«Io pensavo che decenni di evoluzione della giurisprudenza penale ordinaria e costituzionale fossero serviti ad acquisire una totale autonomia di giudizio nelle decisioni, che devono avvenire in base alle regole di diritto, e non in base alle possibili ripercussioni politiche. Devo dire che mi sbagliavo». Francesco Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, sulla sentenza della Consulta che ordina la distruzione delle intercettazioni tra Giorgio Npolitano e Nicola Mancino nell’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia.

2 pensiero su “Ingroia: “Consulta politica””
  1. Come mai i TG nazionali non strombazzano di “sentenza ad orologeria”?

    Mancino vogliamo sapere cosa hai chiesto al telefono a Napolitano, non ce ne frega niente delle intercettazioni, basta che ce lo dici tu, oppure l’altra persona dall’altra parte della cornetta. Non è difficile, no?

    PS: Ingroia si chiama Antonio, ciao Daniele e grazie per il tuo intenso lavoro di informazione libera.

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