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	<title>marcello dell&#039;utri Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Il vitalizio ai pregiudicati Cuffaro e Dell&#8217;Utri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2014 18:13:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ex senatore detenuto a Rebibbia per concorso esterno in associazione mafiosa Totò Cuffaro, perderà il vitalizio d’oro per decisione dell&#8217;assemblea di Sicilia, regione che Cuffaro ha governato. Cuffaro dall’agosto 2011 prende un vitalizio da 6.000 euro lordi al mese. Nell’aula dell’Assemblea siciliana, giovedì, è stato messo ai voti un emendamento dei grillini che prevedeva la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ex senatore detenuto a Rebibbia per concorso esterno in associazione mafiosa Totò Cuffaro, perderà il vitalizio d’oro per decisione dell&#8217;assemblea di Sicilia, regione che Cuffaro ha governato. Cuffaro dall’agosto 2011 prende un vitalizio da 6.000 euro lordi al mese. Nell’aula dell’Assemblea siciliana, giovedì, è stato messo ai voti un emendamento dei grillini che prevedeva la sospensione del vitalizio per i responsabili di reati mafiosi: ma la norma è stata bocciata con 33 voti contrari su 58. Dal canto suo, Cuffaro in carcere fa sapere che quei soldi gli servono per mantenere i figli e per pagare un maxi-risarcimento da un milione di euro alla Corte dei conti che gli ha contestato anche il danno d’immagine creato alla Sicilia. Marcello Dell’Utri, condannato a 7 anni per concorso esterno, riceve un vitalizio da 4.400 euro al mese.</p>
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		<title>Per quelli che &#8220;ho combattuto più di tutti la mafia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2013 10:02:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Disinvolto, abituato al contatto coi mafiosi Marcello Dell’Utri, ha una naturale propensione ad entrare attivamente in contatto con soggetti mafiosi, da cui non ha mai mostrato di volersi allontanare neppure in momenti in cui le proprie vicende personali e lavorative gli avevano dato la possibilità di farlo, agendo in sinergia attiva con l&#8217;associazione e rivolgendosi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Disinvolto, abituato al contatto coi mafiosi Marcello Dell’Utri, ha una naturale propensione ad entrare attivamente in contatto con soggetti mafiosi, da cui non ha mai mostrato di volersi allontanare neppure in momenti in cui le proprie vicende personali e lavorative gli avevano dato la possibilità di farlo, agendo in sinergia attiva con l&#8217;associazione e rivolgendosi a coloro che incarnavano l&#8217;anti-Stato&#8230; Vittorio Mangano non è certo lì per fare lo stalliere, ma è il presidio di Cosa nostra, e Berlusconi non si sottrae mai all&#8217;obbligo di versare ingenti somme di denaro alla mafia, quale corrispettivo della protezione</em>». Stralcio della sentenza d&#8217;Appello per cui Marcello Dell&#8217;Utri è stato condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.</p>
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		<title>Dell&#8217;Utri &#8220;recordman&#8221; di mafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 09:34:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Non mi era mai capitato di trovare un rapporto trentennale con Cosa nostra». Luigi Patronaggio, procuratore generale a Palermo, nel motivare la richiesta di condanna in appello a 7 anni per Marcello Dell&#8217;Utri (Pdl), accusato di concorso in associazione mafiosa.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non mi era mai capitato di trovare un rapporto trentennale con Cosa nostra</em>». Luigi Patronaggio, procuratore generale a Palermo, nel motivare la richiesta di condanna in appello a 7 anni per Marcello Dell&#8217;Utri (Pdl), accusato di concorso in associazione mafiosa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/19/dellutri-recordman-di-mafia/">Dell&#8217;Utri &#8220;recordman&#8221; di mafia</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Seconda Repubblica &#8220;fondata sulla mafia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 12:52:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Le stragi cessarono con le risposte di Dell’Utri e Berlusconi alle richieste avanzate da Cosa nostra tramite il boss Vittorio Mangano». Nino Di Matteo, pm inquirente nel processo sulla trattativa Stato-mafia in cui ha chiesto il rinvio a giudizio di Dell&#8217;Utri, Mancino, Mannino, Brusca, Riina, De Donno, Mori e altri 4.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/11/seconda-repubblica-fondata-sulla-mafia/">Seconda Repubblica &#8220;fondata sulla mafia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Le stragi cessarono con le risposte di Dell’Utri e Berlusconi alle richieste avanzate da Cosa nostra tramite il boss Vittorio Mangano</em>». Nino Di Matteo, pm inquirente nel processo sulla trattativa Stato-mafia in cui ha chiesto il rinvio a giudizio di Dell&#8217;Utri, Mancino, Mannino, Brusca, Riina, De Donno, Mori e altri 4.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/11/seconda-repubblica-fondata-sulla-mafia/">Seconda Repubblica &#8220;fondata sulla mafia&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Berlusconi: &#8220;Candidare Dell&#8217;Utri è ricchezza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 22:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Non so se Gianfranco Miccichè è amico di Dell&#8217;Utri e se lo candiderà. In ogni caso sarebbe un arricchimento perché Dell&#8217;Utri è un galantuomo perseguitato dalla Procura di Palermo, dal signor Antonio Ingroia». Silvio Berlusconi 5 gennaio 2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/06/berlusconi-candidare-dellutri-e-ricchezza/">Berlusconi: &#8220;Candidare Dell&#8217;Utri è ricchezza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non so se Gianfranco Miccichè è amico di Dell&#8217;Utri e se lo candiderà. In ogni caso sarebbe un arricchimento perché Dell&#8217;Utri è un galantuomo perseguitato dalla Procura di Palermo, dal signor Antonio Ingroia</em>». Silvio Berlusconi 5 gennaio 2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/06/berlusconi-candidare-dellutri-e-ricchezza/">Berlusconi: &#8220;Candidare Dell&#8217;Utri è ricchezza&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>I fans di Mangano e le chiacchiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 2013 06:45:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Mi addolora non ricandidare al Senato Marcello Dell&#8217;Utri: un galantuomo, ma è troppo chiacchierato». Silvio Berlusconi, 2 gennaio 2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/03/i-fans-di-mangano-e-le-chiacchiere/">I fans di Mangano e le chiacchiere</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Mi addolora non ricandidare al Senato Marcello Dell&#8217;Utri: un galantuomo, ma è troppo chiacchierato</em>». Silvio Berlusconi, 2 gennaio 2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/01/03/i-fans-di-mangano-e-le-chiacchiere/">I fans di Mangano e le chiacchiere</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Il consiglio dell&#8217;intoccabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jul 2012 23:56:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Quella di non rispondere ai magistrati è una regola fondamentale per chi è indagato, la consiglio a tutti”. Marcello Dell&#8217;Utri (Pdl) nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sulla P3 in cui è indagato con Denis Verdini, Flavio Carboni e altri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/07/29/il-consiglio-dellintoccabile/">Il consiglio dell&#8217;intoccabile</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Quella di non rispondere ai magistrati è una regola fondamentale per chi è indagato, la consiglio a tutti</em>”. Marcello Dell&#8217;Utri (Pdl) nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta sulla P3 in cui è indagato con Denis Verdini, Flavio Carboni e altri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/07/29/il-consiglio-dellintoccabile/">Il consiglio dell&#8217;intoccabile</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>&#8220;Mangano il mio eroe, non Borsellino&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2012 05:15:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[vittorio mangano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Lo ridico fino alla morte, Mangano non è un eroe, è il mio eroe. Tutta questa polemica inutile: invece di definire eroe Borsellino, chiamo eroe Mangano. Mangano è il mio di eroe, ha pagato per non aver ceduto al ricatto di accusare me e Berlusconi. Adesso devo andare&#8230;». Marcello Dell&#8217;Utri, 18 luglio 2012, ad Alessandra [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Lo ridico fino alla morte, Mangano non è un eroe, è il mio eroe. Tutta questa polemica inutile: invece di definire eroe Borsellino, chiamo eroe Mangano. Mangano è il mio di eroe, ha pagato per non aver ceduto al ricatto di accusare me e Berlusconi. Adesso devo andare</em>&#8230;». Marcello Dell&#8217;Utri, 18 luglio 2012, ad Alessandra Ziniti di Repubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/07/19/mangano-il-mio-eroe-non-borsellino/">&#8220;Mangano il mio eroe, non Borsellino&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Berlusconi vittima di che?</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2012/04/25/berlusconi-vittima-di-che/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=berlusconi-vittima-di-che</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 14:05:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che Dell&#8217;Utri sia stato il mediatore tra Silvio Berlusconi e i boss mafiosi siciliani non è una novità. Lo sapevamo già da anni con la storia dell&#8217;elegante stalliere siciliano Vittorio Mangano trapiantato in Brianza. La sentenza della Cassazione che ce lo spiega oggi è solo un suggello definitivo a una realtà allucinante: ossia che il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8857" title="silvio berlusconi con la coppola" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/04/silvio-berlusconi-con-la-coppola.jpg" alt="" width="223" height="226" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/04/silvio-berlusconi-con-la-coppola.jpg 223w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/04/silvio-berlusconi-con-la-coppola-50x50.jpg 50w" sizes="(max-width: 223px) 100vw, 223px" /></p>
