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	<title>economia Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Sep 2026 08:13:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Altro che Vialli, il 2023 s&#8217;apre con milioni di poveri mazziati</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2023/01/07/altro-che-vialli-il-2023-sapre-con-milioni-di-poveri-mazziati/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=altro-che-vialli-il-2023-sapre-con-milioni-di-poveri-mazziati</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2023 12:36:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[operai]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I leader politici e pure gli oppositori fingono lacrime su Gianluca Vialli per raccogliere like e commenti di coccodrillo. Utili solo alla suggestione dei vivi (perché i morti non ci sono più), per compiacere i parenti, che al contempo, come nel caso di calciatori e cantanti, sono sempre ricchi. Intanto il 2023 s&#8217;è aperto con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I leader politici e pure gli oppositori fingono lacrime su Gianluca Vialli per raccogliere like e commenti di coccodrillo. Utili solo alla suggestione dei vivi (perché i morti non ci sono più), per compiacere i parenti, che al contempo, come nel caso di calciatori e cantanti, sono sempre ricchi. </p>
<p>Intanto il 2023 s&#8217;è aperto con la scadenza di quasi 600 contratti di lavoro, non più in linea con l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione.<br />
Solo in Italia ci sono 6,8 milioni di lavoratori nel settore del commercio, del turismo e della ristorazione senza l&#8217;adeguamento minimo della paga oraria. I vigilanti percepiscono 4 euro e mezzo all&#8217;ora grazie a un contratto scaduto nel 2016. </p>
<p>Chiude il cerchio l&#8217;inflazione, che erode il potere d&#8217;acquisto, limita i consumi e impone rinunce. In tal senso l&#8217;Italia è prima in Europa con l&#8217;inflazione all&#8217;11,6% e aumenti dei prezzi doppi rispetto a Francia e Spagna (dati Eusostat).</p>
<p>Gli aumenti di gas e petrolio impoveriscono i salari già tra i più bassi della Ue. Paghe basse corrispondono a povertà e aziende sofferenti perché caricate da cuneo fiscale sproporzionato, spese e gabelle.</p>
<p>Non ci sono post e nemmeno iniziative a tutela dei lavoratori da parte del governo Meloni impegnato a bastonare i rave, men che meno della cosiddetta opposizione di Sinistra. Per non dire del post grillino Giuseppe Conte. Nessuno di loro che si stracci le vesti per portare i salari minimi in Italia ad almeno 2 mila euro. Nessuno che sfidi le banche, l&#8217;Ue e nessuno che metta in discussione il debito pubblico che strozza il nostro Paese. </p>
<p>Cercare lacrime facili sul Vialli è più semplice.</p>
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		<title>Gli affari d&#8217;oro Usa e Leonardo sulla pelle dell&#8217;Ucraina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 05:41:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 24 febbraio ad oggi, cioè da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, i titoli di molte aziende con interessi nelle armi sono schizzati all&#8217;insù. Basta dare un&#8217;occhiata per rendersene conto. Il titolo dell&#8217;italiana Leonardo ha avuto un rialzo del 43,9% da 6,4 a 9,2 euro. Bwx Technologies (+26,3%), società della Virginia che fornisce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 24 febbraio ad oggi, cioè da quando è iniziato il conflitto in Ucraina, i titoli di molte aziende con interessi nelle armi sono schizzati all&#8217;insù. Basta dare un&#8217;occhiata per rendersene conto.<br />
Il titolo dell&#8217;italiana Leonardo ha avuto un rialzo del 43,9% da 6,4 a 9,2 euro. </p>
<p>Bwx Technologies (+26,3%), società della Virginia che fornisce componenti e combustibile nucleare al governo Usa.</p>
<p>Booz Allen Hamilton (+25,2%), gigante della consulenza strategica in stretti rapporti col Dipartimento della Difesa di Washington. </p>
<p>Bae Systems (+23,3%), gigante inglese del settore; </p>
<p>L3Harris (+16,8%), società tecnologica contractor della Marina Usa;</p>
<p>altri colossi americani tipo Northrop Grumman, (+15,8%) produttore di aerei e droni come il Global Hawk;</p>
<p>Heico (+14,2%) fabbrica di motori di aerei e avionica;</p>
<p>Lockheed Martin +14,2% (fa i caccia F-35 e i missili anticarro Javelin); </p>
<p>General Dynamics +10,6% (sottomarini Virginia e Columbia e carriarmati M1 Abrams); </p>
<p>Honeywell International (+9,6%), produce droni per l&#8217;esercito e la marina. </p>
<p>Quanto al gas, la guerra in Ucraina è un&#8217;autentica &#8220;esplosione&#8221; di affari per gli esportatori di gas naturale liquefatto (Lng), che hanno già vinto sulla crisi di approvigionamento dell&#8217;Europa. La prima compagnia Usa esportatrice è Cheniere Energy, seconda società al mondo dopo la compagnia nazionale emiratina Qatar Energy per capacità di export (35 milioni di tonnellate l’anno). Il titolo in Borsa, dal 23 febbraio scorso ha segnato +18,9%. </p>
<p>Altre società americane del settore con i titoli all&#8217;insù sono Chevron (+20,5%), ExxonMobil (+7,8%). </p>
<p>Le prime pagine intanto indugiano sul piagnisteo con le foto delle vittime in Ucraina come se si trattasse di qualcosa di inedito e speciale. Nessuno che ricordi come purtroppo morti e violenze sono tipiche di tutte le guerre di tutte le epoche.</p>
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		<title>Gas in rubli, la lezione di Putin sulla sovranità monetaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Apr 2022 11:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<category><![CDATA[soldi]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vladimir Putin sta dando una grande lezione al mondo europeo sul concetto di sovranità monetaria. Pretende che il gas russo sia pagato in rubli e non in euro. La Germania di Scholz e l’Italia di Draghi non possono rifiutare e i giornali dribblano. Qualche giorno fa con tono trionfalistico scrivevano che la Russia sarebbe fallita. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vladimir Putin sta dando una grande lezione al mondo europeo sul concetto di sovranità monetaria. Pretende che il gas russo sia pagato in rubli e non in euro. </p>
<p>La Germania di Scholz e l’Italia di Draghi non possono rifiutare e i giornali dribblano. Qualche giorno fa con tono trionfalistico scrivevano che la Russia sarebbe fallita. </p>
<p>Oggi devono ritrattare l&#8217;argomento e allora diventano ridicoli. Il Corriere comicamente scrive “Putin e l’Europa, sfida sul gas”, Repubblica riesce a rimanere seria scrivendo “Il ricatto del gas”. </p>
<p>Nessuno che sfrutti questa occasione per spiegare che la Russia ci insegna come tutti gli Stati potrebbero pretendere di essere pagati con la propria moneta. </p>
<p>Nessuno che osi dire che anche l’Italia, benché non ha le riserve di gas russo, potrebbe pretendere di essere pagata in lire invece che in euro tedesco che in vent&#8217;anni ci ha trasformato in larve. </p>
<p>Nessuno che scriva in prima pagina come la decisione di Putin stia tenendo concorrenziale il rublo e vanifica le sanzioni europee imposte alla Russia. </p>
<p>Il Movimento 5 stelle, divenuto primo partito di maggioranza relativa anche grazie alle campagne contro l&#8217;euro, avrebbbe l&#8217;occasione della Russia per tornare a parlare di sovranità monetaria. </p>
<p>Potrebbe rispolverare l&#8217;argomento dell&#8217;Italia che batte moneta per tutte le proprie esportazioni e la propria economia interna, tipo quella turistica. Come già fanno le europee Gran Bretagna, Slovacchia, Polonia, Croazia, Islanda e appunto la Russia di Putin.<br />
L’Italia, nonostante sia stata depredata delle più grandi aziende strategiche, avrebbe la capacità di rialzarsi se fosse messa nelle condizioni di stampare moneta e liberarsi dall’euro tedesco. </p>
<p>L’Italia dovrebbe aggiustare il tiro diminuendo drasticamente gli impieghi pubblici ed efficientare la giustizia fiscale per mettere in condizioni i grandi evasori fiscali di non evadere più, o di evadere molto meno. </p>
<p>Cosa ci vuole a capire che per uscire da questa strage economica e di povertà sparsa dall&#8217;euro bisogna ritornare ad essere sovrani? </p>
<p>Putin, col gas in rubli, ce lo insegna.</p>
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		<title>Giuseppe Conte, finto grillino, vero paraculo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Feb 2022 10:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[cash]]></category>
		<category><![CDATA[contanti]]></category>
		<category><![CDATA[euro. economia]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima l’azione giusta in Europa “o ci aiutate o facciamo da soli”. Poi la caduta rovinosa: prima con la fiducia al governo Draghi. Poi con la liturgia delle mediazioni segrete con i partiti marci che hanno rovinato l’Italia: da Forza Italia al Pd passando per la Lega e altri. Ora Giuseppe Conte è all’apoteosi della [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima l’azione giusta in Europa “o ci aiutate o facciamo da soli”. Poi la caduta rovinosa: prima con la fiducia al governo Draghi. Poi con la liturgia delle mediazioni segrete con i partiti marci che hanno rovinato l’Italia: da Forza Italia al Pd passando per la Lega e altri.</p>
<p>Ora Giuseppe Conte è all’apoteosi della sbandata per le elite. In un post su fb s’indigna perché “la Lega ha votato per un innalzamento del tetto del contante”, venendo meno al “cashback, la digitalizzazione e la tracciabilità dei pagamenti”. Secondo il presidente dei grillini alzare da mille a 3.000 euro il contante vuol dire “favorire l’economia sommersa”. </p>
<p>Ricordo i video di Beppe Scienza e del premio Nobel Joseph Stiglitz che Grillo pubblicava sul blog nei quali si difendeva il contante come metodo pulito e secolare di pagamento senza guadagni per le banche. Ricordo tutte le sagaci spiegazioni sul perché l’ingresso nell’euro per l’Italia è stata – e continua ad essere &#8211; una catastrofe economica. </p>
<p>Ma Conte fa il pesce in barile. Ci vuol far credere che la rovina dell’economia siano i 3 mila euro pagabili cash dai cittadini, e non l’economia criminale alimentata dalle banche negli ultimi anni, che si sono riversate con tutta la loro gravità a danno dei risparmiatori. Tace sul controllo militare che le banche dei ricchi fanno sugli introiti dei cittadini per impedire di aumentare i risparmi e di scalare la piramide della vera libertà che consta nel potere d&#8217;acquisto.</p>
<p>Conte tace sui derivati, sui facili prestiti bancari milionari concessi agli amici dei vari Verdini o Berneschi o Mussari tanto per rimanere alle cronache recenti. Tace sui fondi neri che ancora oggi giacciono all&#8217;estero. L&#8217;ultimo esempio sono le rogatorie negate dalla Svizzera sugli oltre 5 milioni depositati dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che di fatto hanno annullato il filone principale del processo sull&#8217;appalto dei camici in era Covid a suo cognato.</p>
<p>Conte tace sul crimine degli interessi passivi a danno dei cittadini su cui lucrano le banche col denaro emesso dallo Stato che di fatto si è trasformato in privato.</p>
<p>Il “malaffare” che Conte rammenta ai suoi seguaci creduloni è innanzitutto operato delle banche private. I banchieri dovrebbero essere dei normali amministratori di banche pubbliche a guadagno onesto, non dei massoni che vivono da nababbi sulla povertà di massa. </p>
