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	<title>massoneria Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Sep 2021 01:05:14 +0000</lastBuildDate>
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		<title>In Loggia Ungheria &#8220;magistrati, banchieri, preti e la nomina di Conte&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Sep 2021 01:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[loggia ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Vietti, in funzione di sue esigenze a me non note, mi chiese di far guadagnare denaro ad avvocati o professionisti a lui vicini e avvenne in quel periodo anche con l’avvocato Conte, oggi presidente del Consiglio, a cui facemmo conferire un incarico dalla società Acquamarcia S.p.A. di Roma, incarico che fu conferito a lui e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Vietti, in funzione di sue esigenze a me non note, mi chiese di far guadagnare denaro ad avvocati o professionisti a lui vicini e avvenne in quel periodo anche con l’avvocato Conte, oggi presidente del Consiglio, a cui facemmo conferire un incarico dalla società Acquamarcia S.p.A. di Roma, incarico che fu conferito a lui e al professor Alpa, grazie al mio intervento su Fabrizio Centofanti, che all’epoca era responsabile delle relazioni istituzionali di Acquamarcia. L’importo che fu corrisposto da Acquamarcia ad Alpa e Conte, era di 400.000 euro a Conte e di 1 milione di euro ad Alpa”.</p>
<p>Piero Amara davanti ai pm di Milano della Procura di Milano, Laura Pedio e Paolo Storari, in merito alla Loggia Ungheria, della quale rende noti diversi nomi in elenco:<br />
Gianni Tinebra, magistrato a Catania; Michele Vietti, ex Udc e vicepresidente del Csm; Enrico Caratozzolo, avvocato di Messina; Lucia Lotti, magistrato a Roma; Francesco Saluzzo, procuratore generale a Torino; Luigi De Ficchy, ex procuratore capo di Perugia ora in pensione; Antonio Serrao, ex direttore generale del Consiglio di Stato; Franco Cassata, Procuratore Generale a Messina; Nicola Fazio, presidente della Corte d’Appello di Messina; Francesco Paolo Giordano, sostituto procuratore a Caltanissetta; Giancarlo Elia Valori, ex presidente di Autostrade per l&#8217;Italia Spa, ex presidente di SME (Società Meridionale di Elettricità) e dell’Unione Industriali di Roma; Lorenzo Pontecorvo e Angelantonio Racanelli, ex componenti del Csm e il secondo capo di Magistratura Indipendente; Antonio Leone, Giorgio Santacroce, Paola Balducci, Claudio Galoppi, Pasquale Paolo Maria Ciccolo, Vincenzo Carbone e Giovanni Canzio, tutti membri del Csm; Cosimo Ferri, deputato di Italia viva, ex magistrato e membro del Csm, ministro del governo De Mita, sottosegretario di stato alla giustizia nel Governo Letta, nel Governo Renzi e nel Governo Gentiloni, dal 2018 deputato per il Partito Democratico e dal settembre 2019 di Italia Viva; Tullio Del Sette, ex comandante dei Carabinieri coinvolto nell’inchiesta Consip; Emanuele Saltalamacchia, ex generale dei Carabinieri e braccio destro di Renzi; Filippo Paradiso, poliziotto; Paola Severino, Ministro della Giustizia del governo Monti; Andrea Gemma, professore, avvocato, già nel cda Eni; Fabrizio Siggiae e Vincenzo Armanna, ex dirigenti Eni; Claudio Granata, manager di Eni; Filippo Patroni Griffi, ex presidente del Consiglio di Stato; Luigi Caruso, vicepresidente della Corte di Conti; Pasquale Squitieri, ex presidente della Corte dei Conti; Filippo Patroni Griffi, ex magistrato e ministro del governo Letta; Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm; Antonello Montante, vicedirettore dell’Aisi; Carola Parano, Direttrice dell’Opco (Osservatorio permanente criminalità organizzata) e Giuseppe Toscano (procuratore aggiunto di Siracusa); Luca Lotti, ministro del governo Renzi; Alessandro Centonze, sostituto procuratore della Dda di Catania; Sebastiano Ardita, sostituto procuratore a Catania; Giuseppe Toscano, procuratore aggiunto a Siracusa; Attilio Toscano, professore associato di Diritto amministrativo a Catania; Giuseppe Zafarana, ex colonnello della Guardia di finanza; Pasquale Dell’Aversana, ex Agenzia delle entrate; Giovanni Bazoli, banchiere presidente emerito di Intesa San Paolo; Marco e Gianluca Jacobini, direttore e condirettore della Popolare di Bari sotto inchiesta; Monsignor Liberio Adreatta, responsabile dell’Opera Romana Pellegrinaggi in Terra Santa; Monsignor Rocco Palmieri; Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità.</p>
<p>Ovviamente non potevano mancare nomi già noti nella P2 e P3 Luigi Bisignani e Denis Verdini.</p>
<p>Tra gli obiettivi della conventicola di massoni, secondo le rivelazioni di Amara, la nomina di un procuratore a Milano che non desse fastidio a Eni, visto che il pm Fabio De Pasquale aveva rotto le scatole con le sue indagini.</p>
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		<title>La Pd Marini loda la massoneria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 22:51:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[catiuscia marini]]></category>
		<category><![CDATA[loggia p2]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Grazie al Grande Oriente d’Italia. Grazie a una istituzione che rappresenta alcuni dei pilastri sui quali si fondano i valori di questa Italia democratica, repubblicana, costituzionale che nella quotidianità ogni tanto sottoponiamo a scosse ma alcuni pilastri fondamentali la reggono in piedi, alcune colonne portanti”. Catiuscia Marini, governatrice Pd dell&#8217;Umbria, elogia la massoneria figlia della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Grazie al Grande Oriente d’Italia. Grazie a una istituzione che rappresenta alcuni dei pilastri sui quali si fondano i valori di questa Italia democratica, repubblicana, costituzionale che nella quotidianità ogni tanto sottoponiamo a scosse ma alcuni pilastri fondamentali la reggono in piedi, alcune colonne portanti”.<br />
</em></p>
<p>Catiuscia Marini, governatrice Pd dell&#8217;Umbria, elogia la massoneria figlia della P2 alla faccia di Rosy Bindi, del Pd, presidente della Commissione Anti-mafia, a lungo in lotta e contrasto con Stefano Bisi, il Gran maestro di quella loggia.</p>
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		<title>Mps, la banca salvata a debito dei cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2016 08:23:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se un imprenditore sbaglia investimenti fallisce. La sua azienda si dissolve nelle mani di un curatore fallimentare che &#8220;onora&#8221; i creditori con quel che rimane di esigibile in proporzione alle priorità. L&#8217;imprenditore non potrà più per almento 5 anni aprire altre attività, in quanto &#8220;incapace&#8221;, secondo la logica giuridica, e quindi &#8220;deleterio&#8221; o &#8220;pericoloso&#8221; per [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se un imprenditore sbaglia investimenti fallisce. La sua azienda si dissolve nelle mani di un curatore fallimentare che &#8220;onora&#8221; i creditori con quel che rimane di esigibile in proporzione alle priorità. L&#8217;imprenditore non potrà più per almento 5 anni aprire altre attività, in quanto &#8220;incapace&#8221;, secondo la logica giuridica, e quindi &#8220;deleterio&#8221; o &#8220;pericoloso&#8221; per il mercato.</p>
<p>Se un &#8220;manager&#8221; di banca sbaglia investimenti finanziando con milioni di euro amici correntisti massoni senza coperture di garanzia, la sua banca &#8211; a differenza dell&#8217;azienda dell&#8217;imprenditore &#8211; non si dissolve nelle mani di un curatore fallimentare che dovrebbe &#8220;onorare&#8221; i creditori (piccoli azionisti) spolpando le ricchezze del manager (ville, soldi all&#8217;estero etc.). Bensì, arriva il Ministro dell&#8217;Economia e il governo, che &#8220;risorge&#8221; la banca ripianando le delinquenze (sbagli) dei manager bancari con l&#8217;innesto di soldi pubblici, col conseguente indebitamento dei cittadini. Come il caso di queste ore che sta riguardando il salvataggio pubblico del Monte dei Paschi di Siena (del Pd).</p>
<p>L&#8217;operazione è sotto copertura perché giornali e tivù la spiegano con un linguaggio edulcorato (sofferenze, bond, cessione crediti, vaccino di Stato etc.), nella certezza assoluta che i cittadini non capiranno granché di tutto ciò, e intanto continueranno a rimanere poveri, ignoranti e dominati.<br />
Oggi, di nuovo, il governo Gentiloni, ce lo sancisce ufficialmente: le banche devono comandare, la massoneria deve continuare a dominare ricca il popolo che dovrà continuare a rimanere schiavo.</p>
<p>Insomma, siamo inseriti in un sistema che griderebbe vendetta stile Isis.</p>
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		<title>Grillo sdogana la massoneria di sinistra?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 13:07:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[alleanza]]></category>
		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[gioele magaldi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I massoni non si fidano di Renzi&#8220;, titola il sito L&#8217;inkiesta in un&#8217;intervista a Gioele Magaldi, massone Venerabile del Grande Oriente democratico e giornalista del Sole 24ore, sottoposto a vari processi massonici per la sua disinvoltura pubblica sulla materia. Dichiaratamente di sinistra, ha recentemene pubblicato un nuovo libro con un po&#8217; di documenti provenienti da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/gioele-magaldi.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13295" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/01/gioele-magaldi.jpg" alt="gioele magaldi" width="400" height="300" /></a></p>
<p>&#8220;<a href="http://www.linkiesta.it/renzi-massoneria" target="_blank"><em>I massoni non si fidano di Renzi</em></a>&#8220;, titola il sito L&#8217;inkiesta in un&#8217;intervista a <strong>Gioele Magaldi</strong>, massone Venerabile del Grande Oriente democratico e giornalista del Sole 24ore, sottoposto a vari processi massonici per la sua disinvoltura pubblica sulla materia. Dichiaratamente di sinistra, ha recentemene pubblicato un nuovo libro con un po&#8217; di documenti provenienti da archivi privati della cosiddetta massoneria progressista, che si dice poco influente sulle scelte politiche e sui danni perpetrati al Paese dalla classe dirigente nel ventennio di dominio berlusconiano. Non a caso è divenuta pubblica, qualche anno fa, <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/giugno/13/massoni_democratici_mistero_della_direzione_co_8_100613012.shtml" target="_blank">la rottura</a> di Magaldi e della massoneria progressista col Gran Maestro del Grande Oriente d&#8217;Italia Gustavo Raffi, (ex &#8220;mentore&#8221; di Magaldi), dopo lo scoppio dell&#8217;inchiesta della P3 che portò in carcere i famosi &#8220;<em>4 pensionati sfigati</em>&#8221; (Berlusconi dixit) e coinvolse (è ancora imputato) il coordinatore del Pdl toscano Denis Verdini per gli appalti dell&#8217;eolico in Sardegna e l&#8217;uso della Bcc di Campi Bisenzio per i prestiti &#8220;facili&#8221; all&#8217;amico Luca Fusi. Magaldi agli autori di &#8220;<em>P3 tutta la verità</em>&#8221; dice che &#8220;<em>Dall&#8217;altro lato del pianeta massonico (&#8230;) si leva una voce che sembra dare corpo a una interpretazione molto più “forte” della P3: non si tratta di 4 sfigati</em>&#8220;. Altra vicenda rovinosa che si è trasformata in scambi di accuse, è stato il bubbone del Monte dei Paschi di Siena, città simbolo del potere finanziario del Pd, ma anche fortemente influenzata dal Grande Oriente di Raffi, per la quale Magaldi ha pubblicato “<a href="http://www.libreriauniversitaria.it/massoni-societa-responsabilita-illimitata-scoperta/libro/9788861901599" target="_blank"><em>Massoni. Società a responsabilità illimitata</em></a>” per Chiarelettere, in cui cita tra gli appartenenti alla massoneria addirittura la buonanima di Papa Giovanni XXIII.</p>
