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	<title>governo Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Sun, 14 May 2023 19:03:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Record di conflitti di interesse nel governo Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 18:56:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo Meloni vanta almeno 2 record. Il primo è quello relativo al voto. Le urne sono state disertate dal 60 per cento degli elettori. Il secondo record è quello di conflitti di interesse dei ministri. Partiamo dal potente viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che ha la delega in materia tributaria e fiscale. Peccato che detenga [&#8230;]</p>
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<p>Il governo Meloni vanta almeno 2 record. Il primo è quello relativo al voto. Le urne sono state disertate dal 60 per cento degli elettori.<br />
Il secondo record è quello di conflitti di interesse dei ministri.<br />
Partiamo dal potente viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che ha la delega in materia tributaria e fiscale. Peccato che detenga quote nella società “Progetto fisco” con soci sua moglie e i suoi figli. Realizzano pubblicazioni di ambito fiscale; e sono commercialisti delle aziende.</p>
<p>Il sottosegretario leghista Federico Freni ha la delega sulla finanza pubblica (Comuni e Regioni). Ai temi del governo Draghi era presidente di una società d’investimenti da 250 milioni di euro, con la delega a «partecipare ai tavoli del ministero delle imprese concernenti le crisi di impresa».</p>
<p>La sottosegretaria all’Economia Sandra Savino, che ha la delega ai rapporti con l’Agenzia delle entrate, detiene quote nella società immobiliare di famiglia.</p>
<p>Il Ministro del made in Italy Adolfo Urso, prima di andare al governo guidava una società di consulenza alle imprese con sede anche in Iran. Nominato al governo, ha ceduto le sue quote al figlio che continua l’attività.</p>
<p>In campo sanitario tra i meloniani di peso c’è il farmacista Marcello Gemmato, che detiene il 10% delle quote di Therapia, che si occupa di consulenza delle Rsa e di produzione di software di miglioramento gestionale in ambito sanitario.</p>
<p>Poi c’è ormai l’arcinoto caso della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, che era tra i vertici dell’Ordine nazionale dei consulenti del lavoro fino a qualche mese fa: il marito Rosario La Duca presiede il consiglio dell’Ordine. E l’ispettorato del lavoro, che dipende dal ministero, ha appena firmato un protocollo d’intesa proprio con l’organizzazione dei consulenti del lavoro.</p>
<p>La ministra del Turismo Daniela Santanché, che aveva partecipazioni al Twiga in Versilia: quote cedute al compagno.</p>
<p>Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha chiuso la sua società di consulenza che ha lavorato per diverse imprese fornitrici del ministero, ma detiene il 25% dello studio contabile Co.Pro.Spe.</p>
<p>Chiudiamo col sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che ha avuto incarichi in diversi centri di assistenza fiscale e Caf.</p>
<p>Questa commistione tra incarichi da ministro o sottosegretario che configgono con attività private – allo stato attuale – in mancanza di una legge sul conflitto di interessi, sono purtroppo leciti.</p>
<p>Ma restano pur sempre tipici dell’Italia e non di altri paesi europei.</p>
<p>Dopo la promessa andata a vuoto dei 5 stelle di fare una legge seria sul conflitto di interessi, sarebbe il caso di ripensarsi con urgenza.</p>
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		<title>Gli stipendi d&#8217;oro nello staff di Giorgia Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 17:50:59 +0000</pubDate>
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<p>Sapevate che sono 80 gli assunti d’oro voluti da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi? Nell’elenco dei nominati c’è un po’ di tutto. Ma soprattutto si tratta di amici di partito, o di trombati alle elezioni, spesso ex deputati, che col governo di centrodestra hanno comunque rimediato ad una poltrona con stipendi sostanziosi. Pensate che nessuno guadagna prende meno di 25 mila euro l’anno spesso per incarichi da passacarte e di immagine che non di responsabilità vera.<br />
Di questi 80, vediamo chi sono quelli che guadagnano di più.</p>
<p>Patrizia Scurti l’ha voluta Giorgia Meoni a capo della segreteria particolare con stipendio da 180 mila euro lordi all’anno.<br />
Giovanna Ianniello invece è «coordinatrice eventi di comunicazione» a160 mila euro.<br />