<p>Per “abbassare le tasse”, bisognerebbe partire dal trasformare le banche da apparati privati gestiti in modo mafioso a banche pubbliche. </p>
<p>Serve tornare al concetto di moneta sovrana. Serve cancellare il debito pubblico. </p>
<p>Insomma, serve tornare ai temi cari ai 5 stelle delle origini. Che nel 2018 convinsero il 32% degli italiani. </p>
<p>Conte così convince solo le elite. Conte così sdraiato sul sistema non è più nemmeno l&#8217;uomo dei penultimatum per dirla alla Grillo. E&#8217; proprio diventato un paraculo alla corte dei banchieri.</p>
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		<title>Pandemia, record miliardario per Mediobanca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Feb 2022 08:50:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[mediobanca]]></category>
		<category><![CDATA[soldi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pandemia in Italia ha prodotto un milione e mezzo di disoccupati, la chiusura di decine di migliaia di negozi, il fallimento di migliaia di aziende e un incremento di fuga di forza lavoro all&#8217;estero. La stessa pandemia in Italia è invece stata una manna per Mediobanca. Soltanto nel semestre luglio/dicembre 2021 ha ottenuto risultati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La pandemia in Italia ha prodotto un milione e mezzo di disoccupati, la chiusura di decine di migliaia di negozi, il fallimento di migliaia di aziende e un incremento di fuga di forza lavoro all&#8217;estero.</p>
<p>La stessa pandemia in Italia è invece stata una manna per Mediobanca. Soltanto nel semestre luglio/dicembre 2021 ha ottenuto risultati record con ricavi a +12%, 1,459 miliardi e utili di 526 milioni di euro. Un aumento del 28% rispetto al 2020. Un semestre che ha registrato «un aumento dei ricavi largamente superiore al +4% medio previsto dal piano» e tale da far «ben sperare per la chiusura dell’anno», ha spiegato l’amministratore delegato Alberto Nagel, illustrando i conti agli analisti. </p>
<p>Nel suo bilancio, Mediobanca, detiene un &#8220;Wealth management&#8221; niente male. Le masse di soldi sono cresciute di 4,4 miliardi nel semestre, le commissioni del 33%, il Cib (Corporate investment banking) ha registrato il record di commissioni (+9%) e nell’area del credito al consumo, in particolare grazie ai risultati di Compass (utile netto record di 190 milioni, +38%).<br />
A proposito di Compass, la possibilità di interrompere per qualche mese le scadenze dei suoi finanziamenti, si è trasformata in una ripresa delle rate aumentate per recuperare gli interessi a carico del cittadino o l&#8217;impresa finanziati.</p>
<p>E&#8217; qui che Giuseppe Conte e i 5 stelle non hanno saputo metterci mano. Sull&#8217;usura legalizzata delle banche e delle loro finanziarie. Ed è purtroppo lì la forza di Conte e Di Maio, perché i fan della loro politica sulla povertà s&#8217;accontentano di un misero reddito di cittadinanza. Le <a href="https://www.finanza.news">banche</a> intanto comandano il mondo. </p>
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		<title>€ 2002-2022: vent’anni di impoverimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jan 2022 11:41:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[lira]]></category>
		<category><![CDATA[moneta]]></category>
		<category><![CDATA[valuta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vent’anni di euro in Italia hanno prodotto un progressivo e inesorabile impoverimento degli italiani. Un solo esempio: con un euro scambiato a 2.000 lire, il prezzo del caffè raddoppiò: da 1.000 lire che costava nel 2001 passò a un euro nel 2002. La benzina da 2.000 lire al litro a due euro o quasi. Mentre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vent’anni di euro in Italia hanno prodotto un progressivo e inesorabile impoverimento degli italiani. Un solo esempio: con un euro scambiato a 2.000 lire, il prezzo del caffè raddoppiò: da 1.000 lire che costava nel 2001 passò a un euro nel 2002. La benzina da 2.000 lire al litro a due euro o quasi. Mentre gli stipendi da un milione di lire passarono a 516,46 euro con precisione chirurgica. Questa non è la nostra percezione anomala dei freddi numeri degli statistici che difendono la moneta unica, ma un cambio tangibile che ci ha portato a sborsare di più di prima.</p>
<p>I presunti vantaggi dell’adesione dell’Italia alla moneta unica, avvenuta senza alcun referendum popolare ma solo per decisione dei governi sia di sinistra che di destra, si spiegherebbero nelle esportazioni che avrebbero alimentato la salute delle industrie interne. Il dato, anche se riscontrabile, non ha avuto benefìci tangibili perché negli ultimi vent’anni molte aziende strategiche di tutti i settori (da quelle dell’auto alla griffe della moda), sono state vendute o svendute all’estero con conseguenze nefaste sulle piccole e medie aziende dell’indotto interno. Che negli anni, dopo un apparente incremento dell’occupazione, si sono tradotte in chiusure, delocalizzazioni, precarizzazioni dei contratti e perdite di posti di lavoro.</p>
<p>L’Italia, a differenza della Germania, con l’ingresso nell’euro ha perso la sovranità monetaria e con sé ha perso l’autonomia economica, oltre che la competitività. L’euro stampato da una banca privata che è la Banca centrale europea, è una valuta a corso legale senza i crismi della moneta pubblica perché i banchieri che controllano la Bce rivendicano gli interessi e pure il cosiddetto debito pubblico. La Bce e i banchieri “azionisti” di alcuni grandi gruppi (Goldman sach’s, Mediobanca, Intesa San Paolo, Deutsche tanto per citarne alcuni), tengono con l’anello al naso la classe politica italiana. Dal Parlamento fino ai sindaci dei Comuni più piccoli, che si ritrovano con le mani legate per via dei vincoli di Bilancio e di spesa che impediscono la realizzazione a pieno del welfare pubblico, compresa la manutenzione delle infrastrutture come le strade. Questo dettaglio c&#8217;entra poco con le chiacchiere sul raddoppio del costo della vita o meno. Il tema è che il debito che rivendicano a Bruxelles provoca una serie di restrizioni che riducono la qualità della vita dei cittadini e li impoverisce.</p>
<p>Il Covid arrivato nel 2020 sembra voler risolvere in parte il problema della povertà con l’arrivo del Pnrr e degli aiuti alle famiglie e alle imprese. Ma fino a prova contraria questi aiuti hanno il sapore della panacea momentanea, perché si tratta di aiuti sempre a debito nei confronti della Bce. Sta passando in sordina che il debito pubblico italiano s’avvia verso il 3 mila miliardi di euro. Giuseppe Conte, a inizio pandemia, andò a Bruxelles a battere i pugni intimando che “se non ci aiutate voi faremo da soli”, (ergo ci stampiamo moneta e ci arrabattiamo). Frase fatale che gli è costata il ruolo di premier a palazzo Chigi ad opera di Matteo Renzi, e che ha permesso al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di nominare primo ministro Mario Draghi, banchiere nonché basista e garante della disfatta italiana al cospetto della Bce di Francoforte. </p>
<p>Basta fare due conti per capire dove siamo finiti: mentre scrivo il debito pubblico è a quasi 2.800 miliardi di euro. Le centinaia di migliaia di euro in arrivo del Pnrr andranno a gonfiarlo. Chiediamoci perché nessuno parla di ristrutturarlo (annullarlo), visto che un importo così, per un Paese come l’Italia che ha 6 milioni di dipendenti pubblici e poche piccole e medie imprese, non ci sarebbe altra via che finire come la Grecia dell’austerità di dieci anni fa.</p>
<p>La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, non a caso tedesca, per celebrare i vent’anni dell’introduzione dell’euro in Europa blatera di “valuta potente, simbolo di unità”. Potente certamente per la Germania. Simbolo di unità forzata e dannosa per paesi come l’Italia. Che dopo la vocazione industriale mai come ora avrebbe bisogno di riattivare la propria Zecca per rivendicare la propria autonomia dalle logiche bancarie di Bruxelles. L’Italia dovrebbe stampare moneta pubblica, tagliare i ponti con la Germania e fare come Londra con la Brexit. Qui, a differenza della grigia e cupa Gran Bretagna , potremmo vivere di solo turismo e del suo indotto. Potremmo essere un Paese indipendente e libero. E invece da vent’anni con l’Euro siamo sprofondati nel buio. </p>
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		<title>Recovery dei &#8220;migliori&#8221;: meno pensioni e ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2021 04:02:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Col Recovery plan dei “migliori” di Mario Draghi si andrà in pensione più tardi col metodo &#8220;Fornero&#8221;, a 67 anni e non più con Quota 100, in quanto la sperimentazione prevista fino a dicembre 2021 non avrà séguito. Nonostante i 57,5 miliardi di euro destinati alla &#8220;Transizione ecologica&#8221;, in tema di trasporti gli 80 treni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Col Recovery plan dei “migliori” di Mario Draghi si andrà in pensione più tardi col metodo &#8220;Fornero&#8221;, a 67 anni e non più con Quota 100, in quanto la sperimentazione prevista fino a dicembre 2021 non avrà séguito.<br />
Nonostante i 57,5 miliardi di euro destinati alla &#8220;Transizione ecologica&#8221;, in tema di trasporti gli 80 treni regionali da acquistare promessi da Conte, scendono a 53 con Draghi. Solo il 12,8% dei 42.800 autobus sarà sostituito e la lunghezza dei nuovi percorsi ciclabili dimezzano passando da 1.000 a 570 chilometri. Le risorse per l’efficienza energetica scendono da 7 a 2 miliardi. </p>
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		<title>L&#8217;Egitto trucida, ma l&#8217;Italia ci fa affari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2020 03:46:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[diplomazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il settimanale panarabo The Arab Weekly scrive che l&#8217;Italia sta vendendo all&#8217;Egitto di Al Sisi 6 fregate tipologia Fremm e 20 pattugliatori d’altura di Fincantieri, oltre a 24 caccia Eurofighter Typhoon e 20 velivoli da addestramento M346 di Leonardo, più un satellite da osservazione, per un valore fra i 9 e gli 11 miliardi di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/giuseppe-conte-Al-Sisi.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15494" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/giuseppe-conte-Al-Sisi-490x277.jpg" alt="" width="490" height="277" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/giuseppe-conte-Al-Sisi-490x277.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/giuseppe-conte-Al-Sisi.jpg 581w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Il settimanale panarabo The Arab Weekly scrive che l&#8217;Italia sta vendendo all&#8217;Egitto di Al Sisi 6 fregate tipologia Fremm e 20 pattugliatori d’altura di Fincantieri, oltre a 24 caccia Eurofighter Typhoon e 20 velivoli da addestramento M346 di Leonardo, più un satellite da osservazione, per un valore fra i 9 e gli 11 miliardi di euro. Con una spesa così l’Egitto diventa il miglior cliente dell’industria bellica italiana con 871 milioni spesi nel 2019.</p>
<p>Parliamo del regime che non collabora con i magistrati italiani nella ricerca della verità sulla terribile uccisione di Giulio Regeni e che trattiene in carcere Zaki, il cittadino egiziano che studiava a Bologna.</p>
