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	<title>trattativa stato-mafia Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Trattativa su Report, Grasso che cola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2021 13:59:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Una puntata così non può restare senza conseguenze”. Cade dal pero il critico televisivo Aldo Grasso sul Corsera dopo aver visto la puntata di Report dedicata alla Trattativa Stato-mafia. I collage trasmessi su Rai 3 durante le 2 ore di trasmissione, non so quanto abbiano convinto il telespettatore medio, abituato a gossip e a veline [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Una puntata così non può restare senza conseguenze”. Cade dal pero il critico televisivo Aldo Grasso sul Corsera dopo aver visto la puntata di Report dedicata alla Trattativa Stato-mafia.</p>
<p>I collage trasmessi su Rai 3 durante le 2 ore di trasmissione, non so quanto abbiano convinto il telespettatore medio, abituato a gossip e a veline dei tg senza approfondimento. Per afferrare i personaggi citati e i collegamenti bisognava purtroppo conoscere la storia del nostro Paese e aver letto almeno una decina di libri sul tema. Solo in quel caso sarebbe stato possibile non perdere il filo della matassa che lega i Dell’Utri con i Graviano, le stragi da Bologna a Palermo, gli attentati ai luoghi d&#8217;arte, la Loggia P2, i servizi segreti, i ruoli dei vari Cossiga, Carboni, Gladio, i testimoni scomodi eccetera.</p>
<p>Report ha citato nomi e circostanze che di certo a molti telespettatori avranno detto poco o nulla. Sarà che l&#8217;incedere televisivo ha i suoi bisogni di sintesi, sarà che l&#8217;argomento trattato da Sigfrido Ranucci meriterebbe almeno 5 puntate per raccontare tutto meglio e più approfondito&#8230; Resta che i Paolo Bellini, i Bruno Contrada da un lato e i Di Matteo, gli Scarpinato e i Genchi dall&#8217;altro ne escono con una par condicio monca di tante vicende e tanti indizi che comporrebbero più chiaramente il mosaico portato a galla dal processo sulla Trattativa ancora in corso.</p>
<p>I 5 milioni di dollari del venerabile Gelli donati alla destra eversiva per fare gli attentati di Bologna e altri. L&#8217;allora procuratore di Bologna Ugo Sisti ospite nell’albergo del papà del Nar Bellini proprio la sera dell&#8217;attentato per il quale sono ancora in cella Mambro, Fioravanti e Ciavardini&#8230;</p>
<p>Tre sole cose mi hanno sorpreso della puntata. Primo: la testimonianza rubata (a sua insaputa, pare) a Salvatore Baiardo, che ha favorito la latitanza dei fratelli Graviano, intervistato di nascosto a Omegna. Il quale ha fatto cenno col capo di aver visto più volte Berlusconi incontrare i fratelli Graviano all’isola di San Giulio nel lago d’Orta (Giulio come Andreotti). Testimonianza che potrebbe avere un certo peso processuale, visto che le frasi “rubate” in cella a Graviano sono già assai chiare sul merito degli incontri per ottenere i miliardi destinati alle opere edilizie dell&#8217;allora rampante Silvio e per la sua successiva discesa in campo con Forza Italia.</p>
<p>Secondo: l’intervista al “leghista” Ferramonti, secondo cui Gianfranco Miglio, ideologo storico della Lega Lombarda, ha fatto da “regista” ai fondatori del primo vero movimento secessionista italiano sorto nel giugno dell’89, ancora prima di Bossi: la Lega meridionale. Che con altri movimenti similari doveva costituire l’ossatura per la costituzione di uno Stato indipendente del Sud, più propriamente siciliano. Che si desse una legislazione meno punitiva nei confronti della mafia e dei suoi metodi.</p>
<p>Terzo: la descrizione del banchiere-lobbista De Chiara, una sorta di Bisignani degli anni “da bere”, che si muoveva nelle quinte dei rapporti tra la massoneria, i servizi, e le teste calde dell’estrema destra dell’epoca.</p>
<p>Insomma, una puntata abbastanza illuminante per chi sull’argomento Stato-Mafia è allenato, informato e con buona memoria nel mettere in fila cronologica gli attentati e il comportamento di alcuni politici dell’epoca. Non propriamente farina per il sacco del critico Aldo Grasso, che giudica l’argomento “spinoso” e intriso di moralismo perché la recente assoluzione di Calogero Mannino &#8220;darebbe un quadro differente da quello raffigurato da Report”.</p>
<p>Ebbene, l’assoluzione di Mannino, per citare il parere dell’ex procuratore antimafia Giancarlo Caselli, uscito dal processo col rito abbreviato, è avvenuta perché negli anni è cambiato l’orientamento giurisprudenziale del reato di concorso. Nel caso specifico, prima che la Cassazione rinviasse alla Corte d’Appello la condanna inflitta al politico, bastava provare l’esistenza di un patto tra la mafia e l’accusato. Ora per condannare il concorso serve il “ritorno” in termini incidenti (soldi, favori o simili). Che nel caso di Mannino non sarebbero emersi. Resta però accertato il patto. Che può non avere rilevanza processuale, ma la dice lunga su che rapporti ci fossero tra pezzi dello Stato e la mafia.</p>
<p>Questo basta e avanza per non dare adito ad Aldo Grasso. Che anziché spronare altre puntate sul tema, si lagna sull&#8217;opportunità di fare trasmissioni così. Insomma, fa più ridere se scrive di tivù gossipara anziché di tivù’ d&#8217;inchiesta.</p>
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		<title>Vietti il supersoft</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2013 07:51:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Mi è stato fatto notare che un passaggio poteva suonare come un&#8217;interferenza. La mia preoccupazione era di tutelare la presidenza della Repubblica evitando che venissero fatti accostamenti mediatici indebiti con la mafia. Ma è stato tutto supersoft». Michele Vietti, vicepresidente Csm (e di Napolitano) nel giorno in cui in plenum discute dei giudizi negativi espressi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Mi è stato fatto notare che un passaggio poteva suonare come un&#8217;interferenza. La mia preoccupazione era di tutelare la presidenza della Repubblica evitando che venissero fatti accostamenti mediatici indebiti con la mafia. Ma è stato tutto supersoft</em>». Michele Vietti, vicepresidente Csm (e di Napolitano) nel giorno in cui in plenum discute dei giudizi negativi espressi alla Procura di Palermo che ha incluso il presidente Napolitano tra i testimoni del processo sulla trattativa Stato-mafia.</p>
