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	<title>inchiesta Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Indagine per truffa sui cibi ai detenuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Aug 2023 20:06:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si può che un pasto completo per un detenuto in carcere costi meno di 3 euro? Questa curiosa domanda se l’è posta l’ANAC, l’autorità nazionale anticorruzione, che in tre mesi di indagine sugli appalti delle mense nelle carceri della Campania, dice che sono emerse molte irregolarità. L’indagine riguarda anche le carceri di Roma sulla qualità [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/8UChUkwRYg0" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Si può che un pasto completo per un detenuto in carcere costi meno di 3 euro?<br />
Questa curiosa domanda se l’è posta l’ANAC, l’autorità nazionale anticorruzione, che in tre mesi di indagine sugli appalti delle mense nelle carceri della Campania, dice che sono emerse molte irregolarità.<br />
L’indagine riguarda anche le carceri di Roma sulla qualità del cibo fornito, che risulta addirittura diverso da quello previsto nel capitolato.<br />
Per non dire in Emilia Romagna, dove il Tar ha annullato gli appalti affidati alla ditta Domenico Ventura srl in ben 8 penitenziari della Regione.<br />
L’azienda è una sorta di colosso nel settore del rifornimento dei pasti ai detenuti in Italia. E’ gestita dai fratelli Umberto e Achille Ventura (foto), quest’ultimo ex campione di moto d’acqua al vertice della Federazione Italiana Motonautica ed ex presidente del Circolo Canottieri Napoli.<br />
Sono loro i monopolisti del vitto e del sopravvitto acquistabili nelle carceri. Hanno centinaia di dipendenti e detengono svariate decine di appalti  con un fatturato da 30 milioni di euro all’anno.<br />
Una cifra monstre che stride di fronte a ciò che riescono a fare. Fino a poco tempo fa fornivano colazione, pasto e cena a un detenuto a 2 euro e 39 centesimi. Una cifra incredibilmente piccola da poco aggiornata a 3 euro e 90 centesimi. Che resta sempre molto poco.<br />
Ed è proprio stata questa la spia che ha prodotto le denunce dell’ex garante dei detenuti Gabriella Stramaccioni. Così il sostituto procuratore Giulia Guccione ha aperto un’indagine a carico dei vertici della Ventura perché sospettati di frodare l’appalto allungando ad esempio il latte dei detenuti con l’acqua, servendo carne avariata o preparando il caffè con i fondi.<br />
Già nel 2021 la Corte dei Conti ricusò il visto per i pasti a Rebibbia, dove l’appalto fu vinto con un ribasso di quasi il 60% sulla diaria pro capite di 5,70 euro.<br />
Ma la Ventura è riuscita a vincere di nuovo il bando che ha preoccpato anche il garante nazionale dei detenuti Mauro Palma.<br />
Nel frattempo è intervenuta anche l’autorità garante della concorrenza convinta che ci sia un cartello di imprese che si divide gli appalti a tavolino.<br />
Alla lente ci sono gli appalti anomali assegnati nelle carceri di Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna e Sicilia. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha da par suo chiuso il caso in quanto priva di elementi per accertare la violazione.<br />
Ma, come detto, non la pensa così l’ANAC, che ha acceso i fari per cercare di vederci chiaro.<br />
Insomma, per ora c’è puzza di truffa. Va chiarito se un cartello di ditte lucra sulla qualità dei cibi per i detenuti, che in quanto tali, hanno comunque diritto di essere rispettati.<br />
Benché non ne parli nessuna tivù e nessuna radio.</p>
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		<title>7 politici indagati per inerzia contro i veleni nell&#8217;aria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2023 20:14:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[aria]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Notizia bomba di oggi domenica 6 agosto: la senatrice grillina Chiara Appendino è di nuovo indagata. Volete sapere di che cosa? Corruzione? Tangenti? Mafia? Peculato? No, niente di tutto questo. Chiara Appendino è indagata per inquinamento ambientale colposo. Ma non è mica la sola. Con lei ci sono Sergio Chiamparino, Piero Fassino, Alberto Valmaggia, Enzo [&#8230;]</p>
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<p>Notizia bomba di oggi domenica 6 agosto: la senatrice grillina Chiara Appendino è di nuovo indagata.<br />
Volete sapere di che cosa? Corruzione? Tangenti? Mafia? Peculato? No, niente di tutto questo.<br />
Chiara Appendino è indagata per inquinamento ambientale colposo.<br />
Ma non è mica la sola. Con lei ci sono Sergio Chiamparino, Piero Fassino, Alberto Valmaggia, Enzo Lavolta, Stefania Giannuzzi e Alberto Unia.<br />
Si tratta di ex sindaci di Torino, ex presidenti della Regione Piemonte e di ex assessori all’ambiente.<br />
Secondo il pm Gianfranco Colace, i 7 politici, durante i loro mandati, hanno fatto poco nulla per contenere entro i limiti di legge le Pm10 nell’aria, che come sappiamo, soprattutto d’inverno, sforano praticamente ogni giorno un po’ dappertutto nell’intera pianura padana.<br />
L’accusa, è che a Torino non sono stati istituiti i ticket a pagamento di ingresso per i veicoli inquinanti.<br />
Non si è investito nel potenziamento del trasporto pubblico per disincentivare l’uso delle auto.<br />
Non c’è stato il coraggio di fare ordinanze di blocco dei veicoli inquinanti.<br />
Non si è fatto abbastanza per il bike saring.<br />
E quindi sono state fatte pochissime multe per i trasgressori. Parliamo di appena 136 nel 2016 e soltanto 39 nel 2015 in una Torino che ha quasi un milione di abitanti.<br />
Non solo. I 7 amministratori indagati – secondo l’accusa – dovevano controllare che le abitazioni non sforassero con le temperature del riscaldamento dimestico, così da limitare le emissioni di inquinanti nell’aria.<br />
Il pm evidenzia che tra il 2015 e il 2019 a Torino sarebbero morte 1.400 persone a causa dello smog.<br />
Bene, ora tocca all’Appendino e ai suoi colleghi incaricare i legali per difendersi. Il processo sarà un concentrato di consulenze scientifiche e di statistiche, volte a convincere i giudici che nonostante tutto a Torino, negli ultimi 30 anni, la qualità dell’aria sarebbe migliorata.<br />
Va detto che indagini così non sono nuove. Nel 2009, un’indagine analoga partita in Lombardia dopo un esposto del Codacons, portò all’archiviazione dopo 3 anni, dell’allora presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni assieme all’ex sindaco di Milano Letizia Moratti, agli ex presidenti della Provincia Filippo Penati e Guido Podestà, oltre all’allora sindaco di Legnano Lorenzo Vitali.<br />
Nel caso di Torino l’indagine è partita da un esposto del comitato di cittadini Torino Respira.<br />
Ecco, l’indagine a carico dei politici piemontesi è doverosa, ma si risolverà presumibilmente con archiviazioni.<br />
Prima dei politici, in tema di inquinamento, andrebbero messi in galera i petrolieri.</p>
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		<title>Il politico in arresto è in carica. Zitti i tg</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 16:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allora, ennesima notizia di arresto di un politico del partito di Giorgia Meloni, poi passato alla Lega di Salvini e ora finito a Forza Italia. Mi riferisco ad Antonio Catalfamo, uomo dell’attuale ministro Nello Musumeci, eletto con Fratelli d’Italia all’assemblea regionale siciliana nel 2017, passato poi nel 2020 alla Lega in veste di coordinatore provinciale [&#8230;]</p>
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<p>Allora, ennesima notizia di arresto di un politico del partito di Giorgia Meloni, poi passato alla Lega di Salvini e ora finito a Forza Italia.<br />
Mi riferisco ad Antonio Catalfamo, uomo dell’attuale ministro Nello Musumeci, eletto con Fratelli d’Italia all’assemblea regionale siciliana nel 2017, passato poi nel 2020 alla Lega in veste di coordinatore provinciale a Messina e di capogruppo in Regione Sicilia, di recente passato a Forza Italia e finito agli arresti domiciliari per concussione e corruzione.<br />
Interessato ai voti del consigliere berlusconiano Giovanni Bucalo, Catalfamo per fargli cambiare partito, gli offrì un’assunzione nella ditta delle pulizie che aveva vinto l’appalto all’ospedale Papardo di Messina.<br />
Infatti, Bucalo da Forza Italia è passato alla Lega in vista delle elezioni amministrative del giugno 2022 e delle regionali del settembre scorso.<br />
Senonché quando i vertici dell’ospedale si sono messi di traverso all’assunzione di Bucalo, Catalfamo – intercettato con il trojan inoculato nello smartphone dai finanzieri di Palermo – minacciava i dirigenti del Papardo con “pesanti ritorsioni politiche per piegarli ai suoi desiderata”, ha scritto la gip Tiziana Leanza nell’ordinanza di custodia cautelare. «Qualcuno me la deve risolvere altrimenti se loro mi creano problemi, io li comincio a caricare con un’interrogazione al giorno. E cominciamo a fare così»…<br />
E ancora «Se lui dà uno schiaffo a me, io a quattro a quattro gli rompo il culo».<br />
Ecco, alla fine Bucalo non è stato assunto perché non lo voleva nemmeno la ditta di pulizie, e Catalfamo è passato a Forza Italia.<br />
Intanto però l’inchiesta è partita e l’arresto di Catalfamo, avvenuto assieme a quello della dirigente medico Francesca Paratore,. ha posto fine a questo atteggiamento prepotente per non dire mafioso.<br />
Tenuto conto che Catalfamo dalle intercettazioni è emerso pure che avrebbe promesso un incarico anche a una consigliera comunale di Barcellona Pozzo di Gotto a patto che passasse nel suo partito..<br />
E allora sappiate che il governo Meloni col ministro Nordio, vuole vietare l’uso dei trojan, per fare in modo che questi comportamenti dei politici non vengano giudicati e anzi, arrivino all’obiettivo di corrompere i malcapitati e lasciare che vincano la prepotenza, l’illegalità e la sopraffazione.<br />
E così, nel totale silenzio delle tivù, Catalfamo – da arrestato &#8211; risulta tuttora in carica all’Ars con il lauto stipendio da 20 mila euro al mese.<br />
Ditemi voi in quale democrazia al mondo succede che nessun cittadino o quasi, sappia qualcosa di una storia di corruzione per un politico che milita in un partito di governo. Solo in Italia!</p>
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		<title>La truffa alla Metro C di Roma taciuta dalla Rai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 May 2023 21:56:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano caltagirone]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[metropolitana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un argomento importante, che potrebbe essere trasmesso a Forum su Rete 4, riguarda l’inchiesta per truffa da 30 milioni di euro ai danni della Metro C, creata ad hoc per creare la terza linea metropolitana di Roma. Un colossale sperpero di 30 milioni di denaro pubblico pagati dalla stazione appaltante, Roma Metropolitane alla Metro C [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/L4k1uEHAfLc" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Un argomento importante, che potrebbe essere trasmesso a Forum su Rete 4, riguarda l’inchiesta per truffa da 30 milioni di euro ai danni della Metro C, creata ad hoc per creare la terza linea metropolitana di Roma.</p>
<p>Un colossale sperpero di 30 milioni di denaro pubblico pagati dalla stazione appaltante, Roma Metropolitane alla Metro C sottoforma di oneri di sicurezza.<br />
Oneri gonfiati ad arte, erogati dal Comune di Roma, dalla Regione Lazio e dal Ministero delle Infrastrutture in veste di enti co-finanziatori del metro, ma che secondo il pm Erminio Amelio non erano dovuti.</p>
