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	<title>marco travaglio Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>L&#8217;obiettività tanto al chilo del Fatto quotidiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 10:44:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Leggo attentamente i principali giornali da decenni, in particolare il Fatto quotidiano, fin dalla prima edizione del settembre 2009. Conosco bene il Fatto, la storia di chi ci scrive e di chi collabora. E&#8217; un giornale che non può mancare nella rassegna stampa. Ha tanti pregi, ne ha per tutti, benché i palazzinari lo riducano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/04/FQ-CAVALIERE.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15365" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/04/FQ-CAVALIERE-490x132.jpg" alt="" width="490" height="132" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/04/FQ-CAVALIERE-490x132.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/04/FQ-CAVALIERE.jpg 581w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Leggo attentamente i principali giornali da decenni, in particolare il Fatto quotidiano, fin dalla prima edizione del settembre 2009. Conosco bene il Fatto, la storia di chi ci scrive e di chi collabora. E&#8217; un giornale che non può mancare nella rassegna stampa. Ha tanti pregi, ne ha per tutti, benché i palazzinari lo riducano a &#8220;bollettino delle procure&#8221;. La sua &#8220;autonomia&#8221; dai padroni viene spesso ricordata e vantata nelle sue colonne, ultimo esempio il botta e risposta tra <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/04/25/giano-e-mercurio-editori-di-stampubblica/5781783/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Padellaro</a> e <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/04/25/maledetto-antonio/5781724/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Travaglio</a> del 24 aprile a corredo di un piagnisteo sulle &#8220;<em>ectoplasmatiche conurbazioni di dividendi</em>”, che governano i cambi di direzione nei quotidiani di sinistra (Repubblica-La Stampa- Huffington Post).</p>
<p>Il Fatto a direzione Travaglio è sì la cronaca ruvida e provocatoria, è risoluto e anche comico negli epiteti (&#8220;<em>cazzaro verde</em>&#8221; e &#8220;<em>cazzaro rosé</em>&#8221; a Salvini e Renzi costano al quotidiano il rifiuto di soffiate e di interviste da parte di salviniani e renziani), pur essendo una testata di giornalisti smaccatamente di sinistra (buona parte del team proviene dall&#8217;Unità, a iniziare proprio da Padellaro e Travaglio).</p>
<p>Il Fatto è altresì un luogo sicuro per tanti spiantati che si sono improvvisati giornalisti (Scanzi è il primo della lista dei miracolati con i suoi &#8220;soldout&#8221; teatrali da qualche decina di posti a sedere pompati sul Fatto), seguito da Selvaggia Lucarelli (fidanzata con Scanzi finché non fu assunta), Stefano Caselli (figlio dell&#8217;ex procuratore antimafia Giancarlo consulente giuridico per gli articoli di Travaglio) e altri cosiddetti &#8220;pensatori liberi&#8221;. Liberi finché non cozzano con le lune del Direttore.</p>
<p>Il quale si è ormai da tempo schierato tout curt con i 5 stelle e in particolare col governo Conte. Non che questo significhi leggere sul Fatto fake news o critiche (purché) velate. Si coglie tuttavia una narrazione accomodante nei titoli e nei testi, se il soggetto da trattare viene &#8220;accarezzato&#8221; da Conte. Cito solo l&#8217;ultimo esempio odierno: a pagina 2 di oggi leggiamo che Forza Italia non sfiducerà il ministro Gualtieri. Ebbene, Berlusconi non è più il &#8220;Caimano&#8221;, il &#8220;pregiudicato&#8221;, &#8220;Papi&#8221; o altri simpatici vezzeggiativi dell&#8217;ineguagliabile Travaglio. No, Berlusconi per il Fatto diventa &#8220;il Cavaliere&#8221;, senza nemmeno &#8220;ex&#8221;, visto che il titolo gli fu tolto dopo la condanna per frode fiscale. La foto a corredo dell&#8217;articolo di un Berlusconi sorridente al posto delle solite azzeccate caricature del Fatto, sono il sintomo di una pelosa inversione a U.</p>
<p>Questa virata nei confronti di B. è perché Conte s&#8217;è rivelato indulgente con il partito dell&#8217;ex premier di Arcore. Più volte Conte &#8211; nelle conferenze stampa dedicate ai provvedimenti contro il coronavirus &#8211; ha ringraziato le opposizioni augurandosi collaborazione, tradotto sostegno in Aula da parte di Forza Italia per blindare ancora di più la maggioranza del governo. Va tutto bene, per carità. Nulla di paragonabile con lo schifo che avevamo ai tempi della destra e della sinistra. Epperò la narrazione del Fatto non è più distaccata. Anzi, un pensatore libero potrebbe prendersi la libertà sacrosanta di bollare di opportunismo e di paraculaggine la tecnica di un premier che cerca di aggraziarsi le opposizioni. Soprattutto di un partito come Forza Italia e della sua storia recente. Invece no. Il Direttore non gradisce.</p>
<p>Ecco, nulla di grave &#8211; c&#8217;è molto di peggio di cui occuparsi &#8211; però, insomma, preferirei smettere di leggere sul Fatto i pistolotti autocelebrativi sulla ostentata &#8220;libertà&#8221; che si cantano e si suonano da soli al Fatto. Abbiamo capito che al Fatto hanno in serbo il sogno di traslocare al programma &#8220;Accordi e Disaccordi&#8221; la &#8220;terza camera&#8221; di Bruno Vespa a Porta a porta. Bastava vedere i visi prostrati e timorosi dei conduttori Scanzi e Sommi quando avevano il premier ospite. Sono stati loro gli strappalacrime di Conte. Conduttori in ginocchio, lontanissimi dal piglio arrogante dei saputelli che mostrano a La7.  Moderatori che sembrano addetti stampa, e che infatti riescono ad avere ospiti ministri e deputati pentastellati certi di essere in un salotto amico. Altro che disaccordi. Ma il giornalista, scondo Travaglio che ha versato fiumi di inchiostro su Vespa e su Fazio accusati di servilismo, non doveva essere urticante? Attendiamo la parodia dell&#8217;articolo in foto nella simpatica tendina quotidiana &#8220;lecca lecca&#8221;.</p>
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		<title>M5s e &#8220;Il danno quotidiano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 22:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2016/09/13/m5s-e-il-danno-quotidiano/">M5s e &#8220;Il danno quotidiano&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/travaglio-grillo-cinquestelle.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14536" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/travaglio-grillo-cinquestelle-490x163.jpg" alt="travaglio grillo cinquestelle" width="490" height="163" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/travaglio-grillo-cinquestelle-490x163.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/travaglio-grillo-cinquestelle.jpg 665w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Urca, ma avete notato come il Fatto quotidiano diretto da Marco Travaglio si è completamente sdraiato con i 5 stelle? Un giornale così attento alle contraddizioni dei politici, anche quelle minime, così autonomo dai partiti e dalle loro logiche, sempre pronto a evidenziarne i difetti e le magagne, oltre che i guai con la giustizia, con i 5 stelle ha perso la bussola dell&#8217;obiettività. Gli editoriali del direttore sono un continuo e melenso spot per i pentastellati messi a confronto con i partiti. Non solo Travaglio: da Tecce a Zanca, passando per Antonio Padellaro, che addirittura approfitta delle interviste su Radio-Rai per consigliare Virginia Raggi e il direttorio come uscire dalle critiche, leggere il Fatto ultimamente par di sfogliare L&#8217;Unità di Grillo. Del gruppo di giornalisti, soltanto Peter Gomez ha scritto &#8220;contro&#8221; la Raggi, proponendo le dimissioni qualora non si fosse scusata per l&#8217;ormai famigerata bugia sull&#8217;indagine della Muraro. Ha però pubblicato solo sul Fatto on line che egli stesso dirige, no di certo sul quotidiano cartaceo diretto da Travaglio! Il che la dice lunga sulla linea intrapresa dal giornale. Eppure sembra ieri quando Travaglio tuonava contro il legittimo impedimento di Berlusconi ed elogiava le dimissioni del deputato ed ex ministro laburista inglese Phil Woolas, &#8220;<em>accusato di avere mentito in campagna elettorale</em>&#8220;. Di recente, vantandosi per lo scoop del suo giornale per le cene dell&#8217;ex sindaco Ignazio Marino, Travaglio ci ricordava che &#8220;<em>nelle vere democrazie basta una bugia non penalmente rilevante per stroncare la carriera a capi di Stato (vedi Nixon), premier, ministri, sindaci&#8230;</em>&#8220;. Non passava settimana che Travaglio ci spiattellava la bugia come pessima nemica di ogni politico rampante e in carriera. Salvo poi cambiar rotta, alla luce delle bugie di qualche vip a 5 stelle: il trio Muraro-Raggi-Di Maio colpevole di una &#8220;menzognuccia&#8221; sull&#8217;indagine penale ancora coperta da segreto, viene assolto da Travaglio con frasi del tipo &#8220;<em>Quasi sempre, per un politico o un amministratore pubblico, avere un&#8217;indagine a carico è molto più grave che dire una bugia</em>&#8220;. Un&#8217;inversione a U degna del miglior Cerasa del Foglio!</p>
<p>Altro che il Travaglio ruvido e punzecchioso dei bei tempi di Santoro. Sappiamo bene che i 5 stelle sono il meglio che abbiamo nella politica italiana e che fortunatamente sono in costante crescita di popolarità. Gl&#8217;italiani lo stanno capendo. Per i partiti gli spazi in politica si riducono irrimediabilmente e sono sempre meno importanti. Gli arresti di esponenti dei partiti sono ormai veline senza appeal. Sono i 5 stelle al potere nelle città che devono essere analizzati, criticati e punzecchiati per e le loro piccole o grandi contraddizioni. E&#8217; ovvio che un grillino bugiardo merita la prima pagina! La merita perché è un inedito per esponenti di un partito che ha costruito la sua fortuna politica sbugiardando gli altri. Travaglio finge di non capire questo aspetto. Finge di non capire che la balletta di un 5 stelle non ha nulla a che vedere con i partiti e le loro dinamiche corrotte, e dunque è moralmente più grave.</p>
<p>Sotto questo aspetto la stampa irriverente che racconta i fatti da una visione &#8220;diffidente&#8221; del potere è proprio quella di regime. Rispetto al Fatto quotidiano, sono ahime più realisti il Corriere e Repubblica nei confronti dei 5 stelle. Vuoi mettere che chicca la bugia dell&#8217;eroe Di Maio? Di Maio non è mica tutta la galassia 5 stelle! E&#8217; solo uno dei volti trainanti che grazie all&#8217;irriverenza della stampa di regime che ne ha svelato la paraculaggine, si è giocato la candidatura a premier. Basta leggere il suo profilo Facebook per trovare decine di critiche votate centinaia di volte. La sanzione reputazionale della Rete a 5 stelle è fortunatamente indipendente dalle leccate di Travaglio. Sappiamo da soli, noi grillini (m&#8217;includo anch&#8217;io da elettore talebano ligio alle regole), quant&#8217;è importante la sincerità di un politico, anche quando è in difficoltà. Di politici ballisti che s&#8217;arrampicano sugli specchi non ne vogliam sapere.</p>
<p>Giudichiamo un 5 stelle a prescidnere dalla corruzione distruttiva dei partiti che ha messo in ginocchio il Bel Paese. Proprio Luigi Di Maio quando si è scusato per la bugia, ne ha detta subito un&#8217;altra: ha accusato i giornali di aver dato molta più visibilità critica alla Raggi rispetto a Mafia capitale. Ma come dicevo è una panzana: da quando è scoppiata Mafia Capitale, dal dicembre 2014, la cosiddetta stampa di regime ha parlato in prima pagina dello scandalo per 55 giorni (c&#8217;è un elenco con le date). Lo scandalo della corruzone attorno al G8 dell&#8217;Aquila con annesso terremoto che ha coinvolto il governo Berlusconi, è stato in prima pagina per ben 42 giorni. Il caso-Ruby che ha affondato l&#8217;immagine di Silvio Berlusconi, è stato in prima pagina per 53 giorni.</p>
