalismo criminale che li ha fino ad oggi foraggiati. E&#8217; impossibile fare ordine nell&#8217;escalation di titoli e frasi a effetto che troviamo sui giornali. Possibile, quantomeno, <strong>cogliere il succo di alcuni corsivi</strong> che ormai sono divenuti copertine a tiratura quotidiana. Da Eugenio Scalfari che monita &#8220;<em>adesso i nodi vengono al pettine tutti insieme e questo è un grosso guaio</em>&#8221; a Ernesto Galli della Loggia che scopre &#8220;<em>I governanti del nulla</em>&#8221; dopo il flop dell&#8217;incontro tra la Merkel e Sarkozy all&#8217;Eliseo per tentare invano di drogare la speculazione in Borsa. Dunque, se Federico Rampini liquida il summit come &#8220;<em>Fine dei miracoli</em>&#8221; c&#8217;è pure chi, col gioco del serpente incantato, cerca di distrarre dalla realtà col fantasma dei soliti comunisti. A tal proposito &#8220;Il Giornale&#8221; di Berlusconi ha truccato a tutta pagina &#8220;<em>Belpietro comunista</em>&#8220;. Ma <strong>l&#8217;autunno nero della disoccupazione incombe</strong>, checché milioni di italiani rientrino dalle gite fuori porta sintonizzati su Isoradio che li distrae con le canzonette di Pupo e inviti alla prudenza dalla voce di Gigi D&#8217;Alessio. Sono, siamo i proletari tecnologici distanti anni luce dai capitali nascosti all&#8217;estero da scudare per la seconda volta da donare alla causa dei miliardi necessari alla manovra finanziaria e per tenere lubrificato il buco del culo del Vaticano. Siamo quei bamboccioni buontemponi che Piero Ostellino, proponendo &#8220;<em>La cura dimagrante allo Stato</em>&#8221; annovera tra i &#8220;<em>Non siamo mai stati tanto liberi e non abbiamo mai goduto di condizioni di vita tanto buone grazie alla democrazia liberale e al capitalismo</em>&#8220;. Un pensatore liberale tanto al chilo Ostellino, che vede ancora il colpo di coda dei comunisti se &#8220;<em>qui, con la crisi, sono in ballo la legittimità e la credibilità dello Stato democratico.</em>&#8221; Ma siccome la vita continua anche domani (in Borsa) eccoci al &#8220;<em>Manuale per i risparmiatori al tempo della crisi</em>&#8221; con occhio di riguardo agli &#8220;<em>Eurobond ultima trincea contro il collasso dell&#8217;euro</em>&#8220;. Che per Lucrezia Reichlin, in prima pagina &#8220;<em>non ha sbocchi</em>&#8221; nonostante Giuseppe Sarcina rimpianga &#8220;<em>La crisi del sogno comunitario</em>&#8220;. C&#8217;è poco da ridere se nel bordello delle distrazioni italiche, c&#8217;è chi sbatte in prima pagina &#8220;<em>Il Bocchino tra Bega(n) e Silvio</em>&#8220;. Del resto anche il relitto che rimane di Umberto Bossi affastella le pensioni sull&#8217;<em>&#8220;Italia finita</em>&#8221; per addossarsi il demerito dell&#8217;imminente secessione naturale dell&#8217;Europa. Quella che per Aldo Schiavone è in prima pagina &#8220;<em>la nuova epoca che mette a rischio il principio di sovranità degli Stati</em>&#8220;, benché per Massimo Gaggi &#8220;<em>tutto era già scritto in questa crisi finanziaria di violenza inaudita</em>&#8220;. Dunque, se <strong>non è più antipolitica per i commentatori da strapazzo</strong> parlare di &#8220;<em>benzina finita</em>&#8220;, riservano barili di saliva per le natiche dei &#8220;<em>ministri stremati e i leader increduli davanti al mancato ritorno ad una fase espansiva del ciclo economico</em>&#8220;. Alla fine la raccomandazione di Gaggi è più terra terra: &#8220;<em>Meglio attrezzarsi per la lunga traversata del deserto&#8221;</em> in vista di &#8220;<em>un numero elevato di default</em>&#8220;. <strong>Eccolo il velo tolto dall&#8217;ipocrisia</strong> delle analisi tanto al chilo che negli ultimi anni hanno cercato di moderare le opinioni perdendosi in lunghe seghe tra Berlusconi, Bossi, Tulliani, Israele, Hamas e decreti fasulli sulle intercettazioni. Non si sa se ridere o piangere di fronte al piagnisteo che Massimo Mucchetti rivolge in prima pagina a Sergio Marpionne per &#8220;<em>quest&#8217;l&#8217;Italia messa male, ma la Fiat peggio</em>&#8221; mentre Angelo Panebianco scopre i &#8220;<em>Troppi veti che minano l&#8217;economia</em>&#8220;. La banda di B. sembra dargli retta rispolverando i vecchi decreti Bersani del defunto governo Prodi nel 2006: <strong>orari e licenze libere per negozi e taxi</strong> e la marxista-leninista tracciabilità dei pagamenti oltre i 2500 euro. Per Pisapia Expo si farà ma soltanto grazie alla crisi si ridurrà a una sorta di sagra del salame con 4 bancarelle. Alla fine della fiera ben poco farà la Tobin tax, che i vacanzieri della domenica confondono con una gabella alle lotterie. Quelli che hanno voltato le spalle al meeting di Cl di Rimini e al fattucchiere Formigoni, che in sollucchero di fronte ad Andrea Senesi per l&#8217;illusione che diventi premier, si augura una &#8220;<em>scossa perché il mondo sta cambiando e questo mutamento è epocale</em>&#8220;. Altro che Parlamento dimezzato, marcia su Roma dei minicomuni e autoblu da far sparire. Troppo tardi. Chi può voli in Qatar o negli Emirati Arabi. Paesi d&#8217;oro. Non solo nero. Lo dicano, i commentatori da strapazzo. Sempre che i corsivi non li stiano già scrivendo da là.</p>
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		<title>Fà¶ra di ball dai fatti alle parole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 05:45:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;L&#8217;Avvocato generale Laura Bertolé Viale, ritenutane l&#8217;opportunità  per motivi di sicurezza REVOCA tutti i permessi di accesso a giornalisti-fotografi e giornalisti-cineoperatori concessi per i giorni 04 e 06 aprile 2011.&#8221; E&#8217; lo stringato comunicato diramato via mail dal tribunale di Milano a tutti i giornalisti costretti da qualche tempo a chiedere i permessi di volta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6677" title="bossi e berlusconi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/03/bossi-e-berlusconi.jpg" alt="" width="250" height="250" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/03/bossi-e-berlusconi.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/03/bossi-e-berlusconi-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /></p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;Avvocato generale Laura Bertolé Viale, ritenutane l&#8217;opportunità  per motivi di sicurezza REVOCA tutti i permessi di accesso a giornalisti-fotografi e giornalisti-cineoperatori concessi per i giorni 04 e 06 aprile 2011.</em>&#8221;</p>
<p>E&#8217; lo stringato comunicato diramato via mail dal tribunale di Milano a tutti i giornalisti costretti da qualche tempo a chiedere i permessi di volta in volta e di udienza in udienza per accedere al palazzaccio armati di penne, videocamere e registratori e poter così raccontare i processi. Il 4 aprile ci sarà  l&#8217;udienza del processo Mediatrade e il 6 il processo Rubygate in cui Silvio Berlusconi é rispettivamente imputato di frode fiscale e appropriazione indebita, concussione e prostituzione minorile.</p>
<p>Il &#8220;<em>fora di ball</em>&#8221; preventivo, quello invocato da Bossi per gli sfollati di Lampedusa, é già  operativo a Milano per i giornalisti. Lo é stato per la recente pagliacciata della sfilata del premier all&#8217;udienza preliminare del processo Mediatrade, lo sarà  nella giornata in cui all&#8217;udienza del Rubygate l&#8217;avvocato Ghedini cercherà  di trasformare l&#8217;aula in qualcosa di vero con attori che di professione recitano. Non di Forum delle R(ec)ita Dalla Chiesa , ma di George Clooney passando per Apicella, Ronaldo, Rossella, Lele Mora e via degradando verso la politica sputtanata da figure come i Bonaiuti oltre che le ministre Gelmini e Carfagna.  A parte i giornalisti, nel tribunale di Milano non mancheranno nemmeno pupe e papi girl per un totale di 140 testimoni pretesi dagli avvocati onorevoli difensori del puttaniere. I metal detector degli ingressi daranno il via libera a tette di silicone, denti d&#8217;oro, occhi di vetro e prostate in fibra di carbonio ma ci sarà  lo stop perentorio per le videocamere.</p>
<p>E&#8217; questa la vera notizia dell&#8217;Italia di Berlusconi ridotta a buffonata pur di censurare agli italiani i magistrati che raccontano di reati penali a carico del capo di governo. Un premier vergogna umana e istituzionale che si arroga di bagni di follia davanti alla folla di cronisti spintonati dalla Polizia pagata per tenerli a debita distanza dal plurimputato di corruzione ed evasione fiscale, scaricato con un sonoro e devastante &#8220;<em>fora di ball</em>&#8221; da Obama, Merkel, Sarkozy e Cameron per il vertice sulla crisi libica. Lo hanno escluso per &#8220;<em>opportunità  e motivi di prestigio che noi presidenti di Paesi un pochino più seri dell&#8217;Italia teniamo a mantenere</em>&#8220;. Almeno Ventimiglia separano noi italiani dal mondo europeo. Che ci tratta come profughi di un sultanato islamico dove regna il bunga bunga al posto della dignità  sociale di un popolo (quello italiano) che fu grande fino dopo la seconda guerra. Fino all&#8217;avvento del piduismo terrorista di Berlusconi che ha seminato apatia, indifferenza e arrendevolezza.</p>