<p>30 milioni incassati indebitamente dalle imprese costruttrici. Così sono stati rinviati a giudizio i vertici di Metro C per truffa aggravata ai danni dello Stato. Ossia il presidente Franco Cristini (in foto), nominato da Francesco Gaetano Caltagirone, editore del Messaggero e il maggior socio dell’azienda appaltante, il direttore dei lavori Enrico Molinari, il responsabile dei lavori Reginaldo Iori, il coordinatore della sicurezza Luigi Gargiulo e il direttore dei lavori Stefano Perotti.<br />
Bene, e adesso?<br />
Adesso succederà che all’udienza del prossimo 25 settembre, il gup Francesco Patrone dirà che è tutto prescritto.<br />
Sì perché la scoperta del raggiro risale al dicembre del 2015, ormai oltre 7 anni fa.</p>
<p>Quindi ai truffatori è convenuto incassare quei soldi perché facendo leva sulle prescrizioni italiane sempre più abbreviate dai governi Berlusconi, possono goderseli senza conseguenze.<br />
Poi, pazienza se i lavoratori della Metro C sono senza stipendio da febbraio. </p>
<p>Stanno aspettando la fusione con Roma Servizi per la Mobilità per uscire dalla messa in liquidazione che risale al 2019.<br />
Liquidazione che doveva essere «controllata», secondo l’ex assessore al Bilancio della giunta Raggi, Gianni Lemmetti.<br />
Ma in realtà è successo di tutto.<br />
L’ultimo disastro è stato il pignoramento dei conti da parte di due ditte creditrici dei cantieri, la Metrofil e De Sanctis.<br />
Per scongiurare il fallimento è intervenuto l’attuale assessore ai Trasporti del sindaco Gualdieri Eugenio Patanè che ha rassicurato le due ditte. </p>
<p>Così, col ritiro del pignoramento da 5 milioni e mezzo, sono state pagate le prime 2 rate da 1 milione e 6.<br />
Gli stipendi saranno pagati con fondi di Roma Capitale, soldi che arrivano dal governo per un totale di circa 15 milioni, per rimettere in piedi l’azienda pubblica spolpata, che finché si trova in liquidazione non può ricevere finanziamenti per opere pubbliche come quelle dei trasporti.<br />
Avrà un nuovo nome e da lì pagherà gli stipendi e i creditori.<br />
Il punto è che i 30 milioni vanno in cavalleria e nessuno ne parla.<br />
Come sono andati in cavalleria altri 300 milioni per precedenti indagini in cui tra i tanti prescritti c’è l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.</p>
<p>All’inizio ho citato Forum, ma potrei dire anche Porta a Porta, perché se queste porcherie delinquenziali avessero la visibilità televisiva che meritano, anziché le vicenduole familiari e i plastici di Cogne, probabilmente la coscienza collettiva di questo Paese addormentato sulle cazzate si sveglierebbe un po’.<br />
E magari il governo Meloni potrebbe sentirsi costretto ad abolire la prescrizione per questi reati come accade per gli omicidi.<br />
Ce ne andrebbe della salute dei nostri conti pubblici. Visto che a pagare queste nefandezze sono sempre i cittadini onesti che devono rinunciare ai servizi e al welfare in nome di 4 delinquenti prescritti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/05/21/la-truffa-alla-metro-c-di-roma-taciuta-dalla-rai/">La truffa alla Metro C di Roma taciuta dalla Rai</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Quegli arresti taciuti nel partito di Giorgia Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 May 2023 12:08:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una notizia passata sotto silenzio dai telegiornali e soprattutto dalle prime pagine, riguarda i guai giudiziari di 2 politici di Fratelli d’Italia in Sicilia. Si tratta degli ex assessori regionali Ruggero Razza, e Antonio Scavone del Mpa, sempre di area centrodestra, indagati a Catania in un’inchiesta di turbative e favori di assunzioni di figli e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/05/02/quegli-arresti-taciuti-nel-partito-di-giorgia-meloni/">Quegli arresti taciuti nel partito di Giorgia Meloni</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/2jyXfnS1gA0" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Una notizia passata sotto silenzio dai telegiornali e soprattutto dalle prime pagine, riguarda i guai giudiziari di 2 politici di Fratelli d’Italia in Sicilia.<br />
Si tratta degli ex assessori regionali Ruggero Razza, e Antonio Scavone del Mpa, sempre di area centrodestra, indagati a Catania in un’inchiesta di turbative e favori di assunzioni di figli e famigli, che ha mandato agli arresti domiciliari 3 medici e di un ex funzionario amministrativo dell’università. </p>
<p>Ebbene, sia Razza già ex assessore alla Sanità, che Scavone, già ex assessore al Lavoro, avrebbero favorito dei loro candidati in progetti finanziati con fondi pubblici. Ma soprattutto, nell’inchiesta c’è un arrestato: si tratta di Giuseppe Arcidiacono, 65 anni, che si era candidato a sindaco di Catania col partito di Giorgia Meloni, ma poi si era ritirato per appoggiare Enrico Trantino, sostenuto da tutto il centrodestra.</p>
<p>Ecco, questa notizia, che riguarda politici di un partito al governo di Roma per indagini dentro una Regione che ha quasi 5 milioni di abitanti, non ha avuto nessuna visibilità nazionale a differenza, ad esempio, di quando a Quarto, in Campania, cittadina di soli 40 mila abitanti, la procura indagò il consigliere comunale Giovanni De Robbio, in quanto sembrava sotto ricatto di un clan della camorra locale e che il clan lo avesse votato per il consiglio comunale.</p>
<p>La vicenda – che riguardava i 5 stelle, partito che era all’opposizione dell’allora governo Renzi – con De Robbio che fu subito espulso in via cautelare da Grillo e Casaleggio, finì su tutte le prime pagine per diversi giorni.<br />
In particolare, fu messa alla gogna la sindaca Rosa Capuozzo, nemmeno indagata e solo parte lesa, che subì addirittura una perquisizione domiciliare.</p>
<p>Il marito della sindaca in quei giorni finì indagato per abuso edilizio. Si trattava di una piccola mansarda non sanata con l’ultimo decreto Berlusconi del 2012.<br />
Insomma, la vicenda di Quarto tenne banco come se si fosse trattato dell’attentato alle Torri Gemelle.</p>
<p>Gli arresti in Sicilia di adesso di esponenti di Giorgia Meloni, che sono gli ultimi di una lunga serie, finiscono solo nelle brevissime delle pagine locali e per nulla sfiorate dai telegiornali.<br />
Questa è ancora l’Italia dell’inciucio tra l’informazione e la politica nel 2023.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/05/02/quegli-arresti-taciuti-nel-partito-di-giorgia-meloni/">Quegli arresti taciuti nel partito di Giorgia Meloni</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Lombardia, l&#8217;indagine per Fontana taciuta da tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 09:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco una notizia che le radio e le tivù magari accennano appena, ma non la spiegano. Riguarda il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Nell’aprile 2020, in pieno lockdown, con la scusa dell’emergenza sanitaria, la centrale acquisti della Regione Lombardia, compra 80 mila camici per mezzo milione di euro dalla Dama Spa, azienda di Andrea [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/04/05/lombardia-lindagine-per-fontana-taciuta-da-tutti/">Lombardia, l&#8217;indagine per Fontana taciuta da tutti</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/U-x5MSIQLzs" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ecco una notizia che le radio e le tivù magari accennano appena, ma non la spiegano. Riguarda il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.<br />
Nell’aprile 2020, in pieno lockdown, con la scusa dell’emergenza sanitaria, la centrale acquisti della Regione Lombardia, compra 80 mila camici per mezzo milione di euro dalla Dama Spa, azienda di Andrea e Roberta Dini, rispettivamente cognato e moglie di Fontana.</p>
<p>Il contratto avviene per affidamento diretto da parte della Regione, senza bando pubblico, e in spregio alle norme etiche sul conflitto di interessi, laddove un politico non può dare appalti ai parenti. Una situazione talmente evidente, che a giugno di 3 anni fa la racconta Report su Rai3 e così la vicenda diviene di dominio pubblico.</p>
<p>In quei giorni, il primo lotto di camici già consegnati, vengono stornati. L’azienda del cognato restituisce i soldi in fattura alla Regione dicendo di aver fatto una donazione.<br />
Ma è evidente che si tratta di una toppa peggiore del buco. E intanto l’ultimo lotto di camici viene bloccato.</p>
<p>Fontana, per rimediare la figuraccia, paga l’azienda di suo cognato e di sua moglie con un bonifico da 250 mila euro, prelevati da un suo conto corrente in Svizzera su cui ci sono oltre 5 milioni di euro.</p>
<p>Il bonifico viene segnalato come sospetto dalla banca ed è da qui che nasce l’indagine sui conti in Svizzera di Fontana, che sarà indagato per auto riciclaggio e da cui si verrà a capire tutto il papocchio.</p>
<p>Alla fine il gup del tribunale di Milano archivia Fontana perché la Svizzera non risponde alle richieste di trasparenza, in barba alle regole di trasparenza bancaria a cui diceva di aver aderito in Europa.<br />
Fontana si mostra alle telecamere per dirsi “commosso e felice per quei lombardi che hanno creduto alla sua onestà”.</p>
<p>Morale, adesso Attilio Fontana, uomo della Lega di Salvini nel frattempo rieletto presidente della Lombardia, si ritrova di nuovo indagato per frode in pubbliche forniture perché la Procura ha fatto ricorso in Appello. Oltre a Fontana sono indagati Filippo Bongiovanni e Carmen Schweigl, ex direttore generale ed ex dirigente della centrale acquisti della Regione, oltre a Pier Attilio Superti, all’epoca vicesegretario generale della Regione. Insomma, i magistrati non credono molto all’onestà di Fontana.</p>
<p>Poi, sia chiaro, un’indagine non è una condanna, ma tutta la vicenda dà l’idea della “statura” etica e istituzionale dei personaggi coinvolti. Fontana ha ingaggiato la ditta dei suoi famigli con i nostri soldi, e dopo essersi reso conto della fesseria ci ha preso per i fondelli tentando di farci credere che si fosse trattato di una donazione.<br />
Una vicenda che all’estero provocherebbe le dimissioni immediate in autotutela.<br />
Qui invece tacciono tutti e, anzi, Salvini va in tivù a parlar d’attro con tutto il governo di Roma complice del silenzio.</p>
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		<title>La procura: &#8220;AstraZeneca provoca trombosi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 05:28:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La trombosi cerebrale associata a livelli bassi di piastrine nel sangue (sindrome di Vitt) è probabilisticamente legata ad AstraZeneca&#8221;. Così il medico legale Luca Tajana e l’ematologo Franco Piovella, consulenti della Procura di Genova, scrivono nella relazione depositata agli atti sull&#8217;associazione tra del vaccino &#8220;Vaxzevria&#8221; di AstraZeneca con le forme di trombosi cerebrali costate la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La trombosi cerebrale associata a livelli bassi di piastrine nel sangue (sindrome di Vitt) è probabilisticamente legata ad AstraZeneca&#8221;. </p>
<p>Così il medico legale Luca Tajana e l’ematologo Franco Piovella, consulenti della Procura di Genova, scrivono nella relazione depositata agli atti sull&#8217;associazione tra del vaccino &#8220;Vaxzevria&#8221; di AstraZeneca con le forme di trombosi cerebrali costate la vita finora a 4 persone, tra cui Camilla Canepa, 18 anni e Francesca Tuscano, 32 anni, oltre ad altri due anziani.</p>
<p>E&#8217; la prima volta che questo tipo di associazione finisce su un atto giudiziario.</p>