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		<title>Dell&#8217;Utri &#8220;recordman&#8221; di mafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2013 09:34:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Non mi era mai capitato di trovare un rapporto trentennale con Cosa nostra». Luigi Patronaggio, procuratore generale a Palermo, nel motivare la richiesta di condanna in appello a 7 anni per Marcello Dell&#8217;Utri (Pdl), accusato di concorso in associazione mafiosa.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Non mi era mai capitato di trovare un rapporto trentennale con Cosa nostra</em>». Luigi Patronaggio, procuratore generale a Palermo, nel motivare la richiesta di condanna in appello a 7 anni per Marcello Dell&#8217;Utri (Pdl), accusato di concorso in associazione mafiosa.</p>
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		<title>Seconda Repubblica &#8220;fondata sulla mafia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 12:52:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Le stragi cessarono con le risposte di Dell’Utri e Berlusconi alle richieste avanzate da Cosa nostra tramite il boss Vittorio Mangano». Nino Di Matteo, pm inquirente nel processo sulla trattativa Stato-mafia in cui ha chiesto il rinvio a giudizio di Dell&#8217;Utri, Mancino, Mannino, Brusca, Riina, De Donno, Mori e altri 4.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Le stragi cessarono con le risposte di Dell’Utri e Berlusconi alle richieste avanzate da Cosa nostra tramite il boss Vittorio Mangano</em>». Nino Di Matteo, pm inquirente nel processo sulla trattativa Stato-mafia in cui ha chiesto il rinvio a giudizio di Dell&#8217;Utri, Mancino, Mannino, Brusca, Riina, De Donno, Mori e altri 4.</p>
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		<title>Ingroia: &#8220;Consulta politica&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 09:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Io pensavo che decenni di evoluzione della giurisprudenza penale ordinaria e costituzionale fossero serviti ad acquisire una totale autonomia di giudizio nelle decisioni, che devono avvenire in base alle regole di diritto, e non in base alle possibili ripercussioni politiche. Devo dire che mi sbagliavo». Francesco Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, sulla sentenza della Consulta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Io pensavo che decenni di evoluzione della giurisprudenza penale ordinaria e costituzionale fossero serviti ad acquisire una totale autonomia di giudizio nelle decisioni, che devono avvenire in base alle regole di diritto, e non in base alle possibili ripercussioni politiche. Devo dire che mi sbagliavo</em>». Francesco Ingroia, procuratore aggiunto a Palermo, sulla sentenza della Consulta che ordina la distruzione delle intercettazioni tra Giorgio Npolitano e Nicola Mancino nell&#8217;inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/12/05/ingroia-consulta-politica/">Ingroia: &#8220;Consulta politica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Stato-mafia, Cancellieri in malafede</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Sep 2012 05:22:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Insisto sul fatto che non è concepibile che il presidente della Repubblica possa essere intercettato». Anna Maria Cancellieri, ministro dell&#8217;Interno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Insisto sul fatto che non è concepibile che il presidente della Repubblica possa essere intercettato</em>». Anna Maria Cancellieri, ministro dell&#8217;Interno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/09/03/stato-mafia-cancellieri-in-malafede/">Stato-mafia, Cancellieri in malafede</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Ma che dice Messineo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Sep 2012 06:55:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Le intercettazioni Napolitano-Mancino? Vanno distrutte, siamo tutti d´accordo. Si tratta di vedere attraverso che strada». Francesco Messineo, procuratore capo di Palermo, &#8220;detta&#8221; senza averne titolo la linea ai giudici e alle parti interessate all&#8217;udienza necessaria per decidere cosa tenere e cosa scartare di quei colloqui.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Le intercettazioni Napolitano-Mancino? Vanno distrutte, siamo tutti d´accordo. Si tratta di vedere attraverso che strada</em>». Francesco Messineo, procuratore capo di Palermo, &#8220;detta&#8221; senza averne titolo la linea ai giudici e alle parti interessate all&#8217;udienza necessaria per decidere cosa tenere e cosa scartare di quei colloqui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/09/01/ma-che-dice-messineo/">Ma che dice Messineo?</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Alfano l&#8217;abusato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2012 07:05:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Siamo stati contro ogni abuso delle intercettazioni e della loro pubblicazione quando a subirle è stato Berlusconi. La pensiamo allo stesso modo anche oggi che a subire gli abusi è Napolitano». Angelino Alfano, segretario del Pdl.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/31/alfano-labusato/">Alfano l&#8217;abusato</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Siamo stati contro ogni abuso delle intercettazioni e della loro pubblicazione quando a subirle è stato Berlusconi. La pensiamo allo stesso modo anche oggi che a subire gli abusi è Napolitano</em>». Angelino Alfano, segretario del Pdl.