<p>Che Dell&#8217;Utri sia stato il mediatore tra Silvio Berlusconi e i boss mafiosi siciliani non è una novità. Lo sapevamo già da anni con la storia dell&#8217;elegante stalliere siciliano Vittorio Mangano trapiantato in Brianza. La sentenza della Cassazione che ce lo spiega oggi è solo un suggello definitivo a una realtà allucinante: ossia che il più longevo capo di governo italiano si sia servito della mafia per accrescere il suo potere e la sua influenza al fine (anche) di impiantare abusivamente le sue antenne televisive e di diffondere i supermercati Standa in Sicilia. Rimane tuttavia ridicolo che un imprenditore edile come Berlusconi, disposto a pagare decine di milioni di lire ogni mese boss mafiosi per ottenere protezione, sia bollato dai giudici come semplice vittima. Se tutti i sodali dei mafiosi della storia di questo sciagurato Paese fossero stati vittime, non ci sarebbe nessun Cuffaro in galera. Nessuno sconterebbe pene per reati di favoreggiamento di mafiosi. Sapete perché? Perché cedere ai ricatti di un gruppo di criminali pagandoli, e quindi favorendoli, significa comportarsi da consapevoli complici. Esattamente come fece Silvio Berlusconi negli anni 70-80 ma con l&#8217;aggravante che finanziandoli, i boss mafiosi, li ha certamente aiutati a mantenere, se non addirittura a migliorare la loro influenza, il loro predominio sociale e pure la possibilità di procurarsi bombe più potenti e più in fretta.</p>
<p>Se fu così lampante la consapevolezza di Berlusconi, tale persino da impedirgli oggi di imitare Scajola abbozzando un &#8220;<em>non sapevo</em>&#8220;, fa ridere leggere nella sentenza del processo Dell&#8217;Utri scritta dai giudici di Palermo, che Berlusconi fu semplice vittima di ricatti come un bimbo indifeso. La condanna di Dell&#8217;Utri a 9 anni in primo grado e a 7 anni in appello per conocorso esterno in associazione mafiosa, finita con l&#8217;annullamento in Cassazione per un quinquennio dell&#8217;attuale senatore del Pdl vissuto alle dipendenze di uno stinco di santo come Rapisarda, stride con l&#8217;assoluzione preventiva dell&#8217;utilizzatore finale Berlusconi, che anziché denunciare alle autorità quei mafiosi li finanziò.</p>
<p>Dunque, se i giudici di Palermo dribblano sulle responsabilità dello &#8220;sponsor&#8221; Berlusconi, significa che non c&#8217;era bisogno del lodo alnano per differenziare il trattamento dei comuni mortali dalle alte cariche (al tritolo) dello Stato. Del resto, con le motivazioni di questa sentenza, impariamo che il peso del potente Berlusconi si dimostra un&#8217;altra volta più che sufficiente per piegare la giustizia italiana a motivazioni stravaganti di certi giudici, che con faccia tosta non comune, riducono un corruttore conclamato a semplice vittima. Concludo allora che in un Paese dove dei poveri cristi vengono processati e incarcerati per furto di viveri al supermercato, ho buoni motivi per dubitare che tutti i processi a carico dell&#8217;ex presidente del Consiglio, siano stati una farsa dal finale già scritto da giudici in qualche modo timorosi come cani che abbaiano per paura di mordere. Non mi riferisco ai pm accusatori come Fabio De Pasquale, ma ai collegi giudicanti. Tutti lì, in aula a processare un intoccabile e forse speranzosi che il suo governo ideasse qualche diavoleria tale da impedire loro di continuare il cammino processuale. Questa, è chiaro, è una mia personale e opinabile constatazione. Del resto, quando leggo in una sentenza di una potente &#8220;vittima&#8221; nel generale silenzio&#8230;</p>
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		<title>La mafia è come una droga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 02:19:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Personalmente credo che Dell’Utri abbia coltivato i rapporti coi mafiosi anche nel periodo in cui ha lavorato per Rapisarda, un soggetto anch’egli in relazione costante con uomini d’onore&#8220;. Antonio Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo e pm al processo in primo grado.</p>
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		<title>Avvertito il partito dell&#8217;amore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 12:07:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Mandai Mangano ad avvertire Dell’Utri e Berlusconi, che si preparava a diventare premier, che dovevano scendere a patti e, senza la revisione del maxi-processo e del 41-bis e la fine dei maltrattamenti in carcere, le stragi sarebbero continuate.&#8221; Giovanni Brusca al processo sui mandanti delle stragi degli anni &#8217;90.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Mandai Mangano ad avvertire Dell’Utri e Berlusconi, che si preparava a diventare premier, che dovevano scendere a patti e, senza la revisione del maxi-processo e del 41-bis e la fine dei maltrattamenti in carcere, le stragi sarebbero continuate</em>.&#8221; Giovanni Brusca al processo sui mandanti delle stragi degli anni &#8217;90.</p>
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		<title>La mafia ringrazia la Lega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 21:00:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Noi non diciamo che Forza Italia è il partito della mafia, ma è il partito di Dell’Utri. E questo, per la mafia, è sufficiente; è per via di Dell’Utri che Forza Italia costituì fin dalla sua nascita il punto d’interesse politico della mafia&#8220;. Antonio Ingroia durante la requisitoria in primo grado del processo sulle stragi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Noi non diciamo che Forza Italia è il partito della mafia, ma è il partito di Dell’Utri. E questo, per la mafia, è sufficiente; è per via di Dell’Utri che Forza Italia costituì fin dalla sua nascita il punto d’interesse politico della mafia</em>&#8220;. Antonio Ingroia durante la requisitoria in primo grado del processo sulle stragi degli anni &#8217;90. Attendiamo qualche militonto leghista superstite che intoni un &#8220;<em>Va&#8217; memoria</em>&#8221; al Boss(i) e al Maroni, quelli che coi loro picciotti verdi in parlamento hanno salvato il ministro <strong>Saverio Romano</strong> dall&#8217;inchiesta per mafia.</p>
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		<title>Contestato Dell&#8217;Utri a Como</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 19:41:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Mafioso mafioso in galera in galera&#8230;&#8221; Un gruppo di cittadini ha rovinato la festicciola a Marcello Dell&#8217;Utri che voleva leggere i diari patacca di Benito Mussolini. Non ha potuto nemmeno iniziare perché il co-fondatore del partito dell&#8217;amore ha dovuto andarsene.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="512" height="308" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/09veCiTaw5A?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="308" src="http://www.youtube.com/v/09veCiTaw5A?fs=1&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>&#8220;<em>Mafioso mafioso in galera in galera&#8230;</em>&#8221; Un gruppo di cittadini ha rovinato la festicciola a Marcello Dell&#8217;Utri che voleva leggere i diari patacca di Benito Mussolini. Non ha potuto nemmeno iniziare perché il co-fondatore del partito dell&#8217;amore ha dovuto andarsene.</p>
<p><object width="512" height="308"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DClBrUidowQ?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/DClBrUidowQ?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="512" height="308"></embed></object></p>
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		<title>Il proiettile che vaga nello Stato assente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 11:15:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massimo Ciancimino é testimone in varie procure che indagano sul mancato arresto di Bernardo Provenzano e sui mandanti delle stragi di Milano, Firenze e Palermo in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino. Sta svelando particolari inediti sui rapporti tra mafia, politici, forze dell&#8217;ordine e servizi segreti. Massimo Ciancimino, figlio dell&#8217;ex mafioso sindaco di Palermo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5212" title="proiettile" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/08/proiettile-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/08/proiettile-300x207.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/08/proiettile.jpg 613w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Massimo Ciancimino é testimone in varie procure che indagano sul mancato arresto di Bernardo Provenzano e sui mandanti delle stragi di Milano, Firenze e Palermo in cui morirono i giudici Falcone e Borsellino. Sta svelando particolari inediti sui rapporti tra mafia, politici, forze dell&#8217;ordine e servizi segreti.<br />
Massimo Ciancimino, figlio dell&#8217;ex mafioso sindaco di Palermo Vito,  era atteso come secondo testimone al processo d&#8217;appello a carico di <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>, nel frattempo condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa perché in  stretti rapporti con boss mafiosi almeno fino al &#8217;92.<br />
Agli atti del processo era stato depositato uno stralcio di interrogatorio di Massimo Ciancimino reso a Firenze e 3 lettere, che negli anni a cavallo delle stragi  fra il 1991 e il 1994, l&#8217;allora capo di Cosa Nostra <strong>Bernardo Provenzano</strong> avrebbe indirizzato a <strong>Silvio Berlusconi</strong> alla vigilia e subito dopo la famosa «<em>discesa in campo</em>» in cui si fanno velate minacce e si parla del «<em>contributo politico</em>». Grandi mediatori di questa apparente trattativa, secondo Massimo Ciancimino, sono stati suo padre Vito e Marcello Dell&#8217;Utri. In aprile i giudici della Corte d&#8217;Appello di Palermo decisero di non ascoltare la testimonianza di Massimo Ciancimino chiesta dall&#8217;accusa rappresentata dal procuratore Antonino Gatto.</p>
<p>Il 15 ottobre nell&#8217;aula in cui si svolge il processo Mori-Obinu sulla copertura della latitanza di Bernardo Provenzano, Massimo Ciancimino rivela che «<em>Nicola Mancino e Virginio Rognoni erano coloro che dovevano essere a conoscenza&#8230; quelli che avevano accreditato gli ufficiali</em>». Sarà  una coincidenza che l&#8217;attuale direttore di Mediaset sport sia Ettore Rognoni figlio di Virginio?</p>
<p>PM: &#8220;<em>Perché suo padre non era dâ€™accordo con le 12 richieste proposte dai corleonesi?</em>&#8221;<br />
M. Ciancimino: <em>&#8220;Perché non erano fattibili a nessun livello, nemmeno sul piano legislativo. Era una specie di lodo Alfano per tutti i mafiosi &#8230; nessun ufficiale poteva presentarsi da mio padre e dire &#8216;aggiusto i tuoi processi, faccio a, b, c&#8217; senza aggiungere che câ€™erano nomi politici a garantire. Perché il ragionamento di mio padre sarebbe stato &#8216;come puoi dirmi che farai questo o quello se non riesci a fare nemmeno le tue inchieste? non sei credibilé. Mi sembra logico, no?</em>».</p>
<p>PM: &#8220;<em>E qual era «lâ€™aggiustamento» che stava più a cuore a suo padre?&#8221;</em><br />
M. Ciancimino: &#8220;<em>Il maxi-processo</em>&#8220;.</p>