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		<title>Soldi in cuccia, Cirinnà e il fratello usuraio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2021 08:35:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[monica cirinnà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La presenza degli operai ha di certo influito sulla decisione da parte del sindaco di Fiumicino Esterino Montino di denunciare il ritrovamento di 24 mila euro nella cuccia del cane. Quasi la metà delle 48 banconote da 500 euro risultano illeggibili al numero di serie, dunque prive di valore essendo state lasciate senza involucro o [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La presenza degli operai ha di certo influito sulla decisione da parte del sindaco di Fiumicino Esterino Montino di denunciare il ritrovamento di 24 mila euro nella cuccia del cane.<br />
Quasi la metà delle 48 banconote da 500 euro risultano illeggibili al numero di serie, dunque prive di valore essendo state lasciate senza involucro o protezioni.<br />
Nel teatrino della meraviglia, visto che Montino è marito di Monica Cirinnà, non va dimenticato che il fratello della senatrice del Pd, Claudio Cirinnà, nel luglio del 2020 fu arrestato in un blitz contro la camorra del clan Senese. Il reato contestato era usura. E&#8217; stato condannato con rito abbreviato a 4 anni e 8 mesi, e il figlio, nipote di Monica Cirinnà, a un anno e 4 mesi.<br />
Quindi, quei soldi lì nella tenuta di Capalbio non possono essere i risparmi del cane. Tantomeno li può aver messi il banchiere di Dio Enrico Cuccia. Una spiegazione di tutto quel denaro lì in un terreno della Maremma toscana, prima o poi dovrà arrivare.</p>
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		<title>Brescia, risate per il mais avvelenato ai bimbi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 21:07:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Io ogni tanto ci penso eh… Chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi… Sono stato consapevolmente un delinquente». Antonio Carucci, geologo responsabile commerciale della Wte, la ditta da cui sono uscite 150 mila tonnellate di fanghi tossici sparsi su 3 mila ettari di campi della bassa bresciana e del nord [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/05/26/brescia-risate-per-il-mais-avvelenato-ai-bimbi/">Brescia, risate per il mais avvelenato ai bimbi</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Io ogni tanto ci penso eh… Chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi… Sono stato consapevolmente un delinquente».</p>
<p>Antonio Carucci, geologo responsabile commerciale della <a href="https://wte-srl.it/" target="_blank" rel="noopener">Wte</a>, la ditta da cui sono uscite 150 mila tonnellate di fanghi tossici sparsi su 3 mila ettari di campi della bassa bresciana e del nord Italia.</p>
<p>È una delle tante intercettazioni contenute nelle 204 pagine dell’ordinanza con la quale il gip di Brescia Elena Stefana ha disposto il sequestro di 12 milioni di euro di proventi illeciti alla Wte di Giuseppe Giustacchini, dominus del traffico illecito di rifiuti, che al telefono con Simone Bianchini, ordina come camuffarli e come trovare terreni in cui spargerli «non mi faccio inculare dalla Forestale perché voi non mi avete trovato i terreni, perché la prossima volta mi chiudono eh!».</p>
<p>Antonio Carucci in un&#8217;altra conversazione dice ridendo: «Sono un mentitore!&#8230; Io…finisco all’inferno». Il pregiudicato per traffico illecito di rifiuti è al telefono con Ottavia Ferri, dipendente della Wte, che replica, sempre ridendo: «Lo facciamo per il bene dell’azienda!».</p>
<p>L&#8217;inchiesta comprende anche i reati di molestie olfattive, creazione di discariche abusive.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/05/26/brescia-risate-per-il-mais-avvelenato-ai-bimbi/">Brescia, risate per il mais avvelenato ai bimbi</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Pd, Ledo Gori pluri-imputato, 5 stelle zitti per Conte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 10:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cittadini delle zone contaminate riuniti in associazioni che aspettano risposte dal Pd toscano sullo stato di salute dei terreni e delle risorgive attorno alle loro case dopo l&#8217;inchiesta scandalo sulle concerie pisane. Il presidente toscano Eugenio Giani del Pd che ritira la leggina su misura pro-conciatori, con la quale potevano derogare e dribblare i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/04/29/pd-ledo-gori-pluri-imputato-5-stelle-zitti-per-conte/">Pd, Ledo Gori pluri-imputato, 5 stelle zitti per Conte</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I cittadini delle zone contaminate riuniti in associazioni che aspettano risposte dal Pd toscano sullo stato di salute dei terreni e delle risorgive attorno alle loro case dopo l&#8217;inchiesta scandalo sulle concerie pisane.</p>
<p>Il presidente toscano Eugenio Giani del Pd che ritira la leggina su misura pro-conciatori, con la quale potevano derogare e dribblare i controlli sversando nell&#8217;ambiente il mix di metalli velenosi scartati dalla produzione del cuoio assieme al cromo esavalente.</p>
<p>Per la recente revoca dell’incarico al capo di gabinetto Ledo Gori, lì su quella cadrega dai tempi dell’attentato alle Torri gemelle, c’è voluta l’<a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/04/27/concerie-pisane-soldi-al-pd-cromo-in-falda/" target="_blank" rel="noopener">ennesima inchiesta</a> da parte della Dda di Firenze a braccetto con la Procura per rimuovere un personaggio così.</p>
<p>Visto che Ledo Gori non è indagato solo a Firenze sul caso collegato alla &#8216;ndrangheta in affari per lo sversamento dei veleni nell’ambiente. Ledo Gori è indagato anche a Pisa dalla pm Flavia Alemi per corruzione in un’inchiesta su uno scambio di voti-nomine di psichiatri alla Asl Pisa Nord-Ovest nel 2015, quando presidente della Toscana era Enrico Rossi del Pd. Inchiesta in cui risultano imputati il medico Alfredo Sbrana e il direttore sanitario della Asl Mauro Maccari.</p>
<p>Questo è il Pd del 2021 fatto di pluri imputati col quale il toscano Giuseppe Conte conta un abbraccio mortale da capo del Movimento 5 stelle in pectore. Senza che un solo grillino &#8211; nemmeno di quelli della Toscana &#8211; gridi allo scandalo. 5 stelle! Ma ci siete o ci fate?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/04/29/pd-ledo-gori-pluri-imputato-5-stelle-zitti-per-conte/">Pd, Ledo Gori pluri-imputato, 5 stelle zitti per Conte</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Il nuovo Pd: inchieste e niente 5 stelle</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2018/12/18/il-nuovo-pd-inchieste-e-niente-5-stelle/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-nuovo-pd-inchieste-e-niente-5-stelle</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 10:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>
		<category><![CDATA[tav]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nicola Zingaretti e Maurizio Martina In Piemonte, il Pd Davide Gariglio chiede l&#8217;intervento della Corte dei Conti per far rimuovere 4 dei 6 componenti della Commissione di valutazione dei costi-benefici della Tav, nominati da Marco Ponti per conto del ministro Toninelli. Tecnici accusati di essere un network privato a giudizio di un&#8217;opera pubblica, essendosi espressi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/12/18/il-nuovo-pd-inchieste-e-niente-5-stelle/">Il nuovo Pd: inchieste e niente 5 stelle</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/maurizio-martina-nicola-zingaretti.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14931" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/maurizio-martina-nicola-zingaretti-490x271.jpg" alt="" width="490" height="271" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/maurizio-martina-nicola-zingaretti-490x271.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/maurizio-martina-nicola-zingaretti.jpg 572w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a><br />
<strong>Nicola Zingaretti e Maurizio Martina</strong></p>
<p>In Piemonte, il Pd Davide Gariglio chiede l&#8217;intervento della Corte dei Conti per far rimuovere 4 dei 6 componenti della Commissione di valutazione dei costi-benefici della Tav, nominati da Marco Ponti per conto del ministro Toninelli. Tecnici accusati di essere un network privato a giudizio di un&#8217;opera pubblica, essendosi espressi già in passato contro la Torino-Lione e avendo legami con la Trt, società milanese fondata da Ponti che li ha voluti. Insomma, un Pd che vuol punire la coerenza di un partito &#8211; Movimento 5 stelle &#8211; che si è sempre detto contro la Tav. Infatti, coerentemente alla linea del Pd, i candidati alla segreteria del Pd nazionale, Nicola Zingaretti e Maurizio Martina, concordano su un punto: &#8220;nessun accordo con i 5 stelle&#8221;. I due rampanti preferiscono continuare col Pd della Calabria, quello del governatore del Pd Mario Oliverio, messo agli arresti domiciliari, accusato di aver favorito i finanziamenti per un impianto sciistico fantasma a Lorica (suo luogo di origine, &#8220;<em>pressato dagli operatori turistici locali</em>&#8220;), e fatto rallentare i lavori in una piazza di Cosenza per evitare la bella figura al centrodestra che governa la città. Richiesta arrivata anche dalla deputata Enza Bruno Bossio e dal consigliere regionale Nicola Adamo, ovviamente entrambi del Pd. Va da sé che la finanza ha perquisito la Regione Calabria, sigillato armadi e portato via faldoni per l&#8217;inchiesta che riguarda, oltre al governatore, diversi dirigenti regionali di nomina Pd accusati di corruzione dal procuratore Nicola Gratteri. Nel mirino c&#8217;è l&#8217;imprenditore Giorgio Ottavio Barbieri, riferimento del clan Muto di Cetraro, interessato a guadagnare dalle opere pubbliche finite alla lente della Procura di Reggio Calabria.</p>
<p>Mentre Martina e Zingaretti non faranno &#8211; giustamente &#8211; accordi con i 5 stelle, scopriamo che il gip di Roma Gaspare Sturzo ha chiesto il rinvio a giudizio per ostacolo a organismo di vigilanza di Gianluca Bolengo, il broker di Carlo De Benedetti, che grazie alla legge sulle popolari imminente comunicata dall&#8217;allora premier Pd Renzi, guadagnò 600 mila euro in azioni proprio grazie all&#8217;approvazione di quel decreto (gennaio 2016). Bolengo doveva segnalare l&#8217;anomala comunicazione alla Consob invece che far guadagnare soldi all&#8217;editore di Repubblica, giornale di riferimento del Pd.</p>
<p>Martina e Zingaretti sono proprio dei ganzi.</p>
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		<title>Beppe e l&#8217;amico Gino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2015 23:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/gino-paoli-beppe-grillo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13464" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/gino-paoli-beppe-grillo.jpg" alt="Grillo, giustizia fa il suo corso ma quanto costa?" width="457" height="304" /></a></p>