<p>Tolto che l&#8217;affare vìola la legge 185 del 1990 che impedisce all&#8217;Italia di armare Paesi in guerra come l’Egitto, il problema del governo giallorosa è sigillare l&#8217;affare senza troppo pubblicizzarlo, per evidente imbarazzo nei confronti degli italiani e della famiglia Regeni, alla luce delle posizioni ostentate in passato da molti 5 stelle che predicavano impegno nella ricerca della giustizia ed embarghi all&#8217;Egitto.</p>
<p>Il negoziato della commessa miliardaria col generale Al Sisi è stato avviato dal premier Giuseppe Conte coadiuvato dal consigliere militare Carlo Massagli. Il ministero degli Esteri di Luigi Di Maio è stato coinvolto dopo con non poco fastidio.</p>
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		<title>Economia, il conto salatissimo del Covid-19</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 08:54:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ad aprile la produzione è calata tra il 50 e il 55% (lo dicono le fatture elettroniche emesse), una flessione che si aggiunge a quella di marzo, quando già si era perso più del 30%. Non riusciremo mai a pareggiare il danno”. Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico in audizione alla Camera.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Ad aprile la produzione è calata tra il 50 e il 55% (lo dicono le fatture elettroniche emesse), una flessione che si aggiunge a quella di marzo, quando già si era perso più del 30%. Non riusciremo mai a pareggiare il danno</em>”.</p>
<p>Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico in audizione alla Camera.</p>
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		<title>Prodi: l&#8217;euro antidoto agli scappati di casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 21:43:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Meno male che l’euro c’è, resiste, e se saremo un po’ intelligenti, la Ue avrà un futuro davanti a giganti come Cina e Stati Uniti. Se invece non saremo uniti allora i nostri figli, poveretti, dovranno andare a spasso per il mondo». Romano Prodi a un convegno di giovani di Bologna.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Meno male che l’euro c’è, resiste, e se saremo un po’ intelligenti, la Ue avrà un futuro davanti a giganti come Cina e Stati Uniti. Se invece non saremo uniti allora i nostri figli, poveretti, dovranno andare a spasso per il mondo</em>».<br />
Romano Prodi a un convegno di giovani di Bologna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2019/01/16/prodi-leuro-antidoto-ai-scappati-di-casa/">Prodi: l&#8217;euro antidoto agli scappati di casa</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Autostrade più care, fake di Toninelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 12:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autostrade, nuovo anno, nuovi aumenti e soprattutto in silenzio da parte delle società autostradali e con una fake news del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che ci rincuorava dicendo: &#8220;nessun aumento dei pedaggi&#8221;. Palle di mio nonno! Dal primo gennaio 2019 Brebemi è aumentata del 4,19% (20 centesimi a chilometro), nonostante i 320 milioni di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/casello-autostrada-telepass.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15052" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/casello-autostrada-telepass-488x325.jpg" alt="" width="488" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/casello-autostrada-telepass-488x325.jpg 488w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/casello-autostrada-telepass-768x512.jpg 768w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/casello-autostrada-telepass.jpg 1134w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" /></a></p>
<p>Autostrade, nuovo anno, nuovi aumenti e soprattutto in silenzio da parte delle società autostradali e con una fake news del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che ci rincuorava dicendo: &#8220;nessun aumento dei pedaggi&#8221;. Palle di mio nonno! Dal primo gennaio 2019 Brebemi è aumentata del 4,19% (20 centesimi a chilometro), nonostante i 320 milioni di aiuti pubblici ricevuti dal governo ai cosiddetti imprenditori che hanno distrutto migliaia di ettari di pianura padana per costruire l&#8217;autostrada più inutile d&#8217;Italia. La Teem è rincarata del 2,2%, la Pedemontana è a +3%, la Serravalle aumenterà il 1 febbraio. In Piemonte la Torino-Bardonecchia costa il 6,2% in più rispetto al 2018, +2,2% la Torino-Savona, in Liguria +0.7% per 113 km della Savona-Ventimiglia ed in Veneto +2% per 74 km. Per un totale di 855 km di autostrada rincarati, ossia il 14% del totale e non il 10 come detto dal ministro. E attenzione che sterilizzare gli aumenti per 6 mesi &#8211; come imposto alle società &#8211; significa che pagheremo l&#8217;aumento dopo comprensivo di interessi. Insomma, la riforma del sistema autostradale in questo Paese deve ancora vedere la luce (stellata).<br />
Ps I dati sono presi dall&#8217;Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti.</p>
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		<title>Migranti, l&#8217;equivoco uguaglianza-tolleranza della sinistra</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2018/07/30/migranti-lequivoco-uguaglianza-tolleranza-della-sinistra/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=migranti-lequivoco-uguaglianza-tolleranza-della-sinistra</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 04:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[salvini]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà ]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sinistra è sempre più invisa dai cittadini perché professa uguaglianza senza averla fatta applicare quando governava. Uguaglianza significa parità di condizioni. Tolleranza significa (anche) offrire un&#8217;opportunità. Cinesi, cingalesi e nordafricani sono tollerati da anni con attività commerciali (tipo i parrucchieri e i kebab), svolte in Italia in condizioni proibite agli italiani in tema di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/07/accoglienza-solidarietà.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14877" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/07/accoglienza-solidarietà-490x255.jpg" alt="" width="490" height="255" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/07/accoglienza-solidarietà-490x255.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2018/07/accoglienza-solidarietà.jpg 771w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>La sinistra è sempre più invisa dai cittadini perché professa uguaglianza senza averla fatta applicare quando governava. Uguaglianza significa parità di condizioni. Tolleranza significa (anche) offrire un&#8217;opportunità. Cinesi, cingalesi e nordafricani sono tollerati da anni con attività commerciali (tipo i parrucchieri e i kebab), svolte in Italia in condizioni proibite agli italiani in tema di norme di igiene, sicurezza e tasse. Dunque disuguali. Idem per ciò che riguarda la condizione di un imprenditore italiano rispetto a uno straniero. Uguali solo in apparenza, disuguali nei fatti grazie alla politica (nazionale e locale), che con la tolleranza diventata lassismo, ha contribuito a generare un senso di ingiustizia tra gli italiani e a danneggiare la nostra economia in favore di quella spesso sommersa degli stranieri. Non solo per le attività commerciali, ma anche per le attività artigianali (basti pensare ai muratori e agli imbianchini tutti &#8220;di loro&#8221; grazie alla concorrenza sleale).</p>
<p>Dunque, se in Italia si stanno verificando preoccupanti episodi di violenza ai danni di immigrati, la colpa non è del &#8220;clima politico&#8221; di Salvini e dei Cinque Stelle strillato da giornali come Repubblica. La colpa è proprio della disuguaglianza di condizioni tra italiani e stranieri creata dagli ultimi governi. Non solo di sinistra, ma anche di destra, quella che ha governato con Berlusconi (Lega compresa).</p>
<p>Perciò mentre la sinistra continua a perdere punti con figure come Emma Bonino che straparla di solidarietà e tolleranza dei migranti, la Lega di Salvini s’intesta la chiusura dei porti e il sovranismo coronando il senso della sua esistenza: contrastare gli invasori “parassiti” dell’economia nostrana che la Lega stessa ha tollerato e assecondato per lustri quando governava con Berlusconi. Col sorprendente risultato di riscuotere consensi e crescere nei sondaggi.</p>
<p>Ora, mettere in ordine uguaglianza e tolleranza significa applicare regole certe per tutti. Bene, dunque, che questo governo giallo-verde difenda i confini nazionali e contrasti le disuguaglianze. Si creino le condizioni affinché tutti possano operare e contribuire all&#8217;economia alle stesse condizioni. Così quando l&#8217;uguaglianza sarà papabile e tangibile, anche la tolleranza potrà tornare ad essere un tema politico per le opposizioni.</p>
<p>Ora no. Ora, ogni volta che la sinistra apre bocca perde solo punti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/07/30/migranti-lequivoco-uguaglianza-tolleranza-della-sinistra/">Migranti, l&#8217;equivoco uguaglianza-tolleranza della sinistra</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Fake news oggi: Antonio Polito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 09:58:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fake news del giorno: Antonio Polito sul Corriere dice che Etruria e PopVicenza sono fallite col contributo della crisi economica. BALLA: sono fallite perché i loro dirigenti hanno prestato soldi a tutti senza copertura, mandando a gambe all&#8217;aria i piccoli risparmiatori. La seconda fake news dell&#8217;articolo è che il governatore Ignazio Visco in Commissione avrebbe [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/antonio-polito.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10077" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/antonio-polito-216x325.jpg" alt="" width="216" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/antonio-polito-216x325.jpg 216w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/antonio-polito.jpg 290w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></a></p>
<p>Fake news del giorno: Antonio Polito sul Corriere dice che Etruria e PopVicenza sono fallite col contributo della crisi economica. BALLA: sono fallite perché i loro dirigenti hanno prestato soldi a tutti senza copertura, mandando a gambe all&#8217;aria i piccoli risparmiatori.</p>
<p>La seconda fake news dell&#8217;articolo è che il governatore Ignazio Visco in Commissione avrebbe incolpato il Pd per attaccare Renzi che non lo voleva ri-nominato alla guida di Bankitalia. BALLA: Renzi e Boschi nella loro veste di premier e ministro si sono impicciati di scomodare capi e vicecapi di Consob (incompetente), e Bankitalia (Visco compreso), per le sorti della moribonda PopVicenza con quella moribonda di Banca Etruria vicepresieduta da Pier Luigi Boschi, papà dell&#8217;allora ministro Maria Elena.</p>
<p>Terza fake news: tra Bankitalia e Consob ci sono stati evidenti difetti di comunicazione in una generale lentezza di intervento del sistema. BALLA: Bankitalia e Consob sono organi che hanno il solo compito di vigilare (Banche e Borsa). Dunque, Consob e Bankitalia (con l&#8217;allora boss Mario Draghi), sono corresponsabili del dissesto di Etruria e PopVicenza. Andrebbero processati i dirigenti dell&#8217;epoca assieme alle dirigenze (ancora sotto indagine ma senza che all&#8217;orizzonte si profilino penali patrimoniali) dei dirigenti e amministratori delegati di quelle banche. (Zonin e gli altri).</p>
