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	<title>giornali Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Siccità scomoda agli sponsor, tivù in sordina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 10:13:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il precedente video dedicato all’allarmante siccità e ai danni che sta provocando, vengo a spieare il perché il problema sembra non allarmare più di tanto giornali e televisioni, in quanto la loro sopravvivenza dipende molto anche dagli inserzionisti pubblicitari. A tal proposito il primo dato che deve far riflettere riguarda l’aumento sulle tivù di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/qOi_eC0-DGg" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Dopo il precedente video dedicato all’allarmante siccità e ai danni che sta provocando, vengo a spieare il perché il problema sembra non allarmare più di tanto giornali e televisioni, in quanto la loro sopravvivenza dipende molto anche dagli inserzionisti pubblicitari.</p>
<p>A tal proposito il primo dato che deve far riflettere riguarda l’aumento sulle tivù di pubblicità di aziende che inquinano.</p>
<p>Lo dice uno studio dell’Osservatorio di Pavia, commissionato da Greenpeace Italia, secondo il quale tra settembre e dicembre 2022 la crisi climatica e il surriscaldamento globale sono stati raccontanti da 5 quotidiani (Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 Ore, La Stampa e Avvenire) con una media di 2,5 articoli al giorno, ossia il 20% in meno rispetto al quadrimestre precedente.</p>
<p>Periodi caratterizzati dall’alluvione di Ischia e dal summit del clima Cop27 andato in scena a Sharm el Sheik.<br />
Di contro sui canali Rai Mediaset e La7 è salita a 6 spot per ogni settimana, la pubblicità dell’industria dei combustibili fossili e delle aziende dell’automotive, aeree e crocieristiche, che sono, secondo Greenpeace, tra i maggiori responsabili del riscaldamento del pianeta. </p>
<p>Nei telegiornali – dice lo studio dell’Osservatorio di Pavia &#8211; la crisi climatica non ha raggiunto il 3% delle notizie. Va un po’ meglio nei programmi, dove il clima ha trovato spazio in 116 delle 450 puntate monitorate, il 26%, dato comunque in calo rispetto al passato: Giancarlo Sturloni &#8211; di Greenpeace Italia &#8211; dice che “Gli ultimi mesi del 2022 confermano l’indifferenza dei media nei confronti della più grave emergenza ambientale della storia. In Italia le aziende hanno un’enorme influenza sui media e dove un colosso come Eni può dettare le politiche energetiche del governo”.</p>
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		<title>Santanchè, &#8220;alto profilo&#8221; da potenziale bancarottiera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2022 18:19:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[daniela santanché]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Visibilia era la concessionaria di pubblicità dei giornali degli Angelucci, oltre che di Libero e Il Giornale. L’attuale ministro del Turismo e senatrice Daniela Santanchè ne è stata presidente dal 2016 fino allo scorso 13 gennaio. La ministra &#8211; con i debiti societari ormai nel mirino del Tribunale fallimentare &#8211; ha ceduto le proprie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Visibilia era la concessionaria di pubblicità dei giornali degli Angelucci, oltre che di Libero e Il Giornale. L’attuale ministro del Turismo e senatrice Daniela Santanchè ne è stata presidente dal 2016 fino allo scorso 13 gennaio. La ministra &#8211; con i debiti societari ormai nel mirino del Tribunale fallimentare &#8211; ha ceduto le proprie quote al compagno Dimitri Lorena Kunz D’Asburgo che ne ha preso il posto e nel cui cda siede sua sorella Fiorella Garnero.</p>
<p>Nell’ultimo decennio la Visibilia ha accumulato debiti col fisco per 984 mila euro e una serie di altri debiti. La Procura di Milano che indaga per bancarotta e falso in bilancio ha chiesto alla sezione Fallimentare del Tribunale di Milano di decretare il fallimento. Del resto i conti in rosso di Visibilia non sono una novità. Per anni ha spacciato pubblicità teorica per moneta sonante affinché quotidiani tipo Libero potessero ottenere contributi pubblici all’editoria gonfiati da numeri di vendite finti. Chiedere a Luigi Bisignani, quando al telefono con Flavio Briatore raccontava di come convincere Finmeccanica ad aumentare il budget di pubblicità sui giornali di Visibilia “Lei (Santanchè ndr) sa benissimo che se non fosse stato per il mio intervento, facevano fallire la società per bancarotta&#8221;. Era il 2012. Visibilia andava male già 10 anni fa. Ottenne un paio di milioni pure da Bpm di quel Massimo Ponzellini che finì nei guai. </p>
<p>Poi, di anno in anno, è sempre andata di male in peggio. Fin quando 9 piccoli azionisti, detentori del 5,87% del capitale di Visibilia, hanno lamentato «gravi irregolarità nella gestione della società» e «omissioni negli organi di vigilanza», che sarebbero state alla base delle «perdite nell’ultimo anno dell’89,6%, negli ultimi tre anni del 99,5% e negli ultimi 5 del 99,9%». I piccoli azionisti, assistiti dall’avvocato Antonio Piantadosi, avevano investito in Visibilia soprattutto perché «la società era controllata dalla senatrice Daniela Garnero Santanchè, la quale era anche il presidente del Consiglio di amministrazione: e oltre la fiducia che ispirava una tale figura istituzionale, è ben noto che le società che vantano la presenza di “Pep” (“Persone politicamente esposte”) sono sottoposte a controlli ancor più stringenti».</p>
<p>Invece oggi Visibilia «versa in uno stato irreversibile di crisi assimilabile a tutti gli effetti al concetto di insolvenza prospettica, intesa come “incapacità non solo passata, ma anche e soprattutto futura, di pagare i propri debiti” in un ragionevole arco temporale», scrive la Guardia di Finanza di Milano. Le Fiamme Gialle, nel pietoso rapporto presentato ai pm di Milano Roberto Fontana e Maria Gravina, tracciano «il quadro complessivo di una società in situazione di squilibrio finanziario», nella quale «si può osservare che, oltre alle importanti svalutazioni intervenute sugli asset societari, anche le opinabili ricerche di finanziamenti esteri operate dal Consiglio di amministrazione hanno senz’altro contribuito al sostanziale downgrade societario». Cosìcché, «già a partire dall’esercizio 2017 il Cda nei bilanci avrebbe dovuto riportare valori di “avviamento” e “imposte anticipate” largamente diversi da quelli deliberati». Invece, «Visibilia a partire dall’esercizio 2016 ha riportato costanti perdite, seppure calmierate dall’erronea contabilizzazione delle poste dell’attivo patrimoniale “avviamento” e “imposte anticipate”». E «le iniezioni di liquidità derivanti dal finanziamento» legato a un warrant «hanno sì permesso la prosecuzione dell’attività imprenditoriale, ma anche causato di fatto il crollo del valore azionario regredito del 99,97%».</p>
<p>Parliamo del quinquennio a guida Santanchè (2016-2021 falso in bilancio). La quale riesce a restare seria nel dirsi estranea alla vicenda. Affastella scuse del tipo «Le cartelle dell’Agenzia delle Entrate non le abbiamo pagate per il Covid, quando le hanno sospese… Prima stavamo procedendo con la rottamazione. Ma qualche piccolo azionista ha fatto un esposto e a quel punto dovevamo pagarle tutte, non più a rate. Ma di questa gentaglia non voglio parlare, non sono ricattabile». La “gentaglia” secondo Santanchè sono gli azionisti in buonafede che hanno denunciato la sua mala gestio. La “rottamazione” sperata da Santanchè era un condono che per fortuna non c’è stato. Il Covid c’entra assai poco coi bilanci di una società che operava fin dal 2007. Avrebbe dovuto avere bilanci solidi per pagare il dovuto all&#8217;erario e ai creditori. Quelli che &#8211; dice lei &#8211; pagheranno a breve, senza dire chi e quando.</p>
<p>Invece la senatrice del governo Meloni si tira fuori quando i disastri sono fatti, e senza fare un plissé resta ministro con alle spalle una società in fallimento per debiti.<br />
Insomma, Daniela Santanché fino a prova contraria resta un &#8220;alto profilo&#8221; da possibile bancarottiera.</p>
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		<title>Roma, la bufala dei problemi scomparsi dopo la Raggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 22:33:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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		<category><![CDATA[roberto gualtieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Visto che su Facebook ha preso viralità la bufala secondo cui dopo Virginia Raggi sarebbero spariti i problemi di Roma, è bene stare ai fatti. Ossia, è bene ricordare che i giornali, da quando sindaco di Roma è Roberto Gualtieri, non stanno facendo sconti. Anzi, tolto che la buonuscita da 48 mila euro di Virginia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che su Facebook ha preso viralità la bufala secondo cui dopo Virginia Raggi sarebbero spariti i problemi di Roma, è bene stare ai fatti. Ossia, è bene ricordare che i giornali, da quando sindaco di Roma è Roberto Gualtieri, non stanno facendo sconti.<br />
Anzi, tolto che la buonuscita da 48 mila euro di Virginia Raggi è rimasta nascosta in qualche brevissima, propongo una carrellata di titoli apparsi sui quotidiani nazionali (Repubblica e Corriere) da quando Gualtieri è sindaco. </p>
<p>Eccoli:</p>
<p>20.10.21 Prima uscita in stile Petroselli Per Gualtieri c&#8217;è la grana rifiuti </p>
<p>22.10.21 Gualtieri “A Roma la rinascita post-Covid Città pulita entro Natale”<br />
&#8220;Non farò la fine di Marino&#8221; Ma cresce il pressing dei partiti </p>
<p>24.10.21 Affitti irrisori e case ai clan Gualtieri: basta, subito la verifica<br />
Lo scandalo delle case popolari di Roma affittate a prezzi irrisori arriva sul tavolo del neosindaco Roberto Gualtieri. «Ora basta, bisogna intervenire — dice —. Dobbiamo partire da un censimento digitale». E dall&#8217;inchiesta del Corriere nuovi particolari: case libere poi occupate dai Casamonica.</p>
<p>Il governo (difficile) delle città<br />
di Ernesto Galli della Loggia Non è solo dei partiti la colpa della massiccia astensione registrata alle elezioni amministrative di qualche giorno fa. In misura maggiore la colpa va attribuita, a mio avviso, al perverso combinato disposto giuridico-burocratico italiano che domina ogni attività di governo. Che condiziona e immobilizza in una rete paralizzante qualunque potere nato dalle urne, a cominciare da quello degli amministratori locali. Condannando quindi tale potere a essere poco o nulla incisivo. Sicché le città che per antica tradizione godono di un buon governo continuano a farlo, le altre continuano con i loro problemi di sempre quasi sempre aggravati, e chi sia a governarle non fa all&#8217;incirca alcuna differenza. Certo, la crisi dei partiti esiste. Esiste la crisi della partecipazione che essi riescono (o meglio non riescono)..</p>
<p>27.10.21 Dai centri vaccinali ai grand hotel tutti gli obiettivi a rischio del G20<br />
Oltre 7mila uomini delle forze dell&#8217;ordine presidieranno non solo il summit all&#8217;Eur, ambasciate e sedi diplomatiche Super controllate le piazze delle 2 manifestazioni: quella dei Movimenti a Piramide e San Giovanni con i No- Draghi</p>
<p>1.11.21 Lo slalom di Gualtieri a caccia di assessori A una dem la grana rifiuti<br />
Calenda, Michetti e i 600.000 elettori abbandonati dalle urne<br />
I due candidati sindaci votati rispettivamente da 374.000 e 220.000 elettori non siederanno in consiglio. E nel VI municipio Franco minaccia dimissioni</p>
<p>2.11.21 Rifiuti, erbacce, foglie e caditoie “Al via la pulizia straordinaria”</p>
<p>3.11.21 Al via il piano “spazza rifiuti” Ma lavora solo il 57% dei mezzi</p>
