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	<title>internet Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 20 Sep 2021 11:51:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Referendum, i paletti del Pd per complicare la democrazia diretta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 11:49:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco come la mettono i costituzionalisti per complicare la vita alla democrazia diretta della Rete e che la politica ha già raccolto: «Ciò che rende più fluida l’applicazione di norme democratiche va sempre bene, una volta che si sia accertato che non ci può essere una falsificazione digitale del dato (di questi tempi sembra che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco come la mettono i costituzionalisti per complicare la vita alla democrazia diretta della Rete e che la politica ha già raccolto: </p>
<p>«Ciò che rende più fluida l’applicazione di norme democratiche va sempre bene, una volta che si sia accertato che non ci può essere una falsificazione digitale del dato (di questi tempi sembra che nessuno lo possa dire, ma non è il mio campo). Ma se l’intendimento di aumentare il numero delle firme è di rendere più difficile l’istituto del referendum secondo me non sarebbe male. Nell’attuale temperamento vi è un eccessivo ricorso anche su temi sensibili a uno strumento, secondo me troppo radicale, perché tenta una soluzione semplice a problemi complessi», avverte Sandro Stajano, direttore del dipartimento di Giurisprudenza alla Federico II di Napoli.</p>
<p>Il docente di diritto ordinario Filippo Vari rivela: «Mi ha colpito il numero elevatissimo di giovani sotto i 25 anni che ha firmato il referendum sulla cannabis (che tratta anche di altre droghe). Il tema della salute e della vita merita la massima cautela. Occorre evitare che si arrivi a una democrazia semi-diretta che si fonda sulla logica del sì o no: la democrazia ha bisogno di tempo e lo strumento telematico si presta a manipolazione». </p>
<p>Ecco allora pronta la reazione del deputato dem Stefano Ceccanti, che ha già proposto di innalzare da 500.000 a 800.000 le firme necessarie per approvare i referendum. </p>
<p>Un modo per rallentare l&#8217;efficienza della tecnologia e complicare la vita alla democrazia a garanzia loro che stanno sulle poltrone della politica rappresentativa. </p>
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		<title>Io e mio figlio immerso nel turpiloquio globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2018 14:32:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so quanto sia giusto e normale che un bimbo di 7 o 8 anni, di riffa o di raffa impari a ridere del turpiloquio e delle sguaiate volgarità che si sentono su Youtube, &#8220;cantate&#8221; da sedicenti rapper o trapper alla &#8220;Bello figo&#8221; per intenderci. Io, nel mio piccolo, cerco di sdrammatizzare e di tradurre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/bambino-su-smartphone-internet.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14991" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/bambino-su-smartphone-internet-325x325.jpg" alt="" width="325" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/bambino-su-smartphone-internet-325x325.jpg 325w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/bambino-su-smartphone-internet-150x150.jpg 150w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/bambino-su-smartphone-internet-768x768.jpg 768w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/bambino-su-smartphone-internet.jpg 800w" sizes="(max-width: 325px) 100vw, 325px" /></a></p>
<p>Non so quanto sia giusto e normale che un bimbo di 7 o 8 anni, di riffa o di raffa impari a ridere del turpiloquio e delle sguaiate volgarità che si sentono su Youtube, &#8220;cantate&#8221; da sedicenti rapper o trapper alla &#8220;Bello figo&#8221; per intenderci. Io, nel mio piccolo, cerco di sdrammatizzare e di tradurre in parole di buon senso quel che il mio bimbo &#8211; inevitabilmente &#8211; sente tramite amici a scuola o parenti più grandi. Cerco di &#8220;moralizzargli&#8221; il linguaggio tenendo conto che la considerazione altrui è spesso condizionata &#8211; giustamente &#8211; dal modo in cui ci si esprime. Cerco di trasmettergli qualche valore civico che si insegnava una volta, benché anch&#8217;io dopo aver tentennato a lungo ho deciso di regalargli uno smartphone. Del resto, l&#8217;avvento della Rete ha spostato l&#8217;asticella dell&#8217;impressionabilità. Oggi vediamo scene che noi da bimbi non immaginavamo. Non mi riferisco tanto al porno e al sesso (che una volta sbirciavamo sui giornaletti), ma a tutto il resto. Scene di sangue, di morte, o molto diseducative legate all&#8217;uso di droghe che un tempo si proibivano al cinema almeno fino ai 14 anni. Scene legate a un linguaggio che una volta non sentivamo così spudorato e a età precoce.</p>
<p>Oggi lo smartphone fa certamente crescere un po&#8217; prima le nuove generazioni. Il problema è che non sappiamo con quali effetti. Non sappiamo se quell&#8217;abbuffata di scurrilità digitali renderà i nostri figli adulti equilibrati. La mia sensazione è che assieme al turpiloquio gratuito, ci sia di pari passo una progressiva e pericolosa banalizzazione della violenza. Credo che abituarsi alle volgarità spicce e alle immagini senza censura già prima dei 10 anni di età, si attiva quell&#8217;effetto spugna che trasformerà i nostri figli in adolescenti apatici ai sentimenti fondanti delle buone emozioni umane, che vanno dall&#8217;amore alla pietà. Per non correre il rischio di allevare dei piccoli potenziali criminali, credo che per noi genitori o educatori, la soluzione non sia il tabù o la sgridata. Al contrario, credo che per noi grandi sia necessario mettere al bando l&#8217;imbarazzo e impegnarci a disinnescare le volgarità della rete spiegando tutto ai nostri figli con felpata naturalezza, ancorandoci a qualche valore che riteniamo educativo.</p>
<p>Io faccio così, visto che in tal senso mi sento nella generazione di pionieri dell&#8217;educazione dentro il linguaggio globale. Spero che la mia educazione verbale sia un buon deterrente al rischio di ritrovarmi un figlio bullo tra qualche anno, finemente violento perché erudito dalle fogne di Internet. Cerco di dare il giusto peso alle parole, di trasmettere il loro significato con sinonimi meno aggressivi e spudorati, affinché non diventino più dolorose di un pugno. Ritengo che l&#8217;educazione al linguaggio sia la prima arma contro ogni forma di violenza. No di certo la censura. E nemmeno il divieto dello smartphone.</p>
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		<title>Lo spot Coca-cola rivisto oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2016 05:20:14 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=EoNwuXV266w" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14525" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/SPOT-COCA-COLA-407x325.jpg" alt="SPOT COCA COLA" width="407" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/SPOT-COCA-COLA-407x325.jpg 407w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/SPOT-COCA-COLA.jpg 593w" sizes="(max-width: 407px) 100vw, 407px" /></a></p>
<p>Questo celebre spot degli anni &#8217;80, il più popolare della storia della Coca-cola, per ricordare la scomparsa del suo autore: l&#8217;inglese Bill Backer, passato alla storia per aver ideato lo spot antesignano del mondo multi-culturale e globale unito dalla Coca-cola, che era &#8211; ed è tutt&#8217;oggi &#8211; la bibita più famosa e più venduta al mondo. L&#8217;idea di uno spot &#8220;globale&#8221; gli venne diversi anni prima, nel &#8217;71, osservando un gruppo di passeggeri dirottati in un aeroporto irlandese, che dopo gli imprechi per la nebbia che aveva impedito al loro aereo (su cui c&#8217;era pure Backer) di atterrare a Londra, si erano riuniti attorno a un tavolo aspettando il nuovo volo con una Coca-cola. L&#8217;idea che la Coca-cola potesse mettere d&#8217;accordo tutti, anche solo per pochi istanti, ispirò Backer a incaricare l&#8217;autore musicale dell&#8217;agenzia di marketing della Coca a trovare una melodia da associare allo spot della bevanda. Passati un po&#8217; di anni, ecco l&#8217;impresa: 500 giovani reclutati in Gran Bretagna per realizzare lo spot natalizio sul dorso di una collina nei pressi di Dover. Budget: 150 mila dollari, che per l&#8217;epoca erano tanti. Ma dopo tre giorni di attesa per la pioggia incessante, lo spot non si potè più fare perché i soldi per trattenere le comparse e impegnare l&#8217;elicottero per le riprese finirono. La produzione decise di spostare il set a Roma, sul dorso di una collina della periferia nord, non lontana da Settebagni. Bill Backer partì da capo. Dovette reclutare 500 giovani di tutto il mondo nella capitale italiana da far sedere tutti vicini con in mano una candela. Tanto per cominciare, la ragazza in primo piano di inizio spot, fu reclutata in piazza Navona mentre girava con un passeggino. Per il resto fu un giro di reclutamento nelle ambasciate. Alla fine, ecco l&#8217;impresa: lo spot multi-razziale fu realizzato con una spesa lievitata a uno sproposito: 250 mila dollari. Ma ne valse la pena, data la popolarità planetaria che lo spot, e in particolare la melodia, acquisirono nel tempo. Tanto che le radio americane chiamavano l&#8217;agenzia per chiedere di realizzarci un singolo. Il singolo non fu mai fatto. Il fervore tecnologico di quegli anni &#8211; gli Ottanta proiettati ai Duemila con l&#8217;industria d&#8217;oro del pop &#8211; poteva permettersi anche qualche clamorosa rinuncia, o svista. Rimane l&#8217;idea-impresa di Bill Backer che se fosse da realizzare oggi, sarebbe un gioco da ragazzi: al posto delle ambasciate, basterebbe un giro a stazione Termini per trovare in mezza mattina l&#8217;intero mondo o un breve tam-tam su Facebook. Le costosissime telecamerone dell&#8217;epoca &#8211; il formato più in voga era il tre quarti, antesignano del Betacam &#8211; oggi sarebbero sostituite da videocamerine digitali che registrano su disco con pochi euro. Il montaggio che per l&#8217;epoca era un lavorone da studio su consolle analogiche in fase sperimentale e per specialisti che venivano assunti solo e soltanto nel ruolo di montatori, oggi verrebbe fatto in camera da letto da un ragazzino munito di Final cut o con Adobe-premier craccato. Il costosissimo elicottero necessario alla ripresa dell&#8217;albero natalizio umano che si vede a fine spot dall&#8217;alto, oggi sarebbe sostituito da un drone da 300 euro che in 5 minuti ti ripete la ripresa decine di volte. Lo spot della Coca-cola anni &#8217;80, visto con gli occhi di oggi, fa proprio tenerezza. Noi che viviamo il mondo globale rimpicciolito dai telefonini e dall&#8217;immediatezza di internet. Noi che con la tecnologia fra le dita ci vediamo annullati i costi e l&#8217;economia ammazzata. Noi che quel mondo colorito e sorridente della multi-culturalità lo vediamo trasformato in ghetti di povertà e sfruttamento globale. Noi che invecchiamo ingobbiti su un tablet guardando la globalizzazione senza più emozioni, ri-guardiando e ri-ascoltiando quella melodia dello spot coca-cola degli anni &#8217;80, riviviamo l&#8217;illusione del mito degli anni Duemila e ci chiediamo: ma siamo davvero migliorati? Addio a Bill Backer.</p>