<p>Quindi, a grandi linee, potremmo azzardare che in Italia abbiamo due grandi gruppi di correnti massoniche: una (più numerosa) e influente di destra formata da &#8220;commistioni&#8221; tra la massoneria di Raffi col mondo berlusconiano e del Pd, e una più contenuta di sinistra, meno influente, che rivendica valori maggiormente &#8220;democratici&#8221;, della quale Magaldi è lo strillone più in vista di una frangia dissidente. Apertamente contro il Patto del Nazareno &#8220;<em>roba di bassa cucina massonica</em>&#8220;, come dice in una delle tante interviste rilasciate al Fatto quotidiano (quotidiano che di Magaldi ha parlato più di altri in questi anni), in settembre a La7 dichiarò l&#8217;appartenenza alla massoneria &#8220;nemica&#8221; Mario Draghi, Ignazio Visco, Giorgio Napolitano e Pietro Grasso. Ospitato in uno strano e inatteso &#8220;<a href="http://www.beppegrillo.it/2015/01/passaparola_passaparola_gli_italiani_bambinoni_deficienti_governati_da_massoni_-_di_gioele_magaldi.html" target="_blank">Passaparola&#8221; sul blog di Grillo</a>, Magaldi, oltre alle solite cose che già si sanno sulla manipolazione dell&#8217;informazione che ha rimbambito molta opinione pubblica condizionandone le opinioni, ci fa sapere che sta per <strong>fondare un partito</strong> di stile e struttura tradizionale, e &#8220;apre&#8221; al Movimento 5 stelle, con un&#8217;ammonizione sospetta: ci dice che il movimento di Grillo non avrà futuro senza alleanze e compromessi alla meno peggio.</p>
<p>Al netto di ogni pensiero gufo, mi chiedo cosa sarebbe successo se il Passaparola di un massone &#8220;dialogante&#8221; fosse stato pubblicato dal blog di Grillo soltanto due anni fa, prima che il Movimento prendesse il 25 per cento alle politiche. Mi chiedo perché mai il blog di un comico che ha sbandierato democrazia diretta, rete, partecipazione e trasparenza, addebitando anche alla massoneria in generale responsabilità dirette allo sfascio sociale ed ecomico dell&#8217;Italia, ricorra a un massone per dare un messaggio di &#8220;apertura&#8221; ai compromessi in politica al popolo della rete e agli elettori del Movimento, che la massoneria stessa di Magaldi considera &#8220;profani&#8221; (me compreso visto che non sono massone). Mi chiedo se lo sdoganamento di un massone &#8220;dissidente e progressista&#8221; sul blog di Grillo, non celi un&#8217;indicazione di asse d&#8217;intesa e di pensiero tra il Movimento 5 stelle-Chiarelettere-Fatto quotidiano con la sinistra extraparlamentare che oserei definire costituzional-tradizionalista che vede nei giudici dei tribunali i soli soggetti infallibili e indiscutibili. Insomma, mi chiedo se Magaldi non stia recitando la parte della nuora che deve mandare a dire a suocera (convincere o dirottare l&#8217;elettorato a 5 stelle ad alleanze che Grillo non si sente e non potrebbe mai sostenere o giustificare). Cosa ci vuole dire Grillo? Che senza massoneria in Italia non si governa?</p>
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		<title>L&#8217;importanza dei &#8220;prodi&#8221; massoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 06:29:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[grande oriente d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[paolo prodi]]></category>
		<category><![CDATA[romano prodi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«La Gran loggia del Grande Oriente d&#8217;Italia, è una delle più importanti agenzie produttrici di etica nella storia dell’Occidente». Paolo Prodi, fratello di Romano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>La Gran loggia del Grande Oriente d&#8217;Italia, è una delle più importanti agenzie produttrici di etica nella storia dell’Occidente</em>». Paolo Prodi, fratello di Romano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/04/limportanza-dei-prodi-massoni/">L&#8217;importanza dei &#8220;prodi&#8221; massoni</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Risposta a Gad, l&#8217;ignorante illuminato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 22:06:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Gad, rispondo al suo post nelle vesti di libero cittadino, prima che da commissario alla comunicazione dei deputati 5 Stelle. Parto da alcune rapide delucidazioni, visto che da ciò che scrive sul mio conto, dimostra effettivamente (come dice lei di sé stesso), &#8220;modesta ignoranza&#8221;, e dunque confusione. Ebbene, alla Camera il mio incarico sarà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/03/20/risposta-a-gad-lignorante-illuminato/">Risposta a Gad, l&#8217;ignorante illuminato</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11315" alt="gad lerner" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/03/gad-lerner-216x325.jpg" width="216" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/03/gad-lerner-216x325.jpg 216w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/03/gad-lerner.jpg 533w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></p>
<p>Caro Gad, rispondo al suo post nelle vesti di libero cittadino, prima che da commissario alla comunicazione dei deputati 5 Stelle. Parto da alcune rapide delucidazioni, visto che da ciò che <a href="http://www.gadlerner.it/2013/03/20/daniele-martinelli-la-mossa-massonica-e-il-super-porcellum" target="_blank">scrive</a> sul mio conto, dimostra effettivamente (come dice lei di sé stesso), &#8220;<em>modesta ignoranza&#8221;</em>, e dunque confusione. Ebbene, alla Camera il mio incarico sarà quello di responsabile della comunicazione del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle. Tradotto in parole povere, significa che dovrò ottimizzare la comunicazione istituzionale del <strong>portavoce</strong> del Movimento, che in questi primi tre mesi sarà <strong>Roberta Lombardi</strong>. Per comunicazione istituzionale intendo consulenza e realizzazione di articoli, video, post e comunicati da diffondere quasi unicamente su internet, relativi alle attività e alle iniziative parlamentari del gruppo politico. Non compete a me entrare nel merito delle scelte e delle strategie politiche dei deputati del Movimento, tantomeno mi compete suggerire linee, decisioni o prese di posizione. Io non sono un eletto. Sono un professionista della comunicazione nato sulle macchine da scrivere, passato attraverso le redazioni radiofoniche e televisive in cui si doveva saper fare tutto: scrivere testi, condurre, cimentarsi in regia, usare la telecamera, sistemare le luci, l&#8217;audio, montare i servizi con metodo lineare, non lineare e poi digitale&#8230; Tutti questi lavori messi insieme hanno creato la recente (non per me) figura del videomaker. Che nell&#8217;accezione più moderna del termine significa esercitare attività di video-giornalista INDIPENDENTE. Questo è il lavoro che svolgo da almeno 15 anni e che cercherò di onorare con impegno full-time a Roma, in regime di spending review, retribuito al pari di un deputato del M5S: 5.000 euro lordi.</p>
<p>Chiarito questo primo fondamentale aspetto, vengo alle sue considerazioni inesatte e fuorvianti che scrive sul mio conto. La prima, e la più grave, data la sua statura di editorialista da prima pagina ignorante e modesto, è quella di portavoce. Se l&#8217;ha scritta in buonafede, vuol dire che ha tralasciato la regola più importante del giornalista, che è quella di documentarsi. Diventerebbe meno ignorante. Se, invece, l&#8217;ha scritta in malafede, ho un motivo in più per sperare di vedere azzerati i contributi pubblici all&#8217;editoria di cui anche lei beneficia in qualità di articolista sul quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221;.<br />
Lei mi chiede &#8220;<em>compiacenza di motivare la gravissima affermazione rilasciata a SkyTG24 sul fatto che l&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nell&#8217;euro sia frutto di una mossa massonica</em>&#8220;. Tutte le affermazioni fatte in quell&#8217;intervista non sono il pensiero o la linea politica del Movimento 5 stelle. Sono <strong>mie libere opinioni</strong>. Lo avevo precisato durante la telefonata. Se l&#8217;avesse ascoltata, probabilmente, avrebbe evitato di fare il cascamorto per compiacere il Partito democratico, di cui non mi meraviglierei se lei avesse la tessera in tasca. Poi, relativamente alla mossa massonica, mi sembra di aver reso abbastanza l&#8217;idea. In senso figurato, la massoneria è un&#8217;attività di persone influenti nel tessuto sociale che perseguono obiettivi non sanciti da volontà popolare. L&#8217;ingresso dell&#8217;Italia nell&#8217;euro non è stato frutto di una decisione referendaria, o di una consultazione popolare. E&#8217; stata un&#8217;operazione elitaria di un gruppo ristretto di uomini di governo in combutta con un gruppo di banchieri. Se la parola massoneria la spaventa, usiamo &#8220;<em>consorteria</em>&#8220;, o &#8220;<em>conventicola</em>&#8220;. Ci hanno martellato per anni, a cominciare dal suo beniamino Romano Prodi, con mantra del tipo &#8220;<em>meno male che l&#8217;Italia, nell&#8217;euro, è salva</em>&#8220;. Quel che vediamo oggi, senza avere in dote &#8220;<em>autorevolezza in materia economica e geopolitica</em>&#8220;, da quando è scomparsa la lira è sotto gli occhi di tutti: debito pubblico alle stelle, costo della vita insostenibile, mancanza di liquidità, taglio dei servizi primari ai cittadini per onorare interessi su interessi, commissariamento degli Stati con sottrazione di sovranità nazionale, restrizione del credito, fuga di capitali nei paradisi fiscali eccetera eccetera. Cos&#8217;è questa secondo lei, caro Gad, se non un&#8217;azione criminale di stampo massonico mirata a portarci in rovina? Ci spieghi e ci motivi con compiacenza i benefici di questa operazione. Ci &#8220;illumini&#8221;, per favore, nella sua &#8220;<em>modesta ignoranza</em>&#8220;!<br />
Finché non lo farà, io personalmente, rimarrò un estimatore della nostra vecchia liretta e, le dico in tutta franchezza, che se mai ci sarà un referendum sull&#8217;euro (benché i trattati attuali non lo consentano), voterò a favore di un ritorno alla sovranità monetaria nazionale. Questa è una mia posizione personale, ribadita in molti<a href="http://www.danielemartinelli.it/?s=euro+economia&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank"> post</a>. Nel Movimento non so cosa pensano di questa materia. In qualità di consulente della comunicazione, non mi toccherà convincere i deputati in tal senso. Non rientra nelle mie competenze.</p>
<p>L&#8217;essere stato trombato alle parlamentarie del mio collegio, come lei una volta tanto sottolinea giustamente, non ha nulla a che vedere con le mie posizioni sull&#8217;euro. Mi hanno trombato perché del Movimento non sono mai stato <strong>attivista</strong> (controlli anche questa definizione). Ma non è stato un problema. Come non lo fu per il giovane Einstein essere trombato all&#8217;esame di ammissione al politecnico di Zurigo. Dunque se &#8220;<em>Grillo&amp;Casaleggio hanno imposto un trombato a sovrintendere sui deputati scelti dagli iscritti e eletti dal popolo</em>&#8220;, lo hanno fatto perché in materia di comunicazione spetta ai titolari del logo politico decidere a chi affidarla. Anche qui, caro Gad, sarebbe bastato leggersi Statuto e regolamenti dei candidati al Movimento per documentarsi e diminuire &#8220;<em>modestia e ignoranza</em>&#8221; che purtroppo palesa nel suo scritto a mio carico. Il &#8220;<em>Porcellum al massimo livello</em>&#8221; che lamenta essere applicato nei miei confronti, è la realtà ribaltata dei quotidiani finanziati con fondi pubblici all&#8217;editoria, di cui beneficia anche lei in barba alla volontà popolare (massoneria?) e in barba alle leggi del libero mercato. Su questo, sono sicuro, i deputati del Movimento non avranno bisogno di molti giri di parole spesi in comunicazione fritta. Tireranno diritti all&#8217;obiettivo di azzerarli. E qui, mi perdoni la partigianeria, tifo per loro. Cordialità.</p>