<p>4.11.21 Il sindaco si tiene nove deleghe Calenda: “Vincono le correnti”<br />
“Ereditiamo un disastro” La nuova giunta e i dossier roventi<br />
Esagerato o meno, è questo il ritornello che si sente da giorni in Campidoglio. L&#8217;elenco: aziende partecipate in crisi, se non a un passo dal fallimento, flambus e scale mobili al tappeto, la cronica carenza di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, degrado tanto in centro storico che in periferia. Chi più ne ha, più ne metta… </p>
<p>5.11.21 Stadio della Roma spunta il piano B e porta all&#8217;Olimpico<br />
Il club vuole gli ex Mercati generali all&#8217;Ostiense. Se non arriverà l&#8217;ok del Comune, trattativa con il Coni per rinnovare il vecchio impianto</p>
<p>6.11.21 Correnti e coltelli Esplode il Pd di Ostia “Gualtieri intervenga”<br />
Tre nuovi assessori vengono impallinati da due Giovani Dem che evocano Mafia capitale e Concorsopoli: “ Ritorno al passato”<br />
Gualtieri e l&#8217;eterno ritorno di Cerroni<br />
Le tonnellate di spazzatura raccolte in queste ore nei quartieri della città rimangono ferme nei camion alle porte del Tmb di Rocca Cencia, dove lavora come consulenza la Sct che fu di Manlio Cerroni (Malagrotta)</p>
<p>7.11.21<br />
Rifiuti, ora Gualtieri chiede aiuto a Mantova<br />
Per uscire dall&#8217;emergenza il Campidoglio punta a chiudere un accordo con la società lombarda per trasportarli, se sarà necessario, al Nord </p>
<p>Allarme Atac, binari ko “Ancora un guasto e fermiamo tutti i tram”<br />
L&#8217;azienda ha scritto più volte, inascoltata, all&#8217;amministrazione Raggi “ In funzione solo 18 mezzi, servizi lenti e ridotti al 50%”</p>
<p>Come avrete intuito, di giorno in giorno la stampa fa le pulci pure a Gualtieri.<br />
Certo, i giornali andrebbero letti prima di scrivere cazzate sulla Raggi vittima.<br />
I cinghiali sono scomparsi perché durante la stagione della caccia di ottobre e novembre si sono ridotti un po‘ dappertutto.<br />
Dai titoli in elenco ho escluso il Fatto quotidiano che notoriamente è &#8220;contiano&#8221; e comunque è ancora più critico con Gualtieri.<br />
Morale: basta vittimismo. Gli elettori hanno sempre ragione. Gualtieri sindaco di Roma lo giudicheremo a tempo debito.</p>
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		<title>L&#8217;obiettività tanto al chilo del Fatto quotidiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2020 10:44:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[libertà ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Leggo attentamente i principali giornali da decenni, in particolare il Fatto quotidiano, fin dalla prima edizione del settembre 2009. Conosco bene il Fatto, la storia di chi ci scrive e di chi collabora. E&#8217; un giornale che non può mancare nella rassegna stampa. Ha tanti pregi, ne ha per tutti, benché i palazzinari lo riducano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2020/04/26/lobiettivita-tanto-al-chilo-del-fatto-quotidiano/">L&#8217;obiettività tanto al chilo del Fatto quotidiano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/04/FQ-CAVALIERE.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15365" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/04/FQ-CAVALIERE-490x132.jpg" alt="" width="490" height="132" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/04/FQ-CAVALIERE-490x132.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/04/FQ-CAVALIERE.jpg 581w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Leggo attentamente i principali giornali da decenni, in particolare il Fatto quotidiano, fin dalla prima edizione del settembre 2009. Conosco bene il Fatto, la storia di chi ci scrive e di chi collabora. E&#8217; un giornale che non può mancare nella rassegna stampa. Ha tanti pregi, ne ha per tutti, benché i palazzinari lo riducano a &#8220;bollettino delle procure&#8221;. La sua &#8220;autonomia&#8221; dai padroni viene spesso ricordata e vantata nelle sue colonne, ultimo esempio il botta e risposta tra <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/04/25/giano-e-mercurio-editori-di-stampubblica/5781783/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Padellaro</a> e <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/04/25/maledetto-antonio/5781724/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Travaglio</a> del 24 aprile a corredo di un piagnisteo sulle &#8220;<em>ectoplasmatiche conurbazioni di dividendi</em>”, che governano i cambi di direzione nei quotidiani di sinistra (Repubblica-La Stampa- Huffington Post).</p>
<p>Il Fatto a direzione Travaglio è sì la cronaca ruvida e provocatoria, è risoluto e anche comico negli epiteti (&#8220;<em>cazzaro verde</em>&#8221; e &#8220;<em>cazzaro rosé</em>&#8221; a Salvini e Renzi costano al quotidiano il rifiuto di soffiate e di interviste da parte di salviniani e renziani), pur essendo una testata di giornalisti smaccatamente di sinistra (buona parte del team proviene dall&#8217;Unità, a iniziare proprio da Padellaro e Travaglio).</p>
<p>Il Fatto è altresì un luogo sicuro per tanti spiantati che si sono improvvisati giornalisti (Scanzi è il primo della lista dei miracolati con i suoi &#8220;soldout&#8221; teatrali da qualche decina di posti a sedere pompati sul Fatto), seguito da Selvaggia Lucarelli (fidanzata con Scanzi finché non fu assunta), Stefano Caselli (figlio dell&#8217;ex procuratore antimafia Giancarlo consulente giuridico per gli articoli di Travaglio) e altri cosiddetti &#8220;pensatori liberi&#8221;. Liberi finché non cozzano con le lune del Direttore.</p>
<p>Il quale si è ormai da tempo schierato tout curt con i 5 stelle e in particolare col governo Conte. Non che questo significhi leggere sul Fatto fake news o critiche (purché) velate. Si coglie tuttavia una narrazione accomodante nei titoli e nei testi, se il soggetto da trattare viene &#8220;accarezzato&#8221; da Conte. Cito solo l&#8217;ultimo esempio odierno: a pagina 2 di oggi leggiamo che Forza Italia non sfiducerà il ministro Gualtieri. Ebbene, Berlusconi non è più il &#8220;Caimano&#8221;, il &#8220;pregiudicato&#8221;, &#8220;Papi&#8221; o altri simpatici vezzeggiativi dell&#8217;ineguagliabile Travaglio. No, Berlusconi per il Fatto diventa &#8220;il Cavaliere&#8221;, senza nemmeno &#8220;ex&#8221;, visto che il titolo gli fu tolto dopo la condanna per frode fiscale. La foto a corredo dell&#8217;articolo di un Berlusconi sorridente al posto delle solite azzeccate caricature del Fatto, sono il sintomo di una pelosa inversione a U.</p>
<p>Questa virata nei confronti di B. è perché Conte s&#8217;è rivelato indulgente con il partito dell&#8217;ex premier di Arcore. Più volte Conte &#8211; nelle conferenze stampa dedicate ai provvedimenti contro il coronavirus &#8211; ha ringraziato le opposizioni augurandosi collaborazione, tradotto sostegno in Aula da parte di Forza Italia per blindare ancora di più la maggioranza del governo. Va tutto bene, per carità. Nulla di paragonabile con lo schifo che avevamo ai tempi della destra e della sinistra. Epperò la narrazione del Fatto non è più distaccata. Anzi, un pensatore libero potrebbe prendersi la libertà sacrosanta di bollare di opportunismo e di paraculaggine la tecnica di un premier che cerca di aggraziarsi le opposizioni. Soprattutto di un partito come Forza Italia e della sua storia recente. Invece no. Il Direttore non gradisce.</p>
<p>Ecco, nulla di grave &#8211; c&#8217;è molto di peggio di cui occuparsi &#8211; però, insomma, preferirei smettere di leggere sul Fatto i pistolotti autocelebrativi sulla ostentata &#8220;libertà&#8221; che si cantano e si suonano da soli al Fatto. Abbiamo capito che al Fatto hanno in serbo il sogno di traslocare al programma &#8220;Accordi e Disaccordi&#8221; la &#8220;terza camera&#8221; di Bruno Vespa a Porta a porta. Bastava vedere i visi prostrati e timorosi dei conduttori Scanzi e Sommi quando avevano il premier ospite. Sono stati loro gli strappalacrime di Conte. Conduttori in ginocchio, lontanissimi dal piglio arrogante dei saputelli che mostrano a La7.  Moderatori che sembrano addetti stampa, e che infatti riescono ad avere ospiti ministri e deputati pentastellati certi di essere in un salotto amico. Altro che disaccordi. Ma il giornalista, scondo Travaglio che ha versato fiumi di inchiostro su Vespa e su Fazio accusati di servilismo, non doveva essere urticante? Attendiamo la parodia dell&#8217;articolo in foto nella simpatica tendina quotidiana &#8220;lecca lecca&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2020/04/26/lobiettivita-tanto-al-chilo-del-fatto-quotidiano/">L&#8217;obiettività tanto al chilo del Fatto quotidiano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Giannini, Repubblica: i 5Stelle fanno! Non come il Pd</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2019 18:10:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Il governo del cambiamento mantiene la parola data (…) Lo fa con un’enfasi insopportabile (…) Lo fa con stile discutibile (…) Ma lo fa, contro tutto e contro molti. Il Pd, con Gentiloni, aveva approvato una misura che assomiglia al reddito di cittadinanza, il Rei. Ma l’ha fatto in dosi omeopatiche, non si è mai spinto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Il governo del cambiamento mantiene la parola data (…) Lo fa con un’enfasi insopportabile (…) Lo fa con stile discutibile (…) Ma lo fa, contro tutto e contro molti</em>. <em>Il Pd, con Gentiloni, aveva approvato una misura che assomiglia al reddito di cittadinanza, il Rei. Ma l’ha fatto in dosi omeopatiche, non si è mai spinto ad approvare una forma di tutela universale. È normale che ora si chieda: ‘Perché il reddito di cittadinanza non l’abbiamo pensato noi?</em>’.</p>
<p>Massimo Giannini sul quotidiano riferimento del Pd &#8220;La Repubblica&#8221;</p>
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		<title>Grillo, le profezie pataccare di Adriano Sofri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2018 23:04:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Grillo è un grosso impostore (quanto grosso, vedremo; abbastanza da far guardare con tenerezza a Giannino e le sue lauree). Altro che comico. Fa la guerra, annuncia il bagno di sangue, intima allo Stato italiano di arrendersi: è troppo tardi, per tutti e per lui, per dire “è tutto uno scherzo”. Deve sbraitare oltre, finché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Grillo è un grosso impostore (quanto grosso, vedremo; abbastanza da far guardare con tenerezza a Giannino e le sue lauree). Altro che comico. Fa la guerra, annuncia il bagno di sangue, intima allo Stato italiano di arrendersi: è troppo tardi, per tutti e per lui, per dire “è tutto uno scherzo”. Deve sbraitare oltre, finché gli resta fiato nei polmoni. Non è né fascista né comunista né ecologista e nemmeno, guardate, populista: cioè, è forse un po&#8217; di tutte queste cose. È un impostore. Un tempo bisognava davvero fare delle terribili rivoluzioni per arrivare a Palazzo: ora basta la televisione, il web, una Procura. La storia di Grillo è scritta ne “La figlia del capitano” di Pushkin. C&#8217;è un brigante, Pugaciov, che dice di essere lo zar Pietro III, e si mette alla testa di una rivolta gigantesca. Dopo la caduta, in ceppi, prima d&#8217;essere giustiziato, a chi gli chiede pietosamente che cosa l&#8217;abbia spinto a quella pazzia, risponde fiero: “Io un giorno sono stato zar”. Succederà così anche a Grillo</em>.&#8221;<br />
Adriano Sofri, mandante dell&#8217;omicidio di Luigi Calabresi, su Repubblica del 22 febbraio 2013. A poche settimane dall&#8217;exploit del Movimento 5 stelle alle elezioni politiche. Bel buffone.</p>
