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	<title>giustizia Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>FDI &#8211; Lega, due nuove condanne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2023 19:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[alberto di rubba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul fronte della cronaca giudiziaria ci sono 2 importanti aggiornamenti del tutto taciuti in televisione. Il primo riguarda il meloniano Roberto Rosso di cui vi avevo parlato nel video del 22 maggio scorso intitolato “pappa e ciccia con la ‘ndrangheta”. Ebbene, l’ex assessore del Piemonte, è stato condannato anche in Appello, stavolta a 4 anni [&#8230;]</p>
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<p>Sul fronte della cronaca giudiziaria ci sono 2 importanti aggiornamenti del tutto taciuti in televisione.<br />
Il primo riguarda il meloniano Roberto Rosso di cui vi avevo parlato nel video del 22 maggio scorso intitolato “pappa e ciccia con la ‘ndrangheta”.<br />
Ebbene, l’ex assessore del Piemonte, è stato condannato anche in Appello, stavolta a 4 anni 4 mesi per voto di scambio con la ‘ndrangheta, per aver pagato 2 boss locali con 8 mila euro in cambio di voti alle urne. In primo grado prese 5 anni.<br />
Rosso dovrà risarcire anche il partito di Fratelli d’Italia, costituitosi parte civile. Oltre a Rosso, il giudice ha inflitto altre 20 condanne, la più alta a Salvatore Arone, con 17 anni di reclusione.<br />
Il secondo aggiornamento riguarda il leghista Alberto Di Rubba, di cui vi avevo parlato della condanna in primo grado in un video del 17 aprile scorso, in quanto nominato da Salvini amministratore federale della Lega in sostituzione di Giulio Centemero, a sua volta condannato a 8 mesi per finanziamento illecito.<br />
Ebbene, l’ex revisore dei Conti alla Camera del Carroccio, è stato anche lui condannato in Appello, per peculato, stavolta a 2 anni e 10 mesi. Pena ridotta grazie ai benefici del rito abbreviato.<br />
Per il coimputato Andrea Manzoni, anche lui condannato in primo grado, i tempi sono più lunghi perché ha scelto il rito ordinario assieme ad altri 4 imputati. Sono accusati di aver usato 800 mila euro pubblici della Lombardia Film Commission per comprare a prezzo stragonfiato un capannone abbandonato e senza agibilità a Cormano. Compravendita di cui hanno beneficiato altri leghisti a loro volta sotto processo.<br />
Ecco, se fossimo in un Paese normale queste notizie le sapreste.<br />
E invece siamo ridotti a dircere su Tiktok.<br />
Mettete un dito sul segui, perché se aspettate i telegiornali campa cavallo…</p>
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		<title>A Genova i tramini di Toti sulla strage del Morandi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 20:44:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni toti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Genova nell’agosto del 2018 durante un temporale crolla il ponte Morandi sopra il Polcevera. Muoiono 43 persone. Al governo c’è il Conte 1 in accoppiata con la Lega di Salvini. Le indagini mirano fin da subito alla gestione dell’autostrada. Di giorno in giorno esce un quadro devastante. Si viene a sapere che Autostrade per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/9dfiK1frzn0" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>A Genova nell’agosto del 2018 durante un temporale crolla il ponte Morandi sopra il Polcevera. Muoiono 43 persone. Al governo c’è il Conte 1 in accoppiata con la Lega di Salvini. Le indagini mirano fin da subito alla gestione dell’autostrada. Di giorno in giorno esce un quadro devastante. Si viene a sapere che Autostrade per l’Italia e Altantia, controllate dai Benetton, sono in mano a un manipolo di manager e ingegneri senza scrupoli. Si viene a capire che il crollo è avvenuto per la mancanza di manutenzione degli stralli e che gli allarmi sulla tenuta della struttura lanciati a più riprese da alcune università sono rimasti inascoltati.</p>
<p>La procura di Genova avvia le indagini e inizia ad intercettare un po’ di gente che potrebbe aiutare a velocizzare le responsabilità.<br />
In quei giorni di dolore e di costernazione, durante i quali il ponte Morandi fa il giro del mondo, iniziano i tramini dei politici locali per aggraziarsi gli imputati e garantirsi qualche opera.</p>
<p>In Liguria viene nominato commissario per la ricostruzione del ponte il sindaco di Genova Marco Bucci, di centrodestra. Ministro delle infrastrutture è il grillino Danilo Toninelli. E’ lui che avvia il progetto di ricostruzione denominato “Modello Genova”, che infatti esce indenne da inchieste di corruzione e tangenti. Con i 5 stelle una volta tanto, su una grande opera, non ci lucra nessuno. Intanto il governatore della Liguria Giovanni Toti trama con l’imputato Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia e della collegata Aspi.</p>
<p>I 5 stelle partono in quinta per revocare le concessioni autostradali ai Benetton, che come sapete hanno incassato per anni con la benedizione sia di Berlusconi che di Prodi, miliardi di euro in pedaggi senza investire adeguatamente nella sicurezza.<br />
Alla fine Giuseppe Conte dirà che la revoca non è stata possibile perché i rischi economici erano troppo alti per lo Stato, a causa dei governi precedenti che avevano concesso clausole troppo vantaggiose per i privati Benetton. E qui il responsabile è stato il centrosinistra, il Pd dell’ex ministro Graziano Delrio.</p>
<p>Torno a Toti, perché in quei giorni, mentre i 5 stelle inchiodavano i Benetton, Toti, assieme a Renzi li benediva. Li difendeva. Poi si è capito il perché. Al processo in corso a Genova, in cui sono imputate 59 persone, ci sono agli atti alcune intercettazioni tra Toti e Castellucci.<br />
Succede che Toti si promuove ambasciatore a Roma per conto di Castellucci, per evitare che il governo tolga le concessioni ai Benetton. Si cerca di coinvolgere Giorgetti, Garavaglia, il ligure Rixi, Luigi Di Maio e tramite il professor Alpa, anche direttamente Giuseppe Conte.<br />
La condizione dell’accordo era che se Toti fosse riuscito a salvare gli interessi dei Benetton, i Benetton avrebbero contribuito a costruire la Gronda, oltre che salvare dal tracollo la banca Carige. Anche lì, una banca gestita in modo delinquenziale… Insomma, due piccioni con una fava. </p>
<p>Queste intercettazioni in un Paese normale dovrebbero imbarazzare un governatore che trama con degli imputati per la morte di 43 persone.<br />
Bene, in consiglio regionale in Liguria, il capo dell’opposizione Ferruccio Sansa, chiedendo conto di questi tramini a Toti con Castellucci, è stato ammonito 2 volte, gli è stata tolta la parola e la seduta è stata sospesa.<br />
Cosicché Toti ha evitato di rispondere.</p>
<p>Adesso, i legali degli imputati stanno cercando di far invalidare la perizia sulla carcassa del Morandi per ottenere un’improbabile assoluzione dei loro assistiti, sull’onda della sentenza di assoluzione emessa in Abruzzo, nei confronti del gruppo Toto, in quanto l’ammaloramento di alcuni viadotti lungo la Roma L’Aquila gestiti dai Toto, non avrebbe compromesso la stabilità e la sicurezza delle strutture. </p>
<p>Tolto che i 2 processi hanno impostazioni e cause diverse, visto che a Genova il ponte è crollato davvero, resta questo comportamento poco etico di Toti sostenuto dal silenzio delle tivù e per il quale andrebbe raccontata la gestione della Liguria. Che in quanto regione più anziana d’Italia si è vista tagliare finora ben 1.500 posti letto negli ospedali in favore della sanità privata. Argomento per il quale ci saranno video più avanti.</p>
<p>Senza contare l’inchiesta di fine anno che dovrà stabilire le responsabilità del governatore ligure, che in occasione dell’ultima notte di San Silvestro, ha permesso la festa in piazza De Ferrari, e ha trasformato il palazzo della Regione come backstage per gli artisti.<br />
Questo è lo spessore etico dei politici partoriti da Berlusconi. Anche su questo versante ci saranno aggiornamenti a tempo debito.</p>
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		<title>Benvenuti nella Repubblica dell&#8217;impunità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 21:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/06/27/benvenuti-nella-repubblica-dellimpunita/">Benvenuti nella Repubblica dell&#8217;impunità</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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<p>Il precedente video sulla miracolosa assoluzione di Flavio Briatore, merita un’analisi un po’ più approfondita su quanti processi e inchieste sono andate in frantumi per effetto delle leggi ad personam attuate negli anni a vantaggio di Silvio Berlusconi, e talvolta dal centrosinistra.<br />
Intanto l’Italia vanta il sistema giudiziario più lento del mondo e con la prescrizione più breve.<br />
I maggiori beneficiari di un sistema nello stallo sono i potenti. Spesso condannati in primo grado e poi con non luogo a procedere in Appello o in Cassazione.<br />
Se ci aggiungiamo che alcune importanti inchieste non hanno nemmeno visto l’udienza preliminare, ci rendiamo conto di come delinquere in Italia equivalga a rimanere pressoché impuniti. </p>
<p>Vediamo che sorti hanno avuto negli anni alcune importanti inchieste.<br />
La Cassazione nell’agosto del 2019 dichiarò prescritta la truffa che permise alla Lega Nord di Umberto Bossi di ottenere i milioni di rimborsi elettorali non dovuti. Che dovevano sommarsi ai famosi 49 milioni pagabili in comode rate per 60 anni. Non luogo a procedere anche per l’ex tesoriere del Carroccio Belsito e Claudio Scajola.<br />
Nel maggio del 2015 il Tribunale dei ministri chiuse l&#8217;inchiesta per cooperazione colposa in omicidio del professor Marco Biagi.<br />
Prescritto anche l&#8217;ex capo della Polizia De Gennaro<br />
L&#8217;ultima prescrizione per Berlusconi risale al 2 luglio 2018, per aver corrotto con 5 milioni di euro il senatore De Gregorio. Le altre 8 prescrizioni riguardavano la corruzione di giudici, frode e falso in bilancio.</p>
<p>Nel maggio 2003 Giulio Andreotti fu assolto e prescritto per associazione a delinquere commessa “fino alla primavera del 1980?. L’articolo 416 fu introdotto nell’82. Con alcune condanne definitive, Walter Lavitola ha scontato oltre 4 anni di reclusione. Salvato dalla prescrizione nel processo sulla compravendita dei senatori e in quello sulle tangenti a Panama.<br />
Prescritti i capisquadra dei picchiatori dopo la sciagurata irruzione nella scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001: il reato di lesioni è evaporato. Condannati invece i dirigenti per le false prove, ma è andata prescritta la calunnia.<br />
Prescritti i devastatori della città e quasi tutti i reati dei carcerieri di Bolzaneto </p>
<p>Nel febbraio 2015 la Cassazione prescrisse il reato perché ritenne che fosse cessato quando l&#8217;azienda fallì nel 1986. Il magnate svizzero condannato a 18 anni non ha più versato nulla degli 89 milioni di euro per le parti civili:<br />
L&#8217;ex senatore Alberto Tedesco fu indagato con l’accusa di essere a capo di un sodalizio che gestiva nomine e appalti nella sanità in Puglia. La sentenza di primo grado arrivò 10 anni dopo: tutto prescritto.<br />
Prescritto Francesco Colucci, ex questore di Genova, accusato di falsa testimonianza per le frasi dette al processo per l&#8217;irruzione alla scuola Diaz.<br />