<p>Che cosa accade se un magistrato sente un cittadino che al telefono dice al suo commercialista &#8220;<em>Quei 2 milioni in Svizzera? Erano anche pagamenti in nero ricevuti per concerti alle Feste dell’Unità</em>&#8220;? Come minimo, essendo obbligato all&#8217;azione penale, non appena sente puzza di reato, indaga. E&#8217;, infatti, quello che sta facendo il pm genovese Nicola Piacente nei confronti di <strong>Gino Paoli</strong>. L&#8217;intercettazione rientra nel calderone di colloqui agli atti dell&#8217;inchiesta sulla Carige, la banca in perdita per centinaia di milioni, per la quale si trova già da tempo ai domiciliari l&#8217;ex presidente dell&#8217;istituto Giovanni Berneschi. Detto questo, Gino Paoli, oltre che illustre cantautore, è anche presidente della Siae. Carrozzone antiquato da sempre impegnato a rastrellare più soldi possibile da garantire agli artisti gelosi dei loro cosiddetti diritti di casta. Pardon, d&#8217;autore. Il buon Gino, in questi due anni di presidenza dell&#8217;ente (inutile e dannoso), ha dedicato molto tempo al pressing sul ministro Dario Franceschini affinché varasse una tassa da 9 euro su smartphone e pen drive da devolvere alla Siae col pretesto che &#8220;<em>chi ha una chiavetta scarica musica eludendo i diritti d&#8217;autore</em>&#8220;, dimenticando che spesso le canzoni si sentono in streaming. Poco male, si dirà. Ognuno tutela i propri interessi, e Paoli cura quelli dei cantanti. Gino Paoli ha alle spalle una mezza legislatura da deputato comunista, per la quale percepisce 3.000 euro lordi al mese di vitalizio, come Cicciolina e altre insigni personalità della politica italiana sui generis. Paoli, ora che è indagato di evasione fiscale per i due milioni citati incautamente nella telefonata agli atti col suo commercialista (Andrea Vallebuona già arrestato l&#8217;estate scorsa sempre per l&#8217;inchiesta Carige), si è auto-sospeso dalla presidenza della Siae. Meglio sarebbero state le dimissioni. Giusto e saggio è stato l&#8217;invito ufficiale alle dimissioni dei parlamentari del Movimento 5 stelle. Incuranti, giustamente, del fatto che Gino Paoli sia, oltre che apprezzato cantautore, concittadino e dirimpettaio di <strong>Beppe Grillo</strong> a Genova, col quale lo lega un&#8217;amicizia quarantennale. Grillo e Paoli sono vicini di casa anche in Kenya, hanno lo stesso dentista, e il buen ritiro acquistato a Marina di Bibbona dal comico, è stato frutto di un consiglio proprio del cantautore genovese che ha una villa a San Vincenzo, poco distante. I due amici, in qualche sporadica occasione degli anni d&#8217;oro, sono stati anche partner alle famigerate feste de l&#8217;Unità. Delle quali Grillo ha onestamente esibito una fattura di pagamento per smentire le stupide chiacchiere di un sindacalista sprovveduto che accusava il comico di farsi pagare in nero. <strong>Nero</strong> che, invece, proprio l&#8217;amico Gino cita senza giri di parole al suo contabile. Preoccupato di come usare quei soldi non scudati grazie all&#8217;apposito decreto dell&#8217;epoca Berlusconi-Tremonti.</p>
<p>Insomma, ce n&#8217;è abbastanza quantomeno per indagare e accertare che Paoli sia in regola col fisco italiano. Ce n&#8217;è abbastanza per pensare che in Italia abbiamo una magistratura ancora efficiente nel perseguire i reati fiscali, che nel mondo musicale non riguardano soltanto Paoli. Sotto indagine ci sono, o sono stati in passato, Gianna Nannini, Renato Zero, Vasco Rossi e altri. Nessuno di loro è da considerare mostro in prima pagina. Sono solo personaggi pubblici più fortunati e agiati di altri che, giustamente, vengono controllati. Non si capisce dunque, quale meraviglia garantista ci debba essere da parte di Grillo nei confronti dell&#8217;amico Gino per l&#8217;indagine che lo riguarda. Non si devono indagare gli ottuagenari? Gino non è mica l&#8217;unico, e nemmeno il più vecchio. Napolitano è stato chiamato a testimoniare al processo sulla trattativa a 90 anni. Berlusconi si avvia all&#8217;ottantina e ha tre processi pesanti per i quali rischia una quindicina d&#8217;anni di carcere. Se giustizia dev&#8217;essere, giustizia sia per tutti, senza distinzioni. Se Paoli è un contribuente onesto, siamo certi, lo dimostrerà. Che poi i giornali scrivano che Grillo si sia servito del suo blog per &#8220;<em>difendere l&#8217;amico Gino</em>&#8220;, questo io non sono riuscito ad assodarlo. Sul blog di Grillo non ho trovato traccia di difese nei confronti di Paoli. Mi limito a rilevare con meraviglia le dichiarazioni di Grillo virgolettate sui giornali, che sono sostanzialmente assolutorie e che ricordano i vari Salvini-Bossi, Ghedini-Berlusconi, Boschi-Renzi e compagnia bella. Grillo rimane il capo politico del secondo partito italiano, quello più nuovo e più garantista al contrario, nel senso buono e onesto del termine. Quello che non tollera i sospetti e che ha un rispetto preventivo per i magistrati. Se davvero Grillo si fosse servito del blog per &#8220;<em>difendere</em>&#8221; Paoli, avrebbe usato comunque l&#8217;organo ufficiale del partito. Smentito, per fortuna, dai deputati a 5 stelle. Che, con prudente silenzio, proseguono la loro mission politica con la schiena diritta. Ecco, se Grillo avesse mai intenzione di difendere un cittadino indagato per evasione fiscale, spero lo faccia, per prudenza, con quattro amici al bar, come ricorda un indimenticabile successo di Paoli. Non sul blog. Auguri al cantautore.</p>
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		<title>Il Pd cool de sac</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2013 09:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12364" alt="matteo renzi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/09/matteo-renzi2-490x260.jpg" width="490" height="260" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/09/matteo-renzi2-490x260.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/09/matteo-renzi2.jpg 640w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></p>
<p>Il nostro Paese è flagellato dalla recessione economica, dalla mancanza di denaro in circolo, dai debiti che lo Stato non paga più alle imprese, dall&#8217;emorragia di connazionali in cerca di umili posti di lavoro all&#8217;estero, dalla corruzione e da una classe politica di pagliacci che cerca nell&#8217;affermazione personale una via d&#8217;uscita da una disperata prospettiva di insopportabile anonimato. <strong>Matteo Renzi</strong> rispecchia bene questo modello di italiano. Un sindaco primadonna che si è montato la testa da quando girando qua e là le feste del Pd, tenta di eccitare le platee di anzianotti muniti di pane e salamella, nell&#8217;illusione di proporsi come novello leader di un partito rimasto al Novecento. Le sue apparizioni avvengono nei cosiddetti fortini dell&#8217;ormai defunta sinistra italiana. Morta assieme alla classe operaia rimasta disoccupata o al massimo con qualche contratto precario.</p>
<p>Vai dove vai, città o quartiere che sia, il Pd, come un virus letale, ha in giro qualche scheletro da camuffare. E&#8217; così che Renzi appare a Sesto San Giovanni, dove gli (ex) operai locali hanno ancora indigesto il boccone di <strong>Filippo Penati</strong>, l&#8217;ex sindaco della segreteria di Bersani finito in merda per un&#8217;inchiesta di mazzette ancora in pieno svolgimento. I giornali hanno scritto di &#8220;<em>2 mila persone</em>&#8221; ai piedi del sindaco di Firenze che vuole portare via i voti ai 5 stelle. Poco male se in realtà i tesseramenti già scarsucci del fu primo partito della cosiddetta opposizione italiana, si sono ulteriormente dimezzati nelle roccheforti emiliane, toscane e pure lombarde (come appunto Sesto) dopo le larghe intese &#8220;<em>cool</em>&#8220;. Vai dove vai, il Pd nazionale si porta il fardello dell&#8217;ex tesoriere <strong>Luigi Lusi</strong> (che somiglia a Fiorito), finito nei guai per uso e abuso del malloppo di soldi dei cittadini camuffato da rimborso, che il Pd, nonostante le prediche di Renzi, continua a mangiarsi alle spalle degli italiani in crisi. Vai dove vai, in Umbria hanno appena arrestato l&#8217;ex governatrice <strong>Maria Rita Lorenzetti</strong> per &#8220;<em>scambi di favori e consulenze al marito</em>&#8220;. Vai dove vai, in Abruzzo, l&#8217;ex governatore piddino <strong>Ottaviano Del Turco</strong> ha appena incassato una condanna per tangenti milionarie grazie a &#8220;<em>prove schiaccianti</em>&#8220;. Vai dove vai in Puglia c&#8217;è Gianpi Tarantini, spacciatore di coca e di escort per i momenti &#8220;<em>cool</em>&#8221; bipartisan, che ha detto ai giudici di aver dato tangenti non solo al Pd <strong>Marco Frisullo</strong>, ma anche a <strong>Michele Mazzarano</strong>, altro guru del Pd pugliese. Vai dove vai, in Lazio trovi l&#8217;ex responsabile nazionale del Pd <strong>Franco Pronzato,</strong> consigliere Enac per il trasporto aereo, arrestato per corruzione e frode fiscale per una tangente di 40.000 euro pagata da alcuni imprenditori aeronautici. Vai dove vai, in Campania trovi <strong>Antonio Bassolino</strong> imputato di abuso di ufficio nel maxi processo sui rifiuti (ormai in prescrizione) e poco più giù, a Salerno, l&#8217;incompatibile sindaco <strong>Vincenzo De Luca,</strong> già condannato per reati ambientali nella comoda veste di primo cittadino e viceministro. Vai dove vai, la Calabria non ha ancora scordato l&#8217;ex presidente piddino <strong>Agazio Loiero</strong>. Suo il record nazionale di indagati e imputati in consiglio regionale a maggioranza Pd. Vai dove vai e in Sicilia non c&#8217;è solo il trito e ritrito <strong>Mirello Crisafulli</strong> che baciava i boss. Del Pd è anche <strong>Ciro Caravà,</strong> sindaco di Campobello di Mazara arrestato con l&#8217;accusa di associazione mafiosa. Ecco, con un Pd nazionale così &#8220;<em>cool</em>&#8220;, paiono nulla gli ingressi in contromano in autostrada del governatore l(o)gore <strong>Claudio Burlando</strong> (Pd), che al posto della patente esibiva ai poliziotti il tesserino scaduto da deputato, piuttosto che l&#8217;uso della carta di credito dell&#8217;ex sindaco di Bologna <strong>Flavio Delbono</strong> per l&#8217;ex Cinzia Cracchi. Fa quasi tenerezza ricordare <strong>Piero Marrazzo,</strong> martirizzato per il suo debole per i trans. Forse l&#8217;unico &#8220;<em>cul</em>&#8221; suo malgrado rimasto al Pd. Il resto sono soltanto chiacchiere di un personaggio, Renzi, che si presta alla causa per offuscare quello che è davvero il Pd. Un partito di sistema basato sui voti di scambio destinato a finire come il Pdl. Il M5s si prepari a governare.</p>
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		<title>Ma che bravo l&#8217;ex prefetto!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 May 2013 06:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Bruno Ferrante ha operato e non impedito, con continuità e piena consapevolezza, una massiva attività di sversamento nell’aria e nell’ambiente di sostanze nocive per la salute umana, animale e vegetale, diffondendo tali sostanze nelle aree interne allo stabilimento, nonché rurali ed urbane. In particolare, IPA, benzo (a) pirene, diossine, metalli ed altre polveri nocive determinando [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Bruno Ferrante ha operato e non impedito, con continuità e piena consapevolezza, una massiva attività di sversamento nell’aria e nell’ambiente di sostanze nocive per la salute umana, animale e vegetale, diffondendo tali sostanze nelle aree interne allo stabilimento, nonché rurali ed urbane. In particolare, IPA, benzo (a) pirene, diossine, metalli ed altre polveri nocive determinando gravissimo pericolo e cagionando eventi di malattie e morte nella popolazione</em>». Testo dell&#8217;inchiesta dei magistrati di Taranto con la quale hanno sequestrato 8,1 miliardi alla famiglia Riva sottratti dai bilanci Ilva, 7 dei quali nascosti in società off-shore. L’ex prefetto di Milano era la “<em>garanzia di legalità</em>” che convinse il governo Monti ad autorizzare la ripresa della produzione.</p>