Gaetano Caputi, già direttore generale di Consob a 400 mila euro e incompatibile componente dell&#8217;authority per il diritto di sciopero , è stato nominato capo di gabinetto alla modica cifra 221.000 euro. In Consob fu indagato di ostacolo alla vigilanza nell’ambito della fusione Unipol Sai, e prima di approdare a palazzo chigi era capo di gabinetto del ministro del Turismo Massimo Garavaglia del governo Draghi.</p>
<p>Mario Sechi, lunga militanza nelle testate di destra come Libero, Il Tempo e Panorama, è stato nominato capo ufficio stampa di Palazzo Chigi a 160 mila euro. Parliamo di una sorta di ciambellano dei potenti di turno. Infatti, Sechi è stato montiano, poi renziano, poi draghiano e ritiene che “Non sia professionale” da parte di un giornalista fare domande. E abbiamo detto tutto.<br />
Il vice di Sechi è Fabrizio Alfano, giornalista dell’Agi che Sechi ha diretto fino a prima dell’attuale incarico, e fu già portavoce di Gianfranco Fini quand’era presidente della Camera: stipendio 120 mila euro.</p>
<p>Tommaso Longobardi, autore della Voce del patriota: 80.000 euro.<br />
Carmelo Dragotta, coordinatore del settore amministrativo della comunicazione 75.000 euro-</p>
<p>Il più pagato dello staff del vicepresidente del Consiglio nonché ministro degli Esteri Antonio Tajani, è l’ex deputato Sestino Giacomoni, trombato alle ultime elezioni politiche, qui ricompensato con 50 mila euro l’anno in veste di «consigliere per la politica economica e imprenditoriale».</p>
<p>Degna di nota è pure la posizione dell’ex calciatore del Milan, ed ex deputato, Giuseppe Incocciati  in veste di «consigliere per le tematiche giovanili e sportive»: a 30 mila euro l’anno.<br />
Quanto al regista Pupi Avati, nominato tra i consulenti ed esperti per «le tematiche afferenti al settore della cultura», il ruolo è a titolo gratuito.</p>
<p>Invece, tra i 15 nominati d’oro del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, c’è l’ex deputato Armando Siri, in qualità di «consigliere per le politiche economiche, del credito e dello sviluppo sostenibile», con un compenso di 120 mila euro all’anno.<br />
Siri è indagato per corruzione e la sua posizione nel processo dipende da come si pronuncerà la Corte costituzionale in merito ad alcune intercettazioni che lo riguardano quand’era senatore.</p>
<p>Altri 120 mila euro se li becca il vicesindaco bergamasco di Chiuduno Stefano Locatelli, nel ruolo di «consigliere per i rapporti con le autonomie».</p>
<p>L’avvocato dello Stato Paolo Grasso, è invece il capo di gabinetto del ministero di Salvini con circa 100 mila euro annui.<br />
Contratto da 60 mila euro per il portavoce di Salvini, Matteo Pandini,</p>
<p>Infine, tra la pletora dei 24 consiglieri diplomatici assunti dai sottosegretari meloniani ce ne sono due alle dipendenze rispettivamente di Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Il primo ha voluto come consigliere giuridico il docente alll’Università di Genova Francesco Farri, con un compenso da 80 mila euro, e come capo di gabinetto il consigliere parlamentare della Camera Nicola Guerzoni alla stessa cifra. Fazzolari come segretari particolari ha scelto Camilla Trombetti, a 60 mila euro, già consulente di FdI, ed Emilio Scalfarotto, dirigente di FdI a Fiumicino con 85 mila euro l’anno.</p>
<p>Insomma, niente male per una poltrona, spesso defilata, lontana da occhi indiscreti, e soprattutto dalle cronache televisive, che si occupano semmai di sostenere la propaganda di Meloni contro il Reddito di cittadinanza, e in generale contro i poveri.<br />
Per gli 80 assunti d’oro dal governo Meloni non si bada a spese. I soldi ci sono.</p>
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		<title>Miliardi dall&#8217;Ue a rischio, Meloni in imbarazzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2023 12:02:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Attenzione perché i soldi promessi dall’Europa per riprenderci dal disastro del Covid potrebbero non arrivare più. Sapete perché? Perché il governo Meloni non ha presentato progetti congrui alla Commissione europea, che vuole massima trasparenza sui miliardi da destinare ai singoli Paesi membri, e soprattutto per opere utili a creare posti di lavoro. E invece l’Italia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/t7k7eKEAWCY" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Attenzione perché i soldi promessi dall’Europa per riprenderci dal disastro del Covid potrebbero non arrivare più.<br />
Sapete perché? Perché il governo Meloni non ha presentato progetti congrui alla Commissione europea, che vuole massima trasparenza sui miliardi da destinare ai singoli Paesi membri, e soprattutto per opere utili a creare posti di lavoro.<br />
