Un facia dé cul dé la madòna…

Il nano corruttore ci prova pure con la madonnina. Annuncia che contribuisce al restauro delle guglie del duomo di Milano con un milione di euro perché “la Madunina mi ha protetto e salvato la vita“, dopo che Tartaglia gliene ha tirato in faccia uno in miniatura. La soave corruzione ingentilisce il custode del Cenacolo di Leonardo Da Vinci, che incurante del divieto ai comuni mortali di scattare foto, permette al piduista di farsi immortalare in piano americano col presidente russo Dmitrij Medvedev sullo sfondo del capolavoro. Le proteste dei comuni mortali possono andare a fanculo, come in un pio rosario. Nemmeno il devoto al puttaniere Maurizio Lupi si indigna di cotanto sfregio alle regole. Mentre con amore ricorda che “nel Pdl il dissenso non é ammesso“, intende consegnare ai probiviri del popolo delle luridità  Fabio Granata, colpevole di chiedere chiarezza sui mandanti delle stragi di mafia in sintonia con Gianfranco Fini, che con un barlume di rara lucidità  vuole piazza pulita di indagati nel parlamento. Nessun appello, invece, ai condannati, che evidentemente possono restare.

Secondo Wikipedia i probiviri sono “i cosiddetti uomini onesti che, per particolare autorità  morale, sono investiti di poteri giudicanti e arbitrali sull’andamento di un’istituzione o associazione, sugli eventuali contrasti interni, sui rapporti con altri enti e simili.” Il popolo delle laidità  ha il pregio di essere l’unico partito a disporne perché come ricorda Frattini “la legalità  é nel Dna del Pdl.”Onde evitare equivoci Dna sta per “discrepanza netta arbitraria” dalla realtà . Perché altrimenti non si spiegherebbe l’ampia solidarieta’ e piena fiducia del puttaniere al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, indagato dalla procura di Roma nell’inchiesta sulla P3.
Mentre i Verdini e i Carboni ricevono i soliti vergognosi onori del piduista, Fini viene fucilato dall’intero pltone del Pdl e anche del Pd, che per voce dell’ex presunto scalatore di banche Nicola Latorre fa sapere che “il governo della legalità  non é all’ordine del giorno.” Del resto come si può parlare di legalità  nel governo di un corruttore che oltre alle bustarelle confeziona cravatte, vini pregiati e convegni a quei magistrati che devono decidere le sorti di cause come Mondadori?

Italo Bocchino che paragona il Pdl “a certi partiti sudamericani” é fin troppo buono! In Sudamerica a nessuno é venuto in mente di imporre ai blog la pubblicazione di rettifiche entro 48 ore. Senza arrivare in Islanda, dove i blogger verranno difesi da costosissimi processi alla faccia di quel fantoccio del ministro angelino inaffanno, tanto più patetico mentre ostenta inadeguatezza dell’esecutivo di cui fa parte. Talmente squallido e putrido che una commissione d’inchiesta sulla P3 come vuole Rosy Bindi sortirebbe l’effetto di un bicchier d’acqua su un incendio.

Intanto Merdini non ha convinto i pm di Roma sui 2,6 milioni pagati dalla “Toscana Edizione” allo stesso coordinatore, alla moglie Simonetta Fossombroni ed al coordinatore toscano del partito Parisi. I pm sostengono che i danari erano destinati ad attività  illecite.
Macciello Dell’Utri si conferma emulo di Vittorio Mangano. Dai giudici ha scelto il silenzio. Un vero eroe per il puttaniere allergico ai magistrati “metastasi della democrazia“. Compreso quei 3 pm anti Gomorra minacciati e senza protezione e senza più auto di scorta nonostante una preziosa intercettazione rivela che un malavitoso dica di loro”Fino a mo’ abbiamo scherzato, basta. Bisogna fare come a Palermo. Ammazziamoli!“.
O mia bela Madunina, se ci sei guarda giù tra bocchiniani e bocchinari perché se guardo su io…

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