Bugie al sole su Repubblica, all’ombra del M5S

ombra di casaleggio tommaso ciriaco
Dalla rassegna stampa del Ministero della Difesa

Tommaso Ciriaco è abbastanza invisibile in rete, a parte un profilo su Twitter. E’ sicuramente lui, non un omonimo, quello che su “Repubblica” ha scritto che dietro la scelta del candidato a Capo di Stato del M5S c’è “l’ombra di Casaleggio“. Siccome certo giornalismo, in Italia, va tradotto, Ciriaco intende dire che scegliere il candidato indicando soltanto nome e cognome, ci si può imbattere in omonimie. Il che è vero, ma in quel caso non si capisce che attinenza ci sarebbe con l’ombra di Casaleggio, se non col voler insinuare che,  in tal caso, sia Casaleggio a favorire un omonimo da candidare ai deputati. Per esempio, se tra i dieci più scelti in rete ci fosse “Paolo Rossi“, secondo la teoria di Ciriaco, Casaleggio deciderebbe da solo se favorire l’ex calciatore della nazionale che vinse i mondiali nell’82, piuttosto che l’attore. Oppure, il filosofo, o il presidente emerito della Consulta (se entrambi non fossero defunti). Ebbene, insinuare con grande evidenza su un giornale venduto in centinaia di migliaia di copie, che il capo dello staff di Grillo sia il Bersani-Berlusconi della situazione (che decide a porte chiuse su evenutuali omonimi), significa fare disinformazione, e a mio avviso, diffamare. Devo purtroppo aggiungere che se Tommaso Ciriaco fosse stato un giornalista degno di tale nome, avrebbe scelto (o fatto scegliere) un titolo più appropriato per quella che traspare come una patacca sul quotidiano di Scalfari. Del quale, senza i finanziamenti pubblici che i grillini potrebbero azzerare, non rimarrà più nemmeno l’ombra. In tal caso di “Repubblica” rimarrebbe solo l’Italia, visto che con patacche così, in regime di libero mercato l’omonimo quotidiano sarebbe già morto.

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