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		<title>Sanguisughe di strada</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 14:13:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Mi hanno chiesto 700 euro per lavare il sangue di mio figlio dall’asfalto”. Denuncia di una madre dalla quale è partita un&#8217;indagine per abuso d’ufficio nell’appalto che il Comune di Roma ha assegnato per chiamata diretta alla SeA.spa Sicurezza&#38; Ambiente, società che ripulisce e risana la viabilità dopo gli incidenti stradali.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Mi hanno chiesto 700 euro per lavare il sangue di mio figlio dall’asfalto</em>”. Denuncia di una madre dalla quale è partita un&#8217;indagine per abuso d’ufficio nell’appalto che il Comune di Roma ha assegnato per chiamata diretta alla SeA.spa Sicurezza&amp; Ambiente, società che ripulisce e risana la viabilità dopo gli incidenti stradali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/04/sanguisughe-di-strada/">Sanguisughe di strada</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Formigoni, intervista senza domande</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2012 04:41:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[roberto formigoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Avevate detto che volevate fare un’intervista politica, questo è solo pettegolezzo». Roberto Formigoni riattacca stizzito dopo l&#8217;intervista telefonica a Radio Capital, senza che i conduttori siano riusciti a fargli domande sui viaggi in Patagonia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Avevate detto che volevate fare un’intervista politica, questo è solo pettegolezzo</em>». Roberto Formigoni riattacca stizzito dopo l&#8217;intervista telefonica a Radio Capital, senza che i conduttori siano riusciti a fargli domande sui viaggi in Patagonia.</p>
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		<title>&#8220;Boni tacque alla proposta di tangenti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2012 11:53:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[davide boni]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[massimo buscemi]]></category>
		<category><![CDATA[michele ugliola]]></category>
		<category><![CDATA[tangenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Io mi ritenni offeso dalla proposta della tangenge succulenta, ed ero anche impaurito per la situazione in cui mi trovavo. La mia percezione era che Davide Boni non fosse a disagio. Ricordo anche che al mio rifiuto non seguì quello di Boni, che sul punto non disse nulla, non dissentendo dalla proposta». Massimo Buscemi ex [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Io mi ritenni offeso dalla proposta della tangenge succulenta, ed ero anche impaurito per la situazione in cui mi trovavo. La mia percezione era che Davide Boni non fosse a disagio. Ricordo anche che al mio rifiuto non seguì quello di Boni, che sul punto non disse nulla, non dissentendo dalla proposta</em>». <strong>Massimo Buscemi</strong> ex assessore lombardo (Pdl) ai giudici di Milano racconta la sua versione di un incontro a cena a 3 al ristorante &#8220;A Riccione&#8221; con l&#8217;architetto Ugliola, nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta che vede indagato per tangenti il leghista Davide Boni.</p>
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		<title>A quando le dimissioni di Nicole Minetti?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 09:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[bunga bunga]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[nicole minetti]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[ruby]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nicole Minetti fa la consigliera regionale in Lombardia nel Pdl. E&#8217; stata eletta nel listino blindato del presidente Formigoni (eletto fuorilegge per la quarta volta e con una lista corroborata da centinaia di firme false), fedele ciellino vergine e illibato che se fossero tutti come lui si estinguerebbero nell&#8217;arco di una generazione. E&#8217; lei la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6324" title="Berlusconi candida la soubrette Nicole Minetti alle elezioni regionali - La Minetti nella trasmissione Tv Scorie" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/01/nicole-mineti.jpg" alt="" width="200" height="253" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/01/nicole-mineti.jpg 400w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/01/nicole-mineti-236x300.jpg 236w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>Nicole Minetti fa la consigliera regionale in Lombardia nel Pdl. E&#8217; stata eletta nel listino blindato del presidente Formigoni (eletto fuorilegge per la quarta volta e con una lista corroborata da centinaia di firme false), fedele ciellino vergine e illibato che se fossero tutti come lui si estinguerebbero nell&#8217;arco di una generazione.</p>
<p>E&#8217; lei la &#8220;<em>delegata della presidenza del Consiglio</em>&#8221; che prelevò dalle istituzioni (la questura di Milano) la minorenne Ruby per consegnarla alla prostituta brasiliana Conceicao un&#8217;ora dopo alla sua casa milanese di Via Villoresi 19. E&#8217; stato il presidente del Consiglio a &#8220;<em>concussare</em>&#8221; il capo di gabinetto della questura Pietro Ostuni intimandogli di &#8220;<em>liberare la nipote di Mubarak</em>&#8221; contro l&#8217;ordine del magistrato minorile Anna Maria Fiorillo che ne aveva chiesto la custodia in una struttura protetta. Del resto Ruby, oltre che minorenne, era senza documenti, senza fissa dimora e senza reddito.</p>
<p>Ebbene Nicole Minetti, oltre ad aver assecondato una pretesa illegale del suo capo partito, sapeva che Ruby era minorenne e che era stata molte notti ad Arcore durante i bunga bunga. Gliel&#8217;aveva confermato persino il premier stesso durante una telefonata in cui si augurava che &#8220;<em>nessuno sapesse&#8230;</em>&#8220;.<br />
<strong>Che cosa ci fa una persona così nelle istituzioni</strong>? Che cosa aspettano le opposizioni del Pirellone a chiederne le dimissioni immediate? Come può un presidente come Formigoni  dichiarare &#8220;<em>non so nulla delle carte</em>&#8221; che riguardano la sua pupilla (il culo era la Ruby per il premier) ammesso e non concesso che sia di discutibile moralità  che una consigliera blindata nel listino di un verginello ciellino come lui, potrebbe aver preso parte ai bunga bunga in topless a &#8220;<em>strusciarsi contro il premier</em>&#8221; assieme ad altre meteorine e interpreti di &#8220;Camera café&#8221;?</p>
<p>&#8220;<em>Giurami che non ti prende male, nel senso cioé ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei. Per l&#8217;amor del cielo ne vedi di ogni, cioé nel senso la disperaticion più totale, cioé capirai c’é gente per cui é l’occasione della vita, quindi ne vedi di ogni, fidati di me, punta sul francese che lui sbrocca gli prende bene, digli tutto quello che fai, eccetera eccetera &#8230; Ci sono varie tipologie di persone, c’é la zoccola, c’é la sudamericana che non parla italiano e viene dalle favelas, c’é quella un pò più seria, c’é quella di mezzo tipo.</em>&#8221;<br />
E&#8217; Nicole Minetti al cellulare che giustifica all&#8217;amica romagnola T.M. che uscirà  &#8220;<em>schifata da quel puttanaio&#8230;</em>&#8221; un &#8220;papi&#8221; che paga in cash attorniato da persone bisognose e in difficoltà  di qualunque estrazione sociale. Del resto lei, cerbiatta prediletta del primo ministro, ha ricevuto in regalo l&#8217;intestazione di 3 appartamenti. Che le manca?</p>
<p>Dopo i Ponzoni e gli Abelli scopriamo un&#8217;altra bella persona di grande moralità  in regione Lombardia. Ai &#8220;<em>servizietti</em>&#8221; di un ricco pappone corruttore che se non farà  la fine di Ben Alì in questi giorni, dovrà  essere rieletto in elezioni anticipate in &#8220;pompa&#8221; magna. Magari con la Minetti vicepremier.</p>
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		<title>Un triste Panorama di dossier mafiosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 16:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[dossier]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo amadori]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[panorama]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rischia fino a 8 anni di galera Fabio Diani, l&#8217;appuntato della Guardia di Finanza di Pavia arrestato su ordine del Gip di Milano Roberta Nunnari per gli oltre mille accessi abusivi agli archivi informatici delle Fiamme Gialle eseguiti tra il gennaio 2008 e l&#8217;ottobre 2009. I pm Elio Ramondini e Alberto Nobili accusano il finanziere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="540" height="302" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oLg-g2xfiP8?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="540" height="302" src="http://www.youtube.com/v/oLg-g2xfiP8?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Rischia fino a 8 anni di galera <strong>Fabio Diani</strong>, l&#8217;appuntato della Guardia di Finanza di Pavia arrestato su ordine del Gip di Milano <strong>Roberta Nunnari</strong> per gli oltre mille accessi abusivi agli archivi informatici delle Fiamme Gialle eseguiti tra il gennaio 2008 e l&#8217;ottobre 2009. I  pm <strong>Elio Ramondini</strong> e <strong>Alberto Nobili</strong> accusano il finanziere di aver passato informazioni riservate e dati sensibili al giornalista di Panorama <strong>Giacomo Amadori</strong> (indagato), di componenti della famiglia Agnelli, Antonio Di Pietro, Luigi De Magistris, Gioacchino Genchi, il giudice Raimondo Mesiano, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Patrizia D&#8217;Addario e altri di cui si saprà  (ci saranno anche blogger?).</p>
<p>Il cosiddetto &#8220;<em>cronista di punta</em>&#8221; come lo definisce il direttore di Panorama <strong>Giorgio Mulé</strong>, avrebbe scritto articoli che contengono informazioni estratte dalle violazioni delle banche dati &#8220;<em>di interesse pubblico e militare</em>&#8221; ad opera di Fabio Diani durante gli orari di servizio. Analogie che sarebbero emerse da una scansione degli articoli di Amadori pubblicati sul settimanale di Berlusconi nel 2008 e nel 2009.</p>
<p>Giacomo Amadori, ultimamente, era apparso  sui giornali citato dal fotografo sardo <strong>Alfredo Zappadu</strong> che si era rivolto proprio a lui per tentare di vendere agli house organ berlusconiani i famosi scatti &#8220;rubati&#8221; alla villa in Sardegna in cui si vede il premier tra escort e falli eretti a bordo piscina. Nell&#8217;esposto del piduista si legge che &#8220;<em>Amadori consegna il materiale al direttore Belpietro che, immediatamente, gira allâ€™avvocato Ghedini</em>&#8220;.</p>
<p>Lo scorso Gennaio sulle pagine di Panorama Amadori si era pure inventato un fantomatico <strong>dossier dei magistrati di Bari</strong>, che per ordire un inesistente complotto a danno della reputazione del premier (ce n&#8217;era bisogno?) si sarebbero serviti proprio della D&#8217;Addario &#8220;<em>consegnata a Gianpi Tarantini</em>&#8220;. Come sappiamo, invece, il premier paga le escort a suon di migliaia di euro. La bufala sarebbe stata opera di una soffiata dell&#8217;ex convivente della D&#8217;Addario <strong>Giuseppe Barba</strong> (arrestato anni fa per averla sfruttata come prostituta) secondo cui la escort barese era andata a Doha con un milione e mezzo di euro per conto di politici. Ovviamente era tutto falso. Nessun complotto, nessuna indagine e nessun arresto di magistrati é stato eseguito a Bari.</p>
