Eccoli i presunti “delinquenti”

Denis Verdini e Marcello Dell’Utri al vertice di un’associazione di delinquenti. Questo, in sintesi, si legge nell’avviso di conclusione di indagini firmate dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo della Procura di Roma. Sì, quello che é andato a cena con “gli intimi” Giulio Tremonti e Marco Milanese a casa dell’avvocato Fischetti, agli atti nelle indagini sulla P4.
Quanto alla P3 gli indagati sono 20. Oltre all’ex socio di Berlusconi Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi (in galera già  dall’anno scorso), ci sono pure l’ex primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, i deputati Pdl Nicola Cosentino e Massimo Parisi, il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, il presidente dell’Arpa Sardegna Fabio Porcellini, Ignazio Farris, compagna e autista di Carboni Antonella Pau e Giuseppe Tomasetti, Maria Laura Scanu Concas, moglie del faccendiere, il direttore di banca Stefano Porcu, il presidente e il dirigente dell’area ambiente del consorzio Tea, Pinello Cossu e Marcello Garau. All’allegra combriccola i reati contestati a vario titolo sono: corruzione, finanziamento illecito, diffamazione, abuso d’ufficio e violenza privata. Un gruppo “caratterizzato dalla segretezza degli scopi, dell’attività  e della composizione del sodalizio” che cercava di “condizionare il funzionamento di organi di rilevanza costituzionale, nonché apparati di pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali, con l’obiettivo di rafforzare sia la propria capacità  di penetrazione negli apparati mediante il collocamento, in posizioni di rilievo, di persone gradite, sia il proprio potere di influenza, sia la propria forza economico-finanziaria, grazie anche al programma di sviluppo di imprese operanti nel settore delle fonti energetiche rinnovabili”. L’eolico da cui sono iniziate le indagini e che si sono spinte ben oltre. Secondo i pm romani, Carboni, Martino, Lombardi, Verdini e Dell’Utri “costituivano e dirigevano l’associazione sviluppando una fitta rete di conoscenze nei settori della magistratura, della politica e dell’imprenditoria“. Amicizie “sfruttate per i fini segreti del sodalizio e per il finanziamento di esso e dei suoi membri, anche grazie all’attività  di promozione di convegni e incontri di studio, realizzata per il tramite dell’associazione culturale denominata ‘Centro studi giuridici per l’integrazione europea Diritti e Libertà ‘ gestita da Lombardi in qualità  di segretario e da Martino quale responsabile dell’organizzazione e, di fatto, finanziata e cogestita in modo occulto da Carboni“. L’associazione dava accesso all’acquizione di “informazioni riservate e influire sull’esercizio delle funzioni pubbliche rivestite dalle personalità  avvicinate” per ottenere nomine di dirigenti di enti locali, influenzare la decisione della Consulta sul Lodo Alfano; indirizzare il Csm a scegliere i candidati alla presidenza della Corte d’Appello di Milano e Salerno, alla procura di Isernia e di Nocera Inferiore, ottenere sentenze favorevoli come il caso tributario sulla Mondadori, del ricorso contro l’arresto per Nicola Cosentino ritenuto dai magistrati di Napoli il cartello della camorra in Parlamento, oltre a pressioni per l’accoglimento del ricorso di Roberto Formigoni contro l’esclusione della sua lista “Per la Lombardia” alle regionali del 2010 candidata con firme false, “per avviare un’ispezione punitiva” nei confronti dei magistrati che avevano respinto il ricorso. La P3 cercò di procurarsi notizie su procedimenti riguardanti persone a loro vicine e di condizionare la scelta dei candidati a cariche pubbliche tramite la diffamazione a mezzo stampa con dossieraggi contro l’attuale governatore della Campania Caldoro. Attività  possibili attraverso i finanziamenti di “alcuni imprenditori in cambio di cariche di partito in sede locale“. Secondo l’accusa l’allora primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone, indagato per corruzione in atti giudiziari “accettava con sollecitudine la promessa di futuri incarichi da ricoprire nel tempo del suo collocamento a riposo da Martino e Lombardi che si adoperava presso terzi” a patto che evitasse o ritardasse il più possibile la megamulta a Berlusconi per la Mondadori. Una disposizione di Carbone, effettivamente impose il rinvio della bega tributaria alle Sezioni Unite, “allo scopo di favorire la Mondadori, procrastinando la decisione della causa, in violazione dei doveri di imparzialità “.Per il ricorso contro l’arresto di Cosentino, di cui la P3 aveva fretta “la rapida fissazione veniva disposta dopo il deposito di una rinuncia ai termini di preavviso e dei cui tempi di trattazione Carbone teneva informato Lombardi“.
I deputati Verdini e Parisi hanno ricevuto dagli imprenditori Porcellini e Fornari “contributi per 800.000 euro“. Dell’Utri “nel gennaio 2010 ha ricevuto contributi da Fornari per 100.000 euro“. Carboni, Martino, Lombardi, Cosentino e l’ex assessore campano Ernesto Sica “hanno offeso la reputazione del candidato in Campania Stefano Caldoro, diffondendo notizie false di contenuto diffamatorio, nelle quali si riferiva di frequentazioni di transessuali“. 2 gli articoli pubblicati sul web: “Un Marrazzo in pectore: ‘e ‘passioni’ strane di Caldoro” e “Pentito di camorra accusa: nel 1999 stringemmo un patto con Caldoro” nel tentativo di “costringere Caldoro a rinunciare alla candidatura e i responsabili del Pdl a sostituirla con quella di altra persona a loro gradita“. Per tutti questi motivi é assai alta la probabilità  che questa scoppola di “onoreoli” finisca sotto processo. Insomma, direi che tra presunti onorevoli delinquenti e un governo di “spastici” commissariati dalla Ue, c’é da attendersi altri ottimistici boom in Borsa.

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