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		<title>Sceneggiata Bonino, informazione in lacrime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2018 09:32:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Emma Bonino e la sceneggiata di lacrime al Senato Il bollettino dell&#8217;ipocrisia che regna nei giornali registra un nuovo episodio: la copertina di giornata è la gigantografia di Emma Bonino in lacrime, indignata sui ritardi del maxiemendamento del governo giallo-verde atteso per il voto senza discussione. &#8220;Parlamento esautorato&#8220;, &#8220;dittatura&#8220;, la senatrice radicale riceve le amorevoli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/emma-bonino.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14970" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/emma-bonino-490x276.jpg" alt="" width="490" height="276" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/emma-bonino-490x276.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/emma-bonino.jpg 640w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a><br />
<strong>Emma Bonino e la sceneggiata di lacrime al Senato</strong></p>
<p>Il bollettino dell&#8217;ipocrisia che regna nei giornali registra un nuovo episodio: la copertina di giornata è la gigantografia di Emma Bonino in lacrime, indignata sui ritardi del maxiemendamento del governo giallo-verde atteso per il voto senza discussione. &#8220;<em>Parlamento esautorato</em>&#8220;, &#8220;<em>dittatura</em>&#8220;, la senatrice radicale riceve le amorevoli pacche di solidarietà da figuri del Parito Democratico e addirittura di Forza Italia. Il partito Radicale ha preso soldi da tutti nella sua lunga esistenza, persino da Berlusconi, che negli anni ha condannato e osannato. La radicale Bonino riceve la solidarietà ipocrita del malato che ha passato la chemioterapia. La senatrice è una donnetta di ferro: si è fumata di tutto per una vita intera, ed è riuscita ad ammalarsi ai polmoni. S&#8217;immola in quell&#8217;Aula, che negli anni di governi di destra e sinistra ha visto discussioni stoppate da centinaia di fiducie, decine di &#8220;canguri&#8221;, umiliazioni in nome del popolo italiano come quelle di Paniz su Ruby &#8220;<em>nipote di Mubarak</em>&#8220;, e leggi porcata tipo il Lodo Alfano vergate da omuncoli come Giorgio Napolitano. Proprio lui, quello che oggi ciancia di &#8220;<em>parlamento umiliato</em>&#8220;. Lui, il presidente della Repubblica più indegno che la storia repubblicana ricordi, con i suoi 90 e passa anni si gode la vecchiaia da arricchito dalla politica che ha vissuto da protagonista in tutte le epoche buie dell&#8217;Italia. Dagli anni di piombo, a quelli delle stragi mafiose passando da quelli governati dalla Loggia P2. Insomma, un bel pulpito quello ingigantito dalle redazioni dei giornali trasformati in postriboli inchinati al vecchio potere. Sempre ieri, in un&#8217;altra Aula, quella del Campidoglio c&#8217;è stato un altro politico che ha versato lacrime (vere) censurate dai giornali. Sono state quelle dell&#8217;assessore capitolino Gianni Lemmetti (5 stelle), che al termine del voto sul Bilancio 2019-2021 si è più volte interrotto per la commozione e per la &#8220;<em>sfida di essersi preso la responsabilità di ritrovarsi con i conti nella condizione in cui li abbiamo trovati noi</em>&#8220;. E&#8217; passata sotto silenzio la dichiarazione della sindaca di Roma Virginia Raggi: &#8220;<em>Un assessore che si commuove illustrando il blancio non si era mai visto</em>&#8220;. Quella sì che era una notizia. Comunque piange bene chi piange ultimo. I giornalisti pro-sistema, che prima o poi dovranno cercarsi un lavoro.</p>
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		<title>Repubblica tace i guai di senatrice leghista ed esalta Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 17:09:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Senato nega l&#8217;autorizzazione a procedere nei confronti della senatrice Cinzia Bonfrisco, (Lega di Salvini) grazie ai voti di Forza Italia, Partito democratico e ovviamente Lega. Favorevoli solo i 5 stelle. Il quotidiano Repubblica, sempre attento a richieste simili del passato, censura la notizia dando spazio ai sondaggi in favore del Carroccio. Dimostrazione nel video.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/12/20/repubblica-tace-i-guai-di-senatrice-leghista-ed-esalta-salvini/">Repubblica tace i guai di senatrice leghista ed esalta Salvini</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=imT14Mgr1z8&amp;t" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14957" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/repubblica-bonfrisco-lega-censura-490x275.jpg" alt="" width="490" height="275" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/repubblica-bonfrisco-lega-censura-490x275.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/12/repubblica-bonfrisco-lega-censura.jpg 708w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a><br />
Il Senato nega l&#8217;autorizzazione a procedere nei confronti della senatrice Cinzia Bonfrisco, (Lega di Salvini) grazie ai voti di Forza Italia, Partito democratico e ovviamente Lega. Favorevoli solo i 5 stelle. Il quotidiano Repubblica, sempre attento a richieste simili del passato, censura la notizia dando spazio ai sondaggi in favore del Carroccio. Dimostrazione nel video.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/12/20/repubblica-tace-i-guai-di-senatrice-leghista-ed-esalta-salvini/">Repubblica tace i guai di senatrice leghista ed esalta Salvini</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Rocco Casalinguo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2018 11:59:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I media che fanno le pulci ai 5 stelle cadono spesso sul povero Rocco Casalino, sbeffeggiato come &#8220;potentissimo&#8221; capo della comunicazione del partito, descritto ridancianamente il &#8220;sacerdote a guardia dell&#8217;informazione grillina&#8220;, quello dei &#8220;diktat&#8220;, spesso spacciato per &#8220;portavoce&#8221; o peggio &#8220;portavoce del cambiamento&#8220;. In effetti, se si legge su Wikipedia la sua carica per esteso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/11/08/rocco-casalinguo/">Rocco Casalinguo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/11/ROCCO-CASALINO.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14891" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/11/ROCCO-CASALINO-490x291.jpg" alt="" width="490" height="291" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/11/ROCCO-CASALINO-490x291.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/11/ROCCO-CASALINO.jpg 675w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>I media che fanno le pulci ai 5 stelle cadono spesso sul povero Rocco Casalino, sbeffeggiato come &#8220;<em>potentissimo</em>&#8221; capo della comunicazione del partito, descritto ridancianamente il &#8220;<em>sacerdote a guardia dell&#8217;informazione grillina</em>&#8220;, quello dei &#8220;<em>diktat</em>&#8220;, spesso spacciato per &#8220;<em>portavoce</em>&#8221; o peggio &#8220;<em>portavoce del cambiamento</em>&#8220;. In effetti, se si legge su Wikipedia la sua carica per esteso (scritta da lui), c&#8217;è da impallidire: &#8220;<em>portavoce del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte</em>&#8220;. Una frase roboante per un personaggio mediaticamente nato nel luogo più sbagliato: il Grande Fratello, formidabile scorciatoia verso la notorietà al salato prezzo di diventare il simbolo del trash catodico, ma meritata per le doti di &#8220;<em>bisessuale</em>&#8220;, alla faccia della laurea in Ingegneria elettronica e delle famose &#8220;<em>4 lingue</em>&#8221; (che nessuno ha mai sentito proferire dalla bocca di Rocco), foriere di un destino sociale meno cruento.</p>
<p>Infatti, finita l&#8217;ubriacatura di blasfemie in video con Taricone, Rocco consegnò le sorti del suo &#8220;<em>salto sociale</em>&#8221; (ipse dixit) nientepopodimenoche a Lele Mora, spin doctor finito in disgrazia per le note vicende del puttanismo televisivo senza meriti. Fallito il tentativo per mancanza di addominali &#8220;<em>tendo alla pancetta</em>&#8220;, eccolo inventarsi conduttore televisivo e quindi &#8220;<em>giornalista</em>&#8220;. A Milano vedevamo Rocco seduto a mezzo busto su Telelombardia ad ascoltare le lamentele da pianerottolo dei milanesi, senza contradditorio dell&#8217;interessato per mancanza di argomenti, poi sparì. Fu scelto da Lamberto Sposini a Telenorba, in Puglia, sempre nel ruolo di giornalista non si sa di che.</p>
<p>Finite queste esperienze di lancio televisivo a salve, ecco riapparire in Rocco &#8220;<em>il vuoto dentro</em>&#8221; (ipse dixit), che lo indusse ad immolarsi tra gli insulti del web con un video stile tele-vendita in cui annunciava di candidarsi alle regionali in Lombardia nel 2012. Il pubblico ludibrio intenerì Gianroberto Casaleggio, che tempestato di chiamate da Rocco, lo relegò all&#8217;ufficio stampa grillino del Pirellone, ma per poco. Finché nel 2013 approdò al Senato alle spalle di Messora (i primi giorni tempestava di chiamate me, chiedendomi lumi di come raggiungermi alla Camera). Erano già passati i tempi degli sms di supplica inviati ai conduttori tivù &#8220;<em>invitami ti prego&#8230; senno che fine faccio?</em>&#8220;. Rocco era ormai arrivato nella stanza dei bottoni dei &#8220;comunicatori&#8221;, ma di quelli che tacevano.</p>
<p>Rocco mantenne per un lustro intero un benefico e salutare silenzio col &#8220;sistema&#8221; mediatico dentro Palazzo Madama. Poi, quando sembrava imparato al ruolo meritandosi la carica di Portavoce di Conte &#8211; sempre per conto del partito grillino &#8211; eccolo ricadere con disinvolta naturalezza nel peggior stile cafonal: tra le 4 lingue che dice di parlare, ha scelto quella più volgare. Quella immune dalla diplomazia che il ruolo richiede. Rocco ha iniziato a sbracare proprio con gli ultimi a cui doveva rivolgersi, gli odiati e insidiosi giornalisti, con frasi del tipo &#8220;<em>quei pezzi di merda del Def</em>&#8220;, oppure &#8220;<em>mi è saltato il Ferragosto</em>&#8221; (ha dovuto scusarsi), e altre chicche di talento comunicativo, segno che i primi 5 anni di rodaggio al silenzio non sono serviti a nulla.</p>
<p>Va detto che i grillini sono sì antisistema, e purtroppo per loro, Rocco rappresenta il lato B della loro medaglia. Un comunicatore fuori contesto, strapagato, ma solo per pietà dello staff, cosciente che fuori di lì &#8211; diciamocelo &#8211; Rocco che farebbe? Alla fine se lo tengono come parafulmine da dare in pasto ai giornali, che in effetti cadono nella trappola di andarlo ad attaccare, spacciando Rocco per importante e indispensabile ai 5 stelle. Dimenticando la nullità pratica del suo ruolo politico e anche mediatico. Indugiando sulla storia del personaggio e della sua reputazione pubblica. Certo, la storia e la reputazione sono come l&#8217;omicidio: non si prescrivono mai. Ecco allora di nuovo Rocco ripescato all&#8217;epoca dell&#8217;atteso &#8220;salto sociale&#8221;, che si diceva schifato da persone Down e anziani. Il Rocco versione caciottara, quella autentica del personaggio, antisistema caro ai 5 stelle di governo. Quello scomodo ma necessario alla causa del primo partito italiano. E i giornali ci cascano e ricascano: &#8220;Rocco Casalino&#8230;&#8221; o meglio Casalinguo.</p>