E invece l’Italia cosa ha fatto? In primis, Salvini è riuscito a far alzare la quota per permettere ai piccoli Comuni di avviare gli appalti senza gara pubblica.</p>
<p>Il che in un Paese come l’Italia significa consentire ai sindaci e alle giuinte di consegnare i lavori ai clan e ai parenti.<br />
In tal senso la Corte dei conti ha già denunciato in tutte le sedi questo pericolo.<br />
Invece, le gare pubbliche, vanno fatte in trasparenza per consentire a tutte le imprese di concorrere alla realizzazione dei lavori e dei progetti.</p>
<p>Anche perciò la Commissione europea ha congelato i miliardi destinati all’Italia.<br />
La Spagna, invece, ha rispettato i termini entro fine 2022, presentando i progetti a metà novembre e quindi ha già ricevuto i 6 miliardi di euro della terza rata.</p>
<p>Pensate che a ormai quasi 2 anni dal lancio del Next Generation, Bruxelles ha già erogato 150 miliardi di euro agli Stati membri, che sono quasi il 20% del mega piano da 800 miliardi varato per supportare la ripresa dal Covid.<br />
Ebbene, il governo italiano adesso è in grande imbarazzo perché l’Italia resta indietro con la Meloni che dice il contrario di ciò che diceva in campagna elettorale: frasi del tipo “è un pnr che non abbiamo scritto noi” e stupidaggini così.</p>
<p>L’uscita di ieri del presidente del Senato La Russa su via Rasella e i presunti “musicisti uccisi dai partigiani”, serve a spostare il dibattito pubblico dallo stallo in cui si trova il governo.<br />
Il problema è che il Pd ci casca, e anziché sottolineare questo gioco sporco, la Schlein risponde come il governo si aspetta. A tono su via Rasella, anziché stare nel tema del pnr, che ricordiamolo, fu Giuseppe Conte ad ottenerlo per primo quando si recò a Bruxelles nei primi mesi del Covid, nel 2020.</p>
<p>Infine, la Meloni è andata da Mattarella per fingere di condividere col Quirinale lo smacco di questo stallo sui soldi dall’Europa.<br />
Ma il Quirinale non ha poteri in tal senso, perché i progetti da finanziare sono opera del governo.<br />
Quindi anche oggi, signori, siamo di fronte al’ennesima recita istituzionale col reale pericolo di perderci finanziamenti vitali per il rilancio di questa povera Italia disseminata di buche e di opere da fare o lasciate a metà.</p>
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		<title>Eccoci al governo Meloni-Draghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 15:14:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre gli stolti si soffermano sulla Meloni declinata al maschile, ci sarebbe da riempire i telegiornali sull’inversione a U che Fratelli d’Italia con la sua neo premier ha già imboccato in pochi giorni. FdI era l’unico partito all’opposizione del governo Draghi. Quindi doveva essere contro l’Europa “autarchica”, contro le armi in Ucraina e contro il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre gli stolti si soffermano sulla Meloni declinata al maschile, ci sarebbe da riempire i telegiornali sull’inversione a U che Fratelli d’Italia con la sua neo premier ha già imboccato in pochi giorni.</p>
<p>FdI era l’unico partito all’opposizione del governo Draghi. Quindi doveva essere contro l’Europa “autarchica”, contro le armi in Ucraina e contro il cieco atlantismo (Italia brache calate agli Usa). Chi non ricorda le sfuriate della Meloni in campagna elettorale &#8220;donna e cristiana&#8221; contro quella brutta Europa e quel bruttone di Draghi?</p>
<p>Bene, ora che Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi è diventata la fotocopia di Mario Draghi: cieca obbedienza a Bruxelles, a favore delle armi in Ucraina e tutta atlantismo-Usa. Manco si trattasse di un’Europa patriottica.</p>
<p>Una bella (e prevista) virata che con tutta probabilità si trasformerà in toni concilianti della Meloni anche in Vaticano.</p>
<p>Attendiamo la presidente del Consiglio dei ministri all’incontro con Papa Francesco, assai criticato. Vedremo se avrà il coraggio di ribadire a Bergoglio ciò che segue. </p>
<p>“Benché sia cattolica e non mi sia mai permessa di criticare un pontefice, ammetto che non sempre ho compreso papa Francesco. A volte mi sono sentita una pecorella smarrita, e spero un giorno di avere il privilegio di poter parlare con lui, perché sono certa che i suoi occhi grandi e le sue parole dirette riusciranno a dare un senso a quello che non comprendo. Vedo troppi atei che lo osannano e troppi fedeli confusi, e sono certa ci sia una spiegazione che io non riesco ad afferrare”. </p>
