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	<title>disinformazione Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Gli invertebrati di Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 04:49:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Béstie&#8221; con la &#8220;e&#8221; chiusa, l&#8217;ha pronunciato Matteo Renzi. &#8220;Verme&#8221; lo ha detto Matteo Salvini. &#8220;Orango&#8221; all&#8217;ex ministro Kyenge lo disse Roberto Calderoli. &#8220;Roma merda&#8221; l&#8217;ha intonato in radio a celebrazione del suo nostalgico passato di ultras l&#8217;assessore capitolino del Pd Stefano Esposito. Per Filippo Ceccarelli su Repubblica, &#8220;nulla a che fare con quell’altro campione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/beppe-grillo-e-gli-insulti.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14192" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/beppe-grillo-e-gli-insulti-490x319.jpg" alt="beppe grillo e gli insulti" width="490" height="319" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/beppe-grillo-e-gli-insulti-490x319.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/beppe-grillo-e-gli-insulti.jpg 618w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Béstie</em>&#8221; con la &#8220;e&#8221; chiusa, l&#8217;ha pronunciato Matteo Renzi. &#8220;<em>Verme</em>&#8221; lo ha detto Matteo Salvini. &#8220;<em>Orango</em>&#8221; all&#8217;ex ministro Kyenge lo disse Roberto Calderoli. &#8220;<em>Roma merda</em>&#8221; l&#8217;ha intonato in radio a celebrazione del suo nostalgico passato di ultras l&#8217;assessore capitolino del Pd Stefano Esposito. Per Filippo Ceccarelli su Repubblica, &#8220;<em>nulla a che fare con quell’altro campione del turpiloquio professionale che è Beppe Grillo</em>&#8220;. Colpevole di aver detto &#8220;<em>zombi</em>&#8221; e &#8220;<em>cadaveri</em>&#8220;. Proprio perché questi due sostantivi non hanno nulla di animale, a fianco di quel titolo dedicato all&#8221;insulto animale&#8221; su La Repubblica di oggi ci hanno messo la faccia di Grillo seguita da quella di Salvini e Renzi, messi sotto, raffigurati come una sorta di imitatori contaminati dal comico cattivo. Esempio di trivialità giornalistica scorretta, parziale e serva di un editore miliardario (De Benedetti). Che invertebrati!</p>
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		<title>Travaglio e la serva che non serve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 15:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Resta da capire quale sanzione sia prevista in Italia per i giornalisti che mentono sapendo di mentire. A parte, si capisce, la direzione del Tg1&#8220;. Firmato Marco Travaglio a chiusura dell&#8217;editoriale sul Fatto dell&#8217;11 novembre 2009 a proposito di &#8220;Augusto Menzognini&#8220;, alias Augusto Minzolini, all&#8217;epoca direttore del Tg1 che falsificava un giorno sì e l&#8217;altro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/marco-travaglio-beppe-grillo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13074" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/marco-travaglio-beppe-grillo-487x325.jpg" alt="marco travaglio beppe grillo" width="487" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/marco-travaglio-beppe-grillo-487x325.jpg 487w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/marco-travaglio-beppe-grillo.jpg 770w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Resta da capire quale sanzione sia prevista in Italia per i giornalisti che mentono sapendo di mentire. A parte, si capisce, la direzione del Tg1</em>&#8220;. Firmato Marco Travaglio a chiusura dell&#8217;editoriale sul Fatto dell&#8217;11 novembre 2009 a proposito di &#8220;<a href="http://archivio.antimafiaduemila.com/rassegna-stampa/46-marco-travaglio-/21610-augusto-menzognini.html" target="_blank"><em>Augusto Menzognini</em></a>&#8220;, alias Augusto Minzolini, all&#8217;epoca direttore del Tg1 che falsificava un giorno sì e l&#8217;altro pure. Quale sanzione ci vorrebbe per un giornalista falsario che dirige un telegiornale pubblico se non le dimissioni? Chieste, indotte o imposte che siano? Trovo strano che per Travaglio si debbano dimettere direttori e presidenti, politici e magistrati, ma non i giornalisti pataccari da organi di stampa pubblici visti da milioni di persone. A meno che a chiedere la testa di Minzo non sia il consigliere del cda Rai Nino Rizzo Nervo (quota Pd, dunque di nomina politica) nei giorni in cui Travaglio era <a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_07/conti-verro-travaglio_c8cddff6-b304-11de-b362-00144f02aabc.shtml" target="_blank">in attesa di ottenere il contratto</a> per andare da Santoro. Non fiatò, Travaglio, per quell&#8217;indicibile richiesta ai danni di &#8220;<em>un giornalista che parla del politico e non viceversa</em>&#8220;. Per non parlare di Antonio Di Pietro, quando nel 2010, da presidente dell&#8217;Idv, partito all&#8217;opposizione, proprio con un&#8217;intervista al Fatto <a href="http://files.meetup.com/1390236/ilfatto20100313.pdf" target="_blank">chiese a sua volta le dimissioni di Minzolini</a>. Non c&#8217;è un solo rigo di Travaglio sullo stesso giornale che redarguisca l&#8217;ex pm di Mani pulite.</p>
<p>Invece se è il M5S a chiedere le dimissioni di un direttore di tg, <a href="http://triskel182.wordpress.com/2014/08/27/la-serva-serve-marco-travaglio/" target="_blank">ecco la bastonata</a> in prima pagina. Fatico davvero a capirlo, talvolta, Travaglio, a parte la comprensione per la sua voglia di smarcarsi dal Movimento 5 stelle sul cui organo politico, il blog di Grillo, per anni ha tenuto la rubrica Passaparola. Ma far passare soltanto i 5 stelle come dittatori della &#8220;<em>epurazione vecchio malvezzo della casta</em>&#8221; benché i membri di Commissione del gruppo politico più infangato, diffamato, deriso, censurato e travisato della storia repubblicana, usi gli stessi strumenti, quelli della politica che li controlla, per chiedere civilmente le dimissioni di un direttore di nomina politica come Mario Orfeo, non molto diverso da Minzolini e pure da Gianni Riotta in tema di disinformazione, non pare proprio tanto obiettivo da parte di Travaglio. Non si capisce dove e perché soltanto i 5 stelle &#8220;<em>sbagliano gravemente a chiederne la testa</em>&#8221; (di Orfeo ndr), e men che meno con quali metodi &#8220;<em>incompatibili coi principi democratici</em>&#8220;. Eppure non c&#8217;è traccia di polemica da parte di Travaglio, quando scrisse all&#8217;ex direttore dell&#8217;Avvenire Dino Boffo sempre sul Fatto, che &#8220;<a href="http://www.filtabruzzo.it/filt/_rassegna_dett.asp?ID_notizie=22974" target="_blank">era costretto a dimettersi</a>&#8221; pur non avendo pubblicato patacche o diffamato alcuno. Forse perché in questo caso c&#8217;erano di mezzo i papocchi dei tanto temuti alti prelati del Vaticano, per i quali Travaglio pare usare peso e misura riservati?</p>
<p>Bah, davvero irriconoscibile talvolta Travaglio, quando mena i 5 stelle per difendere un addetto stampa dei partiti come l&#8217;attuale direttore del Tg1 Mario Orfeo, mentre in Italia circolano senza lavoro migliaia di giornalisti liberi proprio perché tali. Orfeo, proprio perché direttore di una testata giornalistica di un canale pubblico, dovrebbe raccontare i fatti, non le menzogne. Quale compatibilità con la democrazia ha, lasciare che un diffamatore catodico delinqua impunito in continuazione solo perché è un giornalista? Che si tratti di Orfeo, di Minzolingua, della Petruni, di Ferrara o della struttura Delta della Bergamini, tutti rintracciabili nei focosi pezzi critici e comici di Travaglio? Cosa c&#8217;entra accostare un comico satirico come Daniele Luttazzi, a cui Travaglio deve la carriera televisiva grazie a Satyricon, con un giornalista che ha la responsabilità di essere credibile per quello che racconta? E sì che Travaglio ne ha versati di fiumi di inchiostro a proposito di &#8220;<em>giornalisti e lecchini di regime</em>&#8221; che popolano giornali e televisioni nazionali. Ecco: se finalmente in Italia abbiamo un gruppo politico che usa metodi democratici per scardinare qualche servo di regime, qual è il dramma? Forse il fatto che se il Movimento riuscisse a far rimuovere qualche servo come Orfeo, Travaglio avrebbe meno argomenti da proporre ai suoi lettori?</p>
<p>Di contro, il blog di Grillo, proprio oggi, fa rispondere a un anonimo deputato (Airola) le ragioni della richiesta di queste benedette dimissioni. Il post in questione, guardacaso, non cita mai l&#8217;articolo-ramanzina di Travaglio pubblicato sulla prima pagina del Fatto di oggi. Il blog del Movimento più libero e democratico della storia repubblicana, preferisce dire a nuora perché suocera intenda. Censura il nome di colui che, volente o nolente, rappresenta una sorta di Scalfari del grillismo: Marco Travaglio. Citarlo sul blog è una libertà che certo grillismo di vertice ha preferito non prendersi. Tanto per rimanere alle citazioni del vicedirettore del Fatto, &#8220;<em>Come diceva Flaiano “dev’esserci qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo</em>”.</p>
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		<title>Elezioni europee, quei sondaggi spacciati per verità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2014 13:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="476" height="269" src="//www.youtube.com/embed/K4NbPibf4-Y" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La macchina mediatica italiana, lo sappiamo, è ridotta a ruolo di ufficio stampa del potere. Ci sia Berlusconi, ci sia Renzi, quotidianamente giornali e televisioni ci propalano passivamente le dichiarazioni e le reazioni dei politici, senza piglio critico, e soprattutto senza fare uso della memoria. Una dichiarazione del premier attuale che è esattamente il contrario di ciò che lo stesso premier diceva tre giorni fa, non provoca nessun rigurgito di dovere di cronaca. Il Paese è narcotizzato dalle dichiarazioni fritte di una classe politica screditata, corrotta e non votata, ma che è espressione del potere precostituito. In questo momento Renzi ha alle spalle il potere finanziario e le banche. I giornali e le televisioni che sono l&#8217;espressione di questi poteri, non sono messe in condizioni di fare da volano alla consapevolezza sociale. </p>
<p>Ecco allora che l&#8217;Italia se si vuole informare deve ricorrere a Internet o ai libri. Il mio libro è ormai finito. Consegno oggi la prefazione e tra pochi giorni sarà pronto. E&#8217; un compendio di dichiarazioni di Matteo Renzi che ne riassumono la personalità arrivista, narcisista e adatta a un Paese di politici clown, dove l&#8217;apparente autorevolezza dev&#8217;essere direttamente proporzionale all&#8217;inconsistenza personale e politica del soggetto che si presta al ruolo. A un politico europeo, una dichiarazione contraria alla precedente, costa solitamente il posto nell&#8217;istituzione che rappresenta e anche la carriera politica. In Italia, invece, oltre a far merito le indagini e le condanne, è importante COMUNICARE. Non importa cosa. L&#8217;importante è fare della chiacchiera la propria bandiera distintiva. Merito che a Renzi va riconosciuto in toto. Il potere è dalla sua parte. E i giornali gli fanno campagna elettorale. Basta guaradare le prime pagine di oggi che all&#8217;indicativo, spacciano il Partito democratico avanti di dieci punti rispetto al Movimento 5 stelle, come se i sondaggi per le elezioni europee fossero risultati di voto. Un modo disonesto e corrotto di spacciare per informazione quelli che sono dati a campione ridotto commissionati ad aziende pagate dai partiti. I giornali, questo, non lo scrivono. Sono tutti passivi. A 90 gradi. </p>