<p>La saga Raggi-Muraro con annessa bugia sbugiardata in Commissione ecomafie è finita in prima pagina per 9 giorni appena, per ora. Dunque, quando il Fatto quotidiano parla di plotone mediatico contro i 5 stelle, dice una balla &#8220;sesquipedale&#8221;, tanto per usare le provocazioni del suo direttore. Noi grillini abbiam bisogno di chiarezza e di dubitare sempre. Travaglio così sdraiato ci danneggia. Viva la stampa di regime.</p>
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		<title>Travaglio e la serva che non serve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 15:59:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[augusto minzolini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Resta da capire quale sanzione sia prevista in Italia per i giornalisti che mentono sapendo di mentire. A parte, si capisce, la direzione del Tg1&#8220;. Firmato Marco Travaglio a chiusura dell&#8217;editoriale sul Fatto dell&#8217;11 novembre 2009 a proposito di &#8220;Augusto Menzognini&#8220;, alias Augusto Minzolini, all&#8217;epoca direttore del Tg1 che falsificava un giorno sì e l&#8217;altro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/marco-travaglio-beppe-grillo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13074" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/marco-travaglio-beppe-grillo-487x325.jpg" alt="marco travaglio beppe grillo" width="487" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/marco-travaglio-beppe-grillo-487x325.jpg 487w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/marco-travaglio-beppe-grillo.jpg 770w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Resta da capire quale sanzione sia prevista in Italia per i giornalisti che mentono sapendo di mentire. A parte, si capisce, la direzione del Tg1</em>&#8220;. Firmato Marco Travaglio a chiusura dell&#8217;editoriale sul Fatto dell&#8217;11 novembre 2009 a proposito di &#8220;<a href="http://archivio.antimafiaduemila.com/rassegna-stampa/46-marco-travaglio-/21610-augusto-menzognini.html" target="_blank"><em>Augusto Menzognini</em></a>&#8220;, alias Augusto Minzolini, all&#8217;epoca direttore del Tg1 che falsificava un giorno sì e l&#8217;altro pure. Quale sanzione ci vorrebbe per un giornalista falsario che dirige un telegiornale pubblico se non le dimissioni? Chieste, indotte o imposte che siano? Trovo strano che per Travaglio si debbano dimettere direttori e presidenti, politici e magistrati, ma non i giornalisti pataccari da organi di stampa pubblici visti da milioni di persone. A meno che a chiedere la testa di Minzo non sia il consigliere del cda Rai Nino Rizzo Nervo (quota Pd, dunque di nomina politica) nei giorni in cui Travaglio era <a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_07/conti-verro-travaglio_c8cddff6-b304-11de-b362-00144f02aabc.shtml" target="_blank">in attesa di ottenere il contratto</a> per andare da Santoro. Non fiatò, Travaglio, per quell&#8217;indicibile richiesta ai danni di &#8220;<em>un giornalista che parla del politico e non viceversa</em>&#8220;. Per non parlare di Antonio Di Pietro, quando nel 2010, da presidente dell&#8217;Idv, partito all&#8217;opposizione, proprio con un&#8217;intervista al Fatto <a href="http://files.meetup.com/1390236/ilfatto20100313.pdf" target="_blank">chiese a sua volta le dimissioni di Minzolini</a>. Non c&#8217;è un solo rigo di Travaglio sullo stesso giornale che redarguisca l&#8217;ex pm di Mani pulite.</p>
<p>Invece se è il M5S a chiedere le dimissioni di un direttore di tg, <a href="http://triskel182.wordpress.com/2014/08/27/la-serva-serve-marco-travaglio/" target="_blank">ecco la bastonata</a> in prima pagina. Fatico davvero a capirlo, talvolta, Travaglio, a parte la comprensione per la sua voglia di smarcarsi dal Movimento 5 stelle sul cui organo politico, il blog di Grillo, per anni ha tenuto la rubrica Passaparola. Ma far passare soltanto i 5 stelle come dittatori della &#8220;<em>epurazione vecchio malvezzo della casta</em>&#8221; benché i membri di Commissione del gruppo politico più infangato, diffamato, deriso, censurato e travisato della storia repubblicana, usi gli stessi strumenti, quelli della politica che li controlla, per chiedere civilmente le dimissioni di un direttore di nomina politica come Mario Orfeo, non molto diverso da Minzolini e pure da Gianni Riotta in tema di disinformazione, non pare proprio tanto obiettivo da parte di Travaglio. Non si capisce dove e perché soltanto i 5 stelle &#8220;<em>sbagliano gravemente a chiederne la testa</em>&#8221; (di Orfeo ndr), e men che meno con quali metodi &#8220;<em>incompatibili coi principi democratici</em>&#8220;. Eppure non c&#8217;è traccia di polemica da parte di Travaglio, quando scrisse all&#8217;ex direttore dell&#8217;Avvenire Dino Boffo sempre sul Fatto, che &#8220;<a href="http://www.filtabruzzo.it/filt/_rassegna_dett.asp?ID_notizie=22974" target="_blank">era costretto a dimettersi</a>&#8221; pur non avendo pubblicato patacche o diffamato alcuno. Forse perché in questo caso c&#8217;erano di mezzo i papocchi dei tanto temuti alti prelati del Vaticano, per i quali Travaglio pare usare peso e misura riservati?</p>
<p>Bah, davvero irriconoscibile talvolta Travaglio, quando mena i 5 stelle per difendere un addetto stampa dei partiti come l&#8217;attuale direttore del Tg1 Mario Orfeo, mentre in Italia circolano senza lavoro migliaia di giornalisti liberi proprio perché tali. Orfeo, proprio perché direttore di una testata giornalistica di un canale pubblico, dovrebbe raccontare i fatti, non le menzogne. Quale compatibilità con la democrazia ha, lasciare che un diffamatore catodico delinqua impunito in continuazione solo perché è un giornalista? Che si tratti di Orfeo, di Minzolingua, della Petruni, di Ferrara o della struttura Delta della Bergamini, tutti rintracciabili nei focosi pezzi critici e comici di Travaglio? Cosa c&#8217;entra accostare un comico satirico come Daniele Luttazzi, a cui Travaglio deve la carriera televisiva grazie a Satyricon, con un giornalista che ha la responsabilità di essere credibile per quello che racconta? E sì che Travaglio ne ha versati di fiumi di inchiostro a proposito di &#8220;<em>giornalisti e lecchini di regime</em>&#8221; che popolano giornali e televisioni nazionali. Ecco: se finalmente in Italia abbiamo un gruppo politico che usa metodi democratici per scardinare qualche servo di regime, qual è il dramma? Forse il fatto che se il Movimento riuscisse a far rimuovere qualche servo come Orfeo, Travaglio avrebbe meno argomenti da proporre ai suoi lettori?</p>
<p>Di contro, il blog di Grillo, proprio oggi, fa rispondere a un anonimo deputato (Airola) le ragioni della richiesta di queste benedette dimissioni. Il post in questione, guardacaso, non cita mai l&#8217;articolo-ramanzina di Travaglio pubblicato sulla prima pagina del Fatto di oggi. Il blog del Movimento più libero e democratico della storia repubblicana, preferisce dire a nuora perché suocera intenda. Censura il nome di colui che, volente o nolente, rappresenta una sorta di Scalfari del grillismo: Marco Travaglio. Citarlo sul blog è una libertà che certo grillismo di vertice ha preferito non prendersi. Tanto per rimanere alle citazioni del vicedirettore del Fatto, &#8220;<em>Come diceva Flaiano “dev’esserci qualcuno che continua a spostare la soglia del ridicolo</em>”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/08/27/travaglio-e-la-serva-che-non-serve/">Travaglio e la serva che non serve</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>B. &#8220;Facci&#8221; la lettera per Travaglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2013 04:44:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Ho scritto io, in gran parte, la lettera. Mi ha chiamato un collega, giornalista di centrodestra, e mi ha chiesto un testo da utilizzare per Servizio pubblico». Filippo Facci, &#8220;redattore&#8221; della lettera sui processi di Travaglio, letta da Berlusconi a &#8220;Servizio pubblico&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/12/b-facci-la-lettera-per-travaglio/">B. &#8220;Facci&#8221; la lettera per Travaglio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Ho scritto io, in gran parte, la lettera. Mi ha chiamato un collega, giornalista di centrodestra, e mi ha chiesto un testo da utilizzare per Servizio pubblico</em>». Filippo Facci, &#8220;redattore&#8221; della lettera sui processi di Travaglio, letta da Berlusconi a &#8220;Servizio pubblico&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/12/b-facci-la-lettera-per-travaglio/">B. &#8220;Facci&#8221; la lettera per Travaglio</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Caro Travaglio, l&#8217;Idv non si salva solo con le sentenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 12:20:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Marco Travaglio, nel suo editoriale di oggi sul Fatto, ci racconta che le pulci fatte all&#8217;Italia dei valori nelle ultime settimane da varie testate e redazioni giornalistiche (comprese quelle di Report), siano in realtà minestra riscaldata di vicende già giudicate dalla magistratura. Il servizio di Report, che ho visto anch&#8217;io, effettivamente non ne ha fatti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10598" title="marco travaglio idv" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/10/marco-travaglio-idv.jpg" alt="" width="320" height="180" /></p>
<p>Marco Travaglio, nel <a href="http://triskel182.wordpress.com/2012/10/31/due-o-tre-cose-su-di-pietro-marco-travaglio/" target="_blank">suo editoriale di oggi </a>sul Fatto, ci racconta che le pulci fatte all&#8217;Italia dei valori nelle ultime settimane da varie testate e redazioni giornalistiche (comprese quelle di Report), siano in realtà minestra riscaldata di vicende già giudicate dalla magistratura. Il <a href="http://www.dailymotion.com/video/xuorss_inchiesta-sulla-gestione-dei-rimborsi-elettorali-nell-idv-di-di-pietro-report-28ott2012_news" target="_blank">servizio di Report</a>, che ho visto anch&#8217;io, effettivamente non ne ha fatti di scoop. Ha semplicemente ripercorso la storia economica dell&#8217;Italia dei valori e di Antonio Di Pietro, avvalendosi di insinuazioni di personaggi come l&#8217;avvocato Di Domenico ed Elio Veltri, le cui cause intentate nei confronti dell&#8217;ex pm e del suo partito sono tutte finite in nulla. Travaglio, pur ammettendo gravi leggerezze da parte di Di Pietro nell&#8217;imbarcare personaggi discutibili stile Razzi-Scilipoti, propone all&#8217;ex pm di nominare un comitato di garanti formati da De Magistris, Li Gotti, Palomba e pochi altri, per valutare singole candidature di facce nuove in vista delle prossime elezioni politiche. Dunque, Travaglio propone in prima pagina una exit strategy all&#8217;Idv e alla crisi di Di Pietro, caduto dal piedistallo dell&#8217;anticasta dopo quello che è emerso nella vicenda Maruccio in Lazio, dell&#8217;ex consigliere Nanni in Emilia (entrambi per la gestione dei fondi destinati al gruppo), e dell&#8217;ex assessore ligure Marilyn Fusco (indagata di abuso d&#8217;ufficio che secondo me finirà in nulla come per Vendola stamane).</p>