Prescritto l&#8217;ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni coinvolto nell&#8217;inchiesta Mose. Accusato di finanziamento illecito, fu in parte anche assolt</p>
<p>Prescritto Luciano Moggi in Calciopoli. L&#8217;ex direttore generale della Juve fu coinvolto nell&#8217;indagine che nel 2006 travolse il calcio. Il caso arrivò in Cassazione solo a marzo del 2015 per associazione a delinquere.<br />
Denis Verdini, suocero di Salvini, per la Scuola dei Marescialli di Firenze fu accusato di corruzione per il suo interessamento per la nomina di De Santis, il caso andò in prescrizione dopo 4 mesi dalla condanna di primo grado a 2 anni.</p>
<p>Il patron della Lazio Claudio Lotito fu accusato in Calciopoli di una frode calcistica. Condannato a un anno e 3 mesi in primo grado, il caso andò prescrizione in appello. Idem L&#8217;ex ministra Josefa Idem finì nei guai per i contributi erogati dal Comune di Ravenna  per essersi fatta assumere dal marito, poi diventò assessore allo sport nel 2006. Prescritta. Alfredo Romeo fu accusato nella tangentopoli napoletana di aver pagato una mazzetta all&#8217;ex parlamentare Vito, condannato in appello a 2 anni e mezzo, prescritto in Cassazione Per il banchiere italo-svizzero Pierfrancesco Pacini Battaglia fu dichiarata la prescrizione il 7 gennaio 2007 dalla Cassazione<br />
L&#8217;ex capo dell&#8217;ufficio gip di Roma Renato Squillante, tra i personaggi di Imi-Sir e Sme, fu prescritto in terzo grado dopo 10 anni tra indagine e rinvio a giudizio.</p>
<p>Questi i casi più noti. Ma ce ne sarebbero altre migliaia simili che riguardano frodi di ogni tipo, soprattutto fiscali, che hanno garantito l’impunità a molti vip e boiardi del sottobosco politico e non soltanto.<br />
Poi ci chiediamo come mai alle elezioni vincono sempre gli stessi.</p>
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		<title>Sommergibile? La tragedia è la giustizia in mano a Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 19:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[abuso d'ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[fdi]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I giornali e le tivù distraggono gli italiani con la tragedia di 5 buontemponi nel sommergibile come se fosse una cosa alla portata di tutti. Ma la vera tragedia sono le chicche che giungono dal pianeta giustizia ogni giorno che passa. Come già sapete l’abolizione del reato di abuso d’ufficio approvato dal governo meloni e [&#8230;]</p>
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<p>I giornali e le tivù distraggono gli italiani con la tragedia di 5 buontemponi nel sommergibile come se fosse una cosa alla portata di tutti. Ma la vera tragedia sono le chicche che giungono dal pianeta giustizia ogni giorno che passa. Come già sapete l’abolizione del reato di abuso d’ufficio approvato dal governo meloni e dal guardasigilli Carlo Nordio, è criticato da tutti. Non solo dai magistrati italiani, ma anche dall’Europa. Che giudica la mossa un modo per rendere più opaco il destino delle rate Pnrr, al punto che potrebbero saltare.</p>
<p>Ma il disastro giustizia non riguarda solo questo. Il disastro riguarda gli organici dentro i tribunali. A Milano i gip e i gup denunciano in una lettera indirizzata al Consiglio giudiziario che la situazione è insostenibile. Sono in 30 anziché 39, il minimo per garantire una giustizia più celere. Se consideriamo i giudici in toto, ne mancano almeno 50. Sono 250 anziché 300. E quelli operativi sono sono soggetti a turni pesantissimi. Intanto Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e persino il duo Calenda-Renzi, puntano con alcuni emendamenti a vietare l’utilizzo del trojan nei telefonini che così diventano microspie ambientali che portano alla luce i reati dei politici e non solo contro la Pubblica amministrazione, tra cui la corruzione. </p>
<p>Il trojan è un sistema infallibile che porta alla luce la corruzione tra i pubblici ufficiali, politici e talvolta imprenditori.<br />
Fu l’ex ministro Bonafede ad ampliarne l’impiego non solo per i reati associativi, ma anche appunto per la corruzione. È proprio per effetto della riforma Bonafede che la Procura di Perugia potè installare il trojan nel cellulare dell’ex pm Luca Palamara, che per le trame delle nomine delle procure era inizialmente indagato per corruzione. Accusa poi riqualificata in traffico di influenze (rimediata con un patteggiamento a un anno, pena sospesa). </p>
<p>Secondo la presidente della commissione Giustizia della Lega, Giulia Bongiorno, che ha scritto la relazione dell’indagine conoscitiva sulle intercettazioni che sarà votato la prossima settimana, il trojan sarebbe in grado di manipolare i dati nei telefoni degli intercettati. E dunque, a suo dire, servirebbe un certificato di garanzia di un ente terzo. Un modo per complicare le indagini ai pm.</p>
<p>Sempre in tema di intercettazioni il governo Meloni vuole mettere un tetto alla spesa per le intercettazioni per ogni procura.<br />
Altro modo per complicare le indagini. E forza Italia, nel nome di Berlusconi chiede proprio di escludere dall’utilizzo del trojan i reati contro la Pubblica amministrazione. Una follia che vede contraria persino la Lega di Salvini. Non è finita. Io governo Meloni col ministro Nordio hanno sospeso i fondi per la desecretazione e digitalizzazione degli atti legati alle stragi» di Ustica. Questo alla vigilia del 43esimo anniversario della strage avvenuta il 27 giugno 1980. </p>
<p>Chiudo con una testimonianza che mi è giunta e che chiede anonimato. E’ di un perito forense. Dice che le procure generali, per effetto della riforma Cartabila approvata dal governo Draghi e mantenuta in toto dal governo Meloni, stanno complicando ulteriormente i processi col blocco del riversamento dell’audio delle intercettazioni, rendendo complicata la trascrizione per l’utilizzo nelle udienze.<br />
Allungano i tempi della consegna perché obbligano la lavorazione degli audio dai programmi del tribunale e non da quelli in uso dei periti, necessari per la corretta trascrizione.</p>
<p>Insomma, costringono a riversare i testi delle intercettazioni su supporti diversi. Queste notizie dovrebbero preoccuparci tutti perché dovremmo augurarci di non aver bisogno della giustizia. Ma soprattutto perché chi delinque, in questo modo, è più tutelato grazie alla burocrazia e all’inefficienza che gli ultimi governi, tranne quelli a trazione 5 stelle, hanno creato per trasformare il processo in un Calvario infinito. Altro che il sommergibile!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/06/23/sommergibile-la-tragedia-e-la-giustizia-in-mano-a-meloni/">Sommergibile? La tragedia è la giustizia in mano a Meloni</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Quei sindaci rieletti nonostante i guai con la giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2023 21:46:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/05/31/quei-sindaci-rieletti-nonostante-i-guai-con-la-giustizia/">Quei sindaci rieletti nonostante i guai con la giustizia</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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<p>Nel totale silenzio delle televisioni, nessuno dice che le elezioni comunali appena andate in scena, hanno prodotto l’elezione di alcuni sindaci che hanno guai con la giustizia.,</p>
<p>I casi più eclatanti sono 3, tutti in Sicilia. Il primo riguarda Giovanni Di Giacinto, ex sodale di Crocetta e ultimamente diventato fan di Salvini, rieletto per la quarta volta sindaco di Casteldaccia, vicino Bagheria, e appena condannato in primo grado dal Tribunale di Termini Imerese a 3 anni e 5 mesi per omicidio colposo. Oltre all’interdizione dai pubblici uffici.</p>
<p>La vicenda riguarda la morte di 9 persone, tra cui 2 bambini rimasti intrappolati in una villetta abusiva travolta dall’esondazione del fiume Milicia. Condanna che non farebbe scattare la legge Severino sull’interdizione. Di Giacinto è a processo anche per corruzione – dopo aver scontato gli arresti domiciliari – accusato di aver affidato il servizio raccolta rifiuti senza bando di gara a una srl alla quale il sindaco avrebbe chiesto 6 assunzioni in cambio di un sovrapprezzo sull&#8217;affidamento.</p>
<p>A Priolo, vicino Siracusa, è stato rieletto Pippo Gianni, leghista di Matteo Salvini, dimessosi a gennaio dopo 3 mesi di arresti domiciliari e ancora in attesa di sentenza con le accuse di istigazione alla corruzione, concussione, falsità materiale e ideologica in atti pubblici.</p>
<p>Gianni, avrebbe fatto pressioni sui dirigenti comunali per cancellare multe o indirizzare l&#8217;affidamento di servizi, oltre che di aver preteso tangenti da alcuni imprenditori, minacciato i manager del polo petrolchimico per ottenere assunzioni e finanziamenti a società sportive e assumere personale su richiesta per entrare nelle sue grazie. In caso di condanna, per Pippo Gianni scatterebbe la legge Severino, con la sospensione dalla carica di sindaco per 18 mesi.</p>
<p>Al ballottaggio ad Acireale c’è infine l’ex sindaco Roberto Barbagallo, in testa di 8 punti su un altro ex primo cittadino. Barbagallo è stato condannato in primo grado a un anno e 4 mesi con pena sospesa per “tentata induzione indebita a promettere utilità” ma durante la campagna elettorale è stato raggiunto da un nuovo avviso di garanzia per il reato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio in veste di ingegnere in un’inchiesta sulla costruzione di alcuni campi di padel. L’udienza è attesa il prossimo 15 settembre.</p>
<p>Il lato più grottesco di queste elezioni, non è la faccia di tolla degli imputati o dei condannati che si ricandidano. La cosa sconvolgente è che questi sindaci con guai giudiziari vengono rieletti a furor di popolo.</p>
<p>Segno che la percezione della legalità di molti cittadini non esiste più.<br />
E allora non possiamo lamentarci con la classe politica se ci ritroviamo una classe dirigente così compromessa anche a Roma.<br />
Questo perché i politici, spesso e volentieri, rappresentano proprio il popolo che governano.</p>
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		<title>Corruzione nel Pd, giro di vite della Commissione europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 May 2023 19:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[antonio panzeri]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sinistra italiana, in particolare il Partito democratico, si sono tristemente distinti in Europa per aver sdoganato le tangenti e la corruzione. Nel video del 27 marzo scorso vi ho parlato dell’arresto dell’ex sindacalista Antonio Panzeri, e della sua singolare deposizione ai giudici, in cui ha dichiarato che le banconote ricevute da emissari del Qatar, [&#8230;]</p>
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<p>La sinistra italiana, in particolare il Partito democratico, si sono tristemente distinti in Europa per aver sdoganato le tangenti e la corruzione.</p>
<p>Nel video del 27 marzo scorso vi ho parlato dell’arresto dell’ex sindacalista Antonio Panzeri, e della sua singolare deposizione ai giudici, in cui ha dichiarato che le banconote ricevute da emissari del Qatar, erano così tante da essere arrivato al punto di buttarle nella spazzatura.</p>