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		<title>Gnocchi: &#8220;La reputazione in un app&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2015 05:49:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Conosco gente che se non ha l’ultima app diventa matta, e ti guarda male se non ce l’hai tu. Fino a poco tempo fa usavo un vecchio cellulare che non faceva nemmeno le foto e tanti mi guardavano come se fossi il sopravvissuto di un’altra epoca. Alla fine ho cambiato telefonino per rispetto a loro&#8220;. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/09/14/gnocchi-la-reputazione-in-un-app/">Gnocchi: &#8220;La reputazione in un app&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Conosco gente che se non ha l’ultima app diventa matta, e ti guarda male se non ce l’hai tu. Fino a poco tempo fa usavo un vecchio cellulare che non faceva nemmeno le foto e tanti mi guardavano come se fossi il sopravvissuto di un’altra epoca. Alla fine ho cambiato telefonino per rispetto a loro</em>&#8220;. Gene Gnocchi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/09/14/gnocchi-la-reputazione-in-un-app/">Gnocchi: &#8220;La reputazione in un app&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>I terroristi della disinformazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Apr 2014 20:15:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ci sarà una forte scossa che causerà seri danni su tutto il meridione. Questo è il parere di alcuni.&#8221; Inizia proprio così un articolo pubblicato sull&#8217;home page del portale di Libero. &#8220;Il parere di alcuni&#8221; senza sapere chi, per conto di chi e sulla base di quali riscontri, semina panico all&#8217;ignaro lettore che s&#8217;imbatte sul [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/04/27/i-terroristi-della-disinformazione/">I terroristi della disinformazione</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12749" alt="TERREMOTO ANNUNCIO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO-319x325.jpg" width="319" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO-319x325.jpg 319w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO-50x50.jpg 50w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/TERREMOTO-ANNUNCIO.jpg 422w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Ci sarà una forte scossa che causerà seri danni su tutto il meridione. Questo è il parere di alcuni.</em>&#8221; Inizia proprio così <a href="http://www.affaritaliani.it/cronache/scossa-terremoto-sud--paura-rete070214.html" target="_blank">un articolo </a>pubblicato sull&#8217;home page del portale di Libero. &#8220;<em>Il parere di alcuni</em>&#8221; senza sapere chi, per conto di chi e sulla base di quali riscontri, semina panico all&#8217;ignaro lettore che s&#8217;imbatte sul sito tra i più cliccati della blogosfera visto che è sede virtuale di migliaia di indirizzi mail @libero. L&#8217;articolo non usa un prudente modo condizionale. Va giù piatto piatto con l&#8217;indicativo, dando per certo ciò che non esiste. A me avevano insegnato che per fare corretta informazione vanno rispettate le regole delle cinque &#8220;w&#8221; inglesi (who, what, when, where, why . chi, cosa, quando, dove, perché). Ma purtroppo nell&#8217;era del giornalismo precario alla perenne caccia dell&#8217;ultimo click, l&#8217;informazione si è ridotta a mero sensazionalismo che sempre più spesso travalica nella vera e propria disinformazione. Angelo Perrino che dirige &#8220;Affaritaliani&#8221; sito che ospita questa notizia che fino a prova contraria è una bufala di bassa lega, spero darà maggiori dettagli di quell&#8217;annuncio ripreso a civetta sul sito di Libero. Perché se non lo farà siamo davvero al terrorismo giornalistico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/04/27/i-terroristi-della-disinformazione/">I terroristi della disinformazione</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Massima ministeriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 03:18:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano quagliariello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Fra i rischi di oggi per la democrazia ci sono le derive incontrollate della Rete, che ad esempio possono portare alla designazione di candidati al Quirinale senza alcuna trasparenza sui criteri selettivi e sulla composizione delle platee interpellate via web». Gaetano Quagliariello, (Pdl) ministro per le riforme, 7 giugno 2013.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Fra i rischi di oggi per la democrazia ci sono le derive incontrollate della Rete, che ad esempio possono portare alla designazione di candidati al Quirinale senza alcuna trasparenza sui criteri selettivi e sulla composizione delle platee interpellate via web</em>». Gaetano Quagliariello, (Pdl) ministro per le riforme, 7 giugno 2013.</p>
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		<title>Senato, Grasso protegge i pianisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 08:26:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Basta riprese video in Senato. Lo chiede come &#8220;nuova regola&#8221; Pietro Grasso, presidente del Senato nonché seconda carica dello Stato a commento di un articolo de L&#8217;Espresso sul senatore Lucio Malan (Pdl), «pianista» ripreso da alcuni senatori del M5S ad allungare le mani sui tasti dei colleghi assenti. Malan parla di &#8220;errore&#8221; e Grasso lo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11892" alt="NAPOLITANO:GRASSO,COME IN '92 ATTACCO A GIUDICI E CAPO STATO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/06/piero-grasso-490x299.jpeg" width="490" height="299" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/06/piero-grasso-490x299.jpeg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/06/piero-grasso.jpeg 660w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></p>
<p>Basta riprese video in Senato. Lo chiede come &#8220;<em>nuova regola</em>&#8221; <strong>Pietro Grasso</strong>, presidente del Senato nonché seconda carica dello Stato a commento di un articolo de L&#8217;Espresso sul senatore Lucio Malan (Pdl), «pianista» ripreso da alcuni senatori del M5S ad allungare le mani sui tasti dei colleghi assenti. Malan parla di &#8220;<em>errore&#8221;</em> e Grasso lo difende: «<em>Mi pare sia stato accertato, nell&#8217;immediatezza, il fatto che il senatore Malan aveva pigiato il tasto relativo al suo posto e anche successivamente posso dare atto che il senatore Malan, temporaneamente seduto in un posto diverso, ha raggiunto la sua postazione e ha votato correttamente. Sotto questo profilo  non possiamo che ribadire quanto è stato accertato: e per fermare il discredito verso le istituzioni valuteremo tutte le iniziative da prendere</em>» nei confronti de L&#8217;Espresso. Che in realtà è un&#8217;iniziativa presa contro i parlamentari del Movimento 5 Stelle usi a denunciare questo diffuso malcostume che due giorni fa ha interessato anche Roberto Formigoni.</p>
<p>Il problema pianisti è quotidiano anche alla Camera, dove non passa giorno in cui l&#8217;attività in Aula non venga interrotta o ingolfata dalle reazioni stizzite degli onorevoli colti sul fatto. Ieri, l&#8217;ultimo episodio in ordine di tempo denunciato da <strong>Adriano Zaccagnini</strong>, che durante un voto ha imbracciato il microfono tuonando alla presidenza come quel braccio allungato di quel deputato (Panebianco del Pdl) fosse &#8220;<em>uno scandalo&#8221;</em>. Zaccagnini, di contro, oltre all&#8217;indignazione corale dei deputati del Pdl, si è pure beccato una reprimenda del presidente di turno della Camera. Insomma, l&#8217;instancabile attività di denuncia dei parlamentari stellati assai avvezzi anche con telefonini e mezzi di ripresa, infastidisce i vecchi politicanti usi e mai logori dal lavoro &#8220;<em>nel rispetto delle regole</em>&#8221; perennemente in deroga. Ecco dunque, la scusa de L&#8217;Espresso utile a Piero Grasso per vietare le riprese delle magagne in aula. Non c&#8217;è che dire: una bella mossa <em>democratica</em>&#8220;.</p>
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		<title>I pannelli senza facce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 10:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A sole due settimane dal voto per le elezioni regionali e nazionali gli espositori elettorali sono vuoti. Senza facce di politici e senza liste. Probabilmente hanno capito che spendere soldi nei manifesti per acchiappare voti è inutile. Se non addirittura dannoso alla causa. I pannelli vuoti sono un segno di come i partiti non abbiano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JlIh2DUYMcA" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11174" title="ESPOSITORI SENZA FACCE" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/02/ESPOSITORI-SENZA-FACCE-490x298.jpg" alt="" width="490" height="298" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/02/ESPOSITORI-SENZA-FACCE-490x298.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/02/ESPOSITORI-SENZA-FACCE.jpg 635w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>A sole due settimane dal voto per le elezioni regionali e nazionali gli espositori elettorali sono vuoti. Senza facce di politici e senza liste. Probabilmente hanno capito che spendere soldi nei manifesti per acchiappare voti è inutile. Se non addirittura dannoso alla causa. I pannelli vuoti sono un segno di come i partiti non abbiano ricette per gli elettori. Si confermano costosi carrozzoni senza strategie e senza idee. Sono aziende parassitarie in fallimento aggrappate agli slogan che ormai, anziché sui manifesti, veicolano in rete commettendo l&#8217;errore grossolano di credere che servano. Veicolare gli slogan su Facebook o attraverso dei siti statici privi di contatto, trasparenza, discussione e condivisione degli obiettivi, è il modo migliore per accelerare il loro cammino verso la scomparsa. L&#8217;unico sostegno rimasto ai partiti sono i giornali finanziati dai cittadini con quattro scribacchini di regime che disciettano su &#8220;<em>Grillo portabandiera di un qualunquismo capace solo di distruggere in una sorta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luddismo" target="_blank">luddismo</a> istituzionale</em>&#8221; (Claudio Tito, Repubblica 6 febbraio). Analisti ed editorialisti prezzolati che si illudono di liquidare con quattro scemenze i movimenti emergenti cari alla pancia del popolo sovrano. E&#8217; l&#8217;incesto della propaganda diluita nella cosiddetta informazione che tenta di sostituire i manifesti elettorali. Titoli come &#8220;<em>L&#8217;alleanza possibile contro i populismi</em>&#8221; o <em>&#8220;Monti e Bersani pronti all&#8217;intesa</em>&#8221; fanno da controcanto ai finti scoop del Fatto quotidiano, che forza la mano sull&#8217;equidistanza inventandosi le <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/03/rette-degli-asili-grillo-contestato-a-parma/488479/" target="_blank">contestazioni a Grillo</a>. Io non so se il Movimento 5 stelle sarà la panacea di tutti i mali. Di certo, quegli espositori vuoti e senza nessuno che li guarda, fanno il paio con le aree industrializzate in stato di abbandono e con le saracinesche delle botteghe abbassate: cimeli dell&#8217;era industriale in tempo di deindustrializzazione e di globalizzazione. Cimeli di un&#8217;epoca che non tornerà più.</p>
