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	<title>giorgio napolitano Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 Sep 2023 20:10:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Lingue umide al capezzale di Giorgio Napolitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 20:09:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ stato uno dei peggiori presidenti della repubblica italiana. Forse peggio addirittura di Francesco Cossiga. Giorgio Napolitano è stato un custode finto della Costituzione, perché durante i suoi mandati ha firmato tutte le leggi più incostituzionali che la storia di questo paese ricordi. La peggior legge porcata che Napolitano ebbe a firmare, invece di opporsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/x8HuV_UDjQc?si=SEHBt-ds6gR1Fa_u" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E’ stato uno dei peggiori presidenti della repubblica italiana. Forse peggio addirittura di Francesco Cossiga.<br />
Giorgio Napolitano è stato un custode finto della Costituzione, perché durante i suoi mandati ha firmato tutte le leggi più incostituzionali che la storia di questo paese ricordi.<br />
La peggior legge porcata che Napolitano ebbe a firmare, invece di opporsi e di sciogliere le camere, fu il lodo alfano, nell’estate del 2008.<br />
Le camere approvarono per legge che le 4 più alte cariche dello Stato non potevano essere processate. Guarda caso l’unica carica imputata all’epoca era l’allora presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Il reato era corruzione in atti giudiziari con l’avvocato David Mills, colui che mentì ai giudici dietro una tangente da 600 mila dollari.<br />
Il Lodo Alfano, com’era ovvio, fu bollato incostituzionale dalla Consulta. Confliggeva con l’articolo 3 che prevede l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.<br />
Eppure Berlusconi, grazie a quella famigerata firma di Napolitano, che oltre tutto era un odioso comunista per Forza Italia, riuscì a congelare la propria posizione nel processo, e ad evitare la sicura condanna che infatti investì in primo grado e in Appello David Mills.<br />
Che poi fu prescritto in Cassazione.<br />
Giorgio Napolitano lo ricorderemo per quel rifiuto a testimoniare nel processo sulla Trattativa perché “non ho nulla da dire” (come se lo decidesse lui, non i pm: infatti poi parla 3 ore).<br />
Ricorderemo Napolitano per aver negato il voto agli italiani in ossequio agli ordini della massoneria dei banchieri europei. Non dimentichiamo il governo Berlusconi del 2011, che di fronte al debito pubblico fuori controllo, si dimise lasciando il posto a Mario Monti. L’allora rettore dell’ateneo di Milano fu nominato premier proprio da Napolitano senza passare dalle urne. Monti ha svolto il ruolo di liquidatore fallimentare di questo povero Paese in mano alle mafie e alla massoneria.<br />
Stesso copione qualche anno dopo durante il governo Letta. Napolitano nominò premier Matteo Renzi, che da spavaldo sindaco di Firenze si ritrovò a palazzo Chigi senza lo straccio di un voto, sempre per garantire i banchieri. Se oggi Renzi fa il conferenziere in Arabia Saudita ben prezzolato, e il senatore a tempo perso, deve ringraziare Napolitano.<br />
Napolitano lo ricorderemo per essersi lasciato nominare per la seconda volta presidente della Repubblica benché avesse giurato di rinunciare.<br />
E’ stato il garante degli interessi loschi di questo Paese durante l’esordio del movimento 5 stelle che col 25% faceva paura al sistema.<br />
Ricorderemo Napolitano per i suoi moniti che con la costituzione non c’azzeccano. Tipo quelli di spegnere il conflitto tra la politica e la giustizia. Napolitano ha sposato il refrain di Berlusconi sull’inesistente competizione tra i politici e giudici.<br />
Ricorderemo Napolitano per aver firmato la controriforma Gelmini dell&#8217;Università. Con quel che ne è seguito ai danni della scuola.<br />
Insomma, l’Italia con Napolitano non perderà nulla.<br />
Anzi, magari coltivando la memoria l’Italia ci guadagna in consapevolezza.</p>
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		<title>Su Draghi la Lega dei veleni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2021 17:10:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gianna Gancia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fari puntati sulle strategie del Movimento 5 stelle in vista del voto di fiducia al governo Draghi, hanno messo in penombra i veleni della Lega con le sue ultime contorsioni politiche. Contorsioni clamorose se pensiamo all’incredibile svolta “governista” voluta e orchestrata da leader Matteo Salvini. Il quale, dalla sera alla mattina, ha mandato in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I fari puntati sulle strategie del Movimento 5 stelle in vista del voto di fiducia al governo Draghi, hanno messo in penombra i veleni della Lega con le sue ultime <a href="https://www.today.it/politica/matteo-salvini-draghi.html" target="_blank" rel="noopener">contorsioni politiche</a>. Contorsioni clamorose se pensiamo all’incredibile svolta “governista” voluta e orchestrata da leader Matteo Salvini. Il quale, dalla sera alla mattina, ha mandato in soffitta ruspe, pacchi natalizi e citofoni per dirsi disposto a qualsiasi condizione pur di far parte dell’imminente –probabile – governo Draghi. Salvini vuol essere in partita, magari da ministro, e perciò, durante il recente incontro con l’ex presidente della Bce, ha archiviato le sue ambizioni da flat tax, bandite tutte le emergenze immigrati e smesse le bordate contro “l’Europa dei burocrati” e “dei geni di Bruxelles”, con l’odiato <a href="https://www.tpi.it/politica/salvini-lega-euro-uscita-programma-2018-20191014471594/" target="_blank" rel="noopener">euro</a>, che ormai sembrano materia solo per Crozza.</p>
<h2>Inversione a &#8220;U&#8221;</h2>
<p>Un’inversione a U, quella di Salvini, favorita dalla caduta del governo Conte 2, a sua volta piegato dal tradimento da parte di Italia viva di Renzi in un momento di macerie economiche lasciate dal coronavirus, che nella Lega ha intaccato come un virus tutti i maggiorenti del partito. Da Giorgetti a Romeo, passando per gli “antieuro” Borghi e Bagnai, fino a Riccardo Molinari, presidente del gruppo leghista alla Camera tanto voluto da Salvini ai tempi delle felpe sovraniste in veste di vicesegretario federale. Tutti &#8220;celoduristi&#8221; rispetto a qualche leghista più moderato e assai europeista già da tempo.</p>
<h2>La leghista che aveva visto lungo</h2>
<p>Del resto, sono storia i diktat di Salvini nei confronti dei non allineati nel partito. Un caso emblematico riguarda la Lega in Piemonte. Nel 2014, il già allora leader del Carroccio commissariò la segreteria per fermare la candidatura di Gianna Gancia, moglie del senatore Calderoli, già presidente della provincia di Cuneo, nonché attuale europarlamentare leghista del gruppo Europa delle Nazioni e Libertà. Erano i tempi dell’allora uscente presidente Roberto Cota, finito nelle stecche del Tar che annullò le elezioni regionali, oltre al processo “mutande verdi”. Processo per il quale Cota è ancora oggi in attesa di revisione della sentenza alla Corte d’Appello dopo una condanna a un anno e mezzo per peculato “bocciata” dalla Cassazione. Gancia fu platealmente ostacolata nella sua scalata alla segreteria piemontese della Lega in favore di Molinari col pretesto del “conflitto di interessi” parentali in quanto legata a Calderoli. Insomma, la Lega a trazione salviniana ha preferito accerchiarsi di “celoduristi” a discapito dei più moderati. Gancia, che ancora a ottobre s’augurava una Lega più europeista, chiedeva conto dei 49 milioni che il partito deve rendere all&#8217;erario per l&#8217;inchiesta Belsito, resta solo uno degli esempi più evidenti e stridenti dei veleni interni alla Lega convertita all’europeismo.</p>
<h2>Propaganda rinnegata per la poltrona</h2>
<p>Un europeismo assai peloso verso il governo Draghi per gli attuali pretendenti alle poltrone. Disposti a rinnegare tutta la propria propaganda col solo intento di essere della partita nella ricezione e nella ripartizione degli oltre 200 e passa miliardi del Recovery fund. Lasciando fuori chi prima di loro aveva intravisto e forse previsto la virata europeista del Carroccio.</p>
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		<title>Fabio Fazio, ecco alcune domande per Napolitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2014 12:33:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/fabio-fazio.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12715" alt="fabio fazio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/fabio-fazio-490x306.jpg" width="490" height="306" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/fabio-fazio-490x306.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/fabio-fazio.jpg 1280w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Fabio Fazio, visto che si prepara a &#8220;intervistare&#8221; Giorgio Napolitano a &#8220;Che tempo che fa&#8221; su Rai3 con domande concordate. Visto che l&#8217;occasione è ghiotta per dare alcuni chiarimenti mai arrivati agli italiani, provo suggerirgli qualche domanda da fare al Capo dello Stato:</p>
<p>Presidente Napolitano</p>
<p>1) Perché Lei ha voluto la distruzione delle intercettazioni con l&#8217;ex ministro Nicola Mancino?</p>
<p>2) Che motivo aveva il suo ex consigliere D&#8217;Ambrosio (morto in <a href="http://www.danielemartinelli.it/2012/07/31/dambrosio-sepolto-buio-fitto/" target="_blank">circostanze poco chiare</a>), di assicurare Mancino di un Suo diretto interessamento per il coordinamento delle procure impegnate nel processo sulla trattativa Stato-mafia, quando poi, com&#8217;è successo, l&#8217;ex ministro è finito imputato per falsa testimonianza al fianco di Totò Riina e altri boss della mafia?</p>
<p>3) Il fallito attentato al giudice Falcone all&#8217;Addaura del 1989, ha accertato il coinvolgimento di uomini dei servizi segreti italiani, tanto che al processo della trattativa, alcuni pentiti hanno riferito dell&#8217;esistenza di un &#8220;Doppio Stato&#8221;. Perché Lei, presidente, ritiene &#8220;fantomatica&#8221; questa ipotesi per un giudice che poi è morto sotto le bombe della mafia?</p>