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		<title>L&#8217;antipolitica secondo Pomicino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Aug 2012 07:35:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[beppe grillo]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Cirino Pomicino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Beppe Grillo ha una funzione democratica. Tiene negli schemi milioni di incazzati. Extraparlamentari violentissimi, in potenza. Non durerà. Più di Grillo mi preoccupa il palazzo, pieno di ricattabili. Faccio una domanda: perché quando il generale Ganzer venne condannato in primo grado a 14 anni per reati gravissimi, nessuno si interrogò sull’opportunità che continuasse a guidare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Beppe Grillo ha una funzione democratica. Tiene negli schemi milioni di incazzati. Extraparlamentari violentissimi, in potenza. Non durerà. Più di Grillo mi preoccupa il palazzo, pieno di ricattabili. Faccio una domanda: perché quando il generale Ganzer venne condannato in primo grado a 14 anni per reati gravissimi, nessuno si interrogò sull’opportunità che continuasse a guidare i Ros, l’eccellenza dei Carabinieri? Perché in troppi hanno qualcosa da nascondere.</em> Paolo Cirino Pomicino ex ministro Dc, pregiudicato per tangenti e anche prescritto per la cattiva gestione dei fondi del terremoto dell&#8217;Irpinia.</p>
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		<title>Lavitola e &#8220;l&#8217;aiutino&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 03:51:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[ricatto]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Lavitola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«È vero, volevo chiedere 5 milioni a Silvio Berlusconi. Ma solo in prestito, un &#8220;aiutino&#8221; perché so che lui è generoso». Valter Lavitola ai magistrati di Napoli.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>È vero, volevo chiedere 5 milioni a Silvio Berlusconi. Ma solo in prestito, un &#8220;aiutino&#8221; perché so che lui è generoso</em>». Valter Lavitola ai magistrati di Napoli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/04/20/lavitola-e-laiutino/">Lavitola e &#8220;l&#8217;aiutino&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Il Lavitola che t&#8217;aspetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 22:34:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;A 19 anni mi sono iscritto alla massoneria di Napoli, a 21 ho lasciato. Il mio rapporto con Berlusconi nasce nel &#8217;94: Occhetto e la macchina da guerra faceva paura e così portai molti giovani socialisti dall&#8217;altra parte. Poi nel 2008 convinsi De Gregorio a mollare Di Pietro e a tirar giù il governo Prodi. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>A 19 anni mi sono iscritto alla massoneria di Napoli, a 21 ho lasciato. Il mio rapporto con Berlusconi nasce nel &#8217;94: Occhetto e la macchina da guerra faceva paura e così portai molti giovani socialisti dall&#8217;altra parte. Poi nel 2008 convinsi De Gregorio a mollare Di Pietro e a tirar giù il governo Prodi. Da allora Silvio mi incontra, mi ascolta. Arcangelo Martino, quello della P3? I miei amici di Napoli dicono che in gioventù ci conoscevamo. Certo, stavo già all´Avanti! quando il giornale produsse quel falso dossier su Stefania Ariosto, subito dopo Tangentopoli. Non lo avrei mai pubblicato, ma allora non contavo niente. Come mi sono procurato l´inchiesta? Laggiù si paga tutto. Per la lettera del ministro della giustizia di Saint Lucia ho offerto 50 dollari, l´hanno data ad altri. Un documento del catasto si ottiene con 350 dollari, la copia di un bonifico bancario 200 dollari più una cena. L´intera indagine mi è costata 32 mila dollari. Ditelo a Fini</em>&#8220;. Valter Lavitola a Repubblica</p>
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		<title>Eccoci al punto G</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 11:25:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[euro]]></category>
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		<category><![CDATA[pisapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; il giorno del G20, quello della riunione dei governatori delle 20 prinicipali nazioni economiche del mondo per mettere alla lente il nuovo papello di Berlusconi, uscito con le ossa rotte dal consiglio dei ministri di ieri sera, quello delle misure choc e dei prelievi forzosi smentiti. E&#8217; l&#8217;ennesimo giorno di agonia di questo governo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/11/03/eccoci-al-punto-g/">Eccoci al punto G</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/YxddaDha878" frameborder="0" width="480" height="315"></iframe></p>
<p>E&#8217; il giorno del G20, quello della riunione dei governatori delle 20 prinicipali nazioni economiche del mondo per mettere alla lente il nuovo papello di Berlusconi, uscito con le ossa rotte dal consiglio dei ministri di ieri sera, quello delle misure choc e dei prelievi forzosi smentiti. E&#8217; l&#8217;ennesimo giorno di agonia di questo governo illegale e golpista capeggiato da un massone che se la faceva col latitante Lavitola, incaricato di fare da passacarte di inchieste e indagini a suo carico tramite la longa manus del generale Poletti, numero due dei servizi segreti.<br />
Qui sotto l&#8217;articolo passato in sordina che contiene intercettazioni che rivelano rapporti di una gravità inaudita. Da paese mafioso.<br />
I vari Merkozy ne sono al corrente esattamente come i banchieri dell&#8217;Fmi e della Bce. Oltre che i mercati. Ecco perché ogni giorno che passa con Berlusconi al governo è una spinta veloce verso il default della nostra economia. Perché io non compro e non investo in un prodotto che non mi convince. Anzi, se posso, me ne libero.<br />
<a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/11/repubblica-lavitola1.jpg"><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/11/repubblica-lavitola1-300x293.jpg" alt="" title="repubblica lavitola" width="300" height="293" class="alignnone size-medium wp-image-8128" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/11/repubblica-lavitola1-300x293.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/11/repubblica-lavitola1-50x50.jpg 50w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/11/repubblica-lavitola1.jpg 464w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/11/03/eccoci-al-punto-g/">Eccoci al punto G</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Eccoli i presunti &#8220;delinquenti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 07:59:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[loggia]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[P3]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Denis Verdini e Marcello Dell&#8217;Utri al vertice di un&#8217;associazione di delinquenti. Questo, in sintesi, si legge nell&#8217;avviso di conclusione di indagini firmate dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo della Procura di Roma. Sì, quello che é andato a cena con &#8220;gli intimi&#8221; Giulio Tremonti e Marco Milanese a casa dell&#8217;avvocato Fischetti, agli atti nelle indagini sulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2011/08/09/eccoli-i-delinquenti/">Eccoli i presunti &#8220;delinquenti&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Denis Verdini e Marcello Dell&#8217;Utri</strong> al vertice di un&#8217;associazione di delinquenti. Questo, in sintesi, si legge nell&#8217;avviso di conclusione di indagini firmate dal procuratore aggiunto <strong>Giancarlo Capaldo</strong> della Procura di Roma. Sì, quello che é andato a cena con &#8220;gli intimi&#8221; Giulio Tremonti e Marco Milanese a casa dell&#8217;avvocato Fischetti, agli atti nelle indagini sulla P4.<br />
Quanto alla P3 gli indagati <strong>sono 20</strong>. Oltre all&#8217;ex socio di Berlusconi Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi (in galera già  dall&#8217;anno scorso), ci sono pure l’ex primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, i deputati Pdl Nicola Cosentino e Massimo Parisi, il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, il presidente dell&#8217;Arpa Sardegna Fabio Porcellini, Ignazio Farris, compagna e autista di Carboni Antonella Pau e Giuseppe Tomasetti, Maria Laura Scanu Concas, moglie del faccendiere, il direttore di banca Stefano Porcu, il presidente e il dirigente dell&#8217;area ambiente del consorzio Tea, Pinello Cossu e Marcello Garau. All&#8217;allegra combriccola i reati contestati a vario titolo sono: <strong>corruzione, finanziamento illecito, diffamazione, abuso d&#8217;ufficio e violenza privata</strong>. Un gruppo &#8220;<em>caratterizzato dalla segretezza degli scopi, dell&#8217;attività  e della composizione del sodalizio</em>&#8221; che cercava di &#8220;<em>condizionare il funzionamento di organi di rilevanza costituzionale, nonché apparati di pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali, con l’obiettivo di rafforzare sia la propria capacità  di penetrazione negli apparati mediante il collocamento, in posizioni di rilievo, di persone gradite, sia il proprio potere di influenza, sia la propria forza economico-finanziaria, grazie anche al programma di sviluppo di imprese operanti nel settore delle fonti energetiche rinnovabili&#8221;. </em>L&#8217;eolico da cui sono iniziate le indagini e che si sono spinte ben oltre. Secondo i pm romani, Carboni, Martino, Lombardi, Verdini e Dell&#8217;Utri<em> &#8220;costituivano e dirigevano l&#8217;associazione sviluppando una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura, della politica e dell’imprenditoria</em>&#8220;. Amicizie &#8220;<em>sfruttate per i fini segreti del sodalizio e per il finanziamento di esso e dei suoi membri, anche grazie all&#8217;attività  di promozione di convegni e incontri di studio, realizzata per il tramite dell’associazione culturale denominata &#8216;<strong>Centro studi giuridici per l&#8217;integrazione europea Diritti e Libertà </strong>&#8216; gestita da Lombardi in qualità  di segretario e da Martino quale responsabile dell’organizzazione e, di fatto, finanziata e cogestita in modo occulto da Carboni</em>&#8220;. L&#8217;associazione dava accesso all&#8217;acquizione di &#8220;<em>informazioni riservate e influire sull&#8217;esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità  avvicinate</em>&#8221; per ottenere nomine di dirigenti di enti locali, influenzare la decisione della Consulta sul Lodo Alfano; indirizzare il Csm a scegliere i candidati alla presidenza della Corte d’Appello di Milano e Salerno, alla procura di Isernia e di Nocera Inferiore, ottenere sentenze favorevoli come il caso tributario sulla Mondadori, del ricorso contro l&#8217;arresto per Nicola Cosentino ritenuto dai magistrati di Napoli il cartello della camorra in Parlamento, oltre a pressioni per l&#8217;accoglimento del ricorso di Roberto Formigoni contro l&#8217;esclusione della sua lista &#8220;<em>Per la Lombardia</em>&#8221; alle regionali del 2010 candidata con firme false, &#8220;<em>per avviare un’ispezione punitiva</em>&#8221; nei confronti dei magistrati che avevano respinto il ricorso. La P3 cercò di procurarsi notizie su procedimenti riguardanti persone a loro vicine e di condizionare la scelta dei candidati a cariche pubbliche tramite la diffamazione a mezzo stampa con dossieraggi contro l&#8217;attuale governatore della Campania Caldoro. Attività  possibili attraverso i finanziamenti di &#8220;<em>alcuni imprenditori in cambio di cariche di partito in sede locale</em>&#8220;. Secondo l&#8217;accusa l&#8217;allora primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, indagato per corruzione in atti giudiziari &#8220;<em>accettava con sollecitudine la promessa di futuri incarichi da ricoprire nel tempo del suo collocamento a riposo da Martino e Lombardi che si adoperava presso terzi</em>&#8221; a patto che evitasse o ritardasse il più possibile la megamulta a Berlusconi per la Mondadori. Una disposizione di Carbone, effettivamente impose il rinvio della bega tributaria alle Sezioni Unite, &#8220;<em>allo scopo di favorire la Mondadori, procrastinando la decisione della causa, in violazione dei doveri di imparzialità </em>&#8220;.Per il ricorso contro l&#8217;arresto di Cosentino, di cui la P3 aveva fretta &#8220;<em>la rapida fissazione veniva disposta dopo il deposito di una rinuncia ai termini di preavviso e dei cui tempi di trattazione Carbone teneva informato Lombardi</em>&#8220;.<br />