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		<title>Pdl alla riscossa su internet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2012 11:04:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[antonio palmieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Gli italiani su internet sono 30 milioni. È ragionevole pensare che metà di loro è nostro elettore&#8220;. Antonio Palmieri, deputato Pdl e responsabile della comunicazione internet del partito per la campagna elettorale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Gli italiani su internet sono 30 milioni. È ragionevole pensare che metà di loro è nostro elettore</em>&#8220;. Antonio Palmieri, deputato Pdl e responsabile della comunicazione internet del partito per la campagna elettorale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/12/20/pdl-alla-riscossa-su-internet/">Pdl alla riscossa su internet</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Soldi ai giornali, cappi agli esodati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 14:15:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli esodati muoiono impiccati, i giovani crepano da precari senza aiuti economici che li avviino all&#8217;imprenditoria, i pensionati da 400 euro spacciano droga per arrotondare. Invece, i giornali di carta continueranno a ricevere i contributi di Stato fino almeno al 2014, anche se nonostante gli aiuti, chiudono i battenti com&#8217;è accaduto in questi giorni per [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/05/12/soldi-ai-giornali-cappi-agli-esodati/">Soldi ai giornali, cappi agli esodati</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8985" title="soldi ai giornali" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/05/soldi-ai-giornali.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Gli esodati muoiono impiccati, i giovani crepano da precari senza aiuti economici che li avviino all&#8217;imprenditoria, i pensionati da 400 euro spacciano droga per arrotondare. Invece, i giornali di carta continueranno a ricevere i contributi di Stato fino almeno al 2014, anche se nonostante gli aiuti, chiudono i battenti com&#8217;è accaduto in questi giorni per &#8220;<em>Il Manifesto</em>&#8220;. Il <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/05/11/news/decreto_legge_del_governo_a_sostegno_dell_editoria-34957158/" target="_blank"><strong>decreto varato dal governo</strong></a> in materia di soldi ai giornali, annuncia una stretta ai finanziamenti che rischia di essere una <strong>finta</strong>. Intanto perché trattandosi di &#8220;<em>soldi che non potranno essere superiori a quelli ricevuti nel 2010</em>&#8220;, parliamo comunque di una bella somma: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/contributi-alleditoria-150-milioni-di-euro-nel-2010/152176/" target="_blank">150 milioni</a> di euro. Inoltre perché ai fini dell&#8217;ottenimento dei soldi bisogna che &#8220;<em>le vendite costituiscano almeno il 30% della tiratura</em>&#8220;. Secondo questa regola, se prendiamo ad esempio un quotidiano indispensabile come &#8220;<em>Il Foglio</em>&#8221; di Giuliano Ferrara che vende sì e no 100 copie al giorno a fronte di oltre 3 milioni di euro di contributi che incassa ogni anno, potrebbe bastare che ne stampi soltanto 300 per rientrare nel parametro (30% di 300 fa 90). Quanto al personale, dovranno essere almeno 5 i giornalisti assunti. Il loro costo sarà coperto dal finanziamento per il 50% ma non è dato a sapere se per assunzione si intende l&#8217;agognato &#8220;<em>articolo 1</em>&#8221; del contratto nazionale o se assunti a tempo indeterminato con contratti a progetto con i quali si pagano gli articoli 5 euro. Un requisito non da poco per una testata che ambisce ai soldi pubblici in un momento in cui il mestiere di giornalista scompare nell&#8217;oceano dell&#8217;informazione globale dei social network. Il segnale più evidente di questo trend inesorabile è la fine del turn-over delle assunzioni &#8220;<em>blindate</em>&#8221; nei quotidiani nazionali e la progressiva perdita di dignità delle condizioni imposte dagli editori di testate online, che sfruttano l&#8217;entusiasmo di tanti giovani illusi speranzosi di poter vivere di questo lavoro. Infatti, anche per le testate online, sono previsti soldi ma a condizione che &#8220;<em>rispettino la periodicità annunciata e siano accessibili (in digitale) anche a titolo oneroso</em>&#8220;. Parliamo di testate che per evitare di essere etichettate &#8220;<em>stampa clandestina</em>&#8221; sono iscritte al Tribunale e al Roc. Ma se poi vediamo che una storica sentenza della Cassazione classifica i blog <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/05/11/news/i_blog_non_sono_stampa_clandestina_sentenza_storica_della_cassazione-34911909/" target="_blank"><strong>stampa non clandestina</strong></a> anche senza iscrizioni, come la mettiamo se un blogger volesse accedere a quei contributi? Del resto il blog è un diario a forma di giornale che ha una sua periodicità di aggiornamento che può essere &#8220;<em>anche</em>&#8221; onerosa. Dunque se l&#8217;obiettivo della <em>&#8220;revisione dei contributi pubblici è quello di realizzare risparmi senza intaccare il pluralismo</em>&#8220;, ed evitare casi clamorosi come i contributi all&#8217;Avanti di Lavitola, chi può obiettare che ogni blogger in circolazione non sia espressione di pluralismo? Per carità, non parlo di me, io di soldi pubblici non ne voglio per questo blog, ma oggettivamente i contributi all&#8217;editoria potrebbero essere, a questo punto, accessibili a tutti i detentori di un diari online. Chissà se provassimo ad avvertire qualche esodato in procinto di legare il cappio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/05/12/soldi-ai-giornali-cappi-agli-esodati/">Soldi ai giornali, cappi agli esodati</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Un 2011 rotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:14:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[libertà ]]></category>
		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con questo 31 dicembre va in pensione un anno assai intenso di avvenimenti e stravolgimenti sociali. Ricorderemo il 2011 per esserci avvicinati ai primi effetti della crisi economica su vasta scala, per lo tsunami del Giappone, per la fine del Berlusconi politico e dei partiti, per tanti altri fatti, tra cui la morte di Giorgio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/12/31/un-2011-rotto/">Un 2011 rotto</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo 31 dicembre va in pensione un anno assai intenso di avvenimenti e stravolgimenti sociali. Ricorderemo il 2011 per esserci avvicinati ai primi effetti della crisi economica su vasta scala, per lo tsunami del Giappone, per la fine del Berlusconi politico e dei partiti, per tanti altri fatti, tra cui la morte di Giorgio Bocca e quella di Don Luigi Verzè avvenuta proprio a San Silvestro. Una scomparsa che sul piano apparente è normale, alla veneranda età di 91 anni dell&#8217;interessato, ma che per le modalità in cui avvenuta, (crisi cardiaca) e il periodo (coincidente con lo scandalo dell&#8217;ospedale San Raffaele che proprio oggi andava all&#8217;asta), mi ricorda tanto la fine di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Sindona" target="_blank">Michele Sindona</a>.</p>
<p>Il 2011 è stato anche l&#8217;anno della <strong>mia svolta personale</strong>. Ho definitivamente chiuso la parentesi politica e ho pure cominciato un nuovo lavoro lontano da pc e giornalisti. Basta Di Pietro, Fatto quotidiano, Piero Ricca e basta tivù. Ho rotto con tutti ma il blog continuerà a rimanere attivo, anche se con meno frequenza rispetto a prima perché di blog non riesco a vivere nonostante le visite costanti. Vivono da nababbi, quelli sì, i nuovi massoni di Google e Youtube che ti ingolosiscono con proposte di guadagno salvo poi darti qualche briciola per prodotti che richiedono impegno, tempo e denaro. In un ambiente globale dove ogni giorno aumenta la mole delle notizie, il numero dei creatori di contenuti e dei suoi fruitori, la professione del giornalista ne fa le spese perché più nessuno ti paga gli articoli per ciò che valgono. Stanno scomparendo produzioni, operatori e montatori, travolti dalla moltitudine di giornalisti e narratori improvvisati che raccontano il nostro tempo e il nostro territorio col veicolo della rete. Controcorrente all&#8217;informazione sempre più gratuita, troviamo sparuti giornalisti vecchio stampo ingessati nella loro qualifica che, salvo rare eccezioni, si piegano agli interessi degli editori di riferimento benché solo pochissimi riescono ancora a guadagnare bene. La stampa cosiddetta &#8216;libera&#8217; non fa eccezione quando tra le firme troviamo vecchie leve di testate di partito finanziate dai contributi all&#8217;editoria, figli di alti magistrati, di notabili nobili o nipoti di altri giornalisti.</p>
<p>Ecco perché dopo 20 anni di giornalismo attivo rimango convinto che nessun giornalista di nessuna testata è del tutto libero. Ogni giorno che leggi, scopri i limiti e le contraddizioni di chi bene o male, prima o poi, deve fare i conti con gli interessi delle proprie scelte e delle proprie opinioni. Persino il divorzio-web dell&#8217;anno Travaglio-Grillo dal blog del celebre comico, commentato da mille interpretazioni di altri blogger, pensatori e giornalisti, non ha mai trovato una spiegazione chiara e netta da parte degli interessati. Ma abbiamo capito tutti che Grillo ha mandato a fanculo Travaglio attaccando Padellaro per gli stipendi in soldi pubblici che all&#8217;Unità percepivano entrambi, da direttore l&#8217;uno e da cronista l&#8217;altro. A Travaglio non è rimasto che abbozzare &#8220;eccessivi impegni con Santoro&#8221; per divincolarsi dal leader del M5S e dalla rubrica di Passaparola invece che reagire platealmente come i seguaci si aspettavano. Tanto per rimanere in tema di &#8220;liberi&#8221;, proprio di Travaglio non ho ancora letto un editoriale riparatore su Strauss Khan, che dopo averlo <a href="http://triskel182.wordpress.com/2011/05/17/berluskahn-marco-travaglio/" target="_blank">ridicolizzato</a> ai tempi in cui era in carcere accusato di violenza sessuale da una pazza, non ha più scritto nemmeno un rigo sul suo totale scagionamento dal caso.</p>