<p>4) Si è pentito di aver firmato lo scudo fiscale? Le pare giusto che gli evasori possano rientrare coi loro capitali al 5% di tasse, mentre gli imprenditori pagano il 70%?</p>
<p>5) Perché Lei presidente, ha ritenuto di firmare il legittimo impedimento per il pregiudicato Berlusconi? E perché firmò anche il Lodo Alfano? Legge palesemente in contrasto con l&#8217;articolo 3 della Costituzione di cui Lei dovrebbe essere garante.</p>
<p>6) Qual era il significato dell&#8217;intimazione ai magistrati di “<em>evitare condotte che creino indebita confusione di ruoli e fomentino l’ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura</em>” all&#8217;indomani delle imputazioni a carico di politici eccellenti quali Alfonso Papa (Pdl), Alberto Tedesco (ex Pd) e Filippo Penati (Pd). Ha altri moniti per quei magistrati che perseguono il latitante Marcello Dell&#8217;Utri, l&#8217;ex ministro Fitto condannato in primo grado, e il senatore Formigoni rinviato a giudizio per corruzione, tanto per fare qualche esempio?</p>
<p>7) Andiamo alla nomina a premier di Mario Monti: è vero che lo ha incontrato mesi prima per prospettargli la nomina? La Sua è stata una scelta politica oppure ha subito condizionamenti dalla Troika di Mario Draghi, Angela Merkel e Christine Lagarde? Monti ha firmato il fiscal compact che, se mantenuto come da accordi, significa la morte dell&#8217;Italia. Che le sembra?</p>
<p>8) L&#8217;anno scorso Lei promise che non si sarebbe ricandidato a Presidente della Repubblica. Poi improvvisamente cambiò idea e si fece rinominare la seconda volta. Perché questa improvvisa virata?</p>
<p>9) Perché Lei presidente, nel suo ruolo ha fatto dichiarazioni di parte, esprimento approvazione per il partito delle larghe intese? Non crede di aver perso la sua imparzialità? Perché dovremmo ritenerla ancora un presidente imparziale?</p>
<p>10) Perché ha deciso di nominare Renzi quale terzo premier senza voto, anziché sciogliere le Camere e mandare il Paese alle urne come accade in tutte le democrazie?</p>
<p>11) Perché Lei presidente, ha detto che qualcuno in parlamento rema contro gli interessi della gente? Era riferito al Movimento 5 stelle? Oppure a chi?</p>
<p>12) A proposito del Movimento, in un&#8217;occasione Lei disse di non aver sentito alcun &#8220;boom&#8221; a proposito del massiccio ingresso di questi nuovi deputati nelle istituzioni. Perché rispose così? Se l&#8217;è legata al dito? E&#8217; ancora di quel parere? Lei che è da sessant&#8217;anni in politica, aveva già assistitito a un fenomeno simile?</p>
<p>13) Che ne pensa Lei della parabola di Forza Italia con l&#8217;arresto di Marcello Dell&#8217;Utri in veste di latitante e il ruolo di Berlusconi nel ruolo di pregiudicato? Lei non ha nessuna remora che la Sua rinomina al Quirinale sia dipesa anche dalla scelta di quel partito lì?</p>
<p>14) Lei crede che anche il Suo predecessore Sandro Pertini avrebbe firmato tutta la sfilza di leggi bocciate dalla Consulta? Come ritiene di paragonarsi Lei, rispetto a Pertini?</p>
<p>15) Quando pensa di dimettersi dal Quirinale?</p>
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		<title>Share a Napolitano, spia di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2014 10:23:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[alfonso bonafede]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non era previsto alcun boicottaggio del discorso di Napolitano. Grillo ha sempre pronunciato discorsi di fine anno. E comunque il fatto che la gente abbia ascoltato l’intervento, non è indice di successo o condivisione. Magari lo share è stato più alto perché molti, senza soldi, hanno dovuto trascorrere il Capodanno a casa.». Alfonso Bonafede (M5s) [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non era previsto alcun boicottaggio del discorso di Napolitano. Grillo ha sempre pronunciato discorsi di fine anno. E comunque il fatto che la gente abbia ascoltato l’intervento, non è indice di successo o condivisione. Magari lo share è stato più alto perché molti, senza soldi, hanno dovuto trascorrere il Capodanno a casa</em>.». Alfonso Bonafede (M5s) a Repubblica, 1 gennaio 2014.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/01/02/share-a-napolitano-spia-di-crisi/">Share a Napolitano, spia di crisi</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Scalfari soccorre Re Giorgio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Oct 2013 03:30:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio scalfari]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Chiedere l’impeachment per il contenuto di un messaggio alle Camere è una motivazione che finora non era mai stata usata e che supera i limiti dell’assurdo. Chi la usa dimostra l’ignoranza dell’architettura costituzionale e perfino del semplice buonsenso. Il fatto che sia stato votato da 1/4 degli elettori il personaggio che si propone di inoltrare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Chiedere l’impeachment per il contenuto di un messaggio alle Camere è una motivazione che finora non era mai stata usata e che supera i limiti dell’assurdo. Chi la usa dimostra l’ignoranza dell’architettura costituzionale e perfino del semplice buonsenso. Il fatto che sia stato votato da 1/4 degli elettori il personaggio che si propone di inoltrare la richiesta di impeachment è un segnale grave; nella storia d’Italia ne abbiamo viste anche di peggio ma nell’Italia repubblicana il livello di questa seduzione alla più vacua e pericolosa demagogia non era mai arrivato a questo punto. Mi domando fino a quando i parlamentari delle 5 Stelle possano accettare d’essere i burattini nella mano d’un burattinaio che vuole perpetuare la galera senza alcuna clemenza e vuole anche mantenere a tutti i costi la legge Bossi-Fini, aggravata dai regolamenti attuativi dell’allora ministro dell’Interno, Maroni, sul reato di clandestinità. Grillo non è più un comico ma una persona affetta da quel disturbo mentale che antepone il suo potere dispotico ad ogni altra considerazione. Purtroppo non è il solo.</em>&#8221; Eugenio Scalfari, 13 ottobre 2013.</p>
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		<title>Banchieri protetti, cittadini al macello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 04:46:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Siamo in una fase spartiacque e il sistema va ristrutturato in fretta, se davvero si vuole che la Nazione tenga e, anzi, abbia una ripartenza. il disagio sociale è il fronte principale, su cui dispiegare l&#8217;impegno di tutti&#8230; Non c&#8217;è dubbio che vi si leghino anche sia il rincrudirsi di certe tipologie di delinquenza comune, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Siamo in una fase spartiacque e il sistema va ristrutturato in fretta, se davvero si vuole che la Nazione tenga e, anzi, abbia una ripartenza. il disagio sociale è il fronte principale, su cui dispiegare l&#8217;impegno di tutti&#8230; Non c&#8217;è dubbio che vi si leghino anche sia il rincrudirsi di certe tipologie di delinquenza comune, sia il manifestarsi di focolai di esasperazione estremistica e perfino di violenza eversiva</em>». Giorgio Napolitano alla conferenza dei prefetti..</p>
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		<title>Gelli: &#8220;Napolitano come un piduista&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 06:23:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Già dai tempi di Craxi, in cui fra Craxi e Napolitano esisteva un concreto asse di solidarietà, si tendeva in maniera mascherata a creare i presupposti di una repubblica presidenziale. Napolitano ci ha riprovato con Monti nei tempi dell&#8217;imposizione dell&#8217;incauto tecnocrate alla presidenza del Consiglio, dopo averlo fatto senatore a vita in pochi minuti e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Già dai tempi di Craxi, in cui fra Craxi e Napolitano esisteva un concreto asse di solidarietà, si tendeva in maniera mascherata a creare i presupposti di una repubblica presidenziale. Napolitano ci ha riprovato con Monti nei tempi dell&#8217;imposizione dell&#8217;incauto tecnocrate alla presidenza del Consiglio, dopo averlo fatto senatore a vita in pochi minuti e dopo averlo in parte sponsorizzato nella suicida campagna elettorale dello scorso inverno. Oggi l&#8217;asse che pare vincente ha un solo cognome: Letta, magnificamente trasversale</em>”. Licio Gelli, venerabile della Loggia Propaganda 2, commenta al &#8220;Fatto quotidiano&#8221;  il Piano di Rinascita democratica che prevede, tra gli obiettivi, quello di trasformare l&#8217;Italia in una repubblica presidenziale rievocata in questi giorni da Berlusconi (tessera P2 1816) col suo Pdl.</p>
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		<title>Vietti il supersoft</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 07:51:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Vietti]]></category>
		<category><![CDATA[trattativa stato-mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Mi è stato fatto notare che un passaggio poteva suonare come un&#8217;interferenza. La mia preoccupazione era di tutelare la presidenza della Repubblica evitando che venissero fatti accostamenti mediatici indebiti con la mafia. Ma è stato tutto supersoft». Michele Vietti, vicepresidente Csm (e di Napolitano) nel giorno in cui in plenum discute dei giudizi negativi espressi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Mi è stato fatto notare che un passaggio poteva suonare come un&#8217;interferenza. La mia preoccupazione era di tutelare la presidenza della Repubblica evitando che venissero fatti accostamenti mediatici indebiti con la mafia. Ma è stato tutto supersoft</em>». Michele Vietti, vicepresidente Csm (e di Napolitano) nel giorno in cui in plenum discute dei giudizi negativi espressi alla Procura di Palermo che ha incluso il presidente Napolitano tra i testimoni del processo sulla trattativa Stato-mafia.</p>