<p>L&#8217;unica conferma che emerge con l&#8217;arresto di Fabio Diani é che la corte dei servi del piduista é <strong>perennemente impegnata a fabbricare dossier infamanti</strong> nei confronti di figure scomode alla cricca del puttaniere servendosi dei mezzi più disparati. Dall&#8217;agente betulla (Renato Farina al soldo dei servizi segreti) passando per il genovese Guzzardi (che si autospediva le minacce firmate Br) senza dimenticare i dossier illegali del Sismi di Pollari e Pompa, Brachino manomorta col giudice Mesiano, Feltri che sputtana Boffo, Fini, Di Pietro, la patetica sceneggiata dell&#8217;inesistente attentato a Maurizio Belpietro, Nicola Porro che avverte Arpisella di &#8220;<em>rompere il cazzo 20 giorni alla Marcegaglia</em>&#8220;, Paolo Liguori che manda &#8220;<em>Macchi lì in Sardegna</em>&#8221; per sputtanare il procuratore Caselli sul sequestro Melis, Lino Jannuzzi che proprio su Panorama si inventa un incontro mai avvenuto a Lugano tra la Boccassini e altri 3 magistrati &#8220;<em>per incastrare Berlusconi</em>&#8221; (condannato a 2 anni e 9 mesi per diffamazione aggravata e portato in Senato). Insomma, siamo davanti a una pericolosa e inesauribile cricca che ricorda gli anni di piombo.</p>
<p>Di Pietro, Travaglio, Genchi&#8230; li vedremo domattina a Mattino 5 di Paolo Del Debbio com&#8217;é stato per il bufalaro Belpietro?</p>
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		<title>Indagato il Pdl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 19:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roberto Formigoni del Pdl presidente della Lombardia é indagato a Milano per inquinamento. La sindaca di Milano Letizia Moratti &#8220;birichetto&#8221; del Pdl, é indagata a Milano per inquinamento ma é già  stata anche condannata dalla Corte dei conti per le assunzioni d&#8217;oro. Il presidente della provincia di Milano Claudio Podestà  del Pdl, é indagato a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-3395" title="belpaese-di-merda" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/12/belpaese-di-merda.jpg" alt="belpaese-di-merda" width="226" height="238" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/12/belpaese-di-merda.jpg 452w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/12/belpaese-di-merda-284x300.jpg 284w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /></strong></p>
<p><strong>Roberto Formigoni</strong> del Pdl presidente della Lombardia é indagato a Milano per inquinamento.<br />
La sindaca di Milano <strong>Letizia Moratti</strong> &#8220;birichetto&#8221; del Pdl, é indagata a Milano per inquinamento ma é già  stata anche condannata dalla Corte dei conti per le assunzioni d&#8217;oro.<br />
Il presidente della provincia di Milano <strong>Claudio Podestà </strong> del Pdl, é indagato a Milano per inquinamento.<br />
<strong>Rosanna Gariboldi</strong> del Pdl,  assessore alla provincia di Pavia, é in galera per l&#8217;inchiesta sulle bonifiche che sembra mancare Formigoni soltanto di un soffio.<br />
<strong>Sandra Lonardo</strong>, moglie di Clemente Mastella dell&#8217;euroPdl, é in libertà  vigilata fuori dalla Campania accusata di truffa, falso, concussione, abuso d&#8217;ufficio e associazione per delinquere in un&#8217;inchiesta su appalti e raccomandazioni.</p>
<p>La parlamentare <strong>Linda Savino</strong> del Pdl, é indagata a Bari in un&#8217;inchiesta di riciclaggio.<br />
Il presidente della provincia di Napoli <strong>Luigi Cesaro</strong> del Pdl, teme di essere arrestato per possibili accuse di associazione mafiosa nell&#8217;inchiesta che coinvolge <strong>Nicola Cosentino</strong> del Pdl.<br />
Anche il vicecapogruppo alla Camera <strong>Italo Bocchino</strong> del Pdl é indagato nell&#8217;ambito della stessa inchiesta.<br />
<strong>Silvio Berlusconi</strong> leader maximo del Pdl, é imputato di corruzione in atti giudiziari a Milano e imputato anche nel processo Mediaset. E&#8217; in attesa di sapere se sarà  rinviato a giudizio anche a Napoli per compravendita di senatori e rischia un&#8217;indagine per concorso in strage.<br />
<strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong> del Pdl, é imputato nel processo d&#8217;appello di concorso esterno in associazione mafiosa dopo una condanna in primo grado a nove anni. Anche lui rischia un&#8217;indagine per concorso in strage.<br />
Il ministro <strong>Altero Matteoli</strong> del Pdl doveva essere imputato di favoreggiamento a Livorno ma il pdl ha negato ai magistrati l&#8217;autorzzazione a procedere nei suoi confronti.<br />
Anche nei confronti del sottosegretario <strong>Alfredo Mantovano</strong> del Pdl le indagini non sono continuate perché il Pdl ha negato l&#8217;autorizzazione a procedere.</p>
<p>Il ministro <strong>angelino alfano</strong> del Pdl é indagato a Bari per abuso d&#8217;ufficio.<br />
Il ministro <strong>Raffaele Fitto</strong> del Pdl é imputato a Bari in due processi per peculato e turbativa d&#8217;asta.<br />
I due ministri del Pdl sono <strong>indagati insieme anche a Roma</strong> per abuso d&#8217;ufficio, accusati di aver rallentato la designazione del magistrato che doveva indagare Fitto del Pdl. L’indagine é nata da un’intercettazione telefonica.<br />
Un assessore e due consiglieri regionali della Liguria, tra cui <strong>Nicola Abbundo</strong> del pdl, sono indagati a Genova per corruzione, turbativa d&#8217;asta e truffa nella spartizione di 30 milioni di euro di fondi europei.</p>
<p>Il sottosegretario <strong>Nicola Cosentino</strong> del Pdl é indagato  perché ritenuto referente dei casalesi da alcuni camorristi pentiti. Anche per lui <strong>niente arresto</strong> come richiesto dal magistrato.</p>
<p>Mi fermo qui perché rischio di perdermi. Oltre che di perdere il conto (per difetto) delle magagne dei furbetti del Pdl. Fermo restando che nessuno di questi Pdl risulta dimesso dalle cariche istituzionali. In Italia non fa più notizia. Fa soltanto ridere.</p>
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		<title>Petrolio nella falda di Cremona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 22:16:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cremona]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cremona é la città  dei liutai, la città  del torrone e la città  del petrolio nelle falde acquifere. La raffineria della Tamoil di Cremona sorge lungo la circonvallazione della città  e il suo perimetro confina con i palazzi di un quartiere abitato. Il suo essere &#8220;oro nero&#8221; cittadino l&#8217;ha resa intoccabile. Per anni e anni, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1702" title="tamoil-cremona" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2009/03/tamoil-cremona.jpg" alt="tamoil-cremona" width="301" height="289" /></p>
<p>Cremona é la città  dei liutai, la città  del torrone e la città  del <strong>petrolio nelle falde</strong> acquifere.<br />
La raffineria della <strong>Tamoil di Cremona</strong> sorge lungo la circonvallazione della città  e il suo perimetro confina con i palazzi di un quartiere abitato.<br />
Il suo essere &#8220;oro nero&#8221; cittadino l&#8217;ha resa intoccabile. Per anni e anni, in qualità  di sponsor locale di varie strutture ed iniziative,  ha potuto disperdere sostanze tossiche nel sottosuolo che ora hanno intaccato la falda acquifera sottostante.<br />
Il fiume Po che scorre a un chilometro di distanza in linea d&#8217;aria, quando si gonfia, contribuisce a spargere i veleni Tamoil perché le sue acque profonde smuovono e intaccano l&#8217;area inquinata della raffineria. Col risultato che parte dei veleni vengono <strong>drenati nel fiume</strong> e trasportati fin dentro l&#8217;Adriatico.<br />
La procura cittadina ha aperto un&#8217;inchiesta con l&#8217;augurio vengano fatti quanto prima screening sulla salute dei <strong>300 operai</strong> della Tamoil e di svariate centinaia di <strong>residenti della zona</strong> che bevono acqua tinta tamarindo.</p>
<p>Il procuratore di Cremona <strong>Roberto Di Martino,</strong> assieme a Cinzia Piccioni, dal 2007 é titolare dell&#8217;inchiesta sulla raffineria. Hanno acquisito le schede personali degli operai su cui l&#8217;azienda deve annotare il tempo di esposizione e contatto con le sostanze tossiche.<br />
Ma non si può perdere tempo perché <strong>la prescrizione é dietro l&#8217;angolo</strong>. «<em>Le perizie impressionanti e inequivocabili dicono che nella falda ci sono sostanze inquinanti per un valore fino a <strong>2000 volte superiori</strong> al consentito. Dobbiamo intervenire solo per reprimere e sanzionare violazioni di legge, però mi rendo conto che la magistratura ha inevitabilmente anche un ruolo sociale e il nostro lavoro diventa un messaggio alle autorità  per fare in fretta</em>.&#8221; Fare in fretta de che? La magistratura deve fare giustizia o soltanto intimidire caro dottor De Martino?</p>
<p>Intanto alla Tamoil é iniziata l&#8217;aspirazione degli idrocarburi dalla parte più superficiale della falda. Ne sono stati estratti 650.000 litri proprio sotto lo stabilimento, ma il problema é che quei <strong>veleni, </strong>muovendosi lungo un percorso carsico hanno già  <strong>contaminato la falda in direzione del Po</strong> e degli impianti sportivi lungo il fiume, che la scorsa estate dovettero chiudere. &#8220;<em>Ma non ci sono pericoli per la falda a cui attinge l&#8217;acquedotto comunale</em> â€” precisa la pm Piccioni â€” <em>perché quella si trova più a monte rispetto alla Tamoil&#8221;</em>.<br />
La frase di circostanza ci sta tutta ma l&#8217;indagine epidemiologica sui frequentatori dell&#8217;area della Tamoil (non solo i dipendenti) appare molto difficile. &#8220;<em>L&#8217;abbiamo avviata</em> &#8211; conferma il direttore dell&#8217;Asl di Cremona Walter Locatelli &#8211; <em>ma occorre indagare su un&#8217;arco temporale lunghissimo e su migliaia di persone. Per ora abbiamo solo acquisito l&#8217;elenco dei frequentatori dei circoli sportivi in riva al Po&#8221;</em>. E prima dove eravate?</p>
<p>Sull&#8217;argomento é davvero disarmante il sindaco di Cremona (e già  presidente della provincia) <strong>Giancarlo Corada</strong>, che nel video dice serafico di &#8220;<em>avere a cuore la salute dei cittadini&#8221;</em> mentre giustifica sorridente la chiusura degli impianti l&#8217;anno scorso (guarda caso uno porta il nome di Tamoil) per il pericolo di inquinamento. Il signor Corada, nella sua ventennale attività  politica locale, non risulta abbia mai fatto <strong>chiudere la Tamoil</strong> per accertarsi che non stesse disperdendo tutti quei veleni che ora scendono dai rubinetti di casa dei suoi cittadini del cuore. Davvero stridente e irreale quella tranquillità  espressa nel video da Corada. Davvero una bella faccia tosta.</p>
<p><object width="212" height="177" data="http://www.youtube.com/v/JCcunI6mnEA&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JCcunI6mnEA&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Dell&#8217;Utri: 200 mila euro per Venezuela e Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 14:46:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Marcello Dell&#8217;Utri l&#8217;acculturato 200 mila euro di tangenti per trasformare in voto utile in favore di Berlusconi, 50 mila schede bianche finite nelle urne degli italiani residenti in Venezuela con la complicità  della &#8216;ndragheta venezuelana e i consoli onorari. E&#8217; l&#8217;accordo telefonico intercettato dai magistrati della Procura di Reggio Calabria fra Marcello Dell&#8217;Utri e il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/04/dellutri.jpg" alt="dellutri.jpg" /><br />
<strong>Marcello Dell&#8217;Utri l&#8217;acculturato</strong></p>