<p>Quanto a me, con l&#8217;anno che comincia, ho rinunciato a qualcosa che so fare ma ora sono certamente più libero di prima, benché spesso assente da questo spazio che richiede tempo e dedizione. Ogni giorno avrei di che scrivere ma il poco tempo a disposizione non me lo permette. Dopo che ho speso 3 ore all&#8217;alba per la mia quotidiana rassegna stampa, devo spegnere il pc e lasciare i post in testa senza sfogarli coi polpastrelli per andarmene. E&#8217; il lato &#8220;B&#8221; di questa mia nuova dimensione libera che mi tiene in strada molte ore, ma che mi permette di ammirare il mare della Liguria di ponente: terra ospitale dove spero di vivere il resto dei miei giorni con la speranza mai morta che un giorno, questo blog, potrà darmi da vivere scrivendo liberamente ciò che penso e che vedo ogni giorno attorno.</p>
<p>Col 2011 va in archivio un anno memorabile sul piano del sostegno dei miei lettori. Con la causa persa in primo grado con De Corato ho raccolto 10 mila euro su 16 mila che sto ancora onorando. Ringrazio tutti gli spiriti liberi che hanno compreso il senso delle mie azioni benché molti mi abbiano dato del venduto quando ho tentato di avvicinarmi alla politica. Una scelta di cui non mi pento, per la quale avrei provato rimorso se non mi fossi cimentato e reso conto che anche l&#8217;Idv, in fondo, non è diverso dagli altri partiti. Forse sono le istituzioni che non mi meritano. No, non mi sento montato. Mi sento libero. Buon anno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/12/31/un-2011-rotto/">Un 2011 rotto</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Censura alla rete: D&#8217;Alia ci riprova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 14:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[giampiero d'alia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri il Senato ha approvato il pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) che contiene un emendamento del senatore Gianpiero D&#8217;Alia (UDC) all&#8217;articolo 50-bis dal titolo &#8220;Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet&#8221;; nei prossimi giorni Il testo approderà alla Camera come articolo 60. In sostanza il cittadino che inviterà attraverso un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il Senato ha approvato il pacchetto sicurezza  (D.d..L. 733) che contiene un emendamento del senatore Gianpiero D&#8217;Alia (UDC) all&#8217;articolo 50-bis dal titolo &#8220;Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet&#8221;; nei prossimi giorni Il testo approderà alla Camera come articolo 60. In sostanza il cittadino che inviterà attraverso un blog o una qualunque pagina internet alla disobbedienza o a &#8220;istigare&#8221;(?) iniziative contro una legge, sarà offuscato dai providers incaricati di bloccare la diffusione dell&#8217;iniziativa in rete, oscurando l&#8217;intero blog o l&#8217;intero sito. L&#8217;emendamento D&#8217;Alia prevede che la censura venga applicata anche se il sito si trova su un server o un dominio estero. Potere di rendere esecutiva la norma non sarà la magistratura. Bensì il ministero dell&#8217;Interno con apposito decreto d&#8217;interruzione di attività del tal blogger comunicato ai fornitori della connettività che avranno l&#8217;obbligo di fare filtraggio del sito incriminato entro 24 ore. Pena in caso di omissione, disobbedienza o ritardi nell&#8217;applicare il diktat da parte dei provider con multe da 50 mila a 250 mila euro. Il blogger, invece, rischierà da uno a 5 anni di galera accusato di &#8220;istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all&#8217;odio tra classi sociali.<br />
Gli effetti di questa legge puntano a fare in modo che i motori di ricerca vengano ripuliti da link scomodi per la Casta, con la conseguente equiparazione dell&#8217;utilizzo della Rete a paesi come la Birmania, l&#8217;Iran e la Cina, che a differenza dell&#8217;Italia non hanno capi di governo eversori amici di latitanti e finanziatori di mafiosi, che sono pure proprietari di televisioni nazionali che hanno citato per danni milionari Youtube.<br />
L&#8217;emendamento D&#8217;Alia che <a target="_blank" href="http://www.danielemartinelli.it/2009/02/13/lettera-aperta-a-giampiero-d-alia/">riprovandoci</a>, si prepara ad essere varato tra pochi giorni farà il paio con la proposta di legge Cassinelli che prevede l&#8217;istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale e che, salvo sorprese, sarà varata entro 2 mesi. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Il governo piduista intende sopprimere la libertà di circolazione delle idee e delle notizie in rete in quanto i politici non la possono controllare. Domani, però, al Cozza day ci saremo. </p>
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		<title>Lobby in crisi, consapevolezza in salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 23:36:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La crisi economica globale che avvia alla recessione sia gli Usa che l&#8217;Europa scatena (finalmente) sui giornali previsioni e considerazioni più realistiche sugli effetti che le differenze di ceto provocheranno, prendendo spunto dai disordini in corso in Inghilterra dove migliaia di giovani senza lavoro e senza futuro hanno scatenato rivolte urbane con saccheggi di negozi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi economica globale che avvia alla recessione sia gli Usa che l&#8217;Europa scatena (finalmente) sui giornali previsioni e considerazioni più realistiche sugli effetti che le differenze di ceto provocheranno, prendendo spunto dai disordini in corso in Inghilterra dove migliaia di giovani senza lavoro e senza futuro hanno scatenato rivolte urbane con saccheggi di negozi e scontri con la polizia. Ma é altrettanto curioso notare come descrivono la situazione e gli scenari futuri le classiche <strong>penne di regime</strong>. Su alcuni punti sembrano tutti essere d&#8217;accordo su una possibile <strong>fine delle sovranità  statali</strong> così come oggi le conosciamo nei loro confini; fine della politica rappresentativa basata sui <strong>leader</strong>; tramonto delle <strong>democrazie</strong> di concezione ottocentesca. Soltanto l&#8217;ex ministro Scajola (il solito svampito che non sa nemmeno chi gli regala casa con vista Colosseo) &#8220;<em>apre</em>&#8221; alla nuova fase storica dell&#8217;Occidente proponendo &#8220;<em>un congresso costituente per cambiare nome al Pdl e mettere insieme tutti i cattolici</em>&#8220;. Per il resto, se si vogliono pareri più realistici bisogna ricorrere agli scrittori stranieri tradotti sui quotidiani italiani come <strong>Hanif Kureishi</strong>, che da profondo conoscitore delle periferie metropolitane, definisce gli scontri di Londra &#8220;<em>soltanto l&#8217;inizio di una rivolta che contagerà  tutta l&#8217;Europa</em>&#8220;.</p>
<p>Fatto salvo <strong>Alberto Alesina</strong> che sul Palliere é rimasto &#8220;<em>In cerca di leader</em>&#8221; ecco le più verosimili considerazioni di <strong>John Lloyd</strong> in &#8220;<em>Se la povertà  si ribella</em>&#8221; che usa a sua volta i disordini di Londra per annunciare &#8220;<em>la guerra che mette fine a lunghi decenni di pace col tracollo dello Stato</em>&#8220;. Una paura che cerca di esorcizzare ancora il Palliere con ben <strong>2 editoriali</strong> in prima pagina dal tono massimalista. Nel primo, <strong>Franco Venturini</strong> immagina con orgasmo il leninista-marxista cinese Mao Tse Tung nelle improbabili vesti di leader d&#8217;Europa tempestata dalla crisi economica, capace di imprimere &#8220;<em>un grande balzo in avanti</em>&#8220;. Senza considerare che la disastrosa economia pianificata del suo regime comunista é stata un micidiale strumento di controllo delle masse, eccolo augurarsi che &#8220;<em>il tramonto degli statisti non deve necessariamente portare a una cecità  suicida</em>&#8220;. La seconda ricetta anticrisi al lettore del Palliere, la propone <strong>Antonio Polito</strong>, convinto che &#8220;<em>per questa crisi il sistema politico più efficiente in condizione di impartire lezioni a tutti é oggi una dittatura</em>&#8220;. Per sciogliere ogni dubbio sull&#8217;efficacia di rispolverare i metodi di Hitler, il quotidiano milanese di Via Solferino propone un irresistibile think tank sulle analogie tra Italia e Germania.</p>
<p>Peccato che idee di cotanto spessore per risolvere la crisi globale nascondano soltanto a pagina 40 un <strong>Piero Ostellino</strong> di rara lucidità  considerare &#8220;<em>Se lo Stato non cambia l&#8217;economia non riparte</em>&#8220;. Alla buon&#8217;ora e alla faccia di chi, sempre in prima pagina stavolta di <strong>Repubblica</strong>, ritiene che &#8220;<em>La crisi é diventata un rompicapo globale</em>&#8221; sentenziando che &#8220;<em>quelli della Bce sono interventi tampone</em>&#8220;. E mentre &#8220;<em>Così la nuova schiavitù dei debiti incrociati crea il contagio globale</em>&#8221; si contrappone ai &#8220;<em>Sempre più debiti per le famiglie italiane con una media che ha superato i 19.000 euro</em>&#8220;, c&#8217;é chi sulle sbiadite paginate di carta straccia inietta falso ottimismo ai piccoli risparmiatori pregandoli di &#8220;<em>Non credere al rating</em>&#8220;. Benché i timidi guizzi all&#8217;insù della Borsa di Milano sono &#8220;<em>il rimbalzo di un gatto morto</em>&#8221; ecco che le &#8220;<em>parole inutili di Obama in una debacle globale</em>&#8221; suggeriscono che forse gli Stati dovrebbero prendere esempio dalle &#8220;<em>isole di Trento e Bolzano dove lâ€™Italia ha le tre «A»</em>&#8220;. <strong>Eccola la soluzione</strong> che potrebbe fare sua pure &#8220;<em>il governo cinese che teme il contagio</em>&#8220;! Non prima di esserci rinfrescati la memoria con la storia delle &#8220;<em>Pensioni, sanità , condoni e sprechi ecco come in 40 anni ci siamo indebitati</em>&#8220;. Solo allora potremo renderci conto che anche quegli stessi giornali che sfogliamo hanno contribuito a portarci all&#8217;attuale disastro economico grazie ai lauti finanziamenti pubblici all&#8217;editoria.</p>
<p>Nessuno, dico nessuno su quei maledetti giornali, che consideri una volta tanto la <strong>coscienza critica che sta formando la rete</strong> in questi anni. Nessuno che ammetta la <strong>forza aggregatrice di Internet</strong> nella nuova fase storica che potrebbe far vacillare confini, cortine di ferro e zone franche. Eccola la <strong>consapevolezza globale</strong>, vera nemica delle lobby bancarie e delle massonerie arricchitesi con la truffa. Il mondo intero frastagliato in migliaia di piccole Trento e Bolzano? Ci vorranno tempo e spargimento di sangue, ma questa mi pare l&#8217;ipotesi più verosimile. Intanto si salvi chi può.</p>