<p>Quello che però, a mio parere, Travaglio non coglie nella crisi irreversibile dell&#8217;Idv, è <strong>l&#8217;aspetto etico e di condotta dei militanti</strong> del partito. Soprattutto di certi colonnelli del cerchio magico di Antonio Di Pietro. L&#8217;Idv si dissolve nel Movimento 5 stelle perché la differenza più importante che li contraddistingue, sono <strong>la rinuncia ai rimborsi elettorali</strong> e il <strong>drastico abbassamento degli stipendi</strong> attuato fin dall&#8217;inizio dagli eletti nel movimento del comico. L&#8217;Idv si è distinta nei referendum e nel proporre leggi anticasta. Ha persino reso, per mano di Di Pietro al ministro Fornero, l&#8217;ultima quota di oltre 4 milioni di euro di rimborsi elettorali. Un gesto apprezzabile, certo, ma purtroppo anche beffardo, perché viene da chiedersi dove siano finiti tutti i milioni incassati in precedenza.</p>
<p>Quello che a mio parere Travaglio non coglie nella crisi irreversibile dell&#8217;Idv, è che nessun consigliere e nessun deputato dipietrista, ad oggi, si è diminuito lo stipendio a 2.500 euro al mese come già fanno quelli del M5S. Nessun consigliere provinciale Idv si è dimesso dalla carica di un ente inutile e sprecone. Anzi, al contrario, il consigliere provinciale <strong>Franco Spada</strong> ha immediatamente lasciato il seggio di Bergamo per catapultarsi in regione Lombardia a sostituire l&#8217;ex consigliere <strong>Gabriele Sola</strong>, che si era dimesso dal pirellone pur di rinunciare al vitalizio. Per sole 6 ore di &#8220;<em>lavoro</em>&#8220;, al neoconsigliere <a href="http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/spada_idv_radio_24/notizie/228680.shtml" target="_blank">Spada spetteranno <strong>50 mila euro</strong></a> ai quali ha rinunciato Sola. Sapete come ha reagito l&#8217;onorevole dipietrista <strong>Sergio Piffari</strong> alle dimissioni di Sola? Ha dichiarato che per coerenza, Sola dovrà rinunciare a ricandidarsi per puntare tutto su Spada: amico e convalligiano di Piffari che alle ultime regionali del 2010 era sicuro di dirottare al pirellone grazie al benservito di 1500 preferenze tutte provenienti dalla Valle Seriana, ma rivelatisi insufficienti difronte alla sopresa Sola, che nel collegio dell&#8217;intera provincia di Bergamo ne ottenne oltre 2.700.</p>
<p>Col suo gesto apprezzabile, Sola sarebbe stato valorizzato se il suo partito, l&#8217;idv, fosse stato anticasta. Peccato che, al contrario, la reazione di un colonnello del cerchio magico dipietrista come Piffari, abbia fatto trasparire quella logica democristiana da prima Repubblica condita di malafede e furbizia. Ecco, <strong>è dentro queste pieghe etiche</strong> operate dalla casta dipietrista che l&#8217;Idv viene inghiottito. E&#8217; nei visceri della non riconoscenza del merito e nel familismo di cognati-deputati e figli-consiglieri che l&#8217;anticasta dipietrista si dissolve come neve al sole di Grillo. E&#8217; soprattutto nel predicare senza razzolare, che l&#8217;Italia dei valori rimarrà il partito dell&#8217;ex pm di Mani Pulite che affondò la Prima Repubblica a suon di arresti. L&#8217;Italia di Grillo, al contrario, è già ampiamente nella terza di Repubblica in un movimento che si è tolto ogni privilegio senza aspettare sentenze.</p>
<p>Quello che a mio parere Travaglio non coglie nella crisi irreversibile dell&#8217;Idv, è che nessun comitato di garanti modello partito vecchia maniera, potrà trovare giovani disposti a bruciarsi la faccia in un&#8217;<strong>Idv che rimane un partito di casta</strong>. De Magistris sarà una brava persona, ma non si può dimenticare che ha mollato a metà strada lo scranno di presidente della Commissione Bilancio a Bruxelles per diventare sindaco a Napoli e, ora che non è nemmeno a metà mandato di primo cittadino di una metropoli di un milione di abitanti, sogna una lista arancione di sindaci da proporre alle politiche.</p>
<p>Quello che a mio parere Travaglio non coglie nella crisi irreversibile dell&#8217;Idv, è che la politica non si fa solo con le sentenze favorevoli dei tribunali. La fiducia degli elettori la si conquista soprattutto con l&#8217;etica e la coerenza dei princìpi. Con buona pace per il buon Antonio Di Pietro e l&#8217;Idv, che dopo l&#8217;acme toccato alle europee del 2009, ha perso la sua ultima occasione di sopravvivenza nel 2010, appoggiando De Luca alle regionali in Campania senza tener conto del parere degli elettori della Rete. Da cui l&#8217;Idv ha attinto il massimo della sua gloria. Di Pietro ha preferito rincorrere Bersani e non i consigli di Gianroberto Casaleggio. Ditelo a Travaglio.</p>
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		<title>Telese vs Travaglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 05:22:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Non potevo stare con chi per 2 mesi ha sostenuto che Giorgio Napolitano è il garante del patto Stato-mafia». Luca Telese e la sua uscita dal Fatto quotidiano, all&#8217;annuncio che domani uscirà il primo numero del quotidiano &#8220;Pubblico&#8221;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non potevo stare con chi per 2 mesi ha sostenuto che Giorgio Napolitano è il garante del patto Stato-mafia</em>». Luca Telese e la sua uscita dal Fatto quotidiano, all&#8217;annuncio che domani uscirà il primo numero del quotidiano &#8220;Pubblico&#8221;</p>
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		<title>L&#8217;antiPolito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2012 16:17:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;In effetti bisogna ammettere che i Grillo, i Di Pietro, i Travaglio, somministrano le loro quotidiane purghe mediatiche come fossero olio di ricino, e idolatrano le manette come igiene della storia.&#8221; Antonio Polito sulla prima del Corriere.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>In effetti bisogna ammettere che i Grillo, i Di Pietro, i Travaglio, somministrano le loro quotidiane purghe mediatiche come fossero olio di ricino, e idolatrano le manette come igiene della storia</em>.&#8221; Antonio Polito sulla prima del Corriere.</p>
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		<title>Fatuo quotidiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 07:48:39 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/07/09/fatuo-quotidiano/">Fatuo quotidiano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9474" title="travaglio marco" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco-300x207.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco.jpg 550w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Marco Travaglio non ha certo bisogno di presentazioni e di sviolinate sulla sua stoffa di cronista giudiziario. Il Fatto quotidiano, a parte qualche sparuto scoop e clamorosi buchi, rimane (e appare) il giornale meno condizionato da interessi di parte, benché tranne qualche bravo giornalista come Lillo, Fierro e Lo Bianco, sia sostanzialmente un rifugio di trombati de L&#8217;Unità. Mi rendo conto che uscire ogni giorno in edicola, tra gli impeti di libertà, il direttore di un libero &#8220;giornalaccio&#8221; si delizi di sparare in prima pagina mega intervistone che poi, per almeno un paio di settimane si trascinano su altri giornali con chilometri di critiche a tappeto. O se preferite a zerbino, com&#8217;è stata tacciata l&#8217;intervistona apparsa sul Fatto il 13 giugno scorso di Marco Travaglio a Beppe Grillo. Sia chiaro: concordo anch&#8217;io che quel colloquio era da prima pagina. Lo era perché davvero in quei giorni, all&#8217;indomani del successo elettorale del M5S alle elezioni amministrative, qualunque testata o organo di informazione avrebbe pagato oro pur di ottenere il privilegio di qualche risposta di un comico antisistema, che ha iniettato gente nuova nelle istituzioni senza alleanze coi partiti grazie a un blog. Il Fatto, questo privilegio lo ha avuto.</p>
<p>Trovo più preoccupante, invece, che nessuno abbia proferito parola su un&#8217;altra intervista: quella apparsa sulla prima del Fatto venerdì scorso, che questa volta <strong>Marco Travaglio ha realizzato a <a href="http://www.lamescolanza.com/Temp=2012/072012/inervista_sartori_il_fatto=060712.htm" target="_blank">Giovanni Sartori</a></strong>. Politologo ed editorialista da prima pagina del Corriere, tra le cosiddette &#8220;<em>voci libere</em>&#8221; (Padellaro 7 luglio 2012) in riferimento alle &#8220;<em>Strane telefonate tra Mancino e il Colle</em>&#8220;. Ossia, il duro zoccolo che il Fatto batte ormai da qualche settimana per ottenere risposte dal vecchio bacucco capo di Stato Giorgio Napolitano nel merito del ruolo suo e del suo stretto entourage di fronte alle richieste telefoniche di tal Nicola Mancino, preoccupato di finire indagato (infatti lo è) in un processo che cerca i responsabili della trattativa Stato-mafia nei primi anni 90. Ciò che mi importa sottolineare, è <strong>il ruolo di Marco Travaglio in veste di intervistatore</strong> sul Fatto. Di colui che anziché ergersi a narratore dei fatti &#8220;si abbassa&#8221; a fare domande dopo che ha criticato in decine di articoli le interviste di altri cosiddetti giornalisti come Vespa, Cazzullo o Scalfari. Fermo restando che è impossibile pubblicare scoop ogni giorno, lo dovrebbero sapere i giornalisti liberi che pianificare un&#8217;intervista da mettere in prima pagina è antigiornalistico e antiinformativo. Innanzitutto perché le interviste pianificate presuppongono l&#8217;accordo dell&#8217;argomento, e dunque la prevedibilità delle domande. Poi perché è poco utile alla causa dell&#8217;informazione fare domande a chi ci dà risposte prevedibili, possibilmente allineate alle attese. Come nel caso di Sartori nei confronti di Travaglio.</p>
<p>Ora, assodato che quanto emerge dalle intercettazioni tra Mancino e Loris D&#8217;Ambrosio è di gravità inaudita, l&#8217;intervista che Travaglio fa a Sartori, più che uno scoop da prima pagina, ha le sembianze di una testimonianza mirata a dare sostegno a un pensiero, a una morale estrapolata sulla base di colloqui intercettati come nel caso del duo D&#8217;Ambrosio-Mancino. Le risposte sull&#8217;argomento che si aspetta Marco Travaglio, le dà Giovanni Sartori, uno che ha la nomea del politologo di fama lucido e indipendente ma che scrive sulla prima pagina del Corriere: giornale di regime dove nessuna voce libera (Sartori compreso checché lo reputi tale &#8216;l&#8217;ingenuo?&#8217; Padellaro) non si è ancora permessa di scrivere una sola riga a conferma della legittimità di quanto il Fatto chiede ormai da settimane a Napolitano in materia di interferenze sull&#8217;attività di tre procure. A parte una filippica patetica sullo stato d&#8217;animo di Mancino a firma di Galli della Loggia, la linea intrapresa dal Corsera sull&#8217;argomento avrebbe indotto qualunque giornalista, soprattutto se di stoffa come Travaglio, porre una domanda a Sartori del tipo: &#8220;<em>Perché su Mancino e Napolitano ha scritto solo Galli della Loggia e non tu che sai come stanno le cose? Hai proposto un editoriale su questo argomento? Te lo fanno scrivere o no?</em>&#8220;.</p>
<p>Visto che in tempi di crisi economica, di Italia fallita, spending review, fiscal call, fiscal compact, golden rule, revenche, soft touch ed enforcement, è stato Beppe Grillo l&#8217;unico leader politico a prefigurare lo scenario economico attuale con molti post dedicati all&#8217;argomento sul suo blog, è mai possibile che un cronista attento, critico e pungente come Marco Travaglio non abbia posto al politologo Sartori (che ritiene i partiti entità insostituibili) una domanda del tipo: &#8220;<em>Cosa intendi quando scrivi che Grillo fa antipolitica terra terra?</em>&#8221; Oppure &#8220;<em>Perché ritieni che Grillo propone solo assurdità e sciocchezze?</em>&#8221; Oppure, sul governo tecnico di Monti: &#8220;<em>Due anni fa scrivevi in prima pagina che &#8216;nelle nostre circostanze il governo tecnico sarebbe la formula più intelligente e dunque la meno probabile.&#8217; Che ti sembra ora che i fatti ti danno torto?</em>&#8220;.</p>