<p>200 mila euro di tangenti per trasformare in voto utile in favore di Berlusconi, <strong>50 mila schede bianche</strong> finite nelle urne degli italiani residenti in Venezuela con la complicità  della &#8216;ndragheta venezuelana e i consoli onorari. E&#8217; l&#8217;accordo telefonico intercettato dai magistrati della Procura di Reggio Calabria fra <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong> e il faccendiere bancarottiere <strong>Aldo Micicché</strong>, fuggito nel paese sudamericano 15 anni fa dopo che un Tribunale italiano lo ha condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta e millantato credito.<br />
«Basterà  pagare qualche addetto ai lavori â€” dice Micicché a Dell&#8217;Utri durante la telefonata â€”. I responsabili delle votazioni si <strong>tapperanno gli occhi</strong> quando qualcuno dei nostri si preoccuperà  di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col simbolo Pdl».<br />
Dell&#8217;Utri si dice d&#8217;accordo a <strong>pagare 200 mila euro</strong> a patto che il sostegno a Berlusconi sia operato anche in Calabria. â€œNessun problemaâ€ risponde Micciché che ha affidato il compito alla cosca della &#8216;ndragheta dei Piromalli di Gioia Tauro, la più potente della regione.<br />
Per ufficializzare l&#8217;alleanza Micchiché invia a Milano <strong>Antonio Piromalli</strong>, figlio di Pino, in carcere col 41 bis e suo cugino Gioacchino, avvocato, radiato dall&#8217;ordine dopo una condanna per mafia. Micciché gli raccomanda al telefono di essere convincenti con Dell&#8217;Utri, facendo trasparire tutta la <strong>potenza della cosca</strong> non solo in ambito provinciale, ma nell&#8217;intera Calabria. L&#8217;incontro avviene nello studio di Dell&#8217;Utri che, entusiasta del colloquio, si congratula successivamente al telefono con Micciché per avergli fatto conoscere due «<strong>bravi picciotti</strong>».<br />
L&#8217;indagine é aperta. Venerdì Dell&#8217;Utri era a Foligno per presentare il candidato locale. Nella sala gremita di simpatizzanti ha preso la parola preannunciando con stupore e meraviglia la nuova inchiesta a suo carico.</p>
<p><strong>E&#8217; cascato dalla luna! Sentite le sue dichiarazioni registrate <a href="http://www.danielemartinelli.it/materiale/dellutri.wmv" target="_blank">QUI</a></strong>. Ringrazio Leonardo Rossi per l&#8217;invio.</p>
<p><strong>DEMOCRAZIA DI BANANE</strong></p>
<p>Giuseppe Fasani segnala che 12 studenti universitari tra i 20 e i 26 anni sono indagati dalla Procura di Savona per le contestazioni al comizio del leader del Pdl Berlusconi di martedì. Sono accusati di turbativa di una riunione di propaganda elettorale e inottemperanza all&#8217;ordine di scioglimento del loro presidio di protesta. 5 di loro sono indagati perché indossavano maschere e nasi da Pinocchio che rendeva difficoltoso il riconoscimento in luogo pubblico. Uno e&#8217; accusato di resistenza a pubblico ufficiale.<br />
Tutto quadra nel paese ribaltato: il mafioso corruttore e corrotto, ha dalla sua le forze dell&#8217;ordine a proteggerlo, libero di urlare scurrili bestemmie e infamie su persone pulite.</p>
<p>Ora vado a votare Italia dei Valori, sia per la Camera che per il Senato. Per le persone che mi hanno chiesto un consiglio alternativo: ho avuto buone impressioni da Stefano Montanari di â€œPer il bene comuneâ€.</p>
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		<title>O il voto o il sangue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 14:43:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Leoluca Orlando spiega come sono avvenuti i brogli alle comunali di Palermo che hanno premiato il sindaco uscente di Forza Italia Cammarata. Una vicenda gravissima pressoché taciuta dai media, a parte brevi lanci d&#8217;agenzia senza spiegazioni. La legge elettorale porcellum é fuorilegge, se non andremo a votare avremo la magra consolazione di sfiduciare la classe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Leoluca Orlando spiega come sono avvenuti i <strong>brogli alle comunali di Palermo</strong> che hanno premiato il sindaco uscente di Forza Italia Cammarata. Una vicenda gravissima pressoché taciuta dai media, a parte brevi lanci d&#8217;agenzia senza spiegazioni.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rm72oYIIEEY&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rm72oYIIEEY&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>La legge elettorale porcellum é fuorilegge, se non andremo a votare avremo la magra consolazione di sfiduciare la classe dirigente che, fregandosi le mani alla faccia nostra, <strong>rimarrà  dov&#8217;é</strong> a decidere la nostra vita per altri 5 anni, di cui 3 rimborsati con <strong>soldi doppi</strong> nonostante la caduta del governo Prodi.<br />
Il voto alle urne <strong>senza invalidare la scheda</strong>, é l&#8217;unica alternativa a un&#8217;inevitabile rivolta violenta e sanguinosa, necessaria per uscire da questa <strong>dittatura</strong> imbellettata di mezzibusti sorridenti che disinformano attraverso i media generalisti complici.<br />
Nel grafico delle elezioni del 2006, quelle 2 ascisse del grafico blu che incrociano la loro rotta all&#8217;80% del percorso dello spoglio, sono segno di un <strong>colossale imbroglio</strong> perché tradiscono la Legge dei grandi numeri della statistica.</p>
<p><img src='http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/02/elezioni-2006.jpg' alt='elezioni-2006.jpg' /></p>
<p>Esattamente come é stato censurato Leoluca Orlando, le televisioni COMPLICI hanno censurato anche questo autentico <strong>colpo di Stato</strong> perpetrato tramite le schede bianche scrutinate nelle regioni a voto elettronico (Liguria, Lazio, Puglia e Sardegna) dirottate illegalmente al centrodestra di Berlusconi, che ha così potuto â€<strong>arrampicare</strong>â€ la maggioranza al Senato senza ottenerla per un soffio! L&#8217;imbroglio ha comunque consegnato l&#8217;Italia ad una maggioranza tanto risibile da non essere durata.<br />
Le <strong>schede bianche</strong> delle politiche 2006 furono incredibilmente soltanto <strong>400 mila</strong> a fronte di una media di <strong>un milione e 700 mila</strong> per ogni tornata elettorale precedente a partire dal 1948. <strong>Altro che dittatura morbida!</strong><br />
Il clima attuale é uguale a quello degli anni di Aldo Moro, con la differenza che nel 1978 centrodestra, Dc e Vaticano <strong>simularono il rapimento</strong> con la complicità  dei servizi segreti per impedire alleanze tra comunisti e democristiani, oggi, per dare seguito al &#8220;Piano di Rinascita&#8221; piduista la banda Berlusconi ricorre ai <strong>brogli tecnologici</strong> e alla massiccia mistificazione della realtà  da parte di giornali e tv, che si occupano di tutto fuorché del sequestro della democrazia.<br />
La sinistra progressista, anticlericale e più sensibile agli interessi delle classi meno abbienti che in Italia non ha mai governato un&#8217;intera legislatura, ha ripiegato col fare il gioco della destra con buona pace per l&#8217;ideologia.<br />
Il <strong>Vaticano</strong> ricchissimo é il carceriere degli italiani, i secondini malati di potere e di soldi sono stati i Mussolini dei Patti Lateranensi, il carrozzone Dc dei Fanfani e degli <strong>Andreotti</strong>, i socialisti di <strong>Craxi</strong> revisori del Concordato, e da 15 anni a questa parte <strong>Silvio Berlusconi</strong>.<br />
Durante il ventennio con la radio, come oggi con le tv, i mass media sono strumenti di controllo di uno spietato regime.<br />
<strong>L&#8217;Italia vaticana</strong> berlusconiana odierna é come la Cuba dei Castro, come la Cina di Mao, come la Romania di <strong>Ceausescu,</strong> che nella sua paranoide intenzione di ridurre il debito pubblico toglieva la corrente persino dagli ospedali, <strong>facendo morire i neonati</strong> nelle incubatrici.<br />
Oggi i romeni sono un popolo orgoglioso ammorbato da una classe dirigente corrotta, ma mentre la Romania é tutta cablata per la banda larga, l&#8217;italia non lo é ancora! Persino la qualità  dei programmi romeni é migliore di quella italiana.<br />
Siccome senza informazione non esistono <strong>libertà </strong>, concorrenza e competitività , l&#8217;Italia é sul rettilineo del baratro col suo carrozzone di <strong>rassegnati</strong>, distratti, ignoranti e creduloni dei Bruno Vespa.<br />
Se decidiamo di votare consiglio di scegliere i partiti piccoli, quelli che non vediamo su Raiset e che abbiano un minimo di ideale sociale.<br />
In alternativa meglio astenersi come predica Grillo.<br />
Evitiamo di recarci alle urne per fare scenate napoletane coi presidenti di seggio, annullare le schede o, peggio, lasciarle in bianco. <strong>Sarà  soltanto peggio per noi!</strong>.<br />
Spargiamo voce prima che sia troppo tardi! Con Internet si può.</p>
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		<title>Ave o Santa Maria Caput V etere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 22:30:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il santuario dell&#8217;Udeur messo kaputt prega affranto ed offeso la procura di Santa Maria affinché gli restituisca onorabilità  nell&#8217;etere. La sua cupola é stata scoperchiata, gli angeli di papa Clemente Impastella messi a nudo, il Campanile &#8220;colpito al cuore&#8221;, campani, campane e Francesco Campanella vestiti a lutto. Oddio cos&#8217;é successo? Per carità  soltanto banali &#8220;preghiere&#8221; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/01/mastella-in-cella.jpg" alt="mastella-in-cella.jpg" /></p>
<p>Il santuario dell&#8217;Udeur messo <strong>kaputt</strong> prega affranto ed offeso la procura di <strong>Santa Maria</strong> affinché gli restituisca onorabilità  nell&#8217;<strong>etere</strong>.<br />
La sua cupola é stata scoperchiata, gli angeli di <strong>papa Clemente Impastella</strong> messi a nudo, il Campanile <a target="_blank" href="http://www.ilcampanileonline.com/moduli/news/news.php?codice=13647">&#8220;colpito al cuore&#8221;</a>, campani, campane e Francesco Campanella vestiti a lutto.<br />
Oddio cos&#8217;é successo? Per carità  soltanto banali &#8220;preghiere&#8221; che quei diavoli di magistrati hanno trascritto nero su bianco dalle onde telefoniche che cullavano la soave voce di <strong>Sandra Codardo</strong> in Mastella (nome di fantasia per la privacy) un&#8217;eroina politica devota che mormorava: &#8220;Quell&#8217;uomo per conto mio é MORTO! Pure per mio marito..&#8221; riferendosi al direttore dell&#8217;ospedale di Caserta che aveva nominato <strong>primari non graditi</strong> alla sacrestia di Ceppaloni.<br />
Ma come! Quel tizio nomina chi vuole in parrocchia senza la benedizione dei Mastella? Scavalcare Sandra tanto dolce da farsi chiamare <strong>Nutella</strong>? (il nome stavolta é vero)<br />
Chissenefrega se poi che ci va di mezzo é <strong>la pelle dei pazienti!</strong> Mica é la nostra.<br />
Per noi dell&#8217;Udeur etica e moralità  sono<strong> bestemmie</strong>. O imbecilli perché troppo ingenui o criminali dai modi gentili, a noi non importa altro che il nostro sporco gioco.<br />
Anche adesso che la bufera si é abbattuta!<br />
Papa boss <strong>Clemente</strong>, uomo di giustizia, <strong>tuona</strong> in aula in nome della sua Nutella: &#8220;per lei pronto a rinunciare al <strong>potere</strong>!&#8221;<br />
La frase conferma che nel suo linguaggio il termine politica non fa rima con spirito di servizio, in ciò é più onesto di altri colleghi, non ne ha mai fatto mistero, anzi se ne é sempre vantato tanto che chi lo conosce gliene dà  atto.<br />