<p>Ecco, a causa di questo scandalo ormai noto col nome di Qatargate, è arrivata la prima risposta della Commissione europea, che ha approvato il pacchetto anticorruzione.</p>
<p>Ebbene, sono previste pente fino a 7 anni di carcere, incandidabilità dei corrotti, eliminazione dell’immunità, tempi certi dei processi con prescrizione lunga, e supervisione pubblica dei funzionari delle Istituzioni europee.</p>
<p>L’obiettivo di Bruxelles è di uniformare le leggi di tutti i 27 Paesi membri per creare una «cultura dell’integrità» e di combattere la corruzione a «livello globale».</p>
<p>Il tutto per restituire credibilità e buona reputazione all’Unione europea.</p>
<p>E qui c’è da dire che la legislazione italiana ha fatto scuola al pacchetto anticorruzione europeo.</p>
<p>Insomma, siccome in Italia siamo purtroppo specialisti di lungo corso in corruzione e tangenti, le norme punitive approvate in Europa sono quasi tutte già previste qui da noi.</p>
<p>Tipo il traffico di influenze, o l’abuso d’ufficio, (che il governo Meloni vuole abolire).</p>
<p>Inoltre, se come accaduto con Panzeri, Cozzolino, Giorgi ed Eva Kaili le tangenti arrivano da un Paese terzo, tipo il Qatar o il Marocco, che con l’Europa non cozzano nulla, sono previste «aggravanti». Ossia, pene accessorie come multe, rimozione dai pubblici uffici, incandidabilità e interdizione all’utilizzo di fondi pubblici.</p>
<p>Unico neo di questo pacchetto, è che l’importo minimo della corruzione per finire nei guai dev’essere superiore a 10.000 euro.</p>
<p>Chiudo con un aggiornamento che riguarda sempre un politico del partito democratico, stavolta in Italia. Mi riferisco a Marco Monari, ex capogruppo in Regione Emilia-Romagna condannato a 4 anni e 5 mesi per peculato nell’inchiesta sulle spese pazze nel consiglio regionale. I fatti contestati, ossia spese ai ristoranti per 30 mila euro, weekend di lusso a Venezia e collaboratrice personale a 1.600 euro. risalgono al 2010 e 2011.</p>
<p>Monari è ricordato anche perché in una intercettazione diede della troia a Milena Gabanelli.</p>
<p>Queste notizie di personaggi delle nostre istituzioni, come al solito, in tivù vengono pressoché taciute. Per non dire del silenzio della nuova capa del Pd Elly Schlein.</p>
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		<title>Il leghista presunto corrotto che si appella alla Consulta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 12:57:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro dei trasporti Matteo Salvini, ha un sottosegretario che si chiama Armando Siri, ex conduttore dei telegiornali Mediaset, eletto con Forza Italia in Senato. Ebbene, il senatore Siri è indagato per corruzione, perché secondo i pm avrebbe asservito i propri poteri di uomo delle istituzioni “a interessi privati”, ossia avrebbe infilato alcuni emendamenti nel [&#8230;]</p>
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<p>Il ministro dei trasporti Matteo Salvini, ha un sottosegretario che si chiama Armando Siri, ex conduttore dei telegiornali Mediaset, eletto con Forza Italia in Senato.<br />
Ebbene, il senatore Siri è indagato per corruzione, perché secondo i pm avrebbe asservito i propri poteri di uomo delle istituzioni “a interessi privati”, ossia avrebbe infilato alcuni emendamenti nel Milleproroghe che dessero incentivi economici – soldi – al mini-eolico ricevendo in cambio 30 mila euro da Paolo Arata, un imprenditore con interessi economici in quel ramo.</p>
<p>Non solo. L’accusa sostiene che Siri abbia già ricevuto 8 mila euro da 2 ex dipendenti della Leonardo Spa, e che ovviamente il senatore nega.</p>
<p>L’inchiesta si protrae da ormai 3 anni perché per poter provare i reati, secondo i magistrati, nel processo vanno utilizzate 6 telefonate intercettate, ma che la Giunta delle immunità del Senato – che è un organo politico &#8211; ha impedito al tribunale di fare.</p>
<p>Il Senato si sarebbe avvalso della Legge Boato, approvata dal governo Berlusconi nel 2003, che riguarda l’immunità parlamentare salvo se si tratta di intercettazioni telefoniche che coinvolgono direttamente il parlamentare stesso.</p>
<p>Dunque, siccome il magistrato che si chiama Palazzi, ritiene che questa decisione del Senato travalichi le competenze del Senato stesso, e sia fuori dalla Costituzione in quanto lede l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge come dettato dall’articolo 3 e anche perché la telefonata intercettata sembra coinvolgere direttamente alle proprie responsabilità il senatore Siri, si è rivolto alla Corte costituzionale.</p>
<p>Che è un organo composto da 15 giudici a cui compete l’onere di stabilire se le leggi e i decreti del governo rispettino la Costituzione.</p>
<p>Per fare ciò ci vuole tempo, e intanto la prescrizione dei reati per il senatore Siri si avvicina.</p>
<p>In questo modo la giustizia si allunga e costa anche di più. Ma non per colpa dei giudici. Bensì per colpa dei parlamentari di centro destra che in 20 anni hanno approvato una serie di norme che complicano le indagini e i processi per i politici.</p>
<p>Dunque, attendiamo il verdetto della Consulta e vedremo se Siri potrà essere processato e giudicato con le telefonate che lo riguardano.</p>
<p>I tg sono tutti muti ovviamente. Sono ancora oggi, nel 2023, sotto il controllo del governo Meloni, ergo Berlusconi.</p>
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		<title>Brigatisti liberi in Francia alla faccia dell&#8217;Europa unita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Mar 2023 21:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[assoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[brigate rosse]]></category>
		<category><![CDATA[cesare battisti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco una notizia che i telegiornali daranno, ma solo in modo superficiale, senza analisi e senza morale. La Corte di cassazione di Parigi ha deciso di non estradare in Italia 10 ex brigatisti condannati in via definitva per molti omicidi. 40 anni di latitanza protetta garantita dalla Francia, consente a questi «esuli», o «rifugiati» come [&#8230;]</p>
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<p>Ecco una notizia che i telegiornali daranno, ma solo in modo superficiale, senza analisi e senza morale.<br />
La Corte di cassazione di Parigi ha deciso di non estradare in Italia 10 ex brigatisti condannati in via definitva per molti omicidi.<br />
40 anni di latitanza protetta garantita dalla Francia, consente a questi «esuli», o «rifugiati» come vengono definiti Oltralpe, di poter vivere da impuniti alla faccia delle sentenze di condanna definitive emesse in Italia.</p>
<p>Ecco l’elenco: Giorgio Pietrostefani, 79 anni, in Francia dal 2000, ex dirigente di Lotta continua che ha sempre agito a viso aperto, e che partecipò alla pianificazione dell’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, assassinato a Milano il 17 maggio 1972.<br />
Ci sono poi 6 brigatisti, di cui due donne condannate all’ergastolo: Marina Petrella, 68 anni, e Roberta Cappelli, 67, della cosiddetta «colonna romana». Petrella è tra le responsabili dell’omicidio del generale Enrico Galvaligi, ucciso la sera del 31 dicembre 1980, e fu coinvolta nel sequestro del giudice Giovanni D’Urso; nel 2008 fu vicinissima all’estradizione finché l’allora presidente francese Nicolas Sarkozy ne bloccò la riconsegna (per le precarie condizioni di salute) su sollecitazione della cognata, l’attrice italiana Valeria Bruni Tedeschi. </p>
<p>Anche Cappelli è stata condannata per il delitto Galvaligi, a cui si aggiunge l’omicidio del poliziotto Michele Granato assassinato nel novembre ‘79. Tra i reati riconosciuti per le 2 ex brigatiste c’è il ferimento del vice-questore della Digos di Roma Nicola Simone, colpito il 6 gennaio 1982, per il quale fu ritenuto responsabile pure Giovanni Alimonti, 67 anni, che dovrebbe scontare 11 anni e mezzo. Brigatista anche Enzo Calvitti, 68 anni, condannato a 18 anni e 7 mesi per associazione sovversiva, banda armata e altri reati, e Maurizio Di Marzio, 62 anni, condannato a una pena (prescritta secondo la Francia, in vigore per l’Italia) di 5 anni e 9 mesi.</p>
<p>Sergio Tornaghi, 65 anni, militante della colonna milanese «Walter Alasia»: condannato all’ergastolo per l’omicidio di Renato Briano, direttore generale della «Ercole Marelli», assassinato la mattina del 12 novembre 1980 mentre andava al lavoro in metropolitana.<br />
A completare l’elenco ci sono terroristi di formazioni cosiddette «minori»</p>
<p>Uno è Narciso Manenti, 65 anni, condannato all’ergastolo per l’omicidio dell’appuntato dei carabinieri Giuseppe Gurrieri, freddato a Bergamo il 13 marzo 1979, nella sala d’aspetto del medico dove aveva accompagnato il figlio di 10 anni, per una visita. L’attentato fu rivendicato da Guerriglia proletaria, sigla considerata vicina a Prima linea. </p>
<p>Poi c’è Luigi Bergamin, 74 anni, condannato a 17 anni per vari reati tra cui gli omicidi dell’agente della Digos milanese Andrea Campagna e del maresciallo della polizia penitenziaria Antonio Santoro; di tratta di 2 dei 4 delitti consumati dai Proletari armati per il comunismo confessati da Cesare Battisti estradato in Italia dal Brasile, catturato dopo una lunga latitanza vissuta perlopiù in Francia fino al 2004. </p>
<p>Chiude la lista Raffaele Ventura, 73 anni, già militante delle Formazioni comuniste combattenti, condannato a 24 anni e 4 mesi per l’omicidio del brigadiere di polizia Antonio Custra ucciso a Milano il 14 maggio 1977, durante i furiosi scontri di piazza in cui fu scattata la famosa foto del giovane incappucciato, armato di pistola, con le gambe piegate mentre prende la mira ad altezza d’uomo. Un’icona degli «anni di piombo», prolungati fino a oggi con l’operazione «Ombre rosse».</p>
<p>Ecco tutti questi personaggi potranno vivere tranquilli in Francia la loro vecchiaia perché i giudici italiani da Parigi non vengono considerati. Dicono che l’Italia vìola gli articoli 6 e 8 della Carta europea dei diritti fondamentali dell’uomo. Che sanciscono il diritto di ogni cittadino europeo ad avere un giusto processo e a veder rispettata la propria vita privata e familiare. </p>
<p>Ma sono princìpi che non c’entrano con i casi dei brigatisti, che in Italia sono stati processati e condannati  senza procedure contrarie allo Stato di diritto. Al contrario, la Francia garantisce l’impunità cercata e ottenuta a condannati in via definitiva. Alla faccia degli standard della giustizia delle democrazie. Oltre che uno schiaffo ai parenti delle vittime.</p>
<p>C’è quindi da chiedersi davvero che senso convivere tra Stati in Europa, visto che anche gli immigrati stipati sotto i ponti di Ventimiglia vengono bloccati da anni dalla gendarmeria francese. Costituendo di fatto una nuova frontiera che non dovrebbe esserci.</p>
<p>Siamo di fronte all’ennesima ipocrisia e all’ennesima dimostrazione di massimo nazionalismo identitario dentro l’Europa.<br />
Fino ad oggi non c’è altra spiegazione da dare a questa unione forzata dell’Europa, se non perché deve accontentare un gruppo ristretto di banchieri azionisti della Banca centrale europea, che ha deciso di impoverire i Paesi mediterranei introducendo l’euro.</p>
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		<title>Omicidio di Voghera, l&#8217;inciucio tra i magistrati e l&#8217;assessore leghista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 08:29:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord]]></category>