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		<title>Questo Ferrara vomita troppo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2014 11:26:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Devo proprio dirlo dal profondo del cuore: Giuliano Ferrara: vai a fanculo! Guarda, uso la rete che hai usato tu per dire quelle bestialità che hai vomitato sul conto di Beppe Grillo per il quale sono cazzi tuoi, ma soprattutto sul conto della qualità morale degli elettori del Movimento 5 stelle, tra i quali ho [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="476" height="253" src="//www.youtube.com/embed/W48eFCEdjiM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Devo proprio dirlo dal profondo del cuore: Giuliano Ferrara: vai a fanculo! Guarda, uso la rete che hai usato tu per dire quelle bestialità che hai vomitato sul conto di Beppe Grillo per il quale sono cazzi tuoi, ma soprattutto sul conto della qualità morale degli elettori del Movimento 5 stelle, tra i quali ho l&#8217;onore di annoverarmi e di poter votare alla faccia tua e al culo tuo. Guarda, io veramente, quando sento gente come te che ha questa spudoratezza di vomitare stronzate in rete senza motivo, mi rendo conto che in effetti quelli come te lo fanno perché non hanno vergogna. Perché la vergogna è un sentimento nobile da galantuomini e siccome tu non sei un galantuomo perché sei venduto al sistema colluso col malaffare e al sistema corrotto, allora a te conviene fare la parte dell&#8217;intellettualoide cialtrone che deve far favori ai partiti per diffondere scemenze su Grillo e di ciò che non sai. Tu non sai cos&#8217;è il Movimento 5 stelle, non sai cos&#8217;è Grillo, o forse fingi di non saperlo, e comunque se non lo sai è perché tu non sai nemmeno cos&#8217;è una notizia, perché tu dirigi un giornale inutile e dannoso alla collettività, perché non lo legge nessuno e che per anni ha preso finanziamenti milionari perché tu dovevi dirigerlo ed essere pagato. Quindi in un sistema così a me quelli come te fanno schifo perché non sono capaci di fare niente, perché in un libero mercato tu saresti già affondato con tutta la tua mole. E invece no, sei sempre lì pronto e prodigo, lo sei stato anche su Rai1 in coda al Tg1, tutte le sere vomitavi stronzate sui giudici, sulla giustizia su tutto. Guarda, hai fatto danni esattamente forse come i partiti. Per cui se questo Paese oggi è disperato e versa in queste condizioni, è anche a causa tua. Quindi, io veramente, mi sento proprio dal profondo del cuore in dovere di mandarti affanculo perché mi fai schifo. Io spero che il Movimento 5 stelle e spero che la rinascita di questo Paese serva a emarginare gentaglia come te che in una società civile non serve a niente se non a fare i parassiti. Quindi, quello che hai detto non fa altro che confermare la tua malafede, la tua disinformazione e la tua dedizione alla disonestà intellettuale e anche deontologica, sempre che di deontologia si possa parlare perché tu per me non sei un giornalista. Tu sei un servo come ti sei anche definito, libero servo, ma in realtà sei un servo incatenato dei soliti capi di partito, con i quali vi leccate il culo a vicenda per cercare una via di salvezza. Ma farete la fine che meritate, veramente. Intanto Giuliano Ferrara: Vaffanculo, dal profondo del cuore, da un elettore del Movimento 5 stelle. Vafffanculo.</p>
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		<title>I terroristi della disinformazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2014 20:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sarà una forte scossa che causerà seri danni su tutto il meridione. Questo è il parere di alcuni.&#8221; Inizia proprio così un articolo pubblicato sull&#8217;home page del portale di Libero. &#8220;Il parere di alcuni&#8221; senza sapere chi, per conto di chi e sulla base di quali riscontri, semina panico all&#8217;ignaro lettore che s&#8217;imbatte sul [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12749" alt="TERREMOTO ANNUNCIO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO-319x325.jpg" width="319" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO-319x325.jpg 319w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO-50x50.jpg 50w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO.jpg 422w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Ci sarà una forte scossa che causerà seri danni su tutto il meridione. Questo è il parere di alcuni.</em>&#8221; Inizia proprio così <a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/scossa-terremoto-sud--paura-rete070214.html" target="_blank">un articolo </a>pubblicato sull&#8217;home page del portale di Libero. &#8220;<em>Il parere di alcuni</em>&#8221; senza sapere chi, per conto di chi e sulla base di quali riscontri, semina panico all&#8217;ignaro lettore che s&#8217;imbatte sul sito tra i più cliccati della blogosfera visto che è sede virtuale di migliaia di indirizzi mail @libero. L&#8217;articolo non usa un prudente modo condizionale. Va giù piatto piatto con l&#8217;indicativo, dando per certo ciò che non esiste. A me avevano insegnato che per fare corretta informazione vanno rispettate le regole delle cinque &#8220;w&#8221; inglesi (who, what, when, where, why . chi, cosa, quando, dove, perché). Ma purtroppo nell&#8217;era del giornalismo precario alla perenne caccia dell&#8217;ultimo click, l&#8217;informazione si è ridotta a mero sensazionalismo che sempre più spesso travalica nella vera e propria disinformazione. Angelo Perrino che dirige &#8220;Affaritaliani&#8221; sito che ospita questa notizia che fino a prova contraria è una bufala di bassa lega, spero darà maggiori dettagli di quell&#8217;annuncio ripreso a civetta sul sito di Libero. Perché se non lo farà siamo davvero al terrorismo giornalistico.</p>
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		<title>E&#8217; finita l&#8217;era dei pagliacci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 05:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[ernesto galli della loggia]]></category>
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		<category><![CDATA[giulio tremonti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Va sempre peggio per i giornali e per i giornalisti. Al Corriere sono ormai diventate quotidiane le minacce di sciopero per protestare contro alcune azzardate politiche aziendali: dalla (s)vendita dello storico palazzo milanese di via Solferino, fino all&#8217;attuale polemica col succulento bonus riservato all&#8217;ad di Rcs Pietro Scott Jovane e al top management della testata, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/CORRIERE-CLARENDON.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12669" alt="CORRIERE CLARENDON" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/CORRIERE-CLARENDON-490x87.jpg" width="490" height="87" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/CORRIERE-CLARENDON-490x87.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/CORRIERE-CLARENDON.jpg 574w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Va sempre peggio per i giornali e per i giornalisti. Al Corriere sono ormai diventate quotidiane le minacce di sciopero per protestare contro alcune azzardate politiche aziendali: dalla (s)vendita dello storico palazzo milanese di via Solferino, fino all&#8217;attuale polemica col succulento bonus riservato all&#8217;ad di Rcs Pietro Scott Jovane e al top management della testata, i giornalisti lamentano tagli di organico e stipendi in stallo. Insomma, beghe aziendali non diverse da quelle di altre migliaia di realtà, che a differenza di un giornale, non possiedono gli stessi mezzi di un giornale per amplificare i propri problemi occupazionali. Tutto lecito, per carità. Il lavoro è sacrosanto e la libertà lo è altrettanto. E&#8217; che talvolta, la categoria dovrebbe anche trovare il coraggio di farsi un esame di coscienza e provare a chiedersi come mai la dirigenza di un giornale fa di testa propria senza occuparsi degli umori dei dipendenti. Forse i manager di Rcs agiscono così perché sanno di avere tra i loro sottoposti una maggioranza di <strong>Fantozzi senza futuro</strong> e senza vertebre. I giornali, compreso il Corriere, vivono il dramma di un continuo e costante declino. Le vendite del cartaceo scendono di mese in mese, mentre Internet è infestata da una selva di testate concorrenti, spesso più indipendenti e obiettive delle testate tradizionali di regime come il Corriere, per non dire i blog.</p>
<p>Al Corriere, come in tutte aziende, non si può fare di tutta l&#8217;erba un fascio: c&#8217;è del buono e del gramo: ergo, ci sono cronisti validi come Luigi Ferrarella e ciambellani come Beppe Severgnini. E&#8217; tra questi due estremi, Ferrarella e Severgnini, che esiste una ricca fauna di colleghi affetti, chi più chi meno, da &#8220;fantozzite&#8221;. Te ne puoi fare un&#8217;idea leggendoli. Alcuni manifestano gradi di compromissione costanti per ogni argomento che trattano, altri alternano fasi di lucidità a momenti di scoraggiante smarrimento. Ieri, domenica 30 marzo, il Corriere sembrava un opuscolo di satira triste. In prima pagina festeggiava &#8220;<em>La corsa alle aziende italiane</em>&#8220;, come se per l&#8217;Italia fosse un affare l&#8217;esercito di scippatori stranieri dei tesori aziendali nazionali. Hanno steso il tappeto rosso ai &#8220;<em>barbari di (più graditi) investitori esteri</em>&#8220;, vale a dire americani, arabi e cinesi qui a fare shopping in saldo di &#8220;<em>banche, moda e turismo</em>&#8220;. Sai che felicità!</p>
<p>Sposti lo sguardo di poche colonne, ed ecco l&#8217;editoriale di <strong>Ernesto Galli Te l&#8217;appoggia</strong> che ce l&#8217;ha coi &#8220;<em>sacerdoti del non si può</em>&#8220;. Un Fantozzi da prima pagina che lecca le natiche al Pd, il partito &#8220;<em>chiamato a scegliere</em>&#8221; non si sa da chi, visto che Renzi non ha lo straccio di un voto e si ritrova premier nominato da un capo di Stato al secondo mandato in un parlamento delegittimato dalla Consulta. Ma Galli Te l&#8217;Appoggia sorvola: tifa per l&#8217;abolizione del Senato che vuole Renzi, e quanto all&#8217;appello-allarme di Gustavo Zagrebelsky contro l&#8217;autoritarismo incostituzionale di una classe politica delegittimata, per Galli Te l&#8217;Appoggia è un argomento fazioso viziato da &#8220;<em>feticci ideologici</em>&#8221; tipico di un &#8220;<em>sinistrismo radicaleggiante</em>&#8220;. Quanto guadagna Galli Te l&#8217;Appoggia per scrivere bestialità così?</p>
<p>Sposti ancora lo sguardo, sempre in prima pagina, ed ecco una lettera di un redivivo <strong>Mario Monti</strong> al &#8220;<em>Caro direttore</em>&#8220;, nella quale confessa &#8220;<em>insano</em>&#8221; il suo governo tecnico, e dunque nel timore di scomparire del tutto, l&#8217;ex rettore-Bocconi si mette a leccare Renzi col pretesto di proporre la sua ricetta per il Senato: uguale a quella di Renzi, dotato di &#8220;<em>impulso riformatore che sembra travolgere ormai anche i proverbi</em>&#8220;. Insomma, un Cristo in Terra all&#8217;opera per &#8220;<em>tanti italiani che ne sono conquistati e scoprono che l’impazienza è la virtù dei forti</em>&#8220;. Dunque, nessun dubbio: il lodevole Renzi scortato &#8220;dall&#8217;agente&#8221; ha &#8220;<em>l&#8217;endorsement</em>&#8221; di Monti, ivi compresi i &#8220;<em>paletti</em>&#8221; incostituzionali fissati da Renzi senza il consenso degli italiani.</p>
<p>Dopo cotanta informazione in prima pagina, apri il Corriere, ed ecco che t&#8217;imbatti in un poderoso pezzo di <strong>Maria Teresa Mieli</strong> incentrato sulla &#8220;<em>paura di un boom 5 Stelle alle urne europee</em>&#8220;. Lo scoop è l&#8217;humor di Renzi che &#8220;<em>teme la fuga degli elettori forzisti verso Grillo</em>&#8220;. Ergo, il Pd preferisce Berlusconi a Grillo. <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/home/1057308/Letta---Meglio-il-Pdl-che-Grillo---Enrico-non-cambia-idea--anzi---Da-loro-solo-insulti-.html" target="_blank">Lo sapevamo già da Letta</a>. Del quale, <strong>Monica Guerzoni</strong> qualche pagina più in là, con piglio serio, scrive &#8220;<em>Letta torna in campo col Pd</em>&#8220;. Gira e rigira la cronista non scrive che &#8220;<em>per meriti</em>&#8221; da premier inutile sarà candidato alle europee. Si limita a romanzare che dopo &#8220;<em>sei settimane di riflessione l’ex premier è pronto a riaffacciarsi sulla scena</em>&#8220;. Voleva dire sull&#8217;Italia scema.</p>