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		<title>Napolitano al M5s: &#8220;Non svegliate il can che dorme&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 15:40:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non vi considero avversari della democrazia, come ha detto qualcuno. Però state attenti, la piazza è pericolosa, non la dovete aizzare”. Giorgio Napolitano a Roberta Lombardi e Vito Crimi, 24 aprile 2013.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Non vi considero avversari della democrazia, come ha detto qualcuno. Però state attenti, la piazza è pericolosa, non la dovete aizzare</em>”. Giorgio Napolitano a Roberta Lombardi e Vito Crimi, 24 aprile 2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/25/napolitano-al-m5s-non-svegliate-il-can-che-dorme/">Napolitano al M5s: &#8220;Non svegliate il can che dorme&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Rassegna dei &#8220;saggi&#8221; /2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 17:20:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[enzo moavero]]></category>
		<category><![CDATA[filippo bubbico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco la seconda tranche del ritratto dei saggi nominati da Giorgio Napolitano. Salvatore Rossi, direttore del centro studi di Bankitalia, è autore del libro &#8220;Controtempo. L’Italia nella crisi mondiale&#8221; (Edizioni Laterza) che in apertura riporta una massima di Ernesto Rossi «In Italia non vedo alcuna politica ragionevole che sia praticamente attuabile». Insomma, roba da saggi. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/01/rassegna-dei-saggi-2/">Rassegna dei &#8220;saggi&#8221; /2</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11381" alt="il saggio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/il-saggio-249x325.jpeg" width="249" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/il-saggio-249x325.jpeg 249w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/il-saggio.jpeg 411w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /></p>
<p>Ecco la seconda tranche del ritratto dei saggi nominati da Giorgio Napolitano.</p>
<p><strong>Salvatore Rossi</strong>, direttore del centro studi di Bankitalia, è autore del libro &#8220;<em>Controtempo. L’Italia nella crisi mondiale</em>&#8221; (Edizioni Laterza) che in apertura riporta una massima di Ernesto Rossi «<em>In Italia non vedo alcuna politica ragionevole che sia praticamente attuabile</em>». Insomma, roba da saggi. Nella realtà, Rossi è un funzionario organico al sistema che tace e acconsente sui Monti-bond per tappare i buchi neri creatisi al Monte dei Paschi di Siena con la gestione Mussari &amp; cricca.</p>
<p><strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, laureato in Bocconi, già presidente della Commissione Bilancio alla Camera, maroniano considerato traditore dei maroniani, è il cosiddetto economista della Lega che appena dopo un anno di legislatura dell&#8217;ultimo governo Berlusconi sembrava dovesse ripiazzare Tremonti al Minisero del Tesoro. E&#8217; marito di Laura Ferrari, che nel 2008 ha patteggiato una pena al tribunale di  Busto Arsizio per truffa di fondi europei restituendo 20 mila euro alla regione Lombardia per 2 corsi di formazione senza iscritti, ma che erano stati avviati falsificando le firme e i registri di presenza. Giorgetti, &#8220;<em>il piccolo Gianni Letta di Cazzago Brabbia</em>&#8220;, è il plenipotenziario della Lega in Lombardia e segretario federale. Quello che media, che smorza, e che ha ingoiato i rospi dell&#8217;alleanza col Pdl di Formigoni e della sua truppa di indagati e arrestati. Giorgetti fa parte di quella Lega che per tanti anni non ha visto e non ha sentito l&#8217;avvicinarsi del crac del San Raffaele. Tantomeno si è mai chiesto a quale titolo decine di milioni di soldi pubblici sono stati regalati alle fondazioni oggetto di inchieste per le quali sono finiti in galera i Daccò e i Maugeri. Giorgetti è tra gli artefici del salvataggio dal fallimento della banca padana Credieuronord (grazie a Fiorani) al fine di coprire i buchi e le intermediazioni fittizie con le cooperative di allevatori create per nascondere la truffa delle quote latte rimaste inevase. Giorgetti è un &#8220;consuetudinario&#8221; di banchieri dell&#8217;establishment tipo Massimo Ponzellini, presidente della Popolare di Milano. Nel 2011 si schierò contro l&#8217;emendamento dell&#8217;Idv sui pagamenti dei crediti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione per «<em>mancanza di copertura</em>», creando la frattura col deputato Reguzzoni e col &#8220;cerchio magico&#8221; di Bossi. Va detto che la Lega, assieme a tutti i partiti, avrebbe potuto rinunciare ai rimborsi elettorali o mettere mano a quelli già incassati. Possiamo giurare che in quel caso, qualcosa per le imprese sarebbe saltato fuori. Fautore della tassa patrimoniale invisa al Pdl di Berlusconi, Giorgetti è citato anche tra i complici delle manovre dell&#8217;ex tesoriere leghista Belsito, finito in disgrazia per l&#8217;uso privato dei rimborsi che hanno sputtanato il partito. A scandali scoppiati, anche per la vicenda di Fiorito-Batman, Giorgetti con Donato Bruno, aveva scritto una lettera al premier Mario Monti in cui chiedeva di rinviare il termine del decreto legge governativo sul taglio dei fondi alle Regioni voluto dalla Commissione parlamentare bicamerale, in quanto «<em>incompatibile coi tempi dell’esame del decreto da parte del Parlamento</em>». In un&#8217;informativa del Noe dei Carabinieri su un&#8217;inchiesta per fondi illeciti alla Lega, Giorgetti è citato nelle intercettazioni tra i presenti a una cena a &#8220;Villa Baroni&#8221; con Maroni, Orsi e Dario Galli nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta che riguarda Finmeccanica e l&#8217;affaire degli elicotteri Agusta, oggetto di intermediazioni tangentizie.  Insomma, un saggio granitico.</p>
<p><strong> Filippo Bubbico</strong>, ex governatore della Basilicata ed ex sottosegretario di Scajola da ministro inconsapevole al ministero dello Sviluppo economico (suo personale), archiviato nell&#8217;inchiesta &#8220;Toghe lucane&#8221;, è stato il relatore degli emendamenti (2.400) presentati in Commissione Industria al decreto sulle Liberalizzazioni nei settori lobbistici delle farmacie, dei taxi e degli avvocati. Emendamenti che non hanno prodotto liberalizzazioni di nessun tipo, e dunque, garantito il perdurare delle lobby dell&#8217;era Monti.</p>
<p><strong>Enzo Moavero Milanesi</strong>, ministro degli Affari europei, è l&#8217;eurocrate italiano più in vista e anche apprezzato a Bruxelles. Città in cui ha ricoperto il ruolo di capo di Gabinetto di Mario Monti all&#8217;Antitrust, e poi segretario generale aggiunto della Commissione. Giudice della Corte di giustizia del Lussemburgo, già collaboratore di Ciampi e Amato, è l&#8217;eminenza grigia dell&#8217;esecutivo Monti. Dalle sue mani sono passati gli accordi per la riprogrammazione dei fondi comunitari con la riduzione della quota di cofinanziamento nazionale, i piani di sviluppo per la crescita e la stabilizzazione dell&#8217;economia. Sulla tenuta dell&#8217;euro come valuta unica, si è dichiarato «<em>ottimista pragmatico, senza un piano B</em>». Per ciò, assieme a Monti, Moavero ha potuto ricoprire il ruolo di garante della sacralità del rigore italiano nelle vesti di timido tessitore dei piani di riforme per la crescita (solo) annunciati ai partner europei negli incontri-trottola dell&#8217;ultimo anno e mezzo. Moavero è stato il rassicuratore italiano sulle strategie romane all&#8217;insegna della tassazione folle, del taglio dei servizi ai cittadini, dello sterminio delle piccole e medie imprese che hanno velocizzato l&#8217;avvitamento dell&#8217;economia reale, aumentato in maniera incontrollata la disoccupazione e la conseguente diffusione dell&#8217;attiuale clima da coprifuoco, col solo fine di rispettare i parametri di Bilancio per il rientro del debito pubblico. In tema di politiche interne, ha fatto una sola cosa buona Moavero: ha bocciato l&#8217;emendamento del leghista Pini che voleva istituire una legge sulla responsabilità dei giudici. Per il resto, i saggi hanno un&#8217;altra manina. E soprattutto non sono proprietari di otto fabbricati.</p>
<p><strong>Luciano Violante</strong>, ex presidente della Camera e uomo che i per i democratici ha curato a più riprese le trattative sulla legge elettorale, è stato in parole povere l&#8217;eterno garante a sinistra del berlusconismo. Possibilista e anche sodale su buona parte delle leggi porcata che hanno annientato lo stato di diritto di questo Paese, Violante è una sorta di Massimo D&#8217;Alema un po&#8217; più defilato. E&#8217; uno di quelli che piace a tutto l&#8217;arco parlamentare, un po&#8217; come il Crodino. Forse un po&#8217; come un saggio. Ma non è il caso suo.</p>
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		<title>Morfeo ha sentito &#8220;boom&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 14:06:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[pasquale cascella]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Non la chiamerò più Morfeo». Tweet di Pasquale Cascella, portavoce del Quirinale durante l&#8217;incontro tra Beppe Grillo e Giorgio Napolitano.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non la chiamerò più Morfeo</em>». Tweet di Pasquale Cascella, portavoce del Quirinale durante l&#8217;incontro tra Beppe Grillo e Giorgio Napolitano.</p>
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		<title>Ingroia: &#8220;Consulta politica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 09:56:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[consulta]]></category>