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		<title>La notte della Rete</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 17:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[diretta]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="296" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="cid=5753450&amp;autoplay=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf" /><embed width="480" height="296" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.ustream.tv/flash/viewer.swf" flashvars="cid=5753450&amp;autoplay=false" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/07/05/la-notte-della-rete/">La notte della Rete</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Preso Assange, liberi Bin Laden e Frattini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 13:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[julian assange]]></category>
		<category><![CDATA[wikileaks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8221;Era ora, l&#8217;accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo&#8221;. Così il ministro Frattini si felicita per l&#8217;arresto di Julian Assange, il fondatore di Wikileaks. &#8221;Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono&#8221;, ha aggiunto il ministro del presidente del consiglio finanziatore dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="495" height="307" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cSFLfre8Zts?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="495" height="307" src="http://www.youtube.com/v/cSFLfre8Zts?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>&#8221;<em>Era ora, l&#8217;accerchiamento internazionale per fortuna ha avuto successo</em>&#8221;. Così il ministro Frattini si felicita per l&#8217;<strong>arresto di Julian Assange</strong>, il fondatore di Wikileaks. &#8221;<em>Assange ha fatto del male alle relazioni diplomatiche internazionali e mi auguro che sia interrogato e processato come le leggi stabiliscono</em>&#8221;, ha aggiunto il ministro del presidente del consiglio finanziatore dei boss mafiosi.</p>
<p>Con queste vergognose dichiarazioni Frattini si palesa spudoratamente contro la trasparenza dei rapporti fra stati, al giornalismo d&#8217;inchiesta, alla libertà  nel senso più vero del termine ad iniziare da quella dell&#8217;informazione, contrario alla filosofia di Internet, ma favorevole alla censura, al segreto e al silenzio che ricorda gli atteggiamenti mafiosi. Roba da arresto altro che da ministro di una democrazia! Peggio per lui e per tutti i culi caldi che hanno scelto di fare gli ipocriti diplomatici, visto che in caso di arresto Assange aveva promesso un&#8217;accelerata alla pubblicazione di altre verità  ad opera di migliaia di persone che detengono copia dei documenti secretati nelle banche dati americane. Frattini é solo un povero microbo di fronte alla potenza della rete che si sta mobilitando per boicottare Pay pal che ha bloccato il finanziamento a Wikileaks. Aderisco anch&#8217;io mentre ho persino idea che Bin Laden, ricercato da 10 anni come mandante della strage delle Torri gemelle e mai scovato, sia una bufala.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/12/07/preso-assange-liberi-bin-laden-e-frattini/">Preso Assange, liberi Bin Laden e Frattini</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Voto di scambio anche in Lombardia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 10:34:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[julian assange]]></category>
		<category><![CDATA[wikileaks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; curioso che Julian Assange sia diventato il &#8220;terrorista&#8221; più ricercato al mondo dopo Bin Laden solo perché utilizza la rete per diffondere documenti che smascherano la colossale ipocrisia dei rapporti diplomatici tra gli Stati. Colpevole di invitare democraticamente Hillary Clinton a &#8220;dimettersi se sarà  dimostrato che ha dato istruzione ai suoi diplomatici di spiare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GM1X9cY3Cmg" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6009" title="VOTO DI SCAMBIO LOMBARDIA" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/12/VOTO-DI-SCAMBIO-LOMBARDIA.jpg" alt="" width="495" height="304" /></a></p>
<p>E&#8217; curioso che Julian Assange sia diventato il &#8220;terrorista&#8221; più ricercato al mondo dopo Bin Laden solo perché utilizza la rete per diffondere documenti che smascherano la colossale ipocrisia dei rapporti diplomatici tra gli Stati. Colpevole di invitare democraticamente Hillary Clinton a &#8220;<em>dimettersi se sarà  dimostrato che ha dato istruzione ai suoi diplomatici di spiare l&#8217;Onu</em>&#8220;. Colpevole di ritenere democraticamente che le rivelazioni sulla diplomazia americana svelate da Wikileaks &#8221; <em>superano l&#8217;immaginabile al punto che dovranno essere rivisti i giudizi su numerosi Stati poiché la riservatezza non può essere usata per coprire gli abusi</em>&#8220;. E&#8217; curioso che la stessa Clinton al vertice Ocse abbia (democraticamente?) elogiato il puttaniere seduto davanti a lei con una faccia di tolla degna del miglior Emilio Fede. E&#8217; curioso pure che Assange sia più terrorista di chi ha ucciso i giornalisti russi scomodi a Putin, o di quelli che hanno fatto fuori con polvere d&#8217;antrace Aleksandr Litvinenko. E&#8217; curioso e purtroppo risaputo che il simbolo dell&#8217;autarchia mafiosa russa (e anche rossa) Vladimir Putin sia pappa ciccia (pure sulla carta) col nostro premier liberale anti comunista e democratico (solo sulla carta).</p>
<p>E&#8217; tuttavia sconvolgente che in tempi di crisi ci siano tanti italiani disposti a votare chi li pagherebbe soltanto 20 euro. Non soltanto in Campania, come denunciato da Roberto Saviano a Vieni via con me, ma anche a Milano e nella ricca Lombardia. Lo dice a grandi linee il sondaggio telefonico di una trasmissione di Antenna 3 cui ho preso parte l&#8217;altro giorno. Secondo numeri molto teorici il 75% di chi ha chiamato venderebbe il proprio voto a fronte di un solo quarto non disposto a cedere.<br />
E&#8217; vero che la classe dirigente che ci guida si commenta da sola. Ma che anche il Nord Italia si faccia infettare dal vizio del voto di scambio per disperazione mi fa pensare al peggio. A partire dalle prossime elezioni.</p>
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		<title>Il Pdl é un reato, non Wikileaks</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 14:29:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo attende con ansia che Wikileaks pubblichi i 3 milioni di pagine con tanti segreti e segretucci tra Stati. Mentre leggete queste righe i documenti potrebbero essere già  online. La notizia preoccupa persino gli Usa, ma in Italia siamo alla farsa. La banda berluscoide teme per quello che potrà  venire a galla sui rapporti tra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/11/28/il-pdl-e-un-reato-non-wikileaks/">Il Pdl é un reato, non Wikileaks</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5977" title="wikileaks" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/11/wikileaks.jpg" alt="" width="133" height="204" /></p>
<p>Il mondo attende con ansia che <a href="http://wikileaks.org/" target="_blank">Wikileaks</a> pubblichi i 3 milioni di pagine con tanti segreti e segretucci tra Stati. Mentre leggete queste righe i documenti potrebbero essere già  online.<br />
La notizia preoccupa persino gli Usa, ma in Italia siamo alla farsa. La banda berluscoide teme per quello che potrà  venire a galla sui rapporti tra il puttaniere, puttin, gheddafi e gentaglia di quello standard.<br />
Mentre Obama si frega le mani e freme per sapere che rapporti ha avuto il puttaniere con quei filibustieri, il ministro Frattini fa la parte del verme trafitto dall&#8217;amo gettato in acqua. Difende l&#8217;indifendibile e assieme al Pdl parla di &#8220;<em>reato</em>&#8221; pubblicare quei documenti. Proprio loro! intrisi di tangentari, estorsori, mafiosi esterni, imputati, corruttori, corrotti e prescritti. Proprio Frattini, che un anno fa baldanzoso sulla missione in Afghanistan chiosava &#8220;<em>sbagliato adattare al contingente italiano le regole del codice militare di pace, perché pace non câ€™é</em>&#8221; ammettendo spudorato di violare la Costituzione.</p>
<p>Pace non ci sarà  per il Pdl coi documenti disponibili a tutti, nascosti agli italiani per ragioni di seCreto di stato fascista e mafioso. Il Copasir asseconda questa decisione mafiosa negando la verità  all&#8217;Italia tutta su tante stragi, di cui é difficile ipotizzare possano esserci tracce utili a ricostruire un po&#8217; di verità  tra i documenti che attendiamo da Wikileaks. Purtroppo Andreotti é ancora vivo, non lo vuole nemmeno Cristo, P2 e P3 sono ancora sistematicamente al potere.<br />
Dalla nostra parte abbiamo la rete rivelatrice, destinata a stravolgere le regole di convivenza civile in tutto il mondo. Man mano aumenterà  la consapevolezza dei cittadini sulla pasta di cui son fatti i potenti che li sedano da generazioni, aumenteranno le probabilità  di secessioni territoriali spontanee e nuove forme di economia. Il ministro Frattini nel frattempo sarà  finito digerito.</p>
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		<title>Google e la privacy di Pizzetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 08:49:49 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/S15XNO_TLZ4?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/S15XNO_TLZ4?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Google, simbolo della libertà  globale, il più potente e utilizzato motore di ricerca, l&#8217;indirizzario di tutti gli indirizzi che dalla sua semplice paginata bianca abbatte tutte le barriere dello spazio e del tempo. Una finestra sul mondo a prova di click e di democrazia a disposizione dei diritti della cittadinanza. Un mostro bianco allergico a qualunque forma di Antitrust, confini e regole in quanto soggetto universale mai visto prima, che mette fuori gioco le democrazie sui piani cruciali della regolazione e del fisco. Nemmeno Rupert Murdoch con le sue accuse a Google di lucrare dalle notizie acquisite gratuitamente sui suoi giornali é riuscito finora a contrastarlo. Pure la Cina si é dovuta in qualche modo arrendere per poter stare sul mercato della tracciabilità  economica dei suoi prodotti. Un grande fratello che sa tutto di noi senza particolari obblighi nei confronti della privacy.</p>
<p>Un&#8217; impresa formidabile che realizza i suoi guadagni che talvolta sfuggono al fisco del dedalo di Paesi in cui opera, tanto che in Italia Google paga assai meno del contribuente classico. Prove di forza in un Far west dove il diritto ritagliato dai confini nazionali non esiste più, visto che Google é anche commercio elettronico. Ocse, Onu, Nazioni unite, Ue cercano di limitare le sue potenzialità  assieme a qualche procura. Come quella di Roma, che ad opera del pm Eugenio Albamonte, ha avviato un&#8217;inchiesta su Google Street View, il sistema che consente di vedere dal proprio computer il mondo tridimensionale. L&#8217;ipotesi di reato é interferenza illecita nella vita privata contro ignoti sulle conclusioni dell&#8217;istruttoria eseguita nei mesi scorsi dal Garante della privacy presiduta da quel Francesco Pizzetti collega di <a href="http://www.danielemartinelli.it/2010/05/31/la-privacy-di-pizzetti-su-chiaravalloti/" target="_blank">Giuseppe Chiaravalloti</a>, che in difesa di non si sa quale privacy <a href="http://www.youtube.com/watch?v=DnJZzMGBdaQ" target="_blank">non risponde alle domande</a> dei cittadini liberi.</p>
