A Genova nell’agosto del 2018 durante un temporale crolla il ponte Morandi sopra il Polcevera. Muoiono 43 persone. Al governo c’è il Conte 1 in accoppiata con la Lega di Salvini. Le indagini mirano fin da subito alla gestione dell’autostrada. Di giorno in giorno esce un quadro devastante. Si viene a sapere che Autostrade per l’Italia e Altantia, controllate dai Benetton, sono in mano a un manipolo di manager e ingegneri senza scrupoli. Si viene a capire che il crollo è avvenuto per la mancanza di manutenzione degli stralli e che gli allarmi sulla tenuta della struttura lanciati a più riprese da alcune università sono rimasti inascoltati.

La procura di Genova avvia le indagini e inizia ad intercettare un po’ di gente che potrebbe aiutare a velocizzare le responsabilità.
In quei giorni di dolore e di costernazione, durante i quali il ponte Morandi fa il giro del mondo, iniziano i tramini dei politici locali per aggraziarsi gli imputati e garantirsi qualche opera.

In Liguria viene nominato commissario per la ricostruzione del ponte il sindaco di Genova Marco Bucci, di centrodestra. Ministro delle infrastrutture è il grillino Danilo Toninelli. E’ lui che avvia il progetto di ricostruzione denominato “Modello Genova”, che infatti esce indenne da inchieste di corruzione e tangenti. Con i 5 stelle una volta tanto, su una grande opera, non ci lucra nessuno. Intanto il governatore della Liguria Giovanni Toti trama con l’imputato Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Atlantia e della collegata Aspi.

I 5 stelle partono in quinta per revocare le concessioni autostradali ai Benetton, che come sapete hanno incassato per anni con la benedizione sia di Berlusconi che di Prodi, miliardi di euro in pedaggi senza investire adeguatamente nella sicurezza.
Alla fine Giuseppe Conte dirà che la revoca non è stata possibile perché i rischi economici erano troppo alti per lo Stato, a causa dei governi precedenti che avevano concesso clausole troppo vantaggiose per i privati Benetton. E qui il responsabile è stato il centrosinistra, il Pd dell’ex ministro Graziano Delrio.

Torno a Toti, perché in quei giorni, mentre i 5 stelle inchiodavano i Benetton, Toti, assieme a Renzi li benediva. Li difendeva. Poi si è capito il perché. Al processo in corso a Genova, in cui sono imputate 59 persone, ci sono agli atti alcune intercettazioni tra Toti e Castellucci.
Succede che Toti si promuove ambasciatore a Roma per conto di Castellucci, per evitare che il governo tolga le concessioni ai Benetton. Si cerca di coinvolgere Giorgetti, Garavaglia, il ligure Rixi, Luigi Di Maio e tramite il professor Alpa, anche direttamente Giuseppe Conte.
La condizione dell’accordo era che se Toti fosse riuscito a salvare gli interessi dei Benetton, i Benetton avrebbero contribuito a costruire la Gronda, oltre che salvare dal tracollo la banca Carige. Anche lì, una banca gestita in modo delinquenziale… Insomma, due piccioni con una fava.

Queste intercettazioni in un Paese normale dovrebbero imbarazzare un governatore che trama con degli imputati per la morte di 43 persone.
Bene, in consiglio regionale in Liguria, il capo dell’opposizione Ferruccio Sansa, chiedendo conto di questi tramini a Toti con Castellucci, è stato ammonito 2 volte, gli è stata tolta la parola e la seduta è stata sospesa.
Cosicché Toti ha evitato di rispondere.

Adesso, i legali degli imputati stanno cercando di far invalidare la perizia sulla carcassa del Morandi per ottenere un’improbabile assoluzione dei loro assistiti, sull’onda della sentenza di assoluzione emessa in Abruzzo, nei confronti del gruppo Toto, in quanto l’ammaloramento di alcuni viadotti lungo la Roma L’Aquila gestiti dai Toto, non avrebbe compromesso la stabilità e la sicurezza delle strutture.

Tolto che i 2 processi hanno impostazioni e cause diverse, visto che a Genova il ponte è crollato davvero, resta questo comportamento poco etico di Toti sostenuto dal silenzio delle tivù e per il quale andrebbe raccontata la gestione della Liguria. Che in quanto regione più anziana d’Italia si è vista tagliare finora ben 1.500 posti letto negli ospedali in favore della sanità privata. Argomento per il quale ci saranno video più avanti.

Senza contare l’inchiesta di fine anno che dovrà stabilire le responsabilità del governatore ligure, che in occasione dell’ultima notte di San Silvestro, ha permesso la festa in piazza De Ferrari, e ha trasformato il palazzo della Regione come backstage per gli artisti.
Questo è lo spessore etico dei politici partoriti da Berlusconi. Anche su questo versante ci saranno aggiornamenti a tempo debito.

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