<p>Insomma, ciò che mi aspetterei da un giornalista di stoffa come Travaglio, nostalgico dei colleghi &#8220;<em>cani da guardia</em>&#8221; sempre intenti a scovare contraddizioni, trucchi, trabocchetti e falsità che ammorbano le cosiddette libere voci del nostro sistema, <strong>sono le cosiddette domande che servono alla causa dell&#8217;informazione</strong>. Anche quando a farle dovrebbe essere proprio quel bravo Travaglio che tutti conosciamo, e che invece a Sartori non fa perché sembra che stia in soggezione. Chesso, pare abbia di fronte Montanelli. Avrebbe mai chiesto Travaglio a un vecchio saggio come Montanelli &#8220;<em>Perché negli anni 40 sposasti una 12enne in Etiopia? Che ci trovasti di tanto attraente?</em>&#8221; Le domande di Travaglio a Sartori nell&#8217;intervista di venerdì scorso, rimangono morbosamente circoscritte al caso Mancino-Colle ma lo capisce pure un bimbo che le domande sono assist modellati a prevedibili risposte come quando si chiacchiera tra amici, tra simpatizzanti o tra alleati allineati. Con tutto il rispetto umano che merita Sartori con la sua esperienza di vita e per il suo ruolo pubblico, io personalmente rimango fortemente prevenuto nei confronti di chi scrive sulle prime pagine dei quotidiani italiani. La mia esperienza mi dice che nessuna delle firme delle testate di regime è libera come ci vuole far credere (l&#8217;ingenuo?) Padellaro.</p>
<p>E ahime, anche Giovanni Sartori il politologo non sfugge alla regola. La sua voce libera è in realtà una delle tante del coro di pappagalli di questo sistema, ma che a differenza di altri, omaggia in prima pagina il suo intervistatore &#8220;<em>tra i giornalisti in possesso di devastante documentazione</em>&#8221; (20 aprile 2010). Ecco perché poi il buon Travaglio rende la pariglia al suo esimio intervistato sulla prima del Fatto, ricordandoci modestamente che &#8220;<em>Qualche anno fa Giovanni Sartori scrisse che in Italia anche la tv ‘di tutti’ è imbavagliata; il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova</em>&#8221; senza però dirci che Sartori scopriva l&#8217;acqua calda. Vuoi per umana soggezione, vuoi per umana amicizia, quando ci si relaziona tra colleghi giornalisti, la prima regola da rispettare è quella di non intervistarsi. Non ci si celebra tra colleghi. Si mettono in gioco credibilità e reputazione. Tra amici e complici non esistono domande degne di un&#8217;intervista che faccia notizia. Ci sono solo assist che rendono l&#8217;intervista un noioso soliloquio a due voci senza mordente. Insomma, si rischia quella roba lì che abbiamo visto sul Fatto ad opera di Marco Travaglio nei confronti di Giovanni Sartori: un colloquio senza domande nello stile improponibile e ridicolo dei Vespa, dei Cazzullo e degli Scalfari. Vabbè che il Fatto è rimasto senza Luca Telese nel suo ruolo di intervistatore di destra. Ma in quest&#8217;intervista, Sartori come diceva di sé stesso pontificando sulle &#8220;<em>illusioni che corrono in rete</em>&#8221; di essere &#8220;<em>fuori gioco per raggiunti limiti d&#8217;età</em>&#8221; siamo anche &#8220;<em>fuori luogo per oltrepassati limiti di credibilità</em>&#8220;. Marco  avrà la stoffa del cronista giudiziario, ma non ce la mandi a bere con quelle interviste oscene in prima pagina con un titolo così esplicito &#8220;<em>Eccesso di amicizia&#8230;</em>&#8221; Un&#8217;intervista talmente allineata da essere passata del tutto inosservata dai critici del regime. Spero di non dover preferire Cazzullo a Travaglio. Ecco perché spero che Marco si risparmi nel chiedere. E&#8217; meglio quando scrive da solo.</p>
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		<title>Un 2011 rotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:14:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[libertà ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con questo 31 dicembre va in pensione un anno assai intenso di avvenimenti e stravolgimenti sociali. Ricorderemo il 2011 per esserci avvicinati ai primi effetti della crisi economica su vasta scala, per lo tsunami del Giappone, per la fine del Berlusconi politico e dei partiti, per tanti altri fatti, tra cui la morte di Giorgio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo 31 dicembre va in pensione un anno assai intenso di avvenimenti e stravolgimenti sociali. Ricorderemo il 2011 per esserci avvicinati ai primi effetti della crisi economica su vasta scala, per lo tsunami del Giappone, per la fine del Berlusconi politico e dei partiti, per tanti altri fatti, tra cui la morte di Giorgio Bocca e quella di Don Luigi Verzè avvenuta proprio a San Silvestro. Una scomparsa che sul piano apparente è normale, alla veneranda età di 91 anni dell&#8217;interessato, ma che per le modalità in cui avvenuta, (crisi cardiaca) e il periodo (coincidente con lo scandalo dell&#8217;ospedale San Raffaele che proprio oggi andava all&#8217;asta), mi ricorda tanto la fine di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Sindona" target="_blank">Michele Sindona</a>.</p>
<p>Il 2011 è stato anche l&#8217;anno della <strong>mia svolta personale</strong>. Ho definitivamente chiuso la parentesi politica e ho pure cominciato un nuovo lavoro lontano da pc e giornalisti. Basta Di Pietro, Fatto quotidiano, Piero Ricca e basta tivù. Ho rotto con tutti ma il blog continuerà a rimanere attivo, anche se con meno frequenza rispetto a prima perché di blog non riesco a vivere nonostante le visite costanti. Vivono da nababbi, quelli sì, i nuovi massoni di Google e Youtube che ti ingolosiscono con proposte di guadagno salvo poi darti qualche briciola per prodotti che richiedono impegno, tempo e denaro. In un ambiente globale dove ogni giorno aumenta la mole delle notizie, il numero dei creatori di contenuti e dei suoi fruitori, la professione del giornalista ne fa le spese perché più nessuno ti paga gli articoli per ciò che valgono. Stanno scomparendo produzioni, operatori e montatori, travolti dalla moltitudine di giornalisti e narratori improvvisati che raccontano il nostro tempo e il nostro territorio col veicolo della rete. Controcorrente all&#8217;informazione sempre più gratuita, troviamo sparuti giornalisti vecchio stampo ingessati nella loro qualifica che, salvo rare eccezioni, si piegano agli interessi degli editori di riferimento benché solo pochissimi riescono ancora a guadagnare bene. La stampa cosiddetta &#8216;libera&#8217; non fa eccezione quando tra le firme troviamo vecchie leve di testate di partito finanziate dai contributi all&#8217;editoria, figli di alti magistrati, di notabili nobili o nipoti di altri giornalisti.</p>
<p>Ecco perché dopo 20 anni di giornalismo attivo rimango convinto che nessun giornalista di nessuna testata è del tutto libero. Ogni giorno che leggi, scopri i limiti e le contraddizioni di chi bene o male, prima o poi, deve fare i conti con gli interessi delle proprie scelte e delle proprie opinioni. Persino il divorzio-web dell&#8217;anno Travaglio-Grillo dal blog del celebre comico, commentato da mille interpretazioni di altri blogger, pensatori e giornalisti, non ha mai trovato una spiegazione chiara e netta da parte degli interessati. Ma abbiamo capito tutti che Grillo ha mandato a fanculo Travaglio attaccando Padellaro per gli stipendi in soldi pubblici che all&#8217;Unità percepivano entrambi, da direttore l&#8217;uno e da cronista l&#8217;altro. A Travaglio non è rimasto che abbozzare &#8220;eccessivi impegni con Santoro&#8221; per divincolarsi dal leader del M5S e dalla rubrica di Passaparola invece che reagire platealmente come i seguaci si aspettavano. Tanto per rimanere in tema di &#8220;liberi&#8221;, proprio di Travaglio non ho ancora letto un editoriale riparatore su Strauss Khan, che dopo averlo <a href="http://triskel182.wordpress.com/2011/05/17/berluskahn-marco-travaglio/" target="_blank">ridicolizzato</a> ai tempi in cui era in carcere accusato di violenza sessuale da una pazza, non ha più scritto nemmeno un rigo sul suo totale scagionamento dal caso.</p>
<p>Quanto a me, con l&#8217;anno che comincia, ho rinunciato a qualcosa che so fare ma ora sono certamente più libero di prima, benché spesso assente da questo spazio che richiede tempo e dedizione. Ogni giorno avrei di che scrivere ma il poco tempo a disposizione non me lo permette. Dopo che ho speso 3 ore all&#8217;alba per la mia quotidiana rassegna stampa, devo spegnere il pc e lasciare i post in testa senza sfogarli coi polpastrelli per andarmene. E&#8217; il lato &#8220;B&#8221; di questa mia nuova dimensione libera che mi tiene in strada molte ore, ma che mi permette di ammirare il mare della Liguria di ponente: terra ospitale dove spero di vivere il resto dei miei giorni con la speranza mai morta che un giorno, questo blog, potrà darmi da vivere scrivendo liberamente ciò che penso e che vedo ogni giorno attorno.</p>
<p>Col 2011 va in archivio un anno memorabile sul piano del sostegno dei miei lettori. Con la causa persa in primo grado con De Corato ho raccolto 10 mila euro su 16 mila che sto ancora onorando. Ringrazio tutti gli spiriti liberi che hanno compreso il senso delle mie azioni benché molti mi abbiano dato del venduto quando ho tentato di avvicinarmi alla politica. Una scelta di cui non mi pento, per la quale avrei provato rimorso se non mi fossi cimentato e reso conto che anche l&#8217;Idv, in fondo, non è diverso dagli altri partiti. Forse sono le istituzioni che non mi meritano. No, non mi sento montato. Mi sento libero. Buon anno.</p>
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		<title>&#8220;Terremoto&#8221; a Passaparola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 14:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[passaparola]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il momento della scossa di terremoto avvertita a Torino, durante la diretta di &#8220;Passaparola&#8221;. Il video é tratto da &#8220;Youreporter&#8221;.</p>
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<p>Il momento della scossa di terremoto avvertita a Torino, durante la diretta di &#8220;Passaparola&#8221;. Il video é tratto da &#8220;Youreporter&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/07/25/terremoto-a-passaparola/">&#8220;Terremoto&#8221; a Passaparola</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>L&#8217;amorevole Feltri: &#8220;Travaglio é marcio&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 16:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio feltri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;amorevole Vittorio Feltri e &#8220;i comunisti mai morti&#8221; &#8220;Presumo sappiate da quale parte sto, la solita. Non sarei capace di essere diverso da come sono, insofferente a qualsiasi ordine di scuderia, disciplina, inquadramento ideologico. Questo non é mai stato un foglio di partito e il Pdl si illude se pensa lo possa diventare. La famiglia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/jp3cUjn1pQE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jp3cUjn1pQE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
<strong>L&#8217;amorevole Vittorio Feltri e &#8220;i comunisti mai morti&#8221;</strong></p>
