Nel totale silenzio delle televisioni, nessuno dice che le elezioni comunali appena andate in scena, hanno prodotto l’elezione di alcuni sindaci che hanno guai con la giustizia.,

I casi più eclatanti sono 3, tutti in Sicilia. Il primo riguarda Giovanni Di Giacinto, ex sodale di Crocetta e ultimamente diventato fan di Salvini, rieletto per la quarta volta sindaco di Casteldaccia, vicino Bagheria, e appena condannato in primo grado dal Tribunale di Termini Imerese a 3 anni e 5 mesi per omicidio colposo. Oltre all’interdizione dai pubblici uffici.

La vicenda riguarda la morte di 9 persone, tra cui 2 bambini rimasti intrappolati in una villetta abusiva travolta dall’esondazione del fiume Milicia. Condanna che non farebbe scattare la legge Severino sull’interdizione. Di Giacinto è a processo anche per corruzione – dopo aver scontato gli arresti domiciliari – accusato di aver affidato il servizio raccolta rifiuti senza bando di gara a una srl alla quale il sindaco avrebbe chiesto 6 assunzioni in cambio di un sovrapprezzo sull’affidamento.

A Priolo, vicino Siracusa, è stato rieletto Pippo Gianni, leghista di Matteo Salvini, dimessosi a gennaio dopo 3 mesi di arresti domiciliari e ancora in attesa di sentenza con le accuse di istigazione alla corruzione, concussione, falsità materiale e ideologica in atti pubblici.

Gianni, avrebbe fatto pressioni sui dirigenti comunali per cancellare multe o indirizzare l’affidamento di servizi, oltre che di aver preteso tangenti da alcuni imprenditori, minacciato i manager del polo petrolchimico per ottenere assunzioni e finanziamenti a società sportive e assumere personale su richiesta per entrare nelle sue grazie. In caso di condanna, per Pippo Gianni scatterebbe la legge Severino, con la sospensione dalla carica di sindaco per 18 mesi.

Al ballottaggio ad Acireale c’è infine l’ex sindaco Roberto Barbagallo, in testa di 8 punti su un altro ex primo cittadino. Barbagallo è stato condannato in primo grado a un anno e 4 mesi con pena sospesa per “tentata induzione indebita a promettere utilità” ma durante la campagna elettorale è stato raggiunto da un nuovo avviso di garanzia per il reato di rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio in veste di ingegnere in un’inchiesta sulla costruzione di alcuni campi di padel. L’udienza è attesa il prossimo 15 settembre.

Il lato più grottesco di queste elezioni, non è la faccia di tolla degli imputati o dei condannati che si ricandidano. La cosa sconvolgente è che questi sindaci con guai giudiziari vengono rieletti a furor di popolo.

Segno che la percezione della legalità di molti cittadini non esiste più.
E allora non possiamo lamentarci con la classe politica se ci ritroviamo una classe dirigente così compromessa anche a Roma.
Questo perché i politici, spesso e volentieri, rappresentano proprio il popolo che governano.

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