<p>PM: &#8220;<em>Perché tutto questo tergiversare prima della consegna del papello ai magistrati?</em>&#8221;<br />
M. Ciancimino: &#8220;<em>Ci sono stati sempre degli impedimenti.</em>&#8221;</p>
<p>PM: &#8220;<em>Adesso gli impedimenti non ci sono più?</em>&#8221;<br />
M. Ciancimino: &#8220;<em>Non può immaginare cosa non ho fatto per avere le carte che ho dato alla procura. Non posso raccontarlo ma é roba da non crederci&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>Il primo febbraio scorso Massimo Ciancimino racconta che fu il medico di Totò Riina <strong>Antonino Cinà </strong> (morto nel 2006 imputato con Dell&#8217;Utri) a consegnargli il &#8220;<em>papello</em>&#8221; destinato alla trattativa. Era il 29 giugno 1992. L&#8217;incontro avvenne a Mondello, periferia di Palermo nei pressi del bar Caflisch. &#8220;<em>Facemmo lì perché a Mondello c&#8217;era molto traffico, era difficile parcheggiare&#8230;</em>&#8221;</p>
<p>Massimo Ciancimino getta ombre sull&#8217;ex procuratore <strong>Pietro Giammanco</strong>: &#8220;<em>Fu lui a bloccare l&#8217;inchiesta su mafia e appalti</em>&#8221; quella su cui Giovanni Falcone aveva messo gli occhi, ripresa in mano da Paolo Borsellino poche settimane prima della sua morte. Pietro Giammanco, il procuratore &#8220;<em>amico</em>&#8221; di <strong>Salvo Lima</strong>, avrebbe consegnato personalmente quel rapporto, bruciando le indagini del Ros. Tanto che, nel &#8217;92, quando i carabinieri chiesero a Vito Ciancimino di aiutarli nella caccia ai superlatitanti, il figlio Massimo sentì il padre rispondere così: &#8220;<em>Ma se non riuscite a fare l&#8217;inchiesta su mafia e appalti perché Giammanco ve la blocca, come potete trattare?</em>&#8221;</p>
<p>Il 2 febbraio  Massimo Ciancimino nell&#8217;aula del carcere dell&#8217;Ucciardone racconta: &#8220;<em>Dopo l&#8217;arresto di Provenzano mio padre </em>(Vito ndr) <em>si convinse che era stato sostituito, scavalcato, nella trattativa tra lo Stato e Cosa nostra. E anni dopo mi rivelò che, secondo lui, il nuovo referente istituzionale sia della mafia sia dei soggetti che avevano condotto la trattativa era <strong>Dell&#8217;Utri</strong></em>&#8220;. Dichiarazioni con le quali Ciancimino &#8220;<em>traduce</em>&#8221; uno dei tanti pizzini di Provenzano consegnati a suo padre durante la latitanza e ora nelle mani dei pm Nino Di Matteo ed Antonino Ingroia.<br />
Nel 2001 Provenzano scriveva a Vito Ciancimino &#8220;<em>Mi é stato detto dal nostro senatore</em> (Dell&#8217;Utri) <em>e dal nuovo presidente</em> (Cuffaro) <em>che spingeranno la soluzione delle sue sofferenze</em>&#8221; facendo riferimento anche all&#8217;avvocato <strong>Nino Mormino</strong>, ex parlamentare berlusconiano e attuale difensore di Dell&#8217;Utri. I 3, secondo Massimo Ciancimino si sarebbero dovuti adoperare per una legge che prevedesse l&#8217;amnistia o l&#8217;indulto per favorire suo padre VIto, che dopo la condanna per mafia aveva altri guai giudiziari.</p>
<p>&#8220;<em>Cose inventate e inverosimili</em>&#8220;.. &#8220;<em>qualcuno vuole buttare fango su di me e su Berlsuconi</em>&#8221; replicò quel giorno al Tg1 Dell&#8217;Utri&#8221;.</p>
<p>Dopo le stragi Falcone e Borsellino gli ufficiali Mori e De Donno contattarono Vito Ciancimino attraverso Massimo . Racconta Ciancimino: &#8220;<em>Inizialmente il colonnello Mori ed il capitano De Donno chiesero a mio padre informazioni per catturare Riina e Provenzano</em>&#8220;. Poi le trattative cambiarono. Riina, per interrompere le stragi, aveva inviato a Vito Ciancimino il famoso &#8220;<em>papello</em>&#8221; con una serie di richieste a favore dei mafiosi detenuti. &#8220;<em>Ma secondo mio padre quelle richieste erano improponibili. Nemmeno Provenzano le condivideva</em>&#8220;. Poi dopo la stage di via D&#8217;Amelio del luglio ‘92, i rapporti tra Vito Ciancimino ed i carabinieri cambiarono: &#8220;<em>Mio padre convinse Provenzano a &#8216;tradire&#8217; Riina per farlo arrestare dai carabinieri chiedendogli di riprendere le redini di Cosa Nostra perché Riina stava rovinando tutto, sia Cosa Nostra sia il consenso che essa aveva in una parte della società  siciliana.</em>&#8221; E sarebbe stato Provenzano a circoscrivere su una mappa del quartiere Uditore la via Bernini, dove si nascondeva Riina, arrestato il 15 gennaio ‘93. Ma quel &#8220;covo&#8221; non fu poi perquisito: e ciò, secondo Massimo Ciancimino, &#8220;<em>per un preciso accordo tra i carabinieri, mio padre e Provenzano. I carabinieri sapevano che le indicazioni per l’arresto di Riina arrivavano da Provenzano, ma Riina non doveva cogliere il senso del tradimento.</em>&#8221;</p>
<p>L&#8217;11 febbraio 2010 Massimo Ciancimino dichiara in aula: &#8220;<em>Alla fine degli anni â€™70, la mafia avrebbe deciso di investire nel mattone dirottando un enorme flusso di denaro su Milano 2&#8243; </em>dell&#8217;allora giovane imprenditore Silvio Berlusconi.</p>
<p>In aprile esce il libro di Massimo Ciancimino &#8220;<em>Don Vito</em>&#8221; edito da Feltrinelli, presentato anche a Corleone, paese natìo di Vito Ciancimino e di Bernardo Provenzano.</p>
<p>Il 21 maggio Massimo Ciancimino finisce sui giornali per l&#8217;indifferente diffidenza dei bolognesi nei suoi confronti e racconta: &#8220;<em>A Palermo, quando passo per strada, c&#8217;é gente che sputa in terra, almeno qui no</em>.&#8221;</p>
<p>Il 30 giugno il Collegio San Luigi di Bologna rifiuta l&#8217;iscrizione alla prima elementare di Vitoantonio Ciancimino, 5 anni, figlio di Massimo &#8220;<em>a causa del suo cognome.</em>&#8221; Il preside del noto Collegio bolognese, padre <strong>Giuseppe Montesano</strong>, dice che &#8220;<em>Bologna non é il San Luigi. Lo iscriverò in un&#8217;altra scuola</em>.&#8221;</p>
<p>In tutto questo tempo di rivelazioni ai magistrati Massimo Ciancimino é stato oggetto di <strong>minacce</strong>, ma ieri gli é giunta a casa quella più pesante, più inaccettabile: un prioettile di kalashnikov di 10 centimetri in una busta indirizzata all&#8217;unico nipote di Don Vito &#8220;<em>Vitoandrea Ciancimino, Torrearsa 5</em>&#8220;. Allegato un papello di tre righe stampate a computer in cui si legge:</p>
<p><em>&#8220;Le colpe dei padri infami e traditori ricadranno sui figli&#8221;<br />
&#8220;Lei e i suoi complici siete stati avvisati da troppo tempo&#8221;<br />
&#8220;Lei e i suoi amici magistrati sarete la causa di tutto&#8221;</em></p>
<p>La notizia non ha trovato spazio in <strong>nessuna prima pagina</strong> dei quotidiani di oggi. I due principali nazionali l&#8217;hanno nascosta tra le pieghe della pubblicità . Repubblica la riporta a pagina 16, il Corriere a pagina 24.</p>
<p>Ultimo dettaglio: nessun uomo di governo, a partire da <strong>Silvio Berlusconi</strong>, ha espresso solidarietà  a Massimo Ciancimino per quella minaccia inenarrabile rivolta a un bimbo di 5 anni. Nemmeno Marcello Dell&#8217;Utri e nessun ministro. Il loro eroe rimane Vittorio Mangano e il suo silenzio mafioso. La solidarietà  la esprimono solo a <strong><a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/cuffaro-processo/cuffaro-processo/cuffaro-processo.html" target="_blank">Totò Cuffaro</a></strong>. Dannate coincidenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/08/10/il-proiettile-che-vaga-nello-stato-assente/">Il proiettile che vaga nello Stato assente</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Un facia dé cul dé la madòna&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 21:58:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5112" title="berlusconi culo" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/berlusconi-culo.jpg" alt="" width="300" height="264" /></p>
<p>Il nano corruttore ci prova pure con la madonnina. Annuncia che contribuisce al restauro delle guglie del duomo di Milano con un milione di euro perché &#8220;<em>la Madunina mi ha protetto e salvato la vita</em>&#8220;, dopo che Tartaglia gliene ha tirato in faccia uno in miniatura. La soave corruzione ingentilisce il custode del Cenacolo di Leonardo Da Vinci, che incurante del divieto ai comuni mortali di scattare foto, permette al piduista di farsi immortalare in piano americano col presidente russo Dmitrij Medvedev sullo sfondo del capolavoro. Le proteste dei comuni mortali possono andare a fanculo, come in un pio rosario. Nemmeno il devoto al puttaniere Maurizio Lupi si indigna di cotanto sfregio alle regole. Mentre con amore ricorda che &#8220;<em>nel Pdl il dissenso non é ammesso</em>&#8220;, intende consegnare ai probiviri del popolo delle luridità  Fabio Granata, colpevole di chiedere chiarezza sui mandanti delle stragi di mafia in sintonia con Gianfranco Fini, che con un barlume di rara lucidità  vuole piazza pulita di indagati nel parlamento. Nessun appello, invece, ai condannati, che evidentemente possono restare.</p>
<p>Secondo Wikipedia i probiviri sono &#8220;<em>i cosiddetti uomini onesti che, per particolare autorità  morale, sono investiti di poteri giudicanti e arbitrali sull&#8217;andamento di un&#8217;istituzione o associazione, sugli eventuali contrasti interni, sui rapporti con altri enti e simili</em>.&#8221; Il popolo delle laidità  ha il pregio di essere l&#8217;unico partito a disporne perché come ricorda Frattini &#8220;<em>la legalità  é nel Dna del Pdl</em>.&#8221;Onde evitare equivoci Dna sta per &#8220;<em>discrepanza netta arbitraria</em>&#8221; dalla realtà . Perché altrimenti non si spiegherebbe l&#8217;ampia solidarieta&#8217; e piena fiducia del puttaniere al sottosegretario alla Giustizia <strong>Giacomo Caliendo</strong>, indagato dalla procura di Roma nell&#8217;inchiesta sulla P3.<br />
Mentre i Verdini e i Carboni ricevono i soliti vergognosi onori del piduista, Fini viene fucilato dall&#8217;intero pltone del Pdl e anche del Pd, che per voce dell&#8217;ex presunto scalatore di banche <strong>Nicola Latorre</strong> fa sapere che &#8220;<em>il governo della legalità  non é allâ€™ordine del giorno.</em>&#8221; Del resto come si può parlare di legalità  nel governo di un corruttore che oltre alle bustarelle confeziona cravatte, vini pregiati e convegni a quei magistrati che devono decidere le sorti di cause come Mondadori?</p>
<p><strong>Italo Bocchino</strong> che paragona il Pdl &#8220;<em>a certi partiti sudamericani</em>&#8221; é fin troppo buono! In Sudamerica a nessuno é venuto in mente di imporre ai blog la pubblicazione di rettifiche entro 48 ore. Senza arrivare in Islanda, dove i blogger verranno difesi da costosissimi processi alla faccia di quel fantoccio del ministro <strong>angelino inaffanno</strong>, tanto più patetico mentre ostenta inadeguatezza dell&#8217;esecutivo di cui fa parte. Talmente squallido e putrido che una commissione d&#8217;inchiesta sulla P3 come vuole <strong>Rosy Bindi</strong> sortirebbe l&#8217;effetto di un bicchier d&#8217;acqua su un incendio.</p>