<p>Dunque i magistrati vogliono sapere se Google capti informazioni sensibili e riservate durante il percorso fatto dalle sue auto munite dell&#8217;ormai famoso antennone. &#8220;<em>La raccolta accidentale di dati wifi da parte delle auto di StreetView</em> &#8211; ha detto Google &#8211; <em>é stato un errore del quale siamo profondamente spiacenti e per cui ci scusiamo. Ribadiamo la nostra disponibilità  a collaborare con le Autorità </em>&#8220;. Ergo, secondo l&#8217;ipotesi del garante le macchine di street view utilizzerebbero linee wi fi locali a seconda di dove si trovano.<br />
Se così fosse non vedo quale privacy si vada ad intaccare. Tanto meno si capisce quale privacy si vada a violare nel momento in cui le auto di Google fotografano l&#8217;ambiente dalla strada, che é luogo pubblico, preoccupandosi già  di occultare i connotati delle persone che vi si trovano nei dintorni. Che giornalisticamente si fa solo coi bambini.</p>
<p>Ma secondo Pizzetti  Google Street View deve rendere visibili le macchine che vanno in giro e avvisare giornali e radio locali, che a loro volta avvisino i cittadini dell&#8217;arrivo della macchina di Google.  Insomma, un invito a nascondersi come ha fatto lui con le nostre domande. C&#8217;é da sperare che l&#8217;indagine della procura di Roma porti a qualcosa di concreto nel paese in cui la mafia si respira nell&#8217;aria. Alla faccia della privacy.</p>
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		<title>Il prezzo dell&#8217;informazione libera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 21:20:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I giornalisti del Corriere sono reduci da 2 giorni di sciopero. A La7 l&#8217;argomento di copertina dei dipendenti é il licenziamento. L&#8217;Eco di Bergamo, dopo 120 anni di bollettini cattocomunisti in formato maxi, da pochi giorni é diventato un piccolo tabloid. Il Giornale perde 30 milioni l&#8217;anno senza contare le querele che perde e che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I giornalisti del Corriere sono reduci da 2 giorni di sciopero. A La7 l&#8217;argomento di copertina dei dipendenti é il licenziamento. L&#8217;Eco di Bergamo, dopo 120 anni di bollettini cattocomunisti in formato maxi, da pochi giorni é diventato un piccolo tabloid. Il Giornale perde 30 milioni l&#8217;anno senza contare le querele che perde e che B. deve risarcire ai diffamati. I dipendenti di Telegenova non prendono lo stipendio da luglio. La Rai agonizza nei debiti. Se continua così nel 2012 toccherà  i 600 milioni di rosso comunista, 50 in più del valore del suo capitale sociale. Un rapporto mostrato al recente Forum del World Association of Newspapers tenuto ad Amburgo, indica per la prima volta il segno meno a livello mondiale di vendite di giornali. Il calo totale é dello 0,8% di cui Europa e Nord-America registrano il calo più vistoso: rispettivamente il 13,9 e il 4,9%.</p>
<p>In compenso Google Italia fattura pubblicità  per 600 milioni l&#8217;anno, più del gruppo Espresso e Mondadori messi assieme sfuggendo alla legge porcata Gasparri. Lâ€™Agcom gli fa i conti in tasca ma tra un po&#8217; sarà  roba morta pure quella. Altro che &#8220;<em>regolazione internazionale della Rete da farsi in sede Onu</em>&#8221; come vorrebbe il decrepito Corrado Calabrò. Gli daremo l&#8217;estema unzione assieme a quei pirlacchiotti come il ministro Romani che voleva regolamentare le dirette web con un insulso e inutile decretino del governo. Romani-Berlusconi-Gasparri-Calabrò-Masi-minchiolini: aria fritta. Vogliono far pagare il canone Rai nelle bollette Enel. Mi sono già  preparato i ceri per quando taglierò i fili perché i network sono ormai social. La rete é social. E&#8217; democrazia diretta. Partecipazione. Tutti siamo potenziali giornalisti corrispondenti o inviati dal luogo in cui ci troviamo. Il valore per sopravvivere in rete é la reputazione, non i paraculi. La visibilità  ce l&#8217;hai se la meriti, non se ti fai impalare dal produttore e dalla produttrice della tivù.</p>
<p>Blog e siti video hanno ormai soppiantato il miliardario mercato delle frequenze. L&#8217;informazione in rete non si paga. Questo é il vero problema di chi fa informazione qui. Mantenere un blog ogni giorno é un lavoro che non dà  introito economico. In compenso richiede tempo per il mantenimento, dedizione e fatica per rinfrescare la vetrina agli occhi del popolo di naviganti che esige libertà  libertà  libertà . Peccato che la libertà  abbia ancora un prezzo, che purtroppo può pagare soltanto chi se lo può permettere. Io non sono tra gli eletti della casta al soldo nonostante molti lettori mi abbiano aiutato nel momento del bisogno con le donazioni. Al contrario ci sono lestofanti della politica che con le loro stupide querele me ne chiedono di soldi. Ma tutto ciò é un passaggio che non so quanto durerà  e a cosa porterà . Certamente trasformerà  molto. Forse, un domani, quando i soldi saranno diventati carta straccia scompariranno i confini nazionali, le cortine di ferro, presidenti e sottosegretari saranno sopramobili. Tutti in rete ad aggiornare le pagine di Wikipedia sulla storia del giornalista, figura che sarà  vetusta in quanto superata dalla tecnologia della rete che ci trasforma tutti in testimoni del nostro tempo. Sempre in diretta.</p>
<p>Dopo 3 anni e mezzo di full immersion può darsi che mi prenda un po&#8217; di riposo. Non garantisco altri post a breve. Spero di esservi stato (fin qui) utile. Nel bene e nel male.</p>
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		<title>Privacy chimera nell&#8217;era hi-tech</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 20:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La riservatezza della nostra vita privata pare essere inversamente proporzionale alla quantità  di tecnologia che decidiamo di usare nel quotidiano. Su internet veniamo spiati, studiati, &#8220;profilati&#8221; e anche rintracciati. Inquietante se si pensa alla mole di foto e informazioni personali che vengono messe incautamente a disposizione di tutti sui social network. Ma non é solo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-5431" title="BlackBerry" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/09/BlackBerry-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/09/BlackBerry-300x190.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/09/BlackBerry.jpg 410w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>La riservatezza della nostra vita privata pare essere inversamente proporzionale alla quantità  di tecnologia che decidiamo di usare nel quotidiano. Su internet veniamo spiati, studiati, &#8220;profilati&#8221; e anche rintracciati. Inquietante se si pensa alla mole di foto e informazioni personali che vengono messe incautamente a disposizione di tutti sui social network. Ma non é solo attraverso i computer che mettiamo a rischio i nostri segreti. IPhone, iPad e perfino iPod sono al centro di un allarme sicurezza, arrivato dal Centro francese di ricerca contro gli attacchi informatici. Il sistema di protezione dei dati dei 3 prodotti Microsoft può essere violato facilmente con un sistema a 2 tappe. La persona bersaglio dell&#8217;attacco viene prima invitata a visitare un sito internet che registra il modello dell&#8217;apparecchio e lo reindirizza verso un documento Pdf  &#8220;trappola&#8221;. Poi, sfruttando una seconda falla, stavolta a livello del sistema operativo, l&#8217;hacker può arrivare a prendere il controllo totale del telefono.</p>
<p>Nelle ultime settimane, poi, sono caduti alcuni miti della tecnologia riservata e protetta. Il segretissimo algoritmo di Skype, il cuore dei protocolli di sicurezza del popolare software di messaggistica istantanea gratuita, é stato decriptato. E il BlackBerry, il telefonino canadese che protegge le comunicazioni dei suoi utenti grazie a un proprio server, é finito sotto l&#8217;attacco incrociato delle proteste di Paesi come l&#8217;Arabia Saudita, gli Emirati, l&#8217;India e il Libano. Per evitare il blocco di alcuni servizi da parte dei governi, si accinge a rivelare il proprio segretissimo codice sorgente: così email e sms del BlackBerry potranno essere intercettati dalle polizie.</p>
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		<title>WiMax al minimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 18:28:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[connettività ]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[mario citelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia, in ambito europeo ma non solo, é il fanalino di coda in fatto di connettività  Internet. Sappiamo che non é una novità . Tuttavia negli ultimi 2 anni nel bel paese diverse società  hanno investito centinaia di milioni di euro per diffondere il WiMax. Ad oggi avremmo dovuto avere la copertura capillare di internet veloce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="495" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RDtcSDKdTvU&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="495" height="344" src="http://www.youtube.com/v/RDtcSDKdTvU&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>L&#8217;Italia, in ambito europeo ma non solo, é il fanalino di coda in fatto di <strong>connettività  Internet</strong>. Sappiamo che non é una novità .<br />
Tuttavia negli ultimi 2 anni nel bel paese diverse società  hanno investito <strong>centinaia di milioni</strong> di euro per diffondere il <strong>WiMax</strong>. Ad oggi avremmo dovuto avere la copertura capillare di internet veloce in tutta la penisola, e un numero di abbonati ben al di là  dei soli <strong>15 mila</strong> che hanno finora sottosctitto un contratto.</p>
<p>In realtà , non solo ben 3 mila comuni dello stivale non hanno nemmeno l&#8217;adsl, ma la diffusione di WiMax in Italia é a macchia di leopardo, presente in appena <strong>40 province</strong>. Il motivo di questo stallo sarebbe da imputare alla crisi economica, al monopolio di Telecom e allo scarso impegno del governo. Lo dice nell&#8217;intervista <strong><a href="http://www.mariocitelli.it/2.html" target="_blank">Mario Citelli</a></strong>, tecnologo esperto in telecomunicazioni che ho incontrato a Milano.</p>
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		<title>&#8220;Assalto alla rete&#8221; diretta alle 17:00</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 13:36:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[diretta]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[libertà ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anteprima di &#8220;Assalto alla rete&#8221; Mi trovo a Roma per la diretta delle 17:00 per partecipare all&#8217;evento &#8220;Votare informati&#8221; organizzato da Italia dei valori, in cui si parlerà  di informazione in rete. Con le vostre domande. Vi aspetto numerosi. Scarica e diffondi il volantino Sostienimi in campagna elettorale</p>