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		<title>Formigli &#8216;pestato&#8217; La Russa incazzato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 20:33:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" width="495" height="307" src="http://www.youtube.com/embed/Q7BbYUzSdWw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ero al teatro Dal Verme di Milano per assistere alla manifestazione delle &#8220;mutande vive&#8221; di Giuliano Ferrara. Stavo caricando un video, ad un tratto ho sentito un parapiglia di persone avvicinarsi. Era Corrado Formigli accompagnato dai poliziotti che spiegava di essere stato preso a calci dal &#8220;ministro&#8221;. Lì per lì non mi ero reso conto, con la videocamera accesa ho ripreso quello che stava accadendo. Ho appreso che il ministro era Ignazio La Russa che non voleva rispondere all&#8217;inviato di Annozero alla domanda sulla differenza tra la politica del Family day e lo sdoganamento delle puttane per opportunità  politica. Dopo l&#8217;identificazione di Formigli le acque parevano essersi calmate. La Russa si é avvicinato ai giornalisti per l&#8217;intervista. Avendolo davanti glio ho chiesto di Marrazzo dimessosi da governatore del Lazio senza indagini rispetto a Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile. Il ministro ha fatto orecchio da mercante, si é girato per raccomandarsi un riparo da inesistenti aggressori coi piedi e mi ha fatto segno di tacere quando gli ho chiesto se fosse stato lui a scalciare Formigli. A quel punto mi ha liquidato con un &#8220;ma che vuoi?&#8221; allungando le mani sulla mia che reggeva il microfono e intimandomi di allontanarmi in quanto avrebbe rilasciato dichiarazioni soltanto al Tg1 di Minzolingua. Non accontentato, s&#8217;é girato per andarsene. Ma era solo una sceneggiata perché di lì a poco La Russa é tornato. Del resto un&#8217;apparizione patinata sul tg pravda di Minzolingua valeva il rischio e il fastidio di affrontare qualcuno che cercava di fare domande. Alle quali non ha comunque risposto.</p>
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		<title>Un bavaglio senza lacci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 15:31:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ddl sulle intercettazioni é incostituzionale. Non c&#8217;é bisogno della Consulta per capirlo. Anche se non é ancora stato approvato alla Camera. La Consulta serve ai disonorevoli fantocci della maggioranza per guadagnare tempo come hanno fatto con le leggi porcata maccanico-schifani e il dolo alfano. Il primo giornalista o blogger che sarà  multato, incarcerato, rettificato o [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4853" title="alfano" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/afano.jpg" alt="" width="300" height="230" /></p>
<p>Il ddl sulle intercettazioni é incostituzionale. Non c&#8217;é bisogno della Consulta per capirlo. Anche se non é ancora stato approvato alla Camera. La Consulta serve ai disonorevoli fantocci della maggioranza per guadagnare tempo come hanno fatto con le leggi porcata maccanico-schifani e il dolo alfano.<br />
Il primo giornalista o blogger che sarà  multato, incarcerato, rettificato o imbavagliato per aver parlato o dichiarato la verità , sarà  assolto per intervento della corte di Strasburgo oppure per manifesta incostituzionalità  della norma che solleverà  un qualunque normale Pubblico Ministero. Non piduista, ovviamente.</p>
<p>Intanto, visto che le sentenze fanno giurisprudenza, nel merito del diritto di cronaca ne segnalo una: la <a href="http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=5781" target="_blank">59/1995</a> della Corte costituzionale che dichiara illegittimo l&#8217;art. 114 terzo comma del codice di procedura penale nella parte in cui consente la pubblicazione degli atti del fascicolo per il dibattimento prima della pronuncia della sentenza di primo grado (comprese le registrazioni telefoniche). La sentenza si riferisce ai giornalisti iscritti all&#8217;ordine.</p>
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		<item>
		<title>Politici spudorati se &#8220;intercettati&#8221;</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2010/06/09/politici-spudorati-se-intercettati/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=politici-spudorati-se-intercettati</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 20:11:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[bavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca forcolin]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[italo bocchino]]></category>
		<category><![CDATA[magistrati]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio lupi]]></category>
		<category><![CDATA[montecitorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gianluca Forcolin (Lega nord), Giorgia Meloni (ministro della gioventù), Maurizio Lupi (devoto al puttaniere) e Italo Bocchino (Pdl). 4 casuali facce di bronzo a spasso per Roma mentre dentro le aule macellano la costituzione con un ddl sulle intercettazioni incostituzionale che negherà  agli italiani il diritto di essere informati e ai magistrati di scoprire i (loro) reati. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EJw4DVNhnvs" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4827" title="BOCCHINO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/BOCCHINO-300x171.jpg" alt="" width="495" height="237" /></a></p>
<p>Gianluca Forcolin (Lega nord), Giorgia Meloni (ministro della gioventù), Maurizio Lupi (devoto al puttaniere) e Italo Bocchino (Pdl). 4 casuali facce di bronzo a spasso per Roma mentre dentro le aule macellano la costituzione con un ddl sulle intercettazioni incostituzionale che negherà  agli italiani il diritto di essere informati e ai magistrati di scoprire i (loro) reati. Il ddl sulle intercettazioni varerà  il bavaglio alla stampa. Che io non rispetterò.</p>
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		<title>Politici &#8220;intercettati&#8221; sulle intercettazioni</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2010/05/26/politici-intercettati-sulle-intercettazioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=politici-intercettati-sulle-intercettazioni</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 22:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[niccolà² ghedini]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Follini visibilmente imbarazzato, Stefania Craxi a gambe levate e Niccolò Ghedini unico disposto a rispondere sul decreto intercettazioni che sta per essere varato dal governo. Compreso il bavaglio alla stampa. Le interviste improvvisate e fuori copione le ho realizzate all&#8217;esterno di Montecitorio, all&#8217;indomani della nottata al Senato per il voto degli ennesimi obbrobri di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=onc73CKAjaA" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4746" title="GHEDINI INTERCETTAZIONI" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/05/GHEDINI-INTERCETTAZIONI-300x182.jpg" alt="" width="473" height="262" /></a></p>
<p>Marco Follini visibilmente imbarazzato, Stefania Craxi a gambe levate e Niccolò Ghedini unico disposto a rispondere sul decreto intercettazioni che sta per essere varato dal governo. Compreso il bavaglio alla stampa.<br />
Le interviste improvvisate e fuori copione le ho realizzate all&#8217;esterno di Montecitorio, all&#8217;indomani della nottata al Senato per il voto degli ennesimi obbrobri di regime.<br />
Di intercettazioni andrò a parlare a Telelombardia il primo giugno alle 8 del mattino. Non so chi saranno gli altri ospiti. Ovviamente, come già  dissi un <a target="_blank">paio di anni fa</a>, anch&#8217;io farò disobbedienza civile. </p>