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/31/alfano-labusato/">Alfano l&#8217;abusato</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Stato-mafia, assist di Panorama a Napolitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Aug 2012 16:59:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il settimanale Panorama si fa pubblicità sul nulla servendo un assist a Napolitano che, dopo il finto scoop sul presunto contenuto delle intercettazioni del capo dello Stato con Nicola Mancino, emette un comunicato col quale finge di rimproverare chi come Panorama &#8220;insinua ricatti al presidente&#8220;. Un capolavoro di ipocrisia cui si accodano i giornali di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/30/stato-mafia-assist-di-panorama-a-napolitano/">Stato-mafia, assist di Panorama a Napolitano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wrpSPG1o9W8" target="_blank"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10116" title="CONTATTO PANORAMA NAPOLITANO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/CONTATTO-PANORAMA-NAPOLITANO-490x300.jpg" alt="" width="490" height="300" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/CONTATTO-PANORAMA-NAPOLITANO-490x300.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/CONTATTO-PANORAMA-NAPOLITANO.jpg 637w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Il settimanale Panorama si fa pubblicità sul nulla servendo un assist a Napolitano che, dopo il finto scoop sul presunto contenuto delle intercettazioni del capo dello Stato con Nicola Mancino, emette un <a href="http://www.corriere.it/politica/12_agosto_30/quirinale-ricattabile-ingroia-intercettazioni_3fe343fe-f297-11e1-9efb-e78611c7bd41.shtml" target="_blank">comunicato</a> col quale finge di rimproverare chi come Panorama &#8220;<em>insinua ricatti al presidente</em>&#8220;. Un capolavoro di ipocrisia cui si accodano i giornali di centrodestra e, ora pure le home dei quotidiani nazionali. Insomma, con questa ennesima pantomima, il Quirinale puzza sempre più di putrescente. Volesse davvero garantire gli italiani di essere rimasto l&#8217;unico pilastro istituzionale su cui contare, dovrebbe rendere pubbliche le intercettazioni.</p>
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		<title>Il parere del giornalista in carriera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2012 12:41:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; interesse di tutti che quelle intercettazioni tra Mancino e Napolitano non vengano divulgate.&#8221; Ezio Mauro, direttore di Repubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/24/il-parere-del-giornalista-in-carriera/">Il parere del giornalista in carriera</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>E&#8217; interesse di tutti che quelle intercettazioni tra Mancino e Napolitano non vengano divulgate</em>.&#8221; Ezio Mauro, direttore di Repubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/24/il-parere-del-giornalista-in-carriera/">Il parere del giornalista in carriera</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Stato-Mafia: Pd come il Pdl</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2012 11:35:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Nessun imbarazzo. Napolitano ha fatto quel che doveva col conflitto di attribuzione ai magistrati di Palermo. Dopodichè, in un sistema costituzionale e democratico lo schema non è chi è d’accordo e chi no col Capo dello Stato, ma chi lo rispetta e chi no. E allora, se il presidente ha chiesto alla Consulta di chiarire [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Nessun imbarazzo. Napolitano ha fatto quel che doveva col conflitto di attribuzione ai magistrati di Palermo. Dopodichè, in un sistema costituzionale e democratico lo schema non è chi è d’accordo e chi no col Capo dello Stato, ma chi lo rispetta e chi no. E allora, se il presidente ha chiesto alla Consulta di chiarire un punto cruciale che riguarda le sue prerogative, può anche essere criticato ma deve essere rispettato. C’è una campagna contro Napolitano: esiste un filone populista, in certe aree della politica e del giornalismo, che forse ha anche un disegno in testa. Ma non passerà</em>». Pier Luigi Bersani, leader del Pd, a Repubblica.</p>
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		<title>Scalfari? &#8220;Fa vomitare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 08:27:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Mi vengono i conati di vomito a vedere queste penne brillanti, queste barbe bianche, che parlano dall&#8217;alto della loro onniscienza. Si offende la storia, la cronaca, la verità. Mi metto nei panni del povero Caselli, di Ingroia, delle procure e penso alle centinaia di condanne, che vengono fatte passare come un bicchiere d&#8217;acqua». Antonio Di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Mi vengono i conati di vomito a vedere queste penne brillanti, queste barbe bianche, che parlano dall&#8217;alto della loro onniscienza. Si offende la storia, la cronaca, la verità. Mi metto nei panni del povero Caselli, di Ingroia, delle procure e penso alle centinaia di condanne, che vengono fatte passare come un bicchiere d&#8217;acqua</em>». Antonio Di Pietro (Idv) rivolto a Eugenio Scalfari sull&#8217;argomento intercettazioni Mancino-Napolitano per il processo sulla trattativa Stato-mafia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/22/scalfari-fa-vomitare/">Scalfari? &#8220;Fa vomitare&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Colpo &#8220;Mancino&#8221; a Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Aug 2012 09:18:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«A settembre a Palermo saranno azzerati anche tutti i vertici investigativi dei carabinieri. Verranno trasferiti in 4 e sostituiti con ufficiali senza alcuna esperienza in fatto di mafia. Perderemo le memorie storiche dell’Arma e questo contribuirà a renderci ancora più soli. In 34 anni di magistratura non ho mai visto una cosa del genere». Vittorio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/18/colpo-mancino-a-palermo/">Colpo &#8220;Mancino&#8221; a Palermo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>A settembre a Palermo saranno azzerati anche tutti i vertici investigativi dei carabinieri. Verranno trasferiti in 4 e sostituiti con ufficiali senza alcuna esperienza in fatto di mafia. Perderemo le memorie storiche dell’Arma e questo contribuirà a renderci ancora più soli. In 34 anni di magistratura non ho mai visto una cosa del genere</em>». Vittorio Teresi, procuratore aggiunto a Palermo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/18/colpo-mancino-a-palermo/">Colpo &#8220;Mancino&#8221; a Palermo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Napolitano presidente indegno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Aug 2012 09:02:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«C’è da fare una sola cosa: rendere noto il contenuto di quelle conversazioni tra Nicola Mancino e Giorgio Napolitano perché dobbiamo sapere se chi ci rappresenta ne è degno». Luigi Li Gotti, senatore dell&#8217;Idv.