		<category><![CDATA[massimo adriatici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel luglio 2021 il marocchino Youns El Boussettaoui viene ucciso con un colpo di pistola al cuore da Massimo Adriatici, assessore comunale alla Sicurezza a Voghera della sindaca leghista Paola Garlaschelli. Il fatto avviene in una piazza centrale della città laddove le telecamere che riprendono l’episodio vengono ignorate dai magistrati che indagano, ma recuperate dalle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2022/10/31/omicidio-di-voghera-linciucio-tra-i-magistrati-e-lassessore-leghista/">Omicidio di Voghera, l&#8217;inciucio tra i magistrati e l&#8217;assessore leghista</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel luglio 2021 il marocchino Youns El Boussettaoui viene ucciso con un colpo di pistola al cuore da Massimo Adriatici, assessore comunale alla Sicurezza a Voghera della sindaca leghista Paola Garlaschelli. Il fatto avviene in una piazza centrale della città laddove le telecamere che riprendono l’episodio vengono ignorate dai magistrati che indagano, ma recuperate dalle difese dei familiari della vittima. Il marocchino avrebbe spinto a mani aperte l’assessore che sarebbe caduto a terra dopo una breve collutazione. In tutta risposta il politico ha estratto una Beretta calibro 22 sprovvista di sicura e fatto fuoco. Tecnicamente si tratta di un omicidio. Infatti Adriatici viene posto agli arresti domiciliari. Ma non per omicidio volontario, bensì per eccesso colposo di legittima difesa. </p>
<p>La posizione del politico viene così molto ridimensionata dopo che quest’ultimo è riuscito a convincere il pm Lorenzo Valli col quale ha passato tutta la notte con la propria versione dei fatti e avallata dal gip. Ciò nonostante ci siano alcune testimonianze che riferiscono di aver visto Adriatici prendere la mira e sparare. Tutto ciò benché “Non vi è dubbio che il grilletto sia stato tirato in modo consapevole” e che dai filmati “l’assessore pedinava la vittima”.</p>
<p>Adriatici è un ex poliziotto e avvocato penalista che conosce bene i magistrati in procura. E’ amico di Mario Venditti, incaricato col collega Paolo Valli di condurre l’inchiesta. </p>
<p>I legali del marocchino scoprono che &#8220;L&#8217;assessore sceriffo nella Beretta aveva proiettili da guerra dum dum. Munizioni vietate che dilaniano il corpo&#8221;, di tipo espansivo, con una probabilità di uccidere più alta rispetto a quelli normali. Vietate persino in guerra. Le frasi che pronuncia ai testimoni in sua difesa &#8211; documentate dalle difese &#8211; rivelano che l’assessore «manipola la scena del crimine istruendo i testimoni alla presenza dei carabinieri». Mentre El Boussettaoui è agonizzante a terra è Adriatici che chiama con lo smartphone la Scientifica. Che arriva dopo oltre un’ora dalla sparatoria. Sandro De Riccardis di Repubblica scrive che i funzionari scendono dall&#8217;auto, uno saluta col gomito Adriatici, che dopo un breve colloquio, sale a bordo sul sedile anteriore. Poi l&#8217;auto &#8211; con lui e l&#8217;autista &#8211; va via. La stessa auto con lo stesso funzionario ritorna 4 minuti dopo senza Adriatici per i rilievi sulla piazza. </p>
<p>L’autopsia sul corpo di El Boussettaoui viene fatta in fretta e furia. La chiamata al 118 è alle 22.19: un uomo è a terra in codice rosso. Youns muore all&#8217;ospedale di Voghera alle 23.40. L&#8217;incarico ai patologi per l&#8217;autopsia viene assegnato con atto firmato dalla procura alle 9.58 del giorno dopo, l&#8217;autopsia è eseguita alle 10.30 di mattina. Tempi record: meno di 12 ore dalla morte. I legali che già seguivano Youns per i suoi problemi di droga, gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, protestano di non essere stati informati, nonostante la vittima fosse domiciliata presso il loro studio legale. La procura si scusa, argomentando che i carabinieri non sapevano che vi fossero parenti in Italia. Eppure i carabinieri di Voghera avevano incontrato il fratello di Youns, Alì, e il padre, Mohamed, 8 giorni prima, il 12 luglio.</p>
<p>Scaduti i termini di legge degli arresti domiciliari, il 47enne Adriatici torna in libertà dal rifugio segreto dove si è barricato per paura di ritorsioni. Riprende la sua attività di avvocato, vincolato a una sorveglianza dinamica delle forze dell&#8217;ordine su decisione del ministero dell&#8217;Interno, nel timore di «azioni dimostrative», ritorsioni, vendette.</p>
<p>A novembre 2021, dopo 4 mesi, la svolta choc. Spunta un video di un incontro elettorale della Lega a Legnano, a cui partecipa il procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, reggente del coordinamento delle indagini sulla morte di El Bassettaoui. Al convegno, tra gli altri, ci sono la candidata sindaco della Lega, Carolina Toia, poi sconfitta. Presente il leghista capo della commissione Antimafia di Pavia Angelo Rinaldi (ora in FdI), l&#8217;assessore regionale Claudia Terzi e l&#8217;eurodeputato di Pavia Angelo Ciocca. Tutti della Lega. Proprio Ciocca, dell’omicidio di Voghera, dirà alle agenzie: «È un chiaro episodio di legittima difesa. Se non fosse stato per Adriatici, staremmo parlando di una violenza su una ragazza innocente». Nulla di tutto questo emergerà dalle indagini. Che registrano invece l’anomalia del pedinamento di Adriatici nei confronti del marocchino al quale a un certo punto mostra pure la pistola in palmo.</p>
<p>A questo punto le difese ne hanno ben donde per ritenere che Adriatici goda di favori e protezioni dalla Procura di Pavia. Chiedono l’accesso ai tabulati telefonici che contengono le chat con Venditti e con Daniela Garlaschelli, ex presidente della sezione penale del tribunale nonché sorella della sindaca di Voghera di cui Adriatici è assessore in giunta. Ma il gip Maria Cristina Lapi le nega. I legali di El Boussettaoui ricorrono in Cassazione, che infatti dà loro ragione. Ma il pm si rifiuta di nuovo di consegnare la copia del dispositivo. I legali sono costretti a prendere appunti a mano e ricavare conversazioni interessanti. Eccone alcune riprese sempre da un altro articolo di Repubblica a firma del collega De Riccardis. </p>
<p>Il 30 marzo 2021, Venditti —(già presente alla campagna del candidato sindaco leghista di Legnano), chiede su whatsapp un incontro ad Adriatici: «L’ho intravista in tribunale. Se è ancora in zona può passare da me?». «Buongiorno dottore, termino l’udienza e salgo da lei!» risponde Adriatici. Non si sa perché, ma nel pomeriggio, un medico di Pavia scrive ad Adriatici: «Mi è stato segnalato il suo numero dal signor procuratore Mario Venditti in merito alla questione della revoca di patente a carico di mia figlia. Sono a chiederle quando fosse possibile fissare un appuntamento per discutere della questione». Adriatici poi seguirà il caso. Successivamente è l’assessore di Pavia Pietro Trivi (Lega), a scrivere ad Adriatici. «Grazie Massimo, ho dato il tuo cellulare a Venditti che me lo ha chiesto». </p>
<p>In un altro sms a un collega avvocato, il 25 aprile 2021, per un’iniziativa sulla sicurezza, Adriatici scrive: «A colloquio col dott. Venditti ci sono andato tra i primi e, dopo avergli spiegato la situazione del personale, mi sono impegnato a distaccare un agente dopo le assunzioni conseguenti al concorso che stiamo per bandire». </p>
<p>Sandro De Riccardis pubblica altri messaggi tra Adriatici e il giudice Daniela Garlaschelli, sorella del sindaco leghista di Voghera Paola Garlaschelli: «Avvocato, mi pare giusto segnalarglielo perché è un post aperto al pubblico», scrive il giudice il 25 ottobre 2020, ad Adriatici. Viene indicato uno scritto su Facebook in cui si critica la politica di “tolleranza zero” della giunta di Voghera. «Grazie», risponde l’assessore. Il giudice sembrerebbe informare l’avvocato, sabato 23 gennaio 2021, di un fascicolo: «Avv. buongiorno, mi scusi per le modalità di comunicazione ma sono in ufficio e ho notato che il suo procedimento (..) è prescritto». Allegato, uno «screenshot di un capo di imputazione». «Grazie, va bene, risparmio un viaggio a Pavia &#8211; risponde Adriatici -. Gentilissima come sempre». «I colleghi mi hanno detto che lei aveva preso come praticante una delle nostre tirocinanti che si era trovata molto bene! &#8211; scriverebbe ancora il giudice —. Ora ne abbiamo un altro vogherese che avrebbe bisogno di integrare con pratica forense, lei avrebbe posto o cerchiamo altrove?». «Disponibilissimo» risponde l’assessore. E anche 20 giorni dopo la tragedia, «il giudice invia su whatsapp un’immagine ad Adriatici, indecifrabile ». </p>
<p>Oggi, dopo quasi un anno e mezzo dal fattaccio, gli avvocati Piazza e Romagnoli chiedono al procuratore generale di Milano Francesca Nanni che l’inchiesta sia spostata nel capoluogo lombardo. in quanto risulta chiaramente inopportuno il rapporto confidenziale dimostrato dalle chat tra i magistrati e l’imputato Adriatici. Giacché «detti contatti tra l’indagato e le cariche istituzionali dovevano essere esplicitati, circostanza che non si è verificata».</p>
<p>Il governo avrebbe di che mettere mano alla giustizia in Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2022/10/31/omicidio-di-voghera-linciucio-tra-i-magistrati-e-lassessore-leghista/">Omicidio di Voghera, l&#8217;inciucio tra i magistrati e l&#8217;assessore leghista</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Corruzione Bonfrisco, assolto in Appello Gaetano Zoccatelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2022 18:01:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Assolto perché il fatto non sussiste». Questa la sentenza emessa dalla Corte d&#8217;Appello di Venezia a carico di Gaetano Zoccatelli, l&#8217;imprenditore veronese che in primo grado fu condannato a 3 anni con l&#8217;accusa di aver corrotto l&#8217;europarlamentare della Lega Cinzia Bonfrisco tra il 2014 e il 2015 al fine di far ottenere appalti al Cev, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Assolto perché il fatto non sussiste». Questa la sentenza emessa dalla Corte d&#8217;Appello di Venezia a carico di Gaetano Zoccatelli, l&#8217;imprenditore veronese che in primo grado fu <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/04/24/corruzione-bonfrisco-risposta-al-suo-avvocato/" target="_blank" rel="noopener">condannato a 3 anni</a> con l&#8217;accusa di aver corrotto l&#8217;europarlamentare della Lega Cinzia Bonfrisco tra il 2014 e il 2015 al fine di far ottenere appalti al Cev, il Consorzio energia veneto.</p>
<p>Salvo un eventuale ricorso in Cassazione da parte del procuratore generale Maria Stella Cerasa, il processo potrebbe chiudersi qui.</p>
<p>Nell&#8217;attesa di conoscere le motivazioni dell&#8217;assoluzione &#8211; si legge sul quotidiano online &#8220;<a href="https://www.larena.it/territori/villafranchese/zoccatelli-assolto-in-appello-non-ha-corrotto-bonfrisco-1.9340595" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;Arena</a>&#8221; &#8211; sul verdetto avrebbero inciso le argomentazioni della difesa &#8220;ruotate sul consolidato e lungo rapporto d’amicizia e politico tra Zoccatelli e Bonfrisco&#8221;. Per la quale il Senato nel 2021 <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/12/20/lega-pd-negano-il-processo-a-bonfrisco-lega/" target="_blank" rel="noopener">negò l&#8217;autorizzazione a procedere</a>.</p>