<p>&#8220;<em>Presumo sappiate da quale parte sto, la solita. Non sarei capace di essere diverso da come sono, insofferente a qualsiasi ordine di scuderia, disciplina, inquadramento ideologico. Questo non é <strong>mai stato un foglio di partito </strong>e il Pdl si illude se pensa lo possa diventare. La famiglia Berlusconi e gli altri azionisti da me si aspettano molto tranne una cosa: che trasformi il Giornale in un megafono di Berlusconi. Non sono in grado. <strong>Mi manca la stoffa del cortigiano</strong>, e forse proprio per questo sono stato richiamato a coprire lâ€™incarico di direttore della storica testata i cui lettori non sono ultrà  del centrodestra, ma cittadini meritevoli di rispetto, quindi di essere informati correttamente e confortati nelle loro opinioni</em>&#8220;.<br />
Vittorio Feltri, primo editoriale da direttore del Giornale 22 agosto 2009</p>
<p>&#8220;<em>Marco Travaglio, dopo la crisi isterica che lo ha colto giovedì ad Annozero, ha inviato una lettera a Michele Santoro, lagnandosi con lui per la brutta piega che ha assunto il programma del quale egli é ospite fisso col compito precipuo di parlare male degli assenti. La brutta piega consiste nel fatto che per la prima volta, in studio <strong>non c&#8217;erano i soliti tappetini</strong> </em><em>su cui Travaglio si pulisce le suole indisturbato, ma un paio di colleghi </em>(Nicola Porro e Maurizo Belpietro ndr)<em> che hanno fatto ciò che altri non osano: ridergli in faccia e ricordargli un paio di peccatucci di cui si é macchiato in passato, che non gli consentirebbero di salire sul pulpito e sputare sentenze contro chi non é peggiore di lui. <strong>Marcio</strong></em>&#8220;.<br />
Vittorio Feltri sulla prima pagina del Giornale 21 febbraio 2010.</p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/invia_segnalazione.pic1" target="_blank">Qui</a> potete scrivere alla redazione del Giornale &#8220;<em>insofferente a qualsiasi ordine di scuderia</em>&#8220;.</p>
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		<title>Rai (P)2 &#8220;Contradditorio per Travaglio ad Annozero&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 11:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[annozero]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pietrangelo Buttafuoco cita una frase incivile di Berlusconi Francesco Cossiga in un&#8217;intervista rilasciata a Repubblica ha detto apertamente che sta &#8220;cercando di sistemare un parente in Rai&#8220;. Si tratta di sua nipote Bianca Berlinguer, conduttrice del Tg3, di cui l&#8217;ex presidente della Repubblica lamenta &#8220;sentirsi rinnegato&#8221; ma che vorrebbe far nominare direttrice di testata. Cossiga [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/09/02/rai-p2-contradditorio-per-travaglio-ad-annozero/">Rai (P)2 &#8220;Contradditorio per Travaglio ad Annozero&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/Ug86FG-DY3w&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ug86FG-DY3w&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
<strong>Pietrangelo Buttafuoco cita una frase incivile di Berlusconi</strong></p>
<p>Francesco Cossiga in un&#8217;intervista rilasciata a Repubblica ha detto apertamente che sta &#8220;<em>cercando di sistemare un parente in Rai</em>&#8220;. Si tratta di sua nipote <strong>Bianca Berlinguer</strong>, conduttrice del Tg3, di cui l&#8217;ex presidente della Repubblica lamenta &#8220;<em>sentirsi rinnegato</em>&#8221; ma che vorrebbe far nominare direttrice di testata.</p>
<p>Cossiga a tal proposito dice di aver appena tentato di <strong>convincere Mauro Masi</strong>, direttore di <a href="http://www.raidue.rai.it/dl/RaiDue/home_r2.html" target="_blank">Rai 2</a>, lo stesso che per &#8220;<em>normalizzare</em>&#8221; <a href="http://www.annozero.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067115,00.html" target="_blank">Annozero</a> vuole affiancare un antagonista a <strong>Marco Travaglio</strong>. Il giornalista de &#8220;<em>Il fatto</em>&#8221; dovrà  essere &#8220;<strong><em>contraddetto</em></strong>&#8221; da un collega di &#8220;<em>centrodestra</em>&#8221; come se i giornalisti dovessero esprimersi in base agli schieramenti politici piuttosto che ai fatti.</p>
<p>Ma il corruttore puttaniere presidente del consiglio dei piduisti, nella trasmissione di Michele Santoro <strong>ordina la &#8220;<em>par condicio</em></strong>&#8220;.<br />
Non fa niente se nelle mattine di canale 5 Filippo Facci può sparare ogni nefandezza senza essere contraddetto e Paolo Del Debbio passare per intellettuale al di sopra delle parti nelle rubriche Mediaset. In Rai Del Noce può dirigere per anni Rai1 dopo essere stato deputato del puttaniere e parte dei suoi manager Fininvest (compreso l&#8217;attuale direttore Gorla) possono dirigere la linea editoriale della televisione pubblica <strong>senza essere contraddetti</strong>.</p>
<p>Marco <strong>Travaglio no!</strong> Non può condurre la sua scheda introduttiva ad Annozero. I fatti sono <strong>troppo sbilanciati</strong>! Ci vuole qualcuno che lo contraddica. <strong>Chi lo farà ?</strong> Il candidato più papabile a contrapporsi a Marco pare essere <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietrangelo_Buttafuoco" target="_blank">Pietrangelo Buttafuoco</a></strong>, editorialista del &#8220;<em>Foglio</em>&#8221; e inviato di &#8220;<em>Panorama</em>&#8220;. Dovrà  contraddire, punto. Come? Mah&#8230; probabilmente dovrà  dire che il corruttore non é mai stato iscritto alla P2 oppure che il lodo alfano é un&#8217;invenzione di Prodi. Tutto sarà  possibile&#8230;</p>
<p>Ovviamente anche se Santoro e Travaglio sono <strong>contrari</strong> all&#8217;idea, la dirigenza Rai preme per il nuovo inserimento di centrodestra favorevole al mavalà  ospite di turno. La mossa ad Annozero, se sarà  realtà , servirà  a far <strong>scomparire i fatti</strong>. Cadrà  nella banalità  uno dei pochi programmi Rai, che si normalizzerà  e si omologherà  alla politica dell&#8217;informazione zero. Passiamo parola.</p>
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		<title>Piazza Farnese per pochi intimi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 08:25:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Riporto qualche dichiarazione che ho raccolto da Beppe Grillo, Marco Travaglio e Carlo Vulpio, intervenuti ieri sul palco romano di piazza Farnese. La mattinata é filata via liscia con gli interventi di tutti: da Salvatore Borsellino all&#8217;organizzatrice Sonia Alfano passando per Antonio Di Pietro. Tutti, da dietro le quinte, si aspettavano molta più gente di [&#8230;]</p>
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<p>Riporto qualche dichiarazione che ho raccolto da Beppe Grillo, Marco Travaglio e Carlo Vulpio, intervenuti ieri sul palco romano di piazza Farnese. La mattinata é filata via liscia con gli interventi di tutti: da Salvatore Borsellino all&#8217;organizzatrice Sonia Alfano passando per Antonio Di Pietro.<br />
Tutti, da dietro le quinte, si aspettavano molta più gente di quella che si é presentata in piazza, ma certamente hanno influito il giorno feriale di mercoledì, non proprio congegnale, e l&#8217;organizzazione avvenuta in tempi troppo stretti.<br />
Mi ha fatto piacere conoscere alcuni lettori del blog, tutte persone giovani, indignate e stimolate all&#8217;attivismo. Ognuno di loro mi ha chiesto post su specifici argomenti e mobilitazioni in massa. Mi piacerebbe contare sui numeri, ma temo che la stragrande maggioranza di chi si informa in Rete siano  persone giovani che faticano ad andare avanti, di conseguenza con poco tempo e mezzi da investire per attivarsi ad accerchiare i palazzi per sbugiardare i politici. Ovviamente, chi si attiva mi segnali i video che non esiterò metterli in home page. Per quanto mi riguarda cercherò sempre di accontentarvi a patto di potervi dare notizie certe ed approfondite. Scusate se rispondo di rado alle mail, purtroppo sono sempre tante concentrate in poco tempo. Ma le leggo. Grazie a tutti voi di esistere.</p>
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		<title>I vermi al banchetto dei cadaveri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 08:20:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OCc-fj0HLHk&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/OCc-fj0HLHk&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Gli editorialisti dei giornali non possono più negare l&#8217;evidenza. I fuochi di paglia e la volatilità  delle borse confermano la <strong>fiducia morta e sepolta</strong> nei mercati. La recessione si é innescata, le grandi aziende italiane quotate in borsa sono alla mercé delle potenze emergenti: Cina e Arabia. Enel potrebbe essere acquistata alla metà  del suo valore e questo preoccupa non poco il berluscone che vuole &#8220;l&#8217;italianità &#8221; fallita dei suoi imprenditori che amano l&#8217;immunità  dai fallimenti e scaricare i loro debiti sui connazionali accomodati in salotto a vedersi &#8220;Striscia la notizia&#8221;.</p>
<p>Il monito Ue sul clima, a mio avviso, cela il bisogno di dare un segnale forte alle nazioni. Optare massicciamente, e prima possibile, sulle fonti di <strong>energia alternativa</strong> per non spostare il baricentro del controllo dei mercati all&#8217;Oriente o al Medioriente, ricchi di petrolio e di voglia di consumismo. Usa e Europa sono all&#8217;<strong>alba di una crisi</strong> dell&#8217;economia reale dagli effetti imprevedibili, che anche lo stesso berluscone non può più trattare con le sue proverbiali balle.<br />
Ieri a Bruxelles ha detto che con 19 anni di presenza nei palazzi (che l&#8217;hanno blindato da processi e condanne n.d.r.) insegue quello là  (Benito Mussolini n.d.r.). Se si fosse riferito a piazzale Loreto rimane per ora domanda da quiz di Gerry Scotti.</p>
<p>Ciò che é certo é che a berluscone importa piazzare l&#8217;imputato e avvocato personale <strong>Gaetano Pecorella alla Consulta</strong>, in modo da trasformarla in una succursale del governo. Che diventerà  un ente inutile allo strumento della Democrazia se non pienamente garantito dall&#8217;imparzialità  dei suoi componenti. Lo farà  promuovere a colpi di maggioranza, senza i necessari due terzi del parlamento favorevole. Ufficialmente la contropartita sarà  <strong>Leoluca Orlando alla vigilanza Rai</strong> ma quest&#8217;ultima non ha di certo il peso di una Consulta schierata per gli equilibri di una Democrazia.</p>
<p>Per il resto a berluscone interessa affastellare panzane che controbilancino ciò che non può più negare. <strong>La recessione aumenterà </strong> e le famiglie poverissime andranno controllate. Per farlo sarà  sempre di grande attualità  la disinformazione. Il controllo dei media rimarrà  vitale da qui a chissà  quando. I giornali sono già  in riga, denunciano poco o nulla e titolano gli argomenti come piace al regime piduista. Le televisioni sono controllate più di prima. <strong>Internet</strong>, a mio avviso, per non dare fastidio si cercherà  di <strong>limitarlo con tutti i mezzi</strong>. Come? Ritardando il più possibile l&#8217;ingresso nel mercato di aziende che offrono tecnologie d&#8217;impatto come Wi max e prendendosela coi <strong>giornalisti</strong>. La condanna in primo grado per diffamazione inflitta ieri a <strong>Marco Travaglio</strong> per un reato d&#8217;opinione conferma il clima di regime. Si capisce da come la notizia é stata ampiamente riportata da tutti i media di regime. <strong>Tutti</strong>, persino quelli dentro gli aeroporti e che arrivano sui telefonini. Camuffata da evento come se non si sapesse che condanne di questo tipo ne vengono emesse a decine ogni giorno.</p>