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/18/napolitano-presidente-indegno/">Napolitano presidente indegno</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>C’è da fare una sola cosa: rendere noto il contenuto di quelle conversazioni tra Nicola Mancino e Giorgio Napolitano perché dobbiamo sapere se chi ci rappresenta ne è degno</em>». Luigi Li Gotti, senatore dell&#8217;Idv.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/18/napolitano-presidente-indegno/">Napolitano presidente indegno</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>PDM partiti di mafia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Aug 2012 06:53:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sostegno per le mie visite in carcere a Provenzano? Dal mondo politico un silenzio totale. Non pretendo un comunicato di D’Alema o Bersani, che se fosse arrivato mi sarei preoccupata, ma nessuno ha aperto bocca.&#8221; Sonia Alfano, eurodeputata indipendente, al Fatto.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Sostegno per le mie visite in carcere a Provenzano? Dal mondo politico un silenzio totale. Non pretendo un comunicato di D’Alema o Bersani, che se fosse arrivato mi sarei preoccupata, ma nessuno ha aperto bocca</em>.&#8221; Sonia Alfano, eurodeputata indipendente, al Fatto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/11/pdm-partiti-di-mafia/">PDM partiti di mafia</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Napolitano traditore (in un Paese normale)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Aug 2012 15:29:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ho la pretesa di ergermi a titolo di Costituzionalista. Che non vuol dir nulla tranne che in Italia, dove il Costituzionalista si occupa di spiegare in tivù e sui giornali, ma soprattutto di interpretare, il significato dei singoli articoli della Costituzione adattati alle pieghe dei capricci dei politici, che ogni giorno rendono necessario complicare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/08/03/napolitano-traditore-in-un-paese-normale/">Napolitano traditore (in un Paese normale)</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9786" title="giorgio napolitano" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/giorgio-napolitano-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/giorgio-napolitano-300x225.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/08/giorgio-napolitano.jpg 660w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Non ho la pretesa di ergermi a titolo di <strong>Costituzionalista</strong>. Che non vuol dir nulla tranne che in Italia, dove il Costituzionalista si occupa di spiegare in tivù e sui giornali, ma soprattutto di interpretare, il significato dei singoli articoli della Costituzione adattati alle pieghe dei capricci dei politici, che ogni giorno rendono necessario complicare e stravolgere al limite del ridicolo ciò che la Costituzione non potrebbe dire nel modo più semplice. L&#8217;esempio più comune è quello dell&#8217;<strong>articolo 3</strong> sull&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Legge. Ci sono volute ore di talk show e decine di prime pagine di castronerie di &#8220;pensatori liberali&#8221; prima che la Corte costituzionale ci dicesse ciò che tutti già sapevamo: ossia che il lodo alfano in favore di Silvio Berlusconi è incostituzionale.</p>
<p>La Costituzione italiana avrà tanti difetti e sarà pure da aggiornare. Ma sfido chiunque a ritenere che i suoi 139 articoli non siano abbastanza chiari da rendersi immuni di interpretazioni fasulle. Prendiamone uno a caso: <strong>l&#8217;articolo 90</strong>. Che essenzialmente dice: &#8220;<em>Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell&#8217;esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento&#8230;</em>&#8220;. Dunque, evinciamo che <strong>Giorgio Napolitano è un irresponsabile</strong> tranne quando si macchia di &#8220;<em>alto tradimento</em>&#8220;. Chi stabilisce che il Capo dello Stato è un traditore? Il parlamento in seduta comune a maggioranza dei suoi membri&#8230;</p>
<p>Bene, ma cos&#8217;è l&#8217;alto tradimento? L&#8217;alto tradimento, si legge su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alto_tradimento" target="_blank">Wikipedia</a>, &#8220;<em>è un reato politico che si verifica quando il Capo dello Stato rivela segreti, specialmente di natura militare, a potenze nemiche.</em>&#8221; Un reato paragonabile alla possibilità che il codice della strada preveds la revoca della patente al conducente soltanto nel caso in cui investisse un calesse in autostrada. <strong>Cioè mai</strong>. Almeno per l&#8217;assetto geopolitico attuale che vede l&#8217;Italia inserita in un contesto europeo e per la sua insignificanza militare, oltre che per la sua nulla tradizione bellica.</p>
<p>Rimane quel &#8220;<em>specialmente</em>&#8221; che potremmo interpretare. &#8220;Specialmente&#8221; vuol dire &#8220;non esclusivamente&#8221;. E allora perché non ritenere traditore un Capo di Stato che pretende la distruzione di una serie di telefonate con un indagato per falsa testimonianza in un processo che cerca di far luce sui mandanti delle stragi siciliane che hanno dato il là alla cosiddetta Seconda Repubblica?</p>
<p>Il tradimento, leggiamo dal dizionario di lingua italiana, è un crimine che riguarda una serie di atti di slealtà o infedeltà nei confronti di uno Stato sovrano. Ora, se Giorgio Napolitano è un irresponsabile che chiacchiera al telefono con l&#8217;indagato per falsa testimonianza Nicola Mancino, cos&#8217;ha da temere? Cos&#8217;ha da nascondere? Perché ricorre alla Consulta che &#8220;<em>giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, (&#8230;) sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato.</em>..&#8221;?</p>