I deputati Verdini e Parisi hanno ricevuto dagli imprenditori Porcellini e Fornari &#8220;<em>contributi per <strong>800.000 euro</strong></em>&#8220;. Dell&#8217;Utri &#8220;<em>nel gennaio 2010 ha ricevuto contributi da Fornari per <strong>100.000 euro</strong></em>&#8220;. Carboni, Martino, Lombardi, Cosentino e l&#8217;ex assessore campano Ernesto Sica &#8220;<em>hanno offeso la reputazione del candidato in Campania Stefano Caldoro, diffondendo notizie false di contenuto diffamatorio, nelle quali si riferiva di frequentazioni di transessuali</em>&#8220;. 2 gli articoli pubblicati sul web: &#8220;<em>Un Marrazzo in pectore: &#8216;e &#8216;passioni&#8217; strane di Caldoro</em>&#8221; e &#8220;<em>Pentito di camorra accusa: nel 1999 stringemmo un patto con Caldoro</em>&#8221; nel tentativo di &#8220;<em>costringere Caldoro a rinunciare alla candidatura e i responsabili del Pdl a sostituirla con quella di altra persona a loro gradita</em>&#8220;. Per tutti questi motivi é assai alta la probabilità  che questa scoppola di &#8220;onoreoli&#8221; finisca sotto processo. Insomma, direi che tra presunti onorevoli delinquenti e un governo di &#8220;spastici&#8221; commissariati dalla Ue, c&#8217;é da attendersi altri ottimistici boom in Borsa.</p>
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		<title>La (c)ricca massoneria sull&#8217;altare di CL</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 14:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[comunione e liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[loggia p2]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
		<category><![CDATA[roberto formigoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Formigoni su religione e politica Non lontano da casa mia c&#8217;é una strada intitolata a Felice Cavallotti, fondatore del partito Radicale. La sua frase più celebre é &#8220;Non é vero che tutti i massoni sono delinquenti, ma non ho mai conosciuto un delinquente che non fosse anche massone&#8220;. Poco male se poi il massone Cavallotti morì [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/P1r8NnEMK1U?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/P1r8NnEMK1U?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object><br />
<strong>Formigoni su religione e politica</strong></p>
<p>Non lontano da casa mia c&#8217;é una strada intitolata a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Felice_Cavallotti" target="_blank">Felice Cavallotti</a>, fondatore del partito Radicale. La sua frase più celebre é &#8220;<em>Non é vero che tutti i massoni sono delinquenti, ma non ho mai conosciuto un delinquente che non fosse anche massone</em>&#8220;. Poco male se poi il massone Cavallotti morì ucciso da un confratello in un duello alla sciabola. Quando (di rado) ci passo e leggo quella targa, penso alla massoneria e al suo significato di associazione segreta di persone, più o meno economicamente influenti, che tesse e persegue i propri privati obiettivi utilizzando le istituzioni a svantaggio della collettività .<br />
La Loggia P2 di Berlusconi e Cicchitto é l&#8217;unica nella storia repubblicana che é stata riconosciuta eversiva e fuorilegge, tanto da far cadere ben 2 governi nel 1981 (anno della sua scoperta) nonostante il suo Piano di rinascita democratica abbia ormai perseguito uno dei suoi obiettivi, quello dell&#8217;uniformazione del pensiero che ha spostato la percezione dei fatti tramite l&#8217;utilizzo del potente mezzo televisivo controllato dal piduista Berlusconi.<br />
La P2 col suo trionfo, non solo tiene attualissimo il ruolo della massoneria sopravvissuta a tutti i cataclismi e alle pestilenze umane, ma ne ha pure rivoluzionato il significato nella sua componente &#8220;segreta&#8221;.</p>
<p>Il Grande Oriente d&#8217;Italia é una loggia fiera di esistere e di palesarsi con tanto di <a href="http://www.grandeoriente.it/" target="_blank">sito internet</a>. Il suo gran Maestro Massimo Bianchi si é intromesso nell&#8217;inchiesta che coinvolge il coordinatore del Pdl Denis Verdini dicendo che alla massoneria ufficiale il &#8220;<em>democristiano di merda</em>&#8221; (U. Bossi) non é mai stato iscritto. La dichiarazione di Bianchi dimostra la bontà  delle indagini del procuratore di Roma Capaldo nei confronti di Verdini e dei &#8220;<em>4 vecchi sfigati</em>&#8220;: ossia per un&#8217;<strong>associazione segreta nuova</strong>, che tra le altre cose cercava di interferire nel ruolo dei giudici della Consulta.<br />
Marcello Dell&#8217;Utri qualche mese fa disse che persino i Rotary possono essere considerate logge, e io sono d&#8217;accordo con lui perché le logge massoniche moderne, a differenza dell&#8217;antica rituaità  dell&#8217;affiliazione e dell&#8217;utilizzo dei cappucci, oggi si palesano e si autocelebrano sotto l&#8217;egida della <strong>cultura e della conoscenza</strong>. Sono logge di potere che fanno breccia in un discreto numero di elettori che da quella Loggia traggono profitti diretti o indiretti.</p>
<p><strong>Comunione e Liberazione</strong> della buonanima di Don Giussani é una di esse. E&#8217; una setta di piduisti sorridenti che brandiscono il crocifisso. E&#8217; la più potente, da 30 anni si apre al mondo profano organizzando il proprio meeting a Rimini. Coinvolge esponenti di destra e di sinistra: dal leader del Pd Bersani fino all&#8217;ex tesoriere del Pci Ugo Sposetti, secondo cui &#8220;<em>Le Feste dell&#8217;Unità  ormai dovrebbero imparare da CL</em>&#8220;.<br />
Comunione e Liberazione ha le mani nelle ostie della sanità  e negli appalti. Professa valori di umanità  e carità  per voce di ricchi e autoreferenziali politici spesso corruttori, corrotti, bancarottieri, mafiosi, prescritti, patteggiatori, tangentari, abusatori di ufficio e in qualche caso anche di bimbi/e.</p>
<p>Comunione e Liberazione ha un suo codice di prestigio e una sua scala di valori che con la carità  e il merito fa a pugni. Un peccato che reitera spavalda pur di mantenere vivi e &#8211; poco caritatevoli &#8211; i propri affari, che hanno incancrenito di interessi privati settori strategici di stretta osservanza pubblica (senza utili) come gli ospedali. Svuotati della loro funzione in favore delle cliniche private degli affiliati di CL nonostante in Lombardia la sanità  pubblica costi la bellezza di 16 miliardi l&#8217;anno spesi senza controlli adeguati e nonostante non ci sia clinica privata lombarda che non sia finita sotto incniesta.<br />
Dalla predica domenicale alla razzola settimanale i ciellini fanno <strong>i froci col culo di Gesù</strong>. Le loro icone sono i prescritti per mafia come Giulio Andreotti (riferimento trentennale della setta), presunti bancarottieri come Cesare Geronzi, affaristi da rifiuto come Giuseppe Grossi, il re delle bonifiche fresco di benedizione a San Vittore e patteggiato con l&#8217;area di Santa Giulia grazie a una corposa &#8220;bonifica&#8221; in soldoni, affaristi a nero di truffatori come Giancarlo Abelli, rampante ex consulente lanciato verso l&#8217;assessorato alla sanità  formigoniana da Poggi Longostrevi, nonché marito di Rosanna Gariboldi, appena uscita di galera dopo aver restituito un maltolto da 1,2 milioni di euro nell&#8217;affaire Grossi.</p>
<p>Amici di CL sono guru della sanità  come i direttori dell&#8217;Asl di Monza e di Pavia, che spediva mail con scritto &#8220;<em>votate Abelli</em>&#8220;, entrambi coinvolti nella maxi inchiesta dei 300 arresti per infiltrazioni di &#8216;Ndrangheta. Trattavano centinaia di milioni di appalti col capoclan <strong>Pino Neri</strong>, sostenitore del solito ciellino Abelli. Del resto i ciellini sono maestri in fatto di lottizzazione. Pullulano di imprenditori che incassano convenzioni tanto che Bossi, nel 2005, incaricò inutilmente l&#8217;ex assessore alla sanità  lombarda <strong>Alessandro Cé</strong> di opporsi all&#8217;andazzo. Cé fu sfiduciato da Formigoni perché giudicava il sistema di potentato sanitario formigoniano un orrore.<br />
Altri amici di CL sono ex direttori di ospedali come <strong>Carlo Lucchina</strong>, per il quale il pm Gittardi ha chiesto 3 anni e 4 mesi per truffa e abuso d&#8217;ufficio per aver appaltato lavori a Varese alla ditta Russello di Gela (indagata per mafia e a un prezzo superiore) senza fornire alla Prefettura la certificazione antimafia. Lucchina é stato promosso direttore generale dell&#8217;assessorato alla sanità  lombarda dalla fattucchiera <strong>Roberto Formigoni</strong>, che lo ha benedetto di fiducia e stima. Gliela ribadirà  anche in questi giorni al meeting ciellino di Rimini, che Formigoni ha finanziato con <strong>234 mila euro di tutti i lombardi</strong> (anche quelli atei) di cui 168mila della direzione relazioni esterne che fa capo a Formigoni, 50mila della direzione della Famiglia di suo cognato Giulio Boscagli, e 16.200 della direzione delle Infrastrutture che dipende dall&#8217;assessore regionale ciellino Raffaele Cattaneo.</p>
<p>Del resto se Formigoni vorrà  conquistarsi l&#8217;andreottiana leadership trentennale nel mondo dei Maurizio &#8220;Lupi&#8221; di CL, dovrà  almeno dimostrarsi fedele scroccone della collettività ! L&#8217;autorità  per le comunicazioni ha da poco condannato il Pirellone per aver utilizzato l&#8217;agenzia regionale &#8220;<em>Lombardia notizie</em>&#8221; a favore della campagna elettorale di Formigoni. Quello che telefonava ad Arcangelo Martino della P3 per invocargli intercessioni dell&#8217;amico Lombardi e per chiedere &#8220;passeggiatine&#8221; degli ispettori al tribunale di Milano, che gli aveva bocciato la Lista Formigoni&#8221; presentata con le firme false.<br />
Comunione e Liberazione nel paradiso delle ricchezze ha già  assolto Formigoni. Anzi, Formigoni é uno dei suoi eroi. Un eroe della nuova massoneria ricca, palese e sorridente. Mi ritorna in mente la frase di Cavallotti&#8230;</p>
<p><object width="320" height="193"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bcsPBmnLRC8?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/bcsPBmnLRC8?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="193"></embed></object></p>
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		<title>Berlusconi, prodotto di Cefis e Gelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 15:37:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[eugenio cefis]]></category>
		<category><![CDATA[licio gelli]]></category>
		<category><![CDATA[loggia p2]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[massoneria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Forza Italia é la P2 evoluta. E&#8217; il partito del golpe bianco che ha vinto il consenso politico dell&#8217;Italia grazie alla manipolazione e al controllo degli organi di informazione. Forza Italia é il partito dopato dalle &#8220;bombe&#8221; che hanno eliminato anticorpi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Berlusconi ha eseguito il sogno di Eugenio Cefis, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/03/29/berlusconi-prodotto-di-cefis-e-gelli/">Berlusconi, prodotto di Cefis e Gelli</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/J67GquF8ezE&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/J67GquF8ezE&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Forza Italia é la P2 evoluta. E&#8217; il partito del <strong>golpe bianco</strong> che ha vinto il consenso politico dell&#8217;Italia grazie alla manipolazione e al controllo degli organi di informazione.<br />
Forza Italia é il partito dopato dalle &#8220;<strong>bombe</strong>&#8221; che hanno eliminato anticorpi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.</p>
<p>Berlusconi ha eseguito il sogno di <strong>Eugenio Cefis</strong>, numero uno di Eni e Montedison degli anni &#8217;60 nell&#8217;era post Mattei, secondo il Sismi il <strong>fondatore della Loggia P2</strong>, il primo a capire che per godere incontrastati del consenso nazionale non era necessario spargere sangue come fece fare per il suo predecessore <strong>Enrico Mattei</strong> nel 1962. Non era necessario andare a segno col &#8220;Piano Solo&#8221; progettato dai Carabinieri nel 1964. Non era necessario attuare il &#8220;golpe borghese&#8221; come si tentò di fare con la regia di Licio Gelli nell&#8217;inverno del 1970.<br />
Bastava, appunto, <strong>conquistare</strong> &#8220;democraticamente&#8221; <strong>il controllo dei giornali</strong>.</p>