<p>Giri ancora pagina ed ecco un pezzone di <strong>Nando Pagnoncelli</strong> intento a rubare lo scettro di ciambellano a Beppe Severgnini. Il sondaggista di Ballarò è sicuro: &#8220;<em>Gli italiani e il vento antieuropeo: uno su due chiede più unione</em>&#8220;. E ovviamente, &#8220;<em>anche gli elettori 5 Stelle tra i favorevoli all’integrazione</em>&#8220;. Segue <strong>Aldo Cazzullo</strong> che sponsorizza &#8220;<em>Bugie e verità</em>&#8220;, il libro dell&#8217;ex ministvo Tvemonti sul &#8220;<em>«golpe» che travolse il Cavaliere</em>&#8221; prima di Monti, e poi eccoci a <strong>Danilo Taino</strong>, sicuro che &#8220;<em>Nonostante la crisi, l’Italia non cambia</em>&#8220;. Certo, verrebbe da dire, se gl&#8217;italiani credessero a quello che scrive il Corriere! Tant&#8217;è che quest&#8217;edizione domenicale chiude la &#8220;cronaca&#8221; a pagina 31 con <strong>Paola De Carolis</strong>, che si chiede attonita cosa succede&#8221;<em>Se scompare il sorriso dei clown</em>&#8220;. Occhiello: &#8220;<em>Ce ne sono sempre di meno. E molti bambini non li vogliono più</em>&#8220;. Ecco, anche gl&#8217;italiani grandi non vogliono più giornalisti clown. Perciò comprano sempre meno giornali. Perciò gli editori vi trattano come clown. Pensateci, cari colleghi. Siate più seri, evitate di far scrivere certi pagliacci, visto che la loro epoca è finita. Lavorate più seriamente, fate più informazione,  chissà&#8230;</p>
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		<title>Scribacchino della settimana: Goffredo De Marchis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2013 11:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[goffredo de marchis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il &#8220;giornalista&#8221; Goffredo De Marchis. Al collo il guinzaglio del Pd Anche Goffredo De Marchis (in arte De Marchettis), ambisce come il suo collega Claudio Tito, al TITOlo di giornalista del giorno. E&#8217; riuscito a scrivere su Repubblica un epitaffio lungo come un romanzo sul ritiro del decreto Millemarchette mascherato da Salva-Roma, senza mai nominare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/12/27/scribacchino-della-settimana-goffredo-de-marchis/">Scribacchino della settimana: Goffredo De Marchis</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/goffredo-de-marchis.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12545" alt="SAMSUNG" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/goffredo-de-marchis-458x325.jpg" width="458" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/goffredo-de-marchis-458x325.jpg 458w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/12/goffredo-de-marchis.jpg 576w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /></a><br />
Il<strong> &#8220;giornalista&#8221; Goffredo De Marchis. Al collo il guinzaglio del Pd</strong></p>
<p>Anche <a href="https://www.facebook.com/goffredo.demarchis" target="_blank">Goffredo De Marchis</a> (in arte De Marchettis), ambisce come il suo collega <a href="http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/salva-roma-claudio-tito-su-repubblica-figuraccia-istituzionale-1753973/" target="_blank">Claudio Tito</a>, al TITOlo di giornalista del giorno. E&#8217; riuscito a scrivere su Repubblica un <a href="http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/salva-roma-repubblica-e-grasso-finisce-nel-mirino-di-letta-1753957/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+blitzquotidiano+%28Blitzquotidiano%29" target="_blank">epitaffio lungo come un romanzo</a> sul ritiro del decreto Millemarchette mascherato da Salva-Roma, senza mai nominare l&#8217;azione del M5S. De Marchettis trasforma la vergognosa furbata dei partiti trasformata in figuraccia dallo smascheramento dei loro trucchi da parte dei deputati a 5 stelle, in un semplce &#8220;<em>pasticcio</em>&#8221; finito in &#8220;<em>uno scambio di accuse a mezza bocca</em>&#8221; domato dal grande &#8220;<em>Enrico Letta</em>&#8221; che &#8220;<em>cerca di mantenere un equilibrio sopra la follia del provvedimento riempito di finanziamenti a pioggia</em>&#8221; senza specificare da parte di chi. Ma che ovviamente, con &#8220;<em>parole prudenti</em>&#8221; ecco che il ritiro &#8220;<em>va bene così</em>&#8220;, giacché &#8220;<em>era necessario dare il segno di voler mettere ordine e pulizia nell&#8217;attività legislativa</em>&#8220;. Come dire: abbiamo scovato noi politicanti le porcherie nel Salvaroma infilate da noi stessi e dai nostri colleghi di partito, ma poi abbiamo preferito cassarlo. Balle! Il provvedimento è stato ritirato su denuncia dei 5 stelle, ma De Marchettis non lo scrive. Preferisce sorvolare e decantare gli umori da clima mafioso che si respira nei palazzi romani (senza dirlo, ovviamente). E sposta l&#8217;attenzione su Giorgio Napolitano (che non c&#8217;entra una mazza), ma che secondo De Marchettis, nel tentativo di indorarlo, &#8220;<em>non ha accettato la logica di una battaglia tra i poteri dello Stato</em>&#8221; nel timore di &#8220;<em>uno scaricabarile istituzionale che avrebbe fatto solo il gioco delle opposizioni.</em>&#8221; Insomma, più che un fatto, questa è una contorsione filosofica che pare scritta da una talentuosa mente folle. Col &#8220;<em>governo costretto a incassare una lezione per il futuro</em>&#8221; senza dire grazie al M5S, bensì ad opera del &#8220;<em>Senato, dove il decreto è stato tirato da una parte e dall’altra.</em>&#8221; Infatti, da una parte c&#8217;erano i partiti, dall&#8217;altra il M5S. Ma De Marchettis non lo scrive. Insomma, in quel puttanaio del Salva-Roma riempito di ogni porcata grazie a quell&#8217;accozzaglia di mariuoli di senatori e deputati dei partiti sguinzagliati come cani rabbiosi e affamati che non sanno quello che fanno, ecco che la colpa è del &#8220;<em>presidente Grasso che non avrebbe vigilato abbastanza&#8221;</em>. In effetti i vigili, lì, sono stati i 5 stelle, visto che Grasso era in Afghanistan, anche se De Marchettis preferisce glissare e imputare a lui il ruolo di chi &#8220;<em>poteva e doveva cassare o dichiarare inammissibili gli emendamenti che non c’entravano niente con lo spirito originario della legge</em>&#8220;. Ma, purtroppo per De Marchettis, lo hanno fatto i 5 stelle che, come spiriti maligni, non vengono mai citati nella causa. Bensì, sarebbe colpa dell&#8217;ex presidente della Commissione antimafia, dipinto come una sorta di svaporato a carico del quale &#8220;<em>si racconta di un’irritazione di Palazzo Chigi nei confronti degli uffici del Senato&#8230;</em>&#8221; nonostante &#8220;<em>in altre occasioni la presidente della Camera Laura Boldrini aveva, per lettera, chiesto a Grasso di verificare meglio l’ammissibilità degli emendamenti, la loro coerenza con la legge in discussione</em>&#8230;&#8221; Realizzato che la responsabilità, non è dei senatori di partito col culo rotto dalle lobby e dai loro ricattatori che pretendono finanziamenti per le loro tasche e per quelle dei loro amici, bensì le colpe ricadono&#8221;<em>sulla testa di Piero Grasso</em>&#8220;, ecco allora che De Marchettis dà i meriti a &#8220;<em>Giorgio Napolitano, che con la sua bocciatura, ha voluto rimarcare una sottovalutazione dell’esecutivo</em>&#8221; in quanto &#8220;<em>Letta e il ministro Franceschini potevano metterci una pezza ritirando il decreto o facendolo decadere</em>&#8220;. Ma siccome &#8220;<em>non è successo</em>&#8221; grazie alla denuncia dei senatori grillini, De Marchettis ci propina che &#8220;<em>la bacchettata del Quirinale ai pasticci è stata inevitabile.</em>&#8221; Roba da talentuosi scribacchini di quart&#8217;ordine. &#8220;<em>Perché allora Palazzo Chigi non ha stoppato il decreto senza aspettare il Colle?</em>&#8220;, continua De Marchettis. Provando anche a rispondersi: &#8220;<em>Eppure i segnali che aveva ricevuto erano forti e chiari</em>&#8220;, alias la denuncia dei grillini di cui nel romanzo non si trova traccia. Ed è qui che De Marchettis si supera: i &#8220;<em>segnali</em>&#8221; erano venuti &#8220;<em>dal Pd e dalla componente renziana. «Avevamo visto il pasticcio nato al Senato e lo avevamo segnalato all’esecutivo», racconta la responsabile delle Riforme del Pd Maria Elena Boschi «Per evitare l’assalto alla diligenza i nostri erano stati anche attenti a non infilare nel decreto niente che riguardasse Firenze»</em>&#8220;. Capito? Secondo De Marchettis di Repubblica, è grazie a Renzi se il pericolo del Millemarchette intriso di favori infilati dalle manine ladre dei politicanti dei partiti (Pd compreso), è stato cassato. Come dimostrerebbero, secondo la disinformazione De Marchettis &#8220;<em>le parole di Franceschini al momento di mettere al fiducia sulla legge di stabilità. «Il governo e i due rami del Parlamento devono porsi un problema, da affrontare prima dell’approvazione dei provvedimenti, che riguarda i requisiti di omogeneità e di urgenza dei decreti legge</em>&#8230;»&#8221;. Porsi il problema dopo che l&#8217;hanno creato apposta nella speranza che i grillini non lo scoprissero? Ma De Marchettis non va oltre. Non cita il ruolo dei 5 stelle. Scrive solo che &#8220;<em>la situazione è stata pesata</em>&#8221; e che &#8220;<em>non si può dire sia stata affrontata con leggerezza o superficialità</em>&#8220;. In realtà &#8220;<em>si è tirato dritto anche per timore di un’offensiva dei 5 stelle sui deputati fannulloni e impegnati con le ferie di Natale</em>.&#8221; La chiama &#8220;<em>offensiva</em>&#8220;, non la chiama &#8220;denuncia&#8221;. C&#8217;è una bella differenza tra l&#8217;offendere e il sollevare. Ma De Marchettis deve chiudere giornata: «<em>Non c’erano marchette, come dicono i 5 stelle — spiega una fonte del governo</em> (senza rivelare chi) — <em>. C’erano risorse per l’alluvione, per il terremoto dell’Emilia. Ma la lezione è stata pesante, ci servirà per le prossime volte</em>»&#8221;. Insomma, tutta roba utile, secondo De Marchettis che non ha approfondito da solo, tra le pieghe degli emendamenti, perché altrimenti avrebbe rischiato di mostrare la schiena diritta. Che a Repubblica non va di moda. A Repubblica, come su tutta la stampa finanziata dai partiti, vanno bene quelli come De Marchettis, pagati per fare spot ai partiti, in questo caso al Pd, a costo di ribaltarsi e di scrivere che è &#8220;<em>Renzi, </em><em>parlando coi suoi fedelissimi sottolinea i problemi di «un governo che non tiene la barra dritta». Alcuni renziani hanno trovato anche una risposta all’inerzia del governo davanti al decreto stravolto. «Non volevano dare uno schiaffo al Senato. Dove i numeri della maggioranza sono ballerini e il potere contrattuale di ogni singolo senatore è alto»</em>&#8220;. Eccola qua un&#8217;altra contorsione romanzesca da leccaculo col pedegree. Un giro di lingua che insaliva anche il renziano &#8220;<em>Angelo Rughetti che attacca: «Letta ha sottovalutato l’effetto degli emendamenti al decreto». La sua proposta è sospendere «per 6 mesi l’attività legislativa e i decreti». Una provocazione</em>&#8221; come quest&#8217;accozzaglia di bufale a firma di De Marchettis sulla prima pagina di Repubblica. In favore del Pd, s&#8217;inscena anche una finta polemica con Napolitano per mandare in confusione il lettore e parlar d&#8217;altro: <em>&#8220;Rughetti ce l’ha anche con Napolitano e il suo “interventismo”: «Un provvedimento che ha già avuto la fiducia del Senato e sta per essere votato anche alla Camera non può essere spazzato via così. Semmai il presidente della Repubblica poteva, dopo l’approvazione, rinviarlo al Parlamento»</em>&#8220;. Insomma, dei 5 stelle nessuna traccia e nessun dubbio: a De Marchettis, più che il titolo giornalista del giorno, darei lo scettro della settimana.</p>
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		<title>Rassegna stramba</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2013 18:54:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo un Paese speciale, noi. Abbiamo il capo di governo de facto pregiudicato per evasione fiscale col timbro della Cassazione, che sancisce da ieri in 208 pagine di sentenza definitiva, la figura del condannato Silvio Berlusconi quale ideatore, regista e beneficiario del vorticoso giro di soldi rubati alla collettività a forza di gonfiare i prezzi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12300" alt="quotidiano la stampa imu" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/08/quotidiano-la-stampa-imu-490x232.jpg" width="490" height="232" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/08/quotidiano-la-stampa-imu-490x232.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/08/quotidiano-la-stampa-imu.jpg 1042w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></p>
