WiMax al minimo

L’Italia, in ambito europeo ma non solo, é il fanalino di coda in fatto di connettività  Internet. Sappiamo che non é una novità .
Tuttavia negli ultimi 2 anni nel bel paese diverse società  hanno investito centinaia di milioni di euro per diffondere il WiMax. Ad oggi avremmo dovuto avere la copertura capillare di internet veloce in tutta la penisola, e un numero di abbonati ben al di là  dei soli 15 mila che hanno finora sottosctitto un contratto.

In realtà , non solo ben 3 mila comuni dello stivale non hanno nemmeno l’adsl, ma la diffusione di WiMax in Italia é a macchia di leopardo, presente in appena 40 province. Il motivo di questo stallo sarebbe da imputare alla crisi economica, al monopolio di Telecom e allo scarso impegno del governo. Lo dice nell’intervista Mario Citelli, tecnologo esperto in telecomunicazioni che ho incontrato a Milano.

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11 Commenti a “WiMax al minimo”

  1. POLDO ha detto:

    @ Roberto G.

    Hai ragione Roberto, sono io che sono stato fin troppo buono.

    Le privatizzazioni Italiane sono delle SVENDITE, non delle effettive vendite.

    Mi fa sempre commuovere il visino occhialuto di Antonio Catricalà  che con una purezza quasi da bambino parla di libera concorrenza e libero mercato, ma dove… nei suoi sogni forse!
    Ma se sono decenni che ci sono cartelli sui carburanti, non ci vuole tanto per vedere che di base il prezzo é sempre quello con variazioni di 0,0x centesimi al distributore tra una marca ed un’ altra.
    Se Bersani non vietava l’imposta sulla ricarica ad oggi ancora la pagavamo e chi dobbiamo ringraziare… l’Authority?
    Le Authority italiane sono come delle spade spuntate e senza lama, danno la stessa sicurezza dei parcheggiatori abusivi.

    E’ l’ennesima interpretazione all’italiana, un’Authority politicizzata (come ha pienamente dimostrato l’ultima indagine a Trani che ha conivolto Berlusconi) e dalle dubbia efficacia sanzionatoria. Molto distanti da quelle europee, come anche la class-action, anche questa in uno stile tutto italiano e piuttosto limitata.

    In Italia ciò che lo Stato ha costruito ed amministrato a spese dei contribuenti non viene “privatizzato” in nome di un processo virtuoso che garantisca un servizio migliore ma in base al clientelismo più sfrontato e per il piacere dei soliti noti con il risulatato che il cittadino paga di più per un servizio uguale se non peggiore a prima, con la differenza però che i soldi finiscono in mano ad un privato e non allo Stato (come hai fatto notare anche tu).

    Siamo veramente un popolo di miserabili idioti e la cosa più grave é che nella nostra ignoranza ci crediamo migliori di tutti gli altri. Ci sarà  da divertirsi nei prossimi anni.

  2. helena f. ha detto:

    @ sab
    Ma… che dici?

    – Un Referendum contro le riforme.
    Di Pietro presenterà  il quesito per abolire il legittimo impedimento.

    La legge verrà  pubblicata in Gazzetta Ufficiale oggi o domani
    e noi martedi depositeremo in Cassazione il referendum con un quesito molto secco: “volete abrogare la legge?”.
    E dunque dal 1 maggio al 20 luglio ci saranno 1000 banchetti in tutta Italia per raccogliere le firme contro il lodo Berlusconi-Napolitano. ……………….
    …………………. E comunque non c’é bisogno di andare alla ricerca del Pd, perché sia noi che loro siamo convinti che la legge sul legittimo impedimento sia una porcata. Loro si limitano a dirlo e a prenderne atto. Noi ci attiviamo. Non abbiamo bisogno di avere l’avallo del Pd. Noi andiamo avanti come treni. E il 1 maggio apriamo la stagione referendaria di raccolta firme. Abbiamo già  depositato i quesiti contro le centrali nucleari e la privatizzazione dell’acqua. E ora presenteremo quello per abolire il legittimo impedimento. –
    ——————————–
    Articolo completo su Il Fatto Quotidiano di venerdi o9.04.10
    pag.5

  3. Roberto G. ha detto:

    Ti sbagli Poldo, privatizzare non é una mera vendita. E’ una regalia.

    Si prende un bene pubblico (cioé dove l’investimento é stato fatto con i soldi dei cittadini) e lo si svende ad un privato esperto in speculazioni e scatole cinesi perché possa farci sopra il suo businness.

    Ad esempio le autostrade con quali soldi sono state costruite? Non certo con quelli del signor Benetton. Però i pedaggi se li intascano lui ed i suoi soci. E sono assai più cari del mero costo di mantenimento perché bisogna aggiungere anche il guadagno che spetta a questo povero miliardario.

    In sostanza é come se tu ti costruissi una casa con i tuoi soldi e poi per abitarci oltre alle spese dovessi pure pagare l’affitto a qualcuno al quale nel frattempo la TUA casa é stata semi regalata in gestione. Questo sono le privatizzazioni in sostanza.

    Alla fine poi siccome con questo assistenzialismo per ricchi i conti pubblici sballano arriva il Fondo Monetario Internazionale a dire che bisogna stringere la cinghia e tagliare servizi pubblici, pensioni e stipendi (Grecia docet).
    Naturalmente non quelli dei politici perché loro vanno “ricompensati” per il servizio meritorio che svolgono.

    Evviva la Casta ed il libero mercato. Ciao.