		<category><![CDATA[francesco ingroia]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Io pensavo che decenni di evoluzione della giurisprudenza penale ordinaria e costituzionale fossero serviti ad acquisire una totale autonomia di giudizio nelle decisioni, che devono avvenire in base alle regole di diritto, e non in base alle possibili ripercussioni politiche. Devo dire che mi sbagliavo». Francesco Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, sulla sentenza della Consulta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Io pensavo che decenni di evoluzione della giurisprudenza penale ordinaria e costituzionale fossero serviti ad acquisire una totale autonomia di giudizio nelle decisioni, che devono avvenire in base alle regole di diritto, e non in base alle possibili ripercussioni politiche. Devo dire che mi sbagliavo</em>». Francesco Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, sulla sentenza della Consulta che ordina la distruzione delle intercettazioni tra Giorgio Npolitano e Nicola Mancino nell&#8217;inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/12/05/ingroia-consulta-politica/">Ingroia: &#8220;Consulta politica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Stato-mafia, Cancellieri in malafede</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 05:22:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[anna maria cancellieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Insisto sul fatto che non è concepibile che il presidente della Repubblica possa essere intercettato». Anna Maria Cancellieri, ministro dell&#8217;Interno.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Insisto sul fatto che non è concepibile che il presidente della Repubblica possa essere intercettato</em>». Anna Maria Cancellieri, ministro dell&#8217;Interno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/09/03/stato-mafia-cancellieri-in-malafede/">Stato-mafia, Cancellieri in malafede</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Ma che dice Messineo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Sep 2012 06:55:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[francesco messineo]]></category>
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		<category><![CDATA[nicola mancino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Le intercettazioni Napolitano-Mancino? Vanno distrutte, siamo tutti d´accordo. Si tratta di vedere attraverso che strada». Francesco Messineo, procuratore capo di Palermo, &#8220;detta&#8221; senza averne titolo la linea ai giudici e alle parti interessate all&#8217;udienza necessaria per decidere cosa tenere e cosa scartare di quei colloqui.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Le intercettazioni Napolitano-Mancino? Vanno distrutte, siamo tutti d´accordo. Si tratta di vedere attraverso che strada</em>». Francesco Messineo, procuratore capo di Palermo, &#8220;detta&#8221; senza averne titolo la linea ai giudici e alle parti interessate all&#8217;udienza necessaria per decidere cosa tenere e cosa scartare di quei colloqui.</p>
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		<title>Alfano l&#8217;abusato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2012 07:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Siamo stati contro ogni abuso delle intercettazioni e della loro pubblicazione quando a subirle è stato Berlusconi. La pensiamo allo stesso modo anche oggi che a subire gli abusi è Napolitano». Angelino Alfano, segretario del Pdl.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Siamo stati contro ogni abuso delle intercettazioni e della loro pubblicazione quando a subirle è stato Berlusconi. La pensiamo allo stesso modo anche oggi che a subire gli abusi è Napolitano</em>». Angelino Alfano, segretario del Pdl.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/31/alfano-labusato/">Alfano l&#8217;abusato</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Stato-mafia, assist di Panorama a Napolitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2012 16:59:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il settimanale Panorama si fa pubblicità sul nulla servendo un assist a Napolitano che, dopo il finto scoop sul presunto contenuto delle intercettazioni del capo dello Stato con Nicola Mancino, emette un comunicato col quale finge di rimproverare chi come Panorama &#8220;insinua ricatti al presidente&#8220;. Un capolavoro di ipocrisia cui si accodano i giornali di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/30/stato-mafia-assist-di-panorama-a-napolitano/">Stato-mafia, assist di Panorama a Napolitano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wrpSPG1o9W8" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10116" title="CONTATTO PANORAMA NAPOLITANO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/CONTATTO-PANORAMA-NAPOLITANO-490x300.jpg" alt="" width="490" height="300" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/CONTATTO-PANORAMA-NAPOLITANO-490x300.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/CONTATTO-PANORAMA-NAPOLITANO.jpg 637w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Il settimanale Panorama si fa pubblicità sul nulla servendo un assist a Napolitano che, dopo il finto scoop sul presunto contenuto delle intercettazioni del capo dello Stato con Nicola Mancino, emette un <a href="http://www.corriere.it/politica/12_agosto_30/quirinale-ricattabile-ingroia-intercettazioni_3fe343fe-f297-11e1-9efb-e78611c7bd41.shtml" target="_blank">comunicato</a> col quale finge di rimproverare chi come Panorama &#8220;<em>insinua ricatti al presidente</em>&#8220;. Un capolavoro di ipocrisia cui si accodano i giornali di centrodestra e, ora pure le home dei quotidiani nazionali. Insomma, con questa ennesima pantomima, il Quirinale puzza sempre più di putrescente. Volesse davvero garantire gli italiani di essere rimasto l&#8217;unico pilastro istituzionale su cui contare, dovrebbe rendere pubbliche le intercettazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/30/stato-mafia-assist-di-panorama-a-napolitano/">Stato-mafia, assist di Panorama a Napolitano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Il parere del giornalista in carriera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2012 12:41:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; interesse di tutti che quelle intercettazioni tra Mancino e Napolitano non vengano divulgate.&#8221; Ezio Mauro, direttore di Repubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/24/il-parere-del-giornalista-in-carriera/">Il parere del giornalista in carriera</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>E&#8217; interesse di tutti che quelle intercettazioni tra Mancino e Napolitano non vengano divulgate</em>.&#8221; Ezio Mauro, direttore di Repubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/24/il-parere-del-giornalista-in-carriera/">Il parere del giornalista in carriera</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Stato-Mafia: Pd come il Pdl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2012 11:35:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Nessun imbarazzo. Napolitano ha fatto quel che doveva col conflitto di attribuzione ai magistrati di Palermo. Dopodichè, in un sistema costituzionale e democratico lo schema non è chi è d’accordo e chi no col Capo dello Stato, ma chi lo rispetta e chi no. E allora, se il presidente ha chiesto alla Consulta di chiarire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Nessun imbarazzo. Napolitano ha fatto quel che doveva col conflitto di attribuzione ai magistrati di Palermo. Dopodichè, in un sistema costituzionale e democratico lo schema non è chi è d’accordo e chi no col Capo dello Stato, ma chi lo rispetta e chi no. E allora, se il presidente ha chiesto alla Consulta di chiarire un punto cruciale che riguarda le sue prerogative, può anche essere criticato ma deve essere rispettato. C’è una campagna contro Napolitano: esiste un filone populista, in certe aree della politica e del giornalismo, che forse ha anche un disegno in testa. Ma non passerà</em>». Pier Luigi Bersani, leader del Pd, a Repubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/24/stato-mafia-pd-come-il-pdl/">Stato-Mafia: Pd come il Pdl</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Scalfari? &#8220;Fa vomitare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 08:27:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Mi vengono i conati di vomito a vedere queste penne brillanti, queste barbe bianche, che parlano dall&#8217;alto della loro onniscienza. Si offende la storia, la cronaca, la verità. Mi metto nei panni del povero Caselli, di Ingroia, delle procure e penso alle centinaia di condanne, che vengono fatte passare come un bicchiere d&#8217;acqua». Antonio Di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Mi vengono i conati di vomito a vedere queste penne brillanti, queste barbe bianche, che parlano dall&#8217;alto della loro onniscienza. Si offende la storia, la cronaca, la verità. Mi metto nei panni del povero Caselli, di Ingroia, delle procure e penso alle centinaia di condanne, che vengono fatte passare come un bicchiere d&#8217;acqua</em>». Antonio Di Pietro (Idv) rivolto a Eugenio Scalfari sull&#8217;argomento intercettazioni Mancino-Napolitano per il processo sulla trattativa Stato-mafia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/22/scalfari-fa-vomitare/">Scalfari? &#8220;Fa vomitare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Napolitano presidente indegno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Aug 2012 09:02:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«C’è da fare una sola cosa: rendere noto il contenuto di quelle conversazioni tra Nicola Mancino e Giorgio Napolitano perché dobbiamo sapere se chi ci rappresenta ne è degno». Luigi Li Gotti, senatore dell&#8217;Idv.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/18/napolitano-presidente-indegno/">Napolitano presidente indegno</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>C’è da fare una sola cosa: rendere noto il contenuto di quelle conversazioni tra Nicola Mancino e Giorgio Napolitano perché dobbiamo sapere se chi ci rappresenta ne è degno</em>». Luigi Li Gotti, senatore dell&#8217;Idv.