<p>Per i media di regime non fa notizia l&#8217;ingresso nel mercato di <strong>Wi max</strong> in città  come <strong>Brescia e Bar</strong>i, i cui abitanti possono già  fre i primi <a href="http://www.megabeam.it/max/ " target="_blank">contratti</a> con prezzi a portata di recessione. Per i media di regime fa notizia la Sardegna (oggi mi trovo a Cagliari a punzecchiare Antonio Di Pietro) avviata al &#8220;digitale terrestre&#8221; cimitero ideale per i <strong>vermi</strong> in doppiopetto che si nutrono di cadaveri uccisi dal tubo catodico. Guarda caso, proprio ora <strong>Europa 7 otterrà  le frequenze</strong>. Di Rete4? No! Quelle di Rai 1, probabilmente quelle in <strong>bassa banda</strong> che quasi nessuno ha canalizzato sul proprio televisore. Una a caso? Il vhf 17, lontano dalle frequenze prelibate che vanno si e no dalla 40 alla 65. Ma questo i giornali non lo pongono, tantomeno come eventualità  possibile. Preferiscono riportare le idiozie del <strong>forzitalidiota Paolo Romani</strong> secondo cui &#8220;nessuno sarà  penalizzato e nessuno sarà  favorito&#8221;. Balle! Rete4 continuerà  a fare l&#8217;abusiva. Alla faccia di chi, quelle frequenze che sono bene comune di tutti non le ha mai potute nemmeno sperare.<br />
Domani credo avrò qualcosina da dire sulla Lega. Per ora spargiamo voce.</p>
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		<title>Vasto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 06:44:46 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="320" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="id" value="utv56787" /><param name="flashvars" value="viewcount=false&amp;autoplay=false&amp;brand=embed" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/live/290354" /><embed id="utv56787" type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="320" src="http://www.ustream.tv/flash/live/290354" flashvars="viewcount=false&amp;autoplay=false&amp;brand=embed" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Oggi si conclude l&#8217;incontro di Vasto de &#8220;l&#8217;alternativa possibile&#8221; organizzato da Italia dei Valori. Ieri ha presenziato <strong>Marco Travaglio</strong></strong> davanti a una folla traboccante fra cui molti giovani, anche sotto i 18 anni. Ha parlato delle balle sulla legge sulle prostitute e poi, di argomento in argomento, ha ricostruito i traguardi raggiunti da questo governo con la solita, maniacale e certosina precisione che scoraggia qualunque domanda. Ad un certo punto é arrivato il presidente del Lazio <strong>Piero Marrazzo</strong>, che dopo l&#8217;intervento di Travaglio é salito sul palco con <strong>Carlo Costantini</strong>, il candidato Idv alle elezioni abruzzesi previste a fine novembre.</p>
<p>Il pomeriggio é stato dedicato agli incontri con i delegati regionali per discutere su come strutturare e decentrare le responsabilità  locali del partito.<br />
I militanti dell&#8217;Idv sono in fermento, i sondaggi Ipsos lo danno vicino al 10%. L&#8217;esigenza di dare incarichi a persone fidate é l&#8217;ossessione di <strong>Antonio Di Pietro</strong>. Gliela si legge negli occhi. Nel suo intervento pomeridiano é stato un fiume in piena. &#8220;<em>Ancora stamattina qualcuno mi chiedeva di entrare nel partito a patto di avere in cambio incarichi. Chi vuole far parte dell&#8217;Idv deve cominciare dal ruolo di soldato! Si impegni con noi a raccogliere le firme contro il Lodo Alfano.</em>&#8220;.<br />
Gli incontri si sono conclusi con una conferenza stampa in cui si é parlato di raccolta firme, dell&#8217;intenzione di creare una rete di militanti donne e giovani.<br />
Ho avuto modo di conoscere ed intervistare alcuni deputati fra cui <strong>Leoluca Orlando, Massimo Donadi e Francesco Barbato</strong> che proporrò presto.</p>
<p>Oggi, ultimo giorno di incontri, é previsto un dibattito sull&#8217;informazione cui prendono parte tra gli altri, <strong>Gianni Barbacetto e Francesco Di Stefano</strong>. Sul blog potrete seguire la diretta che si dovrebbe concludere attorno alle 13,30.</p>
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		<title>Intercettazioni, il brutto show continua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 11:25:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Jv4XLoTrxT0&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Jv4XLoTrxT0&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Apprendo dal sito voglioscendere che le intercettazioni pubblicate da Panorama erano <strong>coperte da segreto</strong>. E che l&#8217;autore stesso del pezzo lo rivela. Non avendo io comprato Panorama (non lo compro mai) non potevo scrivere con certezza ciò che dubitavo soltanto. Ossia che quella trasmissione delle intercettazioni da Procura a Procura fosse coperta da segreto perché non comunicata alle parti interessate. Dalle quali, peraltro, emergono dichiarazioni che dimostrano come <strong>Prodi non avesse avuto nessuna intenzione di raccomandare parenti</strong> e amici a nessuno. Quindi é tutto come previsto: Maurizio Belpietro ha permesso la pubblicazione di intercettazioni vietate, ben sapendo che <strong>pagare una penale, val bene un investimento</strong> per la causa del suo capo di governo, affinché possa attaccare le intercettazioni che lo riguardano in prima persona, perché <strong>accusato di corruzione</strong> dalla Procura di Napoli nella vicenda di Agostino Saccà , in veste di capo dell&#8217;opposizione che tenta di corrompere il direttore di una rete televisiva pubblica, peraltro teorica concorrente delle sue, a scopi personali. Oltre che far sapere di voler mettere sul piatto l&#8217;ennesima legge ad personam all&#8217;ordine del giorno del suo governo altrettanto ad personam.</p>
<p>Purtroppo, <strong>oggi, la confusione é doppia</strong>. Nessun giornale degno di tale nome ha sbattuto in prima pagina il chiarimento, a parte L&#8217;Unità . Tantomeno Sergio Romano.<br />
<strong>Mario Giordano</strong> sul suo Giornale si arrampica sugli specchi ed elogia Maurizio Belpietro &#8220;<em>straordinario giornalista sempre sul pezzo che fa (benissimo) il suo lavoro e che anche se a Veltroni e D&#8217;Avanzo può apparire strano, quando ha una notizia la pubblica</em>&#8220;. Giordano elogia anche l&#8217;autore del pezzone Gianluigi Nuzzi, &#8220;<em>anche lui della scuola del Giornale, uno dei migliori rabdomanti di scoop che ci siano in circolazione</em>&#8220;. Bene, sappiamo che dovrà  essere Nuzzi a rivelare ai magistrati chi gli ha passato illegalmente quelle intercettazioni. Ma Giordano, non contento, continua nella sua patetica pantomima, sostenendo di essere &#8220;<em>pronto a scommettere tutto quello che ho di più caro per ritenere che a Panorama hanno deciso di pubblicare quelle intercettazioni con la loro testa e che Berlusconi lo ha saputo soltanto vedendo la copertina</em>&#8220;. Infatti sappiamo che alle spalle di Berlusconi lavora una banda di scribacchini a libro paga (come Giordano), pronti a creare casi inesistenti per sostenergli le cause, anche le più illegali, senza spiegare la verità  dei fatti. Ma l&#8217;indomito Giordano se la prende con quelli della sinistra che difendono la libertà  di stampa &#8220;<em>in contrasto con la teoria secondo la quale gli editori devono censurare i direttori</em>&#8220;. Insomma, un minestrone senza contenuti che si abbarbica a stravaganti e inesistenti <em>poteri della sinistra</em>.</p>
<p>Chiedo a Giordano quali poteri della sinistra visto che in parlamento non esiste! Il quotidiano Repubblica? Che se aveva una buona occasione per chiarire la vicenda in prima pagina, ha evitato di farlo sostituendo il tutto con un concentrato di dichiarazioni storte e poco edificanti? Nessun titolo e nessuna civetta in prima pagina, solo un paio di articoli confusionari a pagina 9.<br />
Il primo, a tutta larghezza, recita &#8220;Giustizia, l&#8217;allarme di Grasso sulle barricate per difendere i pm&#8221; in cui il procuratore difende, come previsto, l&#8217;indipendenza dei magistrati riferendosi alla figura di Giovanni Falcone, e solo 2 righe dedicate al caso Prodi, dal quale ne ricava il timore che già  abbiamo tutti, ossia che questa storia serve proprio ai pirati della libertà  per accelerare l&#8217;ennesima legge vergogna.</p>
<p>A mezza pagina in un&#8217;intervistina all&#8217;ex guardasigilli <strong>Roberto Castelli</strong> titolata &#8220;Le intercettazioni sono uno scandalo ma Romano ha fatto una bella mossa&#8221;. si legge che <em>il problema intercettazioni esiste perché c&#8217;é anche una questione di fuga di notizie</em>. Infatti chi ha passato quelle intercettazioni al dipendente di Berlusconi non poteva farlo. E&#8217; già  vietato. Ma Castelli tira diritto sostenendo che &#8220;<em>in Italia ci sono troppe intercettazioni</em>&#8220;, senza porsi il problema che in Italia ci sono anche troppe mafie. Ritiene che &#8220;<em>i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario devono stare in equilibrio. Se uno schiaccia l&#8217;altro é in pericolo la democrazia</em>&#8220;. Peccato che con la legge sulle intercettazioni la Democrazia riceverà  il colpo di grazia proprio dall&#8217;esecutivo. Ecco allora che secondo Castelli &#8220;<em>servono paletti per evitare derive patologiche</em>&#8221; (quelle di cui é già  vittima Berlusconi). Castelli aggiunge che &#8220;<em>Prodi fa bella figura a buon mercato e incassa risonanza mediatica perché la storia succulenta che emerge dai colloqui pubblicati dimostra che l&#8217;autorizzazione non vale nulla</em>&#8220;. Infatti di succulento c&#8217;é che Prodi, a differenza di Berlusconi, non ha raccomandato e tentato di corrompere nessuno.<br />
Secondo il fido Castelli &#8220;<em>le intercettazioni sono utili se perseguono l&#8217;accertamento dei reati, ma se tutti siamo spiati no</em>&#8220;. Infatti nessun magistrato si sognerebbe di spiare per il solo piacere di farlo, se non per accertare l&#8217;esistenza di reati. Quindi Castelli dice panzane e rilancia sostenendo che se &#8220;<em>le intercettazioni sono strumento di lotta politica per spiare gli avversari &#8211;</em> alludendo alle solite toghe rosse &#8211; <em>é ragione ancora più urgente per limitarle</em>. Toh.</p>
<p>In fin dei conti il problema vero di questa vicenda é che l&#8217;editoriale del Giornale e l&#8217;intervistina di Repubblica vengono prese a modello da tutti i tg, dal primo al sesto canale, mentre la versione vera dei fatti riportata anche da Marco Travaglio rimarrà  sull&#8217;Unità  e su voglioscendere per pochi intimi.<br />
Questa é la differenza fra il potere delle panzane urlate in una dittatura, dalla verità  dei fatti diffusi in una democrazia libera.</p>
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		<title>Un&#8217;Italia da svegliare e responsabilizzare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2008 14:37:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non mi serviva questo lungo viaggio per scoprire che l&#8217;Italia vive a 2 velocità . Gli ultimi 20 giorni in giro mi hanno soltanto confermato l&#8217;esistenza di un&#8217;Italia variegata nelle inflessioni dialettali, nella cucina e in piccoli dettagli di vita quotidiana, ma drammaticamente unita nel menefreghismo, nel campanilismo, nell&#8217;ignoranza, nell&#8217;ignavia, nella paura e nello scarso senso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/01BvAWWSyUU"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/01BvAWWSyUU" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object></p>
<p>Non mi serviva questo lungo viaggio per scoprire che l&#8217;Italia vive a 2 velocità .<br />
Gli ultimi 20 giorni in giro mi hanno soltanto confermato l&#8217;esistenza di un&#8217;Italia variegata nelle inflessioni dialettali, nella cucina e in piccoli dettagli di vita quotidiana, ma drammaticamente unita nel menefreghismo, nel campanilismo, nell&#8217;ignoranza, nell&#8217;ignavia, nella paura e nello scarso senso di appartenenza alla collettività , salvo rare eccezioni. Troppo rare per pensare di ricostruire una democrazia consapevole e partecipata in poco tempo.<br />