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		<title>De Benedetti: &#8220;Scalfari un fallito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 17:54:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[carlo de benedetti]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio scalfari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Tra Berlusconi e Di Maio non scelgo né l’uno né l’altro. Se uno lo fa ha problemi di vanità. Eugenio Scalfari è molto anziano non più in condizione di rispondere. Lasciamo perdere. Io sono stato fondatore di Repubblica, con Scalfari: nel ’75 cercava soldi per fare un giornale, glieli detti io. Mi piaceva il progetto, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Tra Berlusconi e Di Maio non scelgo né l’uno né l’altro. Se uno lo fa ha problemi di vanità. Eugenio Scalfari è molto anziano non più in condizione di rispondere. Lasciamo perdere. Io sono stato fondatore di Repubblica, con Scalfari: nel ’75 cercava soldi per fare un giornale, glieli detti io. Mi piaceva il progetto, ma avevo totale sfiducia editorialmente. Scalfari dovrebbe ricordarsi quando, negli anni ’80, lui e Caracciolo erano tecnicamente falliti: misi 5 miliardi di lire contribuendo a salvarli; e ho dato un pacco di soldi pazzesco a Eugenio quando volle lasciare le quote: può solo stare zitto tutta la vita. Poi parli di Draghi, del Papa, di quelle cose di cui si diletta. Con me è stato assolutamente ingrato</em>». Carlo De Benedetti a Otto e Mezzo di Lilly Gruber.</p>
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		<title>Fake news oggi: Antonio Polito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 09:58:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fake news del giorno: Antonio Polito sul Corriere dice che Etruria e PopVicenza sono fallite col contributo della crisi economica. BALLA: sono fallite perché i loro dirigenti hanno prestato soldi a tutti senza copertura, mandando a gambe all&#8217;aria i piccoli risparmiatori. La seconda fake news dell&#8217;articolo è che il governatore Ignazio Visco in Commissione avrebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/antonio-polito.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10077" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/antonio-polito-216x325.jpg" alt="" width="216" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/antonio-polito-216x325.jpg 216w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/antonio-polito.jpg 290w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></a></p>
<p>Fake news del giorno: Antonio Polito sul Corriere dice che Etruria e PopVicenza sono fallite col contributo della crisi economica. BALLA: sono fallite perché i loro dirigenti hanno prestato soldi a tutti senza copertura, mandando a gambe all&#8217;aria i piccoli risparmiatori.</p>
<p>La seconda fake news dell&#8217;articolo è che il governatore Ignazio Visco in Commissione avrebbe incolpato il Pd per attaccare Renzi che non lo voleva ri-nominato alla guida di Bankitalia. BALLA: Renzi e Boschi nella loro veste di premier e ministro si sono impicciati di scomodare capi e vicecapi di Consob (incompetente), e Bankitalia (Visco compreso), per le sorti della moribonda PopVicenza con quella moribonda di Banca Etruria vicepresieduta da Pier Luigi Boschi, papà dell&#8217;allora ministro Maria Elena.</p>
<p>Terza fake news: tra Bankitalia e Consob ci sono stati evidenti difetti di comunicazione in una generale lentezza di intervento del sistema. BALLA: Bankitalia e Consob sono organi che hanno il solo compito di vigilare (Banche e Borsa). Dunque, Consob e Bankitalia (con l&#8217;allora boss Mario Draghi), sono corresponsabili del dissesto di Etruria e PopVicenza. Andrebbero processati i dirigenti dell&#8217;epoca assieme alle dirigenze (ancora sotto indagine ma senza che all&#8217;orizzonte si profilino penali patrimoniali) dei dirigenti e amministratori delegati di quelle banche. (Zonin e gli altri).</p>
<p>Solo così, in poche righe, i cittadini avrebbero le idee chiare &#8220;<em>e non sarebbero confusi</em>&#8221; come ciancia Polito, che avrebbe potuto spiegare bene in poche righe. Andrebbe scritto che queste vicende dovrebbero affrontarle i tribunali a mani libere. Non con la Commissione Casini. Quella sì cerca di far casino. Perché essendo un organo collegiale di natura politica &#8220;distrae&#8221; dalle responsabilità penali di tutta la banda di pirati e riempie i giornali di una tragedia camuffata da commedia.</p>
<p>#PolitoBufalaro</p>
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		<title>Legge elettorale in Aula, informazione ribaltata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 04:19:54 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2017/06/titolo-legge-elettorale.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14725" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2017/06/titolo-legge-elettorale-490x115.jpg" alt="" width="490" height="115" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2017/06/titolo-legge-elettorale-490x115.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2017/06/titolo-legge-elettorale.jpg 996w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Alla Camera si vota la legge elettorale, ma &#8220;i <em>franchi tiratori</em>&#8221; che &#8220;<em>entrano in azione</em>&#8220;, mettono il &#8220;<em>sistema tedesco sul filo</em>&#8220;. Tradotto: i 5 stelle vogliono approvare il voto disgiunto e le preferenze (votate online), che rappresentano l&#8217;inedita rivoluzione in Italia in tema di democrazia e trasparenza sulla scelta dei candidati, ma i partiti si oppongono perché loro preferiscono continuare con Porcellum e liste bloccate per impedire ai cittadini di scegliere i candidati. Ebbene, visto che il voto dei 5 stelle alla Camera è determinante per l&#8217;approvazione della legge elettorale, i giornali riescono a raccontare che sono i grillini a farsi la guerra interna. Leggere la narrazione della giornata in Aula, c&#8217;è da scompisciarsi dalle risate. Si parla di &#8220;<em>grillini in rivolta</em>&#8220;, senza specificare che la loro rivolta è contro un nuovo Porcellum comodo ai partiti. Ma dai titoli e dai catenacci sembra che siano i grillini i contrari alle &#8220;<em>riforme</em>&#8220;, che sono poi il voto disgiunto e le preferenze. La presunta &#8220;<em>ala ortodossa</em>&#8220;, è quella che vuole il rispetto delle scelte del voto online, e quel &#8220;<em>Di Maio la Rete dirà sì alla riforma</em>&#8220;, sembra rappresenti una preoccupazione per il vicepresidente della Camera. Come se la &#8220;<em>riforma</em>&#8221; fosse un timore. Ecco allora che &#8220;<em>esplodono i grillini</em>&#8221; con &#8220;<em>Fico che guida la rivolta</em>&#8220;, ma non si fa capire che i grillini si oppongono in blocco a un nuovo Porcellum che vorrebbero i partiti. C&#8217;è quindi da ridere (per non piangere) a leggere certe frasette allucinanti accompagnate da titoli distorti grazie a un manipolo di geniali giornalai venduti, che cercano di occultare la vera preoccupazione dei partiti. I quali sono messi alle strette dai 5 stelle. Le presunte telefonate narrate come guerre intestine fra Grillo e Di maio, Grillo e Fico, come se l&#8217;un l&#8217;altro si parlassero alle spalle, leggi e rileggi, ti accorgi che sono una farsa utile a coprire l&#8217;imbarazzo dei partiti, che se votasero in blocco gli emendamenti dei 5 stelle (scelti dalla Rete), l&#8217;italia direbbe finalmente addio al famigerato Porcellum bocciato dalla Corte Costituzionale. Altro che &#8220;muro&#8221; dei 5 stelle. Fantastici i giornali diventati dei romanzi da avanspettacolo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2017/06/08/legge-elettorale-in-aula-informazione-ribaltata/">Legge elettorale in Aula, informazione ribaltata</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Olimpiadi, Sergio Rizzo e i prostituti intellettuali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2016 13:40:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 14 febbraio del 2012 Mario Monti annunciò che le Olimpiadi di Roma nel 2020 non si sarebbero fatte. I troppi debiti non consentivano manifestazioni dispendiose. Niente più &#8220;sobrietà&#8221; come da giorni rantolavano destra, sinistra e giornali. Repubblica titolò: &#8220;Olimpiadi, il gran rifiuto di Monti&#8220;, e affidò a Tito Boeri il festoso commento &#8220;RESISTERE ALLE [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/virginia-raggi-olimpiadi-conferenza-stampa.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14558" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/virginia-raggi-olimpiadi-conferenza-stampa-484x325.jpg" alt="virginia raggi olimpiadi conferenza stampa" width="484" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/virginia-raggi-olimpiadi-conferenza-stampa-484x325.jpg 484w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/virginia-raggi-olimpiadi-conferenza-stampa.jpg 641w" sizes="(max-width: 484px) 100vw, 484px" /></a></p>
<p>Il 14 febbraio del 2012 Mario Monti annunciò che le Olimpiadi di Roma nel 2020 non si sarebbero fatte. I troppi debiti non consentivano manifestazioni dispendiose. Niente più &#8220;<em>sobrietà</em>&#8221; come da giorni rantolavano destra, sinistra e giornali. Repubblica titolò: &#8220;<em>Olimpiadi, il gran rifiuto di Monti</em>&#8220;, e affidò a Tito Boeri il festoso commento &#8220;RESISTERE ALLE SIRENE&#8221;, con tanto di incipit relativi ad Atene 2004: &#8220;<em>La tragedia greca era iniziata proprio lì, con la candidatura ad ospitare le Olimpiadi. I sovracosti incorsi nella preparazione hanno contribuito a quella spirale di deficit pubblici crescenti&#8230; Giochi costati 12 miliardi di euro, il 6% del Prodotto interno lordo greco&#8230;</em>&#8220;, monitava. Filippo Ceccarelli la buttava in comica. &#8220;ADDIO AI CIRCENCES&#8221;, e si rallegrava che &#8220;<em>Con algida e motivata deliberazione, come in fondo era ragionevole aspettarsi, la tecnocrazia ha gelato la stagione e per qualche tempo ha seppellito il governo dei circenses</em>&#8220;. Walter Galbiati, di spalla, rincarava la dose: &#8220;<em>In Canada 30 anni per ripianare il passivo del disastro Montreal, ad Atene i primi passi verso il baratro. Solo Barcellona s&#8217;è rinnovata. L&#8217;Olimpiade è una delle manifestazioni più ambite, ma anche un&#8217;incognita che rischia di pesare sui conti di un Paese</em>&#8220;. In quei giorni il debito pubblico italiano era a 2 mila miliardi di euro, e il debito di Roma ammontava a 9 miliardi.</p>
<p>Oggi che sono passati 4 anni e quel debito italiano è lievitato a 2.250 miliardi, mentre quello capitolino è schizzato a 13 miliardi grazie al Pd, ecco come Repubblica tratta l&#8217;annuncio del No alle Olimpiadi del 2024 da parte di Virginia Raggi . Il titolo sparato in prima da Sebastiano Messina dice tutto: &#8220;IL MODO PEGGIORE (E SENZA LEALTA&#8217;)&#8221;. Nel lungo e pensoso epitaffio, nessun riferimento ai debiti bensì c&#8217;è spazio per favoleggiare di un&#8217;inesistente &#8220;<em>scena imbarazzante, metodo incomprensibile, motivazione traballante per archiviare il dossier olimpico.</em>&#8220;, in quanto non ci sarebbe &#8220;<em>la forza di sostenere, argomentare e difendere le ragioni di quella scelta.</em>&#8221; Il no alle Olimpiadi del debito promesso e mantenuto dai 5 stelle, &#8220;<em>conferma l’arroccamento in quel fortino pentastellato dove già volano i pugnali</em>&#8220;, con l&#8217;insinuazione dell&#8217;ultima colossale balla: &#8220;<em>Nessuno sospetta più che il gran rifiuto sia una prova di obbedienza a Grillo, mentre persino tra gli assessori abbondavano i dubbi</em>&#8220;. Più che Messina pare Messin(scen)a.</p>