  4. sab ha detto:

    sig DI PIETRO
    noto con amarezza che lei non attacca più napolitano,dopo l’ultima firma(vergognosa) di costui sul legittimo impedimento,da lei neanche una parola di disapprovazione.
    ho notato questo suo atteggiamento dall’ultima manifestazione dove lei partecipò assieme al pd,il quale pose come veto, di non criticare napolitano da lei prontamente eseguito.
    noto con stupore che il patto con il pd và  avanti ancora.
    mi permetto di dirle che lei:
    non é più l’unica e ultima opposizione
    che ha perso la forza propulsiva
    che fà  parte a buon diritto della casta
    che é stato inglobato e fagocitato dal pd
    che non é più kriptonite (beppe grillo)
    che le sue ali sono state tarpate
    stendo un velo pietoso sulla faccenda de luca.
    per quanto mi riguarda lei dipietro é durato lo spazio di una meteora.ci avevo creduto, peccato.

  5. mario ha detto:

    ma il governo pensa solo alle sue porcate…e il pessimo presidente le firma…
    http://www.beppegrillo.it/2010/04/la_legittima_pr.html

  6. POLDO ha detto:

    WiMax al minimo?
    Ma perché in italia l’informatica sta meglio?

    Io son fatto così, probabilmente sono fatto male, ma promuovere nuove tecnologie definite all’avanguardia in un Paese che é tra gli ultimi posti in Europa per informatizzazione e un paradosso.
    E’ come comprarsi i buoi senza avere un aratro, che ci fai.

    Oltre il 90% degli italiani possiede TV e Cellulari a iosa di connesioni a banda larga meno del 40%.

    Del resto in un Paese governato da vecchi rincoglioniti che cosa ti vuoi aspettare!
    Un governo che non ne capisce un cazzo di innovazione, ricerca, sviluppo tecnologico e con una lungimiranza di una larva ma cosa volete pretendere.

    Tutti i Paesi che realmente contano in Europa hanno puntato sull’informatizzazione poiché é la conoscenza e l’innovazione a rendere un popolo evoluto. Noi nell’Italietta che campa ancora di rendita dal tempo della rivoluzione industriale il concetto futuro é più astratto di un quadro di Picasso.

    Al governo non frega un cazzo di informatizzare l’Italia poiché la “burocrazia” la si gestisce meglio con il pezzo di carta, con quello puoi fare tutti i giochetti che vuoi.
    Non c’é interesse a diffondere internet poiché ne di offrirla gratis, si rischia che gli italiani possano comprende in che razza di Paese di merda si trovano a vivere.

    In Italia si paga tutto di più, tutto e più tassato e senza avere un briciolo di qualità  superiore rispetto alla concorrenza europea.

    Quindi a parer mio il WiMax può anche non partire per nulla viste le condizioni generali di informatizzazione che versano in Italia. E’ come dare una Ferrari ad un neopatentato o peggio ad uno senza patente, un servizio con costi esorbitanti rispetto ad altri servizi e con tutte le problematiceh del caso come la bassa penetrazione nel territorio.

    Noi intanto continuiamo a “privatizzare” per la goduria dei soliti noti, come se privatizzare fosse la soluzione mentre in reltà  é niente più che una mera vendita.

    C’é da chiedersi seriamente perché tutte le cose che in gran parte degli altri Paesi Europei funziona in Italia stenta o non va proprio, sarà  mica perché anche la politica negli altri Paesi funziona?

  7. mario ha detto:

    purtroppo in molte zone manca ancora l’adsl, ma ormai internet é molto diffuso e usato da moltissimi italiani, ma solo pochi lo usano per informarsi sulla politica, questo é il problema…

  8. TripFabio ha detto:

    wimax prezzi accettabili? non direi…. se una connessione con telecom mi costa 36€ con il canone e mi offre la liena telefonica e adsl 7 mega e wimax con 36€ mi offre una linea 4 mega con banda non garantita, voi chi scegliereste??? sono daccordo a mettere sul mercato nuove tecnologie ma se poi mi costano uguali o più e mi offorno meno la gente é chiaro che poi non le compra……siamo proprio un paese di trogloditi..
    ciao

  9. Putiferio ha detto:

    E anche ad un altro fatto: la prossima ventura tecnologia LTE:
    http://en.wikipedia.org/wiki/3GPP_Long_Term_Evolution
    Che é l’ evoluzione del GSM UMSTS EDGE HSDPA HSUPA, e che permette di sfruttare le celle già  installate capillarmente in tutta Italia e in tutto il mondo.

    Su questa tecnologia stanno scommettendo molti saltando a pié pari il WiMax.
    Il WiMax é nato male, in un periodo sfigato, e probabilmente non crescerà  mai.

    Rimane il fatto che, questo governo, il prossimo, o qualunque altro governo, dovrebbe investire in una qualche tecnologia di comunicazione digitale mobile.

    C’é solo l’ imbarazzo della scelta.. scelta politica naturalmente, la scelta tecnologica non é il problema.

  10. Paolo 2.0 ha detto:

    a chi lo dici… in montagna dove passo le vacanze siamo ancora col modem 56k… l’ultima volta a Pasqua ho rinunciato a leggere anche la posta elettronica tanto era lento. Due anni fa sembrava che dovesse arrivare il WiMax, poi non se ne é più saputo nulla. La prossima volta mi porto una chiavetta UMTS, con quel che costa e con tutte le sue limitazioni. Certo che siamo un paese di trogloditi…

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