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		<title>Giornalismo libero, &#8220;black-blog&#8221; nei regimi</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2010/01/07/giornalismo-libero-black-blog-nei-regimi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giornalismo-libero-black-blog-nei-regimi</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 08:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[libertà ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2009 nel mondo sono stati uccisi 91 giornalisti (57 soltanto in Iraq) e 157 sono stati costretti all&#8217;esilio per intimidazioni e minacce. Il record negativo é stato superato soltanto nel 2006 e 2007. Ai dati appena forniti vanno aggiiunti altri 33 giornalisti rapiti , 1.456 aggrediti fisicamente, 151 blooger arrestati e altri 61 aggrediti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340" data="http://www.youtube.com/v/e2ak6zxY0xU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/e2ak6zxY0xU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Nel 2009 nel mondo sono stati uccisi <strong>91 giornalisti</strong> (57 soltanto in Iraq) e 157 sono stati costretti all&#8217;esilio per intimidazioni e minacce. Il record negativo é stato superato soltanto nel 2006 e 2007. Ai dati appena forniti vanno aggiiunti altri 33 giornalisti rapiti , 1.456 aggrediti fisicamente, <strong>151 blooger arrestati</strong> e altri <strong>61  aggrediti fisicamente</strong> in 60 paesi colpiti dalla censura on-line dove si é registrato l&#8217;oscuramento di 570 media.</p>
<p>I dati sono riportati nel rapporto annuale di <a href="http://www.rsf.org/" target="_blank">Reportes sans frontieres</a>, secondo cui nel 2009 si é verificato il più grande massacro commesso in un solo giorno con l&#8217;<strong>uccisione di 30 giornalisti</strong> da parte della milizia privata di un governatore a sud delle Filippine. Ma il 2009 registra anche un&#8217;ondata senza precedenti di arresti di bloggers in Iran dopo la contestatissima rielezione del presidente Mahmoud Ahmadinejad.<br />
Secondo il rapporto gli altri paesi ad alto rischio sono la Somalia con 9 giornalisti uccisi, il Pakistan e la Russia con 5 reporter rispettivi.</p>
<p>Per quanto concerne l&#8217;Italia mi limito a riportare una sola frase del procuratore antimafia <strong>Piero Grasso</strong> pronunciata di recente: &#8220;<em>Bisogna bloccare chi vuole controllare giornalisti e magistrati, io ho dovuto scrivere un libro e tanti giornalisti oggi si ritrovano a doverne scrivere perché le loro idee non trovano ospitalità  nei giornali. Questo é un grave problema</em>&#8220;.</p>
<p><object width="280" height="170" data="http://www.youtube.com/v/2s2C4mjJc2U&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2s2C4mjJc2U&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Giornalisti in sciopero? I porci si sentiranno leoni!</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/07/02/giornalisti-in-sciopero-i-porci-si-sentiranno-leoni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giornalisti-in-sciopero-i-porci-si-sentiranno-leoni</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 19:22:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[angelino alfano]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/07/02/giornalisti-in-sciopero-i-porci-si-sentiranno-leoni/">Giornalisti in sciopero? I porci si sentiranno leoni!</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mGOPDmXXI10&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mGOPDmXXI10&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="495" height="340"></embed></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/07/02/giornalisti-in-sciopero-i-porci-si-sentiranno-leoni/">Giornalisti in sciopero? I porci si sentiranno leoni!</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<item>
		<title>Io non indosso il bavaglio</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/06/12/io-non-indosso-il-bavaglio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=io-non-indosso-il-bavaglio</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 10:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi trovo al tribunale di Palermo per seguire il processo d&#8217;appello a carico del senatore Marcello Dell&#8217;Utri, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il servizio sarà  pubblicato a breve. Quello che mi preme ricordare é la mia totale disobbedienza alle norme bavaglio appena approvate dal governo piduista. Io continuerò, da cittadino prima che da [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/06/12/io-non-indosso-il-bavaglio/">Io non indosso il bavaglio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/bikhgVEy-8E&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/bikhgVEy-8E&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Mi trovo al tribunale di Palermo per seguire il processo d&#8217;appello a carico del senatore <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il servizio sarà  pubblicato a breve.</p>
<p>Quello che mi preme ricordare é la mia <strong>totale disobbedienza</strong> alle norme bavaglio appena approvate dal governo piduista.<br />
Io continuerò, da cittadino prima che da giornalista, a raccontare al mondo e alla rete ciò che ritengo utile raccontare di ogni argomento, processi compresi.  Come sempre farò nomi e cognomi di indagati, rinviati a giudizio, condannati e se ne avrò modo, come ho già  fatto, <strong>pubblicherò anche le intercettazioni</strong> telefoniche depositate agli atti, utili ai processi che seguo. Come quello, guarda caso che riguarda Marcello Dell&#8217;Utri.</p>
<p>Stamane, entrato nell&#8217;aula durante la pausa dell&#8217;udienza, unico spettatore e unico giornalista presente, sono stato osservato con <strong>curiosità  e stupore</strong> da un gruppo di persone che sostavano sul banco dei giudici, fra cui un militare e una stenotipista. Quando ho contraccambiato con la stessa meraviglia il loro sguardo spiritato, li ho mandati tutti in imbarazzo al punto che una di loro, col mimo, mi ha fatto capire che si stavano chiedendo di chi fosse quella faccia nuova. Ho risposto con garbo essere un <strong>libero cittadino</strong>.</p>
<p>Ecco, ai processi si é così disaffezionati all&#8217;interesse dei cittadini e della stampa che l&#8217;<strong>osservato speciale</strong> non più il senatore accusato di un reato penale, ma il libero cittadino incensurato che assiste all&#8217;udienza. Che fino a prova contraria é pubblica.<br />
Anzi, avverto per chi volesse presenziare che le prossime udienze di questo processo si terranno venerdì 19, venerdì 26 giugno e il 10 luglio. Più siamo a parlarne e più se ne va a fanculo Angelino Alfano.</p>
<p><object width="212" height="177"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kOfvsSKu1nA&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kOfvsSKu1nA&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="212" height="177"></embed></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/06/12/io-non-indosso-il-bavaglio/">Io non indosso il bavaglio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fine delle intercettazioni grazie ai leghisti COGLIONI</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2009/06/10/fine-delle-intercettazioni-grazie-ai-leghisti-coglioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fine-delle-intercettazioni-grazie-ai-leghisti-coglioni</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 08:20:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà ]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passate le elezioni il governo piduista alleato di corrotti e corruttori rompe ogni indugio e presenta il maxi emendamento al ddl intercettazioni per chiedere il voto di fiducia alla Camera, a discapito della sicurezza di milioni di italiani, leghisti compresi. La proposta di modifica, che porta la firma del menestrello ad mafiam Angelino Inaffanno, recepisce il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/xEnTvYqIyLY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xEnTvYqIyLY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Passate le elezioni il governo piduista alleato di corrotti e corruttori rompe ogni indugio e presenta il maxi emendamento al ddl intercettazioni per <strong>chiedere il voto di fiducia alla Camera</strong>, a discapito della sicurezza di milioni di italiani, <strong>leghisti compresi</strong>. La proposta di modifica, che porta la firma del menestrello ad mafiam Angelino Inaffanno, recepisce il testo approvato in commissione Giustizia il 16 febbraio scorso, oltre ad alcuni emendamenti presentati da governo e relatore nel comitato dei 9 della commissione.</p>
<p>La decisione é stata presa alla <strong>cena di Arcore</strong> dell&#8217;altra sera tra il corruttore e il suo attacchino <strong>Umberto Bossi</strong>.<br />
Il senso é questo: il Pdl rinuncia a sostenere il referendum elettorale tanto temuto dal Carroccio e la Lega, in cambio, sostiene i candidati del centrodestra ai ballottaggi <strong>senza mettersi di traverso</strong> sulle intercettazioni.</p>