<p>Quanto alla “mancata comprensione” di Francesco associata alla difesa della vita contro l’eutanasia, Meloni diceva qualche tempo fa: “Non ho condiviso quando l’elemosiniere del Papa è andato a riattaccare l’elettricità a un centro sociale che organizza rave a Roma facendoci sopra i soldi, perché penso che avrebbe più senso aiutare un bambino attaccato a delle macchine che lo tenevano in vita contro il parere dei suoi genitori”.</p>
<p>Insomma, come partenza il governo Meloni è tale quale il governo Draghi. Nei tg non c&#8217;è memoria. Solo celebrazione.</p>
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		<title>Figliuolo nel governo dei migliori bufalari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 23:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Supereremo la soglia delle 500.000 vaccinazioni al giorno entro il 29 aprile.&#8221; Francesco Paolo Figliuolo, generale piazzato da Mario Draghi alla ciccia dei vaccini anti-Covid. Ebbene, il 29 aprile le inoculazioni sono state 160 mila. Meno di un terzo delle promesse. Nessun giornale o tivù fiata alla clamorosa bufala, o alla promessa mancata. Figliuolo non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/04/30/figliuolo-nel-governo-dei-migliori-bufalari/">Figliuolo nel governo dei migliori bufalari</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Supereremo la soglia delle 500.000 vaccinazioni al giorno entro il 29 aprile.&#8221;</p>
<p>Francesco Paolo Figliuolo, generale piazzato da Mario Draghi alla ciccia dei vaccini anti-Covid.</p>
<p>Ebbene, il 29 aprile le inoculazioni sono state 160 mila. Meno di un terzo delle promesse. Nessun giornale o tivù fiata alla clamorosa bufala, o alla promessa mancata. Figliuolo non è Giuseppe Conte e nemmeno grillino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/04/30/figliuolo-nel-governo-dei-migliori-bufalari/">Figliuolo nel governo dei migliori bufalari</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Crisi di governo, Quirinale agli ordini delle banche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 06:43:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine il governo del popolarissimo Giuseppe Conte è stato abbattuto. Sergio Mattarella ha convocato Goldman Sachs &#8211; alias Mario Draghi &#8211; al Quirinale per consegnare alla Germania (tramite le banche) l’Italia, conferendogli l’incarico di formare un governo non eletto, spiritosamente chiamato “di tutti”. S’intende di tutti i partiti vampiri pronti ad arraffare il Recovery [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine il governo del popolarissimo Giuseppe Conte è stato abbattuto. Sergio Mattarella ha convocato Goldman Sachs &#8211; alias Mario Draghi &#8211; al Quirinale per consegnare alla Germania (tramite le banche) l’Italia, conferendogli l’incarico di formare un governo non eletto, spiritosamente chiamato “di tutti”. S’intende di tutti i partiti vampiri pronti ad arraffare il Recovery fund.</p>
<p>Del resto l’ordine del Colle è perentorio: “Niente voto” perché c’è la pandemia. Allora perché si vota in Calabria l’11 aprile e anche in 1.300 comuni sparsi in tutta Italia per il rinnovo dei sindaci? Ovvio, perché il Colle si piega alla Bce e alle banche.</p>
<p>Si ripete così il copione di Mario Monti del 2011. Con la sola differenza che oggi Draghi si è già rimangiato tutti i no e “nein” agli inviti e alle ipotesi di avere incarichi politici. Colpa, anzi, merito di Matteo Renzi, che sbandiera la sua vittoria. Col suo partitino “Italia deriva”, ha tradito il giuramento al governo riuscendo a defenestrare gli odiati Conte-Bonafede-Azzolina. Su Facebook si dice soddisfatto e in mezzo a decine di migliaia di commenti iracondi, ringrazia addirittura tutti. Del resto Renzi non può essersi giocato quel poco di faccia che aveva per niente. Sarà debitamente risarcito dal centrodestra e pure dall’indistinta melma centrista di totiani, calendiani, mastelliani eccetera.</p>
<p>Intanto nel giorno del tracollo del governo giallorosso il “grillino” Emilio Carelli ha detto addio ai 5 stelle per confluire vicino a Salvini. L’ex direttore di Sky tg24 è il 57esimo voltagabbana di questa legislatura, frutto delle scelte sciagurate dell’ex capo politico Luigi Di Maio. Troppo giovane per ricordare che Carelli deve la sua fama per essere stato l’anchorman di punta del Tg5 di Berlusconi negli anni d&#8217;oro. Carelli, come Paragone De Falco e altri voltagabbana, fu infilato in lista senza passare dai meet-up e dal voto della base.</p>
<p>Ed è anche grazie ai voltagabbana se il Quirinale azzarda una mossa anti-democratica  affidando il Paese alle banche anziché alle scelte del popolo sovrano. Non resta quindi che sperare in un barlume di coerenza da parte dei deputati e dei senatori grillini, piddini e della sinistra, visto che a destra sembrano decisi alle urne.</p>