<p>Eugenio Cefis non riuscì a mettere le mani sul Corriere della sera di <strong>Piero Ottone</strong>, il &#8220;sinistroide&#8221; che dava spazio in prima pagina agli editoriali del &#8220;frocio comunista&#8221; <strong>Pierpaolo Pasolini</strong>. Pestato a morte da un commando composto dai fratelli <strong>Franco e Giuseppe Borsellino</strong>, fascisti militanti della sezione Msi del Tiburtino, come ha rivelato nel settembre scorso l&#8217;ex giovinetto marchettaro <strong>Pino Pelosi</strong>, l&#8217;unico ad aver pagato col carcere il violento omicidio di Pasolini, che con tutta probabilità , a 17 anni, magro e smilzo com&#8217;era, potrebbe non aver mai commesso. Pelosi sembra sia rimasto in galera dopo aver ceduto alle minacce che gli sarebbero state rivolte dai veri assassini del giornalista. I nomi dei fratelli Borsellino, Pelosi, li ha fatti soltanto ora che sono morti entrambi di aids, ma nel plotone di esecuzione potrebbe anche esserci stato <strong>Giuseppe Mastini</strong>, detto Jhonny lo Zingaro, (vivente) in una trappola premeditata. (Ansa)<br />
Omicidio che risale al 1975, periodo in cui Pasolini stava completando &#8220;Petrolio&#8221; che faceva luce sul ruolo di Eugenio Cefis, personaggio chiave per capire a che punto era già  arrivata la <strong>degenerazione della politica italiana</strong>. Periodo in cui il Corriere era già  diretto dal piduista <strong>Franco Di Bella</strong> (tessera 1887) e che accettò passivamente il teorema della brutta storia tra froci.</p>
<p>Pasolini fu il primo a collegare <strong>l&#8217;attentato</strong> all&#8217;aereo di Enrico Mattei, alla strage di piazza Fontana, e ad altre stragi misteriose dell&#8217;Italia degli anni di piombo. Con la <strong>complicità  silenziosa</strong> dei Giulio Andreotti e degli Amintore Fanfani,  Pasolini era un personaggio scomodo come il giornalista <strong>Mauro De Mauro</strong>, rapito a Palermo 5 anni prima, nel 1970 e mai più ritrovato. Stava scrivendo i dettagli dei movimenti degli ultimi 2 giorni di vita siciliani di Enrico Mattei, da consegnare al regista <strong>Francesco Rosi</strong>, che stava preparando un film sulla vicenda. Enrico Mattei, decollato il 27 ottobre 1962 col suo aereo privato dall&#8217;aeroporto di Catania, morì assieme al suo pilota e a un giornalista americano nell&#8217;aereo che esplose in volo e andò a schiantarsi <strong>in fiamme </strong>sui prati di Bascapé, a pochi chilometri dalla pista di atterraggio di Linate.</p>
<p>Attentato dietro il quale si nasconderebbe Eugenio Cefis, ex compagno di partigianeria dello stesso Mattei che volle al suo fianco alla guida di Eni. Lo stesso Cefis che, da numero 2 di Eni, fu <strong>licenziato in tronco</strong> da Mattei 9 mesi prima del disastro, dopo averlo colto in flagrante a sbirciare documenti aziendali riservati nel suo ufficio.<br />
Enrico Mattei era potente, era l&#8217;uomo del petrolio che stava indirizzando la politica del suo mercato col nord Africa e col Medioriente, in totale <strong>contrasto</strong> con l&#8217;alleata America tanto cara alla <strong>Democrazia cristiana</strong>. Che vedeva minacciato il suo dominio nell&#8217;Italia vaticana da un ricco industriale, <strong>poco docile ai ricatti</strong> e per nulla americanista.</p>
<p>Le inchieste sulla fine di Mattei sono finite tutte in nulla. Un rapporto della Guardia di Finanza citata dal pm di Pavia <strong>Vincenzo Calia</strong>, dice che una delle società  <strong>accomodanti della Edilnord</strong> centri residenziali di Umberto Previti (papà  del corruttore di giudici Cesare) già  Edilnord Sas di Silvio Berlusconi &amp; c. con sede a Lugano, si chiama <strong>Cefinvest</strong>.<br />
Eugenio Cefis, intanto, ha guidato l&#8217;Eni prima, e la <strong>Montedison</strong> poi. L&#8217;azienda che ha cavalcato le mire federaliste della Lega Lombarda di <strong>Gianfranco Miglio</strong>, caro amico di Cefis.</p>
<p>Da Cefis a Gelli, fino al Berlusconi odierno: espressione liftata della <strong>degenerazione istituzionale</strong> e democratica che ha  raggiunto l&#8217;Italia. Le decine di milardi in tangenti versate sui conti svizzeri di <strong>Bottino Craxi</strong>, di cui i figli deputati godono ancora oggi la rendita, sono servite a creare le televisioni del consenso Fininvest, assieme al controllo della Rai.<br />
L&#8217;ultima nomina alla sua guida di <strong>Paolo Garimberti</strong> &#8220;gradita a Berlusconi&#8221; che non crea né scandalo né rivolte fra gli italiani, é la dimostrazione che il <strong>Piano di rinascita</strong> piduista é andato a segno senza divise e senza armi. Assieme alle bugie che testate allineate come &#8220;Il Giornale&#8221; e il Corriere stesso continuano a sfornare quotidianamente.<br />
<strong>Ernesto Galli &#8220;della Loggia&#8221;</strong> oggi, in prima pagina, in merito al discorso di Berlusconi al suo congresso romano scrive che <em>&#8220;Craxi, non a caso, é solo un amico personale del presidente del Consiglio che in pratica ha il solo merito di averlo anticipato nello sdoganamento della destra.</em>.&#8221; Galli della Loggia lo invito a un <strong>vaffanculo</strong>.</p>
<p>Intanto, alla luce di ciò che hanno scritto Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza in &#8220;Profondo nero&#8221; edito da Chiarelettere, la criminologa <strong>Simona Ruffini e l&#8217;avvocato Stefano Maccioni</strong> hanno presentato al Procuratore della Repubblica di Roma, <strong>Giovanni Ferrara</strong>, una istanza per chiedere la riapertura delle indagini sulla <strong>morte di Pierpaolo Pasolini</strong>. Richiesta che giunge al termine di una loro inchiesta che combacia con le conclusioni del libro, in cui si ipotizza una connessione tra l&#8217;omicidio di Pasolini, Mauro De Mauro ed Enrico Mattei.<br />
Gli accertamenti tecnici scientifici che si possono fare oggi, permetterebbero di far luce su tanti aspetti mai chiariti dell&#8217;omicidio di Pasolini. A cominciare dalle macchie di sangue (secche) rimaste sulla  sua camicia, <strong>custodita ancora oggi</strong> al museo di criminologia di Firenze.</p>
<p>Non capisco cosa si sia atteso finora ma capisco che ora Berlusconi predica pieni poteri per arrivare al Quirinale. Non capisco che tipo di libertà   e di liberalismo abbia raccontato da quel palco della fiera di Roma Silvio tessera Loggia P2 1816, ma capisco che il <strong>golpe bianco</strong>, per ora, <strong>é andato a segno </strong>ed é ormai rodato. L&#8217;Italia é tutta da rifare. Forza Italia!</p>
<p><object width="212" height="177"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/OqF7DdTwYu4&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/OqF7DdTwYu4&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="212" height="177"></embed></object></p>
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		<title>L&#8217;università  italiana nel paese di baroni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 13:50:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se la formazione dei giovani di una società  civile e progredita inizia dalla scuola significa che quest&#8217;ultima ha la grande responsabilità  di istituirsi come modello di riferimento. L&#8217;università  in particolare, massima istituzione specialistica che forma i professionisti del futuro, non può prescindere da requisiti di serietà , professionalità  e affidabilità  per assolvere il suo fondamentale compito. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Ovk_AbbGVuk&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Ovk_AbbGVuk&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Se la formazione dei giovani di una società  civile e progredita inizia dalla scuola significa che quest&#8217;ultima ha la grande responsabilità  di istituirsi come modello di riferimento. L&#8217;università  in particolare, massima istituzione specialistica che forma i professionisti del futuro, non può prescindere da requisiti di serietà , professionalità  e affidabilità  per assolvere il suo fondamentale compito.<br />
Siccome, tuttavia, é inevitabile che anche la scuola risenta gli effetti del tessuto sociale dominante in cui si trova ad operare, é molto probabile che in un contesto compromesso, anche nella scuola ci siano persone compromesse.<br />
Ebbene nell&#8217;Italia della meritocrazia sopraffatta dalla <strong>piaga della raccomandazione</strong> tout court di generazione in generazione, é ormai diventato normale parlare di <strong>baronaggio</strong>, ossia il metodo di lasciare in eredità  la cattedra di insegnamento al docente figlio di docente, come se l&#8217;università  fosse un&#8217;azienda di panettoni a conduzione familiare.</p>
<p>In un andazzo di questo genere la dequalificazione degli atenei trasformati in laureifici diviene logica conseguenza che si accompagna a fatti di cronaca certamente poco edificanti. Docenti che danno il trenta all&#8217;esame in cambio di un bonifico bancario o dietro pagamento in natura, produrranno dottori e dottoresse incompetenti il cui operato influirà  negativamente sulla qualità  della vita di altri e sul prestigio stesso dell&#8217;istituto.<br />
Il diabolico meccanismo a catena, protratto negli anni, non potrà  che portare ad un generale abbassamento dell&#8217;istruzione con conseguente riduzione di competitività  internazionale di intere società . L&#8217;Italia in tutto ciò é la <strong>battistrada</strong> d&#8217;Europa nonostante ci siano istituzioni serie che sfornano ricercatori strapagati all&#8217;estero. Dottori fortunati, usciti indenni da logiche di massoneria e mafia che purtroppo hanno ammorbato molti atenei e i loro corsi di laurea, elevandoli ai disonori della cronaca in fatti di truffe, conflitti d&#8217;interesse e abusi di potere. Come ben spiegato in &#8220;<strong>Un paese di baroni</strong>&#8221; l&#8217;ultima fatica editoriale di <strong><a href="http://www.chiarelettere.it/?TAG=un%20paese%20di%20baroni" target="_blank">Chiarelettere</a></strong> a firma di <strong>Davide Carlucci e Antonio Castaldo</strong>, quest&#8217;ultimo intervistato nel video che propongo oggi sul blog, alla vigilia della presentazione del volume che avverrà  ufficialmente lunedì a Milano.</p>
<p>PS Congratulazioni all&#8217;autore visto che é anche diventato papà  di una bimba soltanto una settimana fa.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="212" height="177" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cXnu_mQEhj8&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="212" height="177" src="http://www.youtube.com/v/cXnu_mQEhj8&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Licio Gelli in tv? Venerabile idea!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 13:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì un conduttore nuovo apparirà  sugli schermi televisivi: sarà  Licio Gelli, 90 anni, venerabile maestro della Loggia Propaganda 2 dichiarata fuori legge dalla commissione d&#8217;inchiesta presieduta da Tina Anselmi, su nomina del governo di Giovanni Spadolini, nel 1981. La notizia sui giornali suscita sdegno e appelli alla censura per il format che si intitolerà  &#8220;Venerabile [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-T82VSY6bUg" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/-T82VSY6bUg"></embed></object></p>
<p>Lunedì un conduttore nuovo apparirà  sugli schermi televisivi: sarà  <strong>Licio Gelli</strong>, 90 anni, venerabile maestro della Loggia Propaganda 2 dichiarata fuori legge dalla commissione d&#8217;inchiesta presieduta da Tina Anselmi, su nomina del governo di Giovanni Spadolini, nel 1981.<br />
La notizia sui giornali suscita <strong>sdegno</strong> e appelli alla censura per il format che si intitolerà  &#8220;Venerabile Italia&#8221;. Esponenti del Partito democratico, ma anche di Forza Italia si indignano sulla scelta di <strong>Odeon Tv</strong> capeggiata da <strong>Raimondo Lagòstena</strong> (figlio del compianto giudice Tina di Forum di Rete 4) di dare spazio per 9 puntate al maestro massone. La Fnsi ricorre al Garante e si augura che <strong>nessun giornalista</strong> partecipi alla trasmissione. Appello che francamente non capisco, visto che la Fnsi, per coerenza, dovrebbe fare lo stesso con tutto lo squadrone di giornalisti in quota di gradimento a Berlusconi, che della Loggia P2 (tessera 1816) é massima espressione. E&#8217; grazie a lui se i simil Riotta da anni danno pastoni e panini di informazioni confuse, false, censurate, o al massimo pilotate. E&#8217; la stessa Fnsi che non ha mai espresso sdegno alcuno sulla scelta dell&#8217;Ordine dei giornalisti di Milano, di premiare <strong>Emilio Fede</strong> un paio d&#8217;anni fa per i 50 anni di iscrizione all&#8217;albo.</p>