<p>Ecco perché il ministro dell&#8217;interno Roberto Maroni (leghista) si é rimangiato le promesse fatte pochi giorni fa prima del voto delle europee.  Si era detto disponibile a ritoccare il ddl per <em>&#8220;recepire gli interessanti suggerimenti</em>&#8220;, del capo della Procura nazionale Antimafia Pietro Grasso che aveva parlato del <strong>rischio di pregiudicare le indagini</strong> contro la criminalità  organizzata, .<br />
Ebbene, dopo 2 riunioni di maggioranza alla presenza della presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, i ministri Maroni, Angelino inaffano, Elio Vito e Calderoli, il piduista Cicchitto e il leghista Cota (pota) si é deciso di lasciare il <strong>ddl intatto</strong>. Nessuna modifica. Dei suggerimenti di Grasso <strong>neanche l&#8217;ombra</strong>, come si evince dalla battuta del ministro dell&#8217;ingiustizia ombra Niccolò Ghedini ai cronisti: <em>&#8220;Grasso chi? No, no, oggi solo magro&#8230;&#8221;</em>.</p>
<p>Il voto di fiducia al provvedimento, previsto per oggi alle 17:10, contiene in estrema sintesi ciò che segue:</p>
<p>EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA &#8211; Il Pm potrà  chiedere di intercettare solo se ci saranno <strong>evidenti indizi di colpevolezza</strong> (??) e solo se saranno assolutamente indispensabili (??). Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno sufficienti indizi di reato. La richiesta dovrà  essere autorizzata da un <strong>Gip collegiale</strong> (3 giudici che non ci saranno quasi mai) del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà  poi compiere una valutazione autonoma del caso (!!).</p>
<p>VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO &#8211; La toga che rilascia &#8220;<em>pubblicamente dichiarazioni</em>&#8221; sul procedimento affidatogli ha l&#8217;obbligo di astenersi. E sarà  sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d&#8217; ufficio.</p>
<p>OMESSO CONTROLLO &#8211; Il ddl prevede l&#8217;<strong>ammenda da 495 a 1.032 euro</strong> per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare &#8220;<em>il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni&#8221;</em>.</p>
<p>DIVIETO PUBBLICAZIONE &#8211; Il testo cambia. Prima era vietato scrivere di tutto fino all&#8217;inizio del dibattimento. Ora sarà  <strong>vietato pubblicare anche le intercettazioni non più coperte da segreto</strong> fino alla conclusione delle indagini preliminari. E sarà  <strong>vietato pubblicare le richieste e le ordinanze</strong> emesse in materia di misure cautelari fino a quando l&#8217;indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze, che sarà  vietato pubblicare.</p>
<p>RETTIFICHE SENZA COMMENTO &#8211; Cambia anche la norma sulle rettifiche perché nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma «senza commento». E <strong>si disciplinano anche quelle su internet</strong>.</p>
<p>NO A NOMI E IMMAGINI PM &#8211; Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati &#8220;<em>relativamente ai procedimenti penali a loro affidati</em>&#8220;, salvo che l&#8217;immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.</p>
<p><strong>CARCERE PER I GIORNALISTI</strong> &#8211; Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a 3 anni) quindi oblabile: cioé trasformabile in sanzione pecuniaria.</p>
<p>REATI INTERCETTABILI &#8211; Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione materiale pornografico anche relativo a minori ma con LIMITI DI TEMPO. Non si potrà  intercettare per più di <strong>60 giorni</strong>: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a <strong>40 giorni</strong> prorogabili di altri 20.</p>
<p>INTERCETTAZIONI AMBIENTALI &#8211; Si potranno usare le cimici solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un&#8217;attività  criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.</p>
<p>RELAZIONE SU SPESE E TETTO &#8211; Ci sarà  un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà  a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell&#8217;anno precedente.</p>
<p>PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI &#8211; Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sue sue utenze.</p>
<p>ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. E le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione istituiti presso ogni distretto di Corte d&#8217;Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Se dal loro deposito però ci sarà  pregiudizio per le indagini, si potrà  ritardare la consegna, ma non oltre la data dell&#8217;avviso della conclusione delle indagini preliminari. Vietato allegare le intercettazioni al fascicolo.</p>
<p>NO A UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI &#8211; Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.</p>
<p>STOP A INTERCETTAZIONI PER 007 &#8211; Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da &#8216;body guard&#8217; dovrà  informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà  apporre il segreto di Stato. (ANSA).</p>
<p>Il provvedimento, con evidenti falle incostituzionali, contradditorie e arbitrarie, favorirà  <strong>impunità  alle bande di albanesi e romeni</strong> che da domani, più di ieri, potranno assalire tranqulli le ville dei leghisti, stuprare le loro figlie ed eventualmente rapirle per chiederne il riscatto dopo 2 mesi. <strong>Certi di rimanere impuniti</strong>.<br />
Le proteste dell&#8217;opposizione e la discesa in piazza a Montecitorio della Fnsi sono soltanto dettagli di poco conto.<br />
Questo provvedimento, che rientra nel pacchetto sicurezza é l&#8217;<strong>ennesima farsa di un governo di criminali</strong> che rema contro la povera gente, lasciandola allo sbando dell&#8217;insicurezza e della disinformazione. Berlusconi, Bossi, Mastella e tutta la loro banda di alleati potranno patteggiare tangenti al telefono nella totale impunità .<br />
<strong>Bravi coglioni i leghisti</strong>.</p>
<p><object width="280" height="170"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tp9PZ2fViNA&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tp9PZ2fViNA&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="280" height="170"></embed></object></p>
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		<title>Il supermediocre mantenuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 07:32:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-840" title="ranieri-polese" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/11/ranieri-polese.jpg" alt="" width="220" height="218" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/11/ranieri-polese.jpg 220w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/11/ranieri-polese-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" /><br />
<strong>Ranieri Polese</strong></p>
<p>E&#8217; a firma di Ranieri Polese il servizio patacca pubblicato sulla pagina d&#8217;apertura chiamata &#8220;Cultura&#8221; del Corriere di oggi in cui recensisce &#8220;Irrazionalpopolare&#8221; libro edito da Einaudi scritto da Francesco Bonami e Luca Mastrantonio.<br />
Polese, nel suo articolo affare pagato 2 volte (dagli sponsor Einaudi e dai fondi pubblici per l&#8217;editoria) riesce a mettere insieme una caterva di castronerie una in fila all&#8217;altra. Scrive che <em>&#8220;in Italia il nazional-popolare della cultura gramsciana comunista é morto e sepolto</em>&#8220;. <strong>Falso</strong> perché la <strong>televisione</strong> é stato lo strumento che <strong>ha omologato</strong> meglio di altri mezzi l&#8217;intera Italia e meglio delle previsioni di Gramsci. Ma l&#8217;Italia di Polese é frammentata da &#8220;<em>piccole tribù federaliste</em>&#8221; in cui scopre soltanto oggi che <em>&#8220;l&#8217;egemonia culturale e il potere politico sono in mano a Berlusconi&#8221;.</em> Per tribù federaliste Polese intende &#8220;<em>il popolo del calcio, quello della tv, quello della musica ecc.</em>&#8221; dimenticandosi che quel popolo in realtà  é uno solo: <strong>omologato e lobotomizzato</strong> dal tubo catodico.</p>
<p>Sconcertante che sulla prima pagina della &#8220;Cultura&#8221; del corsera di oggi Polese usi come esempio per rafforzare queste teorie insulse &#8220;<em>i risultati della nuova sfida tv del sabato sera, con Maria De Filippi che straccia Pippo Baudo, alfiere e testimonial del nazional-popolare</em>&#8220;. Polese spiega il nesso che accomuna De Filippi e Baudo alla falsa frammentazione culturale degli italiani della televisione, con le dichiarazioni dell&#8217;ex direttore piduista della Rai Enrico Manca, che 20 anni fa &#8220;<em>bollò Baudo e Fantastico 1987 con l&#8217;insulto nazional-popolare&#8221;.</em></p>