A meno che ci sia un canale televisivo nazionale davvero alternativo agli attuali. Perché anche se purtroppo gli italiani non amano leggere e ricordare, non sono stupidi. Sono soltanto schiavi delle loro abitudini, tra le quali rientra la televisione omologata che li rintrona da anni di puttanate. Metodo che ha ridotto la maggioranza dei nostri connazionali una massa di incoscienti convinti di essere furbi, ma in realtà  disinformati, pilotati e quindi disinteressati a tutto ciò che non vedono nel loro giardino. Non si rendono conto che se confondono la politica con la giustizia sono zulu col diritto di voto.</p>
<p>Non si illudano gli oltre 4 milioni di abbonati Sky. Anche la tv di Murdoch non ha mai fatto informazione, altrimenti avrebbe ingaggiato direttore un collega sullo stile di Marco Travaglio. Già  perché la vera emergenza di questo Paese é quella di invertire la rotta: 20 ore al giorno di fatti spiegati con chiarezza e le rimanenti 4 di varietà  fatto con artisti veri e non con le mignotte.<br />
Basterebbe poco fare degli speciali sui trascorsi di Berlusconi, sul percorso della Loggia P2 e martellare con gli scandali locali che un cittadino qualunque, come il sottoscritto, ha documentato in pochi giorni.</p>
<p>Non c&#8217;é alternativa per svegliare le coscienze. Bisogna informare e criticare. Informare e criticare pur sentendosi rivoltare lo stomaco. Dire sempre la verità  senza avere paura, perché la paura é figlia dell&#8217;ignoranza.<br />
Bisogna mettersi in gioco e responsabilizzarsi senza temere di essere visti in faccia, perché la vergogna é rubare, non chiedere conto da cittadini trasparenti e informati. Il politico dovrebbe nutrire un rispetto tale verso i cittadini che rappresenta, da temerli!</p>
<p>Internet sarà  pure la salvezza ma fin che questo governo di farabutti penserà  al digitale terrestre senza investire nulla per adeguare l&#8217;Italia all&#8217;Europa a banda larga, il percorso per rendere gli italiani consapevoli non potrà  che allungarsi.<br />
Pensiamo se la stessa fretta per approvare il lodo alfano fosse stata applicata per istituire corsi settimanali gratuiti in tutti i comuni, per insegnare l&#8217;utilizzo dei computer e l&#8217;accesso alla Rete! Anche per acquistarsi un biglietto aereo.<br />
Il gioco sta tutto nell&#8217;informazione. Gelli e Berlusconi lo avevano capito. Altrimenti oggi non saremmo in un Paese dove conviere delinquere anziché agire nella legalità .</p>
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		<title>Io non indosso bavagli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:44:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anch&#8217;io mi unisco ai colleghi giornalisti che disobbediranno al decreto bavaglio di questo governo di farabutti che impedisce le indagini, vieta le notizie e schiera l&#8217;esercito in strada. Ho linkato il banner di Marco Travaglio alla cui lista mi sono unito. Ritengo che questa disobbedienza interessi anche tutti quei cittadini non ufficialmente giornalisti che potrebbero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io mi unisco ai colleghi giornalisti che disobbediranno al decreto bavaglio di questo governo di farabutti che impedisce le indagini, vieta le notizie e schiera l&#8217;esercito in strada.<br />
Ho linkato il banner di Marco Travaglio alla cui lista mi sono unito.<br />
Ritengo che questa disobbedienza interessi anche tutti quei cittadini non ufficialmente giornalisti che potrebbero recarsi in qualunque tribunale, dare un&#8217;occhiata alla bacheca e riportare ciò che leggono di pubblico sui propri blog.<br />
Un atto di trasparenza e di civiltà  al quale un cittadino di un paese civile non si può sottrarre.</p>
<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bikhgVEy-8E"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bikhgVEy-8E" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object></p>
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		<title>Renato Schifani sta dietro un filo d&#8217;erba</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 May 2008 07:58:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Renato Schifani Il presidente del Senato italiano nominato dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi si chiama Renato Schifani, padrino del Lodo Maccanico-Schifani che isola le 5 alte cariche dello Stato da tutti i processi. Il Lodo, dichiarato incostituzionale dalla Consulta, ha salvato da tutti i processi il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, unica alta carica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-553" title="renato-schifani" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/05/renato-schifani.jpg" alt="" width="180" height="240" /><br />
<strong>Renato Schifani</strong></p>
<p>Il presidente del Senato italiano nominato dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi si chiama <strong>Renato Schifani</strong>, padrino del Lodo Maccanico-Schifani che isola le 5 alte cariche dello Stato da <strong>tutti i processi</strong>.<br />
Il Lodo, dichiarato <strong>incostituzionale</strong> dalla Consulta, ha salvato da tutti i processi il presidente del consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong>, unica alta carica dello Stato plurimputato, nonché kapo di Forza Italia, lo stesso partito di Renato Schifani.<br />
Renato Schifani, negli anni &#8217;90 era socio della â€œSicula brokersâ€ con Nino Mandalà  e Benny D&#8217;Agostino, entrambi condannati in via definitiva per associazione mafiosa. Renato Schifani é stato <strong>consulente del Sindaco</strong> del comune di Villabate (PA) la cui giunta comunale é stata <strong>sciolta 2 volte</strong> per collusione con la mafia.<br />
Marco Travaglio ha dato la notizia sui canali Rai, riportata anche nel suo libro â€œSe li conosci li evitiâ€.<br />
Renato Schifani, indignato dalle dichiarazioni, ha annunciato che querela Travaglio.<br />
Renato Schifani <strong>quereli anche me</strong>, visto che anch&#8217;io ho dato la stessa notizia nella mia trasmissione almeno un paio di volte.<br />
Con la stessa fretta, Renato Schifani, anziché arrampicarsi sugli specchi senza smentire il fatto, <strong>dichiari ufficialmente le sue posizioni</strong>.<br />
Riporto a tal proposito una lettera che ho rinvenuto sul sito dell&#8217;Italia dei Valori Lombardia, a firma del capogruppo regionale Stefano Zamponi.</p>
<p>Invito i lettori del blog a sottoscrivere la lettera con un copia incolla firmato a proprio nome e cognome da mandare via mail a Schifani a questo indirizzo:</p>
<p>schifani_r@posta.senato.it</p>
<p><em>Al Presidente del Senato Renato Schifani</em></p>
<p><em>Il sottoscritto cittadino elettore Le chiede se corrisponda a verità  quanto affermato da Marco Travaglio nel libro: â€œSe li conosci li evitiâ€ e cioé:</em></p>
<p><em>1) che Lei sia o sia stato socio della Società   Siculabrokers unitamente a  Nino Mandalà  e Benny D&#8217;Agostino</em></p>
<p><em>2) che Lei sia stato Consulente del Comune di Villabate come esperto del Sindaco in materia Urbanistica.</em></p>
<p><em>Qualora lo ritenga utile od opportuno, potrà   aggiungere sue eventuali valutazioni.</em></p>
<p><em>In assenza di Sua risposta entro 10 giorni da oggi, riterrò il suo silenzio come conferma dei fatti soprariportati e trarrò le mie valutazioni</em></p>
<p><em>Distinti saluti<br />
Daniele Martinelli</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kpoEiT2XC80" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/kpoEiT2XC80"></embed></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/05/17/renato-schifani-sta-dietro-un-filo-derba/">Renato Schifani sta dietro un filo d&#8217;erba</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>I servi sputano in cielo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 07:23:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[annozero]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[bugie]]></category>
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		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe d'avanzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>alcuni giornalisti della casta I giornalisti non indagano più sui fatti, attaccano i colleghi più informati ben remunerati dai finanziamenti pubblici all&#8217;editoria. Assistere alla manfrina del vicedirettore di Repubblica Giuseppe D&#8217;Avanzo che insinua contatti con i mafiosi per Travaglio (credendo di scrivere uno scoop) pare di vedere la brutta copia di Vittorio Feltri quando nel [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-551" title="schiavi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/05/schiavi-300x284.jpg" alt="" width="300" height="284" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/05/schiavi-300x284.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/05/schiavi.jpg 308w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
<strong>alcuni giornalisti della casta</strong></p>
<p>I giornalisti non indagano più sui fatti, attaccano i colleghi più informati ben remunerati dai finanziamenti pubblici all&#8217;editoria.<br />
Assistere alla manfrina del vicedirettore di Repubblica Giuseppe D&#8217;Avanzo che insinua contatti con i mafiosi per Travaglio (credendo di scrivere uno scoop) pare di vedere la brutta copia di Vittorio Feltri quando nel &#8217;95, ai tempi in cui dirigeva il Giornale, diffamava Antonio Di Pietro attribuendogli false dichiarazioni di pentiti con frasi del tipo â€œDi Pietro mi ha sbancatoâ€.</p>
<p>La mossa di D&#8217;Avanzo, più che uno scoop da brivido, ha tutto il sapore di una leccatina di natiche ai governanti attuali. Sia mai che magari ne abbia benefici diretti, magari in televisione, visto che in questo periodo Berlusconi, Schifani e Fini dovranno segnalare quali giornalisti pedina spostare, togliere e mettere dalle redazioni dei telegiornali Raiset. Sia mai che magari lo invita la De Filippi o la Perego!</p>
<p>Quella di D&#8217;Avanzo nei confronti di Marco ha tutto il sapore di una gratuita calunnia mirata a minarne la credibilità  perché così in Italia si usa. Lo si intuisce dalle parole dell&#8217;articolo apparse su â€œRepubblicaâ€, da cui affiora un&#8217; invidia professionale nei confronti di chi é più informato e tagliente.</p>
<p><strong>Se D&#8217;Avanzo fosse un onesto giornalista</strong> sosterrebbe la veridicità  e il senso dei fatti esposti da Travaglio, documentandone i rischi che si corrono in questa Italia governata da una banda a maggioranza piduista e mafiosa, presieduta da un prescritto in conflitto d&#8217;interessi.<br />
<strong>Se D&#8217;Avanzo fosse un onesto giornalista</strong> avrebbe arricchito gli elementi esposti da Marco con maggiori dettagli che evidentemente non possiede, perché forse non é così ferrato in cronaca giudiziaria come vuole far credere.<br />
<strong>Se D&#8217;Avanzo fosse un onesto giornalista</strong> avrebbe mille appigli per indagare sui trascorsi degli oltre 70 politici invischiati con problemi di giustizia, anziché attaccare un collega documentato.<br />
<strong>Se D&#8217;Avanzo fosse un onesto giornalista</strong> contribuirebbe a difendere la categoria con inchieste serie, denunciando le marchette di quei colleghi palesemente asserviti che scrivono articoli pataccari pur di screditare gli avversari politici del loro editore.<br />
<strong>Se D&#8217;Avanzo fosse un onesto giornalista</strong> scriverebbe editoriali in cui spiegherebbe come la nostra categoria sia minata da prostituzione e asservimento che hanno oltrepassato il ridicolo.<br />