<p>Dunque, la vacanza pagata all&#8217;europarlamentare in Sardegna e il contributo versato per la sua campagna elettorale da Zoccatelli, non costituiscono «un accordo corruttivo», bensì rientrano nella «liceità» in quanto «sono assolutamente tracciabili nel rispetto rigoroso delle leggi vigenti».</p>
<p>A carico di Gaetano Zoccatelli resta la condanna definitiva a 2 anni e 11 mesi per alcune turbative d&#8217;asta risalenti al 2016.</p>
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		<title>Ratzinger, Maledetto I</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 03:35:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[morale]]></category>
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		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono voluti anni di insistenze e di fastidiose perquisizioni intimidatorie a carico del tedesco Wilfried Fesselmann, prima di vedersi riconosciute da un tribunale le denunce degli abusi sessuali subiti quando aveva 11 anni nel 1980 da Don Peter H. in una chiesa di Essen. All&#8217;epoca Joseph Ratzinger era arcivescovo di quella diocesi tedesca. Sapeva [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono voluti anni di insistenze e di fastidiose perquisizioni intimidatorie a carico del tedesco Wilfried Fesselmann, prima di vedersi riconosciute da un tribunale le denunce degli abusi sessuali subiti quando aveva 11 anni nel 1980 da Don Peter H. in una chiesa di Essen.<br />
All&#8217;epoca Joseph Ratzinger era arcivescovo di quella diocesi tedesca. Sapeva vita morte e miracoli di quel che combinavano i suoi preti. Oggi è la chiesa stessa nella persona del cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco, a costringere Benedetto XVI a scusarsi.</p>
<p>Ebbene, oggi Ratzinger è costretto a fare coming out. E&#8217; costretto ad ammettere che sapeva di quegli abusi. Dopo oltre 40 anni di bugie e una sequela di &#8220;non so&#8221;, viene fuori la sua falsità di uomo e di potente figura della Chiesa di un&#8217;epoca in cui la Chiesa era una mafia intoccabile. Si viene a capire il perché Ratzinger si dimise da Papa nel 2013. Perché in quell&#8217;anno le denunce di Wilfred Fesselman portarono una procura tedesca a dettagliare le indagini, ad appurare verità inconfessabili che avrebbero costretto di lì a poco Benedetto XVI a rispondere del suo ruolo di palo dei preti pedofili in Germania.</p>
<p>Uno schifo che purtroppo non ha riguardato solo l&#8217;innocenza infantile di Fesselman, ma di almeno altri 500 ex bimbi che pian piano sono usciti allo scoperto con le loro denunce. Uno schifo che riesce ad avere un suo lato positivo: contribuisce a depotenziare la Chiesa agli occhi dei credenti e a ridurne sempre più l&#8217;influenza e l&#8217;ingerenza nella vita pubblica. Con l&#8217;elezione di un Papa basista di pericolosi pederasti come Ratzinger, la Chiesa ha commesso il suo passo falso più fatale. Per paradosso anche il suo passo migliore per accelerarne la caduta. </p>
<p>Ratzinger, che col suo potere ha lasciato che i pedofili in tonaca potessero impunemente dare sfogo ai loro istinti malvagi sui bambini, è un criminale tanto quanto quei pedofili che ha coperto. E&#8217; quindi un essere indegno non solo della Chiesa, ma della società. Andrebbe perseguito e severamente punito. Del resto basta guardarlo in faccia per farsene un&#8217;idea. Dalle sue espressioni traspare una persona ossessa da qualche pulsione repressa. Il suo sguardo spiritato pare accecato da bieche fantasie e con quel sogghigno vagamente maniacale Ratzinger sarebbe stato un ottimo prim&#8217;attore di film horror. </p>
<p>Invece Ratzinger è riuscito a diventare Papa. Un silente e complice criminale ecclesiale che è riuscito persino a farsi chiamare Benedetto. Sia maledetto! Maledetto primo. </p>
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		<title>Fitto, il meloniano condannato &#8220;avulso da democrazia e legalità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 10:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tribunale civile di Bari ha condannato l&#8217;eurodeputato di Fratelli d&#8217;Italia Raffaele Fitto a pagare 434.000 euro &#8211; più gli interessi &#8211; alla Regione Puglia di cui fu presidente dal 2000 al 2005. Dopo diverse prescrizioni sulla gestione della sanità pugliese, Fitto esce dall&#8217;inchiesta ventennale con questa condanna, motivata così dai giudici: «Un presidente avulso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tribunale civile di Bari ha condannato l&#8217;eurodeputato di Fratelli d&#8217;Italia Raffaele Fitto a pagare 434.000 euro &#8211; più gli interessi &#8211; alla Regione Puglia di cui fu presidente dal 2000 al 2005.<br />
Dopo diverse prescrizioni sulla gestione della sanità pugliese, Fitto esce dall&#8217;inchiesta ventennale con questa condanna, motivata così dai giudici: «Un presidente avulso dalla democrazia e dalla legalità&#8230; nonché dal rispetto» per gli uffici. E per chi ci lavorava trattati con &#8220;Atteggiamento autocratico&#8221;. </p>
<p>La questione riguarda il reato di falso, da cui Fitto è stato prescritto, per una delibera sulla gestione degli ospizi pugliesi. Delibera che nel 2004 aprì il mercato ai privati tuttora monopolisti del settore.<br />
I giudici scrivono che Fitto ingannò la sua Giunta &#8211; motivando la gestione a imprese private &#8211; sulla base di un&#8217;inesistente carenza di personale nel pubblico. Perciò la Corte ritiene che «il falso ideologico commesso da Fitto abbia provocato un enorme danno alla credibilità e all&#8217;immagine della Regione». </p>
<p>Va detto che la condanna che contempla anche il danno d&#8217;immagine, non è servita a cambiare le politiche di gestione della sanità nemmeno da parte dei presidenti successivi a Fitto. A cominciare da Nichi Vendola. Che per due mandati &#8211; di proroga in proroga &#8211; ha permesso che la sanità privata facesse affari con i soldi dei cittadini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/07/21/fitto-il-meloniano-condannato-avulso-da-democrazia-e-legalita/">Fitto, il meloniano condannato &#8220;avulso da democrazia e legalità&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>La riforma Cartabia per agevolare i delinquenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 05:29:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
		<category><![CDATA[marta cartabia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Metti di subire una rapina, un furto, un&#8217;estorsione. La giustizia ha 12 anni e mezzo di tempo prima di far cadere in prescrizione il processo ai colpevoli. 15 anni per un depistaggio che distrugge prove essenziali per individuare gli autori di omicidi e stragi. 30 anni se si tratta di reati ambientali. Ecco, con la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/07/13/la-riforma-cartabia-per-agevolare-i-delinquenti/">La riforma Cartabia per agevolare i delinquenti</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Metti di subire una rapina, un furto, un&#8217;estorsione. La giustizia ha 12 anni e mezzo di tempo prima di far cadere in prescrizione il processo ai colpevoli. 15 anni per un depistaggio che distrugge prove essenziali per individuare gli autori di omicidi e stragi. 30 anni se si tratta di reati ambientali.</p>
<p>Ecco, con la riforma Cartabia tanto decantata dai partiti del governo Draghi, (Salvini-Renzi-Berlusconi e Letta con l&#8217;errore madornale del voto a favore dei 5 stelle), basteranno 2 anni e un giorno tra la sentenza di primo grado e la sentenza d&#8217;Appello, o appena un anno tra la sentenza d&#8217;Appello e quella di Cassazione per incappare nell&#8217;estinzione del processo per improcedibilità. Che è ancora meglio della prescrizione perché il processo morirebbe senza vincitori né vinti. E al tempo stesso è in palese contraddizione con la norma stessa sulla prescrizione, che diventerebbe inutile.</p>
<p>A questo punto se tutti rapinassimo, rubassimo o estorcessimo, avremmo la matematica certezza di farla franca perché i Tribunali sarebbero talmente ingolfati da essere sicuri di non essere giudicati nei tempi previsti. </p>
<p>La riforma Cartabia voluta dai partiti, sancirebbe così la libertà della giustizia fai-da-te a favore dei delinquenti e a danno degli onesti.</p>
<p>Di questo mostro giuridico che rischia di passare alle Camere non c&#8217;è traccia di cortei di clacson in strada.</p>
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		<title>Verdini era il boss della banca mandata in rovina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2021 20:22:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Incontrastato dominus del consiglio di amministrazione di un istituto creditizio strumentalizzato a fini personali, in assenza di un organo di controllo sindacale realmente autonomo e critico rispetto alle scelte gestorie» . Queste le motivazioni dei giudici della Cassazione che hanno condannato a 6 anni e 6 mesi l’ex senatore Denis Verdini per la bancarotta dell’ex [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">«<em>Incontrastato dominus del consiglio di amministrazione di un istituto creditizio strumentalizzato a fini personali, in assenza di un organo di controllo sindacale realmente autonomo e critico rispetto alle scelte gestorie</em>» . Queste le motivazioni dei giudici della Cassazione che hanno condannato a <a href="https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/verdini-1.5677743" target="_blank" rel="noopener">6 anni e 6 mesi</a> l’ex senatore <a href="https://www.danielemartinelli.it/2017/03/02/cucu-verdini-condannato-vi-tiene-su/" target="_blank" rel="noopener">Denis Verdini</a> per la bancarotta dell’ex Credito cooperativo fiorentino.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">«<em>Le anomalie riscontrate dai giudici di merito risultano tanto più significative se rapportate alla natura cooperativa dell’istituto di credito, nonché alle regole che lo stesso si era dato</em>», scrivono i giudici. «<em>E’ stata stigmatizzata, sulla base dell’attività ispettiva della Banca d’Italia, l’estrema concentrazione dei rischi su clientela di grandi dimensioni, operativa nel settore edilizio-immobiliare: non già dunque un esercizio del credito secondo scopi di mutualità, ma una gestione spregiudicata volta a consolidare le relazioni di affari tra la banca e un importante ma decadente gruppo industriale nonostante la consapevolezza nei vertici della banca dell’inesorabile declino del gruppo stesso</em>».</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Inoltre, «<em>nelle distrazioni contestate emergono una serie di costanti, che connotano la serialità e ripetitività delle operazioni, che rendono del tutto implausibile ritenere che vi sia stata una mera negligenza nella concessione di fidi nell’ambito di singoli episodi</em>».</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Rinchiuso a Rebibbia dopo la condanna, Verdini è uscito poche settimane dopo a causa di un focolaio di coronavirus scoppiato nel carcere e ricevuto a festa dal genero Matteo Salvini. Verdini è ora agli arresti domiciliari nella sua villa a Pian dei Giullari, sulle colline di Firenze. L’udienza sull’eventuale proroga della detenzione domiciliare è fissata per il 28 aprile.</div>
</div>