Ecco allora <strong>pagare di stupida ingenuità </strong> la trentennale occupazione delle istituzioni pubbliche con logiche da clan camorristico, che per Mastella, parenti e compagni di merende sono un divertente e collaudato gioco al ricatto mirato al solo arricchimento alle spalle degli italiani onesti.<br />
Nei suoi feudi sanniti, ancora memori di floride manne di soldi camuffate da <strong>pensioni per invalidi immaginari</strong>, tutti striscerebbero un voto in cambio di una poltrona, una pensione o una prebenda!<br />
Nessuna remora a stracciare una multa con tanto di scuse se il malcapitato si chiama <strong>Carlo Camilleri</strong>, consuocero, alter ego, nonché &#8220;<strong>angelo</strong>&#8221; del leader LADER Clemente.<br />
Mica si espone lui, uomo di giustizia, a fare ricatti! Clemente fa spianare le vie finite (forse finalmente) del signore ai suoi angeli, poi soltanto se sarà  opportuno interverrà  in dialetto <strong>camorrese</strong> direttamente con Bassolino per disorientarlo da qualche diessino&#8230;<br />
Ed é qui che ci si tuffa nel mare di reati contestati per i quali l&#8217;inchiesta della procura di Napoli (dov&#8217;é stata trasferita) se riuscirà  a fare giustizia dovrà  <strong>seppellire l&#8217;Udeur</strong> con tutti i suoi santi profani nel libro nero dei disonesti interdetti da tutto ciò che é pubblico.<br />
Intanto tutti si chiedono come andrà  adesso il governo <strong>Prodi</strong> monco di Clemente Impiastrella?<br />
Andrà  che Romano potrà  fare <strong>contemporaneamente il premier e il ministro</strong> della giustizia.<br />
Non si permetterà  mai di piazzare su quello scranno <strong>Antonio Di Pietro</strong>, l&#8221;uomo incensurato che ha già  ribaltato una volta una Repubblica intera e sbattuto in galera un certo <strong>Bettino Craxi</strong>.<br />
Sarebbe la fine sua e di tutta la giostrina romana diamine!<br />
La politica clientelare é la più rappresentata tra gli attuali onorevoli, Di Pietro alla giustizia che funziona sarebbe <strong>una nuova ecatombe</strong>, forse peggiore di quella del &#8217;92.<br />
E allora? E allora pensiamo che mentre Clemente e Sandra stanno a fregarsi le mani nella villa di Ceppaloni in attesa di qualche cavillo porcata che li riabiliterà  entrambi a pieni voti, il criminale tintore di fontane <strong>Graziano Cecchini</strong> é rinchiuso in carcere in attesa di essere processato per direttissima, <strong>colpevole</strong> di aver lasciato cadere dalle scale di Piazza di Spagna <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_16/palline%20piazza%20spagna_02ad6dc6-c415-11dc-8fe5-0003ba99c667.shtml"><strong>495 mila palline</strong></a> che andranno all&#8217;asta per beneficienza.<br />
Questa si che é giustizia! Altro che i malaffari della casta mafiosa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/01/17/ave-o-santa-maria-caput-vetere/">Ave o Santa Maria Caput V etere</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Clemente Affastella: &#8220;I am my wife..&#8221;</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2008/01/16/clemente-affastella-i-am-my-wife/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=clemente-affastella-i-am-my-wife</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 22:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[clemente mastella]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I am my wife&#8221; tradotto &#8220;Io sono mia moglie&#8221;. Lo ha detto in inglese ceppalonico Clemente Mastella a un gruppo di militari tedeschi che avevano chiesto i documenti alla moglie durante una visita a Berlino. L&#8217;involontaria verità  che equipara Clemente alla moglie e al traino tutti i suoi familiari fino al 15esimo grado di parentela [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/01/16/clemente-affastella-i-am-my-wife/">Clemente Affastella: &#8220;I am my wife..&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/01/mastella-sul-trono.jpg" alt="mastella-sul-trono.jpg" /></p>
<p>&#8220;I am my wife&#8221; tradotto &#8220;Io sono mia moglie&#8221;.<br />
Lo ha detto in inglese ceppalonico Clemente Mastella a un gruppo di militari tedeschi che avevano chiesto i documenti alla moglie durante una visita a Berlino.<br />
L&#8217;involontaria verità  che equipara Clemente alla moglie e al traino tutti i suoi familiari fino al 15esimo grado di parentela acquisita, sono il tormentone dei culi che scaldano qualche poltrona in politica, tutti, bene o male, in qualche provincia, regione o authority, ben pagati e tutti mantenuti di lusso proiettati alla sua invidiabile silouette.<br />
Il ministro della giustizia é indagato in tutt&#8217;uno con la moglie e in tutto 2 col suo partito dell&#8217;Udeur per una vicenda ancora da chiarire nel settore della sanità  campana.<br />
La moglie <strong>Sandra Lonardo</strong>, vicebassolina, é agli arresti domiciliari al riparo nella sua sontuosa villona. Accusata di concussione, ha detto ai microfoni dei sottoposti di Riotta e co. che é tranquilla perché il suo impegno é sempre stato rivolto ai valori cattolici!<br />
Il marito Clemente <strong>Affastella</strong>, nell&#8217;attesa di sapere che anche lui sarà  indagato per ben <a href="http://www.corriere.it/politica/08_gennaio_16/moglie_mastella_domiciliari_d88eb2da-c409-11dc-8fe5-0003ba99c667.shtml" target="_blank">7 reati</a> nella stessa inchiesta, ha imitato il suo compagno <strong>Verzaschi</strong>: si é dimesso leggendo un epitaffio indignato in cui ha offeso i magistrati delle procure che hanno come riferimento istituzionale proprio lui e il suo ministero!<br />
E mentre il discorso di Clemente <strong>Rastrella</strong> ha raggranellato pietà  e solidarietà  unanimi da tutto il parlamento, Prodi compreso tranne che da L&#8217;Italia dei valori e qualche comunista, Clemente <strong>Lastella</strong> di giornata ha recitato la sua parte nel teatrino dimissionario prontamente rifiutato dal capo inciucio Romano!<br />
I piduisti <strong>Berlusconi e Cicchitto</strong>, oltre al compagno poeta <strong>Bondi</strong>, sono stati tra i primi a levarsi nel coro indignato a reti unificate per attaccare la magistratura.<br />
Col risultato che sui tg é venuto un bel minestrone che ha lasciato milioni di italiani assuefatti ai suoi aromi rintronanti.</p>
<p><strong>Tappe e chicche della crescita (non solo in larghezza)</strong></p>
<p>Clemente iniziò a fare il mantenuto negli anni &#8217;70 come addetto stampa di Ciriaco <strong>De Mita</strong>, che lo raccomandò facendolo assumere giornalista in Rai provocando lo sciopero di 3 giorni dell&#8217;intera redazione locale di Napoli.<br />
Di nascosto dai colleghi si spacciava per direttore invitando i centralinisti a chiamare i comuni del suo collegio elettorale per chiedere di votare quel &#8220;bravo giovane&#8221;.<br />
La tecnica funzionò poiché alle elezioni successive fu eletto deputato della DC, si mise in eterna aspettativa dalla Rai che negli anni lo ha portato a maturare una pensione che riscuote già  da tempo.<br />
Da deputato ha cominciato a galleggiare nel letamaio del grande centro un po&#8217; come la materia di una latrina che vagheggia qua e là , a seconda del meteorismo che tira&#8230;<br />
Sono anni che il dipendente Clemente si travasa, si camuffa, si trucca, si traveste, si sveste, si riveste, si prostituisce, si piega,&#8230; insomma, un parassita intelligente che ha trovato nei lauti contributi degli italiani il suo sangue da succhiare assieme agli spaparazzati suoi simili senza ideali, senza causa e senza dignità .<br />
Nel 2000 é stato testimone con <strong>Totò Cuffaro</strong> al matrimonio di <strong>Francesco Campanella</strong>, colui che fornì i documenti falsi a <strong>Bernardo Provenzano</strong> per farlo fuggire in Francia e presidente del consiglio comunale di Villabate (PA) sciolto 2 volte per collusione con la mafia, tuttora in carcere col titolo di presidente dei giovani Udeur.<br />
Nel 2004, dimessosi da europarlamentare perché incompatibile con la carica di deputato, é stato ripagato con un contratto a tempo indeterminato di collaboratore presso <a href="http://www.ilcampanileonline.com/" target="_blank"><strong>Il Campanile</strong></a>, il giornale del suo partito sul quale 3 articoli all&#8217;anno gli rendono oltre 40 mila euro netti. (ho dedicato un post specifico il 5 novembre 2007).<br />
Va da sé che é sindaco del suo paese, <strong>Ceppaloni</strong>, in una giunta alleata con Forza Italia, paese che ha addobbato tutto a festa in occasione del matrimonio del figlio Pellegrino, per il quale ha organizzato una megacena per tutti i cittadini omaggiati dal concerto di Lucio Dalla.<br />
<strong>Tutto pagato con soldi di noi italiani</strong>, mica i suoi!<br />
Non pago, ha querelato <strong>Giorgio Bocca</strong> che su l&#8217;Espresso si era permesso di scrivere questa verità .<br />
Ha giudicato <strong>Santoro</strong> di uso improprio della tv durante la sua presenza ad Annozero in cui se ne andò nel bel mezzo della puntata citando in giudizio Rai2, e negli stessi giorni ha dichiarato di essere iscritto ad una <a href="http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_05/reazioni_annozero_mastella_forleo.shtml" target="_blank"><strong>loggia massonica</strong></a>, tessera numerata con la sua data di nascita.<br />
Nel 2002, durante il governo Berlusconi, é stato tra i firmatari di una legge che ha portato a 5 euro il rimborso elettorale per camera e senato, legge che lievitando di 6 volte il &#8220;guadagno&#8221; delle segreterie di partito, ha reintrodotto il finanziamento ai partiti in barba al referendum tramite il quale soltanto qualche anno prima gli italiani <strong>avevano fatto cancellare</strong> con schiacciante maggioranza.<br />
Da ministro della giustizia ha votato l&#8217;indulto, ha fatto varare alla camera la legge bavaglio sulla stampa che porta il suo cognome, e per una domanda in merito &#8211; fuori copione &#8211; ha dato del coglione e del cretino a <strong>Piero Ricca</strong> (c&#8217;é un video su Youtube che ritrae il labiale).<br />
Recentemente ha fatto togliere dalle mani di Luigi De Magistris l&#8217;inchiesta sulla scomparsa di milioni di euro elargiti dall&#8217;Europa e destinati ad opere pubbliche in Calabria, nella quale erano indagati lui come ministro, oltre a 33 membri del consiglio regionale, presidente Agazio Loiero compreso.<br />
Tanto per non dimenticare, come membro del Cda del Napoli calcio, Clemente Mastella é indagato per concorso in <strong>bancarotta fraudolenta</strong> per il fallimento della società  partenopea.<br />
Infine, da buon filosofo, Clemente Mastella ha un <a href="http://clementemastella.blogspot.com/" target="_blank">blog</a> con un dominio gratuito di terzo livello chiuso ai commenti, sul quale ha bollato Beppe Grillo un <a href="http://clementemastella.blogspot.com/2007/09/grillo-un-delinquente-senza-cuore.html" target="_blank">delinquente senza cuore</a> e con l&#8217;ultimo post, vecchio di oltre un mese che titola ironico: &#8220;Non sono certo sparito&#8221;.<br />
Come dargli torto! Col curriculum che si ritrova continua a tener ben saldo il deretano sulla poltrona di ministro della giustizia!<br />
Pure la moglie vicebassolina!<br />
Per ora.. in tutt&#8217;uno..</p>
<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/?s=clemente+mastella">Qui</a> tutti i post in cui ho citato Clemente Mastella</p>
<p>Un appello ai cybernauti italiani che mi visitano dall&#8217;estero: mandatemi la traduzione di qualche titolo di giornale del paese in cui vivete che ha dato spazio a questa notizia inciucio, possibilmente anche il link.<br />
Ci farò un post.</p>
<p>A propo