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<strong>Anteprima di &#8220;Assalto alla rete&#8221;</strong></p>
<p>Mi trovo a Roma per la diretta delle 17:00 per partecipare all&#8217;evento &#8220;Votare informati&#8221; organizzato da Italia dei valori, in cui si parlerà  di informazione in rete. Con le vostre domande. Vi aspetto numerosi.</p>
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		<title>Legalità  é disobbedire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 23:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[libertà ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo censura la rete ma noi già  sappiamo che non ci censurerà  nessuno. Anzi, le nostre idee per diffondere informazione libera continuano imperterrite, comprese novità  che spero di potervi svelare fra pochi giorni. In ogni caso io disobbedirò a ogni veto e divieto governativo. Continuerò il mio modesto lavoro di produzione di video corti, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/EIfOQH5n3AQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/EIfOQH5n3AQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Il governo <strong>censura la rete</strong> ma noi già  sappiamo che non ci censurerà  nessuno. Anzi, le nostre idee per diffondere informazione libera continuano imperterrite, comprese novità  che spero di potervi svelare fra pochi giorni. In ogni caso io disobbedirò a ogni veto e divieto governativo. Continuerò il mio modesto lavoro di produzione di video corti, lunghi o in diretta alla faccia di Minzolini, parassita mantenuto dal canone per il mezzo televisivo senza  futuro. Come senza  futuro é questa classe politica, Italia dei valori e Movimento 5 stelle a parte.</p>
<p>Le briglie alla libertà  di espressione della rete col timbro del governo piduista non si contano più. Non sanno più cosa inventare. Gli é rimasto di riempire i soliti house organ di calunnie e di notizie inesistenti. I Feltri e i Sallusti si sono venduti a caro prezzo. I loro epitaffi schizzati con la saliva sulle natiche di Berlusconi, vengono cucinati nei loculi a forma di redazioni protette da squadre di forze dell&#8217;ordine che ne presidiano gli ingressi. Soltanto a quella stregua  possono permettersi di mandare alle rotative bestemmie con titoli tipo  <em>&#8220;Perché servono leggi ad personam&#8221; </em>con un&#8217;accozzaglia di scemenze da non poter leggere.</p>
<p>L&#8217;esecutivo completamente succube dei capricci del privato corruttore che legifera porcherie dai nomi innocui fanno star male davvero. Ieri <strong>Emma Bonino</strong>, presidente di turno al Senato, ha avuto <strong>un malore</strong> durante la consultazione del processo breve. E&#8217; dovuta uscire a sboccare in infermeria. Del resto é risaputo che non ci sono più margini per legiferare nei limiti della legalità . Il parlamento é una polveriera in cui i tiratori non scelti giocano alla roulette russa col popolo. Sparano alla cieca per colpire cittadini inermi nei loro diritti e nei loro interessi.</p>
<p>In un quadro così legalità   significa <strong>disobbedienza</strong>. La rete é il mezzo di libertà  per eccellenza, impermeabile agli sputi dei Bondi e dei Cicchitto. Noi dobbiamo soltanto tenere duro diffondendo  sempre di più la pratica alla connessione, per permettere ad ogni cittadino di scegliere come informarsi. <strong>Ognuno di noi</strong> può fare qualcosa contagiando il vicino o il parente ad approfittare di questa libertà . E&#8217; un diritto dovere di tutti diffonderla, e vedrete che saremo sempre più numerosi a saper distinguere uno sguattero alla Minzolini da un uomo libero.</p>
<p>Martedì prossimo, giorno del decennale dalla morte di bottino craxi, a partire dalle 10 del mattino si terrà  un <strong>presidio in piazza Navona</strong> a Roma nell&#8217;ambito del no Craxi day organizzato da Italia dei valori. Non ci sarà  un palco, ma ci saranno i <strong>megafoni</strong> per parlare in libertà . Io ci sarò. Spero anche voi.</p>
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		<title>Processo breve al noBday</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:21:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[nobday]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il parlamentare Nicola Cosentino non sarà  processato perché la Camera ha negato l&#8217;autorizzazione a procedere nei suoi confronti. La giustizia, e quindi gli italiani, non potranno mai sapere se Nicola Cosentino é il referente della camorra dei casalesi in parlamento. La maggioranza dei parlamentari italiani non vuole sapere (e far sapere) se un loro collega [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="340" data="http://www.youtube.com/v/j3-iV239WO4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/j3-iV239WO4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Il parlamentare Nicola Cosentino <strong>non sarà  processato</strong> perché la Camera ha negato l&#8217;autorizzazione a procedere nei suoi confronti.<br />
La giustizia, e quindi gli italiani, non potranno mai sapere se Nicola Cosentino é il <strong>referente della camorra</strong> dei casalesi in parlamento.<br />
La maggioranza dei parlamentari italiani non vuole sapere (e far sapere) se un loro collega é <strong>espressione di un&#8217;associazione mafiosa</strong> e criminale, dedita ad arricchirsi nel silenzio dell&#8217;illegalità . Tumore maligno di qualsivoglia forma di democrazia.<br />
Se la maggioranza del parlamento nega a un magistrato di accertare collusioni camorristiche a carico di un deputato, significa che quella stessa <strong>classe dirigente teme a sua volta</strong> di essere scoperta collusa con la malavita mafiosa.</p>
<p>Se la maggioranza dell&#8217;attuale parlamento é espressione della mafia significa che <strong>l&#8217;Italia é governata dalla mafia</strong>: un associazione criminosa che mira ad appropriarsi del potere dello Stato tramite azioni illegali perpetrate nel silenzio e nell&#8217;omertà .<br />
Se la maggioranza dell&#8217;attuale parlamento é espressione della mafia significa che <strong>la mafia si é già  appropriata dei poteri</strong> dello Stato.<br />
Quindi se l&#8217;Italia é così progredita rispetto alle definizioni dei vocabolari,  significa che <strong>non esistono strumenti democratici</strong> per opporsi alle sue leggi e alle sue decisioni. <strong>Non esistono piazze</strong> del sabato. Non esistono raccolte firme che tengano per smuovere la mafia, espressione istituzionalizzata di estremi interessi personali su quelli collettivi, e quindi causa di paralisi del sistema.</p>
<p>Se l&#8217;estremo ha paralizzato il sistema, é ormai tardi per le proteste democratiche. L&#8217;unico sistema per cambiare non sono le firme. <strong> Sono le forche</strong> del presidio e della protesta. E&#8217; giunto tempo di ricorrere ai mali estremi per tentare gli estremi rimedi.<br />
Solo così ci sarà  qualche possibilità  che la stampa estera ci presti attenzione, e tramite lei, forse qualche italiano televisionaro sarà  correttamente informato della realtà  che ci riguarda. A quel punto, quando la maggioranza informata vorrà  sovvertire la mafiocrazia in democrazia, non avrà  a sua volta scelta: o si recherà  alle urne per votare candidati senza condanne e senza indagini a carico, oppure si unirà  ai blogger in <strong>perenne protesta in piazza</strong>. Altre forche di forza. Non vedo altre vie di uscita.</p>
<p>Ecco perché ribadisco e spero che il nobday del 5 dicembre sia il <strong>punto di inizio</strong>, e non una semplice giornata di comizi in un mercato di &#8220;libri girotondini&#8221;.<br />
Siccome almeno noi della rete ci conosciamo e sappiamo ormai a menadito come vanno le cose, cerchiamo di trasformare quel giorno in un <strong>appuntamento fisso</strong> di tutti i giorni. Anche a tappe. Cerchiamo di  non prestare il fianco ai giornali e telegiornali minchiolini controllati dalla mafia, per far parlare di noi solo quel sabato come girotondini impazziti che strillano  al regime. Saremmo un piatto prelibato per quelli lì, di sabato e domenica, in cui non sanno cosa raccontare.</p>
<p>Del resto di sabato i parlamentari sono a casa o in qualche centro benessere. <strong>Lontani da Roma</strong>. Per produrre effetti bisogna che la protesta sia continua: <strong>dal lunedì alla domenica</strong>.  Potremmo cominciare a coinvolgere anche i disoccupati per intasare via del Corso, piazza Colonna, piazza Montecitorio e tutte le strade, che dal Pantheon conducono al Senato. Dobbiamo costringere i poliziotti a mettersi in assetto antisommossa ogni volta che passano onoervoli  apparentemente innocui come la Binetti.<br />
Non basta un sabato  per sovvertire la mafia. Perché un solo giorno non fa democrazia.</p>
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		<title>Il lesto stop a Internet veloce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 14:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[libertà ]]></category>
		<category><![CDATA[mozione]]></category>
		<category><![CDATA[paolo romani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia accecata dai suoi colorati fanalini di coda é diventata l&#8217;ano dell&#8217;Europa: dalla competitività  interna all&#8217;efficienza della pubblica amministrazione, dalla trasparenza delle istituzioni all&#8217;efficacia delle infrastrutture, siamo un&#8217;illuminata ghirlanda funebre. Del resto in un paese di paraculi non si può pretendere competitività  e avanguardia. E da questo punto di vista, anche l&#8217;efficienza della rete Internet [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/9wGtQL33kRg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/9wGtQL33kRg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>L&#8217;Italia accecata dai suoi colorati fanalini di coda é diventata l&#8217;ano dell&#8217;Europa: dalla competitività  interna all&#8217;efficienza della pubblica amministrazione, dalla trasparenza delle istituzioni all&#8217;efficacia delle infrastrutture, siamo un&#8217;illuminata ghirlanda funebre.<br />
Del resto in un paese di paraculi non si può pretendere competitività  e avanguardia. E da questo punto di vista, anche l&#8217;efficienza della rete <strong>Internet</strong> italiana non si salva. Anzi, siccome la sua classe dirigente collusa con la mafia ne ha scoperto le potenzialità , ne <strong>blocca lo sviluppo</strong>. Ecco qualche dato.</p>
<p>La velocità  reale dell&#8217;Adsl in Italia é <strong>meno della metà </strong> di quella che promette la pubblicità . In questo, com&#8217;é noto, l&#8217;Italia é in coda all&#8217;Europa e poco sopra l&#8217;Ukraina perché la rete di cavi e centraline sparse per il bel Paese, una volta all&#8217;avanguardia, oggi é  usurata e bisognosa di essere adeguata a sopportare i flussi della banda larga.</p>