<p>La televisione dei giornalisti che da decenni divinizza galeotti, mafiosi e massoni, a cominciare da <strong>Maurizio Costanzo</strong> passando per <strong>Roberto Gervaso e Fabrizio Trecca</strong>, non vedo perché non dovrebbe pluralizzare  pure su Gelli. Proprio ora che tutta la televisione vive i suoi ultimi scampoli di vita alla canna del gas, con bilanci pubblicitari sempre più magri e prospettive sempre più fioche, credo sia un lampo di genio mandare in video il capo della Loggia. Ci avessero pensato qualche anno fa sarebbe stato certamente meglio. Oggi, data la labile capacità  di memoria degli italioti, é tardi persino per i giovani universitari mostrare la figura di questo personaggio. Troppa censura é stata fatta negli anni (e si fa ancora oggi) sulla Loggia Propaganda 2, compreso in scuole e università . Si parli di Gelli e della sua regia per l&#8217;avvio del <a href="http://web.tiscali.it/comunisti-pistoia/Memoria/RinascitaDemocratica.htm" target="_blank">Piano di Rinascita democratica</a> sul controllo dei governi, della magistratura e dell&#8217;informazione sia cartacea che televisiva, che in 15 anni é riuscito nel suo intento di spostare la percezione dei fatti a un intero popolo.<br />
Licio Gelli, a modo suo, é stato un grande, devo ammetterlo. Se l&#8217;é cavata con 12 miseri anni di galera che sconta nella sua lussuosa villa Wanda, sui colli di Arezzo e un bel gruzzolo di soldi nascosti in Svizzera. Gelli, con Berlusconi, é l&#8217;espressione vivente che in Italia delinquere conviene sempre.</p>
<p>In maggio contattai il figlio di Gelli, titolare della concessionaria Mercedes cittadina, per chiedere un&#8217;intervista all&#8217;anziano padre. Al telefono mi rispose un&#8217;impiegata che mi promise di farmi richiamare ma non sentii più nessuno. In una mattina di agosto, risalendo l&#8217;Italia con lo scooter, decisi di andare a citofonargli di persona a villa Wanda per chiedergli un&#8217;intervista. Mi rispose ancora una voce femminile che mi invitò a tornare più tardi perché &#8220;il commendatore in quel momento non era in casa&#8221;. Anche il secondo tentativo fu inutile, e di nuovo mi sentii dire che sarei stato chiamato al cellulare.  Nulla.<br />
Oggi che Licio Gelli va in tv a fare il conduttore posso ritenere che il suo unico interesse sia quello di mostrarsi nel ruolo di &#8220;saggio&#8221; con i Dell&#8217;Utri e gli Andreotti. Ecco allora che pubblicherò presto il breve video registrato durante la mia visita a villa Wanda, in cui vi dimostrerò che non racconto balle.</p>
<p>Certo, ci vorrebbe qualche giornalista informato in quello studio a fare domande, o quanto meno ci vorrebbe una trasmissione tipo &#8220;dopofestival&#8221; pronta a controbattere le <strong>versioni accartocciate</strong> dei fatti che racconteranno questi anzianotti, al tramonto di un&#8217;esistenza vissuta a girarsi i destini dell&#8217;Italia nelle dita come un hula op.<br />
<strong>Piersilvio Berlusconi</strong> faccia fare un collegamento di &#8220;Venerabile Italia&#8221; su Canale 5, o anche su Rai 1. Che torni alla ribalta Gelli e tutta la storia della sua Loggia dimenticata. A patto di concedere qualche scampolo di spazio anche <strong>al sottoscritto</strong> (magari proprio sulla Rai al posto di Marzullo) per chiarire omissis e sbugiardare eventuali versioni da favola di fatti inconfutabili. Sarebbe una bella risposta all&#8217;appello di <strong>Sandro Curzi</strong> che si augura &#8220;100 Santoro in Rai&#8221; e un bel contributo all&#8217;informazione in questo povero paese. Petruccioli dov&#8217;é? Qualcuno gli faccia sapere che il sottoscritto é pronto alla sfida. Gli faccia sapere che l&#8217;occasione di mettere in atto ciò che Petruccioli stesso teorizza nelle sue interviste sui giornali <strong>é propizia</strong>. Sempre che non si sia già  candidata Mara Carfagna! Che con la nomina a speaker ufficiale della presidenza del consiglio conferma la sua specialità  in lavori di bocca&#8230;</p>
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		<title>Vaticano e Ior: diavoli in tonaca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2008 22:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[anni 70]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>â€œVaticano Spaâ€ e â€œI mercanti di San Pietroâ€ sono i titoli di una scottante inchiesta pubblicata in 2 puntate dal settimanale L&#8217;Europeo nel gennaio del 1977. E&#8217; il giornalista Paolo Ojetti a firmare il servizio dal quale emerge che un quarto degli immobili di Roma sono di proprietà  della Curia Vaticana. Ojetti scrive di massicce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-thumbnail wp-image-547" title="bimbo-culo-donna" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/05/bimbo-culo-donna.bmp" alt="" width="310" height="225" /></p>
<p>â€œVaticano Spaâ€ e â€œI mercanti di San Pietroâ€ sono i titoli di una scottante inchiesta pubblicata in 2 puntate dal settimanale L&#8217;Europeo nel gennaio del 1977.<br />
E&#8217; il giornalista <strong>Paolo Ojetti</strong> a firmare il servizio dal quale emerge che un quarto degli immobili di Roma sono di proprietà  della Curia Vaticana.<br />
Ojetti scrive di <strong>massicce operazioni speculative dello Ior</strong>, la banca vaticana, un impero economico colossale, un incredibile regime di abusi e privilegi ingiustificati, un intreccio di affari, connivenze politiche, religione e denaro. Ojetti svela che lo Ior si é arricchito speculando nei paradisi fiscali di tutto il mondo, in particolare alle Bahamas, Isole Cayman, Vaduz, Lugano, Ginevra ma anche nelle dittature sudamericane, tra cui Argentina, Uruguay, Perù, Panama e Nicaragua.<br />
<strong>L&#8217;Osservatore romano insorge</strong> definendo l&#8217;inchiesta di Ojetti <strong>falsa</strong>, anticulturale, confusionaria, irresponsabile, scandalistica, anticlericale e goffa.<br />
La <strong>piduista Rizzoli</strong>, in tutta risposta, licenzia in tronco il direttore dell&#8217;Europeo <strong>Gianluigi Melega</strong>.</p>
<p>Nel giugno del &#8217;78 muore Paolo VI, il quotidiano Messaggero pubblica un singolare necrologio della Loggia massonica â€œ<strong>Grande Oriente d&#8217;Italia</strong>â€ in cui si legge che é la prima volta nella storia della Massoneria moderna, che un papa muore in stato di â€œnon ostilità â€.<br />
Il faccendiere piduista <strong>Umberto Ortolani</strong> definiva Paolo VI <em>il papa che aveva tolto la scomunica ai massoni perché facilitato dalla comune posizione anticomunista</em>.<br />
Un mese prima, alla vigilia del Conclave, l&#8217;agenzia di stampa <strong>Euroitalia</strong> svela i nomi in codice di 4 cardinali massoni: <strong>Sebastiano Baggio</strong> 85/2640, <strong>Salvatore Pappalardo</strong> 234/07, <strong>Ugo Poletti</strong> 32/1425 e <strong>Jean Villot</strong> 041/3.</p>
<p>La notizia ripresa da â€œOpâ€ di <strong>Mino Pecorelli</strong> si arricchisce di altri 121 nomi di presunti prelati massoni, tra cui il segretario di Paolo VI <strong>Pasquale Macchi</strong>, il vicedirettore dell&#8217;Osservatore romano <strong>Virgilio Levi</strong>, il cappellano di Paolo VI <strong>Annibale Ilari</strong> e altri prelati, fra cui addetti alla gestione delle finanze vaticane guidati dal vescovo dello Ior Paul Marcinkus, <strong>massone</strong> matricola 43/649. Alla lista va aggiunto anche <strong>Giovanni Caprile</strong>, direttore di â€œCiviltà  cattolicaâ€ su cui nel 1974 aveva tracciato la via per <em>superare il conflitto fra Chiesa e Massoneria</em>.</p>
<p>Insomma, secondo Mino Pecorelli il neo <strong>Papa Luciani</strong> Giovanni Paolo I eletto il 26 agosto 1978, é circondato da massoni.<br />
Il giornalista <strong>Paolo Panerai</strong> sulle pagine de â€œIl Mondoâ€ indirizza una lettera aperta a Giovanni Paolo I in cui scrive <em>â€œE&#8217; giusto che il Vaticano operi sui mercati dei paradisi fiscali come un agente speculatore? E&#8217; giusto che il Vaticano abbia una banca che interviene nei trasferimenti illegali di capitali? E&#8217; giusto che lo Ior aiuti gli italiani a evadere il Fisco?  Possibile che il direttore della banca vaticana Paul Marcinkus, abbia rapporti col bancarottiere Michele Sindona?</em></p>
<p>Purtroppo Marcinkus intrattiene rapporti anche con <strong>Roberto Calvi, Umberto Ortolani e Licio Gelli</strong> per spericolate scorribande speculative in tutto il mondo.<br />
Sindona lo definisce <em>avido</em> e interessato ad arricchire Paolo VI per farsi nominare cardinale. Ma Paolo VI <strong>muore</strong> e il suo successore, <strong>Giovanni Paolo I</strong>, é contro la massoneria. Intende <strong>rimuovere Marcinkus</strong> dalla direzione dello Ior e cambiare tutti i vertici vaticani.<br />
Il 29 settembre, dopo soli 33 giorni di pontificato, <strong>Giovanni Paolo I rinviene cadavere</strong> nel proprio letto. La Curia vaticana impedisce l&#8217;autopsia sul corpo, ma in tutto il mondo si parla chiaramente di assassinio tramite avvelenamento.</p>
<p>Il 16 ottobre diviene Papa il polacco <strong>Karol Wojtyla</strong>, appoggiato dall&#8217;Opus Dei e in stretti rapporti con Marcinkus, che può <strong>continuare i suoi loschi traffici</strong> finanziari coi piduisti Ortolani-Calvi-Gelli.<br />
Alcuni anni dopo il piduista <strong>Pier Carpi</strong> parlerà  della â€œ<em>Loggia Ecclesia</em>â€, in contatto diretto col duca <strong>Michele di Kent</strong> della Loggia unita d&#8217;Inghilterra, Londra, dove morirà  impiccato sotto un ponte del Tamigi Roberto Calvi.</p>
<p>Marcinkus lascia la guida dello Ior nel 1988, al suo posto arriva <strong>Angelo Caloia</strong>, proveniente dal Mediocredito lombardo su chiamata di Wojtyla, che nello statuto promulgato nel 1990 istituisce la <strong>Commissione cardinalizia</strong> di vigilanza presieduta da Tarcisio Bertone.<br />
Nell&#8217;era post Marcinkus, confinato a Phoenix dove muore nel febbraio del 2006 all&#8217;età  di 84 anni, Caloia impiega questi ultimi 20 anni per riconsegnare credibilità  internazionale allo Ior. Banca protetta dal muro spesso 9 metri della torre Niccolò V, di cui si presume un patrimonio stimato in <strong>5 miliardi di euro</strong>.<br />
L&#8217;opinione pubblica non ha mai saputo quanti soldi custodisce veramente lo Ior. Si sa solo che la nuova politica dei depositi debba essere ampiamente chiara e documentata. Almeno <strong>ufficialmente</strong>. Poi, di fatto, si sa che lo Ior custodisce milioni di euro di diverse organizzazioni mafiose siciliane, oltre che di bancarottieri come <strong>Cesare Geronzi</strong> e figuri alla <strong>Lucianone Moggi</strong>, divenuto collaboratore sul sito di Papanews.<br />
Le procure che indagano sui traffici illeciti di denaro sporco trovano nello Ior un <strong>ostacolo invalicabile</strong>.<br />
Segno che quella é la patata bollente che tiene sulla graticola questa povera italietta allo sbando di mafia, massoneria e criminalità . Con la maledizione di un sonoro â€œAmenâ€.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VhzeRtlmFFM&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/VhzeRtlmFFM&amp;hl=it" wmode="transparent"></embed></object></p>
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		<title>9/5/78: la Loggia P2 ammazza Aldo Moro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 09:23:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
		<category><![CDATA[francesco cossiga]]></category>