<p>Eccolo qui il vero VULNUS che tuonano i giornali. Il cosiddetto VUOTO che impedisce di accusare un Capo di Stato di mancanza di trasparenza nei confronti di 60 milioni di cittadini. Eccolo il vuoto di responsabilità politica di un capo di Stato, che come la mafia, invoca il silenzio su Vicende di mafia. La prima azienda italiana. Eccoli gli specchi su cui si arrampica Napolitano rincorrendo come un impunibile qualunque i conflitti di attribuzione. Dov&#8217;è il reato di vilipendio  all&#8217;intelligenza degli italiani? Perché non esiste? Napolitano, fosse un presidente degno di questo nome, svelerebbe cosa si è detto con Mancino al telefono e magari sarebbe andato a Bologna per i 32 anni di anniversario delle bombe del 2 agosto piazzate alla stazione dalla P2. Altro che fuggire a Londra al villaggio olimpico, lontano dai fischi e dalle pernacchie di piazza! Un presidente degno di una democrazia europea condannerebbe i segreti di Stato e s&#8217;appellerebbe al parlamento per la loro rimozione. Ma Napolitano, lo abbiamo capito, ha la coda di paglia. Tradisce la nostra intelligenza facendo leva sull&#8217;ignoranza, la disinformazione e la buona fede degli italiani che gli pagano un lauto stipendio. Così facendo, Napolitano tradisce. In un Paese normale Napolitano non sarebbe proprio presidente. Lo è in Italia: la Repubblica fondata sulla mafia. Che onore&#8230;</p>
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		<title>D&#8217;Ambrosio sepolto, buio fitto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 08:59:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[loris d'ambrosio]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9744" title="loris d'ambrosio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/loris-dambrosio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/loris-dambrosio-300x225.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/loris-dambrosio.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Passata la festa, gabbato il santo. <strong>Loris D&#8217;Ambrosio</strong>, consigliere di Giorgio Napolitano, membro del nucleo di valutazione del Colle, colui che al congresso dell&#8217;Associazione nazionale magistrati sedeva dietro il presidente della Repubblica, ma davanti a Silvio Berlusconi e Gianni Letta. Magistrato che ha steso il testo del 41 bis (carcere duro per i mafiosi) e che si intratteneva al telefono con l&#8217;indagato per falsa testimonianza Nicola Mancino, al fine di evitargli imbarazzanti confronti con gli ex ministri Martelli e Scotti nell&#8217;aula del tribunale di Palermo che indaga sulla trattativa Stato-mafia. Ecco, Loris D&#8217;Ambrosio in quattro e quattr&#8217;otto <strong>già bell&#8217;e che morto e sepolto</strong>. Non si sa in quale cimitero sia stato tumulato dopo la funzione religiosa andata in scena nella chiesa romana di Santa Susanna, alla presenza di politici e alti magistrati e con illustri assenze come quelle di Dell&#8217;Utri e Mancino. Non si sa bene in quale casa editrice D&#8217;Ambrosio sia morto. Non si è capito quale ambulanza è accorsa sul luogo del delitto. Pardon, della disgrazia. Si è detto genericamente di un infarto, punto. Non ci sono cronache e nemmeno testimonianze di chi era assieme a D&#8217;Ambrosio in quei minuti fatali. Insomma, la fine della figura ombra del presidente della Repubblica, per la stampa di regime non sta meritando attenzione come invece è stato per Cogne, Avetrana o Brembate Sopra.</p>
<p>Passata la festa, gabbato il santo. Mai come nei classici delitti di Stato, il ciarpame mediatico riferisce lo stretto necessario e uniforma le opinioni dei soliti prezzolati &#8220;liberi&#8221; pensatori. La morte di <strong>Loris D&#8217;Ambrosio è e rimane strana,</strong> misteriosa, sospetta, omessa nella dinamica dei fatti, che a me personalmente, lascia un non so che di retrogusto mafioso. La sua morte è giunta dopo che sui giornali sono apparse sui giornali intercettazioni che lo riguardano dal contenuto a dir poco eversivo. Il pm di Palermo Nino Di Matteo (pool del traslocante Antonio Ingroia), a proposito di Mancino ha dichiarato: «<em>Emergono evidenti contraddizioni tra diversi esponenti delle istituzioni, riferiscono cose completamente diverse, quindi qualcuno mente</em>» riferendosi anche a Martelli e Scotti. Nelle intercettazioni D&#8217;Ambrosio dice a Mancino che chiede protezione: «<em>Io per adesso posso parlare col presidente&#8230; lui se l&#8217;è presa a cuore la questione&#8230; non lo so&#8230; Francamente la ritengo difficile</em>» influire sul collegio di Palermo che vuole sottoporre Mancino al confronto con Martelli sull&#8217;avvertimento che il capo del Ros stava scendendo a patti con l&#8217;allora sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino. Ecco la soluzione di D&#8217;Ambrosio: «<em>L&#8217;unica cosa è parlare col procuratore nazionale antimafia</em>» <strong>Piero Grasso</strong> che, interpellato, declinerà l&#8217;invito a sollecitare coordinamenti già adottati in precedenza tra le procure di Palermo, Caltanissetta e Firenze che indagano sui mandanti delle stragi bombarole a Palermo, Firenze e Milano.</p>
<p>Benché Mancino avesse sollecitato D&#8217;Ambrosio dicendogli «<em>Veda un po&#8217; se Grasso decidesse di ascoltare anche me, in maniera riservatissima, senza che nessuno ne sappia niente</em>» e D&#8217;Ambrosio lo avesse rassicurato rispondendogli «<em>Va bene, tanto domani lo devo vedere..</em>.», per il consigliere di Napolitano è «<em>Più facile parlare col pm..</em>.». Non foss&#8217;altro che in mancanza di pm favorevoli a papocchi, il Csm (presieduto da Napolitano) ha sostituito <strong>Vitaliano Esposito</strong> a ruolo di procuratore generale della Cassazione col <strong>pg Ciani</strong>. Del quale D&#8217;Ambrosio riferisce al solito preoccupatissimo Mancino: «<em>Ho parlato con Ciani, hanno voluto una lettera così fatta per sentirsi più forti&#8230;</em>». Del resto «<em><strong>Il presidente condivide la sua preoccupa&#8230;</strong> cioè, diventa una cosa&#8230; inopportuna&#8230;</em>» l&#8217;eventuale confronto a quattr&#8217;occhi con Martelli davanti al pool di magistrati di Palermo col rischio di finire imputati nel processo sulla trattativa Stato-mafia assieme a personaggi del calibro di Bernardo Provenzano.</p>