<p>Siamo un Paese speciale, noi. Abbiamo il capo di governo de facto pregiudicato per evasione fiscale col timbro della Cassazione, che sancisce da ieri in 208 pagine di sentenza definitiva, la figura del condannato <strong>Silvio Berlusconi</strong> quale ideatore, regista e beneficiario del vorticoso giro di soldi rubati alla collettività a forza di gonfiare i prezzi dei telefilm oggetto di passaggi, con plusvalenze finte attraverso le sue 64 società off-shore sparse per i paradisi fiscali. Una sorta di Vallanzasca dell&#8217;erario, un <strong>geniale malavitoso</strong> sottratto al bene comune col timbro del ladro patentato, capace di strategie criminali per accumulare fondi neri attraverso compravendite farlocche fatte figurare come regolari. Questo è, Silvio Berlusconi. <strong>Un criminale</strong> che sbraita alla &#8220;<em>democrazia ferita&#8221;</em> nell&#8217;inutile speranza di poter fare il quinto senatore a vita dopo la fresca nomina dei 4 Cattaneo, Rubbia, Abbado e Piano da parte di Napolitano. Nessun Paese al mondo, a parte la speciale Italia, si permette un delinquente di questa stazza dentro le istituzioni, peraltro condannato e imputato in altri processi per reati di concussione, prostituzione minorile e corruzione. Nessun Paese al mondo, a parte il nostro che è speciale, avrebbe una stampa come quella italiana, che nel giorno dell&#8217;uscita delle motivazioni della condanna finge praticamente di nulla.</p>
<p>A parte <strong>Repubblica,</strong> che dedica all&#8217;argomento sette colonne con un sonoro <em>Berlusconi l&#8217;ideatore della frode</em>, <strong>l&#8217;Unità</strong> che sibila intimorita <em>La sentenza che affonda Berlusconi</em> nel suo stile ormai snaturato da quando è orfana dei pistolotti della mitica Maria Novella Oppo, lo scontato <strong>Fatto quotidiano</strong> e le 9 colonne del Manifesto degli Angelucci (ma non lo legge nessuno), per il resto <strong>è censura o goffo camuffamento</strong>. Incredibilmente è l&#8217;IMU a tenere banco in questo giorno nero per l&#8217;Italia sulle prime pagine dei giornalacci di carta finanziati dai partiti. Il <strong>Corriere</strong> è il più scandaloso: apre a tutta <em>L&#8217;amara sorpresa sulle seconde case</em> e relega solo di spalla una citazione &#8220;<em>Berlusconi fu l&#8217;ideatore dell&#8217;illecito</em>&#8221; nel tentativo di ingannare il lettore che il virgolettato sia un&#8217;accusa di qualche toga rossa, anziché un fatto sancito da una sentenza definitiva. Infatti, appena sotto, capeggia il titolo-replica del delinquente senza virgolettato: <em>Berlusconi: ferita per la democrazia</em>, che inganna il lettore perché sembra sancire un fatto che in realtà è soltanto una delirante dichiarazione del filibustiere. Confuso all&#8217;interno tra le pubblicità delle mutande, l&#8217;illuminante pezzo di <strong>Luigi Ferrarella</strong>, cronista sprecato sul quotidiano del piduista Rizzoli. <strong>Il Messaggero</strong> strilla <em>Casa, così si cambia dopo l&#8217;Imu </em>e solo a metà pagina una marchetta che sembra pagata &#8220;<em>Cassazione, l&#8217;ira di Berlusconi: vogliono farmi fuori con un voto</em>&#8220;. Come se leggessimo &#8220;<em>Cassazione, Donato Bilancia: vogliono farmi fuori con i secondini</em>&#8220;. <strong>Libero</strong> (di diffamare), ovviamente è sullo stesso tono: <em>Ecco chi paga l&#8217;Imu,</em> con una metà pagina da barzelletta del secolo <em>Esposito: &#8216;Non ci sono prove contro Silvio&#8217;.</em> <strong>Il Giornale</strong> avvisa i furbetti <em>L&#8217;altolà di Berlusconi</em> (ma volevano dare L&#8217;altolà a Berlusconi). Anche per <strong>Il Mattino</strong> è vitale la <em>Casa, così cambiano le tasse</em> e solo giù giù, affiancato a due calciatori, sgomita la citazione stile toghe rosse &#8220;<em>Berlusconi ideò l&#8217;illecito&#8221; Il Cavaliere: allucinante</em> con quei due punti di troppo. Pure <strong>L&#8217;Avvenire</strong>, che con quella sigla AV uguale a CAV, risparmia ai vescovi il peccatore mortale di Arcore: <em>Tocca a Iva e lavoro</em> sostituire il delinquente. Che a metà pagina s&#8217;appaia a un carrarmato siriano come un mite profugo, vittima de <em>La Cassazione su Berlusconi: ideò il sistema degli illeciti Il Cav: sentenza allucinante</em> purtroppo monco di un più illuminante &#8220;<em>per un senatore ancora in carica</em>&#8220;. Ridicolo, per non dire spettacolare <strong>Il Tempo</strong>. Si camuffa da papello di avvertimento: <em>Berlusconi: non pensino di eliminarmi</em> senza virgolette. Ma il gradino più alto del podio di giornale speciale in un Paese speciale se lo aggiudica <strong>La Stampa</strong>, che è riuscita a censurare del tutto la notizia delle motivazioni della Cassazione per la condanna del delinquente. Apertura con <em>Dopo l&#8217;Imu, si apre il fronte Iva</em>, editoriale <em>Via l&#8217;imposta un vantaggio dal fiato corto</em>, civetta sotto testata dedicata alla Siria, fotona centrale per il rogo nel parco degli orsi di California, sexgate scolastico a Saluzzo di spalla, duello Letta-Renzi a forma di necrologio, e finalmente eccolo, il delinquente: ma solo perché deve <em>abbracciare Pannella</em>. Feltri e Sallusti faranno a gara per aggiudicarsi il posto di direttore al quotidiano del Lingotto. Due nomi speciali, per una rassegna stramba di un Paese in merda.</p>
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		<title>Bugie al sole su Repubblica, all&#8217;ombra del M5S</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 18:53:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[gianroberto casaleggio]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11463" alt="ombra di casaleggio tommaso ciriaco" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/ombra-di-casaleggio-tommaso-ciriaco-490x179.jpg" width="490" height="179" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/ombra-di-casaleggio-tommaso-ciriaco-490x179.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/ombra-di-casaleggio-tommaso-ciriaco.jpg 729w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /><br />
<strong>Dalla rassegna stampa del Ministero della Difesa</strong></p>
<p>Tommaso Ciriaco è abbastanza invisibile in rete, a parte un <a href="https://twitter.com/Tommasinoc" target="_blank">profilo su Twitter</a>. E&#8217; sicuramente lui, non un omonimo, quello che su &#8220;Repubblica&#8221; ha scritto che dietro la scelta del candidato a Capo di Stato del M5S c&#8217;è &#8220;<em>l&#8217;ombra di Casaleggio</em>&#8220;. Siccome certo giornalismo, in Italia, va tradotto, Ciriaco intende dire che scegliere il candidato indicando soltanto nome e cognome, ci si può imbattere in omonimie. Il che è vero, ma in quel caso non si capisce che attinenza ci sarebbe con l&#8217;ombra di Casaleggio, se non col voler insinuare che,  in tal caso, sia Casaleggio a favorire un omonimo da candidare ai deputati. Per esempio, se tra i dieci più scelti in rete ci fosse &#8220;<em>Paolo Rossi</em>&#8220;, secondo la teoria di Ciriaco, Casaleggio deciderebbe da solo se favorire l&#8217;ex calciatore della nazionale che vinse i mondiali nell&#8217;82, piuttosto che l&#8217;attore. Oppure, il filosofo, o il presidente emerito della Consulta (se entrambi non fossero defunti). Ebbene, insinuare con grande evidenza su un giornale venduto in centinaia di migliaia di copie, che il capo dello staff di Grillo sia il Bersani-Berlusconi della situazione (che decide a porte chiuse su evenutuali omonimi), significa fare disinformazione, e a mio avviso, <strong>diffamare</strong>. Devo purtroppo aggiungere che se Tommaso Ciriaco fosse stato un giornalista degno di tale nome, avrebbe scelto (o fatto scegliere) un titolo più appropriato per quella che traspare come una patacca sul quotidiano di Scalfari. Del quale, senza i finanziamenti pubblici che i grillini potrebbero azzerare, non rimarrà più nemmeno l&#8217;ombra. In tal caso di &#8220;Repubblica&#8221; rimarrebbe solo l&#8217;Italia, visto che con patacche così, in regime di libero mercato l&#8217;omonimo quotidiano sarebbe già morto.</p>
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		<title>Quei venduti nel bazar della Rete</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 09:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11337" alt="disinformazione" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/03/disinformazione-261x325.jpg" width="261" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/03/disinformazione-261x325.jpg 261w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/03/disinformazione.jpg 350w" sizes="(max-width: 261px) 100vw, 261px" /></p>
<p>Con le elezioni politiche appena trascorse, il Movimento 5 stelle è entrato nelle rassegne stampa quotidiane. Intendo quelle di regime, presenti anche in Rete con le loro versioni online assieme alle loro firme, che sul successo politico del Movimento cercano di scalare la classifica degli influencer sui loro blog o sui siti dei loro giornali inventandosi polemiche inesistenti, affibiando titoli mai dichiarati o frasi mai dette, col codazzo di analisi strampalate quasi sempre sul non detto e, quindi, su ciò che non esiste. Pur di farsi notare dagli interessati presi di mira, che normalmente sono dei <strong>consolidati influencer</strong> della Rete indipendentemente dal loro effettivo legame col Movimento, questi pseudo-commentatori che scoprono oggi quanto la Rete sia influente sull&#8217;opinione pubblica, sono disposti a barattare la loro intelligenza, la loro esperienza e la loro buonafede nella speranza di costruirsi quella gelatina di blasone utile a far vedere che esistono. Utile ai loro editori legati al sistema. Quello che si vede la situazione sfuggita di mano grazie all&#8217;ondata  di cittadini piombati come fulmini nell&#8217;arco parlamentare coi voti del Movimento. Siccome le firme in questione sono a libro paga di editori che hanno interesse affinché nel sistema tutto cambi perché nulla cambi, hanno tempo a disposizione per inventarsi patacche scambiate per editoriali, certi che uno ad uno, in qualche modo riusciranno a spargere merda sui presi di mira col pretesto di porre questioni inesistenti. La loro è una disinformazione mirata, ammantata di gergo giornalistico che deve infondere credibilità a più versioni possibili, a patto che siano false. Sono dei &#8220;troll col tesserino dell&#8217;Ordine&#8221;. La notizia, per questi scribacchini del sistema, non è il formidabile successo ottenuto grazie a un blog e ai comizi di un comico. Per loro non fa notizia dare visibilità alla linea finora dimostrata tra quanto scritto e quanto fatto (per esempio la non alleanza ai partiti). Nessuno che analizza nel merito i possibili effetti dei punti del programma del Movimento. Men che meno ce n&#8217;è uno che faccia autocritica, oppure qualcuno che sia disposto a rimettere in discussione le cazzate che scriveva sulla Rete e sul Movimento soltanto due mesi fa. Al contrario, notizie ed analisi si concentrano sulle coreografie o su ciò che non ha nessuna influenza con lo spirito del Movimento. Come sta succedendo a me in questi giorni su qualche giornale, dove personaggi più meno noti della poltiglia del sistema, mi affibiano frasi mai dette, cariche mai ricevute, oppure mi dipingono come un deficiente. Sto rispondendo pazientemente a tutti, sulle versioni cartacee buone per pulirsi il fondoschiena. Ma senza dare loro visibilità in rete che non meritano. Sapete perché? Perché mi sono accorto che se linko qualche paraculo del sistema dal mio blog o dal profilo di Facebook, l&#8217;interessato viene ad avere un balzo di visibilità che non merita. Visibilità che personalmente, ho da anni grazie alla mia reputazione. Dunque, per ora mi accontento di rispondere con pazienza in modo da raggiungere quella quota di lettori, che non usando Internet, rischia di scambiare il sottoscritto per ciò che non è. Tra un po&#8217;, invece, passerò direttamente alle querele.</p>