		<category><![CDATA[giulio andreotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>30 anni fa veniva ritrovato in via Caetani a Roma il cadavere di Aldo Moro accovacciato nel baule di un&#8217;auto. Questo delitto di Stato rappresenta la pagina più torbida della storia della Repubblica italiana. Ricostruisco di seguito alcune note salienti in estrema sintesi della vicenda: il capo della Loggia Propaganda 2, Licio Gelli, ai suoi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/05/09/andreotti-e-cossiga-vergognatevi/">9/5/78: la Loggia P2 ammazza Aldo Moro</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TOVrxtHKnOM&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/TOVrxtHKnOM&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>30 anni fa veniva ritrovato in via Caetani a Roma il cadavere di Aldo Moro accovacciato nel baule di un&#8217;auto. Questo <strong>delitto di Stato</strong> rappresenta la pagina più torbida della storia della Repubblica italiana. Ricostruisco di seguito alcune note salienti in estrema sintesi della vicenda:<br />
il capo della Loggia Propaganda 2, <strong>Licio Gelli</strong>, ai suoi fidati interlocutori Coppetti e Nobili definisce parte del memoriale di Aldo Moro â€œsegreto di statoâ€. Il memoriale viene trovato nel covo milanese di Milano Lambrate nell&#8217;ottobre del &#8217;78 dal pool di <strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>, dotato dal governo Andreotti di poteri speciali antiterrorismo, che in parte sarà  occultato e in parte manipolato. â€œRoba imbarazzante per uomini di governo e di partitoâ€.</p>
<p>Le finte indagini di quel periodo per far luce sul sequestro Moro sono una farsa accordata fra la Securpena, il Sisde diretto dal piduista <strong>Giulio Grassini</strong>, il Cesis diretto dal piduista <strong>Walter Pelosi</strong> e l&#8217;allora presidente del consiglio <strong>Francesco Cossiga</strong>, cui arrivarono i nastri con le registrazioni dei colloqui fra 2 brigatisti rinchiusi all&#8217;Asinara di cui non si saprà  mai il nome, che Cossiga <strong>terrà  fermi 3 mesi a palazzo Chigi</strong> prima di passarli alla Questura di Roma, alla Digos, che a sua volta li riconsegnerà  al Sisde perché non si riconoscono le voci. Il Sisde non svelerà  mai i nomi dei 2.</p>
<p>Il piduista anarchico <strong>Mino Pecorelli</strong>, direttore del giornale politico â€œOpâ€ a proposito di Aldo Moro scrive di memoriali veri e memoriali falsi. Sia Pecorelli che Licio Gelli sono in contatto col generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che da tempo ha chiesto l&#8217;affiliazione alla Loggia, probabilmente per fare l&#8217;infiltrato. Gelli lo sospetta, infatti tergiversa per un paio d&#8217;anni nonostante abbia già  iscritto <strong>Romolo Dalla Chiesa</strong>, fratello di Carlo Alberto e il generale <strong>Ettore Brancato</strong>, presentati al Venerabile dal piduista democristiano <strong>Franco Picchiotti</strong> (testimone al processo).</p>
<p>Mino Pecorelli muore assassinato a Roma il 20 marzo 1979, Carlo Alberto Dalla Chiesa muore assassinato a Palermo il 3 settembre 1982. Negli appunti del direttore di â€œOpâ€ si legge di carte segrete e di memoriale nelle mani di Dalla Chiesa.<br />
Nell&#8217;ultimo articolo, prima di morire, Pecorelli ipotizza un <strong>collegamento diretto tra il Viminale e i brigatisti</strong> nel comune obiettivo di eliminare Aldo Moro e la sua politica di apertura al partito comunista, poco gradita dal segretario di Stato americano Henry Kissinger in forte contrapposizione con la Russia comunista di Breznev. Aldo Moro, insomma, si sarebbe spostato troppo a sinistra nello scacchiere mediterraneo.<br />
Nell&#8217;articolo si legge che â€œ<em>le Brigate Rosse non rappresentano il motore principale del missile, ma agiscono come motorino per la correzione della rotta dell&#8217;astronave Italia e in ogni caso i brigatisti, passato il clamore, avranno trattamenti di favore con una grande <strong>amnistia</strong></em>â€. Infatti Francesco Cossiga nei primi anni &#8217;90 fu uno dei pochi strenui sostenitori del varo di un&#8217;amnistia in favore dei brigatisti ancora detenuti.</p>
<p>Nello stesso articolo, Pecorelli svela che i comunicati anonimi dei brigatisti diffusi durante i giorni del sequestro Moro, erano stati stampati dalla macchina tipografica di via Foà , <strong>la stessa usata dal Sismi</strong>. Nella stessa pagina viene pubblicata la mappa romana del terrorismo rosso con le sigle eversive di estrema sinistra, in tutto 78. Tra queste manca solo la â€œ<strong>Cellula romana sud-Brigate rosse</strong>â€ ossia la stessa che firmò il primo comunicato successivo all&#8217;uccisione di Moro.</p>
<p>Anni dopo si scoprirà  che quel comunicato era un falso confezionato da <strong>Tony Chichiarelli</strong>, uomo legato alla banda della Magliana e ai servizi segreti.<br />
Pecorelli era colpevole di conoscere questo segreto di stato, ossia un meccanismo di potere occulto che dai vertici istituzionali, attraverso la Loggia P2 e i servizi segreti, coinvolgeva settori della criminalità  organizzata e gruppi eversivi di estrema destra, che in nome della â€œragion di Statoâ€ aveva in Tony Chichiarelli una delle sue figure operative.</p>
<p>Nel giugno 1993 il pentito di mafia <strong>Tommaso Buscetta</strong> dirà  che il mandante dell&#8217;omicidio Pecorelli fu <strong>Claudio Vitalone</strong> magistrato andreottiano sostituto procuratore del Tribunale di Roma, ideatore di un falso comunicato utile a depistare le indagini, preoccupato per ciò che si poteva venire a sapere sul conto di Andreotti da quel memoriale, qualora fosse stato pubblicato: scandalo Italcasse, i rapporti con Sindona, Barone, Caltagirone ed esponenti mafiosi alcuni dei quali rinchiusi in carcere (Bontate, Francis Turatello, Frank Coppola che dira a Ugo Bossi che Moro deve morire) oltre a corrutele nel mondo finanziario, bancario e politico che poi scoppierà  nel 1992 con <strong>Tangentopoli</strong>.<br />
La <strong>procura</strong> titolare del processo â€œMoro quaterâ€ fece richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Andreotti ma <strong>ebbe picche</strong>.</p>
<p>Aldo Moro é stato ucciso dallo stato parallelo della Loggia massonica Propaganda 2 di Licio Gelli, Silvio Berlusconi, Maurizio Costanzo e Fabrizio Trecca con la compiacenza di Francesco Cossiga, Giulio Andreotti che usava i servizi segreti per scopi personali, Claudio Vitalone e molti altri democristiani, generali delle forze dell&#8217;ordine e dirigenti dei servizi segreti.<br />
Tutto per logiche di potere che ancora oggi trovano nella mafia la vera locomotiva dell&#8217;Italia alleata dell&#8217;America di Bush e delle sue basi Nato.</p>
<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/index.php?s=sequestro+moro" target="_blank" rel="noopener">Qui altri post</a> dedicati alla vicenda di Aldo Moro.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AhCm1BpaII4&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.youtube.com/v/AhCm1BpaII4&amp;hl=it" wmode="transparent"></embed></object></p>
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		<title>Mafia e massoneria ai vertici italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 06:22:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tessera Loggia P2 di Silvio Berlusconi &#8216;5 anni di carcere e una penale sia per chi ordina le intercettazioni â€œindebitamenteâ€ sia per chi le esegue e multa di 100 mila euro per chi le pubblica&#8217; sarà  il primo attentato alla libertà  â€“ capitolo terzo &#8211; di tessera Loggia P2 1816 al governo, annunciato nel comizio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/04/iscrizione-loggia.jpg' alt='iscrizione-loggia.jpg' /><br />
<strong>Tessera Loggia P2 di Silvio Berlusconi</strong></p>
<p>&#8216;5 anni di carcere e una penale sia per chi ordina le intercettazioni â€œindebitamenteâ€ sia per chi le esegue e multa di 100 mila euro per chi le pubblica&#8217; sarà  il primo attentato alla libertà  â€“ capitolo terzo &#8211; di <strong>tessera Loggia P2 1816</strong> al governo, annunciato nel comizio di Savona dove alcuni giovani truccati da Pinocchio sono stati fermati e identificati.<br />
Il voto a larga maggioranza contro i giornalisti da parte del centinaio di delinquenti imputati, corrotti, condannati, amici di infanzia, compagni di merende e avvocati personali di <strong>Parrucchino</strong> sarà  assicurato e sostenuto anche da voti â€œtrasversaliâ€ di galantuomini come il neo senatore Totò Cuffaro.<br />
Io dichiaro ufficialmente che <strong>quella Legge non la rispetterò</strong> a tutela della mia libertà  di espressione, di critica e del diritto dei cittadini di essere informati. Intercettazioni telefoniche comprese se ne verrò in possesso. Non accetto di essere meno libero di un <strong>Mongolo</strong> come emerge dalla classifica <a target="_blank" href="http://www.freedomhouse.org/uploads/Chart89File147.pdf">Freedom Press</a> in cui l&#8217;Italia del popolo dei libertinaggi é dietro a paesi come Botswana, Bulgaria, Tonga, Korea, Namibia e Uruguay.<br />
Il ringraziamento va a tutti gli italiani â€œliberticidiâ€  che col loro voto a Pdl e Lega hanno riportato in auge gli amici del fanalino di coda di questa classifica: la <strong>Libia del liberale Gheddafi</strong>.<br />
L&#8217;attività  della massoneria di oggi non é più plateale ma é sotto intesa, codificata, omologata, permeata con strizzate d&#8217;occhio, accettata da quei miei colleghi che â€œtengono famigliaâ€.</p>
<p>Avete notato i telegiornali? Sono scomparsi i servizi sul carovita nei mercati, le lamentele degli operai e i casi umani di malasanità . L&#8217;Italia s&#8217;é improvvisamente distesa: <strong>Cesara Buonamici</strong> dal TG5 riesce a far sorridere persino il suo occhio di vetro. La ricordate nella vicenda di <strong>Vittorio Emanuele</strong> di Savoia magnaccio di giovani prostitute clandestine? Era amica dei loschi faccendieri <strong>Rocco Migliardi e Ugo Bonazza</strong>, dai quali pretendeva 10 mila euro di mancia per averli messi in contatto con l&#8217;imminente Ministro <strong>Alterato Matteoli</strong> (sindaco incompatibile di Orbetello) per sveltire l&#8217;accesso ai Monopòli di Stato e velocizzare il trasporto delle Slot machine con squillo a rimorchio al Casinò di Campione d&#8217;Italia. La Buonamica del piduista Savoia fu sentita dal pm Woodckok nell&#8217;inchiesta stralcio di Vallettopoli e <strong>sospesa 4 mesi dall&#8217;Ordine dei Giornalisti</strong>, nonostante sembra non abbia preso quei soldi perché nel frattempo era partita l&#8217;inchiesta.<br />
Funziona così da un ventennio. Gli amici massoni di Parrucchino godono ancora di visibilità : si va dall&#8217;arcinoto <strong>Maurizio Costanzo</strong>, passando attraverso <strong>Roberto Gervaso e Fabrizio Trecca</strong>. Per non parlare del figlio della segretaria del venerabile Licio Gelli, assunto dalla Rai di Berlusconi con contratto di dirigente e piazzato nelle quinte di â€œ<strong>Uno Mattina</strong>â€.</p>
<p>Più che di mattina siamo agli albori di una dura lotta che speriamo non intaccherà  la Rete come accade in Cina. Con il <strong>blogger Antonio Di Pietro</strong> all&#8217;opposizione saremo senz&#8217;altro informati su questo fronte. Del resto il Piano di Rinascita della Loggia P2 affidato a Parrucchino non aveva previsto Internet, ultimo baluardo di libertà .<br />
La sua crescita é costante: il mio video su Vespa e Parrucchino ha oltrepassato i <strong>300 mila click in soli 5 giorni</strong>. Soltanto 6 mesi fa era impensabile raggiungere i 60-70 mila. Questo blog nelle ultime 3 settimane é passato da 3 mila a oltre <strong>10 mila visite</strong> giornaliere. Mi conforta scoprire che esiste un popolo vivo, cosciente, critico, informato e molto meno virtuale di quello che si possa pensare.<br />
E allora avanti tutta! Ecco ciò che in tv non si può vedere: <strong>Indro Montanelli</strong> descrive il clima di quei giorni del 1981, quando la Loggia massonica eversiva scoperta per caso, fece cadere il governo Forlani. <strong>Oggi é tardi</strong>. Il <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica_della_Loggia_P2"><strong>Piano di Rinascita</strong></a> é ormai navigato. Espressione dell&#8217;impresa é il voto del popolo televisivo governato da un criminale di nome SILVIO BERLUSCONI.<br />