<p>E&#8217; con queste premesse che Polese si camuffa da intellettuale pubblicizzando il libro di Luca Mastrantonio (direttore delle pagine culturali del Riformista) e Francesco Bonami (critico d&#8217;arte già  direttore della Biennale 2003) in cui si decanta il &#8220;saggio&#8221; di <em>&#8220;studi sull&#8217;Italia di oggi per capire com&#8217;é diventata&#8221;</em>.<br />
Irrazionalpopolare esamina <em>&#8220;persone, fatti, fenomeni di grande successo, la cui fortuna però é inspiegabile, non giustificata, irrazionale. Da Bocelli cantante senza grandi doti canore né di interpretazione, il criterio dell&#8217;irrazionalpopolare é che é bello perché piace agli altri. Non ci sono più valori assoluti, la critica che un tempo li certificava é morta&#8221;, </em>morta perché non ha mai azzeccato nulla<em>. </em>Secondo Polese<em> &#8220;la società  deviata dello spettacolo del&#8217;Italia di oggi si identifica coi <strong>supermediocri</strong>, una grande famiglia in cui gli autori Bonami e Mastrantonio includono praticamente tutti: Simona Ventura, il Benigni dantesco, Moccia, Fabrizio Corona, Pavarotti, Lele Mora, <strong>Beppe Grillo</strong>, Baricco.</em></p>
<p>Leggere <strong>Grillo accomunato alla Ventura e a Fabrizio Corona</strong> ce n&#8217;é abbastanza per intuire l&#8217;irrazionalpopolarità  e la supermediocrità  degli studi pubblicati da Bonami e Mastrantonio, riportati in maniera prostituta da Raniero Polese. Che nella sua analisi deviata continua imperterrito scrivendo che &#8220;<em>in anni in cui i politici come D&#8217;Alema ospite di Gianni Morandi e Fassino acomodato da Maria De Filippi sono intrattenitori (!!) <strong>i comici fanno politica</strong>. Solo che i comici (Grillo e Ricci di Striscia) diventano <strong>permalosi e senza ironia peggio dei politici</strong>. Figure colpite da inspiegabile successo&#8221; </em>secondo Polese che Bonami e Mastrantonio esaminano con perplessità . Polese finge di non aver afferrato che accomunare Grillo a Ricci significa lasciare perplesso qualuque italiano informato.</p>
<p>Polese chiude la sua marchetta elevando &#8220;<em>l&#8217;irrazionalpopolare che non ha nulla di moralisteggiante e sottintende un giudizio politico, crudele ma non vano</em>&#8220;. La politica? <em>&#8220;Cialtroneria vivace a destra, stanca presunzione senile a sinistra anche nelle frange più giovani. La sinistra nobiltà  che crede nella divinità  del proprio stato, la destra un mancino obbligato a scrivere con la mano destra, l&#8217;Italia come un vecchio re cieco che detta la propria storia a un mancino monco al quale é rimasta solo la mano destra con cui scrivere. Chi leggerà  la storia non capirà  più nulla. Viviamo in una sorta di agonia, dice Mastrantonio</em>&#8220;.<br />
Già , con pezzi marchetta che aprono la pagina bollata &#8220;Cultura&#8221; del quotidiano italiano più diffuso, direi che siamo ormai morti. Che povera anima Ranieri Polese.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="config=http://www.youreporter.it/player/ext/config.xml.php?vkey=f16a303340a5b74cc7a1fffd6698131b%26colors=youreporter%26size=normale" /><param name="src" value="http://www.youreporter.it/player/flv.swf" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="340" src="http://www.youreporter.it/player/flv.swf" flashvars="config=http://www.youreporter.it/player/ext/config.xml.php?vkey=f16a303340a5b74cc7a1fffd6698131b%26colors=youreporter%26size=normale"></embed></object></p>
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		<title>Indipendenza e libertà  hanno un loro prezzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 07:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-782" title="domanda-coscienza" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/10/domanda-coscienza-205x300.jpg" alt="" width="163" height="239" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/10/domanda-coscienza-205x300.jpg 205w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/10/domanda-coscienza.jpg 336w" sizes="(max-width: 163px) 100vw, 163px" /></p>
<p>Avrei voluto occuparmi di qualche nuovo fatto, ma alla luce dei dubbi espressi in alcuni commenti circa la mia indipendenza di giornalista, sento il dovere di chiarire alcune cose.<br />
Premesso che <strong>il dubbio é sempre legittimo</strong>, preciso fin da subito che i servizi che realizzo per i siti e i blog legati all&#8217;Italia dei valori non mi vengono commissionati dal partito, ma da una società  terza.<br />
Siccome é anche vero che libertà  di informazione significa <strong>indipendenza da interessi economici</strong>, sento il dovere di rispondere a chi si chiede che tipo di giornalista sia attualmente il sottoscritto, che ha fra i suoi editori un partito.</p>
<p>Il mio lavoro di giornalista blogger e videomaker indipendente lo vivo ogni giorno con sereni esami di coscienza alla quale cerco sempre di rispondere con onestà . Ebbene in coscienza sto accettando di realizzare su commissione servizi informativi su argomenti mirati di cronaca giudiziaria e iniziative di partito, perché so di poterli <strong>trattare liberamente</strong>. Senza condizionamenti e senza ricatti. Sfido chiunque ad evidenziare nei videoservizi realizzati finora per conto di Idv, condotte compromesse, prostrate o parziali nei confronti di chicchessia da parte mia.<br />
Le immagini, i commenti e le interviste proposte nei video finora realizzati sono la <strong>sintesi di ciò che é accaduto</strong> di volta in volta. Senza tagli imbarazzanti. Il credere o il non credere alla mia condotta dipendono dal grado di fiducia che il lettore-spettatore nutre, in questo caso nei miei confronti.</p>
<p>La conoscenza dei fatti necessaria alla creazione di articoli e servizi di informazione, spinge spesso il giornalista a formarsi una propria critica. <strong>La critica</strong> é un&#8217;opinione personale sulle conseguenze o sugli effetti che un fatto può provocare, che può non essere condivisa dal lettore. Gestendo un piccolo blog come questo, mi sono reso conto che molta gente non si accontenta di conoscere un fatto, ma <strong>chiede anche un&#8217;opinione</strong>. Poiché opinione e critica vanno a braccetto, condividerle significa nutrire stima e soprattutto fiducia. Fiducia e stima si conquistano sul terreno della verità  e del confronto, non sulla parzialità  e sulle versioni.<br />
Siccome l&#8217;opinione critica basata sulla fiducia non é matematica verità , ma un&#8217;idea convinta espressa con l&#8217;arma delle parole, non esiste giornalista al mondo che nel criticare un fatto non faccia <strong>i conti con le proprie opinioni</strong>, le proprie idee e la propria coscienza. Non esiste essere umano al mondo capace di criticare senza un&#8217;idea propria, con tutte le implicazioni che ne derivano.</p>
<p>Il mio limite di azione é purtroppo quello di riconoscere che accettare gli articoli della Costituzione italiana nella loro disarmante semplicità  é un <strong>prendere posizione</strong>. Io sono tra quelli che sostengono e difendono la Costituzione perché la sua applicazione non consente prevaricazioni e prepotenze che altrimenti minano le fondamenta di qualunque <strong>Democrazia</strong>: finora unico miglior compromesso che la storia ha partorito per consentire agli individui di una società  di essere liberi e garantiti nel rispetto della loro dignità , dei loro diritti fondamentali, oltre che dei loro doveri.</p>
<p>Oggi l&#8217;Italia dei valori é l&#8217;unico partito che si sta rimboccando le maniche per abrogare la legge alfano e poter restituire <strong>pari dignità  ai cittadini italiani</strong>. Se questo basta a definirmi &#8220;schierato&#8221; e dipendente di una logica di partito significa non aver afferrato il mio senso critico, risultato di una somma di conoscenze che mi spingono a sostenerlo.<br />
Non vedo quale dignità  professionale sia barattata quando si tratta di <strong>difendere la propria e l&#8217;altrui libertà </strong>. Soprattutto in questo spazio virtuale, solo a parole, in realtà  esposto alle critiche e agli attacchi gratuiti di tutti. Compreso quelli degli invidiosi e dei falliti, guerrieri della tastiera a pretendere verità  e trasparenza nascosti dietro a nick, come tante zecche che amano nutrirsi delle altrui informazioni a sbafo, fingendo di non sapere che anche la libertà  ha un suo &#8220;prezzo&#8221;.<br />