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		<title>Rissa su Berlusconi? lettera a R. Chiarini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:47:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[bettino craxi]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[l'eco di bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[roberto chiarini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Chiarini é docente della Storia dei partiti all&#8217;Università  Statale di Milano ed é presidente della Fondazione Craxi. In occasione del decennale della morte del cinghialone, Chiarini, Stefania Craxi e il ministro Sacconi furono ricevuti in udienza privata da Giorgio Napolitano per una &#8220;revisione equanime&#8221; del ruolo storico dell&#8217;ex leader del Psi simbolo di un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/04/12/rissa-su-berlusconi-lettera-a-r-chiarini/">Rissa su Berlusconi? lettera a R. Chiarini</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6749" title="roberto chiarini" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/04/roberto-chiarini.jpg" alt="" width="225" height="225" /></p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Chiarini" target="_blank">Roberto Chiarini</a> é docente della Storia dei partiti all&#8217;Università  Statale di Milano ed é presidente della Fondazione Craxi. In occasione del decennale della morte del cinghialone, Chiarini, Stefania Craxi e il ministro Sacconi furono ricevuti in udienza privata da Giorgio Napolitano per una &#8220;<em>revisione equanime</em>&#8221; del ruolo storico dell&#8217;ex leader del Psi simbolo di un sistema ingessato e corrotto. Bene, oggi Roberto Chiarini fa l&#8217;editorialista su L&#8217;Eco di Bergamo e ieri, in prima pagina, ha omaggiato i suoi lettori con un editoriale il cui titolo parla da solo: &#8220;<em>L&#8217;eterna rissa su Berlusconi, un gioco al massacro</em>&#8220;. Ho risposto all&#8217;editoriale con una mail a quasi tutti i redattori del quotidiano col testo che segue e che teoricamente dovrebbe essere pubblicata.</p>
<p>Caro professor Roberto Chiarini<br />
prendo spunto dal suo editoriale di lunedì 11 aprile apparso sulla prima pagina de L&#8217;Eco di Bergamo sull&#8217;eterna &#8220;rissa&#8221; su Berlusconi, proprio perché la &#8220;ressa&#8221; di giornalisti provenienti da tutto il mondo assiepati a ventaglio attorno al tribunale di Milano in questi giorni, si spiega con comprensibile sorpresa che un premier imputato di appropriazione indebita, frode fiscale, corruzione di testimoni, concussione e prostituzione minorile in quattro processi diversi, regga al ruolo di capo del governo di un Paese che ama definirsi democratico. A confronto il compianto latitante Bettino Craxi con due condanne per truffa e finanziamento illecito ai partiti, di cui Lei si onora presiedere l&#8217;omonima fondazione, era un apprendista.<br />
So che Giorgio Napolitano la ricevette al Quirinale in udienza privata assieme a Stefania Craxi, al ministro Sacconi e al &#8220;<em>fondo di balera</em>&#8221; Gianni De Michelis (altro pluricondannato in Tangentopoli) in occasione del decennale della morte dell&#8217;ex leader del Psi, per avviare &#8220;<em>una rilettura equanime dellâ€™ex premier schiacciato dallâ€™inchiesta di Mani pulite</em>&#8221; già  riabilitato con vie e piazze al posto di Sandro Pertini, ma spero pure che lei, da docente di storia dei partiti alla Statale di Milano, spieghi correttamente ai suoi studenti che Bettino Craxi morì da <strong>latitante</strong>, non da esule. Spero spiegherà  i vari &#8220;<em>porto di là </em>&#8221; sibillati alla segretaria di Craxi dalla processione di tangentari che sfilavano nell&#8217;ufficio con vista Duomo dell&#8217;ex leader socialista per ogni inezia: dal rifacimento del comignolo, fino agli scavi del passante ferroviario, simbolo della Tangentopoli dei tempi della Milano da bere e da foraggiare&#8230;</p>
<p>Mi rendo conto che per il presidente del Senato Renato Schifani, Craxi é &#8220;<em>lâ€™agnello sacrificale delle colpe di tutto un sistema</em>&#8220;, ma é pur vero che Craxi, di quel sistema, era il simbolo, la massima espressione di un potere ingessato e consapevolmente corrotto che trovò in Antonio Di Pietro e nel pool di Mani pulite la valvola legale che ebbe la forza e le prove per smascherarlo. Lei saprà  pure che Craxi fu il padre delle prime leggi ad personam che hanno garantito impunità  a Silvio Berlusconi, oltre che il monopolio dell&#8217;etere televisivo nazionale del quale si é servito per &#8220;<em>il martellamento continuo</em>&#8221; di banalità  che nell&#8217;arco di una generazione ha spostato la percezione dei fatti ad una buona metà  del Paese. &#8220;<em>L&#8217;infestante serie di talk show</em>&#8221; spianati dal <strong>piduista Maurizio Costanzo</strong> hanno trasformato le galere in divi da grande fratello, diffamato giudici impegnati nell&#8217;antimafia come Giancarlo Caselli, trasformato le prescrizioni in assoluzioni e santificato nei salotti pomeridiani pregiudicati di ogni sorta. Le &#8220;<em>imprese di Ruby e l&#8217;assortito giro di escort</em>&#8221; riguardano un primo ministro inchiodato da centinaia di intercettazioni, buste piene di soldi corredati da una ex moglie che due anni fa scriveva sui giornali che l&#8217;llustre marito frequentava minorenni. Altro che <em>accanimento moralistico</em>! Le dirette televisive da palazzo di giustizia di Milano, se ricorderà  professor Chiarini, furono immancabili per Paolo Brosio del Tg4 fintanto non si dovette pronunciare il nome di Berlusconi. Che al leader della Fondazione che Lei presiede pagò miliardi in tangenti attraverso il conto All Iberian per avere in cambio la legge Mammì e amenità  simili a cascata.</p>
<p>Oggi, addirittura, il palazzaccio di Milano é completamente inibito alle telecamere quando arriva Berlusconi. Così il &#8220;<em>gossip dilagante</em>&#8221; continuerà  a censurare i processi per i reati tributari e di corruzione di cui deve rispondere il presidente del Consiglio al popolo italiano di destra e di sinistra. Altro che tivù giustizialista, termine senza alcun signfiicato coniato dalla carovana mediatica a controllo berlusconiano intenta a rifilare inesistenti scontri fra giudici e politici.<br />
Ecco dunque, per evitare che la &#8220;<em>rissa rischi di farci perdere di vista il pericolo più serio che incombe sulla mai completata Seconda Repubblica</em>&#8220;, cominciamo ad augurarci che Silvio Berlusconi si dimetta e pensi ai suoi processi senza leggi liberticide e incostituzionali che mirano a garantirgli impunità . Che sia &#8220;<em>colpevole o innocente</em>&#8221; sono affari suoi, e anche degli italiani che non arrivano a fine mese. Solo togliendo Berlusconi col suo ingombro, l&#8217;Italia di destra e di sinistra potrà  cominciare a pensare agli ultimi. Perché i giudici osservano le leggi. E come Lei ben saprà , la Legge, fino a prova contrariia, é uguale per tutti.</p>
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		<title>Lobotomia televisiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 17:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[7gold]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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		<title>I media non umiliano se informano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 21:13:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[ettore ongis]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[luigi de magistris]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano, contestazione a Bruno Vespa Dopo aver letto in prima pagina su L&#8217;Eco di Bergamo di domenica un editoriale a firma del direttore Ettore Ongis, ho inviato la lettera che segue con preghiera di pubblicazione. Al momento in cui pubblico questo post sul quotidiano bergamasco (il locale più diffuso in Italia) non é ancora uscito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" width="495" height="307" src="http://www.youtube.com/embed/kZvn0qnkdis" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<strong>Milano, contestazione a Bruno Vespa</strong></p>
<p>Dopo aver letto in prima pagina su <a href="http://www.ecodibergamo.it/" target="_blank">L&#8217;Eco di Bergamo</a> di domenica un editoriale a firma del direttore <strong>Ettore Ongis</strong>, ho inviato la lettera che segue con preghiera di pubblicazione. Al momento in cui pubblico questo post sul quotidiano bergamasco (il locale più diffuso in Italia) non é ancora uscito niente.</p>
<p>LA GIUSTIZIA MEDIATICA NON UMILIA SE INFORMA</p>
<p>Caro Direttore<br />
nel merito dell&#8217;editoriale &#8220;<em>La giustizia mediatica umilia le persone</em>&#8221; in cui parli giustamente di un&#8217;escalation ventennale di giustizia e spettacolo senza paragoni nel mondo occidentale, non specifichi che tutto ciò riguarda i processi coi plastici di Cogne in prima serata a Porta a Porta, gli Stasi sotto processo per omicidio della fidanzata fotografati come fossero vip nelle movide milanesi, le Sarah Scazzi nei pomeriggi delle D&#8217;Urso e degli Sposini e, non ultimo, il fallito tentativo di spettacolarizzare la sparizione di Yara Gambirasio. La &#8220;<em>troppa nera e giudiziaria sui giornali e tv&#8221;</em> cui riferisce Giorgio Napolitano é questa. E&#8217; il prodotto marketing meglio riuscito delle televisioni a controllo berlusconiano &#8220;<em>senza paragoni nel mondo occidentale</em>&#8221; la giustizia spettacolarizzata che serve a censurare i <strong>processi veri</strong>, quelli di corruzione, evasione fiscale e collusioni con la mafia che investono molti colletti bianchi in carica, guarda caso a partire dal presidente del Consiglio. &#8220;<em>L&#8217;intreccio perverso e forcaiolo tra magistratura e stampa</em>&#8220;, come saprai, risponde al dovere di cronaca che investe personaggi pubblici come i politici. Noi giornalisti siamo abbastanza bravi nel pubblicare le intercettazioni nella loro essenzialità  proprio per rendere chiari a chi ci legge i motivi delle richieste di rinvio a giudizio da parte di quei magistrati inquirenti, che fino a prova contraria rispondono all&#8217;obbligatorietà  dell&#8217;azione penale e all&#8217;accertamento dell&#8217;esistenza di reati da sottoporre ai giudici.</p>
<p>La &#8220;<em>sofferenza degli imputati</em>&#8221; che giustamente ricordi nel tuo editoriale, é uguale a quella degli innocenti scagionati dalle accuse grazie alle intercettazioni, dei poliziotti senza più soldi per mettere benzina nelle auto e dei magistrati rimasti senza cancellieri e senza carta per le fotocopie nei tribunali. Da umile cronista (anche) giudiziario quale sono io, t&#8217;assicuro che non mi sono mai imbattuto in magistrati amanti dello show televisivo come dici tu. Da Clementina Forleo a Ilda Boccassini, da Giancarlo Capaldo fino al &#8220;<em>famigerato</em>&#8221; (per definizione di Berlusconi ndr) Fabio De Pasquale, ti sfido a trovare <strong>una loro dichiarazione</strong> di fronte alle telcamere. Al contrario, sono i politici imputati e spesso condannati che vanno a fare i magistrati nei talk show senza averne le competenze e ad assolvere preventivamente i loro colleghi con teorie strampalate.</p>
<p>L&#8217;ex presidente della Camera e della commissione parlamentare antimafia <strong>Luciano Violante</strong> del Pd, che citi nel tuo editoriale, é lo stesso che pregò Berlusconi di continuare a governare dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta (organo costituzionale non politico che Berlusconi oggi vorrebbe cambiare) pur augurandosi (23/01/2010 Repubblica pagina 4) che il &#8220;<em>diritto democratico</em>&#8221; torni &#8220;<em>ai principi della Costituzione</em>&#8221; visto che &#8220;<em>la fonte della degenerazione costituzionale sta nell&#8217;anomala e straordinaria concentrazione di potere economico-mediatico-politico della stessa persona</em>&#8220;. Come dici tu, una &#8220;<em>vergogna da paese sudamericano</em>&#8220;. Altro che <em>&#8220;berlusconiani e antiberlusconiani!</em>&#8221; &#8220;<em>Delegittimazione e toni sopra le righe</em>&#8221; sono il frutto della disinformazione di chi le causa.</p>
<p>Berlusconi é ora imputato in 5 procedimenti diversi: corruzione in atti giudiziari nel processo Mills (condannato in appello e prescritto in Cassazione), appropriazione indebita e frode fiscale nel processo Mediatrade (reati contestati fino al 2009) appropriazione indebita nel processo Mediaset, concussione e prostituzione minorile con rito immediato nel Rubygate. In <strong>nessun regime africano-asiatico-sudamericano</strong> c&#8217;é un capo di governo in carica nelle condizioni di Berlusconi. L&#8217;innocenza, prima che la sua presunzione, il presidente del consiglio dovrebbe dimostrarla in aula con le sue difese (come detto ieri da Napolitano) togliendo la sua ingombrante figura dalle sacre istituzioni fin tanto non sarà  stato assolto. Nell&#8217;attesa di conoscere con quali alchimie si potrà  dimostrare che Mills é l&#8217;unico corrotto della storia giudiziaria mondiale senza corruttore, possiamo auspicare solo una classe dirigente pulita e al di sopra di ogni sospetto per &#8220;<em>sostenere la necessità  di una svolta in campo giudiziario</em>&#8221; come riporti tu nell&#8217;editoriale su indicazione del centrodestra. Farebbe bene anche a tanti bravi amministratori di quella parte politica che vengono quotidianamente scavalcati nelle istituzioni dalle Nicole Minetti di turno non trovi?</p>