Diffondiamo la Rete.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5-zUm7bSmvg&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/5-zUm7bSmvg&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>La mafia conferma il suo potere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 08:43:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La mafia vatican-berlusconiana ha vinto. Ha sancito il suo status di dominus sullâ€™Italietta distratta dai reality, favorita da splendidi assist della sinistra. Che ora riposa in panchina. Ha vinto la Lega Nord, evoluzione del nuovo fascismo pedemontano, federale di facciata ma fedele alla miglior tradizione â€œromanladronaâ€ grazie ai 70 miliardi di tangente del Nano. Nonostante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/04/silvio-berlusconi.jpg" alt="silvio-berlusconi.jpg" /></p>
<p>La mafia vatican-berlusconiana ha vinto. Ha sancito il suo status di dominus sullâ€™Italietta distratta dai reality, favorita da splendidi assist della sinistra. Che ora riposa in panchina. </p>
<p>Ha vinto la <strong>Lega Nord</strong>, evoluzione del nuovo fascismo pedemontano, federale di facciata ma fedele alla miglior tradizione â€œromanladronaâ€ grazie ai 70 miliardi di tangente del Nano. Nonostante 15 anni di presenza la Lombardia rimane la regione più <strong>tartassata</strong> dâ€™Italia, mentre i cittadini, veri federali, sâ€™arrangiano coi referendum per cambiare regione. La Lega può ricevere solo inchini dal piduista, espressione liftata della <strong>Casta mafiosa</strong> e corrotta. Eâ€™ grazie al capo chino dellâ€™ex ministro dellâ€™ingiustizia <strong>Roberto Castelli</strong> se la cosca berlusconiana é al riparo dalle patrie galere. </p>
<p>Castelli ora si candiderà  al posto di Formigoni qui a Milano. Darà  voce alla Lega che predica coi â€œserenessimi dialettiâ€ ma razzola in romanesco. Sono le frasi dei leghisti come il trevigiano <strong>Gentilini</strong> che cavalcano gli umori degli imprenditori arricchiti: â€œai stranei mé sparaga come tati oseletiâ€ rimane una sua riflessione celebre.<br />
La Lega traduce in â€œdevolutionâ€ lâ€™insicurezza percepita, ben diversa da quella reale visto che i reati contro la persona sono calati rispetto a 5 anni fa. La Lega rappresenta lo scudo morale dellâ€™Italia a maggioranza religioso-scaramantica: quella che individua in â€œStriscia la Notiziaâ€ fenomeno di costume prima di sciropparsi i Pippo Baudo e le Paole Perego. </p>
<p>Leghisti sono i sindaci pratici di Caravaggio (BG) e Cittadella (PD) che <strong>vietano la residenza</strong> agli stranieri senza reddito o non sposano gli immigrati col permesso. Il piduista ringrazia il loro operato sottobanco con una dose di sensazionalismo cavalcato ad arte e a iosa dalle sue televisioni.<br />
Senza i voti della Lega il Pdl avrebbe si e no un punto di vantaggio sul Partito democratico. Che ora si prepara a 5 anni di comoda opposizione relegando a ruolo di â€œradicaliâ€ gli uomini di Di Pietro che rappresentano un considerevole frangente di italiani fedeli allâ€™etica, alla fedina penale e al merito. </p>
<p>Un partito come <strong>Lâ€™Italia dei Valori</strong> che predica legalità  non dovrebbe esistere in un paese civile. Ora dovrà  vedersela col centinaio di inquisiti, corrotti o mafiosi che hanno pendenze con i Tribunali poiché a somme fatte, <strong>Forza Italia e Alleanza Nazionale</strong> hanno incrementato i voti di un punto percentuale rispetto alle politiche del 2006.</p>
<p>Fini finisce alla presidenza della Camera, <strong>Silvio Berlusconi farà  il premier</strong> per 5 anni. Il pallino, o i pallettoni padani, <strong>Umberto  Bossoli</strong> li posiziona in mira alla stecca di Berlusconi. <strong>Lâ€™affare é fatto</strong>. Le multe della par condicio violentata le ripianerà  coi rimborsi elettorali, col Lodo Maccanico ancora in vigore che lo metterà  al sicuro da tutti i processi. <strong>Querela di Antonio Di Pietro</strong> compresa!</p>
<p>Berlusconi vuole passare alla storia come uno statista che ha cambiato il suo Paese (cosa che ha già  fatto).<br />
Berlusconi vuole riformare la Costituzione (cosa che ha già  fatto). Berlusconi giura di non andare a letto una sera senza aver realizzato â€œqualcosa di positivoâ€ (di leggi vergogna ne ha già  partorite a decine).<br />
Berlusconi metterà  a frutto la sua esperienza che sarà  decisiva per â€œlâ€™ammodernamento del Paeseâ€.<br />
Berlusconi intende far sparire il pattume dalla Campania e comprarsi lâ€™Alitalia.<br />
Berlusconi parla di giovani e famiglie ma la prima Legge vergogna che emanerà  sarà  il divieto di pubblicare le intercettazioni telefoniche dei politici.</p>
<p>Gli italiani, grazie a Berlusconi portano in Parlamento un <strong>centinaio di figuri</strong> che hanno condanne e problemi con la giustizia.<br />
Berlusconi ringrazia e abbraccia tutti gli italiani: anche quelli che hanno professato il <strong>non voto</strong>, utile per lui e i suoi amici mafiosi.<br />
La mafia ha vinto spodestando destra e sinistra. Lâ€™Italia onesta ha perso. Si salvi chi può.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Y5eJDLyAtOs&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Y5eJDLyAtOs&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object> </p>
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		<title>Aldo Moro doveva morire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 21:27:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[aldo moro]]></category>
		<category><![CDATA[anni 70]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La strage di Via Fani e il sequestro Moro ebbero il movente politico di impedire che lâ€™esecutivo in programma proprio quella mattina alla Camera dei Deputati del quarto governo Andreotti, desse fiducia allâ€™inedito sostegno del Pci alla Dc, storica svolta politica voluta dallo stesso Moro che avrebbe vinto le forti contrarietà  della Destra Dc. La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/03/22/aldo-moro-doveva-morire/">Aldo Moro doveva morire</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/03/aldo-moro-morto.jpg" alt="aldo-moro-morto.jpg" /><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/03/doveva-morire.jpg" alt="doveva-morire.jpg" /></p>
<p>La strage di Via Fani e il sequestro Moro ebbero il movente politico di impedire che lâ€™esecutivo in programma proprio quella mattina alla Camera dei Deputati del quarto governo Andreotti, desse fiducia allâ€™inedito <strong>sostegno del Pci alla Dc</strong>, storica svolta politica voluta dallo stesso Moro che avrebbe vinto le forti contrarietà  della Destra Dc.<br />
La compagna del Venerabile, <strong>Nara Lazzerini</strong>, dichiarò al processo che Gelli, la mattina del sequestro Moro, ricevette 2 persone allâ€™Hotel Excelsior di Roma alle quali si rivolse dicendo â€œ<strong>il più é fatto</strong>â€.<br />
Il gladiatore <strong>Pierluigi Ravasio</strong> testimoniò che il generale piduista Pietro Musumeci, disponeva di un <strong>infiltrato nelle Br</strong> che lâ€™aveva informato di ciò che sarebbe accaduto quella mattina. Al momento della strage, nei paraggi di via Fani, stazionava il colonnello <strong>Camillo Guglielmi</strong>, ufficiale del Sismi agli ordini di Musumeci, nonché istruttore in corsi speciali di addestramento a tecniche di agguato e di imboscata che si tenevano nella base militare segreta di Capo Marrargiu, organizzati dallâ€™ufficio D del Sid che disponeva di infiltrati delle Br, diretto a lungo dal piduista <strong>Maletti</strong>. (si saprà  soltanto nel 1991)<br />
Il 10 maggio 1978, allâ€™indomani del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro in via Caetani, il ministro dellâ€™interno <strong>Francesco Cossiga</strong> si dimise con un comunicato che celava con cinica chiarezza la copertura offerta alla banda piduista <strong>vincitrice occulta</strong> sulla resa dello Stato. Non a caso quelle dimissioni consentirono alla P2 di <strong>mantenere il controllo</strong> dei servizi segreti e di pilotare le indagini sul sequestro e lâ€™uccisione di Moro.<br />
Cossiga mentirà  ai magistrati dicendo di aver conosciuto Gelli <strong>dopo il caso</strong> Moro tramite il segretario di Donat Cattin, Ilio Giasolli, ma Gelli invece, dichiarerà  di aver conosciuto Cossiga nel <strong>1972</strong>.<br />
Dopo le dimissioni Cossiga tornò alla ribalta addirittura a Palazzo Chigi: nel 1980 guidò ben <strong>2 governi</strong>, il primo tripartitico in cui finirono Ministri i piduisti <strong>Adolfo Sarti</strong> alla Difesa e <strong>Gaetano Stammati</strong> al commercio estero. Nel secondo governo di settembre Sarti finì allâ€™Istruzione lasciando il posto alla Difesa al massone <strong>Lelio Lagorio</strong>, al compagno di merende <strong>Enrico Manca</strong> fu affidato il Ministero del commercio estero (successivamente nominato direttore della Rai).<br />
Mentre questo quadro consentì a Cossiga di mantenere forti contatti coi servizi segreti e, quindi con Licio Gelli, le indagini sullâ€™omicidio Moro si rivelarono inconcludenti.<br />
Il 30 agosto il governo Andreotti varò â€œPoteri speciali antiterrorismoâ€ al generale dei carabinieri <strong>Carlo Alberto Dalla Chiesa</strong>, i cui reparti, in ottobre, smascherarono il covo di Milano Lambrate arrestando i brigatisti <strong>Lauro Azzolini, Franco Bonisoli e Nadia Mantovani</strong> portando alla luce anche il memoriale dattiloscritto di Moro, successivamente manomesso e censurato perché â€œscottanteâ€ nei confronti di uomini politici in carica.<br />
Nel dicembre â€™78 Licio Gelli ricevette nella sua villa di Arezzo il giornalista <strong>Marcello Coppetti </strong>e lâ€™aviere <strong>Umberto Nobili</strong>, inerlocutori di fiducia collegati ai servizi segreti, su volere di <strong>Antonio Viezzier</strong>, tenente colonnello piduista a capo del centro di controspionaggio del Sid.<br />
Durante lâ€™incontro Gelli â€œsi sbottonòâ€ raccontando la vicenda <strong>Rizzoli-Corriere della Sera</strong> e di come fosse riuscito a far nominare <strong>Enrico Mino</strong> a capo dellâ€™Arma dei Carabinieri.<br />
Rimando ad un prossimo post, linko un&#8217;intervista radiofonica rilasciata da <strong>Maria Fida Moro</strong> a Mario Adinolfi e ricordo, per chi volesse saperne di più, che &#8220;Chiarelettere&#8221; ha recentemente mandato in libreria &#8220;Doveva morire&#8221; di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato.</p>
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		<title>16/3/78 La Loggia P2 rapisce Aldo Moro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2008 13:55:24 +0000</pubDate>
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<p>30 anni fa l&#8217;Italia viveva il dramma del sequestro di <strong>Aldo Moro</strong>, il leader democristiano rapito il 16 marzo 1978 in via Fani a Roma, da un commando di assassini che durante l&#8217;operazione fecero una strage uccidendo 5 membri della sua scorta.<br />
L&#8217;oscura vicenda, la peggiore della storia della Repubblica italiana dal dopoguerra, ha in comune con quelli di Garlasco e di Cogne nello star system odierno, l&#8217;affare della mercificazione televisiva rispettosa del <strong>Piano di rinascita</strong> piduista, incaricata di spettacolarizzare la cronaca con un ammasso di dichiarazioni scollegate, dove il vero segreto dominante é la confusione.<br />
In questo, va riconosciuto, <strong>Bruno Vespa</strong> é un artista perché durante le sue trasmissioni sa condurre con maestria i giochi della finta inchiesta, con apparente incisività  ma senza mai spingersi oltre. Ovverosia sul <strong>chiaro</strong>.<br />
Del sequestro Moro se ne é parlato stanotte a â€œPorta a Portaâ€, presenti tra gli ospiti <strong>Maria Fida Moro</strong>, figlia dello statista ucciso dalla <strong>Loggia P2</strong>, il nipote musicista un po&#8217; stonato, il prescritto per mafia <strong>Giulio Andreotti</strong> e il condannato per tangenti <strong>Claudio Martelli</strong> (all&#8217;epoca del sequestro rispettivamente Presidente del Consiglio e leader socialista).<br />
Ebbene, per ricostruire con un minimo di chiarezza le responsabilità  di quell&#8217;orrendo delitto di Stato, é opportuno partire dal primo e principale responsabile:<br />
<strong>Francesco Cossiga</strong>, all&#8217;epoca dei fatti Ministro dell&#8217;Interno del governo monocolore andreottiano invischiato con la Loggia P2. Ebbene l&#8217;accop