Sceneggiata Bonino, informazione in lacrime


Emma Bonino e la sceneggiata di lacrime al Senato

Il bollettino dell’ipocrisia che regna nei giornali registra un nuovo episodio: la copertina di giornata è la gigantografia di Emma Bonino in lacrime, indignata sui ritardi del maxiemendamento del governo giallo-verde atteso per il voto senza discussione. “Parlamento esautorato“, “dittatura“, la senatrice radicale riceve le amorevoli pacche di solidarietà da figuri del Parito Democratico e addirittura di Forza Italia. Il partito Radicale ha preso soldi da tutti nella sua lunga esistenza, persino da Berlusconi, che negli anni ha condannato e osannato. La radicale Bonino riceve la solidarietà ipocrita del malato che ha passato la chemioterapia. La senatrice è una donnetta di ferro: si è fumata di tutto per una vita intera, ed è riuscita ad ammalarsi ai polmoni. S’immola in quell’Aula, che negli anni di governi di destra e sinistra ha visto discussioni stoppate da centinaia di fiducie, decine di “canguri”, umiliazioni in nome del popolo italiano come quelle di Paniz su Ruby “nipote di Mubarak“, e leggi porcata tipo il Lodo Alfano vergate da omuncoli come Giorgio Napolitano. Proprio lui, quello che oggi ciancia di “parlamento umiliato“. Lui, il presidente della Repubblica più indegno che la storia repubblicana ricordi, con i suoi 90 e passa anni si gode la vecchiaia da arricchito dalla politica che ha vissuto da protagonista in tutte le epoche buie dell’Italia. Dagli anni di piombo, a quelli delle stragi mafiose passando da quelli governati dalla Loggia P2. Insomma, un bel pulpito quello ingigantito dalle redazioni dei giornali trasformati in postriboli inchinati al vecchio potere. Sempre ieri, in un’altra Aula, quella del Campidoglio c’è stato un altro politico che ha versato lacrime (vere) censurate dai giornali. Sono state quelle dell’assessore capitolino Gianni Lemmetti (5 stelle), che al termine del voto sul Bilancio 2019-2021 si è più volte interrotto per la commozione e per la “sfida di essersi preso la responsabilità di ritrovarsi con i conti nella condizione in cui li abbiamo trovati noi“. E’ passata sotto silenzio la dichiarazione della sindaca di Roma Virginia Raggi: “Un assessore che si commuove illustrando il blancio non si era mai visto“. Quella sì che era una notizia. Comunque piange bene chi piange ultimo. I giornalisti pro-sistema, che prima o poi dovranno cercarsi un lavoro.

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