<p>Ti ricordo pure che il segreto istruttorio cui ti riferisci nell&#8217;articolo, non esiste più dal 1989 e che le &#8220;<em>sistematiche fughe di notizie</em>&#8221; dalle procure già  perseguibili per legge, diventano pubbliche quando gli indagati sanno di esserlo. Tanto per rimanere ai fatti, la &#8220;<em>gogna quotidiana che ogni paese liberale farebbe gridare lo scandalo</em>&#8221; ha di recente prodotto le dimissioni di un deputato laburista inglese per tangenti e l&#8217;ex presidente di Israele condannato a 16 anni per abusi sessuali su 7 delle sue 9 segretarie, senza contare il rischio impeachment che incontrò Bill Clinton dopo le rivelazioni di Monica Lewinski. Quanto a ciò che scrive &#8220;<em>Calvi sul Riformista&#8221;</em>, ti ricordo che editore di quel giornale é <strong>Giampaolo Angelucci</strong>, imputato a Bari per aver regalato mezzo milione di euro alla lista &#8220;La Puglia prima di tutto&#8221; dell&#8217;attuale ministro Fitto (imputato) per ottenere in cambio un appalto da 190 milioni in 11 cliniche regionali senza bando pubblico.</p>
<p>Ultima precisazione: l&#8217;inchiesta Why not cui ti riferisci nell&#8217;editoriale &#8220;<em>che aveva coinvolto Mastella e Prodi completamente scagionati per merito dell&#8217;esibizionismo di un magistrato censurato dal Csm</em>&#8221; ha prodotto l&#8217;imputazione per corruzione in atti giudiziari dell&#8217;ex procuratore di Catanzaro <strong>Mariano Lombardi</strong> e per reati collegati la moglie Maria Grazia Muzzi, del di lui figlio di precedente relazione <strong>Pierpaolo Greco</strong>, del procuratore aggiunto di Catanzaro <strong>Salvatore Murone</strong>, (trasferito) dell&#8217;ex procuratore <strong>Dolcino Favi</strong>, dell&#8217;ex leader della Compagnia delle Opere calabrese <strong>Antonio Saladino</strong>, del senatore del Pdl <strong>Giancarlo Pittelli</strong> e dell&#8217;ex sottosegretario alle Attività  produttive <strong>Giuseppe Galati</strong> (marito della leghista <strong>Carolina Lussana</strong>).<br />
Secondo il gup <strong>Vincenzo Pellegrino</strong> della procura di Salerno i politici avrebbero allungato tangenti e promesso favori all&#8217;ex procuratore e ai suoi figli pur di <strong>impedire a Luigi De Magistris</strong> di continuare le indagini sulla sparizione di milioni di fondi pubblici europei. La precisazione é importante perché quel &#8220;<em>magistrato censurato dal Csm e arruolato in Parlamento</em>&#8221; é il parlamentare più votato alle ultime elezioni europee dopo Silvio Berlusconi e attuale presidente della Commissione controllo Bilancio a Bruxelles con i colori dell&#8217;Italia dei valori. Partito per il quale io ho curato per qualche anno l&#8217;informazione giudiziaria censurata, quella sì, dalle tivù e mal spiegata nel tuo editoriale di prima pagina domenica 20 febbraio.</p>
<p>Con stima<br />
Daniele Martinelli</p>
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		<title>Sarah, dopo i pedofili gli zoofili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 08:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[sarah scazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Video promo (o porno) sull&#8217;affaire Sarah Scazzi Sarah Scazzi ha fatto una fine orrenda, degna della più civile Libia gheddafiana. Di quelle che la tivù dovrebbe parlarne per strette esigenze di cronaca senza approfondire particolari morbosi nei salotti pomeridiani, che alternano facce impietosite a zoomate sulle lacrime di coccodrillo di figlie, mogli e amanti pagate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=j4GbzlH4uXE" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5648" title="salvo sottile" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/10/salvo-sottile.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a><br />
<strong>Video promo (o porno) sull&#8217;affaire Sarah Scazzi</strong></p>
<p>Sarah Scazzi ha fatto una fine orrenda, degna della più civile Libia gheddafiana. Di quelle che la tivù dovrebbe parlarne per strette esigenze di cronaca senza approfondire particolari morbosi nei salotti pomeridiani, che alternano facce impietosite a zoomate sulle lacrime di coccodrillo di figlie, mogli e amanti pagate tanto al chilo per &#8220;<em>l&#8217;esclusiva</em>&#8220;. Non perché si debba limitare qualsivoglia libertà  di espressione, per carità , ma solo per ridurre le probabilità  che nuovi Tartaglia vogliosi di apparire  sul piccolo schermo deformato, cedano al raptus di riproporre le gesta di quell&#8217;insano zio di Avetrana. Che a sua volta continua ad apparire patinato su schermi e copertine in <a href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://static.sky.it/static/contentimages/original/sezioni/tg24/cronaca/2010/10/07/michele_misseri_2.jpg&amp;imgrefurl=http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/10/08/sarah_scazzi_udienza_convalida_fermo_dichiarazioni_michele_misseri.html&amp;usg=__Ld-9Ndy0-kQNjz6_1zeYZ9En5WE=&amp;h=462&amp;w=738&amp;sz=27&amp;hl=it&amp;start=62&amp;zoom=0&amp;tbnid=_BtBQSJ7HcOD8M:&amp;tbnh=88&amp;tbnw=141&amp;prev=/images%3Fq%3Dmichele%2Bmisseri%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN%26biw%3D1280%26bih%3D495%26tbs%3Disch:10%2C1125&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;iact=hc&amp;vpx=794&amp;vpy=333&amp;dur=84&amp;hovh=88&amp;hovw=141&amp;tx=78&amp;ty=35&amp;ei=SNWyTKqVBZGp4AbBrJT-BQ&amp;oei=adKyTI-AOJO7jAfB5uzYBA&amp;esq=21&amp;page=4&amp;ndsp=21&amp;ved=1t:429,r:4,s:62&amp;biw=1280&amp;bih=495" target="_blank">pose da filosofo</a> da strapazzo mentre si giustifica appellandosi a dio.</p>
<p>Non ci si venga a raccontare che quelle donne non sapevano e non immaginavano nulla delle passioni che il loro &#8220;capo famiglia&#8221; rivolgeva a quella povera nipotina di 15 anni. Ci sono le intercettazioni ambientali a <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/10/06/news/ritrovato_il_corpo_di_sarah_scazzi-7799074/" target="_blank">smentirle</a>. Quelle che i disonorevoli pervertiti con la Costituzione e con le escort vorrebbero abolire come strumento di indagine a disposizione dei magistrati. I primi a sapere che di questa tragedia familiare principale imputato é stato il <strong>silenzio assassino</strong> delle donne di Michele Misseri (con una esse di troppo) rivelatosi d&#8217;oro a delitto compiuto per risolvere un po&#8217; di problemi economici.</p>
<p>Il pietoso copione é affare esclusivo delle tivù controllate dal plurimputato &#8220;ghe pensi mì&#8221;, quello che abusa di ragazze a pagamento. Anzi, provvedono i suoi zoofili avventarsi al banchetto della povera ragazzina: dai Signorini ai <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Sandro_Mayer" target="_blank">Sandro &#8220;Magner&#8221;</a>, senza andare troppo per il Salvo Sottile replicano con impietoso cinismo la scena tra l&#8217;adolescente e lo zio pederasta, trasformandolo da Verissimo dramma sociale e culturale a Falsissimo sceneggiato di un&#8217;attrice che di spalle, in prima serata, su Rete4, abusa dell&#8217;intelligenza degli italiani raccontando il sesso subito da un presunto zio. L&#8217;affare rende e distrae. Il pietoso silenzio può attendere. Del resto sono Scazzi di Sara (la solita esse di troppo).</p>
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		<title>Firme isteriche da massoneria deviata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 12:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[francesco alberoni]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[pierluigi battista]]></category>
		<category><![CDATA[piero ostellino]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5140" title="Corriere della Sera" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/08/Corriere-della-Sera-300x179.jpg" alt="" width="300" height="179" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/08/Corriere-della-Sera-300x179.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/08/Corriere-della-Sera.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>La massoneria deviata sta facendo quel che può per salvare la baracca berlusconiana. Il plotone mediatico dei Feltri, dei Belpietro deI Secoli decimi noni, dei giornali di Ciarrapico e dei &#8220;Tempo&#8221; ha un suo complice nel solito Corriere, che ama mantenere la nomea di organo bilanciato con la collusione di editorialisti da prima pagina usi ad amnesie, bugie, letti da un numero imprecisato di elettori che pendono dalle loro penne in quanto smemorati. Ci sarebbero decine di esempi da fare, oggi ne faccio bastare qualcuno: <strong>Pigi Battista</strong> il 10 giugno scriveva che &#8220;<em>Fini e le sue truppe troppo esigue provocherebbero un&#8217;audissoluzione in caso di estreme conseguenze</em>&#8220;. Il pensatore era sicuro: &#8220;<em>La ricucitura di Fini sarà  lo sbiadirsi di ogni scenario di rottura&#8230;</em> &#8220;. Passato un mese con Fini che ha mandato all&#8217;aria il governuncolo dei piduisti per colpa della legalità , eccolo il 30 luglio tornare sui suoi passi ribaltando la frittata: &#8220;<em>Berlusconi e Fini non si sono mai amati. Mai. Diversi, diversissimi per stile di vita. Lâ€™uno longilineo, lâ€™altro non propriamente slanciato, fisicamente agli antipodi. Lâ€™imprenditore di successo contro il «politico di professione&#8230;»</em>&#8220;. Un anatema degno del peggior <strong>Alberoni</strong>, che proprio oggi ha deciso di unirsi al coro stonato dei pensatori nella sua rubrica &#8220;<em>Pubbico &amp; privato</em>&#8220;. Come Battista il vecchio pensatore preoccupato da Internet che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=w1upVFnD3pQ" target="_blank">offre droghe ai giovani</a> &#8220;<em>L&#8217;Italia non é mai stata governata dal partito comunista per colpa della guerra fredda fra USA e URSS</em>&#8220;. Non per azione eversiva della Loggia P2 cha ha seminato morti e stragi con la complicità  di pezzi delle istituzioni. Alberoni poteva ricordarlo proprio oggi, nel trentennale della strage di Bologna senza nemmeno un uomo di governo. Invece no, Alberoni preferisce scrivere che dalla caduta del muro di Berlino &#8220;<em>l&#8217;Italia é sempre stata governata da una coalizione di centro destra senza partiti moderati di sinistra con un PCI rinnovato perché i vecchi partiti di governo sono stati cancellati dalla vita politica per via giudiziaria. Dopo Tangentopoli la sinistra stava per andare al potere quasi da sola quando, nel centrodestra si é costituito un movimento collettivo, Forza Italia, che la sinistra non ha mai accettato come interlocutore legittimo ma ha sempre sperato che svanisse per interna inconsistenza o a causa degli errori o delle inefficienze personali del suo leader.</em>&#8221; Alberoni spera che chi legge sia distratto, oppure che sia un idiota come chi gli crede. Se Forza Italia fosse stato un movimento collettivo non avrebbe avuto problemi di inefficienze personali del suo leader, perché un movimento collettivo appartiene alla collettività , non al leader. Quale legittimo interlocutore é mai stato Forza Italia se in questi anni non ha mai fatto altro che &#8220;<em>andare avanti sempre e comunque, anche senza l&#8217;opposizione</em>&#8220;? Quale interlocutore é stata la cosiddetta sinistra se durante i suoi brevi governi  degli ultimi 14 anni non ha fatto altro che impolpare schifose leggi ad personam per il leader della cosiddetta destra e per i suoi presunti capimafia? Sulla prima del Corsera non é dato a sapere. Anzi, ci pensa pure <strong>Piero Ostellino</strong> a fare il paio ad Alberoni, secondo il quale <em>&#8220;l&#8217;esclusione di Fini dal Pdl sembra eccitare la società  civile fra berlusconiani e antiberlusconiani, che é la sindrome dell&#8217;isteria collettiva di cui soffre il Paese.&#8221;</em><br />
Già , a forza di rimbambire gli italiani con queste idiozie da pensatori servili alla massoneria deviata,  l&#8217;isteria é il segno più evidente della mal sopportazione che gli italiani hanno di questo sistema marcio e fallito. Anche in alcune branche della magistratura. Bologna, oggi, insegna.</p>