<p>Il Corrierone nel 2012 sparava &#8220;I REDDITI DEI MINISTRI&#8221; e lasciava a Sergio Rizzo (il Dritto) il plauso per la decisione montiana: &#8220;<em>Per il «No» di Monti alla candidatura della capitale per l&#8217;Olimpiade del 2020 temiamo che abbia ragione</em>&#8220;, perché &#8220;<em>Monti denuncia la fragilità estrema del nostro sistema</em>&#8220;. E mentre chiedeva preoccupato le &#8220;<em>Spese astronomiche già in partenza. Otto miliardi? Dieci? Quanti davvero?</em>&#8220;, bacchettava duro e puro: &#8220;<em>Il partito dei Giochi avrebbe dovuto ricordare che da troppi anni sbagliamo, e per difetto, ogni preventivo. Di soldi e di tempi. Non per colpa dei ragionieri, ma di una macchina impazzita che macina ricorsi al Tar, arbitrati&#8230; Un impasto mostruoso di burocrazia, interessi politici e lobbistici che spesso alimenta la corruzione</em>&#8220;, e concludeva plumbeo: &#8220;<em>I precedenti disastrosi non sono un buon motivo per non fare le cose. Giustissimo. Ma sono un&#8217;ottima ragione per andarci coi piedi di piombo. Almeno quando rischiare una montagna di denari pubblici non è proprio necessario. Come adesso</em>.&#8221; Ecco, passati 4 anni e aumentati i debiti, Sergio Dritto in prima pagina, perde il suo senso ridanciano nel descrivere gli scandali di palazzo, trasformando il No alle Olimpiadi della Raggi in &#8220;UN PARADOSSO&#8221;, con la nobile motivazione secondo cui &#8220;<em>Monti era premier, Grillo è un privato cittadino</em>&#8220;, fingendo di non sapere che Grillo non ha imposto nessun no. Dunque, ecco il falso piagnisteo di circostanza su &#8220;<em>Roma che non decide mai</em>&#8220;, perché avrebbe &#8220;<em>una classe dirigente debole</em>&#8220;. Per il Dritto, Monti e Sciolta Civica quattro anni fa non rappresentavano il nuovo benché fosse stato nominato premier da pochi mesi. Solo per i 5 stelle siamo alla novità assoluta dell&#8217;inesperto, &#8220;<em>Per una forza politica che si candida a governare il Paese per cambiare tutto, questa è un’occasione persa</em>&#8220;. Sergio Dritto dimentica i suoi pistolotti sui debiti mostruosi della Capitale maturati grazie alla corruzione, alla mafia e alle parentopoli. Ora solo per i 5 stelle &#8220;<em>l’Olimpiade avrebbe potuto essere una prova di estrema maturità</em>&#8220;. Solo quei furbastri dei 5 stelle &#8220;<em>hanno scelto di non mettersi in gioco</em>&#8220;, per ragioni di &#8220;<em>politica redditizia</em>&#8220;. Solo adesso, secondo il Dritto &#8220;<em>in otto anni Dio vede e provvede</em>&#8220;. Nel 2012 evidentemente era ateo. Solo per i 5 stelle dire sì &#8220;<em>avrebbe significato accettare discussioni, mediazioni, intese. Impossibile solo da immaginare</em>&#8220;. Quindi, se Monti fu bravo e forte, i 5 Stelle danno &#8220;<em>la sensazione di estrema fragilità</em>&#8220;. Rivendica le &#8220;<em>Olimpiarie</em>&#8220;, senno &#8220;<em>dov’è la differenza con gli altri, a questo punto ce lo dovrebbero spiegare</em>&#8220;. Diffidare da Rizzo il Dritto è ormai d&#8217;obbligo dopo la sua recente <a href="http://www.danielemartinelli.it/2016/06/23/sergio-rizzo-istiga-a-delinquere-contro-il-m5s/" target="_blank">incitazione a delinquere</a> in tema di rifiuti sempre a danno della Raggi.</p>
<p>E il Partito democratico che fa? Il Pd del 2012 difendeva Monti, quello di oggi attacca Virginia Raggi per la &#8220;<em>delibera ammazza-giochi</em>&#8221; per voce del ministro Delrio, a causa dei 5 Stelle che «<em>sono l’Italia del no</em>» secondo il Bomba, mentre Orfini giura che «<em>proveremo a far cambiare loro idea</em>». Nel 2012, quando c&#8217;erano meno debiti di oggi, l&#8217;allora segretario Bersani bollava la scelta di Monti «<em>segno di responsabilità</em>». Il suo vice Enrico Letta considerava «<em>le motivazioni di rigore e di concentrazione sul risanamento assolutamente comprensibili</em>», e invitava a tifare per Madrid. Walter Veltroni parlava di una «<em>partita gestita male, in modo fazioso</em>» dall&#8217;allora sindaco Gianni Alemanno, che le Olimpiadi le voleva mentre per l&#8217;Atac partiva l&#8217;inchiesta sulla Parentopoli.</p>
<p>Ridicola anche Evelina Christillin, patronessa dei Giochi invernali di Torino 2006. Nel 2012 esaltava il No montiano: «<em>Da sportiva ero assolutamente a favore, ma sono più comprensibili le ragioni addotte da Monti</em>». Oggi sul Corrierrone del Sergio Dritto, la stessa Christillin si ribalta: Il No della Raggi è «<em>un’occasione persa per Roma e l’Italia</em>», perché «<em>bisogna svestirsi del doppio cliché di incapaci e imbroglioni che noi italiani ci appiccichiamo da soli</em>.» E il no di Monti? «<em>Fece bene perché lo spread era oltre i 500 punti</em>». La pista di bob inutilizzata alle Olimpiadi invernali costata svariati milioni di euro? «<em>Beh, c’è sempre qualcosa che non va come ti aspettavi</em>».</p>
<p>Chiudiamo questa ridicola rassegna di voltagabbana con la figuraccia del Coni. Nel 2012 l&#8217;allora numero uno Gianni Petrucci non minacciava improbabili cause alla Corte dei Conti per chiedere &#8220;<em>700 mila euro per ogni consigliere che voterà no alla mozione</em>&#8220;, come fa oggi Giovanni Malagò nei confronti della Raggi. Quattro anni fa, un minimo di sobrio pudore c&#8217;era ancora. Oggi siamo alla totale follia e alla dichiarata prostituzione intellettuale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2016/09/22/olimpiadi-sergio-rizzo-e-i-prostituti-intellettuali/">Olimpiadi, Sergio Rizzo e i prostituti intellettuali</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>M5s e &#8220;Il danno quotidiano&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 22:34:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[marco travaglio]]></category>
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<p>Urca, ma avete notato come il Fatto quotidiano diretto da Marco Travaglio si è completamente sdraiato con i 5 stelle? Un giornale così attento alle contraddizioni dei politici, anche quelle minime, così autonomo dai partiti e dalle loro logiche, sempre pronto a evidenziarne i difetti e le magagne, oltre che i guai con la giustizia, con i 5 stelle ha perso la bussola dell&#8217;obiettività. Gli editoriali del direttore sono un continuo e melenso spot per i pentastellati messi a confronto con i partiti. Non solo Travaglio: da Tecce a Zanca, passando per Antonio Padellaro, che addirittura approfitta delle interviste su Radio-Rai per consigliare Virginia Raggi e il direttorio come uscire dalle critiche, leggere il Fatto ultimamente par di sfogliare L&#8217;Unità di Grillo. Del gruppo di giornalisti, soltanto Peter Gomez ha scritto &#8220;contro&#8221; la Raggi, proponendo le dimissioni qualora non si fosse scusata per l&#8217;ormai famigerata bugia sull&#8217;indagine della Muraro. Ha però pubblicato solo sul Fatto on line che egli stesso dirige, no di certo sul quotidiano cartaceo diretto da Travaglio! Il che la dice lunga sulla linea intrapresa dal giornale. Eppure sembra ieri quando Travaglio tuonava contro il legittimo impedimento di Berlusconi ed elogiava le dimissioni del deputato ed ex ministro laburista inglese Phil Woolas, &#8220;<em>accusato di avere mentito in campagna elettorale</em>&#8220;. Di recente, vantandosi per lo scoop del suo giornale per le cene dell&#8217;ex sindaco Ignazio Marino, Travaglio ci ricordava che &#8220;<em>nelle vere democrazie basta una bugia non penalmente rilevante per stroncare la carriera a capi di Stato (vedi Nixon), premier, ministri, sindaci&#8230;</em>&#8220;. Non passava settimana che Travaglio ci spiattellava la bugia come pessima nemica di ogni politico rampante e in carriera. Salvo poi cambiar rotta, alla luce delle bugie di qualche vip a 5 stelle: il trio Muraro-Raggi-Di Maio colpevole di una &#8220;menzognuccia&#8221; sull&#8217;indagine penale ancora coperta da segreto, viene assolto da Travaglio con frasi del tipo &#8220;<em>Quasi sempre, per un politico o un amministratore pubblico, avere un&#8217;indagine a carico è molto più grave che dire una bugia</em>&#8220;. Un&#8217;inversione a U degna del miglior Cerasa del Foglio!</p>
<p>Altro che il Travaglio ruvido e punzecchioso dei bei tempi di Santoro. Sappiamo bene che i 5 stelle sono il meglio che abbiamo nella politica italiana e che fortunatamente sono in costante crescita di popolarità. Gl&#8217;italiani lo stanno capendo. Per i partiti gli spazi in politica si riducono irrimediabilmente e sono sempre meno importanti. Gli arresti di esponenti dei partiti sono ormai veline senza appeal. Sono i 5 stelle al potere nelle città che devono essere analizzati, criticati e punzecchiati per e le loro piccole o grandi contraddizioni. E&#8217; ovvio che un grillino bugiardo merita la prima pagina! La merita perché è un inedito per esponenti di un partito che ha costruito la sua fortuna politica sbugiardando gli altri. Travaglio finge di non capire questo aspetto. Finge di non capire che la balletta di un 5 stelle non ha nulla a che vedere con i partiti e le loro dinamiche corrotte, e dunque è moralmente più grave.</p>
<p>Sotto questo aspetto la stampa irriverente che racconta i fatti da una visione &#8220;diffidente&#8221; del potere è proprio quella di regime. Rispetto al Fatto quotidiano, sono ahime più realisti il Corriere e Repubblica nei confronti dei 5 stelle. Vuoi mettere che chicca la bugia dell&#8217;eroe Di Maio? Di Maio non è mica tutta la galassia 5 stelle! E&#8217; solo uno dei volti trainanti che grazie all&#8217;irriverenza della stampa di regime che ne ha svelato la paraculaggine, si è giocato la candidatura a premier. Basta leggere il suo profilo Facebook per trovare decine di critiche votate centinaia di volte. La sanzione reputazionale della Rete a 5 stelle è fortunatamente indipendente dalle leccate di Travaglio. Sappiamo da soli, noi grillini (m&#8217;includo anch&#8217;io da elettore talebano ligio alle regole), quant&#8217;è importante la sincerità di un politico, anche quando è in difficoltà. Di politici ballisti che s&#8217;arrampicano sugli specchi non ne vogliam sapere.</p>
<p>Giudichiamo un 5 stelle a prescidnere dalla corruzione distruttiva dei partiti che ha messo in ginocchio il Bel Paese. Proprio Luigi Di Maio quando si è scusato per la bugia, ne ha detta subito un&#8217;altra: ha accusato i giornali di aver dato molta più visibilità critica alla Raggi rispetto a Mafia capitale. Ma come dicevo è una panzana: da quando è scoppiata Mafia Capitale, dal dicembre 2014, la cosiddetta stampa di regime ha parlato in prima pagina dello scandalo per 55 giorni (c&#8217;è un elenco con le date). Lo scandalo della corruzone attorno al G8 dell&#8217;Aquila con annesso terremoto che ha coinvolto il governo Berlusconi, è stato in prima pagina per ben 42 giorni. Il caso-Ruby che ha affondato l&#8217;immagine di Silvio Berlusconi, è stato in prima pagina per 53 giorni.</p>
<p>La saga Raggi-Muraro con annessa bugia sbugiardata in Commissione ecomafie è finita in prima pagina per 9 giorni appena, per ora. Dunque, quando il Fatto quotidiano parla di plotone mediatico contro i 5 stelle, dice una balla &#8220;sesquipedale&#8221;, tanto per usare le provocazioni del suo direttore. Noi grillini abbiam bisogno di chiarezza e di dubitare sempre. Travaglio così sdraiato ci danneggia. Viva la stampa di regime.</p>