<p>Intanto Merdini non ha convinto i pm di Roma sui 2,6 milioni pagati dalla &#8220;<em>Toscana Edizione</em>&#8221; allo stesso coordinatore, alla moglie Simonetta Fossombroni ed al coordinatore toscano del partito Parisi. I pm sostengono che i danari erano destinati ad attività  illecite.<br />
<strong>Macciello Dell&#8217;Utri</strong> si conferma emulo di Vittorio Mangano. Dai giudici ha scelto il silenzio. Un vero eroe per il puttaniere allergico ai magistrati &#8220;<em>metastasi della democrazia</em>&#8220;. Compreso quei 3 pm anti Gomorra minacciati e senza protezione e senza più auto di scorta nonostante una preziosa intercettazione rivela che un malavitoso dica di loro&#8221;<em>Fino a mo’ abbiamo scherzato, basta. Bisogna fare come a Palermo. Ammazziamoli!</em>&#8220;.<br />
O mia bela Madunina, se ci sei guarda giù tra bocchiniani e bocchinari perché se guardo su io&#8230;</p>
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		<title>Il partito di Dell&#8217;Utri contro la mafia (!!)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 22:28:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bordighera]]></category>
		<category><![CDATA[contestazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sanremo 15 luglio 2010, Daniele bloccato da un carabiniere mentre fa domande ai militanti del Pdl intervenuti alla fiaccolata contro la mafia in Liguria. Seguirà  video. Intervista a Marco Sferrazza â€œFa piacere vedere persone che non hanno le stesse idee politiche. Quello che vogliamo sottolineare, però, é la necessità  di un cambio di direzione. Ci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/07/15/il-partito-di-mangano-contro-la-mafia/">Il partito di Dell&#8217;Utri contro la mafia (!!)</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5057" title="DANIELE BLOCCATO DALLA POLIZIA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/DANIELE-BLOCCATO-DALLA-POLIZIA-300x200.jpg" alt="" width="495" height="330" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/DANIELE-BLOCCATO-DALLA-POLIZIA-300x200.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/DANIELE-BLOCCATO-DALLA-POLIZIA.jpg 1024w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /><br />
<strong>Sanremo 15 luglio 2010, Daniele bloccato da un carabiniere mentre fa domande ai militanti del Pdl intervenuti alla fiaccolata contro la mafia in Liguria.</strong> Seguirà  video.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JAQ4dbDOeHw" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5069" title="NDRANGHETA A BORDIGHERA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/NDRANGHETA-A-BORDIGHERA-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/NDRANGHETA-A-BORDIGHERA-300x169.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/NDRANGHETA-A-BORDIGHERA.jpg 643w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<strong>Intervista a Marco Sferrazza</strong></p>
<p>â€œ<em>Fa piacere vedere persone che non hanno le stesse idee politiche. Quello che vogliamo sottolineare, però, é la necessità  di un cambio di direzione. Ci vuole la consapevolezza dei partiti, di fare una volta per tutte una rivoluzione. Ci vuole il coraggio di fare pulizia e se il caso di cambiare anche le classi dirigenti</em>â€. Applauso scrosciante dalla piazza per il sindaco di Sanremo del Pdl <strong>Maurizio Zoccarato</strong> che a quel punto incalzo io. Gli chiedo se é d&#8217;accordo che il repulisti del Pdl cominci dall&#8217;ex ministro Scajola. Zoccarato non mi risponde e si avvia a gambe levate tra un gruppetto di suoi sostenitori per lasciare la piazza. Io lo seguo insistendo sulla domanda. A quel punto cominciano gli insulti dei suoi sodali: &#8220;<em>Ci hai rotto i coglioni! cretino, imbecille</em>&#8221; mi gridano mentre parte qualche manata sinistra e qualche pedata agli stinchi. Il resto (tutto documentato da immagini e audio) sarà  riassunto nel video che sto preparando sulla serata della fiaccolata contro la mafia che si é svolta a Sanremo. Sì, avete letto bene! C&#8217;erano proprio anche loro, quelli del Pdl con in bella vista &#8220;Popolo della libertà  Berlusconi&#8221;. Ho intervistato i giovani del Pdl, il sindaco di Bordighera del Pdl e un po&#8217; di cittadini in corteo. Una bella iniziativa e anche un&#8217;ottima occasione per fare un pochino di informazione. Senza megafono, né microfono. Quello era riservato ai soliti comizianti allergici alle domande.</p>
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		<title>Berlusconi e la &#8220;cricca di delinquenti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 18:45:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[carlo fidanza]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dibattito su manovra economica e intercettazioni, con annessa sentenza Dell&#8217;Utri di primo mattino a Telelombardia in &#8220;Buongiorno Lombardia&#8221; condotto da Giorgia Colombo. Ospiti al &#8220;contradditorio&#8221; il leghista Matteo Salvini e il pidiellino Carlo Fidanza.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qz6eNXaeZ2s" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5017" title="BERLUSCONI E LA CRICCA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/07/BERLUSCONI-E-LA-CRICCA-300x170.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a></p>
<p>Dibattito su manovra economica e intercettazioni, con annessa sentenza Dell&#8217;Utri di primo mattino a Telelombardia in &#8220;Buongiorno Lombardia&#8221; condotto da Giorgia Colombo. Ospiti al &#8220;contradditorio&#8221; il leghista Matteo Salvini e il pidiellino Carlo Fidanza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/07/09/berlusconi-e-la-cricca-di-delinquenti/">Berlusconi e la &#8220;cricca di delinquenti&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Memorie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 07:20:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le inchieste delle procure di Firenze e Caltanissetta su Berlusconi e Dell&#8217;Utri come presunti mandanti degli attentati ai giudici Falcone e Borsellino, furono archiviate per decorrenza dei termini di indagine. Non perché la verità  fosse così remota. Nel corso degli anni i 2 &#8220;amici per la pelle&#8221; (degli altri?) hanno avuto percorsi giudiziari diversi. Berlusconi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/04/23/memorie/">Memorie</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AIvPHJ5HxWw" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4530" title="marcello dell'utri" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/04/marcello-dellutri-300x179.jpg" alt="" width="495" height="298" /></a></p>
<p>Le inchieste delle procure di Firenze e Caltanissetta su Berlusconi e Dell&#8217;Utri come presunti mandanti degli attentati ai giudici Falcone e Borsellino, furono archiviate per <strong>decorrenza dei termini di indagine</strong>. Non perché la verità  fosse così remota. Nel corso degli anni i 2 &#8220;amici per la pelle&#8221; (degli altri?) hanno avuto percorsi giudiziari diversi. Berlusconi ha evitato una dozzina di sentenze grazie ad amnistie, lodi, prescrizioni e volgare pornografia giuridica travestita da legge che tutti (noi della rete) conosciamo.<br />
Per Dell&#8217;Utri, invece, si sono materializzate alcune condanne penali tra cui quella a 9 anni in primo grado per <strong>concorso esterno in associazione mafiosa</strong>.<br />
Nell&#8217;attesa di conoscere il verdetto della <strong>sentenza d&#8217;appello</strong>, per la quale il pg Antonino Gatto del tribunale di Palermo ha chiesto 11 anni di carcere, propongo un ripasso delle dichiarazioni battute dalle agenzie (dicembre 2004) di una pletora di fantocci assoldati camuffati da politici senza autonomia politica e di pensiero.</p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; il momento che Dell&#8217;Utri torni pienamente alla politica. Nessuno potrà  contestargli questo diritto, almeno nessuno che abbia rispetto per i principi fondamentali del diritto che vogliono che un cittadino sia innocente fino a sentenza definitiva</em>&#8220;. Angelino Alfano segretario della conferenza dei coordinatori siciliani di Forza Italia;</p>
<p>&#8220;<em>Se fossi stato anch&#8217;io a Palermo non avrei forse avuto relazioni con tutti quelli che contano in qella città ?</em>&#8221; Giancarlo Galan ex governatore del Veneto;</p>
<p>&#8220;<em>La condanna di Marcello Dell&#8217;Utri ha fatto finalmente venire al pettine un nodo che é stato forse troppo a lungo rinviato. Questo nodo si chiama reato di concorso esterno in associazione mafiosa, che é un finto reato, o un non reato</em>&#8220;.<br />
Luigi Bobbio (An) capogruppo in commissione antimafia;</p>
<p>&#8220;<em>Solidarietà  al senatore Dell&#8217;Utri</em>&#8220;. &#8220;Totò Cuffaro (Udc) ex presidente della Sicilia;</p>
<p>&#8220;<em>Sono assolutamente certo che il senatore Dell&#8217;Utri sia innocente e completamente estraneo ai fatti che gli vengono addebitati e sono assolutamente certo che i successivi gradi di giudizio lo dimostreranno pienamente, ribaltando un clamoroso errore giudiziario e ripagando il senatore Dell&#8217;Utri di troppe ingiuste sofferenze, che tuttavia mai nessuno potrà  rimarginare</em>&#8220;. Sandro Bondi;</p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; una sentenza che ci fa sentire tutti meno liberi</em>&#8220;. Maurizio Sacconi (Forza Italia) sottosegretario all&#8217;Welfare;</p>
<p>&#8220;<em>Una cosa fuori dal mondo, non ho parole. Lo conosco da 25 anni e ho lavorato con lui in azienda ancor prima che nel partito, so chi é e cosa vale</em>&#8220;. Aldo Brancher (Pdl), sottosegretario alle riforme condannato per finanziamento illecito ai partiti;</p>
<p>&#8220;<em>Marcello Dell&#8217;Utri é un grande patrimonio del partito, il suo apporto é indispensabile. Sono sicura che la sentenza del tribunale di Palermo verrà  smentita dai successivi gradi di giudizio</em>&#8220;. Gabriella Carlucci (Forza Italia);</p>
<p>&#8220;<em>Ho conosciuto DellUtri una decina d&#8217;anni fa come uomo di cultura che cercava di portare nella politica forti principi morali</em>&#8220;. Rocco Buttiglione (Udc);</p>
<p>&#8220;<em>Ho provato tanta tristezza questa mattina ascoltando il verdetto del tribunale di Palermo. Credo che Marcello Dell&#8217;Utri sia una persona perbene e sono certo che questo verrà  riconosciuto anche nelle aule di giustizia nei prossimi gradi di giudizio</em>&#8220;. Claudio Scajola (Forza Italia) ministro per l&#8217;attuazione del programma;</p>
<p>&#8220;<em>Quando c&#8217;é di mezzo la politica, bisogna sempre comprendere dove arrivi la sentenza e dove inizi la politica</em>&#8220;. Roberto Calderoli (Lega) ex ministro delle riforme citato da Fiorani come destinatario di 100 mila euro di tangente per l&#8217;affaire Credieuronord;</p>
