Fà¶ra di ball dai fatti alle parole

L’Avvocato generale Laura Bertolé Viale, ritenutane l’opportunità  per motivi di sicurezza REVOCA tutti i permessi di accesso a giornalisti-fotografi e giornalisti-cineoperatori concessi per i giorni 04 e 06 aprile 2011.

E’ lo stringato comunicato diramato via mail dal tribunale di Milano a tutti i giornalisti costretti da qualche tempo a chiedere i permessi di volta in volta e di udienza in udienza per accedere al palazzaccio armati di penne, videocamere e registratori e poter così raccontare i processi. Il 4 aprile ci sarà  l’udienza del processo Mediatrade e il 6 il processo Rubygate in cui Silvio Berlusconi é rispettivamente imputato di frode fiscale e appropriazione indebita, concussione e prostituzione minorile.

Il “fora di ball” preventivo, quello invocato da Bossi per gli sfollati di Lampedusa, é già  operativo a Milano per i giornalisti. Lo é stato per la recente pagliacciata della sfilata del premier all’udienza preliminare del processo Mediatrade, lo sarà  nella giornata in cui all’udienza del Rubygate l’avvocato Ghedini cercherà  di trasformare l’aula in qualcosa di vero con attori che di professione recitano. Non di Forum delle R(ec)ita Dalla Chiesa , ma di George Clooney passando per Apicella, Ronaldo, Rossella, Lele Mora e via degradando verso la politica sputtanata da figure come i Bonaiuti oltre che le ministre Gelmini e Carfagna. A parte i giornalisti, nel tribunale di Milano non mancheranno nemmeno pupe e papi girl per un totale di 140 testimoni pretesi dagli avvocati onorevoli difensori del puttaniere. I metal detector degli ingressi daranno il via libera a tette di silicone, denti d’oro, occhi di vetro e prostate in fibra di carbonio ma ci sarà  lo stop perentorio per le videocamere.

E’ questa la vera notizia dell’Italia di Berlusconi ridotta a buffonata pur di censurare agli italiani i magistrati che raccontano di reati penali a carico del capo di governo. Un premier vergogna umana e istituzionale che si arroga di bagni di follia davanti alla folla di cronisti spintonati dalla Polizia pagata per tenerli a debita distanza dal plurimputato di corruzione ed evasione fiscale, scaricato con un sonoro e devastante “fora di ball” da Obama, Merkel, Sarkozy e Cameron per il vertice sulla crisi libica. Lo hanno escluso per “opportunità  e motivi di prestigio che noi presidenti di Paesi un pochino più seri dell’Italia teniamo a mantenere“. Almeno Ventimiglia separano noi italiani dal mondo europeo. Che ci tratta come profughi di un sultanato islamico dove regna il bunga bunga al posto della dignità  sociale di un popolo (quello italiano) che fu grande fino dopo la seconda guerra. Fino all’avvento del piduismo terrorista di Berlusconi che ha seminato apatia, indifferenza e arrendevolezza.

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