<p>Solo così, in poche righe, i cittadini avrebbero le idee chiare &#8220;<em>e non sarebbero confusi</em>&#8221; come ciancia Polito, che avrebbe potuto spiegare bene in poche righe. Andrebbe scritto che queste vicende dovrebbero affrontarle i tribunali a mani libere. Non con la Commissione Casini. Quella sì cerca di far casino. Perché essendo un organo collegiale di natura politica &#8220;distrae&#8221; dalle responsabilità penali di tutta la banda di pirati e riempie i giornali di una tragedia camuffata da commedia.</p>
<p>#PolitoBufalaro</p>
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		<title>Mps, la banca salvata a debito dei cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2016 08:23:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se un imprenditore sbaglia investimenti fallisce. La sua azienda si dissolve nelle mani di un curatore fallimentare che &#8220;onora&#8221; i creditori con quel che rimane di esigibile in proporzione alle priorità. L&#8217;imprenditore non potrà più per almento 5 anni aprire altre attività, in quanto &#8220;incapace&#8221;, secondo la logica giuridica, e quindi &#8220;deleterio&#8221; o &#8220;pericoloso&#8221; per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se un imprenditore sbaglia investimenti fallisce. La sua azienda si dissolve nelle mani di un curatore fallimentare che &#8220;onora&#8221; i creditori con quel che rimane di esigibile in proporzione alle priorità. L&#8217;imprenditore non potrà più per almento 5 anni aprire altre attività, in quanto &#8220;incapace&#8221;, secondo la logica giuridica, e quindi &#8220;deleterio&#8221; o &#8220;pericoloso&#8221; per il mercato.</p>
<p>Se un &#8220;manager&#8221; di banca sbaglia investimenti finanziando con milioni di euro amici correntisti massoni senza coperture di garanzia, la sua banca &#8211; a differenza dell&#8217;azienda dell&#8217;imprenditore &#8211; non si dissolve nelle mani di un curatore fallimentare che dovrebbe &#8220;onorare&#8221; i creditori (piccoli azionisti) spolpando le ricchezze del manager (ville, soldi all&#8217;estero etc.). Bensì, arriva il Ministro dell&#8217;Economia e il governo, che &#8220;risorge&#8221; la banca ripianando le delinquenze (sbagli) dei manager bancari con l&#8217;innesto di soldi pubblici, col conseguente indebitamento dei cittadini. Come il caso di queste ore che sta riguardando il salvataggio pubblico del Monte dei Paschi di Siena (del Pd).</p>
<p>L&#8217;operazione è sotto copertura perché giornali e tivù la spiegano con un linguaggio edulcorato (sofferenze, bond, cessione crediti, vaccino di Stato etc.), nella certezza assoluta che i cittadini non capiranno granché di tutto ciò, e intanto continueranno a rimanere poveri, ignoranti e dominati.<br />
Oggi, di nuovo, il governo Gentiloni, ce lo sancisce ufficialmente: le banche devono comandare, la massoneria deve continuare a dominare ricca il popolo che dovrà continuare a rimanere schiavo.</p>
<p>Insomma, siamo inseriti in un sistema che griderebbe vendetta stile Isis.</p>
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		<title>Banche fallite, chi è causa del suo mal&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 12:16:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi è causa del suo mal pianga sé stesso. La tragedia di Luigino D&#8217;Angelo, il risparmiatore suicida che ha perso i 110 mila euro di risparmi tutti affidati alla Banca Etruria, è l&#8217;effetto estremo della fiducia data a dei truffatori seriali che sono i bancari in giacca e cravatta. Questa moda di affidare i soldi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/luigino-dangelo.jpg" rel="attachment wp-att-14379"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14379" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/luigino-dangelo-239x325.jpg" alt="luigino d'angelo" width="239" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/luigino-dangelo-239x325.jpg 239w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/12/luigino-dangelo.jpg 466w" sizes="(max-width: 239px) 100vw, 239px" /></a></p>
<p>Chi è causa del suo mal pianga sé stesso. La tragedia di Luigino D&#8217;Angelo, il risparmiatore suicida che ha perso i 110 mila euro di risparmi tutti affidati alla Banca Etruria, è l&#8217;effetto estremo della fiducia data a dei truffatori seriali che sono i bancari in giacca e cravatta. Questa moda di affidare i soldi alle banche con l&#8217;intento di guadagnarci tutti, senza che nessuno ci perda, è una favola che purtroppo si svela in tutta la sua drammatica realtà. Le obbligazioni subordinate, cioè quelle che vincolano i risparmi per un tot di anni a garanzia di allettanti percentuali di interesse, ma che poi, di fatto, sono soldi che la banca usa deliberatamente per le sue operazioni a rischio, dovrebbero mettere in guardia il risparmiatore e indurlo a porsi una domanda: &#8220;Perché mai una banca dovrebbe fare il mio interesse vincolando i miei soldi?&#8221;. E aggiungersi: &#8220;Quali responsabilità ha la banca nei miei confronti se verrà meno alle promesse e non mi ridarà i miei soldi?&#8221;. Basterebbero queste semplici domande per farsi venire quantomeno qualche dubbio e magari lasciare i soldi sul conto corrente, piuttosto che sotto il cuscino.</p>
<p>Bene. Oggi, col fallimento di quattro banche, tra cui l&#8217;Etruria presieduta (solo alla fine) dal papà del ministro Boschi, scopriamo che un manipolo di bancari che hanno truffato in giacca e cravatta i loro risparmiatori, sono morti o comunque usciti di scena con fior di liquidazioni. E le banche &#8220;salvate&#8221; con soldi pubblici (sempre i nostri), contro il parere della Ue che li ritiene illegali. In estrema sintesi, il quadro è che piangiamo un risparmiatore credulone, truffato da un manipolo di bancari protetti da un vulnus legislativo che persegue le banche, a loro volta libere di fallire con la sicurezza di essere rimpinguate dallo Stato con soldi pubblici. Ecco, alla fine, dare i soldi alle banche è un po&#8217; come darli a un chiromante, con la differenza che se i soldi te li fotte il chiromante va tutto bene, se te li fotte la banca ti metti il cappio al collo.</p>
<p>Chi sono i responsabili di queste truffe? In primis, è doloroso dirlo, degli stessi risparmiatori creduloni. In secondo luogo la colpa va ai governi Berlusconi-Prodi-Monti-Letta e Renzi, che negli ultimi dieci anni hanno lasciato alle banche una sorta di ruolo deliberato alla Wanna Marchi, senza che avessero provveduto a rafforzare le autorità di controllo sui rischi e senza responsabilizzare Bankitalia. Bankitalia, che a cascata, ha le sue responsabilità assieme ai direttori di banca stessi.</p>
<p>Io, da cittadino che lavora e paga le tasse, sono contrario al salvataggio delle banche per salvare i risparimatori con i fondi dello Stato italiano che si indebita con l&#8217;euro. Diffido da chiunque, in politica, oggi, grida allo scandalo a tutela dei risparmiatori con uno slogan facile facile a portar voti. A cominciare dalla Lega di Salvini, che ha governato con Berlusconi negli anni della diffusione dei mutui tossici e degli investimenti pazzi delle banche sugli yacht di società fantasma o fallite. Lo ripeto: chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Pace all&#8217;anima di Luigino D&#8217;Angelo e a chi lo seguirà.</p>
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		<title>Col &#8220;NO&#8221; Grecia libera. Ora referendum in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 08:26:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<category><![CDATA[euro]]></category>
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		<category><![CDATA[grecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il salvataggio per la Grecia è tutta una questione autonoma. Nel mare inquinato e puzzolente di questa Europa criminale, la Grecia si è costruita la propria scialuppa per galleggiare e navigare da sola. Come ha sempre fatto nella sua storia millenaria, i greci hanno detto sonoramente NO all&#8217;austerity e alla Troika europea. Dunque NO al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/07/grecia-popolo-voto.png"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14016" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/07/grecia-popolo-voto-490x314.png" alt="grecia popolo voto" width="490" height="314" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/07/grecia-popolo-voto-490x314.png 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/07/grecia-popolo-voto.png 655w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Il salvataggio per la Grecia è tutta una questione autonoma. Nel mare inquinato e puzzolente di questa Europa criminale, la Grecia si è costruita la propria scialuppa per galleggiare e navigare da sola. Come ha sempre fatto nella sua storia millenaria, i greci hanno detto sonoramente NO all&#8217;austerity e alla Troika europea. Dunque NO al risarcimento del debito sovrano, l&#8217;arma a disposizione della Germania camuffata da Unione europea per sottomettere un Paese straniero. La Regina tedesca (in scacco) Angela Merkel, va dal premier francese Hollande per decidere cosa raccontare al continente e cosa fare contro la Grecia, che sovranamente ha detto di non condividere l&#8217;euro. E&#8217; lei la faccia senza burqa del califfato europeo. Ce l&#8217;ha a morte col premier greco Alexis Tsipras che si è permesso democraticamente di far scegliere ai cittadini il destino economico del proprio Paese. Il Paese ha scelto: rifiuta la Troika, l&#8217;austerity, i debiti drogati e, dunque, dice no a questo modello di Euro. I califfi dell&#8217;Ue sono accecati di rabbia. Se avessero una scimitarra tra le mani farebbero rotolare teste su teste. Non gli va giù questa decisione. Pretendono il comando sulla Grecia nonostante la volontà dei greci. Eppure la prima incazzatura della Merkel dovrebbe essere contro i sondaggisti schiavi del califfato finanziario che davano per certo il SI&#8217;. Non contro Tsipras e il suo ministro delle finanze Varoufakis che hanno dato prova di coraggio facendo scegliere al loro popolo. I giornali minacciano che a Berlino &#8220;<em>Tsipras troverà la porta chiusa</em>&#8220;. In realtà la Grecia è quello che vuole, visto che la palla continua a tenerla il Paese ellenico in questa bella partita di autonomia politica e sovrana. Mica i compagni di merende Merkel, Hollande, Draghi, Juncker &amp; co. Le condizioni che detta la Grecia dopo la vittoria del NO sono: &#8220;o ci tagliate il debito, oppure chiudeteci pure i rubinetti che noi vivremo lo stesso col ritorno alla dracma&#8221;. L&#8217;Europa non ha molte chances di scelta. O tagliano il debito alla Grecia per tenerla nell&#8217;euro, o la escludono dalla moneta unica avviandola al default. Che significa rinuncia dei crediti. Entrambe le soluzioni sono deleterie per la Troika perché a quel punto anche altri paesi indebitati come l&#8217;Italia potrebbero seguire le orme della Grecia: indire referendum a loro volta o addirittura rifiutarsi di pagare i debiti sovrani.</p>