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/18/napolitano-presidente-indegno/">Napolitano presidente indegno</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Di Pietro vs Napolitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2012 04:59:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[antonio di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[bettino craxi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Io ricordo un altro Napolitano, quello descritto dall’imputato Bettino Craxi nell’interrogatorio formale che rese nel 1993 durante una pubblica udienza del processo Enimont. Craxi descriveva Napolitano, allora esponente di spicco del Pci nonché presidente della Camera, come un uomo molto attento al sistema della cosiddetta Prima Repubblica, specie coltivando i suoi rapporti con Mosca». Antonio [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Io ricordo un altro Napolitano, quello descritto dall’imputato Bettino Craxi nell’interrogatorio formale che rese nel 1993 durante una pubblica udienza del processo Enimon</em>t. Craxi descriveva Napolitano, allora esponente di spicco del Pci nonché presidente della Camera, come un uomo molto attento al sistema della cosiddetta Prima Repubblica, specie coltivando i suoi rapporti con Mosca». Antonio Di Pietro (Idv) al settimanale Oggi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/07/di-pietro-vs-napolitano/">Di Pietro vs Napolitano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Bertolaso e la censura di Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Aug 2012 07:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
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		<category><![CDATA[guido bertolaso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ricordo perfettamente le mie telefonate col presidente Napolitano e confermo che non c’è nulla di riservato. Non parlo dei contenuti e mi limito a sottolineare un dettaglio. Repubblica le ha ma non le pubblica.&#8221; Guido Bertolaso al Fatto.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Ricordo perfettamente le mie telefonate col presidente Napolitano e confermo che non c’è nulla di riservato. Non parlo dei contenuti e mi limito a sottolineare un dettaglio. Repubblica le ha ma non le pubblica.</em>&#8221; Guido Bertolaso al Fatto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/05/bertolaso-e-la-censura-di-repubblica/">Bertolaso e la censura di Repubblica</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Napolitano traditore (in un Paese normale)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Aug 2012 15:29:13 +0000</pubDate>
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<p>Non ho la pretesa di ergermi a titolo di <strong>Costituzionalista</strong>. Che non vuol dir nulla tranne che in Italia, dove il Costituzionalista si occupa di spiegare in tivù e sui giornali, ma soprattutto di interpretare, il significato dei singoli articoli della Costituzione adattati alle pieghe dei capricci dei politici, che ogni giorno rendono necessario complicare e stravolgere al limite del ridicolo ciò che la Costituzione non potrebbe dire nel modo più semplice. L&#8217;esempio più comune è quello dell&#8217;<strong>articolo 3</strong> sull&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Legge. Ci sono volute ore di talk show e decine di prime pagine di castronerie di &#8220;pensatori liberali&#8221; prima che la Corte costituzionale ci dicesse ciò che tutti già sapevamo: ossia che il lodo alfano in favore di Silvio Berlusconi è incostituzionale.</p>
<p>La Costituzione italiana avrà tanti difetti e sarà pure da aggiornare. Ma sfido chiunque a ritenere che i suoi 139 articoli non siano abbastanza chiari da rendersi immuni di interpretazioni fasulle. Prendiamone uno a caso: <strong>l&#8217;articolo 90</strong>. Che essenzialmente dice: &#8220;<em>Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell&#8217;esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento&#8230;</em>&#8220;. Dunque, evinciamo che <strong>Giorgio Napolitano è un irresponsabile</strong> tranne quando si macchia di &#8220;<em>alto tradimento</em>&#8220;. Chi stabilisce che il Capo dello Stato è un traditore? Il parlamento in seduta comune a maggioranza dei suoi membri&#8230;</p>
<p>Bene, ma cos&#8217;è l&#8217;alto tradimento? L&#8217;alto tradimento, si legge su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alto_tradimento" target="_blank">Wikipedia</a>, &#8220;<em>è un reato politico che si verifica quando il Capo dello Stato rivela segreti, specialmente di natura militare, a potenze nemiche.</em>&#8221; Un reato paragonabile alla possibilità che il codice della strada preveds la revoca della patente al conducente soltanto nel caso in cui investisse un calesse in autostrada. <strong>Cioè mai</strong>. Almeno per l&#8217;assetto geopolitico attuale che vede l&#8217;Italia inserita in un contesto europeo e per la sua insignificanza militare, oltre che per la sua nulla tradizione bellica.</p>
<p>Rimane quel &#8220;<em>specialmente</em>&#8221; che potremmo interpretare. &#8220;Specialmente&#8221; vuol dire &#8220;non esclusivamente&#8221;. E allora perché non ritenere traditore un Capo di Stato che pretende la distruzione di una serie di telefonate con un indagato per falsa testimonianza in un processo che cerca di far luce sui mandanti delle stragi siciliane che hanno dato il là alla cosiddetta Seconda Repubblica?</p>
<p>Il tradimento, leggiamo dal dizionario di lingua italiana, è un crimine che riguarda una serie di atti di slealtà o infedeltà nei confronti di uno Stato sovrano. Ora, se Giorgio Napolitano è un irresponsabile che chiacchiera al telefono con l&#8217;indagato per falsa testimonianza Nicola Mancino, cos&#8217;ha da temere? Cos&#8217;ha da nascondere? Perché ricorre alla Consulta che &#8220;<em>giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, (&#8230;) sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato.</em>..&#8221;?</p>
<p>Eccolo qui il vero VULNUS che tuonano i giornali. Il cosiddetto VUOTO che impedisce di accusare un Capo di Stato di mancanza di trasparenza nei confronti di 60 milioni di cittadini. Eccolo il vuoto di responsabilità politica di un capo di Stato, che come la mafia, invoca il silenzio su Vicende di mafia. La prima azienda italiana. Eccoli gli specchi su cui si arrampica Napolitano rincorrendo come un impunibile qualunque i conflitti di attribuzione. Dov&#8217;è il reato di vilipendio  all&#8217;intelligenza degli italiani? Perché non esiste? Napolitano, fosse un presidente degno di questo nome, svelerebbe cosa si è detto con Mancino al telefono e magari sarebbe andato a Bologna per i 32 anni di anniversario delle bombe del 2 agosto piazzate alla stazione dalla P2. Altro che fuggire a Londra al villaggio olimpico, lontano dai fischi e dalle pernacchie di piazza! Un presidente degno di una democrazia europea condannerebbe i segreti di Stato e s&#8217;appellerebbe al parlamento per la loro rimozione. Ma Napolitano, lo abbiamo capito, ha la coda di paglia. Tradisce la nostra intelligenza facendo leva sull&#8217;ignoranza, la disinformazione e la buona fede degli italiani che gli pagano un lauto stipendio. Così facendo, Napolitano tradisce. In un Paese normale Napolitano non sarebbe proprio presidente. Lo è in Italia: la Repubblica fondata sulla mafia. Che onore&#8230;</p>
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		<title>D&#8217;Ambrosio sepolto, buio fitto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 08:59:01 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9744" title="loris d'ambrosio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/loris-dambrosio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/loris-dambrosio-300x225.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/loris-dambrosio.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Passata la festa, gabbato il santo. <strong>Loris D&#8217;Ambrosio</strong>, consigliere di Giorgio Napolitano, membro del nucleo di valutazione del Colle, colui che al congresso dell&#8217;Associazione nazionale magistrati sedeva dietro il presidente della Repubblica, ma davanti a Silvio Berlusconi e Gianni Letta. Magistrato che ha steso il testo del 41 bis (carcere duro per i mafiosi) e che si intratteneva al telefono con l&#8217;indagato per falsa testimonianza Nicola Mancino, al fine di evitargli imbarazzanti confronti con gli ex ministri Martelli e Scotti nell&#8217;aula del tribunale di Palermo che indaga sulla trattativa Stato-mafia. Ecco, Loris D&#8217;Ambrosio in quattro e quattr&#8217;otto <strong>già bell&#8217;e che morto e sepolto</strong>. Non si sa in quale cimitero sia stato tumulato dopo la funzione religiosa andata in scena nella chiesa romana di Santa Susanna, alla presenza di politici e alti magistrati e con illustri assenze come quelle di Dell&#8217;Utri e Mancino. Non si sa bene in quale casa editrice D&#8217;Ambrosio sia morto. Non si è capito quale ambulanza è accorsa sul luogo del delitto. Pardon, della disgrazia. Si è detto genericamente di un infarto, punto. Non ci sono cronache e nemmeno testimonianze di chi era assieme a D&#8217;Ambrosio in quei minuti fatali. Insomma, la fine della figura ombra del presidente della Repubblica, per la stampa di regime non sta meritando attenzione come invece è stato per Cogne, Avetrana o Brembate Sopra.</p>