<p>&#8220;<em>Non credo si possa immaginare Dell&#8217;Utri nella veste di colluso con la mafia e mi sembra davvero incredibile questa sentenza che conferma una tesi accusatoria veramente fantasiosa</em>&#8220;. Ignazio La Russa ex vicepresidente di An;</p>
<p>&#8220;<em>Sarà  certo interessante leggere le motivazioni di questa condanna provvisoria, visto che le accuse muovono solo da affermazioni di pentiti, neanche di rango. Continuiamo a essere fermamente convinti, comunque, che dopo questo lungo calvario Marcello Dell&#8217;Utri  vedrà  conclamata la sua totale estraneità  a queste assurde accuse</em>&#8220;. Renato Schifani presidente dei senatori di Forza Italia;</p>
<p>&#8220;<em>Sono entrato in politica e faccio il parlamentare solo per difendermi dai processi. Se non avessi problemi giudiziari non lo avrei mai fatto</em>&#8220;. Marcello Dell&#8217;Utri intervistato dal Corriere 17 aprile 2010.</p>
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		<title>&#8220;Forza Italia frutto di trattative con la mafia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 21:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[forza italia]]></category>
		<category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[massimo ciancimino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Massimo Ciancimino, al processo Mori, ha parlato della terza fase della trattativa fra Stato e mafia avvenuta nel periodo delle stragi del 1992. Ha detto che Marcello Dell&#8217;Utri sostituì suo padre (Vito ex sindaco di Palermo) nel rapporto con Cosa nostra: &#8220;Mio padre mi disse che fra il 2001 e il 2002 Provenzano aveva riparlato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/_GSzohM01zM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_GSzohM01zM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Massimo Ciancimino, al processo Mori, ha parlato della terza fase della trattativa fra Stato e mafia avvenuta nel periodo delle stragi del 1992. Ha detto che Marcello Dell&#8217;Utri sostituì suo padre (Vito ex sindaco di Palermo) nel rapporto con Cosa nostra: &#8220;<em>Mio padre mi disse che fra il 2001 e il 2002 Provenzano <strong>aveva riparlato</strong> con Dell&#8217;Utri</em>&#8220;.</p>
<p>Il papello che Massimo Ciancimino ha consegnato ai giudici della Procura di Palermo, contiene la seguente frase che la procura ha fatto propria: &#8220;<em>Se passa molto tempo e non sarò indiziato del reato di ingiuria, sarò costretto ad uscire dal mio riserbo che dura da anni, convocherò una conferenza stampa in cui <strong>svelerò l&#8217;origine della coalizione che ha portato in politica Silvio Berlusconi</strong></em>&#8220;. La bozza, secondo Massimo Ciancimino risale al periodo 1994-1995.</p>
<p>Marcello Dell&#8217;Utri: &#8220;<em>Siamo alla follia</em>&#8220;.</p>
<p>Piero Ostellino sul Corriere: &#8220;<em>Eâ€™ ormai irrilevante che Berlusconi sia perseguitato da una magistratura politicizzata e senza aggettivi. Se per sottrarlo ai suoi processi, dopo che la Corte costituzionale ha sentenziato contro il senso comune, é necessario approvare leggi contrarie al senso comune, non é Berlusconi a essere ostaggio della magistratura, ma il Paese a esserlo dellâ€™impazzimento delle istituzioni</em>&#8220;.</p>
<p>Pigi Battista sul Corriere riferito a Marco Travaglio senza mai nominarlo: &#8220;<em>&#8230;spenti i computer dei giornalisti dâ€™assalto. Il Caimano non ci farà  questo scherzo. Durerà . Deve durare. Anche a costo di un provvedimento ad personam messo a punto dai nemici che non vogliono diventare suoi orfani. Perché questi quindici anni di sogno (e di sonno) possano trasformarsi in eternità </em>&#8220;.</p>
<p>Amen.<br />
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		<title>Il puttaniere, il pretendente e la serenata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 22:54:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[massimo ciancimino]]></category>
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<p>Stralcio di &#8220;<em>un tragico e farsesco processo, terzo genere teatrale</em>&#8221; tratto da&#8221;<em>Una commedia all&#8217;italiana</em>&#8221; del giornalaio libero e indipendente Sergio Romano, che ne ha curato pure la regia sul Corsera del 12 dicembre scorso.  Location attuale: Gerusalemme per l&#8217;amato, aula bunker per il pretendente.</p>
<p>L&#8217;amato, Silvio Berlusconi, ode le serenate del pretendente Massimo Ciancimino, che dai pizzini siciliani canta: &#8220;<em>Milano 2 costruita coi soldi dei mafiosi Antonino e Salvatore Buscemi e Salvatore Bonura</em>&#8220;. Risponde Berlusconi da Gerusalemme: &#8220;<em>Non ho capito l&#8217;acquisto di Mancini al Milan</em>&#8220;. Gli fa eco Ghedini da Roma: &#8220;<em>Mavalà à ! Quereliamo</em>&#8220;. Intanto il parlamento aiuta la giustizia: va in discussione il <strong>legittimo impedimento</strong>. Per Berlusconi.</p>
<p>Ciancimino nell&#8217;aula bunker ciangotta: &#8220;<em>Furono Caltagirone e Ciarrapico a consigliare mio padre di investire i suoi soldi in Canada per le Olimpiadi</em> (Montreal &#8217;76 ndr). <em>In Italia fu consigliato proprio per Milano 2</em>&#8220;. Risponde Berlusconi da Gerusalemme: &#8220;<em>L&#8217;Italia non investirà  più in Iran</em>&#8220;. Il parlamento aiuta la giustizia col <strong>secondo lodo alfano</strong>. (S)coreggia  Casini: &#8220;<em>Anche il legittimo impedimento sarebbe il male minore</em>&#8220;.</p>
<p>Ciancimino nell&#8217;aula bunker gorgheggia: &#8220;<em>Provenzano incontrava mio padre da latitante perché godeva di una immunità  garantita in base a un accordo</em>&#8220;. Risponde Berlusconi da Gerusalemme: &#8220;<em>La comunita&#8217; internazionale deve sanzionare l&#8217;Iran per dissuaderlo dal progetto nucleare</em>&#8220;. Se non fossero bombe la frase detta da un corruttore che vota  le centrali sarebbe stata una bomba. Ma intanto il parlamento aiuta la giustizia: in aula la leggina che <strong>invalida le dichiarazioni dei pentiti</strong>. Meno male che Ciancimino é ancora un teste.</p>
<p>Ciancimino nell&#8217;aula bunker stornella: &#8220;<em>Dell&#8217;Utri e Provenzano avevano rapporti diretti</em>&#8220;. Risponde Berlusconi da Gerusalemme: &#8220;<em>E&#8217; nostro dovere sostenere e aiutare l&#8217;opposizione&#8230;</em>(!!) <em>iraniana</em>&#8220;. Un alto esponente del partito dell&#8217;amore confessa divertito: &#8220;<em>Abbiamo caricato il fucile con due belle cartucce, entrambe utili da sparare in sequenza</em>&#8220;. Peccato che coi processo breve, lodo alfano bis, legittimo impedimento, invalidazione delle dichiarazioni dei pentiti e altre amenità  si riempie il caricatore!</p>
<p>Ciancimino nell&#8217;aula bunker cinguetta: &#8220;<em>C&#8217;era un contatto diretto tra Dell&#8217;Utri e Provenzano</em>&#8220;. Risponde Berlusconi da Gerusalemme: &#8220;<em>Siamo vicini alla buona causa del popolo di Israele</em>&#8220;. Gli fa eco Dell&#8217;Utri del partito del livore, fresco di voto delle leggi ammazza prove: &#8220;<em>Invenzioni per buttare fango su di me e sul presidente Berlusconi</em>&#8220;. Intanto fuori da Montecitorio protestano i disoccupati dell&#8217;Alcoa.</p>
<p>Ciancimino nell&#8217;aula bunker vocalizza: &#8220;<em>Della trattativa tra Stato e mafia i ministri Rognoni e Mancino erano garanti</em>&#8220;. Risponde Berlusconi da Gerusalemme: &#8220;<em>Serve un accordo con la Palestina</em>&#8220;. Il parlamento  risponde col decreto Romani che legalizza la censura di Internet mentre Brunetta dallo studio di Pomeriggio 5 annuncia: &#8220;<em>L&#8217;anno prossimo mi sposo</em>&#8220;.</p>
<p>Ciancimino nell&#8217;aula bunker riposa l&#8217;ugola fino alla prossima udienza. Berlusconi da Gerusalemme continua a rispondere. Stavolta ai giornalisti: &#8220;<em>Quando non avvelenate i pozzi inventate storielle</em>&#8220;. Gli fa eco Maurizio Lupi del partito del clamore, che a Ballarò decanta i meriti governativi per aver approvato &#8220;<em>l&#8217;importante reato di stalking</em>&#8220;. Ecco, forse dovrebbero ricorrerci pure i giudici. Perseguitati da un puttaniere che per  distrarre l&#8217;attenzione dal pretendente  mostra il <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/02/02/visualizza_new.html_1680259729.html" target="_blank">ddl Valentino</a>.  Mica il <em>tombeur de femme</em> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rodolfo_Valentino" target="_blank">Rodolfo</a>! ma il più modesto <a href="http://www.giuseppevalentino.it/" target="_blank">Giuseppe</a>, senatore a ore che assieme alla certezza del diritto, si é tirato addosso pure l&#8217;ira degli avvocati penalisti.</p>
<p>Aspettiamo trepidanti un nuovo atto farsa del pensatore servo Sergio Romano per capire come smonterà  queste dichiarazioni. Nauralmente sempre in prima pagina.</p>
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		<title>Fine dell&#8217;isolamento per Giuseppe Graviano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 22:24:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe graviano]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La voce di Giuseppe Graviano al processo Dell&#8217;Utri il 11/12/2009 Il nuovo anno si apre con la cessazione dello stato di isolamento per Giuseppe Graviano, il boss mafioso rinchiuso nel carcere di Opera con una condanna all&#8217;ergastolo che all&#8217;udienza dell&#8217; 11 dicembre scorso, durante il processo Dell&#8217;Utri si era rifiutato di rispondere alle domande dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="344" data="http://www.youtube.com/v/rJE3epmCbD8&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rJE3epmCbD8&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><br />
<strong>La voce di Giuseppe Graviano al processo Dell&#8217;Utri il 11/12/2009</strong></p>
<p>Il nuovo anno si apre con la cessazione dello stato di isolamento per Giuseppe Graviano, il boss mafioso rinchiuso nel carcere di Opera con una condanna all&#8217;ergastolo che all&#8217;udienza dell&#8217; 11 dicembre scorso, durante il processo Dell&#8217;Utri si era rifiutato di rispondere alle domande dei giudici che cercavano riscontro alle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza.</p>
<p>Il regime di isolamento é terminato perché sono trascorsi 3 anni. L&#8217;avvocato Giacobbe disse in aula che  le precarie condizioni di salute di Graviano che lo avevano indotto a rifiutare di rispondere, erano dovute al suo regime di carcere duro.<br />
Ora Giuseppe Graviano continuerà  la sua detenzione  assieme ad altri carcerati, tramite i quali potrà  decidere quali mosse adottare per ottenere dal governo altre agevolazioni. Ma non solo.</p>
<p>Ora gli house organ di Berlusconi giudicheranno la decisione un atto irresponsabile e buonista di certi magistrati. Se così sarà  avremo una prova in più del timore che il piduista può avere di Giuseppe Graviano per le sue eventuali decisioni di confermare le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza.</p>