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		<title>Piero Sansonetti mi deve risarcire con 20 mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 22:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dovrò essere risarcito dal direttore del Riformista Piero Sansonetti, per alcune frasi ingiuriose pronunciate nel 2014, quando eravamo entrambi ospiti a Omnibus su La7. Lo ha stabilito il Tribunale di Bergamo il 4 dicembre scorso. Sansonetti mi deve un risarcimento di 20 mila euro per aver detto in diretta “Stai un po’ zitto Martinelli, basta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dovrò essere risarcito dal direttore del Riformista Piero Sansonetti, per alcune frasi ingiuriose pronunciate nel 2014, quando eravamo entrambi ospiti a Omnibus su La7. Lo ha stabilito il Tribunale di Bergamo il 4 dicembre scorso. Sansonetti mi deve un risarcimento di 20 mila euro per aver detto in diretta “Stai un po’ zitto Martinelli, basta con le stronzate, ne stai dicendo un po’ troppe”; “Sei un imbecille, va bene, sei un imbecille. Sei un imbecille, questo sei”; “Questo è un idiota”; “Un po’ più intelligenti gli interventi, non sai che dici, purtroppo non sai che dici, fai delle cose atroci, atrocità”, durante un segmento di dibattito dedicato all’euro.</p>
<p>Il giudice monocratico ha condannato Sansonetti per “l’elevata aggressività degli epiteti e un’asprezza dei toni che, inevitabilmente, connotano le espressioni come denigratorie e sovrabbondanti”. Insomma il collega ospite è andato oltre la continenza dovuta con frasi che sono state ritenute lesive del mio onore e della mia reputazione pubblica. Frasi che vanno ben oltre il diritto dell’esercizio di critica anche aspra.</p>
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		<title>Il Tar sentenzia: &#8220;Torturate pure i macachi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2020 09:08:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non sono di certo io un animalista di quelli che umanizzano ogni smorfia del cane o del gatto. Anzi, sono un convinto e felice onnivoro, guai a togliermi la bistecca o l&#8217;uovo. Mi lascia tuttavia perplesso la decisione del Tar, che consente agli scienziati della vivisezione la sperimentazione sugli animali a fini terapeutici sull&#8217;uomo. In [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/macaco.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15475" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/macaco-488x325.jpg" alt="" width="488" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/macaco-488x325.jpg 488w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/macaco.jpg 740w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></a></p>
<p>Non sono di certo io un animalista di quelli che umanizzano ogni smorfia del cane o del gatto. Anzi, sono un convinto e felice onnivoro, guai a togliermi la bistecca o l&#8217;uovo. Mi lascia tuttavia perplesso la decisione del Tar, che consente agli scienziati della vivisezione la sperimentazione sugli animali a fini terapeutici sull&#8217;uomo.</p>
<p>In particolare a Torino e Parma, è consentito su parere del Consiglio europeo delle ricerche, continuare a lesionare gli occhi dei macachi per curare le persone parzialmente cieche a causa di lesioni cerebrali. Il Tar sposa la tesi “scientifica” secondo cui gli animali sono indispensabili, in particolare i macachi che hanno uno sviluppo neurologico pari a quello umano.</p>
<p>La Lav, promotrice del ricorso che a gennaio aveva ottenuto dal giudice la chiusura dei laboratori col conseguente stop degli esperimenti, promette di ricorrere al Consiglio di Stato.</p>
<p>Ora, un conto è uccidersi tra viventi per nutrirsi, come accade nei macelli dove l&#8217;eventuale sofferenza del maiale o del vitello è breve e limitata a uno sparo in testa. Assai meno di quando si muore di stenti sotto le fauci di qualche predatore, come del resto accade da sempre in natura, tra specie carnivore (il leone o il varano che sbranano l&#8217;uomo non sono fantascienza).</p>
<p>Diverso è il concetto di permettere la tortura e la sofferenza su un essere vivente solo per scopi di &#8220;supremazia&#8221; (tutta da dimostrare) della specie umana. Nessun animale sceglierebbe di farsi martirizzare per salvare un&#8217;altra specie. A differenza di un paziente umano, libero di scegliere se sottoporsi a una cura invasiva come la chemioterapia aldilà della sua utilità per il trattamento dei carcinomi.</p>
<p>Sappiamo benissimo che gli interessi economici delle case farmaceutiche prevalgono di gran lunga su quelli umanitari. Per legittimare gli esperimenti sugli animali, bisognerebbe spiattellarli davanti agli occhi di tutti ogni giorno, tipo nei monitor della metropolitana. Per vedere se tra la coscienza collettiva prevale il &#8220;callo&#8221;, o se invece prevalgono indignazione e pietà nei confronti di esseri viventi che a noi, certe cose, non farebbero mai.</p>
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		<title>Legittima difesa, &#8220;modifica sgangherata&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Mar 2019 05:43:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[edmondo bruti liberati]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[legittima difesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Bisogna partire dallo slogan “la difesa è sempre legittima”, in apparenza un’ovvietà, nella realtà un inganno. La pretesa d’introdurre presunzioni sulla “necessità” in caso di violazione del domicilio e sulla “proporzionalità” con la parola magica “sempre” è illusoria&#8230; In un contesto di demagogia e di messaggi illusori qui si tocca un problema reale, ma s’introduce [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Bisogna partire dallo slogan “la difesa è sempre legittima”, in apparenza un’ovvietà, nella realtà un inganno. La pretesa d’introdurre presunzioni sulla “necessità” in caso di violazione del domicilio e sulla “proporzionalità” con la parola magica “sempre” è illusoria&#8230; In un contesto di demagogia e di messaggi illusori qui si tocca un problema reale, ma s’introduce una norma tecnicamente sgangherata. </em><em>Sarà sempre necessario aprire un’indagine: esame del luogo, consulenza balistica, ricostruzioni delle posizioni rispettive delle persone coinvolte, autopsia. Farlo comporta necessariamente l”atto dovuto” dell’iscrizione e l’informazione di garanzia per l’esercizio dei diritti di difesa</em>».<br />
Edmondo Bruti Liberati, ex procuratore generale di Milano sulla modifica alla Legge sulla legittima difesa votata alla Camera (voluta dalla Lega, ma col sostegno in Aula dei 5 stelle).</p>
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		<title>Diciotti, i consigli di Bongiorno a Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 20:28:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[diciotti]]></category>
		<category><![CDATA[giulia bongiorno]]></category>
		<category><![CDATA[immunità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Se Salvini si fosse fatto processare per le accuse dei giudici di Catania sarebbe stato sicuramente assolto. Gli ho consigliato di non farsi processare perché conosco la giustizia italiana, e so che Salvini sarebbe rimasto sotto processo per 6, 7, 10 anni. E nel frattempo sarebbe stato sempre additato». Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica Amministrazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/02/21/diciotti-i-consigli-di-bongiorno-a-salvini/">Diciotti, i consigli di Bongiorno a Salvini</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Se Salvini si fosse fatto processare per le accuse dei giudici di Catania sarebbe stato sicuramente assolto. Gli ho consigliato di non farsi processare perché conosco la giustizia italiana, e so che Salvini sarebbe rimasto sotto processo per 6, 7, 10 anni. E nel frattempo sarebbe stato sempre additato</em>».</p>
<p>Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica Amministrazione del governo Conte e avvocato difensore del ministro dell&#8217;Interno Matteo Salvini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/02/21/diciotti-i-consigli-di-bongiorno-a-salvini/">Diciotti, i consigli di Bongiorno a Salvini</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Diciotti, SI al processo NO al voto Rousseau</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 09:14:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non bastavano gli spot dei giornali con 8 mila titoli in dieci mesi di governo giallo-verde associati al binomio &#8220;Migranti-Salvini&#8221;. Ci si mettono pure i 6 magistrati di Catania, componenti del Tribunale di Ministri, a fare campagna elettorale per le elezioni europee alla Lega. Vogliono processare il ministro dell&#8217;Interno per sequestro di migranti sulla Diciotti, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/01/30/diciotti-si-al-processo-no-al-voto-rousseau/">Diciotti, SI al processo NO al voto Rousseau</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/NAVE-DICIOTTI.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15152" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/NAVE-DICIOTTI-490x256.jpg" alt="" width="490" height="256" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/NAVE-DICIOTTI-490x256.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/NAVE-DICIOTTI-768x402.jpg 768w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/NAVE-DICIOTTI.jpg 835w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Non bastavano gli spot dei giornali con 8 mila titoli in dieci mesi di governo giallo-verde associati al binomio &#8220;Migranti-Salvini&#8221;. Ci si mettono pure i 6 magistrati di Catania, componenti del Tribunale di Ministri, a fare campagna elettorale per le elezioni europee alla Lega. Vogliono processare il ministro dell&#8217;Interno per sequestro di migranti sulla Diciotti, ma per farlo hanno bisogno dell&#8217;autorizzazione a procedere da parte del Senato. Gli onorevoli grillini tentennano un po&#8217;, contradditori e disuniti. Alcuni di loro ipotizzano di far votare la base sulla piattaforma Rousseau per decidere se votare sì o no a mandare Salvini sotto processo.</p>
<p>Nulla di più sbagliato! I grillini dovrebbero votare sì all&#8217;autorizzazione a procedere ed eventualmente i ministri pentastellati autodenunciarsi a loro volta al tribunale di Catania per chiedere di essere processati assieme a Salvini. In questo modo toglierebbero al titolare del Viminale l&#8217;arma del martirio mediatico utile alla sua campagna elettorale e salverebbero la loro faccia sul rapporto politica-giustizia.</p>
<p>Non si frenano i giudici con un voto politico. Anzi, un processo &#8211; con tutti i rischi che comporta &#8211; metterebbe un suggello sul metodo da adottare con i migranti. Una sentenza favorevole o contraria al ministro o al governo in carica, servirebbe da bussola per le politiche future sui barconi. Sì al processo senza se e senza ma. Anche se l&#8217;accusa è stravagante, per non dire ridicola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/01/30/diciotti-si-al-processo-no-al-voto-rousseau/">Diciotti, SI al processo NO al voto Rousseau</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>&#8220;No a Lega-Pd&#8221;, il pudore del magistrato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 08:06:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[federico cafiero de raho]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Non mi sembrava opportuno sedere a un tavolo da 6.000 euro”. Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, motiva così l&#8217;assenza alla serata convegno con cena da 600 euro a persona su tavoli da 10, in via del Corso, organizzata dalla (giornalista uahuahuah) renziana Annalisa Chirico (Foglio), a cui hanno preso parte dalla Pd Maria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/01/16/no-a-lega-pd-il-pudore-del-magistrato/">&#8220;No a Lega-Pd&#8221;, il pudore del magistrato</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Non mi sembrava opportuno sedere a un tavolo da 6.000 euro</em>”.<br />
Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, motiva così l&#8217;assenza alla serata convegno con cena da 600 euro a persona su tavoli da 10, in via del Corso, organizzata dalla (giornalista uahuahuah) renziana Annalisa Chirico (Foglio), a cui hanno preso parte dalla Pd Maria Elena Boschi al leghista Matteo Salvini, tra (im)prenditori e magistrati: insomma, il partito degli affari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/01/16/no-a-lega-pd-il-pudore-del-magistrato/">&#8220;No a Lega-Pd&#8221;, il pudore del magistrato</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Riccardo De Corato l&#8217;omertoso condannato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2018 22:36:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[corte dei conti]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[riccardo de corato]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riccardo De Corato A ormai 10 anni di distanza è arrivata finalmente la conferma della Cassazione: l&#8217;ex sindaco di Milano Letizia Moratti dovrà risarcire con 591.000 euro i cittadini milanesi per aver gonfiato gli uffici stampa del Comune con assunzioni strapagate di gente incompetente. Un&#8217;indagine che partì dalla Corte dei Conti e che ha portato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/riccardo-de-corato.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15002" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/riccardo-de-corato.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/riccardo-de-corato.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/riccardo-de-corato-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<strong>Riccardo De Corato</strong></p>
<p>A ormai 10 anni di distanza è arrivata finalmente la conferma della Cassazione: l&#8217;ex sindaco di Milano Letizia Moratti dovrà risarcire con 591.000 euro i cittadini milanesi per aver gonfiato gli uffici stampa del Comune con assunzioni strapagate di gente incompetente. Un&#8217;indagine che partì dalla Corte dei Conti e che ha portato a galla quegli «<em>illeciti conferimenti di incarichi dirigenziali a sei persone</em>» con «<em>indebite elargizioni di indennità</em>» e le «<em>non consentite nomine di adetti all&#8217;ufficio stampa comunale per altre sei persone</em>». La condanna, che per le “<em>consulenze d&#8217;oro</em>” riguarda tutta la gestione della cosa pubblica, riguarda anche altri personaggi dell&#8217;ex potere meneghino. Si va dall&#8217;ex direttore generale Giampiero Borghini all&#8217;ex direttore delle risorse umane Federico Bordogna, e a una nutrita scoppola di ex assessori: Tiziana Maiolo, Lorenzo Croci, Carla De Albertis e udite udite l&#8217;attuale assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia <strong>Riccardo De Corato</strong>. L&#8217;allora vicesindaco di Milano, assieme al gruppo appena nominato, dovrà risarcire a sua volta mezzo <strong>milione di euro</strong> in totale. Che sono molti di più dei 10 mila che dovetti sborsare io per la querela subita dall&#8217;allora deputato del Pdl, assai omertoso sul tema delle dimissioni dopo la sentenza di condanna di primo grado. Ringrazio ancora i lettori del blog che all&#8217;epoca &#8211; facendo colletta &#8211; mi diedero una grossa mano a sdebitarmi per una causa che oggi &#8211; alla fine &#8211; mi dà ragione almeno nel merito delle <a href="https://www.youtube.com/watch?v=MEMJt5z1Ujc" target="_blank" rel="noopener">domande che gli feci</a> con la videocamera accesa. <strong>De Corato ha sputtanato i nostri soldi</strong> &#8211; recita la sentenza &#8211; per «<em>scelte discrezionali, di opportunità e convenienza, della Pubblica Amministrazione, dato il rapporto fiduciario esistente nelle nomine dirigenziali in oggetto, reso palese dal congegno dello spoils system</em>» . Politici spreconi che al merito hanno preferito la raccomandazione (voti di scambio?). Per i giudici, «s<em>arebbe stata necessaria la dimostrazione che l&#8217;Amministrazione comunale ha conseguito dall&#8217;attività dei dirigenti esterni in oggetto una utilità maggiore di quella che avrebbe ottenuto dalle prestazioni di dipendenti in possesso dei requisiti per accedere all&#8217;incarico dirigenziale</em>». Dunque, c&#8217;è «<em>l&#8217;elemento psicologico della colpa grave che per Letizia Moratti è da ravvisare nell&#8217;attività svolta nella sua duplice veste di proponente dei soggetti beneficiari degli incarichi e di componente dell&#8217;organo politico collegiale che approvò le proposte</em>». De Corato era il suo vice e oggi si fa ancora mantenere in politica. Ora paghi lui. Tanto e salato.</p>
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		<title>Il nuovo Pd: inchieste e niente 5 stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 10:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nicola Zingaretti e Maurizio Martina In Piemonte, il Pd Davide Gariglio chiede l&#8217;intervento della Corte dei Conti per far rimuovere 4 dei 6 componenti della Commissione di valutazione dei costi-benefici della Tav, nominati da Marco Ponti per conto del ministro Toninelli. Tecnici accusati di essere un network privato a giudizio di un&#8217;opera pubblica, essendosi espressi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/maurizio-martina-nicola-zingaretti.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14931" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/maurizio-martina-nicola-zingaretti-490x271.jpg" alt="" width="490" height="271" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/maurizio-martina-nicola-zingaretti-490x271.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/maurizio-martina-nicola-zingaretti.jpg 572w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a><br />
<strong>Nicola Zingaretti e Maurizio Martina</strong></p>
<p>In Piemonte, il Pd Davide Gariglio chiede l&#8217;intervento della Corte dei Conti per far rimuovere 4 dei 6 componenti della Commissione di valutazione dei costi-benefici della Tav, nominati da Marco Ponti per conto del ministro Toninelli. Tecnici accusati di essere un network privato a giudizio di un&#8217;opera pubblica, essendosi espressi già in passato contro la Torino-Lione e avendo legami con la Trt, società milanese fondata da Ponti che li ha voluti. Insomma, un Pd che vuol punire la coerenza di un partito &#8211; Movimento 5 stelle &#8211; che si è sempre detto contro la Tav. Infatti, coerentemente alla linea del Pd, i candidati alla segreteria del Pd nazionale, Nicola Zingaretti e Maurizio Martina, concordano su un punto: &#8220;nessun accordo con i 5 stelle&#8221;. I due rampanti preferiscono continuare col Pd della Calabria, quello del governatore del Pd Mario Oliverio, messo agli arresti domiciliari, accusato di aver favorito i finanziamenti per un impianto sciistico fantasma a Lorica (suo luogo di origine, &#8220;<em>pressato dagli operatori turistici locali</em>&#8220;), e fatto rallentare i lavori in una piazza di Cosenza per evitare la bella figura al centrodestra che governa la città. Richiesta arrivata anche dalla deputata Enza Bruno Bossio e dal consigliere regionale Nicola Adamo, ovviamente entrambi del Pd. Va da sé che la finanza ha perquisito la Regione Calabria, sigillato armadi e portato via faldoni per l&#8217;inchiesta che riguarda, oltre al governatore, diversi dirigenti regionali di nomina Pd accusati di corruzione dal procuratore Nicola Gratteri. Nel mirino c&#8217;è l&#8217;imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri, riferimento del clan Muto di Cetraro, interessato a guadagnare dalle opere pubbliche finite alla lente della Procura di Reggio Calabria.</p>
<p>Mentre Martina e Zingaretti non faranno &#8211; giustamente &#8211; accordi con i 5 stelle, scopriamo che il gip di Roma Gaspare Sturzo ha chiesto il rinvio a giudizio per ostacolo a organismo di vigilanza di Gianluca Bolengo, il broker di Carlo De Benedetti, che grazie alla legge sulle popolari imminente comunicata dall&#8217;allora premier Pd Renzi, guadagnò 600 mila euro in azioni proprio grazie all&#8217;approvazione di quel decreto (gennaio 2016). Bolengo doveva segnalare l&#8217;anomala comunicazione alla Consob invece che far guadagnare soldi all&#8217;editore di Repubblica, giornale di riferimento del Pd.</p>
<p>Martina e Zingaretti sono proprio dei ganzi.</p>
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		<title>Enrico Piccinelli, il presunto tangentaro del &#8220;buon governo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 03:14:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[enrico piccinelli]]></category>
		<category><![CDATA[forza italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Enrico Piccinelli è un senatore berlusconiano tra i meno produttivi tranne che di emendamenti a favore di amministratori arrestati, tipo quello che sbloccava 140 milioni di euro per la metanizzazione ad Ischia, dove nel 2014 fu ammanettato l&#8217;allora sindaco renziano Giosi Ferrandino. Politico di mestiere &#8220;svolazzato&#8221; ad Ala del condannato Denis Verdini per sostenere Renzi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/08/enrico-piccinelli.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14884" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/08/enrico-piccinelli-490x325.jpg" alt="" width="490" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/08/enrico-piccinelli-490x325.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/08/enrico-piccinelli.jpg 566w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Enrico Piccinelli è un senatore berlusconiano tra i meno produttivi tranne che di emendamenti a favore di amministratori arrestati, tipo quello che sbloccava 140 milioni di euro per la metanizzazione ad Ischia, dove nel 2014 fu ammanettato l&#8217;allora sindaco renziano Giosi Ferrandino. Politico di mestiere &#8220;svolazzato&#8221; ad Ala del condannato Denis Verdini per sostenere Renzi nel 2015, ma soprattutto &#8220;per maggiori sbocchi&#8221; disse, Piccinelli è già tornato da Berlusconi, quello per cui &#8220;Di Maio è un pericolo per la democrazia&#8221;.</p>
<p>Commissario di Forza Italia in provincia di Bergamo, fan dell&#8217;ex ministra Gelmini e del &#8220;buon governo&#8221; ed ex membro del Cda di Sacbo, società dell&#8217;aeroporto di Orio, Piccinelli è accusato di aver intascato una mazzetta di svariate centinaia di migliaia di euro da una combriccola interessata a costruire impianti di risalita a Foppolo, località montana situata nelle profonde Orobie. A Foppolo, comune-condominio di appena 100 abitanti, è già stato arrestato il sindaco Beppe Berera, ossia il primo accusatore di Piccinelli: &#8220;<em>Gli ho dato una valigia di soldi</em>&#8220;. Piccinelli si sarebbe fatto corrompere in veste di assessore provinciale all&#8217;Urbanistica dell&#8217;allora presidente leghista Ettore Pirovano per un mega-progetto mai andato in porto.</p>