<p>Per una mossa così ci vorrebbe Matteo Renzi se non fosse la caricatura di sé stesso e se non si atteggiasse da pagliaccio prono alle posizioni della Merkel. In tutto questo gioco greco che rappresenta una rivoluzione storica, se davvero volesse, Renzi potrebbe darsi una chance di credibilità. Chiederebbe a sua volta un referendum anche per l&#8217;Italia col risultato che riunirebbe il Pd (vedi Fassina e la sinistra vendoliana), e troverebbe man forte nel Movimento 5 stelle, che il referendum sull&#8217;euro lo ha promesso in campagna elettorale. &#8220;Stare SI&#8217; o NO a queste condizioni nell&#8217;euro?&#8221; Io voterei immediatamente NO, visto che non ha senso rovinarsi la vita per pagare un debito enorme per il quale non stiamo più nemmeno pagando gli interessi. Renzi, se volesse, potrebbe uscire da questa impasse di ridicolo figurante di quint&#8217;ordine nel panorama europeo. Dovrebbe, anzi, farsi forte vista la recente esperienza già dimenticata del semestre europeo e il ruolo di Federica Mogherini, passata dai fasti di grandioso ministro estero continentale, a replicante funzionario della cricca asserragliata nei bunker di vetro tra Bruxelles e Strasburgo.<br />
Renzi potrebbe emulare Tsipras se non fosse lui stesso espressione di quel potere criminale bancario che lo ha fatto piazzare a Palazzo Chigi senza voto per il tramite di Giorgio Napolitano. Menomale che anche Renzi è passeggero e presto finirà nel dimenticatoio. Per il resto, noi italiani dobbiamo solo rallegrarci di questo NO greco che dà scacco alla pretesa sovranità delle banche. La Grecia ha saputo trovare la luce nel tunnel con la forza del proprio voto popolare e sovrano. Rimane come nella storia una civiltà-guida per gli altri Paesi. Una fortuna anche per l&#8217;Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/07/06/col-no-grecia-libera-ora-referendum-in-italia/">Col &#8220;NO&#8221; Grecia libera. Ora referendum in Italia</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Le euro-giravolte di Padoan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 22:01:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Valutate voi la serietà di un ministro del Tesoro di un grande Paese europeo come l&#8217;Italia. Pier Carlo Padoan, nell&#8217;arco di appena una stagione ha cambiato parere sul Grexit. Da granitico sostenitore dell&#8217;irreversibilità della moneta unica, a passivo passacarte delle decisioni di Alexis Tsipras, il neo-premier greco che sta mandando al voto i suoi connazionali [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/07/pier-carlo-Padoan.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-14001" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/07/pier-carlo-Padoan.jpg" alt="pier carlo Padoan" width="184" height="274" /></a></p>
<p>Valutate voi la serietà di un ministro del Tesoro di un grande Paese europeo come l&#8217;Italia. Pier Carlo Padoan, nell&#8217;arco di appena una stagione ha cambiato parere sul Grexit. Da granitico sostenitore dell&#8217;irreversibilità della moneta unica, a passivo passacarte delle decisioni di Alexis Tsipras, il neo-premier greco che sta mandando al voto i suoi connazionali sulla permanenza o meno nell&#8217;euro. Leggete e decidete se ridere o piangere:</p>
<p>«<em>L&#8217;uscita dall&#8217;euro è del tutto fuori questione</em>». 17.2.15 Pier Carlo Padoan, ministro del Tesoro;</p>
<p>«<em>Se entriamo in un contesto nel quale c&#8217;è una possibilità in più, quella dell&#8217;uscita dall&#8217;euro, il sistema diventa in generale più fragile meno capace di assorbire gli shock</em>». Padoan, 22.5.15;</p>
<p>«<em>L&#8217;uscita della Grecia dall&#8217;euro non è affatto inevitabile</em>». Padoan, 28.6.15.</p>
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		<title>Draghi, default e il narratore-manga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 08:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I greci muoiono di stenti. Gli&#8217;italiani rovistano i cassonetti e rivendono i rifiuti per strada. L&#8217;Europa mediterranea è in asfissia da euro. A stringere il collo è il credit crunch. Più nessuno paga nessuno. Intanto i giornali ci raccontano le gesta epiche dell&#8217;Europa impegnata a tenere la Grecia nell&#8217;euro. Ettore Livini di Repubblica sembra il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/06/mario-draghi.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13922" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/06/mario-draghi-490x172.jpg" alt="mario draghi" width="490" height="172" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/06/mario-draghi-490x172.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/06/mario-draghi.jpg 1026w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>I greci muoiono di stenti. Gli&#8217;italiani rovistano i cassonetti e rivendono i rifiuti per strada. L&#8217;Europa mediterranea è in asfissia da euro. A stringere il collo è il credit crunch. Più nessuno paga nessuno. Intanto i giornali ci raccontano le gesta epiche dell&#8217;Europa impegnata a tenere la Grecia nell&#8217;euro. Ettore Livini di Repubblica sembra il narratore dei manga giapponesi. C&#8217;è il &#8220;<em>king-maker Mario Draghi</em>&#8221; nel ruolo di Goldrake con quella smorfia sempre un po&#8217; così, a metà tra il beffardo e lo svaporato. Livini, ma non è il solo, esalta quest&#8217;ometto che non si capisce chi lo abbia eletto e chi lo abbia autorizzato a firmare le banconote. Nessuno ce lo spiega. Ci raccontano, al contrario, del suo &#8220;<em>Quantitative easing</em>&#8221; (che vuol dire stampa di carta da mettere in circolo), dipinto come uno &#8220;<em>scudo stellare</em>&#8221; che &#8220;<em>dovrebbe proteggere gli ex ventri molli Portogallo, Spagna e Italia grazie alle loro riforme</em>&#8220;. Fermarsi a pensare di quali riforme stia parlando il narratore-manga, non si arriva a una conclusione. Visto che non le elenca. Sono Draghi assieme a tutta la Troika a contrastare il &#8220;<em>corto circuito sotto il Partenone</em>&#8220;. Che tradotto significa: &#8220;<em>La Grecia non pagherà mai i suoi debiti sovrani</em>&#8220;. Nessun problema: &#8220;<em>La potenza di fuoco in mano a Eurotower è impressionante</em>&#8220;. Roba che l&#8217;eruzione del Tambora è stata una pippa in confronto. Sì perché, ecco la magia, &#8220;<em>la Bce comprerà 60 miliardi di titoli di Stato al mese, 1.200 miliardi nell&#8217;arco del programma. Quanto basterebbe per comprare quasi tutti i Bot, i Btp e i Ctz emessi dall&#8217;Italia in 3 anni</em>&#8220;. La Bce compra, compra, ma la Grecia, e anche l&#8217;Italia, non pagheranno mai. C&#8217;è da chiedersi: quando e a chi risarciranno? Non è dato a sapere. Niente paura: è sempre lui, Draghi-Goldrake a sorvegliare l&#8217;Eurotower e i suoi interventi &#8220;<em>per arginare l&#8217;assalto della speculazione, scatenata quando sente odore di sangue</em>&#8220;. Draghi, con quella smorfia un po&#8217; così, non è solo il king-maker. E&#8217; anche l&#8217;uomo bazooka che va in coppia con Francoforte, e &#8220;<em>l&#8217;arma potentissima: Hedge fund</em>&#8220;. Ovviamente senza tradurlo in italiano con un poco rassicurante &#8220;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_speculativo" target="_blank"><em>fondo speculativo</em></a>&#8220;. Insomma, la trama del cartone-manga propone un armentario di interventi colossali grazie all&#8217;eroe &#8220;<em>Supermario</em>&#8220;, che aleggia come l&#8217;uomo ragno mentre fa lo sputa-fuoco. Eppure alla fine &#8220;<em>il rischio è che la vittima sarebbe l&#8217;euro</em>&#8221; ricorda il narratore-manga Livini. Del resto, la Grecia &#8220;<em>deve essere accompagnata da un colpo d&#8217;acceleratore all&#8217;integrazione continentale per non lasciare da solo SuperMario</em>&#8220;. La domanda che dovremmo porci è: &#8220;visto che la Grecia non pagherà i suoi debiti, perché mai dovrebbe pagarli l&#8217;italia?&#8221; Questi sono i temi del <em>&#8220;supervertice in programma lunedì</em>&#8220;. Il problema è come allestire la supercazzola per giustificare il Grexit, o la tenuta della Grecia nell&#8217;euro a patto che le banche rinuncino ai crediti ellenici. Buona passeggiata tra i cassonetti.</p>
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		<title>Grecia insolvente come l&#8217;Argentina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2015 10:53:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«È vero che ci sono dei precedenti di scadenze saltate nei pagamenti all’Fmi come l’Argentina. Ma il caso greco è unico, per le somme coinvolte che non hanno precedenti e per l’intersecarsi di ragioni politiche, finanziarie e culturali che comporta. Perciò è inquietante il preannuncio di Atene». Daniel Gros, direttore del Center for economic policy [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>È vero che ci sono dei precedenti di scadenze saltate nei pagamenti all’Fmi come l’Argentina. Ma il caso greco è unico, per le somme coinvolte che non hanno precedenti e per l’intersecarsi di ragioni politiche, finanziarie e culturali che comporta. Perciò è inquietante il preannuncio di Atene</em>». Daniel Gros, direttore del Center for economic policy studies di Bruxelles.</p>
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		<title>Renzi, docenti, e gli aumenti &#8220;di merito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2015 04:58:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[docenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Diamo più soldi agli insegnanti e il merito non è una parolaccia: non si possono dare gli stessi aumenti a tutti». Matteo Renzi, premier non eletto, di fronte alla lavagna con gessetti in una sala di palazzo Chigi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Diamo più soldi agli insegnanti e il merito non è una parolaccia: non si possono dare gli stessi aumenti a tutti</em>». Matteo Renzi, premier non eletto, di fronte alla lavagna con gessetti in una sala di palazzo Chigi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/05/14/renzi-docenti-e-gli-aumenti-di-merito/">Renzi, docenti, e gli aumenti &#8220;di merito&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Def, Renzi ci tratta da DEFicienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 07:07:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«È finito il tempo in cui i politici chiedevano sacrifici ai cittadini». Matteo Renzi nel presentare il Def (documento economico finanziario) del triennio 2016-2018. Nessun riferimento all&#8217;aumento dell&#8217;Iva previsto nel 2016.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>È finito il tempo in cui i politici chiedevano sacrifici ai cittadini</em>». Matteo Renzi nel presentare il Def (documento economico finanziario) del triennio 2016-2018. Nessun riferimento all&#8217;aumento dell&#8217;Iva previsto nel 2016.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/04/08/def-renzi-ci-tratta-da-deficienti/">Def, Renzi ci tratta da DEFicienti</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Il califfato-Troika sulla pelle della Grecia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2015 22:34:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando Syriza governa in Grecia, è panico negli ambienti della Troika. La massoneria della moneta unita balbetta davanti a un Paese economicamente marginale per l&#8217;economia globale, ma determinante per le sorti dell&#8217;unione monetaria. L&#8217;ormai inevitabile Grexit equivale al salto del tappo che tiene gonfio il pallone. Da giorni leggiamo titoli e soluzioni che non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/02/15/il-califfato-troika-sulla-pelle-della-grecia/">Il califfato-Troika sulla pelle della Grecia</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/mario-draghi-iguana.