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		<title>Le caxxate di Nadia Urbinati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 May 2016 09:07:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà servilismo, o forse la menopausa! Fatto sta che c&#8217;è da strabuzzare gli occhi a leggere la sessantenne Nadia Urbinati, sconosciuta ai più, ma assai riverita tra gli opinionisti dei giornali finanziati con i soldi dei cittadini e al servizio di editori in conflitto di interessi. Vikipedia definisce Urbinati un&#8217;accademica politologa che insegna Scienze politiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/NADIA-URBINATI-1.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14519" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/NADIA-URBINATI-1-490x276.jpg" alt="NADIA URBINATI" width="490" height="276" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/NADIA-URBINATI-1-490x276.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/NADIA-URBINATI-1-768x432.jpg 768w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/05/NADIA-URBINATI-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Sarà servilismo, o forse la menopausa! Fatto sta che c&#8217;è da strabuzzare gli occhi a leggere la sessantenne Nadia Urbinati, sconosciuta ai più, ma assai riverita tra gli opinionisti dei giornali finanziati con i soldi dei cittadini e al servizio di editori in conflitto di interessi. Vikipedia definisce Urbinati un&#8217;accademica politologa che insegna Scienze politiche alla Columbia University di New York. Non appena su Repubblica scrisse &#8220;<em>La retorica delle riforme</em>&#8220;, l&#8217;ex premier Letta la nominò fra i 35 saggi delle riforme costituzionali. Sulle pagine del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari che definisce Urbinati &#8220;<em>nostra autorevole collaboratrice che ha difeso con buoni argomenti il finanziamento pubblico dei partiti</em>&#8230;&#8221;, ha alternato fondi di scienze politiche ad articoli di scemenze politiche. Da apprezzabili osservazioni su &#8220;<em>La costituzione fatta a pezzi</em>&#8221; (da Berlusconi), per via del &#8220;<em>Cesarismo democratico</em>&#8221; (di Berlusconi), contrapposto alla &#8220;<em>virtù del dissenso</em>&#8221; (Berlusconi al tramonto e ascesa dei sindaci rossi con Pisapia in testa), la Urbinati non s&#8217;è mai nascosta dietro una falce o un martello: lei gode quando vede rosso (comunista e di sinistra). Anzi, appena sente l&#8217;odore del rosso perde le staffe: da &#8220;<em>Bersani diventerà l&#8217;Obama italiano</em>&#8220;, fino alle sbausciate sulle chiappe di Renzi quand&#8217;era in procinto di sostituire Letta a Palazzo Chigi senza voti: uno che per Urbinati era &#8220;<em>contro le dirigenze logore e attempate</em>&#8220;, perché &#8220;<em>Renzi interpreta meglio degli altri quel modello di &#8216;democrazia personale&#8217; che non va confusa con autoritarismo</em>&#8220;. Ora che Renzi vota in maggioranza con Verdini e che il cesarsmo renziano sulle riforme costituzionali ha preso il sopravvento su un parlamento screditato, incostituzionale e non votato da nessuno, Urbinati ha scoperto che Renzi non è di sinistra e qundi glissa, trasecola su Grillo e il Movimento 5 stelle. Il dissenso di pisapiana memoria che sfociava ne &#8220;<em>La regola dell&#8217;insulto</em>&#8221; (Moratti che accusava Pisapia di essere un ladro) Urbinati l&#8217;ha trasformato ne &#8220;<em>Il cortocircuito dell&#8217;insulto</em>&#8221; di Grillo, che ahime per la Rossa Nadia &#8220;<em>sale nei sondaggi fino a quando un esagitato tira una statuina del Duomo di Milano contro Silvio Berlusconi</em>&#8230;&#8221; (3.9.2012). Ha scritto proprio così!! Dando del grillino a Tartaglia. Alla vigilia delle politiche del 2013, Urbinati si preoccupava del &#8220;<em>populismo in Parlamento</em>&#8221; e della &#8220;<em>demagogia che non si traduce facilmente in rappresentanza parlamentare</em>&#8220;. Come politologa, da quando sono scomparsi i comunisti, Urbinati sbrocca senza controllo. E&#8217; diventata lei &#8220;<em>Odio e violenza verbali</em>&#8220;, quelli che &#8220;<em>scandiscono la nostra storia politica in questi anni di transizione</em>&#8220;. Cioè quando credeva che Berlusconi sarebbe stato sostituito da Bersani-Obama. Ora invece che il Pd è diventato un bordello di lacché, mafiosi, delinquenti e imputati, Urbinati dice che «<em>Le 5 Stelle Sembrano sempre più una metastasi</em>», e raggiunge il top oggi in prima pagina su Repubblica: &#8220;<em>Le vicende di corruzione, presunte o reali, che lo interessano a Livorno come a Parma o altrove, mettono a nudo la fortissima debolezza della retorica incendiaria della purezza</em>&#8220;. Qualcuno dica a Urbinati che a Livorno e Parma non c&#8217;è nessuna vicenda di corruzione. Molli tutto, come ha promesso di fare coi saggi &#8220;<em>Se il Pd salva Silvio</em>&#8220;. Vada a dare il becchime ai piccioni e pensi alla menopausa, che sui giornali scrive solo cazzate.</p>
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		<title>Sondaggi, calma e sangue freddo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 05:46:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo abituati a non dar credito ai giornali. Bene, ammesso che il Movimento 5 stelle stia vivendo una continua ascesa di consensi grazie al finanziamento delle strade in Sicilia e alle ospitate di Di Maio a Ballarò, non scartiamo nemmeno l&#8217;ipotesi che questo titolo in prima pagina in favore del Movimento 5 stelle sia una [&#8230;]</p>
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<p>Siamo abituati a non dar credito ai giornali. Bene, ammesso che il Movimento 5 stelle stia vivendo una continua ascesa di consensi grazie al finanziamento delle strade in Sicilia e alle ospitate di Di Maio a Ballarò, non scartiamo nemmeno l&#8217;ipotesi che questo titolo in prima pagina in favore del Movimento 5 stelle sia una trappola per &#8220;caricare&#8221; il direttorio e Grillo verso dichiarazioni di onnipotenza. Insomma, diamo a questi titoli la stessa diffidenza che diamo agli altri titoli. Lavorare con calma e con i fatti non si potrà che crescere. E cambiare questo Paese.</p>
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		<title>Gli invertebrati di Repubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 04:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[insulto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Béstie&#8221; con la &#8220;e&#8221; chiusa, l&#8217;ha pronunciato Matteo Renzi. &#8220;Verme&#8221; lo ha detto Matteo Salvini. &#8220;Orango&#8221; all&#8217;ex ministro Kyenge lo disse Roberto Calderoli. &#8220;Roma merda&#8221; l&#8217;ha intonato in radio a celebrazione del suo nostalgico passato di ultras l&#8217;assessore capitolino del Pd Stefano Esposito. Per Filippo Ceccarelli su Repubblica, &#8220;nulla a che fare con quell’altro campione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/beppe-grillo-e-gli-insulti.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14192" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/beppe-grillo-e-gli-insulti-490x319.jpg" alt="beppe grillo e gli insulti" width="490" height="319" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/beppe-grillo-e-gli-insulti-490x319.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/09/beppe-grillo-e-gli-insulti.jpg 618w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Béstie</em>&#8221; con la &#8220;e&#8221; chiusa, l&#8217;ha pronunciato Matteo Renzi. &#8220;<em>Verme</em>&#8221; lo ha detto Matteo Salvini. &#8220;<em>Orango</em>&#8221; all&#8217;ex ministro Kyenge lo disse Roberto Calderoli. &#8220;<em>Roma merda</em>&#8221; l&#8217;ha intonato in radio a celebrazione del suo nostalgico passato di ultras l&#8217;assessore capitolino del Pd Stefano Esposito. Per Filippo Ceccarelli su Repubblica, &#8220;<em>nulla a che fare con quell’altro campione del turpiloquio professionale che è Beppe Grillo</em>&#8220;. Colpevole di aver detto &#8220;<em>zombi</em>&#8221; e &#8220;<em>cadaveri</em>&#8220;. Proprio perché questi due sostantivi non hanno nulla di animale, a fianco di quel titolo dedicato all&#8221;insulto animale&#8221; su La Repubblica di oggi ci hanno messo la faccia di Grillo seguita da quella di Salvini e Renzi, messi sotto, raffigurati come una sorta di imitatori contaminati dal comico cattivo. Esempio di trivialità giornalistica scorretta, parziale e serva di un editore miliardario (De Benedetti). Che invertebrati!</p>
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		<title>Luciano Fontana nuovo direttore del Corriere, ecco qualche estratto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 17:36:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[direttore]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Luciano Fontana Luciano Fontana è il nuovo direttore del Corriere della sera. Già da tempo condirettore assieme a Ferruccio De Bortoli del quotidiano milanese (dimissionato oggi), propongo in questo post qualche estratto dei suoi editoriali degli ultimi anni pubblicati in prima pagina. Giusto per farsi un&#8217;idea del giornalista. Due mesi prima delle elezioni politiche che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/04/luciano-fontana.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13645" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/04/luciano-fontana.jpg" alt="luciano fontana" width="314" height="285" /></a><br />
<strong>Luciano Fontana</strong></p>
<p>Luciano Fontana è il nuovo direttore del Corriere della sera. Già da tempo condirettore assieme a Ferruccio De Bortoli del quotidiano milanese (dimissionato oggi), propongo in questo post qualche estratto dei suoi editoriali degli ultimi anni pubblicati in prima pagina. Giusto per farsi un&#8217;idea del giornalista.</p>
<p>Due mesi prima delle elezioni politiche che porteranno il Movimento 5 stelle in parlamento col 25% dei voti, annoverano Fontana tra coloro che hanno il sentore di un imminente cambiamento degli equilibri politici tradizionali. E scrive che &#8220;<em>La globalizzazione ha travolto le barriere tra gli Stati, i comunisti fanno parte del passato, anche se loro tracce restano nella cultura della sinistra. La Dc non c&#8217;e più, la lira è sparita e non tornerà, pena la distruzione economica del Paese</em>.&#8221; (3.1.13)</p>
<p>Sempre in tema di previsioni delle elezioni politiche. &#8220;<em>Le velleità di vittorie solitarie e gli anatemi stanno bruciando la possibilità di proseguire insieme il faticoso lavoro di uscita dalla crisi. Crisi del debito, ma soprattutto di imprese che chiudono e italiani che restano senza lavoro. Il rischio è di trovare nel dopo voto solo rovine: un Parlamento senza una maggioranza unita, un governo instabile che vanificherà i pesanti sacrifici fatti dagli italiani, un Paese in cui riprenderanno fiato gli estremismi di ogni genere. Di macerie ne ha lasciate tante la Seconda Repubblica, meglio non aggiungerne altre</em>&#8220;. (27.1.13)</p>
<p>A elezioni avvenute, ne &#8220;<em>Il compromesso non è un delitto</em>&#8220;, Fontana scrive che &#8220;<em>Bersani non ha alcuna intenzione di aprire un confronto con tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in particolare col Pdl di Berlusconi. E davanti ai no ripetuti di Grillo, espressi con un linguaggio spesso offensivo, il rischio che la situazione sfugga a tutti di mano, precipitando rovinosamente il Paese verso nuove elezioni, diventa sempre più concreto&#8230; Bersani, Berlusconi, Monti e, vogliamo sperare, anche Grillo dovrebbero favorire la ricerca paziente di convergenze su un programma di svolta in pochi punti</em>&#8220;. (9.3.13).</p>
<p>Ne &#8220;<em>Il binocolo rovesciato</em>&#8220;, il neodirettore del Corriere fa le pulci al Pd e alla sua indecisione nel formare un governo senza risparmiare le critiche al M5s. &#8220;<em>Un numero incredibile di giorni è stato perso da Pier Luigi Bersani nell&#8217;ostinato tentativo di convincere qualche parlamentare grillino a dargli il via libera in Parlamento. Tra le pagine più umilianti della sinistra italiana resterà certamente l&#8217;incontro coi due capigruppo del Movimento 5 Stelle, con la supplica a trovare un accordo respinta con supponenza. Bersani è tornato a mani vuote dal capo dello Stato, il suo preincarico è svanito. Si è ritirato in un silenzio misterioso ma il suo circolo magico non trova di meglio da fare che alimentare una guerra fratricida con Matteo Renzi, l&#8217;unico leader in cui gli elettori della sinistra sembrano conservare ancora fiducia. Lo spettacolo offerto dal movimento grillino e dal suo leader è per alcuni aspetti ancora più preoccupante. Dalla messa in scena dell&#8217;«uomo mascherato» (l&#8217;ex comico che si traveste per sfuggire ai giornalisti) alle continue minacce di espulsione per chi ha un&#8217;opinione diversa da Grillo e Casaleggio. Dalle prestazioni parlamentari in stile «dilettanti allo sbaraglio» alle scampagnate col trolley per destinazioni sconosciute dove ricevere il verbo del capo. Il voto di protesta degli italiani che hanno scelto M5S meritava tutto questo? Di quello che resta dell&#8217;alleanza centrista c&#8217;è poco da dire: tanta litigiosità interna e scarsa rilevanza</em>.&#8221; (7.4.13).</p>