<p>Passata la festa, gabbato il santo. Mai come nei classici delitti di Stato, il ciarpame mediatico riferisce lo stretto necessario e uniforma le opinioni dei soliti prezzolati &#8220;liberi&#8221; pensatori. La morte di <strong>Loris D&#8217;Ambrosio è e rimane strana,</strong> misteriosa, sospetta, omessa nella dinamica dei fatti, che a me personalmente, lascia un non so che di retrogusto mafioso. La sua morte è giunta dopo che sui giornali sono apparse sui giornali intercettazioni che lo riguardano dal contenuto a dir poco eversivo. Il pm di Palermo Nino Di Matteo (pool del traslocante Antonio Ingroia), a proposito di Mancino ha dichiarato: «<em>Emergono evidenti contraddizioni tra diversi esponenti delle istituzioni, riferiscono cose completamente diverse, quindi qualcuno mente</em>» riferendosi anche a Martelli e Scotti. Nelle intercettazioni D&#8217;Ambrosio dice a Mancino che chiede protezione: «<em>Io per adesso posso parlare col presidente&#8230; lui se l&#8217;è presa a cuore la questione&#8230; non lo so&#8230; Francamente la ritengo difficile</em>» influire sul collegio di Palermo che vuole sottoporre Mancino al confronto con Martelli sull&#8217;avvertimento che il capo del Ros stava scendendo a patti con l&#8217;allora sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino. Ecco la soluzione di D&#8217;Ambrosio: «<em>L&#8217;unica cosa è parlare col procuratore nazionale antimafia</em>» <strong>Piero Grasso</strong> che, interpellato, declinerà l&#8217;invito a sollecitare coordinamenti già adottati in precedenza tra le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze che indagano sui mandanti delle stragi bombarole a Palermo, Firenze e Milano.</p>
<p>Benché Mancino avesse sollecitato D&#8217;Ambrosio dicendogli «<em>Veda un po&#8217; se Grasso decidesse di ascoltare anche me, in maniera riservatissima, senza che nessuno ne sappia niente</em>» e D&#8217;Ambrosio lo avesse rassicurato rispondendogli «<em>Va bene, tanto domani lo devo vedere..</em>.», per il consigliere di Napolitano è «<em>Più facile parlare col pm..</em>.». Non foss&#8217;altro che in mancanza di pm favorevoli a papocchi, il Csm (presieduto da Napolitano) ha sostituito <strong>Vitaliano Esposito</strong> a ruolo di procuratore generale della Cassazione col <strong>pg Ciani</strong>. Del quale D&#8217;Ambrosio riferisce al solito preoccupatissimo Mancino: «<em>Ho parlato con Ciani, hanno voluto una lettera così fatta per sentirsi più forti&#8230;</em>». Del resto «<em><strong>Il presidente condivide la sua preoccupa&#8230;</strong> cioè, diventa una cosa&#8230; inopportuna&#8230;</em>» l&#8217;eventuale confronto a quattr&#8217;occhi con Martelli davanti al pool di magistrati di Palermo col rischio di finire imputati nel processo sulla trattativa Stato-mafia assieme a personaggi del calibro di Bernardo Provenzano.</p>
<p>Passata la festa, gabbato il santo. Nessun Galli Della Loggia e nessuno Scalfari si è chiesto com&#8217;è possibile che il braccio destro del presidente della Repubblica insegua le richieste di un ex vicepresidente del Csm come Mancino, del quale nel capitolo «<em>mandanti altri</em>» della sentenza del processo di Firenze per la bomba di via Georgofili (condannati Provenzano, Riina e Graviano) i giudici scrivono «<em>Dalla disamina delle dichiarazioni di soggetti di così spiccato profilo istituzionale esce un quadro disarmante che proietta ampie zone d’ombra sull’azione dello Stato nella vicenda delle stragi</em>». Possibile che D&#8217;Ambrosio rispondeva con quelle frasi a Mancino di sua iniziativa, senza che si fosse prima consultato con Napolitano? Possibile che nessuno reputi depistante il comunicato dello stesso Napolitano col suo «<em>Atroce rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose</em>» per la morte di D&#8217;Ambrosio? Cioè di uno che certamente non parlerà più? Possibile che il ministro della Giustizia Paola Severino, (difensore dell&#8217;ex sottosegretario Caliendo implicato nell&#8217;inchiesta sulla P3) definisca D&#8217;Ambrosio uno che «<em>non riusciva a capacitarsi di come potesse essere accusato con tanta veemenza di aver voluto interferire su indagini in tema di mafia, proprio la materia che aveva costituito il centro di un suo impegno così intenso</em>»? Perché il ministro non fa nomi e cognomi degli accusatori di D&#8217;Ambrosio che nemmeno risultava indagato? Possibile che nessun giornalista di regime abbia strappato dopo il funerale di D&#8217;Ambrosio qualche battuta alla moglie signora Antonella o ai figli Silvia, Giulio e Valerio tutti lì in prima fila? Possibile che nessun Panebianco e nessun Gramellini leghi il nesso dell&#8217;incorruttibilità di D&#8217;Ambrosio, indicato da Maria Falcone come «<em>persona alla quale gli italiani devono dire grazie per la lotta antimafia</em>» col fatto che <strong>forse è stato ucciso apposta per evitare che parlasse come teste a Palermo?</strong> Del resto cos&#8217;avrebbe da perdere un magistrato incorruttibile a fine carriera e sulla soglia della pensione?</p>
<p>Eppoi, è possibile che nessuno metta in bella vista che l&#8217;Avvocato Caramazza ha già depositato a tempo di record alla Consulta la richiesta di conflitto di attribuzione affinché la Corte costituzionale imponga alla procura di Palermo di distruggere i colloqui tra Mancino e Napolitano senza un&#8217;udienza apposita a Palermo come prevede la legge? Possibile che nessun giornalista si meravigli sul perché in udienza l&#8217;avvocatura chiede di procedere per &#8220;<em>inaudita altera pars</em>&#8221; cioè senza il coinvolgimento della difesa della Procura di Palermo? E&#8217; possibile che soltanto <strong>Bruno Tinti</strong> ci racconti oggi sul Fatto che D&#8217;Ambrosio era cardiopatico? Dunque, non sarebbe stato questo un buon motivo per cercare di allontanare i sospetti di una morte incredibile e piena di ombre da mettere in prima pagina? Possibile che un cardiopatico ricopra un ruolo così delicato all&#8217;interno delle istituzioni? Che cosa avrebbe da temere un D&#8217;Ambrosio qualunque di fronte alla palese preoccupazione di Napolitano a non far uscire i colloqui con Mancino? In tema di probabilità mi sembra che il coccolone avrebbe dovuto prendere Napolitano prima che D&#8217;Ambrosio no? Per ragioni di età in primis, e poi per ragioni di gravità dei fatti emersi. E invece guarda un po&#8217; come la fine di un personaggio così vicino al Capo dello Stato, morto proprio all&#8217;indomani dell&#8217;uscita di imbarazzanti intercettazioni oggetto dell&#8217;inchiesta sulla trattativa Stato-mafia <strong>passa nel sottoscala delle notizie</strong>! Sostituita da un più rassicurante comunicato del Quirinale ai dipendenti dell&#8217;Ilva di Taranto (ieri l&#8217;altro), oppure sul fronte delle elezioni anticipate con «<em>Sul voto decide il Quirinale</em>» (oggi). <strong>Qual è la ragione di voler drogare autorevolezza a un Quirinale deciso a distruggere i colloqui di Napolitano con Mancino?</strong> Non è abbastanza chiara l&#8217;omelia dei preti al funerale di D&#8217;Ambrosio che dice «<em>Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli</em>» della serie &#8220;<em>chi ha orecchio intenda</em>?&#8221; Dobbiamo preoccuparci del fatto che sia solo una banale coincidenza che la sede dell&#8217;Avvocatura che difende Napolitano abbia sede in via dei Portoghesi?</p>
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		<title>Quirinale connection</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2012 12:29:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ma guarda un po&#8217; che sfiga per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che invoca &#8220;verità per le stragi Falcone e Borsellino&#8220;. Gli muore proprio ora Loris D&#8217;Ambrosio, suo braccio destro e sinistro che farfugliava al telefono con l&#8217;ex ministro Nicola Mancino qualche strategia per intralciare le attività di indagine della procura di Palermo impegnata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9721" title="giorgio napolitano nero" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/giorgio-napolitano-nero-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/giorgio-napolitano-nero-300x250.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/giorgio-napolitano-nero.jpg 304w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Ma guarda un po&#8217; che sfiga per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che invoca &#8220;<em>verità per le stragi Falcone e Borsellino</em>&#8220;. Gli muore proprio ora <strong>Loris D&#8217;Ambrosio</strong>, suo braccio destro e sinistro che farfugliava al telefono con l&#8217;ex ministro <strong>Nicola Mancino</strong> qualche strategia per intralciare le attività di indagine della procura di Palermo impegnata a identificare e condannare i mandanti delle stragi. Ma guarda un po&#8217;, la morte! Si è portata via proprio ora un uomo forte di una vita da magistrato irreprensibile, che ha &#8220;<em>scavato nelle collusioni ambigue e nei suoi intrecci criminali</em>&#8221; come ci racconta <strong>Giovanni Bianconi</strong> sul Corsera. Un cuore che aveva retto di tutto, per tutt&#8217;una vita finché si è trattato di dover mediare l&#8217;insuccesso di interferire nelle indagini sulla trattativa Stato-Mafia che vede l&#8217;amico del Colle Mancino imputato di falsa testimonianza nello stesso processo in cui è imputato uno stinco di santo come <strong>Bernardo Provenzano.</strong></p>
<p>Eccolo proprio ora, il coccolone fatale che coglie Loris D&#8217;Ambrosio nelle polverose stanze di una &#8220;<em>casa editrice romana che stava rivedendo le bozze di un libro</em>&#8220;. Una morte improvvisa e talmente &#8220;naturale&#8221; da escludere addirittura l&#8217;autopsia per &#8220;<em>ipotesi messa da parte</em>&#8221; dal procuratore di Roma Giuseppe Pignatone. Come fu per Papa Montini, morto dopo appena 33 giorni di pontificato perché voleva rimuovere Paul Marcinkus, l&#8217;allora dominus dello Ior in affari con la P2 di Gelli e Sindona. Quest&#8217;ultimo, morto in carcere avvelenato da un caffè in procinto di svelare gli intrecci del Banco Ambrosiano con la mafia degli anni &#8217;70. Com&#8217;è stato lo scorso inverno per don Verzè, morto all&#8217;improvviso non appena rimosso dal San Raffaele in bancarotta, pronto a svelare gli intrecci di soldi che avevano portato il suo braccio destro Mario Cal a fare tutto da solo con la pistola, nel chiuso del suo ufficio. Ebbene, oggi, eccoci a Loris D&#8217;Ambrosio, reduce da ben 2 testimonianze rese al processo di Palermo sulla trattativa Stato-mafia e dimissioni dal Quirinale scampate (per non dire accuratamente evitate), che poteva mettere in atto la sua stoffa di integerrimo uomo &#8220;<em>anti-Br e nemico delle leggi ad personam</em>&#8221; chiarendo il senso dei suoi colloqui con Mancino.</p>