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13445" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/mario-draghi-iguana-490x272.jpg" alt="mario draghi iguana" width="490" height="272" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/mario-draghi-iguana-490x272.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/02/mario-draghi-iguana.jpg 540w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Da quando Syriza governa in Grecia, è panico negli ambienti della Troika. La massoneria della moneta unita balbetta davanti a un Paese economicamente marginale per l&#8217;economia globale, ma determinante per le sorti dell&#8217;unione monetaria. L&#8217;ormai inevitabile Grexit equivale al salto del tappo che tiene gonfio il pallone. Da giorni leggiamo titoli e soluzioni che non lasciano spazio all&#8217;immaginazione. Bisogna essere malati di mente per credere agli ultimatum di Mario Draghi che dà &#8220;<em>solo una settimana e poi stacca la spina</em>&#8220;, come se tutto ciò fosse un pericolo per l&#8217;economia reale. Il pericolo, in realtà, è per la cupola di banchieri, di cui Draghi è perno, che non sa cosa raccontarci per trovare una soluzione al fallimento della moneta unica ed evitare che gli stati tornino alle loro monete. Loro preferirebbero continuare a lucrare sulla pelle della povera gente lasciata morire disperata sulla spoliazione delle economie delle nazioni mediterranee già in ginocchio.</p>
<p>Tra vertici d&#8217;emergenza con la Merkel che farfuglia come un disco rotto l&#8217;ennesimo e inutile salvataggio della Grecia, la richiesta di risarcimento danni di guerra alla Germania da parte del premier greco Tsipras che i giornali chiamano ricatto, il Fondo Monetario che alternando scintille al gelo fa finalmente mea-culpa, il ministro tedesco Schaeuble che sbiascica di &#8220;<em>direzioni sbagliate</em>&#8220;, S%P che taglia il rating greco a &#8220;B meno&#8221; che più meno non si può, piani anti-crac senza programmi greci che piacciano alla Troika, sospensione della fornitura di soldi alla Grecia in attesa di compromessi che non ci saranno mai, e Mariotto Draghi con l&#8217;espressione di un&#8217;iguana che allunga l&#8217;agonia dell&#8217;euro e della povera Grecia pur di non pronunciare la parolina magica &#8220;insolvenza&#8221;, veniamo continuamente presi per il culo dai giornali che ci dipingono un mondo parallelo nella speranza di tenerci sedati.</p>
<p>Se per i soliti giornaloni come Repubblica, la Merkel è &#8220;<em>la nuova Kennedy</em>”, il Fatto intervista Romano Prodi, l&#8217;uomo dell&#8217;euro che parla di &#8220;<em>Una catastrofe per colpa nostra, dell’Occidente</em>”. Frase che lascia a bocca aperta anche il lettore più distratto, visto che farebbe pensare a un mea-culpa sull&#8217;euro. E invece Prodi si riferisce all&#8217;occupazione dell&#8217;ISIS in Libia. Poco male che eravamo rimasti al nemico in casa di Tsipras che era l&#8217;IRIS, l&#8217;organismo governativo che ha fatto sparire un elenco pieno di evasori fiscali greci. Ce lo aveva raccontato proprio Il Fatto, passato dall&#8217;IRIS all&#8217;ISIS con l&#8217;interlocutore sbagliato, Prodi, come se c&#8217;entrasse qualcosa con le questioni libiche e arabe e senza uno straccio di domanda su cosa pensa del teatrino della Troika di questi giorni . Insomma, alla fine è tutto un parlar d&#8217;altro. Come piace al califfato europeo. Creare un nemico più grande di ciò che non è già la Troika per noi cittadini europei, e farci credere che le cause della rovina stanno altrove.</p>
<p>Menomale che noi rimaniamo svegli senza mai perdere di vista l&#8217;iguana nella gabbia di Bruxelles che guida i fili al burattino Renzi. Quello di &#8220;Bene la Bce&#8221;. Teniamoci forti e prepariamoci al crac dell&#8217;euro. Cosa verrà dopo non si è ancora capito. Abbiamo ben chiaro soltanto quanto i giornali tutti ci prendono per il culo. Su questo non abbiamo proprio dubbi. Chapeau.</p>
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		<title>Il falso e il falsario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2014 04:21:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli, via Ponte della Maddalena, agosto 2011, la Guardia di finanza scopre nel retrobottega di un negozietto una zecca di falsari di monete da un euro create con macchinari sofisticati. Marzo 2012, nella maxi operazione &#8220;Giotto&#8220;, condotta dai carabinieri, finiscono in carcere 109 persone, di cui 50 provenienti dall&#8217;area campana compresa tra Afragola, Marano, Castel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/matteo-renzi-mario-draghi-2.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13043" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/matteo-renzi-mario-draghi-2-490x229.jpg" alt="matteo renzi mario draghi 2" width="490" height="229" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/matteo-renzi-mario-draghi-2-490x229.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/08/matteo-renzi-mario-draghi-2.jpg 803w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Napoli, via Ponte della Maddalena, agosto 2011, la Guardia di finanza scopre nel retrobottega di un negozietto una zecca di falsari di monete da un euro create con macchinari sofisticati. Marzo 2012, nella maxi operazione &#8220;<em>Giotto</em>&#8220;, condotta dai carabinieri, finiscono in carcere 109 persone, di cui 50 provenienti dall&#8217;area campana compresa tra Afragola, Marano, Castel Volturno, Aversa e Giuliano, che si rivela capitale europea di stamperie clandestine guidate da &#8220;<em>artisti</em>&#8221; di bigliettoni da 20, 50 e 100 euro falsi, chiamati in codice &#8220;<em>magliette della Roma e del Napoli</em>&#8220;. L&#8217;Europol denuncia: &#8220;<em>25 milioni di banconote taroccate quasi perfette</em>&#8220;. Spavento della Bce che nemmeno i &#8220;<em>falsari bulgari di Polvdiv e Haskovo&#8230;</em>&#8220;. Nel 2010 ecco scoperto un altro spaccio di euro-milioni provenienti da una tipografia di Ponticelli (Napoli). Tra i migliori &#8220;<em>hacker</em>&#8221; di banconote i napoletani Giuseppe S., 52 anni, di Calvizzano, e Mario T., 34, di Carinaro, personaggi più unici che rari nel saper fabbricare in casa gli ologrammi. Anche in Puglia e Calabria c&#8217;è chi si occupa di stampare banconote false, ma tra loro &#8220;<em>c&#8217;è sempre un napoletano</em>&#8220;.</p>
<p>In Europa, sono Francia e Spagna a seguire l&#8217;Italia per quantità di soldi taroccati prodotti. Ma là sono più ingenui perché nell&#8217;80 per cento dei casi usano stampanti laser. In Polonia, nel febbraio 2012, la polizia sequestra in un appartamento di Varsavia un milione di euro falsi destinati ai tifosi degli europei di calcio provenienti dalla Bosnia, dove opera il gruppo di falsari di Banka Luka che si avvalgono di &#8220;<em>distributori</em>&#8221; turchi, romeni e albanesi impegnati a fare la continua spola tra Napoli e Sofia. Senza contare i lituani, considerati &#8220;<em>i più efficienti spacciatori d&#8217;Europa</em>&#8221; che si avvalgono di &#8220;<em>una collaudata rete di pusher sul territorio</em>&#8220;. Secondo il ministro dell&#8217;Interno bulgaro Tsvetanov «<em>la contraffazione sta diventando preoccupante per la sicurezza finanziaria dell&#8217;euro perché i falsi inondano il mercato e perché le condanne per i falsari non sono abbastanza severe</em>». Invece a Francoforte i falsari che dirigono la Bce si dicono tranquilli, in quanto il volume del sequestrato viene ritenuto poco incisivo, «<em>circa 10 milioni di euro su un totale di 14,4 miliardi di pezzi del circolante &#8220;genuino&#8221;</em>». I &#8220;genuini&#8221; sono ovviamente la Bce, l&#8217;Fmi e l&#8217;Ue, che insieme formano la TROIKA. Troika che all&#8217;inizio del 2012 ordina all&#8217;abusivo governo Monti di <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/luglio/01/vigore_stop_pagamenti_contanti_oltre_co_8_120701007.shtml" target="_blank">vietare per decreto legge</a> i pagamenti in contanti oltre i mille euro. La legge viene spacciata per &#8220;<em>decreto Salva italia</em>&#8221; (varato in luglio). Ci guadagnano le banche &#8220;genuine&#8221; perché i pensionati vengono obbligati ad aprire il conto corrente per riscuotere la pensione.</p>
<p>Settembre 2012, siccome in giro per il vecchio continente si registra un&#8217;impennata di banconote immesse dai &#8220;falsari&#8221; (l&#8217;11,4% del totale circolante in Europa secondo l&#8217;Europol), ecco l&#8217;annuncio festoso dei giornali &#8220;<em>Cambiano le banconote per combattere i falsari</em>&#8220;. Arriva il restyling dell&#8217;euro con nuovi colori, disegni e tagli. Motivo comune, il “<em>Ratto di Europa</em>”. L&#8217;annuncio è della genuina Bce che vuole contrastare i soliti falsari &#8220;<em>diventati troppo bravi</em>&#8221; a fabbricare euro. Sempre dalle colonne di regime apprendiamo che i nuovi euro sono stati &#8220;<em>selezionati a Francoforte da una commissione interna della Bce, coperti dal più rigoroso segreto&#8230;</em>&#8220;. Si sa, i segreti della genuinità da cui però trapela che sui nuovi euro ci sarà l&#8217;immagine della principessa fenicia Europa, &#8220;<em>figlia del re di Tiro Agenore e di Telefassa che secondo la mitologia greca fu rapita dall&#8217;innamorato Zeus trasformatosi in toro bianco</em>&#8220;. Insomma, una beffa plateale alla Grecia, Paese ridotto alla fame e alla morte dal debito sovrano rivendicato dalla genuina Troika.</p>
<p>E mentre la mappa dell’Europa viene ampliata per includere nell&#8217;euro i nuovi Paesi membri (o cazzoni che dir si voglia), secondo un investigatore impegnato nella lotta alle contraffazioni, «<em>le linee guida del cambiamento paradossalmente le hanno dettate i falsari italiani</em>». Insomma, un plateale &#8220;endorsement&#8221; ai tipografi di Giuliano che creano pezzi da 20 euro considerati “capolavori”. Roba da assumerli a Francoforte! Comunque nel maggio del 2013 comincia il nuovo corso genuino. In poche settimane entrano in circolo in tutto il vecchio continente i nuovi biglietti da 5 euro (poi ci dicono che qui in Italia non possiamo tornare alla lira), mentre il prossimo 23 settembre debutterà la nuova banconota da 10 euro. Operazione genuina che è valsa al &#8220;genuino&#8221; Mario Draghi la nomina da parte della prestigiosa rivista britannica Central Banking «<em>banchiere dell’anno</em>». E&#8217; sempre lui, l&#8217;eminenza grigia della finanza creativa, il genuino nominato da nessuno che autografa gli euro e che incontra Renzi nell&#8217;agosto 2014 &#8220;<em>in gran segreto</em>&#8221; in una magione di Città della Pieve per discutere non si sa bene di cosa. Forse di come continuare a falsare la realtà per convincere gli italiani a lasciarsi mettere sotto i piedi dalla Germania eurodittatoriale? Non risulta che all&#8217;incontro clandestino, finito su tutti i giornali, si siano presentati finanzieri, carabinieri o Europool con le manette per i polsi di Draghi. E del picciotto Renzi. No, le cronache preferiscono preoccuparsi dei cinesi, considerati i nuovi &#8220;<em>maestri della contraffazione mondiale</em>&#8220;. L&#8217;Europol racconta che hanno fatto loro gli ologrammi dei bigliettoni da 200 euro usati dai falsari bulgari (guardacaso sono gialli). «<em>Se anche loro si mettono a stampare, sarà un problema per tutti</em>». Problema per chi? Provate indovinare.</p>