<p>Devono opporsi in modo netto all’idea Draghi e chiedere il rinvio di Conte alle Camere per il voto di fiducia. Se sfiducia sarà si tornerà al voto. Anche l’11 aprile. Basta volerlo e rispettare le regole democratiche.</p>
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		<title>Burocrazia, Raggi striglia Conte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2020 05:01:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Dobbiamo dare risposte concrete e veloci per evitare rischi di ribellione da parte di cittadini esasperati dall’emergenza e dobbiamo essere più rapidi della criminalità. Fra i più deboli ogni giorno precipitano centinaia di famiglie che fino a 2 mesi fa riuscivano a garantirsi la sopravvivenza. Il punto è che la protezione economica e sociale devono andare di pari passo. In questi mesi di lockdown abbiamo affrontato una crisi senza precedenti. La priorità è ridare fiducia a cittadini, imprese, riaprire le serrande il prima possibile. Perché dietro una serranda c’è una famiglia. Dobbiamo semplificare tutto. Vogliamo consentire alle imprese di rialzare la serranda in 24 ore. Stiamo portando la proposta al governo per cercare un antidoto alle conseguenze di questa crisi a cominciare dall’usura. Io ho fatto una lotta senza quartiere a una famiglia criminale romana, i Casamonica, che ha fatto dell’usura la sua fortuna iniziale. Bisogna cambiare passo, invertire rotta. Il modello è quello di Genova, che in un anno e mezzo è stata messa in condizione di ricostruire il ponte Morandi, grazie a un decreto ad hoc. Questo ci serve, essere autorizzati a semplificare</em>».</p>
<p>Virginia Raggi, sindaco di Roma.</p>
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		<title>Renzi chi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 10:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ebbene sì, il senatore Matteo Renzi va accontentato. Vuole che si parli di lui? Parliamone. Parliamone ancora, partendo dalla sua ultima vulgata in Aula: la minaccia al premier Giuseppe Conte di sfiduciarlo se &#8220;adotta il populismo nella Fase 2&#8220;, qualunque cosa significhi, nell&#8217;era post-epidemia da Coronavirus. Renzi ha tentato di colmare la sua frustrazione da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/05/matteo-renzi.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15375" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/05/matteo-renzi-490x290.jpg" alt="" width="490" height="290" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/05/matteo-renzi-490x290.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/05/matteo-renzi.jpg 512w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Ebbene sì, il senatore Matteo Renzi va accontentato. Vuole che si parli di lui? Parliamone. Parliamone ancora, partendo dalla sua ultima vulgata in Aula: la minaccia al premier Giuseppe Conte di sfiduciarlo se &#8220;<em>adotta il populismo nella Fase 2</em>&#8220;, qualunque cosa significhi, nell&#8217;era post-epidemia da Coronavirus.</p>
<p>Renzi ha tentato di colmare la sua frustrazione da sfiga di somigliare a Mister Been nell&#8217;egocentrismo patologico. Non lo si può definire narcisismo, perché infatti Narciso era almeno bello. Qui parliamo di un onorevole mitomane miracolato da Giorgio Napolitano, che lo piazzò a Palazzo Chigi a fare il premier senza lo straccio di un voto. A Palazzo Chigi, Renzi, dopo una ridicola sfilza di comparsate ai giochi a quiz televisivi, ha dato sfogo a un&#8217;altra sua malattia: la bulimia di attenzione mediatica.</p>
<p>Proclamatosi rottamatore politico del Pd, Renzi ha iniziato ad accumulare gaffes ed errori tali da infilare fin da subito una picchiata di fallimenti. Nel suo vocabolario c&#8217;è di tutto e il suo contrario. In pochi anni ha raggiunto il podio dei cialtroni. Ha preso, come si dice a Milano, una vacca per le balle. Ha impostato il metodo del democristiano paraculo, ma col linguaggio populista sui socialnetwork. Quelli da cui sono nati e cresciuti i 5 stelle per arrivare a governare nel 2018. Pensava di farla franca, Renzi. Pensava di incantare i serpenti. Ma la Rete, con la sua livella, ha sprofondato nell&#8217;irrilevanza la tracotante incoerenza di Renzi.</p>
<p>Da rottamatore, Renzi si è presto rottamato da sé. Prima dal Pd, che con la sua segreteria ha conosciuto il record di sconfitte a tutti i livelli istituzionali. Dopodiché, tolto l&#8217;iniziale 40% alle europee del 2014, Renzi non lo ha più sopportato nessuno, fino alle meste dimissioni da Palazzo Chigi dopo il catastrofico esito del referendum che avrebbe violentato la Costituzione. Il treno della ribalta mediatica passato anche dalla stazione Leopolda, era ormai perso.</p>
