Il ministro dei trasporti Matteo Salvini, ha un sottosegretario che si chiama Armando Siri, ex conduttore dei telegiornali Mediaset, eletto con Forza Italia in Senato.
Ebbene, il senatore Siri è indagato per corruzione, perché secondo i pm avrebbe asservito i propri poteri di uomo delle istituzioni “a interessi privati”, ossia avrebbe infilato alcuni emendamenti nel Milleproroghe che dessero incentivi economici – soldi – al mini-eolico ricevendo in cambio 30 mila euro da Paolo Arata, un imprenditore con interessi economici in quel ramo.

Non solo. L’accusa sostiene che Siri abbia già ricevuto 8 mila euro da 2 ex dipendenti della Leonardo Spa, e che ovviamente il senatore nega.

L’inchiesta si protrae da ormai 3 anni perché per poter provare i reati, secondo i magistrati, nel processo vanno utilizzate 6 telefonate intercettate, ma che la Giunta delle immunità del Senato – che è un organo politico – ha impedito al tribunale di fare.

Il Senato si sarebbe avvalso della Legge Boato, approvata dal governo Berlusconi nel 2003, che riguarda l’immunità parlamentare salvo se si tratta di intercettazioni telefoniche che coinvolgono direttamente il parlamentare stesso.

Dunque, siccome il magistrato che si chiama Palazzi, ritiene che questa decisione del Senato travalichi le competenze del Senato stesso, e sia fuori dalla Costituzione in quanto lede l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge come dettato dall’articolo 3 e anche perché la telefonata intercettata sembra coinvolgere direttamente alle proprie responsabilità il senatore Siri, si è rivolto alla Corte costituzionale.

Che è un organo composto da 15 giudici a cui compete l’onere di stabilire se le leggi e i decreti del governo rispettino la Costituzione.

Per fare ciò ci vuole tempo, e intanto la prescrizione dei reati per il senatore Siri si avvicina.

In questo modo la giustizia si allunga e costa anche di più. Ma non per colpa dei giudici. Bensì per colpa dei parlamentari di centro destra che in 20 anni hanno approvato una serie di norme che complicano le indagini e i processi per i politici.

Dunque, attendiamo il verdetto della Consulta e vedremo se Siri potrà essere processato e giudicato con le telefonate che lo riguardano.

I tg sono tutti muti ovviamente. Sono ancora oggi, nel 2023, sotto il controllo del governo Meloni, ergo Berlusconi.

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