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		<title>Proposta al Movimento 5 stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 15:22:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[m5s]]></category>
		<category><![CDATA[proposta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo aver analizzato e controanalizzato gli effetti mediatici dei tentativi di trattativa sulla legge elettorale tra il Pd e il Movimento 5 stelle, vorrei proporre qualcosa di più sostanzioso della diatriba sull&#8217;Italicum, che comunque andrà, sarà una porcata. La proposta che mi piacerebbe sottoporre ai ragazzi stellati del parlamento è quella di incassare i rimborsi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/07/donazione-economica.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12961" alt="donazione economica" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/07/donazione-economica.jpg" width="168" height="127" /></a></p>
<p>Dopo aver analizzato e controanalizzato gli effetti mediatici dei tentativi di trattativa sulla legge elettorale tra il Pd e il Movimento 5 stelle, vorrei proporre qualcosa di più sostanzioso della diatriba sull&#8217;Italicum, che comunque andrà, sarà una porcata. La proposta che mi piacerebbe sottoporre ai ragazzi stellati del parlamento è quella di incassare i rimborsi elettorali destinati al M5s di 42 milioni di euro, da redistribuire alle famiglie bisognose e/o alle piccole medie imprese tramite criteri di priorità che dovrebbero tener conto del grado di indigenza. Questa proposta non mira a risolvere i problemi di chi non ha mezzi di sostentamento per la crisi economica o per la disoccupazione. Semplicemente mira ad aiutare concretamente almeno per una volta chi ha davvero bisogno. 42 milioni di euro non risolvono la crisi di milioni di famiglie, ma certamente lenirebbero i problemi a molte di loro per almeno un periodo. Un esempio banale? Se ad ogni famiglia fossero destinati 500 euro, con 42 milioni si aiuterebbero qualcosa come 84 mila nuclei familiari. Che moltiplicati per tre (tanto è la media dei componenti di una famiglia) equivarrebbero a circa 240 mila persone. Che non sono molte, ma che se moltiplichiamo per cinque, tanti quanti gli anni della durata del diritto ai rimborsi, diventerebbero circa 210 milioni di euro a disposizione di circa 420 mila famiglie per oltre un milione di italiani in povertà. Insomma, per quanto poco possa sembrare, un aiuto economico così varrebbe molto più di zero e molto più di un reddito di cittadinanza rimasto soltanto sulla carta perché i partiti non lo hanno voluto votare in aula nonostante le ripetute proposte del Movimento 5 stelle. Un provvedimento economico di questo tipo, con i rimborsi, costituirebbe una concretezza in più nei confronti degli italiani in crisi, oltre che un messaggio mediatico di rilevante importanza. A differenza degli 80 euro mensili di Renzi, qui non ci sarebbero trucchi del dare/togliere. Del resto quei 42 milioni che il Movimento attualmente non incassa perché rinuncia, non vanno a contribuire in bene alla causa del debito pubblico. Al contrario, finiscono nella gigantesca voragine di quello stesso debito che si alimenta da solo grazie al cumulo degli interessi che l&#8217;Italia non paga più. E visto che quel debito, noi elettori lo consideriamo immorale, potremmo già fare come se non ci fosse. Logisticamente parlando non credo sia un grosso problema individuare le famiglie indigenti e mettere a punto un metodo trasparente e veloce per far arrivare il contributo nel modo più netto ed economico possibile. Banca Etica potrebbe essere una delle soluzioni. Perché non provarci?</p>
<p>Quanto al fondo di garanzia istituito dal Movimento a disposizione delle piccole e medie imprese, è un&#8217;iniziativa lodevole ma che nei fatti non pare concretizzarsi a beneficio dei richiedenti. Diverse persone che mi hanno contattato, mi hanno detto che accedere a quel fondo è stato praticamente impossibile in quanto a garanzia del prestito, si sono sentiti chiedere dalle banche garanzie anche personali su proprietà o capitali. La domanda che mi sono sentito porre è stata: &#8220;<em>A cosa serve il fondo di garanzia del Movimento se poi nei fatti non riesco ad ottenere un prestito per la mia impresa?</em>&#8221; In effetti, la domanda posta così pare non lasciare spiragli di risposta. I fondi derivanti dal rimborso, invece, sono fondi del partito che potrebbero aiutare molti italiani dribblando le garanzie delle banche. Il che di questi tempi non sarebbe poco.</p>
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		<title>Pane, proposta ai parlamentari 5 stelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 12:35:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>13 mila quintali di pane al giorno. L&#8217;equivalente di due campi di calcio che vengono buttati in Italia. Lo prevede una circolare del Ministero della salute risalente al 2003, ai tempi del Bengodi quando ministro del governo Berlusconi II era Girolamo Sirchia, che impone di smaltire l&#8217;invenduto. I supermercati hanno l&#8217;esigenza perenne di mostrare i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/pane-sprecato-nellimmondizia.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12743" alt="pane sprecato nell'immondizia" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/04/pane-sprecato-nellimmondizia.jpg" width="200" height="144" /></a></p>
<p>13 mila quintali di pane al giorno. L&#8217;equivalente di due campi di calcio che vengono buttati in Italia. Lo prevede una circolare del Ministero della salute risalente al 2003, ai tempi del Bengodi quando ministro del governo Berlusconi II era Girolamo Sirchia, che impone di smaltire l&#8217;invenduto. I supermercati hanno l&#8217;esigenza perenne di mostrare i cassoni sempre pieni di pane. Fino a sera tarda, per questioni di marketing. Il problema è che poi tutto quel pane non finisce sulle tavole degli 8 milioni di poveri che vivono in Italia e che il pane non se lo possono permettere. Bensì nell&#8217;immondizia, benché sia buono e commestibile. Solitamente viene ritirato dagli stessi panificatori che ogni mattina all&#8217;alba fanno il giro dei supermercati a consegnare il pane fresco. Ai panificatori, quel pane avanzato non viene nemmeno pagato come da accordi con le lobby della grande distribuzione che evidentemente hanno ricattato qualche deputato a suo tempo in parlamento per ragioni di interessi di parte. No di certo per ragioni umanitarie o di risparmio.</p>
<p>Una piccola parte di quello spreco colossale di pane viene venduta alle aziende agricole per 50 centesimi al chilo in nero. Lo danno agli animali. Alla gente povera niente. Non ci sono catene di solidarietà che possano intercettare tutto quel pane che teoricamente potrebbe essere ritirato prima della chiusura dei supermercati, o al massimo entro la mezzanotte, allo scattare del giorno, prima che si becchi il timbro ministeriale di pane da rottamare. Qualcuno, isolatamente, si organizza, ma il grosso dell&#8217;invenduto viene letteralmente sprecato alla faccia delle mense Caritas che arrivano a spendere anche 4 euro al chilo per comprare il pane di giornata. Il presidente di <a href="http://www.assipan.it/Presidente.htm" target="_blank">Assipan Claudio Conti</a> dice che il «<em>25% del pane prodotto viene buttato senza poter fare nulla. Dobbiamo ritirarlo, non ci viene pagato e dobbiamo smaltirlo. Ovvero, lo buttiamo. Perché donarlo non si può. Siamo una categoria ricattata e strozzata. Molti hanno anche paura di denunciare quanto avviene, per non perdere quel cliente grosso e approfittatore che però ti tiene in vita</em>».</p>
<p>Non entro nei dettagli di queste bestialità italiane. Però provo proporre ai ragazzi pentastellati in parlamento di mettere in calendario l&#8217;abrogazione, o quanto meno la revisione di quella famigerata circolare del 20 marzo 2003 del Ministero della Salute che impone ai produttori di pane di smaltire entro il giorno l&#8217;invenduto. L&#8217;attuale ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che canta vittoria per il risparmio dei tagli per 10 miliardi agli ospedali (tutti da verificare) promessi dal governo Renzi, potrebbe prendere a cuore la questione e risolverla in breve. Non è accettabile pensare che ogni giorno vadano in fumo 13 mila quintali di pane in un Paese nel quale ci sono milioni di famiglie indigenti. Ho fatto una ricerca di quella circolare sul Ministero della Salute ma non c&#8217;è traccia.</p>
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		<title>Diamoci una euro-mossa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2014 11:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passata la finta sbronza della legge elettorale, dobbiamo tornare con i piedi per terra e fare i conti con l&#8217;economia paralizzata di questo Paese. Per economia paralizzata intendo deflazione, che è la somma del calo dei prezzi col calo dei consumi. Calo che fa il paio col calo del gettito fiscale a causa della chiusura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/01/euro.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12592" alt="euro" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/01/euro.jpg" width="400" height="307" /></a></p>
<p>Passata la finta sbronza della legge elettorale, dobbiamo tornare con i piedi per terra e fare i conti con l&#8217;economia paralizzata di questo Paese. Per economia paralizzata intendo <strong>deflazione</strong>, che è la somma del calo dei prezzi col calo dei consumi. Calo che fa il paio col calo del gettito fiscale a causa della chiusura o della delocalizzazione di migliaia di aziende, con conseguente aumento della disoccupazione, ormai fuori controllo, e fuga dei giovani all&#8217;estero. Insomma, siamo di fronte a una sommatoria di indicatori talmente nefasti da renderci indecisi di quale bandolo afferrare per sbrogliare la matassa.</p>
<p>Se vogliamo rimanere sullo spicciolo, dobbiamo decidere innanzitutto come affrontare il dramma della sopravvivenza di milioni di famiglie. Bocciata la proposta del reddito di cittadinanza avanzata dal M5s, che doveva servire ad un momentaneo alleggerimento del disagio della povertà, dovremmo, a mio avviso, cercare di guardare con più insistenza <strong>oltre i confini nazionali</strong> perché questo governo, con o senza Porcellum, è soltanto un esecutivo virtuale che ha le mani legate da Bruxelles e da Berlino. L&#8217;Italia è un Paese commissariato dall&#8217;Europa che ci vuole rispettosi di regole che in queste condizioni non potremo rispettare mai. Mi riferisco al Patto di stabilità e al Mes fondo salvastati (salvabanche). <strong>E&#8217; all&#8217;Europa che dovremmo puntare con decisione</strong>: per Europa intendo la Banca centrale europea, il Fondo monetario internazionale (di cui fa parte anche l&#8217;Italia) e pure a quel convivio di banchieri che è in corso a Davos sottonominato &#8220;<em>Gotha dell’economia mondiale</em>&#8220;, durante il quale il Fondo Monetario internazionale ha chiesto alla Bce di &#8220;<em>decidere nuove misure per la crescita</em>&#8220;, in particolare per Italia e Spagna, ma rimanendo sul vago. La sollecitazione potremmo tradurla così: &#8220;<em>Stampiglia banconote e dalle alle banche, anche se cariche di titoli tossici</em>&#8221; per tentare di aumentare il denaro in circolo e rivitalizzare i consumi. Un certo ciclo di consumi ha esaurito la sua gittata dei tempi d&#8217;oro, ma è altresì vero che la contrazione dei consumi dei beni primari, è anche conseguenza della contrazione dei prestiti concessi dalle banche.</p>