<p>Gli ultimi tristi anni del mitomane-narciso parlano da soli. La forza propulsiva del renzismo, anziché generare politica, ha perpetuato i mostri delle peggiori epoche italiche recenti e non: i genitori processati e condannati per fatturazioni false. Il babbo Tiziano che tramava con alcuni avvoltoi del malaffare nella speranza di guadagnarci da Consip. Il cognato Andrea Conticini nei guai perché ha dirottato 6 milioni e mezzo di euro in società familiari con i fondi destinati all&#8217;Unicef, compresa la Eventi6 di Renzi (inchiesta bloccata da apposita legge Gentiloni-Orlando sulla scia dell&#8217;Unicef che non ha sporto denuncia). La Boschi che faceva da palo al governo per il papà massone impegolato nel fallimento del Monte dei Paschi. L&#8217;ex ministro Lotti nella ragnatela dei magistrati corrotti interessati alle nomine pilotate nel Csm. Marco Carrai che tramava per ottenere affari all&#8217;aeroporto di Peretola e pagava a Renzi gli affitti negli attici del centro di Firenze. Senza contare la sfilza di renziani che qua e là sono finiti al centro di inchieste di corruzione e tangenti.</p>
<p>Con un effetto politico così, per fortuna, oggi Renzi è diventato &#8220;Renzi chi&#8221;. Altra sua azzeccata frasetta diretta all&#8217;ex collega di partito Fassina poi rivelatasi un boomerang. Ecco, oggi ci ritroviamo a parlare di Renzi come di un morto politico che evoca i morti in Aula credendo di &#8211; testuale &#8211; &#8220;incoraggiare il dibattito&#8221; sulle riaperture del dopo-coronavirus.</p>
<p>Parliamo &#8211; e altrettanto chiudiamo &#8211; di Renzi ricordando il suo ultimo colpo mortale all&#8217;ego paranoico: il tentativo di trasformarsi in conduttore televisivo piacione in un programma televisivo-pacco finito nel nulla benché ci fosse stata la paraculazione di Lucio Presta.</p>
<p>Ora il nulla cosmico di Renzi tenta di riempirsi con le interviste su Facebook ad Andrea Bocelli. Ma almeno quello non ci vede&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;agonia dei partiti al tempo dei giallo-verdi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 22:56:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da destra, il deputato Guido Crosetto si lagna in Aula per il rispetto della Costituzione da parte del governo gialloverde in tema di Legge di Bilancio, dimenticandosi interi lustri di porcherie incostituzionali promosse legge per servire Silvio Berlusconi quando Crosetto era in maggioranza. Applausi dalla cosiddetta sinistra del cosiddetto Pd. Da sinistra, il governatore piemontese [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/senso-non-unico.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-15037" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2019/01/senso-non-unico.jpg" alt="" width="350" height="242" /></a></p>
<p>Da destra, il deputato Guido Crosetto si lagna in Aula per il rispetto della Costituzione da parte del governo gialloverde in tema di Legge di Bilancio, dimenticandosi interi lustri di porcherie incostituzionali promosse legge per servire Silvio Berlusconi quando Crosetto era in maggioranza. Applausi dalla cosiddetta sinistra del cosiddetto Pd.</p>
<p>Da sinistra, il governatore piemontese Chiamparino invoca il federalismo caro alla Lega e in proposito sviolina il Carroccio con frasi così: &#8220;<em>La ministra leghista Stefani, ha dimostrato grande senso istituzionale.</em>&#8221;</p>
<p>Da sinistra, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando dice che non rispetterà il decreto Sicurezza in tema di migranti e incassa gli applausi da destra. Tanto che ora, l&#8217;ex dipietrista sviolina il berlusconiano Gianfranco Micciché, il quale «<em>ha una posizione condivisibile sui migranti</em>», condivide . «<em>gli stessi ambienti borghesi</em>», ma soprattutto «<em>il papà di Gianfranco vegliò tutta la notte la salma di mio padre nel 2002</em>», in pieno governo Berlusconi-contratto con gli italiani. Quindi, supercazzola finale, ora che «<em>Tajani, Miccichè e Sgarbi si sono liberati dall’ipoteca del capo incriminato, il confronto è più facile</em>».</p>
<p>Insomma, i partiti sono ormai un ammasso indistinto di mine vaganti scariche e prive di orizzonte. L&#8217;opposizione se la fanno tra di loro i grillini e i leghisti al governo perché il Pd e Forza Italia sono soltanto una brodaglia di svaporati senza quid (alleati visto vogliono tra l&#8217;altro la Tav). Avanti così e i 5 stelle (con la Lega) governeranno un secolo.</p>
