Già dai tempi di Craxi, in cui fra Craxi e Napolitano esisteva un concreto asse di solidarietà, si tendeva in maniera mascherata a creare i presupposti di una repubblica presidenziale. Napolitano ci ha riprovato con Monti nei tempi dell’imposizione dell’incauto tecnocrate alla presidenza del Consiglio, dopo averlo fatto senatore a vita in pochi minuti e dopo averlo in parte sponsorizzato nella suicida campagna elettorale dello scorso inverno. Oggi l’asse che pare vincente ha un solo cognome: Letta, magnificamente trasversale”. Licio Gelli, venerabile della Loggia Propaganda 2, commenta al “Fatto quotidiano”  il Piano di Rinascita democratica che prevede, tra gli obiettivi, quello di trasformare l’Italia in una repubblica presidenziale rievocata in questi giorni da Berlusconi (tessera P2 1816) col suo Pdl.

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