<p>Una tragedia umana raccontata dai giornali che sembra ripresa dalla collana di Harmony. &#8220;«<em>Presidente!</em> &#8211; grida il monitoratore dei moniti Donato Marra &#8211; <em>il consigliere sta molto male». Dal Colle partono i medici di servizio, ma niente da fare</em>&#8220;. D’Ambrosio è stramazzato a terra per infarto, non parlerà più. Napolitano, in lacrime che &#8220;<em>crolla sulla poltrona</em>&#8220;, può finalmente cibarsi come un avvoltoio della tragedia del suo factotum per tuonare &#8220;«<em>Sono sconvolto, è atroce</em>». Loris &#8220;<em>ucciso dalle insinuazioni ingiuriose di Antonio Di Pietro, Beppe Grillo e alcuni giornali</em>&#8221; come il Fatto quotidiano. Convincente ed esaustivo anche l&#8217;informatissimo <strong>Carlo Galli</strong> di Repubblica, secondo il quale D&#8217;Ambrosio è morto &#8220;<em>forse di crepacuore</em>&#8220;. Un uomo &#8220;<em>amareggiato perché sapeva che sarebbe stato difficile, quasi impossibile, far emergere tutti i passaggi di una storia complessa</em>&#8221; ci spiega il solito trasparente Bianconi.</p>
<p>Una storia talmente complessa nella sua chiarezza che, tranquilli, ora D&#8217;Ambrosio non racconterà più. Potranno raccontarla a modo loro i soliti pensatori di regime che imprigionano nei &#8220;<em>forse</em>&#8221; il mistero chiaro a tutti di questa morte. Talmente chiaro tanto da indurre lo stesso Fatto quotidiano a riprendersi dalla botta con un giorno sabbatico sull&#8217;argomento intercettazioni Quirinale-Mancino. Il giornale di Travaglio nell&#8217;edizione di oggi, dà ampio risalto all&#8217;Ilva di Taranto, e solo in taglio basso dà la notizia della morte di D&#8217;Ambrosio. Senza commenti, a parte la rigida cronaca passata dalle agenzie. Travaglio deve pensare come scrivere l&#8217;editoriale di domani sulla vicenda. <strong>Dovrà pesare punti e virgole</strong> prima di non beccarsi un&#8217;altra volta l&#8217;insulto di &#8220;<em>terrorista mediatico</em>&#8221; che gli appioppò il piduista Cicchitto alla Camera per la vicenda Tartaglia. Intanto, rimane Mancino, ancora più solo di prima. Senza D&#8217;Ambrosio, contro i magistrati di Palermo che «<em>non si sa dove vogliono arrivare</em>». Beh, oggi con la richiesta di rinvio a giudizio di 12 illustri, tra capi mafia e politici di rango come Calogero Mannino, Marcello Dell&#8217;Utri e guardacaso Nicola Mancino, pare proprio che abbiano individuato la direzione giusta. Pare siano nel mrino i mandanti della mafia militare che uccise i giudici Falcone e Borsellino. E&#8217; di questo che ha paura Mancino. E&#8217; questo che teme pure Giorgio Napolitano nell&#8217;istituzione del Quirinale ridotto a ufficio reclami dell&#8217;imputato Mancino, ultimo appiglio al quale attaccare ciò che rimane del prestigio di questo sciagurato Paese.</p>
<p>Perché, per dirla alla stampa di regime &#8220;<em>su questa storia della trattativa si sta lacerando il Paese e si va forse verso un vero e proprio «corto circuito istituzionale»</em>&#8221; che ha già fulminato Loris D&#8217;Ambrosio e che sta spedendo in Guatemala il procuratore <strong>Antonio Ingroia</strong>. Nulla trapela sul destino dei tre pm rimasti a condurre il processo sulla trattativa Stato-mafia: Nino Di Matteo, Lia Sava e Francesco Del Bene. Se il Quirinale non offrirà loro un posto letto, non sarò tranquillo. In tal caso facciano frequenti visite dal cardiologo e non bevano caffè soprapensiero. Idem per i superstiti del processo che potrebbero concorrere a far emergere la verità sulla trattativa Stato-mafia in questa Repubblica fondata sulla mafia. <strong>Dove regna ancora la P2</strong>. Forza, ora a chi tocca?</p>
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		<title>&#8220;Addiopuzzo&#8221; e il tanfo di Giorgio a via D&#8217;Amelio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2012 03:09:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«E’ sempre più imbarazzante partecipare a cerimonie ufficiali, vedere in prima fila persone la cui condotta emana puzzo di compromesso morale. Se ne restino a casa il 19 luglio, ci facessero la grazia di tacere. Abbiamo processato gli intoccabili, uno stuolo di sepolcri imbiancati che nelle chiese si battono il petto dopo aver partecipato a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>E’ sempre più imbarazzante partecipare a cerimonie ufficiali, vedere in prima fila persone la cui condotta emana puzzo di compromesso morale. Se ne restino a casa il 19 luglio, ci facessero la grazia di tacere. Abbiamo processato gli intoccabili, uno stuolo di sepolcri imbiancati che nelle chiese si battono il petto dopo aver partecipato a summit mafiosi e non ci fermeremo. Sanno che è solo questione di tempo perché un giorno alle porte dei loro lussuosi palazzi suonerà il vero Stato</em>». Roberto Scarpinato, procuratore generale a Caltanissetta, dopo le parole di Giorgio Napolitano alla cerimonia del ventennale della strage di Via D&#8217;Amelio.</p>
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		<title>Proprio Napolitano chiede serietà?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2012 18:11:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Se siamo seri non ci dobbiamo preoccupare». Giorgio Napolitano un anno fa, 11 luglio 2011, al vertice antispeculatori dopo le avvisaglie del default dell&#8217;euro per l&#8217;enorme debito pubblico dell&#8217;Italia e per il discredito del governo Berlusconi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Se siamo seri non ci dobbiamo preoccupare</em>». Giorgio Napolitano un anno fa, 11 luglio 2011, al vertice antispeculatori dopo le avvisaglie del default dell&#8217;euro per l&#8217;enorme debito pubblico dell&#8217;Italia e per il discredito del governo Berlusconi.</p>
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		<title>Annunci farlocchi, morfina di regime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2012 06:16:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9524" title="regime bandiera italia fucili" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/regime-bandiera-italia-fucili-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/regime-bandiera-italia-fucili-300x225.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/regime-bandiera-italia-fucili.jpg 444w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>In questo caos di un&#8217;economia in profonda recessione, i giornali italiani fanno propaganda al regime sparando in prima pagina gli annunci di una classe politica criminale degna dei peggiori regimi sanguinari. Visto che i giornali dovrebbero dare le notizie, purtroppo, nelle ultime settimane, assistiamo all&#8217;agonia di questo Paese con prime pagine che servono solo a dare spunto di distrazione ai dibattiti televisivi per parlar d&#8217;altro. Per anestetizzare gli impulsi della rivolta i media tradizionali cercano di offuscare, al fine di discolpare i partiti responsabili di questa tragica fine sotto il macigno irrecuperabile del debito pubblico. Qualche esempio: &#8220;<em>Monti: l&#8217;Italia ce la fa da sola</em>&#8220;. &#8220;<em>Monti: salvare l&#8217;euro a ogni costo</em>&#8220;. &#8220;<em>Monti: tratterò a oltranza</em>&#8220;. &#8220;<em>Monti: ora l&#8217;Italia è più sicura</em>&#8220;. &#8220;<em>Supermario ha vinto</em>&#8220;. &#8220;<em>Perché l&#8217;Italia deve farcela</em>&#8221; (Napolitano). &#8220;<em>Monti: basta danni all&#8217;Italia</em>&#8221; per giungere all&#8217;odierna notiziona &#8220;<em><strong>Monti: no alla concertazione</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Capirete che queste non sono notizie. Sono solo annunci farlocchi che giungono da un curatore fallimentare nominato capo del governo da un testa di legno che al Quirinale fa il presidente di un (fu) grande Paese, in procinto di cedere sovranità alla Germania. L&#8217;odierno &#8220;<em>Concertazione</em>&#8221; viene da concertare, che significa <strong>trattare</strong>. Dunque Monti avrebbe potuto dire &#8220;<em>No alla trattativa</em>&#8221; ma non lo ha fatto perché dire trattativa in questi tempi di indagini sui patti stato-mafia dei primi anni &#8217;90, suona male. E siccome in questo sporco regime che è l&#8217;Italia ogni parola viene soppesata (qualcuno ha capito cosa vuol dire &#8220;ticket&#8221; Berlusconi-Alfano?) conviene tirare a campare nel mare magnum di deserto sociale che può sfociare in rivolte improvvise da un giorno all&#8217;altro. Vuoi per gli esodati, vuoi per i creditori nei confronti dello Stato, vuoi per i giovani disoccupati (ancora troppi quelli un po&#8217; rincoglioniti dai gossip), si vive alla giornata nell&#8217;attesa che qualche focolaio di rivolta possa riempire le prime pagine dei soliti giornali in crisi di vendite.</p>
<p>Ogni giorno è uno smarrimento. Ogni giorno è da inventare. Da riempire per non pensare a quello che verrà in futuro. Siamo una massa di schiavi in cerca ognuno del proprio rifugio e della propria sopravvivenza. I tagli ai posti letto negli ospedali sono un buon modo per sfoltire prima del tempo una moltitudine di poveracci che non potranno permettersi le cure, e dunque moriranno prima. Ecco, la sanità per ricchi è forse l&#8217;unica vera forma di americanizzazione ereditata da questo Paese. I giornali pieni di annunci sul nulla potrebbero essere l&#8217;ultima vera morfina per chi, disperato, non ha altro modo per distrarsi dall&#8217;osservare la picchiata. Si salvi chi può.</p>