<p>La sorpresa della sospensione dell&#8217;isolamento per Graviano apre il decennio col botto dall&#8217;esito incerto e difficilmente prevedibile. I riflettori puntati sul boss mafioso che potrebbe aver finanziato occultamente l&#8217;attuale capo dell&#8217;esecutivo smuovono le acque apparentemente chete sul processo Dell&#8217;Utri e sul ruolo di Berlusconi nei suoi rapporti con la mafia siciliana. Anche in questi giorni di festa, nei quali  gli italiani sono presi da cenoni, veglioni e panettoni.</p>
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		<title>Tartaglia, le coincidenze non tartagliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ilda boccassini]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[massimo tartaglia]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi ringrazio davvero tutti per la solidarietà  che mi avete espresso, dopo che ho deciso di dare visibilità  ai nick di alcuni vigliacchi che insultano e minacciano, celati dietro l&#8217;anonimato che offre Internet. Ho letto tutti i vostri commenti, avrei voluto rispondervi uno ad uno ma sapete che il tempo che dispongo non é mai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="344" data="http://www.youtube.com/v/UqMQZj-UCVc&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UqMQZj-UCVc&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Vi ringrazio davvero tutti per la solidarietà  che mi avete espresso, dopo che ho deciso di dare visibilità  ai nick di alcuni vigliacchi che insultano e minacciano, celati dietro l&#8217;anonimato che offre Internet. Ho letto tutti i vostri commenti, avrei voluto rispondervi uno ad uno ma sapete che il tempo che dispongo non é mai (purtroppo) sufficiente. Vi confermo che ho sporto querela, prometto che mi impegno ad arrivare fino in fondo e che vi terrò informati.</p>
<p>Oggi vorrei offrire una nuova, o se preferite, diversa chiave di lettura all&#8217;aggressione nei confronti del presidente del consiglio dei piduisti.<br />
Mi chiedo se l&#8217;episodio non sia da ricondurre ad un avvertimento della mafia. Me lo fanno pensare alcune strane analogie e coincidenze sospette sollevatemi anche da alcuni conoscenti, che provo elencare riferendomi solo a ciò che é accaduto domenica sera in piazza del Duomo a Milano.</p>
<p>Andiamo con ordine: l&#8217;aggressione é avvenuta domenica 13 dicembre. Due giorni prima, l&#8217;11, c&#8217;era stato l&#8217;interrogatorio di <strong>Giuseppe Graviano</strong> al processo Dell&#8217;Utri, che si é rifiutato di rispondere alle domande del magistrato rimandando per motivi di salute. Tradotto, <em>&#8220;parlerò quando sarà  il momento, per ora mi sono presentato in aula</em>.&#8221; Graviano ha in sostanza detto qualcosa a fatica, ha balbettato lasciando intendere. In un solo termine, ha <strong>tartagliato</strong>. L&#8217;aggressore del corruttore si chiama Tartaglia. Non a caso Dell&#8217;Utri é stato furente e impaurito in aula fino a quando Graviano ha rifiutato di parlare.</p>
<p>Come é stato colpito  il corruttore da Tartaglia? Col lancio di un souvenir a forma di <strong>duomo</strong> verso la <strong>bocca</strong>. Che infatti gli ha tagliato un labbro e  rotto diversi denti.<br />
Fra l&#8217;89 e il  &#8217;92 nella procura di Milano si svolse l&#8217;inchiesta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Duomo_Connection" target="_blank">Duomo connection</a> sulle <strong>infiltrazioni mafiose</strong> in Lombardia che portò a diverse condanne. Titolare del procedimento il magistrato <strong>Ilda Boccassini</strong>, molto amica di <strong>Giovanni Falcone</strong>, del cui omicidio ha indagato e individuato gli esecutori presso la procura di Caltanissetta dov&#8217;é rimasta dal &#8217;92 fino alla fine del &#8217;94.</p>
<p>Giuseppe Graviano <strong>lo ha condannato lei</strong>. E&#8217; in carcere a scontare l&#8217;ergastolo anche per la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.<br />
Se volessimo dare questa chiave di lettura potremmo pensare che il lancio di un <em>&#8220;duomo connection sulla bocca(ssini) da parte di chi targaglia in aula</em>&#8221; sia un avvertimento dei Graviano rivolto proprio al corruttore:&#8221;<em>stiamo iniziando a parlare. Se non ti dai una mossa a farci i favori che ti abbiamo chiesto, ti facciamo cadere&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p>A questa ragione proviamo sommarne un&#8217;altra: lo zampino della massoneria americana, stanca di tenere i fili del burattino Berlusconi, che anziché rispettare i patti dell&#8217;alleanza atlantica si fa amico e partner economico di Gheddafi, di Ben Alì e di tutti i peggiori leader comunisti dell&#8217;area russa che vanno da Putin a Lukavcenko.<br />
Solo banali coincidenze? Forse, chissà .</p>
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		<title>Palermo, Dell&#8217;Utri perde le staffe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 10:22:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>QUI la diretta di Radio Radicale Ore 13:00 &#8211; E&#8217; terminato l&#8217;interrogatorio del terzo e ultimo teste: Giuseppe Lo Nigro, che ha confermato di aver conosciuto sia Spatuzza che Mangano. Di Spatuzza, Lo Nigro ha detto che lo riteneva un fratello maggiore. Di Mangano ha detto di averlo conosciuto da libero prima del &#8217;95. Dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JV-HPoGzPGE&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="495" height="344" src="http://www.youtube.com/v/JV-HPoGzPGE&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.radioradicale.it/" target="_blank">QUI</a> la diretta di Radio Radicale</p>
<p>Ore 13:00 &#8211; E&#8217; terminato l&#8217;interrogatorio del terzo e ultimo teste: Giuseppe Lo Nigro, che ha confermato di aver conosciuto sia Spatuzza che Mangano. Di Spatuzza, Lo Nigro ha detto che lo riteneva un fratello maggiore. Di Mangano ha detto di averlo conosciuto da libero prima del &#8217;95. Dei fratelli Graviano ha detto di averli conosciuti in carcere nel &#8217;94 e di averli visti soltanto in qualche occasione successiva durante i processi di mafia.</p>
<p>Ore 12:40 &#8211; Giuseppe Graviano, il teste più atteso, dice di non essere in grado di essere sottoposto a interrogatorio &#8220;per motivi di salute&#8221;. Si avvale della facoltà  di non rispondere. Dalla voce sembra tuttavia molto brillante e per nulla malato. La corte deve prendere atto. Giuseppe Graviano saluta con un laconico &#8220;buongiorno&#8221;. Ha depositato una lunga lettera che la corte non ha voluto leggere in udienza.</p>
<p>Ore 12:25 &#8211; E&#8217; terminato l&#8217;interrogatorio di Filippo Graviano. Ha negato di conoscere Dell&#8217;Utri e tantomeno di averne mai avuto a che fare, sia direttamente che indirettamente. Dell&#8217;Utri ha commentato gioioso: &#8220;questo é un vero pentito che dimostra dignità  e compostezza&#8221;.</p>
<p>Ore 12:10 &#8211; Filippo Graviano nega di aver mai detto a Spatuzza che se non arrivava qualcosa da Roma in tema di favori, si sarebbero decisi a parlare con i magistrati.</p>
<p>Ore 11:40 &#8211; Nell&#8217;aula della corte d&#8217;appello del tribunale di Palermo inizia l&#8217;interrogatorio di Filippo Graviano, che intende rispondere alle domande del procuratore generale Antonino Gatto. E&#8217; vietato inquadrarli.</p>
<p>Ore 11:10 &#8211; La Corte dl&#8217;appello al tribunale di Palermo si é ritirata per decidere se rinviare l&#8217;audizione dei Graviano perché già  sentiti a Firenze il 5 dicembre, fra poco sapremo se parleranno <strong>fratelli Graviano</strong>. Nell&#8217;attesa Dell&#8217;Utri, incalzato dai giornalisti <strong>perde le staffe</strong> e si mette ad urlare in aula. Ecco qualche sua dichiarazione.</p>
<p><em>Sono stanco per la prima volta dopo 15 anni perché finora ho resistito, sono stanco di tutto di vedere un paese che va allo sfascio&#8230;<br />
il processo lo fanno in televisione&#8230;<br />
mi hanno detto che ad Annozero hanno fatto cose allucinanti, io non l&#8217;ho visto perché ero in viaggio&#8230;<br />
A questo punto dico: Tribunale sbrigatevi! date voi un giudizio perché io non posso fare niente </em>(urlando in aula ndr)<em>.<br />
sono nel circuito mediatico ma é tutto ingiusto&#8230; giudicatemi e finiamola questa storia!<br />
Cominicio a stancarmi proprio&#8230; mischiare cose false a cose vere non é giusto.<br />
devo rilevare che non si può campare. </em></p>
<p><em>Mi domando perché mi sto lamentando? mi spiace lamentarmi, per tutta la vita non mi sono mai esaltato e mai battuto<br />
se mi crolla questa poi é finita, poi non c&#8217;é processo che tenga<br />
Tutto falso! non é vero porca miseria! sono state dette delle cazzate! </em>(urlando in aula ndr)<em><br />
&#8230;Mangano é uscito dal carcere dopo 20 giorni non é più tornato ad Arcore. L&#8217;ho spiegata la storia di Mangano!<br />
Il mio processo si stava per chiudere e boom! mettono dentro tutto co &#8216;sta spatazzatura<br />
Perché non cercano i veri mandanti delle stragi e cercano me?<br />
Se fosse vera una cosa così non potrei guardare in faccia nessuno&#8230;<br />
Ho passato la mia vita lavorando! Non ho niente a che fare con la mafia e con i mafiosi<br />
Sulla banca Rasini&#8230;</em>(non ho colto ndr)<em><br />
Fanno di tutta un&#8217;erba un fascio, come la trasmissione di ieri<br />
già  quella sentenza di primo grado in molte parti é crollata&#8230;<br />
nessun incontro a milano con Bontate e Di carlo perché erano sorvegliati speciali&#8230;</em></p>
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		<title>Mafiaset, il primo colpo di grazia di Spatuzza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 17:49:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gaspare Spatuzza ha deposto oggi in aula a Torino, davanti a 200 troupe giornalistiche venute da tutto il mondo. Gaspare Spatuzza ha fatto di nuovo i nomi di Silvio Berlusconi e Marcello Dell&#8217;Utri quali referenti dei fratelli Graviano per le stragi del &#8217;93, che provocarono &#8220;morti che non ci appartenevano&#8220;. Tralascio le reazioni dei gasparri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/JQkJCc1Ex3Q&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JQkJCc1Ex3Q&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Gaspare Spatuzza ha deposto oggi in aula a Torino, davanti a 200 troupe giornalistiche venute da tutto il mondo.<br />
Gaspare Spatuzza ha fatto di nuovo i nomi di <strong>Silvio Berlusconi e Marcello Dell&#8217;Utri</strong> quali referenti dei fratelli Graviano per le stragi del &#8217;93, che provocarono &#8220;<em>morti che non ci appartenevano</em>&#8220;.<br />
Tralascio le reazioni dei gasparri dei cicchitto e dei berluscloni vari che non fanno più nemmeno testo.<br />