<p>Passata la festa, gabbato il santo. Nessun Galli Della Loggia e nessuno Scalfari si è chiesto com&#8217;è possibile che il braccio destro del presidente della Repubblica insegua le richieste di un ex vicepresidente del Csm come Mancino, del quale nel capitolo «<em>mandanti altri</em>» della sentenza del processo di Firenze per la bomba di via Georgofili (condannati Provenzano, Riina e Graviano) i giudici scrivono «<em>Dalla disamina delle dichiarazioni di soggetti di così spiccato profilo istituzionale esce un quadro disarmante che proietta ampie zone d’ombra sull’azione dello Stato nella vicenda delle stragi</em>». Possibile che D&#8217;Ambrosio rispondeva con quelle frasi a Mancino di sua iniziativa, senza che si fosse prima consultato con Napolitano? Possibile che nessuno reputi depistante il comunicato dello stesso Napolitano col suo «<em>Atroce rammarico per una campagna violenta e irresponsabile di insinuazioni e di escogitazioni ingiuriose</em>» per la morte di D&#8217;Ambrosio? Cioè di uno che certamente non parlerà più? Possibile che il ministro della Giustizia Paola Severino, (difensore dell&#8217;ex sottosegretario Caliendo implicato nell&#8217;inchiesta sulla P3) definisca D&#8217;Ambrosio uno che «<em>non riusciva a capacitarsi di come potesse essere accusato con tanta veemenza di aver voluto interferire su indagini in tema di mafia, proprio la materia che aveva costituito il centro di un suo impegno così intenso</em>»? Perché il ministro non fa nomi e cognomi degli accusatori di D&#8217;Ambrosio che nemmeno risultava indagato? Possibile che nessun giornalista di regime abbia strappato dopo il funerale di D&#8217;Ambrosio qualche battuta alla moglie signora Antonella o ai figli Silvia, Giulio e Valerio tutti lì in prima fila? Possibile che nessun Panebianco e nessun Gramellini leghi il nesso dell&#8217;incorruttibilità di D&#8217;Ambrosio, indicato da Maria Falcone come «<em>persona alla quale gli italiani devono dire grazie per la lotta antimafia</em>» col fatto che <strong>forse è stato ucciso apposta per evitare che parlasse come teste a Palermo?</strong> Del resto cos&#8217;avrebbe da perdere un magistrato incorruttibile a fine carriera e sulla soglia della pensione?</p>
<p>Eppoi, è possibile che nessuno metta in bella vista che l&#8217;Avvocato Caramazza ha già depositato a tempo di record alla Consulta la richiesta di conflitto di attribuzione affinché la Corte costituzionale imponga alla procura di Palermo di distruggere i colloqui tra Mancino e Napolitano senza un&#8217;udienza apposita a Palermo come prevede la legge? Possibile che nessun giornalista si meravigli sul perché in udienza l&#8217;avvocatura chiede di procedere per &#8220;<em>inaudita altera pars</em>&#8221; cioè senza il coinvolgimento della difesa della Procura di Palermo? E&#8217; possibile che soltanto <strong>Bruno Tinti</strong> ci racconti oggi sul Fatto che D&#8217;Ambrosio era cardiopatico? Dunque, non sarebbe stato questo un buon motivo per cercare di allontanare i sospetti di una morte incredibile e piena di ombre da mettere in prima pagina? Possibile che un cardiopatico ricopra un ruolo così delicato all&#8217;interno delle istituzioni? Che cosa avrebbe da temere un D&#8217;Ambrosio qualunque di fronte alla palese preoccupazione di Napolitano a non far uscire i colloqui con Mancino? In tema di probabilità mi sembra che il coccolone avrebbe dovuto prendere Napolitano prima che D&#8217;Ambrosio no? Per ragioni di età in primis, e poi per ragioni di gravità dei fatti emersi. E invece guarda un po&#8217; come la fine di un personaggio così vicino al Capo dello Stato, morto proprio all&#8217;indomani dell&#8217;uscita di imbarazzanti intercettazioni oggetto dell&#8217;inchiesta sulla trattativa Stato-mafia <strong>passa nel sottoscala delle notizie</strong>! Sostituita da un più rassicurante comunicato del Quirinale ai dipendenti dell&#8217;Ilva di Taranto (ieri l&#8217;altro), oppure sul fronte delle elezioni anticipate con «<em>Sul voto decide il Quirinale</em>» (oggi). <strong>Qual è la ragione di voler drogare autorevolezza a un Quirinale deciso a distruggere i colloqui di Napolitano con Mancino?</strong> Non è abbastanza chiara l&#8217;omelia dei preti al funerale di D&#8217;Ambrosio che dice «<em>Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli</em>» della serie &#8220;<em>chi ha orecchio intenda</em>?&#8221; Dobbiamo preoccuparci del fatto che sia solo una banale coincidenza che la sede dell&#8217;Avvocatura che difende Napolitano abbia sede in via dei Portoghesi?</p>
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		<title>&#8220;Un lanciamissili per Falcone&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jul 2012 09:06:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gaspare Mutolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Falcone lo seguivamo da vicino, era temuto e ammirato dai mafiosi. Aveva il coraggio dell’intelligenza. Diverso da tutti. Dell’omicidio di Falcone noi ne parliamo già durante il maxiprocesso: avevano scoperto il suo villino vicino a Valdese, c’era uno che aveva una pizzeria che ci raccontava gli spostamenti. Volevamo ucciderlo in una strada sterrata e boscosa. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Falcone lo seguivamo da vicino, era temuto e ammirato dai mafiosi. Aveva il coraggio dell’intelligenza. Diverso da tutti. Dell’omicidio di Falcone noi ne parliamo già durante il maxiprocesso: avevano scoperto il suo villino vicino a Valdese, c’era uno che aveva una pizzeria che ci raccontava gli spostamenti. Volevamo ucciderlo in una strada sterrata e boscosa. Santa Paola aveva mandato addirittura un lanciamilissi, la katiuscha: era “il regalo per il giudice Falcone”. Ma era molto scortato, non se ne fece nulla</em>.&#8221; Gaspare Mutolo, pentito di mafia, al FQ.</p>
