Riccardo De Corato l’omertoso condannato


Riccardo De Corato

A ormai 10 anni di distanza è arrivata finalmente la conferma della Cassazione: l’ex sindaco di Milano Letizia Moratti dovrà risarcire con 591.000 euro i cittadini milanesi per aver gonfiato gli uffici stampa del Comune con assunzioni strapagate di gente incompetente. Un’indagine che partì dalla Corte dei Conti e che ha portato a galla quegli «illeciti conferimenti di incarichi dirigenziali a sei persone» con «indebite elargizioni di indennità» e le «non consentite nomine di adetti all’ufficio stampa comunale per altre sei persone». La condanna, che per le “consulenze d’oro” riguarda tutta la gestione della cosa pubblica, riguarda anche altri personaggi dell’ex potere meneghino. Si va dall’ex direttore generale Giampiero Borghini all’ex direttore delle risorse umane Federico Bordogna, e a una nutrita scoppola di ex assessori: Tiziana Maiolo, Lorenzo Croci, Carla De Albertis e udite udite l’attuale assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia Riccardo De Corato. L’allora vicesindaco di Milano, assieme al gruppo appena nominato, dovrà risarcire a sua volta mezzo milione di euro in totale. Che sono molti di più dei 10 mila che dovetti sborsare io per la querela subita dall’allora deputato del Pdl, assai omertoso sul tema delle dimissioni dopo la sentenza di condanna di primo grado. Ringrazio ancora i lettori del blog che all’epoca – facendo colletta – mi diedero una grossa mano a sdebitarmi per una causa che oggi – alla fine – mi dà ragione almeno nel merito delle domande che gli feci con la videocamera accesa. De Corato ha sputtanato i nostri soldi – recita la sentenza – per «scelte discrezionali, di opportunità e convenienza, della Pubblica Amministrazione, dato il rapporto fiduciario esistente nelle nomine dirigenziali in oggetto, reso palese dal congegno dello spoils system» . Politici spreconi che al merito hanno preferito la raccomandazione (voti di scambio?). Per i giudici, «sarebbe stata necessaria la dimostrazione che l’Amministrazione comunale ha conseguito dall’attività dei dirigenti esterni in oggetto una utilità maggiore di quella che avrebbe ottenuto dalle prestazioni di dipendenti in possesso dei requisiti per accedere all’incarico dirigenziale». Dunque, c’è «l’elemento psicologico della colpa grave che per Letizia Moratti è da ravvisare nell’attività svolta nella sua duplice veste di proponente dei soggetti beneficiari degli incarichi e di componente dell’organo politico collegiale che approvò le proposte». De Corato era il suo vice e oggi si fa ancora mantenere in politica. Ora paghi lui. Tanto e salato.

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