Ciò che conta é che di <strong>Berlusconi uguale mafia </strong>sta parlando tutto il mondo. Tutti i maggiori quotidiani online danno notizia dell&#8217;udienza di oggi in home page, associando Berlusconi alla mafia.</p>
<p><a href="http://www.elpais.com/articulo/internacional/Spatuzza/implica/Berlusconi/Dell/Utri/atentados/mafiosos/1993/elpepuint/20091204elpepuint_8/Tes" target="_blank">El Paìs</a> scrive &#8220;<em>Spatuzza implica a Berlusconi y a Dell&#8217;Utri en los atentados mafiosos de 1993.  El mafioso arrepentido ha declarado ante los jueces en Turà­n sobre las relaciones del Cavaliere y Dell&#8217;Utri con Cosa Nostra</em>&#8220;.</p>
<p>Su<a href="http://www.lefigaro.fr/international/2009/12/04/01003-20091204ARTFIG00488-un-mafieux-repenti-accuse-berlusconi-en-plein-tribunal-.php" target="_blank"> Le Figaro</a> si legge &#8220;<em>Un mafieux repenti accuse Berlusconi en plein tribunal</em>&#8221;</p>
<p>I tedeschi che leggono il <a href="http://www.welt.de/politik/ausland/article5428528/Mafi-Kronzeuge-stellt-Berlusconi-an-den-Pranger.html" target="_blank">Welt</a> trovano &#8220;<em>Mafi-Kronzeuge stellt Berlusconi an den Pranger&#8221;</em></p>
<p><a href="http://www.faz.net/s/RubDDBDABB9457A437BAA85A49C26FB23A0/Doc~E8F3C3CF0084849D9AE619F96C8A43367~ATpl~Ecommon~Scontent.html" target="_blank">Il Frankfurt Allgemeine</a> titola &#8220;<em>Die Aussage des Mafioso</em>&#8221;</p>
<p><a href="http://www.neues-deutschland.de/artikel/160411.system-berlusconi-baut-auf-die-mafia.html?sstr=berlusconi" target="_blank">Il Neues Deutschland</a> scrive &#8220;<em>System Berlusconi baut auf die Mafia</em>&#8221;</p>
<p>In questa giornata storica per l&#8217;Italia, telegiornali e contenitori Raiset dei vari Milo Infame non hanno fatto altro che parlare per tutto il pomeriggio del processo Meredith.<br />
Ma intanto un <strong>primo colpo di grazia</strong> a questo governo di capimandamento é stato inflitto.<br />
Venerdì prossimo <strong>deporranno i fratelli Graviano.</strong> I boss ergastolani che potrebbero essere stati i finanziatori del corruttore nei suoi anni bui, in cui si procurò i miliardi per impiantare in tutta Italia i ripetitori delle sue televisioni piduiste.<br />
In questo clima surreale auguro a tutti un buon NO-B DAY per domani.</p>
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		<title>Una domanda a Silvio: sei il MANDANTE DELLE STRAGI?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 06:50:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[gaspare spatuzza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Altro che cazzate, come ci raccontava qualche giorno fa Marcello Dell&#8217;Utri! Altro che presidente del consiglio che passerà  alla storia per aver sconfitto la mafia! E&#8217; cominciata la guerra civile, o meglio, penale. Per lui! il privato corruttore ed evasore fiscale Silvio Berlusconi. E&#8217; cominciato un momento storico per l&#8217;Italia. Ora non so cosa succederà . [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/11/27/una-domanda-a-silvio-sei-il-mandante-delle-stragi/">Una domanda a Silvio: sei il MANDANTE DELLE STRAGI?</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/38ubpGGMI-Q&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/38ubpGGMI-Q&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Altro che cazzate, come ci raccontava qualche giorno fa <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>! Altro che presidente del consiglio che passerà  alla storia per aver sconfitto la mafia! <strong>E&#8217; cominciata la guerra</strong> civile, o meglio, penale. Per lui! il privato corruttore ed evasore fiscale <strong>Silvio Berlusconi</strong>. E&#8217; cominciato un momento storico per l&#8217;Italia. Ora non so cosa succederà . O meglio, spero di sbagliare profezia. Se mi dicessero che Berlusconi si é già  dato alla fuga col suo jet per qualche atollo sconosciuto non mi meraviglierei. Se mi dicessero che ha già  allertato i servizi segreti deviati per far fuori determinati giornalisti e determinate voci libere (blogger compresi), piuttosto che oppositori politici o parenti di altri mafiosi, non mi meraviglierei altrettanto. Le minacce di morte al presidente del Senato Renato Schifani e sembra anche a Marcello Dell&#8217;Utri, non mi meraviglierei se si rivelassero deviate per creare confusione (un po&#8217; alla <a href="http://www.unita.it/rubriche/fornario/91838" target="_blank">Francesco Guzzardi</a>). La crisi ha colpito anche i vertici della mafia. Si sono <strong>decisi a parlare in coro</strong>. Tengono tonalità  e ritmo. Per il privato corruttore il ballo si fa difficile. <strong>Insostenibile</strong>.</p>
<p>Qui in rete é da tempo che discutiamo con allegra libertà  ciò che aspettavamo in grande evidenza sui giornali. Ci siamo permessi il capriccio e in parte il lusso, di cantare da solisti e di anticipare ciò che oggi, alcuni di quei giornali scrivono. Benché pilotati quei giornali hanno ancora il loro effetto sulle masse. Come il quotidiano <strong>Repubblica</strong>, il più incisivo, oggi, nel costringere il governo a dimettersi o il presidente della Repubblica a prevedere di <strong>sciogliere presto le camere</strong>, e le forze dell&#8217;ordine di vigilare su Berlusconi affinché non scappi. Attendiamoci da un momento all&#8217;altro che il privato corruttore col riporto venga convocato in aula per rispondere di tutte quelle accuse coincidenti, di bel po&#8217; di pentiti, che anziché darsi degli infami sono <strong>tutti concordi</strong> e tutti in reciproco rispetto. In doppia stereofonia dalle aule dei tribunali di Milano, Firenze, Palermo e Caltanissetta per le stragi di Firenze, Milano e di Roma del 1993. Quindi anche delle stragi dei giudici FALCONE e BORSELLINO.</p>
<p>Repubblica oggi in prima pagina titola &#8220;<em>Cosa nostra e la resa dei conti del Cavaliere</em>&#8220;.  Inizia un lungo articolo che va a riempire le pagine 2 e 3, col <strong>resoconto degli interrogatori dei pentiti</strong> che inchiodano il presidente del consiglio piduista, assieme a Marcello Dell&#8217;Utri.<br />
Sono proprio curioso di vedere cosa accade. Vorrei essere una mosca per vedere le facce di quei milioni di italiani che oggi, nonostante i filtri minchiolini, dovranno pur sapere qualcosa dai telegiornali. Mi piacerebbe  vedere le facce  di Emilio Fede, Littorio Feltri e Maurizio Belpietro. Oltre che di Claudio Brachino.<br />
Riporto, di nuovo, in estrema sintesi, i punti focali che <strong>segnano la fine</strong> dell&#8217;incredibile personaggio camuffato da capo del governo di cui, forse, l&#8217;Italia <strong>potrà  liberarsi molto presto</strong>. Ripeto: forse prima di quel famigerato 5 dicembre del nobday.<br />
Ecco alcuni stralci di articolo pubblicati oggi (dai contenuti non nuovi per chi legge questo blog) assolutamente cruciali.</p>
<p><em>Gaspare Spatuzza indica nel presidente del consiglio e nel suo braccio destro (Marcello Dell&#8217;Utri) i <strong>suggeritori della campagna stragista</strong> di sedici anni fa.<br />
&#8230;la famiglia di Brancaccio </em>(fratelli Giuseppe e Filippo Graviano ndr)<em> ha deciso di aggredire in pubblico e servendosi di un processo chi &#8220;non ha mantenuto gli impegni&#8221;. Ci sono anche i messaggi di morte. Al presidente del Senato, Renato Schifani, siciliano di Palermo (&#8230;) le &#8220;voci di dentro&#8221; di Cosa Nostra, avvertimenti che sarebbero piovuti su Marcello Dell&#8217;Utri&#8230;<br />
</em></p>
<p><em>Sono sintomi che devono essere considerati oggi un corollario della <strong>resa dei conti tra Cosa Nostra e il capo del governo</strong>&#8230; tra Cosa Nostra e gli uomini (<strong>Berlusconi, Dell’Utri</strong>) che, a diritto o a torto, é tutto da dimostrare, i mafiosi hanno considerato, dal 1992/1993 e per quindici anni, gli <strong>interlocutori di un progetto</strong> che, dopo le stragi, avrebbe rimesso le cose a posto: i piccioli, il denaro, al sicuro; i «carcerati» o fuori o dentro, ma in condizioni di tenere il filo del loro business; mediocri e distratte politiche della sicurezza; lavoro giudiziario indebolito per legge&#8230;</em>(come dal Piano di rinascita piduista ndr)<em>.<br />
</em></p>
<p><em><strong>La campana suona per Silvio Berlusconi</strong> perché, nelle tortuosità  che sempre accompagnano le cose di mafia, é evidente che il 4 dicembre, quando Gaspare Spatuzza, mafioso di Brancaccio, testimonierà  nel processo di appello contro Marcello Dell&#8217;Utri, avrà  inizio la resa dei conti della famiglia dei fratelli Graviano contro il capo del governo&#8230;</em></p>
<p><em>àˆ un fatto sorprendente che i mafiosi abbiano deciso di parlare con i pubblici ministeri di quattro procure. Vogliono contribuire &#8220;alla verità &#8220;. Lo dice anche Giuseppe Graviano, &#8220;muto&#8221; da quindici anni. Quattro uomini della famiglia offrono una collaborazione piena. Sono <strong>Gaspare Spatuzza, Pietro Romeo, Giuseppe Ciaramitaro, Salvatore Grigoli</strong>.</em></p>
<p>Racconta Gaspare Spatuzza:<em> &#8220;Giuseppe Graviano mi ha detto che tutto si é chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo; le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili. A quel punto mi fa il nome di Berlusconi e mi conferma, a mia domanda, che si tratta di <strong>quello di Canale 5</strong>; poi mi dice che c’é anche un paesano nostro e mi fa il nome di <strong>Dell&#8217;Utri</strong> (&#8230;) Giuseppe Graviano mi dice [ancora] che comunque <strong>bisogna fare l&#8217;attentato all&#8217;Olimpico</strong> perché serve a dare il &#8220;colpo di grazia&#8221; e afferma: ormai &#8220;abbiamo il Paese nelle mani&#8221;».</em></p>
<p><em><strong>Pietro Romeo</strong>, interrogatorio del 30 settembre 2009: «&#8230; In quel momento stavamo parlando di armi e di altri argomenti seri. [Fu chiesto a Spatuzza] se il politico dietro le stragi fosse Andreotti o Berlusconi. Spatuzza rispose: <strong>Berlusconi</strong>. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di <strong>far togliere il 41 bis</strong>. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo [soltanto degli] esecutori».<br />
<strong>Salvatore Grigoli</strong>, interrogatorio 5 novembre 2009: «Dalle informazioni datemi (&#8230;), le stragi erano fatte per costringere lo Stato a scendere a patti (&#8230;) Dell&#8217;Utri é il nome da me conosciuto (?), quale contatto politico dei Graviano (&#8230;) Quello di Dell&#8217;Utri, per me, in quel momento era un nome conosciuto ma neppure particolarmente importante. Quel che é certo é [che me ne parlarono] come [del nostro] contatto politico».</em></p>
<p><em>E&#8217; una scena che trova conferme anche in parole già  dette, nel tempo. I ricordi di <strong>Giuseppe Ciaramitaro</strong> li si può scovare in un verbale d’interrogatorio del 23 luglio 1996: &#8220;Mi [fu] detto che bisognava portare questo attacco allo Stato e che c&#8217;era un politico che indicava gli obiettivi, quando questo politico avrebbe vinto le elezioni, si sarebbe quindi interessato a far abolire il 41 bis (?).<br />