I blogger come il sottoscritto che non vivono di aria e di gloria, potrebbero certamente fare meglio se potessero contare sui lettori editori che sostengono finanziariamente la libera informazione e la libera critica. Che purtroppo costa. Tanto. Siccome non é ancora così tocca accontentarsi. In fiducia dei pochi editori liberi. Fino a prova contraria Idv é uno di questi.</p>
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		<title>Querela, l&#8217;intimidazione é nero su bianco</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2008/09/15/querela-lintimidazione-e-nero-su-bianco/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=querela-lintimidazione-e-nero-su-bianco</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 22:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblico una delle 2 lettere (quasi identiche a parte nelle richieste danni) che mi sono state recapitate da Francesco Paolo Sisto, avvocato difensore di Raffaele Valla, il sindaco di Bitonto che aveva mandato a dire dal suo capo di gabinetto (pure lui a richiedermi risarcimento in denaro) che avrebbe rifiutato qualunque dichiarazione sulle ragioni che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/09/15/querela-lintimidazione-e-nero-su-bianco/">Querela, l&#8217;intimidazione é nero su bianco</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AdNN044cQCA&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/AdNN044cQCA&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Pubblico una delle 2 lettere (quasi identiche a parte nelle richieste danni) che mi sono state recapitate da Francesco Paolo Sisto, avvocato difensore di <strong>Raffaele Valla</strong>, il sindaco di Bitonto che aveva mandato a dire dal suo capo di gabinetto (pure lui a richiedermi risarcimento in denaro) che avrebbe rifiutato qualunque dichiarazione sulle ragioni che hanno portato la giunta che presiede, a nominare capo dei vigili urbani <strong>Leonardo Di Paola</strong>, sotto inchiesta per peculato, falso e truffa aggravata a Bolzano.<br />
Il sindaco, infastidito da un cittadino che gli chiede conto delle decisioni che prende con la sua giunta, gioca la carta dell&#8217;intimidazione nella speranza di impaurire e zittire una voce libera. Come? Tramite lettera di un avvocato (pagato con soldi pubblici?) in cui mi viene <strong>contestata la pubblicazione su Youtube e sul blog</strong> delle immagini registrate con la mia videocamera di ciò che accadde il 21 agosto scorso dentro il comune, oltre che <strong>una mia opinione</strong> espressa nel post del 22 agosto scorso.<br />
Ecco il testo della lettera di querela:</p>
<p><em>Sig. Daniele Martinelli</p>
<p>Ricevo incarico da Dott. Raffaele Valla, Sindaco del comune di Bitonto (che sottoscrive la presente ad ogni effetto di Legge) di richiedervi il <strong>risarcimento di danni</strong> tutti subiti di seguito a quanto da voi posto in essere nei giorni 21 e 22 agosto agosto 2008.</p>
<p>Infatti, il 22 agosto alle ore 18,00 circa, vi siete <a href="http://it.youtube.com/watch?v=cfA8tAIgGYE" target="_blank">presentato</a> presso gli uffici del Comune di Bitonto, qualificandovi come giornalista e chiedendo di poter parlare con il Sindaco, al momento occupato.</p>
<p>Siete stato così <a href="http://it.youtube.com/watch?v=R6VVtIUV5Pc" target="_blank">ricevuto</a> dal Capo di Gabinetto, Comm. Domenico Pantaleo, al quale avete posto domande inerenti la nomina del Dott. Leonardo Di Paola nel ruolo di comandante dei Vigili Urbani di Bitonto.</p>
<p>La vicenda era oggetto, nel frangente di vostri commenti e l&#8217;incontro concludeva con la consegna da parte del Capo di Gabinetto del comunicato stampa dell&#8217;Amministrazione comunale di Bitonto, riassuntivo della posizione assunta sul caso in questione.</p>
<p>Il successivo 22 agosto 2008, dalla consultazione del &#8220;blog di Daniele Martinelli&#8221; (sito www.danielemartinelli.it) il Dott. Valla apprendeva che avevate provveduto senza alcun consenso, e quindi illegittimamente, a furtivamente videoriprendere il colloquio del giorno prima con il Capo di Gabinetto, persino mettendo a disposizione degli utenti del blog il video stesso.</p>
<p>Ma non basta.</p>
<p>A tale già  illecita condotta (violazione della riservatezza, diffusione di immagini di uffici e soggetti pubblici senza alcuna legittimazione, ecc) si aggiunge il comportamento marcatamente offensivo nei confronti del Sindaco del Comune di Bitonto leggibile nella seguente frase inserita nel blog: &#8220;&#8230;Presentarmi e qualificarmi al Comune di Bitonto é stato inutile. Il Sindaco ha rifiutato l&#8217;intervista come nella migliore tradizione mafiosa&#8221;.</p>
<p>Non vi é chi non veda come la gravità  di quanto verificatosi obblighi il Primo Cittadino di Bitonto:</p>
<p>&#8211; a stigmatizzare le violazioni ex articolo 2043 c,c, come contestatevi;<br />
&#8211; a richiedervi &#8211; con riserva di quantificazione &#8211; il ristoro dei danni subiti e subendi;<br />
&#8211; riservare l&#8217;inoltro degli atti al Giudice Penale per quanto verificatosi, con conseguente costituzione di parte civile.</p>
<p>Attenderò per giorni 15 (quindici) un bonario cenno di assenso a quanto richiesto.</p>
<p>Trascorso tale termine, darò espletamento al mandato conferitomi nelle sedi competenti, nessuna esclusa.</p>
<p>Distinti saluti</p>
<p>Avv. Francesco Paolo Sisto</p>
<p>Per ratifica<br />
Dott. Raffaele Valla</em></p>
<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/2008/08/22/accusato-di-truffa-promosso-capo-dei-vigili/" target="_blank">QUI</a> il post incriminato, sotto il video oggetto della querela.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/R6VVtIUV5Pc&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/R6VVtIUV5Pc&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Sergio Romano: il brutto show da cancellare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 16:53:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[bugie]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="Nessuna"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-716" title="sergio-romano" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/08/sergio-romano-199x300.jpg" alt="" width="163" height="227" /></a></p>
<p>Il Corriere della sera di oggi getta merda sulla verità  e crea confusione. Il tutto grazie a <strong>Sergio Romano</strong>, pennivenduto al centrodestra, pagato con i soldi degli italiani per scrivere puttanate in prima pagina.<br />
Lâ€™editoriale â€œIl brutto show da cancellareâ€ é azzeccato per ciò che si legge nel testo, in cui Romano discetta considerazioni sulla vicenda delle intercettazioni che riguardano lâ€™ex presidente del consiglio Romano Prodi pubblicate da Panorama (gruppo Berlusconi) in relazione all&#8217;urgenza di una legge bavaglio.<br />
Sergio Romano, riferendosi a Romano (Prodi) parte volutamente male definendo &#8220;<em>la commedia delle intercettazioni il più popolare reality show della politica italiana&#8221;</em>. In sintesi le intercettazioni riguardano uno stretto collaboratore di Prodi nellâ€™ambito di unâ€™indagine avviata dalla procura di Bolzano sulla vendita di unâ€™azienda collegata allâ€™Iri, risalente al 1993. Siccome fra le dichiarazioni pare vengano citati finanziamenti pubblici per un progetto scientifico che riguarda unâ€™azienda farmaceutica, i magistrati altoatesini hanno trasmesso tutto alla Procura di Roma, affinché si possano accertare motivi per altre indagini.</p>
<p>Quando gli atti di indagine vengono trasmessi al legale che difende lâ€™indagato o lâ€™imputato, tali atti diventano <strong>pubblici</strong>. I giornalisti li possono pubblicare, soprattutto se riguardano <strong>politici o ex tali</strong>. Altrimenti no.<br />
Io non so se la trasmissione dalla procura di Bolzano a quella di Roma fosse stata comunicata allâ€™interessato. Non so se quelle intercettazioni fossero pubblicabili. Fatto sta che il settimanale Panorama, house organ di Berlusconi, lo ha fatto. Il direttore Maurizio Belpietro, ciambellano della corte Berlusconi, ha messo sul piatto lâ€™esca al suo editore capo del governo per dargli modo di esprimere solidarietà  allâ€™ex premier, visto che la legge sulle intercettazioni che abolirà  la cronaca giudiziaria e sbatterà  in <strong>galera giornalisti e magistrati</strong>, é fra le priorità  allâ€™ordine del giorno di questo governo di golpisti.<br />
Ma Prodi non é caduto nel tranello. Anzi, in tutta risposta alla solidarietà  del piduista, si é detto indifferente pure se tutte le sue telefonate fossero pubblicate. Ergo: <strong>non ha niente da nascondere</strong>. Non solo. Prodi, checché non sappia parlare, fa sapere che la Legge sulle intercettazioni non andrebbe cambiata. Questi i fatti.</p>