<p>In &#8220;<em>Un&#8217;anomala fragilità</em>&#8221; Fontana si chiede in prima pagina: &#8220;<em>Ma in Italia esistono ancora i partiti? Dietro le etichette sopravvissute alla tempesta del voto, all&#8217;elezione del presidente della Repubblica e alla nascita di un governo vissuto come una camicia di forza è rimasto un vuoto politico, organizzativo e di leadership che ha pochi precedenti nella storia della Repubblica. Un deserto che va dalla formazione di Vendola all&#8217;ex destra di An, dal Pd a ciò che resta del Pdl. Per non parlare di Scelta Civica svanita nel nulla e della Lega sconfitta e messa alle corde perfino da Umberto Bossi. Se dai partiti si passa a quello che orgogliosamente si considera un «movimento di cittadini» il panorama non cambia: dopo il successo del 24 febbraio i 5 Stelle hanno vissuto una serie interminabile di abbandoni, processi ai dissidenti, liti su soldi e scontrini. Ora siamo all&#8217;atto finale: tanti eletti sono pronti ad abbandonare il gruppo mettendo in discussione la figura di Grillo, trasformatosi da trascinatore dell&#8217;Italia ribelle in capo autoritario e bizzoso</em>&#8220;. (16.6.13)</p>
<p>&#8220;<em>La traversata del deserto</em>&#8221; è una sferzata al Pdl e alla sua fine. &#8220;<em>E non sarà certo la rinascita di Forza Italia a risollevarne il morale. Non si capisce infatti cosa sia, non si conoscono nuove idee, programmi, collocazione internazionale. Appare solo come un&#8217;etichetta, un tempo fortunata, utilizzata per regolare i conti dentro il Popolo della Libertà. Un partito che, oltre che fallire nell&#8217;esperienza di governo e arretrare pesantemente nelle urne, ha perso negli anni pezzi importanti della sua leadership, bruciandoli sull&#8217;altare dell&#8217;ortodossia berlusconiana. In nome di questa ortodossia, utilizzata da personaggi in cerca di ruolo sempre pronti a saltare da una scelta politica all&#8217;altra, si consuma lo strappo più grave, con la messa al bando del segretario del Pdl, indicato dallo stesso Berlusconi come suo successore, e dell&#8217;intera delegazione del partito al governo</em>&#8220;. (16.11.13)</p>
<p>Nell&#8217;editoriale dell 25.3.14 Forza Italia è &#8220;<em>Un partito in trappola</em>&#8220;. L&#8217;ultimo editoriale di Fontana in prima pagina risale all&#8217;1.2.15, all&#8217;indomani dell&#8217;elezione a presidente della Repubblica di Sergio Mattarella. Fontana si augura che &#8220;<em>Non dica grazie a nessuno</em>&#8220;.</p>
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		<title>Il califfato-Troika sulla pelle della Grecia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2015 22:34:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[alexis tsipras]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/mario-draghi-iguana.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13445" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/mario-draghi-iguana-490x272.jpg" alt="mario draghi iguana" width="490" height="272" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/mario-draghi-iguana-490x272.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/mario-draghi-iguana.jpg 540w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Da quando Syriza governa in Grecia, è panico negli ambienti della Troika. La massoneria della moneta unita balbetta davanti a un Paese economicamente marginale per l&#8217;economia globale, ma determinante per le sorti dell&#8217;unione monetaria. L&#8217;ormai inevitabile Grexit equivale al salto del tappo che tiene gonfio il pallone. Da giorni leggiamo titoli e soluzioni che non lasciano spazio all&#8217;immaginazione. Bisogna essere malati di mente per credere agli ultimatum di Mario Draghi che dà &#8220;<em>solo una settimana e poi stacca la spina</em>&#8220;, come se tutto ciò fosse un pericolo per l&#8217;economia reale. Il pericolo, in realtà, è per la cupola di banchieri, di cui Draghi è perno, che non sa cosa raccontarci per trovare una soluzione al fallimento della moneta unica ed evitare che gli stati tornino alle loro monete. Loro preferirebbero continuare a lucrare sulla pelle della povera gente lasciata morire disperata sulla spoliazione delle economie delle nazioni mediterranee già in ginocchio.</p>
<p>Tra vertici d&#8217;emergenza con la Merkel che farfuglia come un disco rotto l&#8217;ennesimo e inutile salvataggio della Grecia, la richiesta di risarcimento danni di guerra alla Germania da parte del premier greco Tsipras che i giornali chiamano ricatto, il Fondo Monetario che alternando scintille al gelo fa finalmente mea-culpa, il ministro tedesco Schaeuble che sbiascica di &#8220;<em>direzioni sbagliate</em>&#8220;, S%P che taglia il rating greco a &#8220;B meno&#8221; che più meno non si può, piani anti-crac senza programmi greci che piacciano alla Troika, sospensione della fornitura di soldi alla Grecia in attesa di compromessi che non ci saranno mai, e Mariotto Draghi con l&#8217;espressione di un&#8217;iguana che allunga l&#8217;agonia dell&#8217;euro e della povera Grecia pur di non pronunciare la parolina magica &#8220;insolvenza&#8221;, veniamo continuamente presi per il culo dai giornali che ci dipingono un mondo parallelo nella speranza di tenerci sedati.</p>
<p>Se per i soliti giornaloni come Repubblica, la Merkel è &#8220;<em>la nuova Kennedy</em>”, il Fatto intervista Romano Prodi, l&#8217;uomo dell&#8217;euro che parla di &#8220;<em>Una catastrofe per colpa nostra, dell’Occidente</em>”. Frase che lascia a bocca aperta anche il lettore più distratto, visto che farebbe pensare a un mea-culpa sull&#8217;euro. E invece Prodi si riferisce all&#8217;occupazione dell&#8217;ISIS in Libia. Poco male che eravamo rimasti al nemico in casa di Tsipras che era l&#8217;IRIS, l&#8217;organismo governativo che ha fatto sparire un elenco pieno di evasori fiscali greci. Ce lo aveva raccontato proprio Il Fatto, passato dall&#8217;IRIS all&#8217;ISIS con l&#8217;interlocutore sbagliato, Prodi, come se c&#8217;entrasse qualcosa con le questioni libiche e arabe e senza uno straccio di domanda su cosa pensa del teatrino della Troika di questi giorni . Insomma, alla fine è tutto un parlar d&#8217;altro. Come piace al califfato europeo. Creare un nemico più grande di ciò che non è già la Troika per noi cittadini europei, e farci credere che le cause della rovina stanno altrove.</p>
<p>Menomale che noi rimaniamo svegli senza mai perdere di vista l&#8217;iguana nella gabbia di Bruxelles che guida i fili al burattino Renzi. Quello di &#8220;Bene la Bce&#8221;. Teniamoci forti e prepariamoci al crac dell&#8217;euro. Cosa verrà dopo non si è ancora capito. Abbiamo ben chiaro soltanto quanto i giornali tutti ci prendono per il culo. Su questo non abbiamo proprio dubbi. Chapeau.</p>
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		<title>Ai giornalisti da pollaio: parlo a nome mio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 May 2014 16:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[andrea scanzi]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[davide ferrario]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Finché si tratta di quattro commentatori che riversano le loro frustrazioni sulla tastiera del computer, si può sorvolare. Ma se a scrivere cazzate sono i cosiddetti giornalisti blasonati in quanto ritenuti liberi, allora conviene fare qualche precisazione. Soprattutto quando certi blasoni, si trasformano a loro volta in zitelle acide con commenti fuori dai gangheri. Mi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="476" height="269" src="//www.youtube.com/embed/pq_2e-d0kzs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Finché si tratta di quattro commentatori che riversano le loro frustrazioni sulla tastiera del computer, si può sorvolare. Ma se a scrivere cazzate sono i cosiddetti giornalisti blasonati in quanto ritenuti liberi, allora conviene fare qualche precisazione. Soprattutto quando certi blasoni, si trasformano a loro volta in zitelle acide con commenti fuori dai gangheri. Mi riferisco ad alcune considerazioni che leggo sul mio conto in questi giorni sui quotidiani che parlano del bilancio deludente delle elezioni europee del Movimento 5 stelle.</p>
<p>Testo del video</p>
<p>Le discussioni politiche di questi giorni di commentatori blasonati della rete ritenuti attendibili, bravi, professionali, distaccati, saccenti, eroi, scopatori, purtroppo si rivelano scribacchini da pollaio dove per questioni personali di frustrazione, di cattiveria, di indivia ma anche di vanteria, associano i nomi di persone e criticano in maniera sprezzante sconfinando anche nel falso pur di mettere in cattiva luce e mettere in risalto la loro opinione affinché di loro si parli. Ecco, mi rifierisco a questi pseudogiornalisti da pollaio, che questi giorni di polemiche e di analisi sulla batosta del Movimento fanno anche il mio nome. Mi definiscono un ex responsabile della comunicazione impresentabile, piuttosto che un salottiere che va nei talk e che allontana il consenso del movimento e una serie di carinerie che lasciano il tempo che trovano, e che rientrano nel perimetro della critica anche legittima nei confronti di una persona che può non essere simpatica o antipatica. L&#8217;importante è che capiate ancora una volta, cari pennivendoli, che io non vado in televisione perché ho interesse a procurare voti al movimento o allontanare elettori dal movimento. Non è questo il mio ruolo. Io vengo chiamato come opinionista politico in quanto ho avuto un ruolo nel Movimento, nell&#8217;ufficio comunicazione ma soprattutto ho avuto un ruolo ben prima di tanti milioni di grillini improvvisati o di tanti pensatori o scrittori che pontificano su Grillo, il Movimento e tutto l&#8217;andazzo. Vengo chiamato evidentemente perché il mio parere può dare uno spunto di discussione, può interessare e finisce lì. Rispondo a nome mio di quello che dico, non del movimento. Però, sapete, finché si tratta di quattro commentatori su Facebook, di gente frustrata nel mondo che riversa le proprie cattiverie sulla tastiera si trova sempre. Ma quando invece queste posizioni le assumono i cosiddetti giornalisti dei giornaloni reputati indipendenti è un po&#8217; diverso. E allora sono costretto a sottolineare ciò che credevo e speravo di non dover più dire: ossia che il sottoscritto parla a nome del sottoscritto, dice ciò che gli pare, quanto gli pare e se ne assume le responsabilità. E soprattutto si documenta! Ecco, quindi questo per dire che voi potrete continuare a criticarmi, a dirmi che sono una merda, l&#8217;importante è che vi assumiate le vostre responsabilità. Perché poi se la vostra vacuità di frustrati travalica nella diffamazione e nell&#8217;insulto, poi a quel punto vi trascino in tribunale e vi spacco il culo. E sapete che quando parlo poi le cose le mantengo. Insomma, continuate pure a criticare, ma lasciatemi dire che mi spiace constatare come l&#8217;ambientaccio della critica politica sia un verminaio di cattiverie che non si capisce dove voglia portare, mentre invece l&#8217;intelligenza di chi scrive su questi giornali potrebbe essere impiegata non per riversare la bile sulle persone che ti stanno antipatiche, ma per dare un contributo utile alla causa, magari per creare qualche spunto di discussione per cercare di migliorare tutti visto che tutti siamo in difficoltà. Visto che siamo in un Paese finito e siamo in una realtà che non sappiamo dove ci porta. Siamo in un salto nel buio. Insomma, mi auguro che finiate di dire che io parlo a nome del movimento, perché se lo continuate a fare significa che siete in malafede.</p>