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		<title>La cricca del Corriere contro Di Pietro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 16:32:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[antonio di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[cricca]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Un giudice che condanna lo Stato ad assegnare un appalto di 34 milioni all&#8217;impresa di cui é consulente. L&#8217;impresario che i magistrati ritengono elemento della cricca, pappa e ciccia con alcuni funzionari pubblici che assegnano appalti con i soldi di tutti trasformati in affari sotto le mentite spoglie di opere urgenti. Il ministro che fiuta i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=G8bZWMHNW5g" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4940" title="CRICCA ADP CORRIERE" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/CRICCA-ADP-CORRIERE-300x170.jpg" alt="" width="450" height="255" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/CRICCA-ADP-CORRIERE-300x170.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/CRICCA-ADP-CORRIERE.jpg 639w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
<p>Un giudice che condanna lo Stato ad assegnare un appalto di 34 milioni all&#8217;impresa di cui é consulente. L&#8217;impresario che i magistrati ritengono elemento della cricca, pappa e ciccia con alcuni funzionari pubblici che assegnano appalti con i soldi di tutti trasformati in affari sotto le mentite spoglie di opere urgenti. Il ministro che fiuta i brogli prega i suoi funzionari di verificare che le procedure dell&#8217;assegnazione degli appalti rispettino i crismi della legalità  e che i controllori non siano anche i controllati.<br />
Quel ministro é Antonio Di Pietro, il cui nome oggi finisce in un articolo veritiero nella descrizione dei fatti ma <strong>deviato nel titolo</strong>: il solo che molti lettori affrettati di giornali si accontentano di leggere per ritenersi informati e per farsi un&#8217;idea di ciò che accade.<br />
Il Corriere da ormai tempo ha fatto la sua scelta piduista. Prima con la foto in copertina dell&#8217;ex pm a fianco dell&#8217;allora incensurato Bruno Contrada ai tempi di Mani pulite come se fosse uno scoop. Poi la bufala dell&#8217;associazione che riscuoterebbe i rimborsi elettorali di cui beneficerebbero soltanto pochi intimi. Ora &#8220;<em>A Di Pietro rispose la cricca</em>&#8220;. Roba da massoneria deviata.</p>
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		<title>Il giornale dell&#8217;amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 18:22:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio feltri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non me la sento di commentare questo titolo. Tantomeno la meschina bassezza del direttore di questo giornaletto. Esprimo soltanto le condoglianze alle famiglie delle vittime perite sulla nave di pacifisti attaccata da Israele a largo di Gaza. Sostieni l&#8217;informazione libera</p>
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<p>Non me la sento di commentare questo titolo. Tantomeno la meschina bassezza del direttore di questo giornaletto. Esprimo soltanto le condoglianze alle famiglie delle vittime perite sulla nave di pacifisti attaccata da Israele a largo di Gaza.</p>
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		<title>I cagnotti strisciano come larve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 15:32:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[claudio scajola]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[libero]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio belpietro]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio feltri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La service tax annunciata pochi giorni fa dal &#8220;pirla&#8221; (parola di Bobo Craxi ndr) Roberto Calderoli non é mica nulla di nuovo! La paghiamo già  da anni a giornali spazzatura come Libero, che incamera oltre 7 milioni di euro l&#8217;anno per confezionare faide e servigi al clan di ministri prostrati ai piedi di boss Silvio. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4580" title="SCAJOLA GIORNALE E LIBERO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/05/SCAJOLA-GIORNALE-E-LIBERO.jpg" alt="" width="327" height="272" /></p>
<p>La service tax annunciata pochi giorni fa dal &#8220;<em>pirla</em>&#8221; (parola di Bobo Craxi ndr) Roberto Calderoli non é mica nulla di nuovo! La paghiamo già  da anni a giornali spazzatura come <strong>Libero</strong>, che incamera oltre 7 milioni di euro l&#8217;anno per confezionare faide e servigi al clan di ministri prostrati ai piedi di boss Silvio.<br />
I servigi sono calunnie, bugie, storture e dubbi infondati di cui servirsi quando é opportuno. Come nel caso del ministro <strong>Claudio Scajola</strong> se si tratta di case avute in regalo dal re della cricca o, al contrario, di <strong>Antonio Di Pietro</strong> se si tratta di sputtanare compravendite di immobili corredate da rogiti e prezzi regolari. Si tratta di servigi ai &#8220;piani (alti) casa&#8221;. Si lustrano pavimento e natiche se si tratta di amici del boss, si spande merda col phon se si tratta di oppositori politici. Tutto all&#8217;insegna della disinformazione e della non notizia.</p>
<p>Esempi? Era il 4 agosto 2008 quando il Giornale di <strong>Maurizio Belpiego</strong> (venduto a panino con i vari &#8220;<em>Ciociaria oggi</em>&#8221; dell&#8217;ex ricettatore ed ex bancarottiere <strong>Giuseppe Ciarrapico</strong>) usciva a tutta pagina col flop dell&#8217;anno <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/31/04-08-2008/1/page=83677-pdf_num=1209" target="_blank">&#8220;L&#8217;ITALIA DEI VALORI IMMOBILIARI&#8221;</a> corredato da maxi foto di Di Pietro e didascalia di una non notizia, ossia come &#8220;<em>ha investito 4 milioni in case</em>&#8221; a firma di <strong>Gianmario Chiocci</strong>. Un pataccaro di &#8220;famigghia&#8221; definito proprio oggi da Vittorio Infeltrito &#8220;<em>specialista nel dipanare matasse giudiziarie</em>&#8220;. Sapete quali? spostando l&#8217;attenzione su don <strong>Evaldo Biasini</strong>, il prete dell&#8217;odierna prima pagina definito <a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/RD3/RD3TZ.pdf" target="_blank">DON BANCOMAT PER LA POLITICA</a> solo perché era il custode dei soldi di <strong>Diego Anemone</strong>, che ha usato in parte per regalare casa al ministro Scajola. <strong>Vero scandalo</strong> di un membro della cosca berlusconiana che rischia imputazioni che vanno dalla corruzione all&#8217;evasione fiscale grazie a regalìe degli amici della cricca. Quella degli appalti veri a suon di mazzette, favori, escort e massaggi alle parti basse. Altro che le filippiche del famigghio <strong>Stefano Filippi</strong> sull&#8217;inesistente <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/13/15-01-2009/1/page=95719-pdf_num=1379" target="_blank">SISTEMA DI PIETRO PER GLI APPALTI</a> del gennaio 2009 corredato dalla fasulla <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/8/09-01-2009/10/page=95326-pdf_num=1373" target="_blank">&#8220;ITALIA DEL MATTONE DEI PRESTANOMI E DEI 4 MILIONI DI TONINO&#8221;</a>.</p>
<p>All&#8217;arguto argomento, sempre il Giornalaccio ha dedicato due roboanti paginoni <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/31/04-08-2008/4/page=83681-pdf_num=1209" target="_blank">&#8220;DI PIETRO GIOCA A MONOPOLI: HA CASE IN TUTTA ITALIA MA E&#8217; GIALLO SUI SUOI CONTI&#8221;</a> col mistero tutto italiano: &#8220;<em>Ma quante case ha lâ€™onorevole Antonio Di Pietro? E con quali soldi le ha comprate?</em>&#8221;</p>
<p>Lo stesso giorno, ancora il solito Vittorio Infeltrito a cui &#8220;<em>manca la stoffa del cortigiano per i lettori ultrà  di centrodestra meritevoli di essere informati correttamente</em>&#8221; (Giornale 22 agosto 2009) anziché occuparsi di Spatuzza, ha spedito in prima pagina una <a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KDT/KDT9Q.pdf" target="_blank">LETTERA A DI PIETRO</a> in cui nel&#8221;<em>l&#8217;ora della verità </em>&#8221; ha voluto delucidazioni sulla &#8220;<em>storia dei 10 appartamenti</em>&#8220;. Si trattava di un articolo calunnioso riportato per intero persino dalla rassegna stampa sul <strong><a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KFJ/KFJFT.pdf" target="_blank">sito del governo</a></strong>! Non tuttavia la <a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/01/calunnie_solo_calunnie.html#comments" target="_blank">risposta</a> (immediata) del destinatario, riportata soltanto sul suo blog. Accuratamente censurata dal sito governo. Nemmeno un link! Per par condicio.</p>
<p>Nonostante il solito Giornalaccio era stato accontentato dopo le idiozie su <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/8/09-01-2009/1/page=95317-pdf_num=1373" target="_blank">LA VERITA&#8217; SULLE CASE DI DI PIETRO</a> che &#8220;<em>ha immobili in mezza Italia, persino in Bulgaria</em>&#8220;, non pago, l&#8217;infeltrito ha preteso ulteriori 7 risposte dal leader dell&#8217;Idv (11 gennaio) che il destinatario ha dato in trasparenza sempre sul suo <a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/01/sei_risposte_a_libero.html#3" target="_blank">blog</a> ma riportate con la frase mafiosa <a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KFJ/KFJFT.pdf" target="_blank">&#8220;DI PIETRO VUOTA IL SACCO&#8221;</a>, ossia la stessa che disse <strong>Lorenzo Cesa</strong> (Udc) ai magistrati pur di uscire di galera in qualità  di corriere delle tangenti ai tempi di Mani pulite.</p>
<p>Dunque, il gran chiasso inutile sul Di Pietro incensurato e mai inquisito da parte del prezzolato Vittorio Infeltrito, non ha prodotto la stessa curiosità  nei confronti di Scajola che prende case con vista sul Colosseo a prezzi dell&#8217;Aler. L&#8217;infeltrito si é accontentato dell&#8217;autoassoluzione di Scajola confidata a Nicola Porro, che in prima pagina si é visto salutare con <a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/RCG/RCG69.pdf" target="_blank">&#8220;LA VERITA&#8217; DI SCAJOLA&#8221;</a> mentre in stereofonia il ciambellano Maurizio Belpiego ha risolto la questione con uno <a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/RCF/RCFDB.pdf" target="_blank">&#8220;SCAJOLA CI SPIEGA TUTTO&#8221;</a> corroborato dallo scoop patacca &#8220;IL VERO BERSAGLIO STA A PALAZZO CHIGI&#8221;.</p>
<p>Ecco, la disinformazione dei lacché sempre provvisti di saliva per le natiche del clan berluscoide trova spazio in prima pagina anche a risposta avuta. Come quella che riguarda la cronistoria della cascina di Curno abitata dall&#8217;ex pm a firma di <strong>Filippo Facci</strong> <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/9/10-01-2009/1/page=95386-pdf_num=1374" target="_blank">&#8220;QUELLO CHE DI PIETRO NON RACCONTA SULLE SUE CASE&#8221;</a>, epitaffio insulso e prezzolato in cui si legge che &#8220;<em>nei rapporti di Di Pietro con Gorrini non c&#8217;é nulla di penalmente rilevante</em>&#8221; corroborato dall&#8217;editoriale &#8220;COSI&#8217; AIUTIAMO IL POVERO TONINO&#8221; che esordisce col refuso &#8220;<em>E&#8217; un po&#8217; giù <strong>di</strong> Tonino colto con le mani nella marmellata</em>&#8220;. L&#8217;occhialuto ex pellegrino craxiano ad Hammamet non ha ancora chiesto le dimissioni di Scajola su Libero.</p>
<p>Ad oggi avrebbe già  potuto chiedere le dimissioni di Scajola pure il ciambellano di corte <strong>Mario Giordano</strong> prima di sparare a tutta &#8221; <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/14/16-01-2009/1/page=95788-pdf_num=1380" target="_blank">DI PIETRO TORCHIATO, DIPIETRINO INDAGATO</a> seguito dal solito, replicante e poveraccio Facci con le sue <a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/88/12-04-2009/1/page=102056-pdf_num=1470" target="_blank">OTTO DOMANDE (UN PO&#8217; IMBARAZZANTI) PER DI PIETRO</a> seguito a ruota dal solito scoop patacca<a href="http://www.ilgiornale.it/edizione_pdf/96/22-04-2009/1/page=102721-pdf_num=1480" target="_blank"> &#8220;ECCO IL PIANO CASA DI DI PIETRO SE NE COMPRA UN&#8217;ALTRA E&#8217; LA 10°&#8221;</a> spudoratamente definite &#8220;<em>inchieste del Giornale</em>&#8221; tramite le quali &#8220;<em>il leader dell&#8217;Italia dei valori elenca case e terreni: &#8216;Comprati coi risparmi</em>&#8216;&#8221;.</p>