<strong>Si rispettano, sorprendentemente. Non era mai capitato. Senza considerarsi infami.</strong></em></p>
<p><em>&#8230;ma la dirompente novità  é nei cauti passi dei due boss di Brancaccio, i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, <strong> i più vicini a Salvatore Riina</strong>. Hanno guidato con mano ferma la loro &#8220;batteria&#8221; fino a progettare la strage, per fortuna evitata per un inghippo nell’innesco dell&#8217;esplosivo, di un centinaio di carabinieri all&#8217;Olimpico il 23 gennaio del 1994. Sono in galera da quindici anni. Hanno studiato (economia, matematica) in carcere. Dal carcere si sono curati dell&#8217;educazione dei loro figli affidati ai migliori collegi di Roma e di Palermo e ora sembrano <strong>stufi, stanchi di attendere</strong> quel che per troppo tempo hanno atteso. Spatuzza racconta che, alla fine del 2004, Filippo Graviano, 48 anni, sbottò: &#8220;Bisogna far sapere a mio fratello Giuseppe che se non arriva niente da dove deve arrivare, é bene che anche noi cominciamo a parlare con i magistrati&#8221;.</em></p>
<p><em><strong>C’é un accordo.</strong> Chi lo ha sottoscritto, non ha rispettato l’impegno. Per cavarsi dall’angolo, c’é un solo modo: dissociarsi, collaborare con la giustizia, svelare le responsabilità  di chi, estraneo all’organizzazione, si é tirato indietro.</em></p>
<p><em>Interrogatorio del 28 luglio 2009: <strong>Filippo Graviano</strong> durante il confronto con Gaspare Spatuzza gli dice: &#8220;Io non ho mai parlato con ostilità  nei tuoi riguardi. I discorsi che facevamo erano per migliorare noi stessi. Già  noi avevamo allora un atteggiamento diverso, già  volevamo agire nella legalità . Noi parlavamo di un nostro futuro in un&#8217;altra parte d’Italia».<br />
<strong>Filippo Graviano ai pm</strong>: «Mi dispiace contraddire Spatuzza, ma devo dire che non mi aspetto niente adesso e nemmeno nel passato, nel 2004. Mi sembra molto remoto che possa avere detto una frase simile perché, come ho detto, non mi aspetto niente da nessuno. Avrei cercato un magistrato in tutti questi anni, se qualcuno non avesse onorato un presunto impegno».<br />
Filippo Graviano usa senza timore parole vietate come &#8220;legalità &#8220;, &#8220;cercare magistrati&#8221;. Si spinge anche a pronunciare: «dissociazione». Dice: «Da parte mia é una dissociazione verso le scelte del passato (?). Oggi sono una persona diversa. Faccio un esempio. Nel mio passato, al primo posto, c’era il denaro. Oggi c’é la cultura, la conoscenza. (?) Io non rifarei le scelte che ho fatto».</em></p>
<p><em><strong>Ecco perché ha paura Berlusconi.</strong> Quegli uomini della mafia non conoscono soltanto &#8220;la verità &#8221; delle stragi (che sarà  molto arduo rappresentare in un racconto processuale ben motivato), ma soprattutto <strong>le origini oscure della sua avventura imprenditoriale</strong>, già  emerse e documentate dal processo di primo grado contro Marcello Dell’Utri (condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa). Di denaro, di piccioli minacciano allora di parlare i Graviano e gli uomini della famiglia di Brancaccio. <strong>Dice Spatuzza</strong>: &#8220;I Graviano sono ricchissimi e il loro patrimonio non é stato intaccato di un centesimo. Hanno investito al Nord e in Sardegna e solo così mi spiego perché durante la latitanza sono stati a Milano e non a Brancaccio. àˆ anomalo, anomalissimo&#8221;. Se a Milano ? dice il testimone ? Filippo e Giuseppe si sentivano più protetti che nella loro borgata di Palermo vuol dire che chi li proteggeva a Milano era più potente e affidabile della famiglia.</em></p>
<p>Il privato corruttore ha detto che chi non sta col Popolo delle laidità  é fuori dal governo. Attendiamo con ansia il presidente della Camera Gianfranco Fini al varco. Oggi, o al massimo domani. Salvo cazzate.</p>
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		<title>Nuovo pentito: &#8220;Berlusconi mandante delle stragi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:41:45 +0000</pubDate>
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<p><strong>Pietro Romeo</strong>, ex soldato dei boss Filippo e Giuseppe Graviano, é un gigante che pesa più di un quintale. Il suo ruolo nei delitti di Cosa nostra era quello di torturare con ferocia e strangolare a mani nude. Tra le sue fauci sono morti Gaetano Buscemi dopo otto ore di interrogatorio e scioglimento nell&#8217;acido risparmiato &#8220;<em>per permettere a mia moglie di venirmi a trovare sulla tomba</em>&#8221; e un giovane di Villabate, <strong>fatto a pezzi</strong> e buttato giù per le scarpate dell&#8217;entroterra palermitano.</p>
<p>Dopo la condanna per la strage di Via Georgofili a Firenze, fra l&#8217;ergastolo e la collaborazione Pietro Romeo ha scelto quest&#8217;ultima. Da quando collabora con la giustizia <strong>Romeo ha fatto catturare latitanti</strong> e scoprire depositi di manette, corde, lacci, fil di ferro, guanti ma soprattutto <strong>quintali di esplosivo</strong>, in particolare T4 e Semtex, destinati nell&#8217;ambito della &#8220;trattativa&#8221; del 1993, a &#8220;<em>Pisa che doveva ritrovarsi senza la torre</em>&#8220;.</p>
<p>Ebbene, Pietro Romeo nell&#8217;interrogatorio del 30 settembre scorso, ai pm di Firenze Crini e Nicolosi ha detto che <strong>Berlusconi fu il mandante delle stragi di Roma, Firenze e Milano</strong> del &#8217;93. Confermando e rafforzando quando dichiarato da Gaspare Spatuzza.<br />
Romeo, già  interrogato nel giugno del &#8217;96, ha sostenuto di aver appreso del ruolo dell&#8217;attuale presidente del consiglio dei piduisti da un altro killer. Per queste dichiarazioni <strong>Berlusconi e Dell&#8217;Utri sono di nuovo indagati</strong>.</p>
<p>Ecco alcuni passaggi dell&#8217;udienza.</p>
<p>Pm chiede a Romeo: &#8220;<em>Spatuzza vi ha fatto il nome di Berlusconi, cioé qual é il motivo, il movente suo per fare questi attentati? Ne avete parlato? Giuliano</em> (altro componente del commando stragista ndr) <em>glielo ha detto?</em>&#8221; .<br />
Romeo conferma e risponde: &#8220;<em>Ricordo che Spatuzza rispose a Giuliano che <strong>il politico che diceva a Giuseppe Graviano di continuare a mettere le bombe era Berlusconi</strong>. Non si trattava di una battuta. Stavamo parlando di armi in quel momento e di altri argomenti seri</em>. <em>Giuliano chiese se il politico dietro alle stragi fosse Andreotti o Berlusconi e Spatuzza rispose Berlusconi. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di far togliere il 41 bis. Non ho mai saputo quali motivazioni ci fossero nella parte politica. Noi eravamo esecutori. Giuseppe Graviano aveva fatto questi discorsi, che si doveva fare attentati con bombe, perché lo aveva detto un politico di farle. <strong>Il politico diceva di fare questi attentati a cose di valore storico artistico</strong>. Gaspare Spatuzza mi disse che era Giuseppe Graviano che andava a trovare il politico con il quale aveva i contatti</em>&#8220;.</p>
<p>Insomma, per queste dichiarazioni Pietro Romeo sarà  sentito anche dai magistrati delle Procure di Palermo e Caltanissetta, che indagano sulle stragi e sulla &#8220;trattativa&#8221;. Non é da escludere che possa apparire in aula anche al processo Dell&#8217;Utri, in una delle prossime udienze. Dopo Spatuzza.</p>
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		<title>Spatuzza: &#8220;Graviano mi disse di un patto con Berlusconi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 10:48:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giovanni falcone]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/11/23/spatuzza-graviano-mi-disse-di-un-patto-con-berlusconi/">Spatuzza: &#8220;Graviano mi disse di un patto con Berlusconi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/_qDB2-IWu1o&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_qDB2-IWu1o&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Il pentito <strong>Gaspare Spatuzza</strong> nell&#8217;udienza del 18 giugno scorso ai pm di Firenze Alessandro Crini e Giuseppe Nicolosi, ha parlato di &#8220;<strong>patto</strong>&#8221; che il boss Giuseppe Graviano strinse nel &#8217;94 con Berlusconi e Dell&#8217;Utri. <strong>Senza mediazioni</strong>. L&#8217;incontro avvenne nel gennaio del &#8217;94 al bar Doney di via Veneto a Roma, durante il piano del fallito attentato ai Carabinieri allo stadio Olimpico. Ecco le parole di Spatuzza:</p>
<p>&#8220;<em>Non so quale fosse il proposito che <strong>Berlusconi e Dell&#8217;Utri</strong> avessero in mente stringendo questo patto. Dalla mia esperienza in queste vicende deduco che Berlusconi e Dell&#8217;Utri, che in primo momento <strong>hanno fatto fare le stragi a Cosa Nostra</strong>, si volevano poi accreditare all’esterno come <strong>coloro che erano stati in grado di farle cessare</strong>. E quando poi li vedo scendere in politica, partecipando alle elezioni e vincendole, capisco che <strong>sono loro</strong> direttamente quelli su cui noi </em>(Cosa Nostra-ndr)<em> abbiamo puntato tutto</em>&#8220;.</p>
<p>Spatuzza ha rivelato un rapporto diretto tra la mafia e gli allora astri nascenti di Forza Italia.<br />
&#8220;<em>Ritengo di poter escludere categoricamente, conoscendo assai bene i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, che si siano mossi nei confronti di Berlusconi e Dell&#8217;Utri attraverso altre persone. Non prendo in considerazione la possibilità  che Graviano abbia stretto un patto politico con costoro senza averci parlato personalmente</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Giuseppe </strong><strong>Graviano</strong>, che col fratello é in carcere a scontare l&#8217;ergastolo per stragi e omicidi, tra i quali quello del sacerdote Don Pino Puglisi e del figlioletto del pentito Di Matteo, <strong>non ha smentito Gaspare Spatuzza</strong>. Anzi, ne ha chiesto rispetto. Fatto insolito fra mafiosi. Spatuzza, parlando di quell&#8217;incontro al bar ha aggiunto:<br />
&#8220;<em>Graviano era euforico e gioioso, <strong>sprizzava felicità </strong>, normalmente era una persona abbastanza controllata, quindi era difficilissimo che si lasciasse andare in quel modo. Mi disse &#8216;tutto si é chiuso bene, <strong>abbiamo ottenuto quello che cercavamo</strong>, le persone che hanno portato avanti la cosa non sono come quei quattro crasti </em>(montoni-ndr)<em> dei socialisti che prima ci hanno chiesto i voti e poi ci hanno venduti. Si tratta di persone affidabili&#8217;. A quel punto Graviano mi <strong>fa il nome di Berlusconi</strong> e mi conferma che si tratta di <strong>quello di Canale 5</strong>. Poi mi dice che c’é anche un paesano nostro e mi fa il