Il Pdl é un reato, non Wikileaks

Il mondo attende con ansia che Wikileaks pubblichi i 3 milioni di pagine con tanti segreti e segretucci tra Stati. Mentre leggete queste righe i documenti potrebbero essere già  online.
La notizia preoccupa persino gli Usa, ma in Italia siamo alla farsa. La banda berluscoide teme per quello che potrà  venire a galla sui rapporti tra il puttaniere, puttin, gheddafi e gentaglia di quello standard.
Mentre Obama si frega le mani e freme per sapere che rapporti ha avuto il puttaniere con quei filibustieri, il ministro Frattini fa la parte del verme trafitto dall’amo gettato in acqua. Difende l’indifendibile e assieme al Pdl parla di “reato” pubblicare quei documenti. Proprio loro! intrisi di tangentari, estorsori, mafiosi esterni, imputati, corruttori, corrotti e prescritti. Proprio Frattini, che un anno fa baldanzoso sulla missione in Afghanistan chiosava “sbagliato adattare al contingente italiano le regole del codice militare di pace, perché pace non câ€™é” ammettendo spudorato di violare la Costituzione.

Pace non ci sarà  per il Pdl coi documenti disponibili a tutti, nascosti agli italiani per ragioni di seCreto di stato fascista e mafioso. Il Copasir asseconda questa decisione mafiosa negando la verità  all’Italia tutta su tante stragi, di cui é difficile ipotizzare possano esserci tracce utili a ricostruire un po’ di verità  tra i documenti che attendiamo da Wikileaks. Purtroppo Andreotti é ancora vivo, non lo vuole nemmeno Cristo, P2 e P3 sono ancora sistematicamente al potere.
Dalla nostra parte abbiamo la rete rivelatrice, destinata a stravolgere le regole di convivenza civile in tutto il mondo. Man mano aumenterà  la consapevolezza dei cittadini sulla pasta di cui son fatti i potenti che li sedano da generazioni, aumenteranno le probabilità  di secessioni territoriali spontanee e nuove forme di economia. Il ministro Frattini nel frattempo sarà  finito digerito.

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