<p>Secondo alcuni dati forniti da Eurostat soltanto <strong>14 italiani su 100</strong> si informano su Internet;  soltanto <strong>10 italiani su 100</strong> scaricano moduli o formulari dai siti della pubblica amministrazione;  soltanto <strong>5 italiani su 100</strong> compilano i formulari sul computer per inviarli alla pubblica amministrazione via mail.<br />
Su oltre 6 mila comuni italiani al di sotto dei 5 mila abitanti sono <strong>soltanto 900</strong> i paesini in grado di garantire una connessione adeguata. Fra questi alzano la media dei naviganti alcune località  turistiche che attirano visitatori italiani e stranieri in cerca di Internet spedito. Quindi ogni 100 italiani senza internet veloce, ben 32 rinunciano alla banda larga loro malgrado in quanto non ne sono raggiunti.</p>
<p>Intanto il governo del piduista eversore <strong>ha bloccato 800 milioni di fondi</strong> per l&#8217;adeguamento di centraline e cavi Telecom &#8220;<em>malati di osteoporosi</em>&#8221; tramite la bocciatura sia alla Camera che al Senato di due mozioni presentate dall&#8217;ex ministro Gentiloni assieme a Rao dell&#8217;Udc, e dai senatori Zanda e Vita.<br />
Addirittura il Garante delle Comunicazioni Corrado Calabrò ha commentato la notizia ai cronisti con un &#8220;<em>purtroppo</em>&#8220;, suggerendo l&#8217;intervento della Cassa (da morto) dei Depositi e Prestiti.</p>
<p>Il blocco dei contributi per Internet é il contrario di quanto promesso dal vice ministro del sottosviluppo economico <strong>Paolo Romani</strong>,  che in giugno disse &#8220;Internet veloce entro il 2012&#8221;. Come se non bastasse il suo partito ne ha bloccato la crescita addirittura nel <strong>2009</strong>, con quasi 3 anni di anticipo, a conferma di un record di (d)efficienza!<br />
I disonorevoli servi del puttaniere preferiscono la tivù digitale come mezzo di recita nel ruolo di imbonitori travestiti da pastori cattocomunisti. E&#8217; più facile dominare il gregge di elettori italiani consumisti e consumati dal perenne controllo delle loro opinioni.</p>
<p>Intanto le aziende si arrangiano: Stefano Parisi di Fastweb se ne frega di quegli 800 milioni  perché &#8220;<em>servivano soltanto a Telecom per coprire le zone sguarnite da Internet veloce</em>&#8220;. Fra i 2000 partecipanti al forum della Iab, riunita a Milano, sono partite telefonate in massa al Cipe per chiedere spiegazioni e un coro di fischi per il solito Romani, che al Forum non si é presentato nonostante l&#8217;invito.</p>
<p>Vi risparmio le fumose reazioni dei sindacati che non ci interessano, a parte una frase del puttaniere capo gregge, dopo l&#8217;ennesimo attacco pilotato di Feltri a Fini sul Giornale.<br />
&#8220;<em>Dal caso Boffo in poi sono stato solo danneggiato, al punto che ho chiesto a mio fratello </em>(Paolo Berlusconi ndr)<em> di vendere il quotidiano. Gli ho messo a disposizione una cordata guidata da Ermolli per fare questa operazione.</em>&#8221; Può dirlo libero e impunito, che gli italani sono tutto, fourché &#8220;er&#8230;duri&#8221;.</p>
<p><object width="213" height="177" data="http://www.youtube.com/v/FSyT9jESLC4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FSyT9jESLC4&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Le notizie in mano ai funamboli della disinformazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 17:19:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[bugie]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ministra Brambilla dice che in Italia &#8220;il turismo é in crisi per colpa di ciò che i giornali raccontano di Berlusconi&#8220;. In un paese normale un&#8217;idiozia di questa portata sarebbe il tormentone di qualche programma di satira da prima serata in tivù. In Italia, invece, finisce nelle cronache semiserie della politica. Il ministro Brunetta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/3qeIHM4jQBw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3qeIHM4jQBw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>La ministra Brambilla dice che in Italia &#8220;<em>il turismo é in crisi per colpa di ciò che i giornali raccontano di Berlusconi</em>&#8220;. In un paese normale un&#8217;idiozia di questa portata sarebbe il tormentone di qualche programma di satira da prima serata in tivù. In Italia, invece, finisce nelle cronache semiserie della politica.</p>
<p>Il ministro Brunetta dice &#8220;<em>basta al culturame di cineasti parassiti</em>&#8221; ma non batte ciglio sui <strong>30 milioni di euro</strong> di fondi pubblici buttati nel cesso per accontentare il padano Umberto Bossoli e il suo regista filo leghista Renzo Martinelli. I 400 mila euro incassati ai botteghini costituiscono l&#8217;un per cento di quanto speso.<br />
In un paese normale un flop così sarebbe uno scoop da prima pagina a nove colonne. Sarebbe oggetto di indagini e inchieste sul percorso di tutti quei soldi con <strong>richiesta di restituzione</strong> al mittente (lo Stato, cioé noi). In Italia, invece, chi s&#8217;é visto s&#8217;é visto. Quei 30 milioni qualcuno se li sta godendo in una vita da film alla faccia dei terremotati dell&#8217;Abruzzo e dei disoccupati sui tetti delle loro aziende in liquidazione. I giornali, per accontentare gli sponsor, mettono dieci righe giusto per dire che in Brianza &#8220;<em>alla prima del film c&#8217;erano tutti i vippetti locali armati di fazzolettino verde leghista, seduti accanto al Senatur ad apprezzare l&#8217;opera che rievoca forme ancestrali di federalismo</em>&#8220;.</p>
<p>Il giudice Michele Forziati ha <strong>condannato</strong> la deputata berlusconiana <strong>Gabriella Carlucci</strong> a pagare 10.170 euro e 39 centesimi oltre agli interessi a Celestina, che per 2 anni le ha fatto da segretaria a nero negli uffici romani della sede di Forza Italia in via dell&#8217;Umiltà . Non per questioni politiche, ma per curare i contatti con la redazione del programma &#8220;<em>Melaverde</em>&#8221; che la Carlucci conduceva, e per organizzarle le trasferte per la trasmissione televisiva.<br />
In un paese normale la notizia finirebbe in prima pagina e la deputata si dimetterebbe sia dal parlamento che dal ruolo di conduttrice, svergognata da uno stuolo di giornalisti al seguito che le farebbero il terzo grado. Andrebbe quindi ad iscriversi in qualche ufficio di collocamento per farsi una nuova vita. In Italia, invece, la Carlucci se la può tirare impunemente anche da condannata per essersi comportata da magnaccia e sfruttatrice di lavoro nero. Rimanendo al suo posto per sponsorizzare province inutili come la Bat.</p>
<p>Il ministro per gli affari regionali <strong>Raffaele Fitto</strong> sarà  giudicato il 30 novembre nella sentenza del processo in cui é imputato di <strong>corruzione e associazione a delinquere</strong>, per aver incassato <strong>495 mila euro</strong> tramite la lista &#8220;<em>La Puglia prima di tutto</em>&#8221; dalla famiglia <strong>Angelucci</strong> (editori del Giornale di Vittorio Feltri e Filippo Facci) affinché questi, in cambio, avessero in appalto la gestione di una decina di cliniche <strong>senza gara pubblica</strong>. La tangente esentasse fu allungata durante la campagna elettorale regionale pugliese, in cui Fitto, da governatore uscente, perse in favore di Nichi Vendola. Fu la sua fortuna perché così finì subito in parlamento in cerca di immunità .<br />
In un paese normale uno come Raffaele Fitto sarebbe fottuto sia da ministro che da ogni carica pubblica perché i giornali ne parlerebbero in prima pagina, con grande risalto anche in televisione.<br />
In Italia, invece, Fitto, per beffa, continua a fare solo e soltanto il ministro degli &#8220;affari&#8221; regionali.</p>
<p>Il presidente del consiglio dei piduisti italiano é imputato di <strong>corruzione in atti giudiziari</strong> a Milano ma non é stato condannato in qualità  di corruttore, come già  accaduto per il corrotto David Mills, perché il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, checché ne dica il corruttore, firmando la porcata alfano gli ha evitato <strong>quattro o cinque anni di galera</strong>.<br />
In un paese normale la notizia, se non ci fossero direttori minchiolini zerbini, avrebbe canonizzato tutte le televisioni e i giornali come fu per i noiosissimi funerali di papa Wojitila. Fino alle dimissioni del plurimputato corruttore, puttaniere ed evasore fiscale.<br />
In Italia, invece, il suddetto personaggio continua a rimanere presidente del consiglio che dice al presidente della Repubblica essere di sinistra assieme a 11 giudici della Consulta. Tranne Mazzella e Napolitano, i suoi 2 amici commensali che hanno votato a favore del lodo alfano.</p>
<p><strong>Antonio Di Pietro é indagato </strong>dalla procura di Roma per vilipendio, dopo che ha bollato &#8220;<em>vile</em>&#8221; il comportamento di Giorgio Napolitano nell&#8217;aver firmato la legge sullo scudo fiscale.<br />
La notizia é apparsa a tutto tondo su tutte le testate online come se fosse stato fatto saltare in aria il Vaticano. Domani sarà  quasi certamente argomento di apertura di molti quotidiani. Compreso il Corsera di Ferruccio De Bortoli, lo stesso che si dice indipendente ed equilibrato ma sorvola sulla censura che il suo predecessore <strong>Paolo Mieli</strong>, esercitò nei confronti di Carlo Vulpio levandogli lo spazio per gli articoli sulle inchieste calabresi dell&#8217;ex pm Luigi De Magistris.</p>
<p>Ecco, a proposito di direttori equilibrati, va detto che anche il concetto di equilibrio, a questo punto, é assai soggettivo. Possiamo dire che anche l&#8217;equilibrio può essere squilibrato. La proporzione di visibilità  dei casi sopra citati, messi in relazione al chiasso sollevato per il leader dell&#8217;Idv indagato, fosse tale, meriterebbe edizioni straordinarie ogni pomeriggio urlate dagli strilloni nelle città . Buon motivo che i turisti avrebbero, in tal caso, per evitare l&#8217;Italia come meta di tranquillo svago.</p>
<p>Ma siamo in Italia, popolata da un&#8217;oligarchia di funamboli della disinformazione che non cadono mai. Nemmeno ora che sotto di loro hanno <strong>la Rete</strong>. Che non é proprio protettiva come quella a cui siamo abituati a pensare. La &#8220;Rete&#8221; che intendo é qui. Dove scriviamo questi spunti che ci inducono a pensare per ritrovare il senso dell&#8217;equilibrio delle notizie. E per smascherare il trucco di quei parrucconi travestiti da giornalisti che Brambilla, Fitto, Carlucci e puttaniere <strong>ringraziano</strong>.</p>
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		<title>La rete é certezza. Anche dello schifo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 12:56:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[libertà ]]></category>
		<category><![CDATA[roberto maroni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rete é sostanzialmente verità . Le bugie vengono subito smentite ma talvolta gli articoli che si leggono e i video che si consultano possono lasciare qualche dubbio. Ieri ho postato un video realizzato a Bologna che doc