<p>Sergio Romano invece, sulla prima pagina del Corrierone che prende oltre <strong>20 milioni di euro</strong> di finanziamenti pubblici annui, rivolta la frittata attaccando i magistrati &#8220;<em>impegnati in vicende del secolo scorso che dovrebbero indurre un politico di buon senso a chiedersi come funziona lâ€™ordinamento giudiziario(??)</em> &#8211; i magistrati rispondono solo alla Legge non al governo e ai politici &#8211; <em>e tal politico dovrebbe concludere che la pubblicazione di intercettazioni segrete é diventata una patologia italiana, un virus che, come quello di un computer, annebbia lo schermo e ingarbuglia, persino a renderlo incomprensibile, il discorso della politica nazionale</em>.<br />
Quale discorso politico, a parte quello ad personam, non si capisce cosa intenda Sergio Romano! Panorama poteva pubblicare quelle intercettazioni? Ha fatto bene Belpietro ad autorizzarle.<br />
Oppure quelle intercettazioni erano segrete e non potevano essere pubblicate? Ne risponderà  Panorama nelle sedi opportune, poiché la pubblicazione di atti dâ€™indagine non ancora consegnati allâ€™avvocato che difende lâ€™imputato o lâ€™indagato <strong>sono già  vietati</strong>. Ergo: non câ€™é bisogno di una nuova Legge sulle intercettazioni. E in tal caso la dimostrazione di aver voluto creare un caso inesistente per dar motivo al piduista di giustificare l&#8217;urgenza di una legge bavaglio sarebbe lampante.<br />
Che cazzo scrive quindi, Sergio Romano sulla prima pagina del Corriere da dare in pasto a 600 mila lettori del quotidiano?</p>
<p>Romano si preoccupa di sapere se &#8220;<em>sia giusto tollerare che uno strumento dâ€™indagine destinato a favorire la ricerca della verità  venga usato per seminare dubbi, alimentare chiacchiere e attizzare polemiche&#8221;</em>.<br />
In realità , Sergio Romano omette di ricordare che se i magistrati devono rispondere alla Legge, é opportuno che i politici rendano il loro lavoro agevole, in modo che le indagini possano essere svolte velocemente per fare chiarezza in fretta e scagionare gli innocenti in tempi ragionevoli. Ma purtroppo, Sergio Romano dimentica di ricordare che se i magistrati impiegano troppo tempo a muoversi, é grazie alla guerra che i vari governi Berlusconi che lui difende, hanno dichiarato alla giustizia con mille gabelle che hanno burocratizzato, ingolfato e lievitato i tempi processuali. <strong>Il taglio dei fondi alla giustizia</strong> di un ulteriore 40% operato questâ€™anno, é soltanto lâ€™ultimo attacco sferrato da un gruppo di mafiosi della maggioranza barricati dentro il Parlamento, cui <strong>Sergio Romano lecca le natiche</strong>. Non solo le lecca. Le lustra pure scrivendo che siccome &#8220;<em>lâ€™opposizione rifiuta la solidarietà  per colpire in modo strumentale lâ€™avversario politico (Berlusconi), é bene che la politica ci pensi da sola con una legge che in linea di principio, non é difficile immaginare e scrivere&#8221;</em>.</p>
<p>Infatti lâ€™imminente legge bavaglio abolirà  del tutto il rimasuglio di democrazia ancora esistente in Italia. Per salvare Berlusconi dai 2 processi per corruzione nei confronti di Agostino Saccà , oltre che altre decine di procedimenti in corso che riguardano omuncoli del suo partito amico della mafia, a cominciare dal ministro per gli affari regionali <strong>Raffaele Fitto</strong>, <strong>imputato di corruzione</strong> per aver preso 495 mila euro dalla famiglia Angelucci in cambio della gestione di 11 cliniche in Puglia.</p>
<p>Ma Sergio Romano non ci sente. Delira sulla prima pagina del Corriere aggiungendo che â€œ<em>Prodi, dicendosi indifferente alla pubblicazione delle intercettazioni, ha dato la sensazione di voler svalutare i sentimenti di solidarietà  offerti da Berlusconi. Ma questo &#8211; </em>secondo lâ€™encomiabile Sergio Romano &#8211; <em>é un problema nazionale che occorre affrontare con serietà  e senza secondi fini. Lâ€™opposizione troverà  altri temi su cui dissentire dal governo e fare le proprie battaglie. Sul problema delle intercettazioni ha il dovere di lavorare in Parlamento per una legge che spenga le luci accese su questo brutto reality showâ€</em>.</p>
<p>La saggezza che dovrebbe avere un uomo dellâ€™età  di Sergio Romano, dovrebbe indurlo ad osservare, una ad una, le banconote rubate alle tasche degli italiani per aver scritto queste puttanate e chiedersi che uso farne. 1.000, 2.000 o 3.000 euro che saranno, sempre che sia saggio, dovrebbe devolverle in beneficienza per la causa di coloro che aspettandosi giustizia, non l&#8217;avranno perché la legge bavaglio si unirà  a quella sul patteggiamento allargato, che metterà  fuori di galera tutti i criminali condannabili fino a 7 anni e mezzo di carcere. Tucco ciò, probabilmente, ancora prima che Sergio Romano smetterà  di scrivere puttanate alle spalle nostre per rinchiudersi in qualche ospizio.</p>
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		<title>Che ci diano qualche anno tranquillo&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 08:06:31 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/08/04/che-ci-diano-qualche-anno-tranquillo/">Che ci diano qualche anno tranquillo&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_TIwyNEHkdI&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/_TIwyNEHkdI&amp;hl=it&amp;fs=1"></embed></object></p>
<p>I cambiamenti nel campo dei media e dellâ€™informazione fluttuano di giorno in giorno. Lâ€™onda dello spostamento del mercato pubblicitario su Internet <strong>miete le prime vittime </strong>dellâ€™editoria tradizionale televisiva. Prima che scompaiano le emittenti con i loro storici marchi, scompaiono i programmi, rimpiazzati con vecchi film meno costosi se non addirittura gratuiti.<br />
Lâ€™ultima defunta in ordine di tempo é la sindacation <strong>Supersix</strong>, che dopo oltre 20 anni di onorata attività  ha chiuso i battenti. Eâ€™ stata assorbita da &#8220;<strong>Facile tv</strong>â€ che fornisce gratuitamente le televisioni locali di programmi preconfezionati e sponsorizzati pronti per lâ€™emissione. Soluzione comoda per queste ultime che possono riempire i buchi dei loro palinsesti a costo zero, facendo figurare in bilancio più ore di trasmissioni auto prodotte che comportano qualche vantaggio in termini di ore da dedicare al commerciale.<br />
Riconosco con un pizzico di rammarico in questo andazzo un palliativo che serve solo a prolungare lâ€™agonia del sistema televisivo ormai in coma irreversibile.</p>
<p>Le televisioni locali sono spesso <strong>scatole vuote</strong>, costosi capricci di ricchi imprenditori che le usano come biglietto da visita per i loro affari. Oltre che godere di finanziamenti pubblici proporzionati al peso delle amicizie e delle simpatie politiche, le tv locali servono spesso per nascondere nei loro bilanci i <strong>buchi</strong> creati in altre attività .<br />
Silvio Berlusconi é un maestro in questa materia, i fondi neri Mediaset resi impuniti col dolo Alfano ne sono un esempio. Ma operazioni losche vengono fatte anche da altri. A me personalmente, durante il mio lungo cammino, nei primi anni 2000, ci fu chi mi propose di trasmettere il mio programma sportivo a fronte dell&#8217;emissione di fatture gonfiate. Non dico chi perché non é stato messo nulla nero su bianco, ma per fortuna ho trovato in Studio 1 un&#8217;emittente in cui ho potuto lavorare onestamente e in maniera libera.<br />
Ciò che m&#8217;importa sottolineare é che il declino del sistema televisivo é inarrestabile come una valanga che prende corpo e velocità : <strong>La7 ha sforbiciato</strong> conduttori e programmi. Spariti i Chiambretti e i Ferrara che lasciano il posto alle Lilly Gruber, lâ€™emittente Telecom darà  spazio a volti nuovi a costo quasi zero.</p>
<p>Ci sono comuni che rinunciano a regalare alla famiglia Berlusconi <strong>70 mila euro</strong> a puntata per ospitare il carrozzone di â€œVelineâ€ sul proprio territorio. Mentre Lucca ha declinato lâ€™invito del Biscione, ci sono realtà  come Reggio Calabria che di serate per quel programma monnezza hanno fatto incetta, pagando gli onorari alla famiglia del presidente del consiglio tramite l&#8217;utilizzo di fondi pubblici (nostri). Peccato che il comune di Reggio quei soldi non li abbia investiti per istituire corsi gratuiti di utilizzo internet, riservati ai cittadini di mezza età  tradizionalmente  â€œtelevisionariâ€ e non si sia prodigato per migliorare lâ€™accessibilità  alla Rete con lâ€™installazione di antennine wireless, come ha fatto Milano nel parco Sempione. Avrebbe dato opportunità  di crescita a giovani informatici e reso <strong>utile servizio</strong> ai propri cittadini. Niente. Reggio é uno dei tanti comuni che preferiscono apparire su Mediaset per alimentare il cieco divismo televisivo, di cui il Sud in particolare ancora oggi si nutre. Alla faccia di quelle povere &#8211; <strong>spesso brutte</strong> &#8211; illuse che in cambio di visibilità  sfilano  gratis su quel palco facendo la pappa ad Antonio Ricci e ad Ezio Greggio.</p>