<strong>Se D&#8217;Avanzo fosse onesto</strong> ammetterebbe che un giornalista specializzato in giudiziaria e in inchieste di mafia, potrebbe imbattersi in qualcuno che gli fornisce notizie in esclusiva, spiegando la differenza fra frequentazione per ottenere notizie e frequentazione per comuni interessi in politica!</p>
<p>Un giornalista in vacanza che conosce un militare che gli offre il pranzo o che gli paga l&#8217;albergo, non ha alcuna relazione con l&#8217;etica e le responsabilità  della seconda carica dello Stato, che da politico come Schifani, 20 anni fa faceva il politico con politici che successivamente sono stati condannati per mafia.<br />
Travaglio non ha mai avallato leggi ad personam per il Mafionano, <strong>Schifani si</strong>.<br />
Se D&#8217;Avanzo fa queste insinuazioni su Travaglio abbia il coraggio di insinuare frequentazioni e infiltrazioni anche dei Gomez, degli Abbate e dei Fabrizio Gatti!</p>
<p>Siccome <strong>Giuseppe D&#8217;Avanzo odora di servo</strong> che esegue ordini impartiti dall&#8217;alto, gioca agli sputi verso il cielo. Conscio che lo stipendio, il 27, per lui arriverà  comunque e conscio che in caso di <strong>querele perse</strong> sarà  â€œRepubblicaâ€ a risarcire i danni verso chi é stato sputtanato. Che problemi volete ci siano sborsare un milione o 2 di risarcimento a fronte degli oltre 25 milioni l&#8217;anno di prebende pubbliche assicurate da noi cittadini?<br />
In questo momento, per giornalai come D&#8217;Avanzo e giornaletti come â€œRepubblicaâ€ conviene spargere merda verso chi sostiene la causa dell&#8217;abolizione del finanziamento all&#8217;editoria piuttosto che difenderne le tesi. Ogni pretesto, anche il più banale va bene! L&#8217;imperativo é <strong>sputtanare</strong>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8v6I6gTRa9A&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/8v6I6gTRa9A&amp;hl=it" wmode="transparent"></embed></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/05/16/i-servi-sputano-in-cielo/">I servi sputano in cielo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Travaglio diffama? Chiacchiere di regime</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2008/05/11/travaglio-diffama-chiacchiere-di-regime/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=travaglio-diffama-chiacchiere-di-regime</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 20:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[claudio cappon]]></category>
		<category><![CDATA[fabio fazio]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[maurizio gasparri]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Paolo Ruffini direttore Rai 3 Marco Travaglio é l&#8217;obiettivo da allontanare dalla Rai. Per riuscirci serve un pretesto, anche il più banale in modo da chiudere al traino pure â€œAnno zeroâ€. Anziché disperdermi nelle solite, scontate e prevedibili difese del collega giornalista, vorrei porre alla lente alcune riflessioni: voi che leggete questi blog di informazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/05/11/travaglio-diffama-chiacchiere-di-regime/">Travaglio diffama? Chiacchiere di regime</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-542" title="paolo-ruffini" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/05/paolo-ruffini.jpg" alt="" width="150" height="204" /><br />
<strong>Paolo Ruffini direttore Rai 3</strong></p>
<p>Marco Travaglio é l&#8217;obiettivo da allontanare dalla Rai. Per riuscirci serve un <strong>pretesto, anche il più banale</strong> in modo da chiudere al traino pure â€œAnno zeroâ€. Anziché disperdermi nelle solite, scontate e prevedibili difese del collega giornalista, vorrei porre alla lente alcune riflessioni:<br />
voi che leggete questi blog di informazione spero vi siate resi conto di essere agli antipodi rispetto a chi si sciroppa la televisione.<br />
Le bugie dei <a href="http://www.corriere.it/politica/08_maggio_11/piccolillo_f68ec80a-1f31-11dd-b397-00144f486ba6.shtml" target="_blank">GIORNALI</a> che scrivono â€œTravaglio attacca Schifani a Che tempo che faâ€ sono roba di routine nelle redazioni controllate. Come roba di routine é la confusione diffusa con frasi del tipo â€œSchifani diffamatoâ€ che appare apposta stampato tra virgolette perché é il riporto di una dichiarazione presunta. Non é la verità ! Quella frase imposta dal regime post piduista ancora presente nel verminaio delle redazioni controllate, ha il solo scopo di ingannare il popolo sotto ipnosi.</p>
<p><strong>Diffamare significa screditare</strong> la reputazione di una persona attribuendole fatti o notizie false o non accertate. Trovo inutile ribadire che Marco Travaglio da Fabio Fazio abbia solo ripercorso il passato di <strong>Renato Schifani nei suoi rapporti coi mafiosi</strong> come Mandalà ! Trovo inutile ricordare che la Legge di cui Schifani é â€œpadrinoâ€ che isola le 5 principali cariche dello stato dai processi, é stata fatta ben sapendo che l&#8217;<strong>unico imputato</strong> tra quelle figure era (ed é) il presidente del consiglio Silvio Berlusconi!<br />
<strong>Logico che non c&#8217;é stata nessuna diffamazione</strong>! Ma purtroppo il meccanismo collaudato della disinformazione prevede che le frasi deviate impolpate al popolo sedato, creino quella confusione che affastella le idee in modo da capirci nulla.<br />
Spiegare in 4 parole la <strong>differenza fra diffamazione e cronaca</strong> biografica, avrebbe un impatto da choc sulle masse e inevitabili ripercussioni sulla reputazione degli oltre 70 filibustieri disonorevoli che hanno conti aperti con la giustizia, a partire dal liberale Silvio Berlusconi.</p>
<p>I prestanome di Berlusconi da anni pagano agenzie di sondaggi che intervistano i passanti a campione in giro per le città , alle fernate dei tram e agli ingressi delle metropolitane con un paio di domandine a tranello che fanno emergere in un attimo tutta la disinformazione che c&#8217;é in Italia. Tanto é vero che Berlusconi si é potuto permettere di ribaltare la <strong>vicenda di Enzo Biagi</strong> sui teleschermi Rai, ben sapendo che la maggioranza di chi lo ascoltava al televisore gli avrebbe creduto, o non gli avrebbe dato grande peso.<br />
La televisione controllata che da mezzo di diffusione di cultura e di memoria é diventata una macchina da soldi che sparge superficialità  di basso impatto<strong>, ha spostato la percezione dei fatti</strong> di intere fasce sociali con l&#8217;ammorbidimento delle opinioni, l&#8217;uniformazione dei concetti e l&#8217;annullamento dei valori, sostituiti col dare risalto alle banali ovvietà  di tutti i giorni e la mistificazione dei delinquenti. E&#8217; ormai da qualche anno che l&#8217;ufficio casting di Raiset ha traslocato a San Vittore e a Regina Coeli.</p>
<p>Il risotto della confusione per condannare la cronaca biografica e giudiziaria di Travaglio per allontanarlo dalla televisione, si infarcisce di <strong>Maurizio Gasparri</strong> che se la prende con Cappon e di Fabio Fazio, che per voce del direttore di Rai 3 <strong>Paolo Ruffi(a)ni</strong> annuncia la lettura di una lettera di scuse dei vertici Rai, in cui diranno di dissociarsi dalle verità  pronunciate da Travaglio.<br />
La cosa che mi rattrista é constatare che i colleghi giornalisti che trattano le notizie così sanno perfettamente di essere in malafede. TUTTI! Dal direttore allo stagista. Ma anche loro sono casta e â€œtengono famigliaâ€. Stanno al gioco perché scrivere su Corriere e Repubblica â€œfa figoâ€ anche se si scrivono idiozie.</p>
<p>C&#8217;é tanto da fare per curare questo povero Paese divenuto inerme ed assuefatto all&#8217;anestesia mediatica iniettata dall&#8217;attuazione del <strong>Piano di rinascita democratica</strong> della Loggia p2.<br />
Inserite la definizione su Wikipedia. Bastano un paio di minuti per rendersi conto di come siamo messi in Italia.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/05/11/travaglio-diffama-chiacchiere-di-regime/">Travaglio diffama? Chiacchiere di regime</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Vigilia di voto, editto in anteprima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 13:47:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il blog di Beppe Grillo dà  in anteprima i seggi di Camera e Senato. Io do l&#8217;editto annunciato in anteprima da Silvio Berlusconi contro Marco Travaglio e â€œAnnozeroâ€. Avvertite chiunque sia deciso a votare PDL e Udc che se lunedì vincerà  questa banda l&#8217;Italia potrà  dare la mano alla Korea del Nord. Seguite bene il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog di Beppe Grillo dà  in anteprima i seggi di Camera e Senato. Io do l&#8217;editto annunciato in anteprima da Silvio Berlusconi contro Marco Travaglio e â€œAnnozeroâ€.<br />
Avvertite chiunque sia deciso a votare PDL e Udc che se lunedì vincerà  questa banda l&#8217;Italia potrà  dare la mano alla Korea del Nord. Seguite bene il linguaggio ribaltato del leader â€œliberaleâ€ ospite a La7 qualche giorno fa.</p>
<p><object width="425" height="355" data="http://www.youtube.com/v/XPwKzdFhle8&amp;hl=it" type="application/x-shockwave-flash"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XPwKzdFhle8&amp;hl=it" /></object></p>
<p>â€œ<em>Mà ngano non ha mai preso ergastoli, era un altroâ€ â€œLe questioni giudiziarie c&#8217;entrano poco con questa campagna elettorale, alla gente importa altroâ€. â€œNiente studi di settore, meno controlli agli imprenditori per far ripartire l&#8217;Italiaâ€</em>.<br />
Priorità  espresse da <strong>Gregorio Fontana</strong>, onorevole del Pdl candidato alla Camera in Lombardia dietro Berlusconi, Fini in un elenco tra cui spiccano, col Senato, una ventina di condannati, indagati o rinviati a giudizio. Oltre al capolista piduista ci sono, tra gli altri, <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>, Gaetano Pecorella, Livio Berruti, Salvatore Sciascia e pure <strong>Renato Farina</strong> detto â€œBetullaâ€, il giornalista di Libero pagato dai servizi segreti che hanno rapito Abu Omar e fatto torturare per cinque mesi in Egitto.<br />
Inutile ribadire che mi sarei divertito di più chiacchierare direttamente con Berlusconi o Dell&#8217;Utri, tuttavia mi son dovuto accontentare di questo deputato dai modi gentili, con la faccia da bravo ragazzo e con la fedina penale pulita. Pochi istanti prima della diretta mi ha risposto che <em>â€Mà ngano non aveva nessun ergastolo da scontareâ€</em>, con la naturalezza di chi ha ordini di parlare così. La tua parola contro la sua, anche davanti a documenti e ovvietà  mastodontiche: Berlusconi é sovraesposto? No! Berlusconi é in conflitto d&#8217;interessi? No! Berlusconi é favorito rispetto altri â€œ<em>candidati insignificanti</em>â€ perché ha 3 tv? â€œ<em>E&#8217; la solita vecchia storia!. La par condicio violata? â€œBé é normale per una norma così giacobina</em>â€.<br />
La condotta dei seguaci di Berlusconi é l&#8217;innaturale <strong>inversione della realtà </strong>: fuori é notte? Per loro é un giorno poco luminoso. Con calma, sorrisi e un pizzico di meraviglia nel classico stile massonico. Dell&#8217;Utri riceve l&#8217;avviso di garanzia per brogli? Per l&#8217;interessato â€œ<em>Nessun avvisoâ€. â€œDell&#8217;Utri vuole riscrivere la storia perché ci sono storie false sulle foibe e Titoâ€</em>.<br />
Insomma, accanirmi con Fontana sarebbe stato inutile. Nella sua naturalezza ho colto l&#8217;imbarazzo di chi può dire solo ciò che gli viene impartito dall&#8217;alto. E&#8217; stato lì che ho avuto la sensazione di sparare sulla Croce Rossa. Ho quindi preferito toccare qualche punto fondamentale dando poi libero sfogo alle telefonate. Ne sono arrivate tante. Ivi compresa quella di una casalinga di Voghera (PV) talmente incazzata da