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		<title>Fatuo quotidiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 07:48:39 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/07/09/fatuo-quotidiano/">Fatuo quotidiano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9474" title="travaglio marco" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco-300x207.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco.jpg 550w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Marco Travaglio non ha certo bisogno di presentazioni e di sviolinate sulla sua stoffa di cronista giudiziario. Il Fatto quotidiano, a parte qualche sparuto scoop e clamorosi buchi, rimane (e appare) il giornale meno condizionato da interessi di parte, benché tranne qualche bravo giornalista come Lillo, Fierro e Lo Bianco, sia sostanzialmente un rifugio di trombati de L&#8217;Unità. Mi rendo conto che uscire ogni giorno in edicola, tra gli impeti di libertà, il direttore di un libero &#8220;giornalaccio&#8221; si delizi di sparare in prima pagina mega intervistone che poi, per almeno un paio di settimane si trascinano su altri giornali con chilometri di critiche a tappeto. O se preferite a zerbino, com&#8217;è stata tacciata l&#8217;intervistona apparsa sul Fatto il 13 giugno scorso di Marco Travaglio a Beppe Grillo. Sia chiaro: concordo anch&#8217;io che quel colloquio era da prima pagina. Lo era perché davvero in quei giorni, all&#8217;indomani del successo elettorale del M5S alle elezioni amministrative, qualunque testata o organo di informazione avrebbe pagato oro pur di ottenere il privilegio di qualche risposta di un comico antisistema, che ha iniettato gente nuova nelle istituzioni senza alleanze coi partiti grazie a un blog. Il Fatto, questo privilegio lo ha avuto.</p>
<p>Trovo più preoccupante, invece, che nessuno abbia proferito parola su un&#8217;altra intervista: quella apparsa sulla prima del Fatto venerdì scorso, che questa volta <strong>Marco Travaglio ha realizzato a <a href="http://www.lamescolanza.com/Temp=2012/072012/inervista_sartori_il_fatto=060712.htm" target="_blank">Giovanni Sartori</a></strong>. Politologo ed editorialista da prima pagina del Corriere, tra le cosiddette &#8220;<em>voci libere</em>&#8221; (Padellaro 7 luglio 2012) in riferimento alle &#8220;<em>Strane telefonate tra Mancino e il Colle</em>&#8220;. Ossia, il duro zoccolo che il Fatto batte ormai da qualche settimana per ottenere risposte dal vecchio bacucco capo di Stato Giorgio Napolitano nel merito del ruolo suo e del suo stretto entourage di fronte alle richieste telefoniche di tal Nicola Mancino, preoccupato di finire indagato (infatti lo è) in un processo che cerca i responsabili della trattativa Stato-mafia nei primi anni 90. Ciò che mi importa sottolineare, è <strong>il ruolo di Marco Travaglio in veste di intervistatore</strong> sul Fatto. Di colui che anziché ergersi a narratore dei fatti &#8220;si abbassa&#8221; a fare domande dopo che ha criticato in decine di articoli le interviste di altri cosiddetti giornalisti come Vespa, Cazzullo o Scalfari. Fermo restando che è impossibile pubblicare scoop ogni giorno, lo dovrebbero sapere i giornalisti liberi che pianificare un&#8217;intervista da mettere in prima pagina è antigiornalistico e antiinformativo. Innanzitutto perché le interviste pianificate presuppongono l&#8217;accordo dell&#8217;argomento, e dunque la prevedibilità delle domande. Poi perché è poco utile alla causa dell&#8217;informazione fare domande a chi ci dà risposte prevedibili, possibilmente allineate alle attese. Come nel caso di Sartori nei confronti di Travaglio.</p>
<p>Ora, assodato che quanto emerge dalle intercettazioni tra Mancino e Loris D&#8217;Ambrosio è di gravità inaudita, l&#8217;intervista che Travaglio fa a Sartori, più che uno scoop da prima pagina, ha le sembianze di una testimonianza mirata a dare sostegno a un pensiero, a una morale estrapolata sulla base di colloqui intercettati come nel caso del duo D&#8217;Ambrosio-Mancino. Le risposte sull&#8217;argomento che si aspetta Marco Travaglio, le dà Giovanni Sartori, uno che ha la nomea del politologo di fama lucido e indipendente ma che scrive sulla prima pagina del Corriere: giornale di regime dove nessuna voce libera (Sartori compreso checché lo reputi tale &#8216;l&#8217;ingenuo?&#8217; Padellaro) non si è ancora permessa di scrivere una sola riga a conferma della legittimità di quanto il Fatto chiede ormai da settimane a Napolitano in materia di interferenze sull&#8217;attività di tre procure. A parte una filippica patetica sullo stato d&#8217;animo di Mancino a firma di Galli della Loggia, la linea intrapresa dal Corsera sull&#8217;argomento avrebbe indotto qualunque giornalista, soprattutto se di stoffa come Travaglio, porre una domanda a Sartori del tipo: &#8220;<em>Perché su Mancino e Napolitano ha scritto solo Galli della Loggia e non tu che sai come stanno le cose? Hai proposto un editoriale su questo argomento? Te lo fanno scrivere o no?</em>&#8220;.</p>
<p>Visto che in tempi di crisi economica, di Italia fallita, spending review, fiscal call, fiscal compact, golden rule, revenche, soft touch ed enforcement, è stato Beppe Grillo l&#8217;unico leader politico a prefigurare lo scenario economico attuale con molti post dedicati all&#8217;argomento sul suo blog, è mai possibile che un cronista attento, critico e pungente come Marco Travaglio non abbia posto al politologo Sartori (che ritiene i partiti entità insostituibili) una domanda del tipo: &#8220;<em>Cosa intendi quando scrivi che Grillo fa antipolitica terra terra?</em>&#8221; Oppure &#8220;<em>Perché ritieni che Grillo propone solo assurdità e sciocchezze?</em>&#8221; Oppure, sul governo tecnico di Monti: &#8220;<em>Due anni fa scrivevi in prima pagina che &#8216;nelle nostre circostanze il governo tecnico sarebbe la formula più intelligente e dunque la meno probabile.&#8217; Che ti sembra ora che i fatti ti danno torto?</em>&#8220;.</p>
<p>Insomma, ciò che mi aspetterei da un giornalista di stoffa come Travaglio, nostalgico dei colleghi &#8220;<em>cani da guardia</em>&#8221; sempre intenti a scovare contraddizioni, trucchi, trabocchetti e falsità che ammorbano le cosiddette libere voci del nostro sistema, <strong>sono le cosiddette domande che servono alla causa dell&#8217;informazione</strong>. Anche quando a farle dovrebbe essere proprio quel bravo Travaglio che tutti conosciamo, e che invece a Sartori non fa perché sembra che stia in soggezione. Chesso, pare abbia di fronte Montanelli. Avrebbe mai chiesto Travaglio a un vecchio saggio come Montanelli &#8220;<em>Perché negli anni 40 sposasti una 12enne in Etiopia? Che ci trovasti di tanto attraente?</em>&#8221; Le domande di Travaglio a Sartori nell&#8217;intervista di venerdì scorso, rimangono morbosamente circoscritte al caso Mancino-Colle ma lo capisce pure un bimbo che le domande sono assist modellati a prevedibili risposte come quando si chiacchiera tra amici, tra simpatizzanti o tra alleati allineati. Con tutto il rispetto umano che merita Sartori con la sua esperienza di vita e per il suo ruolo pubblico, io personalmente rimango fortemente prevenuto nei confronti di chi scrive sulle prime pagine dei quotidiani italiani. La mia esperienza mi dice che nessuna delle firme delle testate di regime è libera come ci vuole far credere (l&#8217;ingenuo?) Padellaro.</p>
<p>E ahime, anche Giovanni Sartori il politologo non sfugge alla regola. La sua voce libera è in realtà una delle tante del coro di pappagalli di questo sistema, ma che a differenza di altri, omaggia in prima pagina il suo intervistatore &#8220;<em>tra i giornalisti in possesso di devastante documentazione</em>&#8221; (20 aprile 2010). Ecco perché poi il buon Travaglio rende la pariglia al suo esimio intervistato sulla prima del Fatto, ricordandoci modestamente che &#8220;<em>Qualche anno fa Giovanni Sartori scrisse che in Italia anche la tv ‘di tutti’ è imbavagliata; il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova</em>&#8221; senza però dirci che Sartori scopriva l&#8217;acqua calda. Vuoi per umana soggezione, vuoi per umana amicizia, quando ci si relaziona tra colleghi giornalisti, la prima regola da rispettare è quella di non intervistarsi. Non ci si celebra tra colleghi. Si mettono in gioco credibilità e reputazione. Tra amici e complici non esistono domande degne di un&#8217;intervista che faccia notizia. Ci sono solo assist che rendono l&#8217;intervista un noioso soliloquio a due voci senza mordente. Insomma, si rischia quella roba lì che abbiamo visto sul Fatto ad opera di Marco Travaglio nei confronti di Giovanni Sartori: un colloquio senza domande nello stile improponibile e ridicolo dei Vespa, dei Cazzullo e degli Scalfari. Vabbè che il Fatto è rimasto senza Luca Telese nel suo ruolo di intervistatore di destra. Ma in quest&#8217;intervista, Sartori come diceva di sé stesso pontificando sulle &#8220;<em>illusioni che corrono in rete</em>&#8221; di essere &#8220;<em>fuori gioco per raggiunti limiti d&#8217;età</em>&#8221; siamo anche &#8220;<em>fuori luogo per oltrepassati limiti di credibilità</em>&#8220;. Marco  avrà la stoffa del cronista giudiziario, ma non ce la mandi a bere con quelle interviste oscene in prima pagina con un titolo così esplicito &#8220;<em>Eccesso di amicizia&#8230;</em>&#8221; Un&#8217;intervista talmente allineata da essere passata del tutto inosservata dai critici del regime. Spero di non dover preferire Cazzullo a Travaglio. Ecco perché spero che Marco si risparmi nel chiedere. E&#8217; meglio quando scrive da solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/07/09/fatuo-quotidiano/">Fatuo quotidiano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Mancino-Napolitano? &#8220;Che male c&#8217;è?&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 05:18:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
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		<category><![CDATA[trattativa stato-mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;C&#8217;è qualcosa d&#8217;illecito nel chiedere un coordinamento delle inchieste giudiziarie, quando tre distinte procure (Firenze, Caltanissetta, Palermo) sono al lavoro sulle stesse notizie di reato?&#8221; Michele Ainis difende Mancino e Napolitano in prima pagina sul Corriere.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/06/21/mancino-napolitano-che-male-ce/">Mancino-Napolitano? &#8220;Che male c&#8217;è?&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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