<p>Ma sta cambiando rapidamente tutto. Televisioni <strong>locali e nazionali</strong> sono sulla stessa barca che fa acqua trascinata dalla stessa corrente. Si taglia tutto, persino le spese per il rilevamento dellâ€™Auditel che fornisce dati mensili di ascolto empirici e fittizi in libroni pesanti come macigni.<br />
Anche il <strong>festival di Sanremo</strong> per la prima volta dopo oltre 50 anni potrebbe essere <strong>tagliato</strong>. Costa troppo e perde ascolti perché mentre gli anziani muoiono, i giovani guardano Mtv connessi ad Internet. Certo, ci vorrebbe un capitolo a parte per capire che utilizzo fanno della Rete i giovani, ma ciò che conta é che la televisione sta morendo. Checché ne dicano le grandi firme e i grandi volti storici della Rai disposti ad accettare qualunque compromesso pur di â€œvivere tranquilliâ€.</p>
<p>Come Corradino Mineo che finge di non sapere che un giornalista tranquillo é un giornalista morto che non fa il giornalista. Fa lâ€™<strong>addetto stampa</strong> che é un altro mestiere tra i più gettonati dallo squadrone di colleghi che come lui stanno al gioco. Pure quelli che per non starci accettano di fare le vittime tranquille, ossia i relegati a vita con lo stipendio che anziché rimboccarsi le maniche altrove preferiscono ammettere candidamente di essere addetti stampa in quota di partito. Un obbrobrio senza eguali in tutte le democrazie del mondo che in Italia non fa notizia.</p>
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		<title>Il lato B dei volti Rai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 21:47:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A Roma ho perso il telefonino ma ho trovato un poâ€™ di facce che ho potuto affrontare, non tanto perché avessi bisogno di avere conferme personali sulle reazioni, ma per poterle riprendere e divulgare per coloro che credono ancora alle favole dei telegiornali. Ho beccato, tra gli altri, 2 volti dei programmi informativi Rai, dai [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A Roma ho perso il telefonino ma ho trovato un poâ€™ di facce che ho potuto affrontare, non tanto perché avessi bisogno di avere conferme personali sulle reazioni, ma per poterle riprendere e divulgare per coloro che credono ancora alle favole dei telegiornali. Ho beccato, tra gli altri, 2 volti dei programmi informativi Rai, dai quali forse ho preteso troppo avere unâ€™opinione sulla qualità  dellâ€™informazione che fanno e 2 parole sul lodo Alfano. Soprattutto quando a Marco Frittella gli ho detto che la sua intervista l&#8217;avrei proposta al blog di Beppe Grillo.<br />
Propongo l&#8217;incontro che é avvenuto casualmente con un paio di giornalisti conduttori che quando sono in video amano atteggiarsi con grande autorità , mentre quando li becchi per strada si trasformano in bulldozer mansueti e spaesati, con bocche cucite e visi a metà  fra la vergogna e lâ€™imbarazzo. Ritraggono il prototipo del giornalista ideale in quota di partito.<br />
Che tristezza di paese.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/INrZFxpPqxg&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/INrZFxpPqxg&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Resistere, reagire, diffondere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 21:38:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[furio colombo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci resta che scendere in piazza a manifestare. Non ci resta che creare occasioni dâ€™incontro per informare. Non ci resta che tenere gli occhi aperti sgombri da lacrime. Non ci resta che reagire e passare parola. Lâ€™8 luglio sarò anchâ€™io a Roma armato di videocamera e ci tornerò anche il 25. Martedì 1 luglio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-86" title="strillone-1.bmp" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/09/strillone-1.bmp" alt="" width="196" height="242" /></p>
<p>Non ci resta che scendere in piazza a manifestare. Non ci resta che creare occasioni dâ€™incontro per informare. Non ci resta che tenere gli occhi aperti sgombri da lacrime. Non ci resta che reagire e passare parola.<br />
Lâ€™8 luglio sarò anchâ€™io a Roma armato di videocamera e ci tornerò anche il 25.<br />
Martedì 1 luglio sarò invece a Dalmine (BG) a moderare un dibattito pubblico sugli inceneritori organizzato dai <a href="http://monetalbum.splinder.com/post/17370733/Dalmine%2C+1+Luglio+08%3A+TermoMor" target="_blank">grillini di Bergamo</a> e provincia.<br />
Gli ospiti della serata saranno lo scienziato Stefano Montanari e Federico Valerio, ricercatore del dipartimento di chimica ambientale dellâ€™Istituto tumori di Genova.<br />
Lâ€™appuntamento é al teatro civico di via Kennedy alle 20,30.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PiGADZAJQ6g&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/PiGADZAJQ6g&amp;hl=it" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>La farsa é ricominciata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2008 03:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[bugie]]></category>
		<category><![CDATA[camorra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attenzione! La Cassazione ha condannato la Franzoni a 16 anni di carcere per aver massacrato suo figlio nel letto. Per Raiset si sta aprendo un&#8217;intera, nuova stagione di patacche moraliste a base di dibattiti, speciali e telefilm. L&#8217;antidoto ai fatti, nell&#8217;attesa di liberare l&#8217;assassina in pochi mesi, soddisferà  i sempre più radi inserzionisti pubblicitari della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-566" title="berlusconi-monnezza" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/05/berlusconi-monnezza-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/05/berlusconi-monnezza-210x300.jpg 210w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/05/berlusconi-monnezza.jpg 500w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></p>
<p>Attenzione! La Cassazione ha condannato la Franzoni a 16 anni di carcere per aver massacrato suo figlio nel letto. Per Raiset si sta aprendo un&#8217;intera, nuova stagione di patacche moraliste a base di dibattiti, speciali e telefilm. L&#8217;antidoto ai fatti, nell&#8217;attesa di liberare l&#8217;assassina in pochi mesi, soddisferà  i sempre più radi inserzionisti pubblicitari della televisione.</p>
<p>Intanto il consiglio dei ministri ha scelto la via del <strong>rifiuto</strong> esordendo a Napoli.<br />
Nella Prefettura partenopea é andata in scena la <strong>farsa</strong> dei ministri che rifiutano la legalità , rifiutano il rispetto delle sentenze della Corte europea, rifiutano il contrasto alla camorra, rifiutano la chiarezza, rifiutano politiche di integrazione, più semplicemente rifiutano la politica, <strong>fanno gli gnorri</strong> con la camorra loro principale alleata, fanno gli gnorri con l&#8217;emergenza ambientale e sanitaria â€œsenza promettere miracoliâ€ fanno gli gnorri con le sentenze della Corte europea sul diritto a trasmettere di Europa7, fanno gli gnorri sul sit-in apposito organizzato dall&#8217;Italia dei Valori al Quirinale, premiano il capo della protezione civile Guido Bertolaso con la poltrona di sottosegretario, il 61esimo <strong>in barba alla Legge</strong> Bassanini che ne impone al massimo 60, per non aver saputo gestire l&#8217;emergenza ambientale.<br />
Nella Napoli ormai prossima al colera i <strong>ministri della mafia</strong> esibiscono il   fondoschiena per i piaceri perversi del capo clan parrucchino impunito che promette di <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_21/cdm_napoli_13dff4f8-2714-11dd-93bf-00144f02aabc.shtml" target="_blank">sbattere in galera</a> i cittadini contrari agli inceneritori.</p>
<p>Il <strong>governo immondizia</strong> che prende per i fondelli i napoletani annunciando che porterà  i fiori, chiude il teatrino col dispiego dell&#8217;esercito che proteggerà  la camorra dagli attacchi dei napoletani onesti facendo leva sui numeri inganno: â€œ<strong>30 mesi</strong>â€ anziché dire 2 anni e mezzo che darebbero un&#8217;idea realistica dei lunghissimi tempi previsti per far fronte a una situazione ormai irrecuperabile.<br />
Insomma, la cricca mafiosa travestita da consiglio dei ministri ha soltanto benedetto