<p>Insomma, in vista delle elezioni europee, dovremmo decidere che politica intraprendere, dato il considerevole numero di seggi che saranno assegnati al Movimento cinque stelle. Dovremmo fin d&#8217;ora, aldilà delle questioni nazionali sulla riforma del Titolo quinto e del Senato, puntare a una comunicazione di respiro europeo. Dovremmo farci sentire con un attacco deciso a questo modello di Europa proponendo delle soluzioni fattibili e di facile comprensione. Il referendum sull&#8217;euro, con le regole attuali sancite dai trattati, rischiamo di non farlo mai. Dovremmo, a mio avviso, insistere sulla rinegoziazione dei trattati come chiedeva l&#8217;emendamento del M5S bocciato in aula dai partiti qualche giorno fa. Dovremmo deciderci quale politica monetaria perseguire per cercare di riacquistare sovranità. Personalmente sarei per il <strong>ritorno a una divisa nazionale</strong> come la lira, benché ci raccontino che sarebbe carta straccia. Chissà perché non sono carta straccia la sterlina inglese, la corona svedese, o lo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Z%C5%82oty_polacco" target="_blank">zloty</a> polacco. Proprio la Polonia, che negli ultimi vent&#8217;anni ha registrato la maggior crescita in Europa (tre punti più della Germania), ha deciso di <a href="http://www.quieuropa.it/la-polonia-ci-ripensa-euro-no-grazie-per-ora-non-ci-riguarda/" target="_blank">congelare il suo ingresso nell&#8217;euro</a> com&#8217;era in predicato di fare fino a pochi mesi fa. I sondaggi danno la netta maggioranza dei polacchi contrari all’ingresso nell’Eurozona. Il governo guidato da Donald Tusk cerca di schivare il dibattito, mentre l’opposizione di destra, nazionalista e anche un po&#8217; xenofoba, dipinge l’Eurozona a tinte fosche. Angela Merkel, durante il vertice europeo del 19 dicembre ha detto che «<em>presto o tardi, l’euro esploderà, senza la coesione necessaria</em>». La sovranità monetaria ha consentito negli anni alla Polonia di dare flessibilità ai propri cambi, col risultato che nel Paese si è registrata crescita del benessere. A differenza dei Paesi aderenti alla moneta unica, che tranne Germania e appena appena la Francia, registrano recessione e credit crunch.</p>
<p>Puntare sull&#8217;Europa e sull&#8217;euro, significherebbe costringere anche Renzi ad affrontare l&#8217;argomento, visto che il Pd è favorevole a questo modello europeo, mentre l&#8217;alleato Berlusconi e Forza Italia no. Dobbiamo decidere se rivelare finalmente che l&#8217;euro è una trappola mortale per l&#8217;Italia, aldilà degli sprechi e del debito pubblico accumulato. Dovremmo individuare con chiarezza i creditori di questo debito, configurarli e portarli allo scoperto con confronti a quattr&#8217;occhi. E se decidessimo, come auspico, di puntare all&#8217;uscita dall&#8217;euro, direi di iniziare fin da subito a consultarci con esperti di politiche monetarie. Quand&#8217;ero all&#8217;ufficio comunicazione alla Camera, mi ero adoperato in tal senso perché sembrava che alcune commissioni del Movimento fossero interessate ad approfondire l&#8217;argomento. Non se ne fece nulla. Non so negli ultimi mesi, ma spero che qualcosa, nella direzione delle politiche monetarie, si sia mosso. Perché messi come siamo attualmente, è già troppo tardi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/01/22/diamoci-una-euro-mossa/">Diamoci una euro-mossa</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Italia nell&#8217;euro, non c&#8217;è fondo che tenga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2013 09:12:08 +0000</pubDate>
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<p>Le cronache delle prossime settimane saranno costrette a parlare della richiesta di aiuto che l&#8217;Italia dovrà fare all&#8217;Europa per frenare la corsa impazzita del debito pubblico. Il debito pubblico italiano attuale è di circa <strong>2.070 miliardi</strong> di euro, a cui si devono sommare gli interessi annui, che sono altri <strong>84 milardi</strong>. Tanto per capirci, mentre scrivo, il solo mantenimento di quel debito ci sta costando 230 milioni al giorno, oltre 9,6 milioni all&#8217;ora, 159 mila al minuto, che diventano 2.663 euro ogni secondo. L&#8217;equivalente di 1.400 euro per ogni cittadino italiano nell&#8217;arco del solo 2013. Oltre 5 mila per ogni famiglia media italiana. Il governo Letta sta facendo una serie di annunci-spot per sedare l&#8217;opinione pubblica sulla gravità della situazione economica italiana. Uno dei più recenti riguarda l&#8217;intenzione di dismettere caserme, carceri, ospedali e altri immobili pubblici per un controvalore di 6 miliardi e 100 milioni di euro. Altro annuncio-spot è il cosiddetto piano Letta-Saccomanni, ossia l&#8217;ntenzione di privatizzare aziende come la Rai, l&#8217;Eni e &#8220;Poste vita&#8221;, il ramo assicurativo delle Poste, per ricavare nell&#8217;arco dei prossimi tre anni circa 20 miliardi di euro. Ossia, <strong>l&#8217;un per cento del debito pubblico totale</strong>. Che nel frattempo, nel 2016, quando si sarà mangiato altri 240 miliardi di interessi, avrà superato quota 2.300 miliardi. Una voragine incolmabile che nessuna dismissione e nessuna privatizzazione potranno contrastare. Ecco perché, tralasciando i motivi che ci hanno trascinato in questo dirupo, sentiremo presto parlare di richiesta di aiuto, o di &#8220;<em>salvataggio</em>&#8221; da parte dell&#8217;Europa. Quel salvataggio, in soldoni, sarà un prestito elargito dal cosiddetto Fondo salva-Stati. Fondo di cui si sono già serviti il Portogallo, l&#8217;Irlanda e soprattutto la Grecia (30 miliardi).</p>
<p>Il Fondo salva-Stati è stato istituito dall&#8217;Unione europea nel maggio 2010 per &#8220;<em>preservare la stabilità finanziaria dell&#8217;Eurozona</em>&#8221; tramite dei prestiti elargiti agli Stati membri insolventi sottoforma di obbligazioni col &#8220;<em>supporto dell&#8217;Ufficio tedesco di gestione del debito</em>&#8220;, in proporzione alla quota di partecipazione di ogni Stato membro dell&#8217;Ue al totale del capitale versato alla Banca centrale europea (BCE). Da questo sintetico identikit del Fondo salva-Stati, cominicamo a realizzare che <strong>l&#8217;Italia ha già di fatto perso la sua sovranità</strong> al cospetto di una banca aperta su suolo tedesco, la Bce, che ha sede a Francoforte, organizzata con le regole della Bundesbank (la Bankitalia tedesca) fortemente difesa da una cancelliera, Angela Merkel, a capo del governo di quella stessa Germania avvantaggiata dal differenziale nel tasso di interesse sui nostri titoli di Stato espresso dallo spread. <strong>Il Fondo salva-Stati, sostituito nel 2012 dal MES</strong> (Meccanismo europeo di stabilità), giuridicamente è &#8220;<em>una società di diritto lussemburghese con sede in Avenue John F. Kennedy 43 in Lussemburgo</em>&#8221; (fonte Wikipedia), presieduta da un tedesco: <strong>Klaus Regling</strong>. Chi decide quando e come assegnare il MES, oltre alla Bce, è il <strong>Fondo Monetario Internazionale </strong>(che compone la cosiddetta Troika con la kappa). Che non è una banca, bensì un&#8217;organizzazione di governi di 186 Paesi &#8220;soci pro-quota&#8221; in proporzione al proprio capitale di influenza economica mondiale. Primo &#8220;azionista&#8221; sono gli Stati Uniti (in cui ha sede la Banca Mondiale). Secondo il Giappone, e terza, guardacaso, la Germania. L&#8217;Italia, nella &#8220;classifica&#8221; Fmi era settima fino al 2011, ora con la crescita di economie come quelle di Brasile ed India, è scivolata oltre la decima posizione.</p>
<p>Dunque, parlare di MES elargito su decisione della Bce e del Fmi, primo tranello, significa parlare di un prestito obbligazionario destinato a banche cariche di titoli tossici dei Paesi indebitati, ma che dovrà essere reso sottoforma di valore reale dallo Stato destinatario del prestito. Ed è qui che il soccorso di salvataggio del Mes nasconde il secondo tranello. Infatti, quell&#8217;aiuto non corrisponderà ad iniezioni di liquidità nell&#8217;economia reale dei cittadini e delle imprese. Quel valore fittizio camuffato da obbligazioni (anche di quota privata), finirà nel buco nero delle banche che, non rivitalizzando l&#8217;economia sottoforma di prestiti, si appoggeranno ai bilanci degli Stati già indebitati e gravati da recessione economica. Che hanno come unica via d&#8217;uscita dall&#8217;empasse, quella di vendere debito sovrano, e quindi sovranità nazionale. Come nel caso dell&#8217;Italia, per la quale l&#8217;imminente prestito del Mes fornito dalla Bce, non contribuirà a frenare la recessione nostrana, e quindi non apporterà nessuna rivitalizzazione alla nostra economia interna. Al contrario, quel prestito servirà a giustificare forme di invadenza e ingerenza europea (tedesca) sul BelPaese, come già di fatto è con la supervisione dell&#8217;Europa nei piani di rientro del debito pianificati dal governo italiano. Il cane Germania, a forza di mordersi la coda Italia, sta finendo per mangiarsela assieme al resto dell&#8217;Europa mediterranea (Grecia, Portogallo e Spagna). Già perché il terzo tranello consiste nell&#8217;entità dell&#8217;aiuto del Fondo salva-Stati. Per salvare l&#8217;Italia per &#8220;interesse europeo&#8221;, servirebbero almeno 1000 miliardi di euro. Ma è impossibile in quanto il Mes, dispone si e no di 500 miliardi per assistere tutti. Anche la Spagna. Ecco perché <strong>il Fondo salva-Stati è una panzana</strong>. Lo è per l&#8217;Italia e lo è stato per la Grecia, che ha ricevuto 30 miliardi nelle sue banche a fronte di un debito complessivo di 220 senza nessun beneficio all&#8217;economia reale ellenica.</p>
<p>Ed ecco perché il Fondo salva-Stati è soltanto <strong>un fondo salva-banche</strong> che non ha alcun interesse per la salvaguardia delle nazioni europee. Perché se ci fosse cooperazione europea, non assisteremmo a una Grecia costretta a mandare i propri bimbi a scuola imbacuccati senza riscaldamento. Il fondo salva-Stati, o Mes che sia, è in realtà l&#8217;ariete che dovrà saccheggiare ciò che resta della sovranità degli Stati come l&#8217;Italia,perpetrato da una banca, la Bce, che obbedisce a uno Stato dal recente passato nazista. Hai voglia di &#8220;ricostruire la credibilità del nostro Paese&#8221; dove c&#8217;è una pressione fiscale che rasenta il 60 per cento, dove ci sono gli stipendi più bassi d&#8217;Europa e una diaspora di aziende, oltre che di giovani. Ci raccontano che &#8220;soltanto un autorevole governo di «responsabilità repubblicana» potrebbe salvarci&#8221;. Il problema è che quella responsabilità repubblicana dovremmo riprendercela con la sovranità, anche monetaria. E il fondo salva-Stati, alias Mes, non è certo la soluzione.</p>
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		<title>Sopravvivere in Italia è un&#8217;impresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 10:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel 2012 in Italia sono fallite oltre 100 mila imprese. Quest&#8217;anno