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		<title>Lega in ginocchio a sinistra, Salvini il Renzi di destra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Mar 2018 10:38:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Lega in ginocchio dalla sinistra per poter formare un governo, mostra il suo anello al naso di Berlusconi, intento a proteggere i propri interessi per tenere lontani i cinque stelle. Servirà a poco, perché la prospettiva di governo vedrà i pentastellati col sostegno del Pd senza Renzi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/g3YvdaM5YNc?ecver=1" width="493" height="277" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La Lega in ginocchio dalla sinistra per poter formare un governo, mostra il suo anello al naso di Berlusconi, intento a proteggere i propri interessi per tenere lontani i cinque stelle. Servirà a poco, perché la prospettiva di governo vedrà i pentastellati col sostegno del Pd senza Renzi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2018/03/07/lega-in-ginocchio-a-sinistra-salvini-il-renzi-di-destra/">Lega in ginocchio a sinistra, Salvini il Renzi di destra</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Alfano, figliol prodigo senza voti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 14:08:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Anche se vince il No al referendum bisogna andare avanti con questo governo», perché «credo che tra i 5 Stelle vi siano alcuni dirigenti che hanno la cecità ideologica di alcuni vecchi comunisti e la feroce violenza di alcuni primi fascisti». Dunque, meglio Berlusconi perché «quando ci sono traumi e rotture la cicatrice si deve [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Anche se vince il No al referendum bisogna andare avanti con questo governo</em>», perché «<em>credo che tra i 5 Stelle vi siano alcuni dirigenti che hanno la cecità ideologica di alcuni vecchi comunisti e la feroce violenza di alcuni primi fascisti</em>». Dunque, meglio Berlusconi perché «<em>quando ci sono traumi e rotture la cicatrice si deve rimarginare, ma per me è già successo</em>».<br />
Angelino Alfano Ministro dell&#8217;Interno del governo Renzi, al Corriere Live.</p>
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		<title>Bologna, il sindaco vuole allearsi con Grillo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 11:51:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Col Movimento 5 stelle spesso sui temi siamo d’accordo. Peccato non vogliano allearsi&#8230;». Virginio Merola, sindaco di Bologna del Pd, dopo che la stampa ha sottolineato la mole di delibere e odg votati dai grillini in consiglio comunale nel ruolo &#8211; de facto &#8211; di partito di governo più che di opposizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/11/23/bologna-il-sindaco-vuole-allearsi-con-grillo/">Bologna, il sindaco vuole allearsi con Grillo</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Col Movimento 5 stelle spesso sui temi siamo d’accordo. Peccato non vogliano allearsi&#8230;</em>». Virginio Merola, sindaco di Bologna del Pd, dopo che la stampa ha sottolineato la mole di delibere e odg votati dai grillini in consiglio comunale nel ruolo &#8211; de facto &#8211; di partito di governo più che di opposizione.</p>
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		<title>Vittadini di CL, (Culo Lecca)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 14:05:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/08/giorgio-vittadini.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-14154" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/08/giorgio-vittadini.jpg" alt="giorgio vittadini" width="400" height="314" /></a></p>
<p>Agosto 2010, governo di Silvio Berlusconi, Giorgio Vittadini, fondatore della Compagnia delle Opere e numero uno del meeting Comunione e Liberazione, da berlusconiano, dice da Rimini: «<em>Non si può continuare a vivere Berlusconi come un demonio o un demiurgo. Questo governo, non uno tecnico o istituzionale, deve andare avanti per 5 anni perché è quello uscito dalle elezioni e poi perché la priorità oggi è la crisi economica. Ha comunque controllato i conti pubblici, e sta cominciando a metter mano al federalismo, al welfare, all&#8217;università</em>».</p>
<p>Agosto 2012, con Berlusconi l&#8217;Italia fallisce, arriva il governo tecnico di Mario Monti. Giorgio Vittadini diventa tecnico-montiano e dice: «<em>Voglio vedere se c&#8217;era qualcun altro capace di fare quel che sta facendo Monti. Eravamo quasi in serie B. Ora lui sta cercando di rilanciare l&#8217;Italia</em>». E aggiunge: «<em>Il centrodestra non è riuscito né a contrastare la crisi né a fare la rivoluzione liberale. Il centrosinistra ha più volte fallito per i suoi contrasti interni e il suo vetusto statalismo spacciato per progressismo</em>».</p>