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		<title>&#8220;Addiopuzzo&#8221; e il tanfo di Giorgio a via D&#8217;Amelio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2012 03:09:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[roberto scarpinato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«E’ sempre più imbarazzante partecipare a cerimonie ufficiali, vedere in prima fila persone la cui condotta emana puzzo di compromesso morale. Se ne restino a casa il 19 luglio, ci facessero la grazia di tacere. Abbiamo processato gli intoccabili, uno stuolo di sepolcri imbiancati che nelle chiese si battono il petto dopo aver partecipato a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>E’ sempre più imbarazzante partecipare a cerimonie ufficiali, vedere in prima fila persone la cui condotta emana puzzo di compromesso morale. Se ne restino a casa il 19 luglio, ci facessero la grazia di tacere. Abbiamo processato gli intoccabili, uno stuolo di sepolcri imbiancati che nelle chiese si battono il petto dopo aver partecipato a summit mafiosi e non ci fermeremo. Sanno che è solo questione di tempo perché un giorno alle porte dei loro lussuosi palazzi suonerà il vero Stato</em>». Roberto Scarpinato, procuratore generale a Caltanissetta, dopo le parole di Giorgio Napolitano alla cerimonia del ventennale della strage di Via D&#8217;Amelio.</p>
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		<title>Fatuo quotidiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 07:48:39 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/07/09/fatuo-quotidiano/">Fatuo quotidiano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-9474" title="travaglio marco" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco-300x207.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/07/travaglio-marco.jpg 550w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Marco Travaglio non ha certo bisogno di presentazioni e di sviolinate sulla sua stoffa di cronista giudiziario. Il Fatto quotidiano, a parte qualche sparuto scoop e clamorosi buchi, rimane (e appare) il giornale meno condizionato da interessi di parte, benché tranne qualche bravo giornalista come Lillo, Fierro e Lo Bianco, sia sostanzialmente un rifugio di trombati de L&#8217;Unità. Mi rendo conto che uscire ogni giorno in edicola, tra gli impeti di libertà, il direttore di un libero &#8220;giornalaccio&#8221; si delizi di sparare in prima pagina mega intervistone che poi, per almeno un paio di settimane si trascinano su altri giornali con chilometri di critiche a tappeto. O se preferite a zerbino, com&#8217;è stata tacciata l&#8217;intervistona apparsa sul Fatto il 13 giugno scorso di Marco Travaglio a Beppe Grillo. Sia chiaro: concordo anch&#8217;io che quel colloquio era da prima pagina. Lo era perché davvero in quei giorni, all&#8217;indomani del successo elettorale del M5S alle elezioni amministrative, qualunque testata o organo di informazione avrebbe pagato oro pur di ottenere il privilegio di qualche risposta di un comico antisistema, che ha iniettato gente nuova nelle istituzioni senza alleanze coi partiti grazie a un blog. Il Fatto, questo privilegio lo ha avuto.</p>
<p>Trovo più preoccupante, invece, che nessuno abbia proferito parola su un&#8217;altra intervista: quella apparsa sulla prima del Fatto venerdì scorso, che questa volta <strong>Marco Travaglio ha realizzato a <a href="http://www.lamescolanza.com/Temp=2012/072012/inervista_sartori_il_fatto=060712.htm" target="_blank">Giovanni Sartori</a></strong>. Politologo ed editorialista da prima pagina del Corriere, tra le cosiddette &#8220;<em>voci libere</em>&#8221; (Padellaro 7 luglio 2012) in riferimento alle &#8220;<em>Strane telefonate tra Mancino e il Colle</em>&#8220;. Ossia, il duro zoccolo che il Fatto batte ormai da qualche settimana per ottenere risposte dal vecchio bacucco capo di Stato Giorgio Napolitano nel merito del ruolo suo e del suo stretto entourage di fronte alle richieste telefoniche di tal Nicola Mancino, preoccupato di finire indagato (infatti lo è) in un processo che cerca i responsabili della trattativa Stato-mafia nei primi anni 90. Ciò che mi importa sottolineare, è <strong>il ruolo di Marco Travaglio in veste di intervistatore</strong> sul Fatto. Di colui che anziché ergersi a narratore dei fatti &#8220;si abbassa&#8221; a fare domande dopo che ha criticato in decine di articoli le interviste di altri cosiddetti giornalisti come Vespa, Cazzullo o Scalfari. Fermo restando che è impossibile pubblicare scoop ogni giorno, lo dovrebbero sapere i giornalisti liberi che pianificare un&#8217;intervista da mettere in prima pagina è antigiornalistico e antiinformativo. Innanzitutto perché le interviste pianificate presuppongono l&#8217;accordo dell&#8217;argomento, e dunque la prevedibilità delle domande. Poi perché è poco utile alla causa dell&#8217;informazione fare domande a chi ci dà risposte prevedibili, possibilmente allineate alle attese. Come nel caso di Sartori nei confronti di Travaglio.</p>
<p>Ora, assodato che quanto emerge dalle intercettazioni tra Mancino e Loris D&#8217;Ambrosio è di gravità inaudita, l&#8217;intervista che Travaglio fa a Sartori, più che uno scoop da prima pagina, ha le sembianze di una testimonianza mirata a dare sostegno a un pensiero, a una morale estrapolata sulla base di colloqui intercettati come nel caso del duo D&#8217;Ambrosio-Mancino. Le risposte sull&#8217;argomento che si aspetta Marco Travaglio, le dà Giovanni Sartori, uno che ha la nomea del politologo di fama lucido e indipendente ma che scrive sulla prima pagina del Corriere: giornale di regime dove nessuna voce libera (Sartori compreso checché lo reputi tale &#8216;l&#8217;ingenuo?&#8217; Padellaro) non si è ancora permessa di scrivere una sola riga a conferma della legittimità di quanto il Fatto chiede ormai da settimane a Napolitano in materia di interferenze sull&#8217;attività di tre procure. A parte una filippica patetica sullo stato d&#8217;animo di Mancino a firma di Galli della Loggia, la linea intrapresa dal Corsera sull&#8217;argomento avrebbe indotto qualunque giornalista, soprattutto se di stoffa come Travaglio, porre una domanda a Sartori del tipo: &#8220;<em>Perché su Mancino e Napolitano ha scritto solo Galli della Loggia e non tu che sai come stanno le cose? Hai proposto un editoriale su questo argomento? Te lo fanno scrivere o no?</em>&#8220;.</p>