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		<title>Elezioni europee, quei sondaggi spacciati per verità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2014 13:34:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni europee]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="476" height="269" src="//www.youtube.com/embed/K4NbPibf4-Y" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La macchina mediatica italiana, lo sappiamo, è ridotta a ruolo di ufficio stampa del potere. Ci sia Berlusconi, ci sia Renzi, quotidianamente giornali e televisioni ci propalano passivamente le dichiarazioni e le reazioni dei politici, senza piglio critico, e soprattutto senza fare uso della memoria. Una dichiarazione del premier attuale che è esattamente il contrario di ciò che lo stesso premier diceva tre giorni fa, non provoca nessun rigurgito di dovere di cronaca. Il Paese è narcotizzato dalle dichiarazioni fritte di una classe politica screditata, corrotta e non votata, ma che è espressione del potere precostituito. In questo momento Renzi ha alle spalle il potere finanziario e le banche. I giornali e le televisioni che sono l&#8217;espressione di questi poteri, non sono messe in condizioni di fare da volano alla consapevolezza sociale. </p>
<p>Ecco allora che l&#8217;Italia se si vuole informare deve ricorrere a Internet o ai libri. Il mio libro è ormai finito. Consegno oggi la prefazione e tra pochi giorni sarà pronto. E&#8217; un compendio di dichiarazioni di Matteo Renzi che ne riassumono la personalità arrivista, narcisista e adatta a un Paese di politici clown, dove l&#8217;apparente autorevolezza dev&#8217;essere direttamente proporzionale all&#8217;inconsistenza personale e politica del soggetto che si presta al ruolo. A un politico europeo, una dichiarazione contraria alla precedente, costa solitamente il posto nell&#8217;istituzione che rappresenta e anche la carriera politica. In Italia, invece, oltre a far merito le indagini e le condanne, è importante COMUNICARE. Non importa cosa. L&#8217;importante è fare della chiacchiera la propria bandiera distintiva. Merito che a Renzi va riconosciuto in toto. Il potere è dalla sua parte. E i giornali gli fanno campagna elettorale. Basta guaradare le prime pagine di oggi che all&#8217;indicativo, spacciano il Partito democratico avanti di dieci punti rispetto al Movimento 5 stelle, come se i sondaggi per le elezioni europee fossero risultati di voto. Un modo disonesto e corrotto di spacciare per informazione quelli che sono dati a campione ridotto commissionati ad aziende pagate dai partiti. I giornali, questo, non lo scrivono. Sono tutti passivi. A 90 gradi. </p>
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		<title>E&#8217; finita l&#8217;era dei pagliacci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 05:22:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Va sempre peggio per i giornali e per i giornalisti. Al Corriere sono ormai diventate quotidiane le minacce di sciopero per protestare contro alcune azzardate politiche aziendali: dalla (s)vendita dello storico palazzo milanese di via Solferino, fino all&#8217;attuale polemica col succulento bonus riservato all&#8217;ad di Rcs Pietro Scott Jovane e al top management della testata, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/CORRIERE-CLARENDON.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12669" alt="CORRIERE CLARENDON" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/CORRIERE-CLARENDON-490x87.jpg" width="490" height="87" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/CORRIERE-CLARENDON-490x87.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/CORRIERE-CLARENDON.jpg 574w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Va sempre peggio per i giornali e per i giornalisti. Al Corriere sono ormai diventate quotidiane le minacce di sciopero per protestare contro alcune azzardate politiche aziendali: dalla (s)vendita dello storico palazzo milanese di via Solferino, fino all&#8217;attuale polemica col succulento bonus riservato all&#8217;ad di Rcs Pietro Scott Jovane e al top management della testata, i giornalisti lamentano tagli di organico e stipendi in stallo. Insomma, beghe aziendali non diverse da quelle di altre migliaia di realtà, che a differenza di un giornale, non possiedono gli stessi mezzi di un giornale per amplificare i propri problemi occupazionali. Tutto lecito, per carità. Il lavoro è sacrosanto e la libertà lo è altrettanto. E&#8217; che talvolta, la categoria dovrebbe anche trovare il coraggio di farsi un esame di coscienza e provare a chiedersi come mai la dirigenza di un giornale fa di testa propria senza occuparsi degli umori dei dipendenti. Forse i manager di Rcs agiscono così perché sanno di avere tra i loro sottoposti una maggioranza di <strong>Fantozzi senza futuro</strong> e senza vertebre. I giornali, compreso il Corriere, vivono il dramma di un continuo e costante declino. Le vendite del cartaceo scendono di mese in mese, mentre Internet è infestata da una selva di testate concorrenti, spesso più indipendenti e obiettive delle testate tradizionali di regime come il Corriere, per non dire i blog.</p>
<p>Al Corriere, come in tutte aziende, non si può fare di tutta l&#8217;erba un fascio: c&#8217;è del buono e del gramo: ergo, ci sono cronisti validi come Luigi Ferrarella e ciambellani come Beppe Severgnini. E&#8217; tra questi due estremi, Ferrarella e Severgnini, che esiste una ricca fauna di colleghi affetti, chi più chi meno, da &#8220;fantozzite&#8221;. Te ne puoi fare un&#8217;idea leggendoli. Alcuni manifestano gradi di compromissione costanti per ogni argomento che trattano, altri alternano fasi di lucidità a momenti di scoraggiante smarrimento. Ieri, domenica 30 marzo, il Corriere sembrava un opuscolo di satira triste. In prima pagina festeggiava &#8220;<em>La corsa alle aziende italiane</em>&#8220;, come se per l&#8217;Italia fosse un affare l&#8217;esercito di scippatori stranieri dei tesori aziendali nazionali. Hanno steso il tappeto rosso ai &#8220;<em>barbari di (più graditi) investitori esteri</em>&#8220;, vale a dire americani, arabi e cinesi qui a fare shopping in saldo di &#8220;<em>banche, moda e turismo</em>&#8220;. Sai che felicità!</p>
<p>Sposti lo sguardo di poche colonne, ed ecco l&#8217;editoriale di <strong>Ernesto Galli Te l&#8217;appoggia</strong> che ce l&#8217;ha coi &#8220;<em>sacerdoti del non si può</em>&#8220;. Un Fantozzi da prima pagina che lecca le natiche al Pd, il partito &#8220;<em>chiamato a scegliere</em>&#8221; non si sa da chi, visto che Renzi non ha lo straccio di un voto e si ritrova premier nominato da un capo di Stato al secondo mandato in un parlamento delegittimato dalla Consulta. Ma Galli Te l&#8217;Appoggia sorvola: tifa per l&#8217;abolizione del Senato che vuole Renzi, e quanto all&#8217;appello-allarme di Gustavo Zagrebelsky contro l&#8217;autoritarismo incostituzionale di una classe politica delegittimata, per Galli Te l&#8217;Appoggia è un argomento fazioso viziato da &#8220;<em>feticci ideologici</em>&#8221; tipico di un &#8220;<em>sinistrismo radicaleggiante</em>&#8220;. Quanto guadagna Galli Te l&#8217;Appoggia per scrivere bestialità così?</p>
<p>Sposti ancora lo sguardo, sempre in prima pagina, ed ecco una lettera di un redivivo <strong>Mario Monti</strong> al &#8220;<em>Caro direttore</em>&#8220;, nella quale confessa &#8220;<em>insano</em>&#8221; il suo governo tecnico, e dunque nel timore di scomparire del tutto, l&#8217;ex rettore-Bocconi si mette a leccare Renzi col pretesto di proporre la sua ricetta per il Senato: uguale a quella di Renzi, dotato di &#8220;<em>impulso riformatore che sembra travolgere ormai anche i proverbi</em>&#8220;. Insomma, un Cristo in Terra all&#8217;opera per &#8220;<em>tanti italiani che ne sono conquistati e scoprono che l’impazienza è la virtù dei forti</em>&#8220;. Dunque, nessun dubbio: il lodevole Renzi scortato &#8220;dall&#8217;agente&#8221; ha &#8220;<em>l&#8217;endorsement</em>&#8221; di Monti, ivi compresi i &#8220;<em>paletti</em>&#8221; incostituzionali fissati da Renzi senza il consenso degli italiani.</p>
<p>Dopo cotanta informazione in prima pagina, apri il Corriere, ed ecco che t&#8217;imbatti in un poderoso pezzo di <strong>Maria Teresa Mieli</strong> incentrato sulla &#8220;<em>paura di un boom 5 Stelle alle urne europee</em>&#8220;. Lo scoop è l&#8217;humor di Renzi che &#8220;<em>teme la fuga degli elettori forzisti verso Grillo</em>&#8220;. Ergo, il Pd preferisce Berlusconi a Grillo. <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/home/1057308/Letta---Meglio-il-Pdl-che-Grillo---Enrico-non-cambia-idea--anzi---Da-loro-solo-insulti-.html" target="_blank">Lo sapevamo già da Letta</a>. Del quale, <strong>Monica Guerzoni</strong> qualche pagina più in là, con piglio serio, scrive &#8220;<em>Letta torna in campo col Pd</em>&#8220;. Gira e rigira la cronista non scrive che &#8220;<em>per meriti</em>&#8221; da premier inutile sarà candidato alle europee. Si limita a romanzare che dopo &#8220;<em>sei settimane di riflessione l’ex premier è pronto a riaffacciarsi sulla scena</em>&#8220;. Voleva dire sull&#8217;Italia scema.</p>
<p>Giri ancora pagina ed ecco un pezzone di <strong>Nando Pagnoncelli</strong> intento a rubare lo scettro di ciambellano a Beppe Severgnini. Il sondaggista di Ballarò è sicuro: &#8220;<em>Gli italiani e il vento antieuropeo: uno su due chiede più unione</em>&#8220;. E ovviamente, &#8220;<em>anche gli elettori 5 Stelle tra i favorevoli all’integrazione</em>&#8220;. Segue <strong>Aldo Cazzullo</strong> che sponsorizza &#8220;<em>Bugie e verità</em>&#8220;, il libro dell&#8217;ex ministvo Tvemonti sul &#8220;<em>«golpe» che travolse il Cavaliere</em>&#8221; prima di Monti, e poi eccoci a <strong>Danilo Taino</strong>, sicuro che &#8220;<em>Nonostante la crisi, l’Italia non cambia</em>&#8220;. Certo, verrebbe da dire, se gl&#8217;italiani credessero a quello che scrive il Corriere! Tant&#8217;è che quest&#8217;edizione domenicale chiude la &#8220;cronaca&#8221; a pagina 31 con <strong>Paola De Carolis</strong>, che si chiede attonita cosa succede&#8221;<em>Se scompare il sorriso dei clown</em>&#8220;. Occhiello: &#8220;<em>Ce ne sono sempre di meno. E molti bambini non li vogliono più</em>&#8220;. Ecco, anche gl&#8217;italiani grandi non vogliono più giornalisti clown. Perciò comprano sempre meno giornali. Perciò gli editori vi trattano come clown. Pensateci, cari colleghi. Siate più seri, evitate di far scrivere certi pagliacci, visto che la loro epoca è finita. Lavorate più seriamente, fate più informazione,  chissà&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/03/31/e-finita-lera-dei-pagliacci/">E&#8217; finita l&#8217;era dei pagliacci</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Cronaca da un Paese alla canna del gas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 12:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel Paese alla canna del gas governato da un buffone senza voti, arriva dall&#8217;America un rappresentante del gas, come quelli della Folletto. Non è venuto qui per spronarci all&#8217;indipendenza energetica con sole e aria. E&#8217; arrivato qui per dirci che i fornitori russi di Gazprom sono pezzi di merda perché ascoltano Putin. Reo di non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/03/27/cronaca-da-un-paese-alla-canna-del-gas/">Cronaca da un Paese alla canna del gas</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/canna-del-gas-suicidio.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12661" alt="canna del gas suicidio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/03/canna-del-gas-suicidio-240x325.jpg" width="240" height="325" srcset="https://www.d