<p>Le accuse a Piccinelli iniziano a farsi pesanti ora, dopo le dichiarazioni in lacrime rese in aula dalla seconda accusatrice: si tratta di Maria Cristina Boccolini, che col fratello Fulvio &#8211; in qualità revisori dei conti inermediari per conto della della Massinvest di Mendrisio &#8211; avrebbero organizzato la tangente da dare a Piccinelli (780 mila euro). La Massinvest è una fiduciaria specializzata in consulenze finanziarie e gestione patrimoni gestita da Renzo Bordogna, radici bergamasche ma svizzero, con un passato da vicesindaco locale e deputato del parlamento cantonale di Bellinzona.</p>
<p>Nell&#8217;inchiesta nata in Procura a Bergamo ci sono altri indagati e arrestati. Enrico Piccinelli è piuttosto taciturno. Ieri è arrivato in fretta e furia al Tribunale di Bergamo, convocato per chiarire le sue posizioni. O forse, chissà, per parlare ai giudici di &#8220;buon governo&#8221;.</p>
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		<title>Molestopoli, la moda per donne quaquaraqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 13:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
		<category><![CDATA[sesso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; curioso che nel ciclone dei (presunti) molestatori di donne sia finito anche un magistrato togato del Consiglio di Stato, Francesco Bellomo, denunciato dal papà di un&#8217;aspirante magistrata per averla &#8220;plagiata&#8221; a suon di ricatti sentimental-sessuali nella sua veste di esaminatore-latin lover (il cognome Bellomo pare dire tutto), d&#8217;impostazione puritana misurata giudicando la vita intima [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2017/12/molestia.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14736" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2017/12/molestia-490x320.jpg" alt="" width="490" height="320" /></a></p>
<p>E&#8217; curioso che nel ciclone dei (presunti) molestatori di donne sia finito anche un magistrato togato del Consiglio di Stato, Francesco Bellomo, denunciato dal papà di un&#8217;aspirante magistrata per averla &#8220;plagiata&#8221; a suon di ricatti sentimental-sessuali nella sua veste di esaminatore-latin lover (il cognome Bellomo pare dire tutto), d&#8217;impostazione puritana misurata giudicando la vita intima delle giovani candidate con degli algoritmi, (manco fossero la versione 2.0 della razza ariana idealizzata da Hitler). Il caso è curioso perché induce a porci qualche domanda con qualche considerazione.</p>
<p>Come mai nessun&#8217;altra magistrata in esercizio passata all&#8217;esame di Bellomo, non ha mai denunciato il metoto &#8220;dress code&#8221; che pare imposto solo da Bellomo? Non lo hanno fatto perché erano tutte racchie? Oppure perché Bellomo è ritenuto potente da far paura? Se fosse così, avremmo in circolazione centinaia di toghe rosa senza etica e professionalmente corrotte, vista l&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale che caratterizza il magistrato, e che in assenza di titolo, avrebbero sporto denuncia alla prima intimidazione sulla qualità del loro fidanzato o sulla minigonna da preferire.</p>
<p>Come si può ritenere che Bellomo abbia giocato d&#8217;azzardo col suo ruolo pubblico e istituzionale, cedendo alle chat eticamente sconce soltanto con una candidata particolarmente carina e irresistibile? E quest&#8217;ultima come mai è finita addirittura in cura a uno psicologo?</p>
<p>Ora, in attesa degli sviluppi dell&#8217;inchiesta che ha già portato alla sospensione dal ruolo di Bellomo, vien da pensare che probabilmente i requisiti o i metodi di accesso a una professione non sono adatti a tutti. Non entro nel merito delle sette generazioni di incensurati per diventare carabiniere, ma la storia di Bellomo fa propendere al fatto che il metodo, la disciplina e la morale andrebbero accettati per quel che sono nel contesto delle scelte che si fanno. Altrimenti dovremmo avere migliaia di denunce di reclute sottoposte alla palpazione dei testicoli alla visita militare, magari per mano di qualche medico gay che fantasticava chissa che.</p>
<p>Ecco, credo che dopo l&#8217;epoca del reato di Rimborsopoli andato di moda nei tribunali e che ha prodotto centinaia di sentenze discordanti facendo passare per ladri tutti i politici senza distinzioni, sia giunta l&#8217;epoca di Molestopoli, una nuova moda sulla passerella dei tribunali, che nell&#8217;attesa di sentenze discordanti, sta intanto dipingendo un mondo di maiali olezzanti di vizio che rimettono carriera e affetti in nome non si sa bene di quale causa.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, mi sono rotto delle denunce postume e dei piagnistei di convenienza. Mi sto facendo l&#8217;idea che troppe donne non valgano proprio niente.</p>
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		<title>Cucù, Verdini condannato vi tiene su</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Mar 2017 21:58:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Aspetto le sentenze&#8220;, diceva il Bomba-Renzi quand&#8217;era premier. Bene, ora la sentenza è arrivata. Il suo sodale Denis Verdini s&#8217;è beccato in primo grado 9 anni di galera per bancarotta e truffa ai danni dello Stato per i fondi all&#8217;editoria finiti al Giornale di Toscana. Verdini presiedeva la Bcc di Campi Bisenzio che usava come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/denis-verdini.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14267" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/denis-verdini-490x306.jpg" alt="" width="490" height="306" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/denis-verdini-490x306.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/denis-verdini.jpg 500w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Aspetto le sentenze</em>&#8220;, diceva il Bomba-Renzi quand&#8217;era premier. Bene, ora la sentenza è arrivata. Il suo sodale Denis Verdini s&#8217;è beccato in primo grado 9 anni di galera per bancarotta e truffa ai danni dello Stato per i fondi all&#8217;editoria finiti al Giornale di Toscana. Verdini presiedeva la Bcc di Campi Bisenzio che usava come bancomat personale per finanziare i suoi amici. Uno di loro, Riccardo Fusi, è stato condannato a sua volta a 5 anni e mezzo per gli stessi reati. 2 anni e mezzo anche al deputato di Ala Massimo Parisi, ex addetto stampa di Verdini nonché suo socio ed ex Pdl, entrambi destinatari di 2,6 milioni di euro da parte della Società Toscana edizioni per un passaggio fittizio di azioni della Nuova editrice Toscana tra elementi della cosiddetta loggia P3. Sembra ieri sentire l&#8217;allora Guardasigilli Alfano minacciare ispezioni in procura per le imputazioni ai suoi sodali. Sono tutti lì, nelle istituzioni, alle corti del Bomba che si è fatto rimpiazzare da Gentiloni. Il Pd non dice niente, ma le sentenze sono lì. Lampanti e vergognose.</p>
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		<title>Lombardia, manette al leghista Rizzi, ora Maroni a CASA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 13:33:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[fabio rizzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabio Rizzi, già senatore del governo Berlusconi IV, e contemporaneamente incompatibile sindaco di Besozzo (Va), secondo il quale «Larva è Grillo e chi lo segue», è stato arrestato con altre 20 persone su mandato della procura di Monza per associazione a delinquere e corruzione. E&#8217; accusato di aver riscosso 50 mila euro in contanti e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/02/fabio-rizzi.jpg" rel="attachment wp-att-14458"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14458" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/02/fabio-rizzi-490x273.jpg" alt="fabio rizzi" width="490" height="273" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/02/fabio-rizzi-490x273.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/02/fabio-rizzi.jpg 660w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Fabio Rizzi, già senatore del governo Berlusconi IV, e contemporaneamente incompatibile sindaco di Besozzo (Va), secondo il quale «<em>Larva è Grillo e chi lo segue</em>», è stato arrestato con altre 20 persone su mandato della procura di Monza per associazione a delinquere e corruzione. E&#8217; accusato di aver riscosso 50 mila euro in contanti e di essersi fatto finanziare la campagna elettorale per il Pirellone &#8220;<em>inducendo i funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria e alle forniture odontoiatriche dell’aziende Ospedaliere della Regione, nonché gli amministratori delle strutture private e private convenzionate della Regione, a favorire nell’indizione delle gare d’appalto o nella scelta del contraente privato le società riconducibili a Maria Paola Canegrati</em>» , amministratrice della ragnatela di società che negli anni si sarebbe procurata «<em>attraverso turbative d’asta, la corruzione di Mario Longo</em>», (arrestato insieme a Rizzi) almeno due gare da 45 milioni di euro agli Istituti Clinici di Perfezionamento, e un appalto di altri 10 milioni all&#8217;ospedale di Busto Arsizio.</p>
<p>Rizzi è approdato in Regione Lombardia nel 2013 da consigliere eletto nella circoscrizione di Varese, con la Lega Nord, nominato da Maroni presidente della Commissione Sanità. Da quando ricopre l&#8217;incarico si è segnalato per una mozione che consentisse ai pediatri di «<em>stilare liste di proscrizione per denunciare i bambini irregolari alle autorità</em>». Poi, durante i mesi di discussione della riforma sanitaria regionale in perfetto stile formigoniano, di cui Rizzi è stato relatore, si ricorda, nel maggio 2014, la vicenda dei soldi finiti nelle casse della Lega da parte di manager della sanità vicini al Carroccio, che Rizzi minimizzava «<em>Non c&#8217;è nulla di illegale</em>» &#8211; oggi capiamo forse il perché &#8211; e liquidati dallo stesso Maroni come una sciocchezza.</p>
<p>Maroni era quello della ramazza che in campagna elettorale garantiva discontinuità in Regione. Salvo poi rivelarsi la fotocopia di Formigoni in tema di arresti e di trasparenza negli appalti della sanità. Il clamoroso arresto di Fabio Rizzi, segue quello dell&#8217;ex asssessore Mario Mantovani (corruzione) alla faccia della «<em>esigenza di meritocrazia</em>». Per ora è arrivata la magistratura a scardinare la rete di funzionari corrotti e gare truccate negli appalti dell&#8217;odontoiatria, che hanno reso la &#8220;<em>Odontoquality</em>&#8221; di Arcore la dominus incontrastata degli affari milionari nel settore controllato dalla Lega di Salvini, quello della &#8220;<em>magistratura che fa schifo</em>&#8220;. E pensare che Rizzi era quello che nel 2015, con la sua riforma della sanità, voleva più controlli e sanzioni per i manager indagati ahah&#8230; Una riforma nel segno del formigonismo più cocciuto: quello di una sanità sempre più privatizzata ed esente da controlli indipendenti.</p>
<p>Maroni la smetta di fare il buffone in Regione. Si dimetta e se ne vada a casa con tutta la sua giunta che è ora.</p>
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		<title>De Luca &#8220;vittima delle norme&#8221;</title>
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