<p>Visto che in tempi di crisi economica, di Italia fallita, spending review, fiscal call, fiscal compact, golden rule, revenche, soft touch ed enforcement, è stato Beppe Grillo l&#8217;unico leader politico a prefigurare lo scenario economico attuale con molti post dedicati all&#8217;argomento sul suo blog, è mai possibile che un cronista attento, critico e pungente come Marco Travaglio non abbia posto al politologo Sartori (che ritiene i partiti entità insostituibili) una domanda del tipo: &#8220;<em>Cosa intendi quando scrivi che Grillo fa antipolitica terra terra?</em>&#8221; Oppure &#8220;<em>Perché ritieni che Grillo propone solo assurdità e sciocchezze?</em>&#8221; Oppure, sul governo tecnico di Monti: &#8220;<em>Due anni fa scrivevi in prima pagina che &#8216;nelle nostre circostanze il governo tecnico sarebbe la formula più intelligente e dunque la meno probabile.&#8217; Che ti sembra ora che i fatti ti danno torto?</em>&#8220;.</p>
<p>Insomma, ciò che mi aspetterei da un giornalista di stoffa come Travaglio, nostalgico dei colleghi &#8220;<em>cani da guardia</em>&#8221; sempre intenti a scovare contraddizioni, trucchi, trabocchetti e falsità che ammorbano le cosiddette libere voci del nostro sistema, <strong>sono le cosiddette domande che servono alla causa dell&#8217;informazione</strong>. Anche quando a farle dovrebbe essere proprio quel bravo Travaglio che tutti conosciamo, e che invece a Sartori non fa perché sembra che stia in soggezione. Chesso, pare abbia di fronte Montanelli. Avrebbe mai chiesto Travaglio a un vecchio saggio come Montanelli &#8220;<em>Perché negli anni 40 sposasti una 12enne in Etiopia? Che ci trovasti di tanto attraente?</em>&#8221; Le domande di Travaglio a Sartori nell&#8217;intervista di venerdì scorso, rimangono morbosamente circoscritte al caso Mancino-Colle ma lo capisce pure un bimbo che le domande sono assist modellati a prevedibili risposte come quando si chiacchiera tra amici, tra simpatizzanti o tra alleati allineati. Con tutto il rispetto umano che merita Sartori con la sua esperienza di vita e per il suo ruolo pubblico, io personalmente rimango fortemente prevenuto nei confronti di chi scrive sulle prime pagine dei quotidiani italiani. La mia esperienza mi dice che nessuna delle firme delle testate di regime è libera come ci vuole far credere (l&#8217;ingenuo?) Padellaro.</p>
<p>E ahime, anche Giovanni Sartori il politologo non sfugge alla regola. La sua voce libera è in realtà una delle tante del coro di pappagalli di questo sistema, ma che a differenza di altri, omaggia in prima pagina il suo intervistatore &#8220;<em>tra i giornalisti in possesso di devastante documentazione</em>&#8221; (20 aprile 2010). Ecco perché poi il buon Travaglio rende la pariglia al suo esimio intervistato sulla prima del Fatto, ricordandoci modestamente che &#8220;<em>Qualche anno fa Giovanni Sartori scrisse che in Italia anche la tv ‘di tutti’ è imbavagliata; il che consente a Berlusconi e alla sua squadra di mentire senza spazio di controprova</em>&#8221; senza però dirci che Sartori scopriva l&#8217;acqua calda. Vuoi per umana soggezione, vuoi per umana amicizia, quando ci si relaziona tra colleghi giornalisti, la prima regola da rispettare è quella di non intervistarsi. Non ci si celebra tra colleghi. Si mettono in gioco credibilità e reputazione. Tra amici e complici non esistono domande degne di un&#8217;intervista che faccia notizia. Ci sono solo assist che rendono l&#8217;intervista un noioso soliloquio a due voci senza mordente. Insomma, si rischia quella roba lì che abbiamo visto sul Fatto ad opera di Marco Travaglio nei confronti di Giovanni Sartori: un colloquio senza domande nello stile improponibile e ridicolo dei Vespa, dei Cazzullo e degli Scalfari. Vabbè che il Fatto è rimasto senza Luca Telese nel suo ruolo di intervistatore di destra. Ma in quest&#8217;intervista, Sartori come diceva di sé stesso pontificando sulle &#8220;<em>illusioni che corrono in rete</em>&#8221; di essere &#8220;<em>fuori gioco per raggiunti limiti d&#8217;età</em>&#8221; siamo anche &#8220;<em>fuori luogo per oltrepassati limiti di credibilità</em>&#8220;. Marco  avrà la stoffa del cronista giudiziario, ma non ce la mandi a bere con quelle interviste oscene in prima pagina con un titolo così esplicito &#8220;<em>Eccesso di amicizia&#8230;</em>&#8221; Un&#8217;intervista talmente allineata da essere passata del tutto inosservata dai critici del regime. Spero di non dover preferire Cazzullo a Travaglio. Ecco perché spero che Marco si risparmi nel chiedere. E&#8217; meglio quando scrive da solo.</p>
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		<title>Mancino-Napolitano? &#8220;Che male c&#8217;è?&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2012 05:18:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;C&#8217;è qualcosa d&#8217;illecito nel chiedere un coordinamento delle inchieste giudiziarie, quando tre distinte procure (Firenze, Caltanissetta, Palermo) sono al lavoro sulle stesse notizie di reato?&#8221; Michele Ainis difende Mancino e Napolitano in prima pagina sul Corriere.</p>
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		<title>Se questa non è mafia cos&#8217;è?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 03:05:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Veda se Grasso può ascoltare anche me in maniera riservatissima che nessuno sappia niente.&#8221; Nicola Mancino al segretario di Napolitano Sergio D&#8217;Ambrosio che risponde: &#8220;Lo devo vedere domani”. 12 marzo, 2012, Mancino cerca di incontrare il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso per interferire nel processo di Palermo sulla trattativa Stato-mafia del 1992.</p>
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		<title>Gasparri, basta la parola</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2012 06:19:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Se 20 anni fa ci fu una trattativa tra Stato e mafia è bene che si conoscano i responsabili, ed è bene che si sappia chi vuole mantenere quella pagina oscurata». Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl (pure di Marcello Dell&#8217;Utri).</p>
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