Il falso e il falsario

matteo renzi mario draghi 2

Napoli, via Ponte della Maddalena, agosto 2011, la Guardia di finanza scopre nel retrobottega di un negozietto una zecca di falsari di monete da un euro create con macchinari sofisticati. Marzo 2012, nella maxi operazione “Giotto“, condotta dai carabinieri, finiscono in carcere 109 persone, di cui 50 provenienti dall’area campana compresa tra Afragola, Marano, Castel Volturno, Aversa e Giuliano, che si rivela capitale europea di stamperie clandestine guidate da “artisti” di bigliettoni da 20, 50 e 100 euro falsi, chiamati in codice “magliette della Roma e del Napoli“. L’Europol denuncia: “25 milioni di banconote taroccate quasi perfette“. Spavento della Bce che nemmeno i “falsari bulgari di Polvdiv e Haskovo…“. Nel 2010 ecco scoperto un altro spaccio di euro-milioni provenienti da una tipografia di Ponticelli (Napoli). Tra i migliori “hacker” di banconote i napoletani Giuseppe S., 52 anni, di Calvizzano, e Mario T., 34, di Carinaro, personaggi più unici che rari nel saper fabbricare in casa gli ologrammi. Anche in Puglia e Calabria c’è chi si occupa di stampare banconote false, ma tra loro “c’è sempre un napoletano“.

In Europa, sono Francia e Spagna a seguire l’Italia per quantità di soldi taroccati prodotti. Ma là sono più ingenui perché nell’80 per cento dei casi usano stampanti laser. In Polonia, nel febbraio 2012, la polizia sequestra in un appartamento di Varsavia un milione di euro falsi destinati ai tifosi degli europei di calcio provenienti dalla Bosnia, dove opera il gruppo di falsari di Banka Luka che si avvalgono di “distributori” turchi, romeni e albanesi impegnati a fare la continua spola tra Napoli e Sofia. Senza contare i lituani, considerati “i più efficienti spacciatori d’Europa” che si avvalgono di “una collaudata rete di pusher sul territorio“. Secondo il ministro dell’Interno bulgaro Tsvetanov «la contraffazione sta diventando preoccupante per la sicurezza finanziaria dell’euro perché i falsi inondano il mercato e perché le condanne per i falsari non sono abbastanza severe». Invece a Francoforte i falsari che dirigono la Bce si dicono tranquilli, in quanto il volume del sequestrato viene ritenuto poco incisivo, «circa 10 milioni di euro su un totale di 14,4 miliardi di pezzi del circolante “genuino”». I “genuini” sono ovviamente la Bce, l’Fmi e l’Ue, che insieme formano la TROIKA. Troika che all’inizio del 2012 ordina all’abusivo governo Monti di vietare per decreto legge i pagamenti in contanti oltre i mille euro. La legge viene spacciata per “decreto Salva italia” (varato in luglio). Ci guadagnano le banche “genuine” perché i pensionati vengono obbligati ad aprire il conto corrente per riscuotere la pensione.

Settembre 2012, siccome in giro per il vecchio continente si registra un’impennata di banconote immesse dai “falsari” (l’11,4% del totale circolante in Europa secondo l’Europol), ecco l’annuncio festoso dei giornali “Cambiano le banconote per combattere i falsari“. Arriva il restyling dell’euro con nuovi colori, disegni e tagli. Motivo comune, il “Ratto di Europa”. L’annuncio è della genuina Bce che vuole contrastare i soliti falsari “diventati troppo bravi” a fabbricare euro. Sempre dalle colonne di regime apprendiamo che i nuovi euro sono stati “selezionati a Francoforte da una commissione interna della Bce, coperti dal più rigoroso segreto…“. Si sa, i segreti della genuinità da cui però trapela che sui nuovi euro ci sarà l’immagine della principessa fenicia Europa, “figlia del re di Tiro Agenore e di Telefassa che secondo la mitologia greca fu rapita dall’innamorato Zeus trasformatosi in toro bianco“. Insomma, una beffa plateale alla Grecia, Paese ridotto alla fame e alla morte dal debito sovrano rivendicato dalla genuina Troika.

E mentre la mappa dell’Europa viene ampliata per includere nell’euro i nuovi Paesi membri (o cazzoni che dir si voglia), secondo un investigatore impegnato nella lotta alle contraffazioni, «le linee guida del cambiamento paradossalmente le hanno dettate i falsari italiani». Insomma, un plateale “endorsement” ai tipografi di Giuliano che creano pezzi da 20 euro considerati “capolavori”. Roba da assumerli a Francoforte! Comunque nel maggio del 2013 comincia il nuovo corso genuino. In poche settimane entrano in circolo in tutto il vecchio continente i nuovi biglietti da 5 euro (poi ci dicono che qui in Italia non possiamo tornare alla lira), mentre il prossimo 23 settembre debutterà la nuova banconota da 10 euro. Operazione genuina che è valsa al “genuino” Mario Draghi la nomina da parte della prestigiosa rivista britannica Central Banking «banchiere dell’anno». E’ sempre lui, l’eminenza grigia della finanza creativa, il genuino nominato da nessuno che autografa gli euro e che incontra Renzi nell’agosto 2014 “in gran segreto” in una magione di Città della Pieve per discutere non si sa bene di cosa. Forse di come continuare a falsare la realtà per convincere gli italiani a lasciarsi mettere sotto i piedi dalla Germania eurodittatoriale? Non risulta che all’incontro clandestino, finito su tutti i giornali, si siano presentati finanzieri, carabinieri o Europool con le manette per i polsi di Draghi. E del picciotto Renzi. No, le cronache preferiscono preoccuparsi dei cinesi, considerati i nuovi “maestri della contraffazione mondiale“. L’Europol racconta che hanno fatto loro gli ologrammi dei bigliettoni da 200 euro usati dai falsari bulgari (guardacaso sono gialli). «Se anche loro si mettono a stampare, sarà un problema per tutti». Problema per chi? Provate indovinare.

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