<p>Ecco,  in mezzo a tanta spazzatura pagata dagli italiani una notizia c&#8217;é:  le falsità  sulle case di Di Pietro perpetrate per notizie dalle larve prezzolate di Berlusconi travestite da giornalisti sono state ampiamente <strong>risarcite in tribunale</strong>. Di recente Il Giornale ha perso cause per 140 mila euro e Libero (di intascarsi 7 milioni l&#8217;anno degli italiani) 60 mila. E&#8217; la service tax del &#8220;<em>calunnia calunnia che qualcosa resterà </em>&#8220;. Frase che ci ricorda un ministro di Adolf Hitler, morto e sepolto, mangiato da larve e cagnotti&#8230;</p>
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		<title>I toni dell&#8217;amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:41:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[babbo natale]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio feltri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la settimana cruciale che l&#8217;Italia si lascia alle spalle, ne comincia un&#8217;altra dove tutti si sforzeranno ad essere più buoni. Col Natale alle porte la calaverna lombarda pare aver congelato lo scontro politico. Complici i toni addolciti e più impersonali sulle prime pagine dei giornali. Siamo passati da &#8220;Veleni e rischi&#8221; &#8220;La nascita di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3547" title="libero-prodi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/12/libero-prodi.jpg" alt="libero-prodi" width="274" height="400" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/12/libero-prodi.jpg 274w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/12/libero-prodi-205x300.jpg 205w" sizes="(max-width: 274px) 100vw, 274px" /></p>
<p>Con la settimana cruciale che l&#8217;Italia si lascia alle spalle, ne comincia un&#8217;altra dove tutti si sforzeranno ad essere più buoni. Col Natale alle porte la calaverna lombarda pare aver congelato lo scontro politico. Complici i toni addolciti e più impersonali sulle prime pagine dei giornali.</p>
<p>Siamo passati da <em>&#8220;Veleni e rischi&#8221; &#8220;La nascita di Forza Italia e le bugie del cavaliere&#8221; &#8220;Fini-Berlusconi resa dei conti&#8221; &#8220;Mafia, Spatuzza in aula il cavaliere accelera&#8221; &#8220;Il boss pentito accusa Berlusconi&#8221; &#8220;Il dovere della verità &#8221; &#8220;In piazza il popolo del no b-day&#8221; &#8220;Perché cosa nostra fa guerra al cavaliere&#8221; &#8220;Ci resta poco tempo&#8221; &#8220;L&#8217;ira di Napolitano su Berlusconi&#8221; &#8220;L&#8217;abisso della Repubblica&#8221; &#8220;La grande anomalia nell&#8217;Italia del cavaliere&#8221;</em> a più rassicuranti <em>&#8220;E il predellino due finisce in dramma&#8221; &#8220;Napolitano: fermare la violenza&#8221; &#8220;Richiamo alla democrazia&#8221; &#8220;Quando in piazza il corpo del capo diventa un bersaglio&#8221; &#8220;I doveri della politica e della magistratura&#8221; &#8220;Il dovere di un giornale&#8221; &#8220;Quel volto ferito e il dialogo su Facebook&#8221; &#8220;La politica dell&#8217;odio&#8221;</em>.</p>
<p>Lunedì scorso, all&#8217;indomani dell&#8217;aggressione di piazza Duomo, al Corriere non hanno avuto il tempo di cambiare il testo della rubrica di Francesco Alberoni che faceva a pugni con l&#8217;immagine della faccia sanguinolenta del presidente del consiglio dei piduisti. Nel pezzo dal titolo &#8220;<em>Perché nella lotta politica non c&#8217;é posto per i neutrali</em>&#8221; si leggeva che &#8220;<em>la lotta politica é una guerra fra il bene assoluto e il male assoluto. Bene é ciò che avvantaggia il nostro partito, male ciò che rafforza il nemico. <strong>Tutti i mezzi sono leciti per schiacciare l&#8217;avversario</strong>. Non c&#8217;é posto per i neutrali.</em>&#8221; Testo da cui trasuda il retaggio del clima pre-aggressione.</p>
<p>Ora il re ferito dalla violenza dei suoi comizi si ritrova improvvisamente &#8220;<em>spaesato da tanto odio</em>&#8221; e diventa più buono. Da Arcore dice che continuerà  per il bene del paese e raccomanda agli italiani di regalare  sotto l&#8217;albero una tessera del Pdl.<br />
Dell&#8217;intervista che Gioacchino Genchi ha rilasciato sul blog di Grillo nel merito delle prove oggettive sui <strong>fondamenti mafiosi di Forza Italia</strong> non c&#8217;é traccia. Nemmeno nelle brevissime. E&#8217; una notizia congelata, andata in bianco Natal, nel silenzio mafioso dei giornali addolciti e di <strong>Renato Schifani</strong>.<br />
Per il re ferito non ci sono parole nemmeno per quei babbi natale improvvisati a pochi passi da casa sua, a Lesmo, che da quattro giorni e quattro notti protestano al gelo della Yamaha, l&#8217;azienda che ha arricchito Valentino Rossi e che li licenzierà  tutti in tronco. 60 dipendenti che non vedranno nemmeno la cassa integrazione.</p>
<p>Intanto la perfida macchina mediatica del corruttore si é ormai avvitata nella sua pietosa  spirale di pietà . Il silenzio dei manutengoli  di casa Berlusconi travestiti da giornalisti di satira volgare é soltanto apparente. Approfittano della commiserazione generale. Si trafiggono di vittimismo e spandono merda.<br />
Soltanto ieri <strong>Filippo Facci</strong> su Libero ha scritto in prima pagina: &#8220;<em>Io non ho ancora mai incontrato uno che legge Il Fatto e che non mi paresse anche un perfetto cretino</em>&#8220;. L&#8217;amorevole e rispettosa frase é biada per i berluscloni e il loro esercito di creduloni e faccendieri. E&#8217; un augurio e  anche auspicio al dialogo dei cazzotti.</p>
<p>E allora se il clima gelido del Natale si arroventa di odio e di insulti dobbiamo anche essere tutti più memori. Val la pena rinfrescare qualche frase presa qua e là  nella ricca latrina trasformata in archivio di &#8220;Libero&#8221; e &#8220;Il ìGiornale&#8221;.<br />
Proprio Libero il 19 febbraio 2005 in merito ai girotondini scriveva a tutta pagina &#8220;<em>I piazzisti anti Silvio sono dei barbari</em>&#8221; riprendendo una frase di Giampiero Mughini.</p>
<p>Lo stesso giorno<strong> Massimo Pandolfi</strong> ne &#8220;Come farsi triturare il cervello dai compagni&#8221; parlando di un incontro pubblico a Forlì fra Travaglio, Giulietti, Santoro, Gruber e Zaccaria scriveva: &#8220;<em>Ecco, Caselli ha speso un milione di pagine e 11 anni, 6 mesi e 18 giorni della sua vita per cercare di incastrare Andreotti. Non ho idea di quanto sia costato il processo più idiota del millennio.Ho idea chiara, però , di chi stia urlando in questo momento il mio, spero, buonsenso: se uno toppa così almeno non facciamogli fare carriera. O no?</em>&#8221;</p>
<p>Il 21 maggio 2006, a inizio leglislatura del governo Prodi, <strong>Littorio Feltri</strong> ne &#8220;<em>Le idiozie della sinistra</em>&#8221; esprimeva un invito a Michele Serra con queste parole: &#8220;<em>Serra é imbarazzato perché é iscritto al Pci,. Suvvia, si accodi alla claque di Berlusconi e troverà  pace. Non é mai troppo tardi per rassegnarsi a essere un piccolo borghese un po&#8217; cafoncello. Un consiglio: se desidera entrare nelle grazie del Cavaliere, si tagli la barba; lui non sopporta che <strong>un coglione solo</strong> abbia tanti peli.</em>&#8221;</p>
<p>Frasi dalla casa dell&#8217;amore morboso per l&#8217;insulto e per l&#8217;odio, che accompagneranno qualche post da qui a fine &#8220;ano&#8221;.</p>
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		<title>Minzolini, gobbo avanzo del puttaniere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 07:21:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/11/10/minzolini-gobbo-avanzo-del-puttaniere/">Minzolini, gobbo avanzo del puttaniere</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340" data="http://www.youtube.com/v/62_RJofwRg4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/62_RJofwRg4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Il Tg1 di Augusto Minzolini, alias Miserini, é un colpo gobbo quotidiano alla dignità  dei suoi componenti che passano per giornalisti. Non so che autostima possa avere di sé Augusto Minzolini alias Miserini. Certamente é un direttore <strong>senza pudore</strong> e senza vergogna. E&#8217; il Littorio Feltri del video con le sembianze dell&#8217;intellettualoide. Peccato che quando discetta i suoi editoriali  sembra di sentire il ragionier Filini nei film di Fantozzi.<br />
Ecco il testo dell&#8217;editoriale di Miserini al tg1 delle 20 di ieri. Un capolavoro di disinformazione tale da non poter fare a meno del gobbo. E di un&#8217;analisi sommaria.</p>
<p>&#8220;<em>Qualche giorno fa il procuratore di Palermo Ingroia, ha giudicato pericolosa la politica del governo sulla giustizia. Un&#8217;analisi sorprendente per un magistrato che si é dato un obiettivo ancora più improprio: quello, sono parole sue, di ribaltare il corso degli eventi.</em>&#8221;</p>
<p>In realtà  Ingroia non si é dato nessun obiettivo improprio, tantomeno politico, visto che non risulta candidato in nessun partito e in nessun luogo. Ingroia, a un convegno romano di Magistratura Democratica, parlando di democrazia occupata da interessi privati, ha detto: â€œ<em>Dobbiamo riuscire a ristabilire un contatto con la parte migliore della società  e dellâ€™opinione pubblica che non c&#8217;é più, perché parte di questo disegno é distruggere lâ€™opinione pubblica, trasformandola in soggetti sui quali viene riversato il pensiero unico, la verità  unica. Il dispregio dellâ€™opinione altrui, dei fatti. Trasformare tutti i fatti in opinioni, in modo che tutto sia opinabile e nulla sia vero. Di fronte a questo quadro, che fare? Avere consapevolezza che si può ribaltare il corso degli eventi.</em>â€<br />
Quindi non é Ingroia che intende ribaltare il corso degli eventi ma, al contrario, gli eventi li hanno già  rovesciati i detentori del potere attuale, in conflitto di interessi, che da lustri controllano  la disinformazione di massa (o Mazza) dei Miserini, coi loro piagnistei a mezzo busto.</p>
<p>Intanto Miserini il gobbo delira: <em>&#8220;Un programma politico che Ingroia ha giustificato con la difesa della Costituzione. Solo che la Costituzione che vuole salvaguardare Ingroia, almeno su un punto sostanziale, non é quella originale. Nella Carta, infatti, assieme all&#8217;autonomia della magistratura, i padri costituenti, cioé i vari De Gasperi e Togliatti, inserirono l&#8217;istituto dell&#8217;immunità  parlamentare. Non lo fecero perché erano dei &#8220;malandrini&#8221; ma perché consideravano quella norma necessaria per evitare che il potere giudiziario arrivasse a condizionare il potere politico.</em></p>
<p>In realtà  i vari De Gasperi e Togliatti per i quali Miserini dovrebbe <strong>sciacquarsi la bocca</strong>, istituirono l&#8217;immunità  parlamentare per evitare il cosiddetto &#8220;<em>fumus persecutionis</em>&#8220;, ossia iniziative giudiziarie prive di qualsiasi fondamento, anche per le idee politiche espresse. <strong>Non per reati</strong> comuni tipo di mafia e corruzione, che magistrati servitori dello Stato come Ingroia perseguono a carico  dei Berlusconi dei Dell&#8217;Utri dei Cosentino e cricca bella.</p>
<p>Ma Miserini il gobbo malandrino fagocita oltre: <em>&#8220;insomma l&#8217;immunità  parlamentare era uno dei fattori di garanzia per assicurare nella nostra Costituzione un equilibrio fra i poteri. Non fu di certo un&#8217;idea stravagante! Strumenti diversi ma con le stesse finalità  sono previsti in Germania, Inghilterra, Spagna, e di un&#8217;immunità  beneficiano anche i parlamentari di Strasburgo. D&#8217;Alema e Di Pietro ne hanno usufruito recentemente.</em></p>
<p>In realtà  sono <strong>balle!</strong> In Inghilterra si legge â€œ<em>Parliamentary immunity from criminal prosecution is not enjoyed by Members of Parliament under the Westminster system. This lack of criminal immunity is derived from the key tenet of the British Constitution that all are equal before the law.</em>â€ Traduzione sintetica: solo immunità  civile per i parlamentari inglesi, tutti uguali davanti alla legge.<br />
In Germania i parlamentari non sono perseguibili soltanto per qualsiasi dichiarazione o opinione politica espressa nella loro veste di politici, a parte  la calunnia. Per i parlamentari tedeschi sono <strong>esclusi i processi pendenti</strong> allâ€™assunzione della carica. In quel caso in Germania non li votano, quindi il problema non si pone.<br />
In Spagna le Cortes concedono sempre le autorizzazioni a procedere, tranne in casi di chiara persecuzione politica. I parlamentari vengono giudicati per tutti i reati comuni da un&#8217;apposita sezione penale del tribunale.<br />
Per quanto concerne l&#8217;Unione europea, il Protoco