<p>Agosto 2013, governo di Enrico Letta di centrosinistra e di larghe intese. Giorgio Vittadini smette i panni del tecnico. Diventa lettiano, antiberlusconiano, di larghe vedute e dice: «<em>Letta è il premier della sussidiarietà, del rapporto pubblico privato&#8230; Se anche si riterrà danneggiato, Berlusconi deve accettare le decisioni della decadenza dal Senato. Per il bene del Paese, il bene suo. L&#8217;importante è che non si vada alla caduta di questo governo&#8230; Mi ha colpito la sintonia e l&#8217;amicizia tra i ministri Alfano, Lupi e Letta. E&#8217; l&#8217;immagine dell&#8217;alternanza in un Paese normale. Senza demonizzazioni. Per il bene comune. Non inciucio. Possibilità di costruire insieme</em>».</p>
<p>Agosto 2014, governo Matteo Renzi, grande assente al meeting. Giorgio Vittadini si fa renziano per l&#8217;occasione e dice: «<em>Renzi non viene al nostro raduno? Noi facciamo il tifo per il suo governo. Guardiamo con speranza alla sua azione, sarebbe una tragedia se fallisse</em>».</p>
<p>Agosto 2015, governo Renzi praticamente fallito e tenuto insieme con lo scotch, oltre che grande presente al meeting. Giorgio Vittadini, da renziano sinistroide, dice: «<em>Si può dire che Cl non è più di centrodestra. Comunque da tempo il Pd non è più un partito non votabile</em>».</p>
<p>In Italia va avanti gente così. Con la lingua sempre umida e pronta a gustare tutte le natiche. Povera Italia.</p>
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		<title>Piersilvio e il contratto con gl&#8217;italiani (di Renzi)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2015 13:25:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Vorrei che il Governo facesse almeno il 50% delle cose che ha dichiarato in termini di intenzione». Piersilvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset, durante la presentazione dei palinsesti televisivi della prossima stagione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Vorrei che il Governo facesse almeno il 50% delle cose che ha dichiarato in termini di intenzione</em>». Piersilvio Berlusconi, vicepresidente Mediaset, durante la presentazione dei palinsesti televisivi della prossima stagione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/07/02/piersilvio-e-il-contratto-con-glitaliani-di-renzi/">Piersilvio e il contratto con gl&#8217;italiani (di Renzi)</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Ci vediamo il 25 giugno haha</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 22:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[accordo]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/06/matteo-renzi.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12912" alt="matteo renzi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/06/matteo-renzi-487x325.jpg" width="487" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/06/matteo-renzi-487x325.jpg 487w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/06/matteo-renzi.jpg 770w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /></a></p>
<p>&#8220;Onorevoli capigruppo del M5S, rispondo alla vostra lettera ringraziandovi per l&#8217;apertura di un dialogo franco, aperto e trasparente nell&#8217;interesse dell&#8217;Italia. La vostra lettera del 16 giugno scorso conferma che ci sono molte cose che continuano a vederci su fronti contrapposti, ma proprio per questo giudico importante che le forze politiche più rappresentative del Paese provino a scrivere insieme le regole del gioco. Ecco, intanto sappiate che per quanto riguarda la discussione della legge elettorale, partiamo dall&#8217;Italicum, mica dalla vostra. Partire dall&#8217;Italicum significa trattare su una legge a impostazione maggioritaria. L&#8217;ho accordata con Berlusconi col quale, assieme al Pd, abbiamo il 58% dei voti delle ultime politiche, che sono più del doppio dei voti del Movimento 5 stelle. Se vi va bene è così, altrimenti dirò che voi le riforme non le volete fare. Sapete che ho dalla mia parte tutte le tivù e i giornali, a partire da Repubblica. Dunque, accolgo con grande soddisfazione questa vostra virata. Mi date del Lei e mi chiamate Matteo Renzi, anziché Renzie o ebetino. Vi siete addolciti come tanti mastelliani. Avete capito che l&#8217;Italia non è pronta ad accogliere le vostre riforme che sono rivoluzionarie sì, ma non ancora adatte per un Paese culturalmente arretrato come il nostro. Voi avete capito che io sono più abile di voi a fare politica. Avete capito che ho più tattica e sono molto più scaltro nel promettere riforme e aumenti in busta paga che hanno già prodotto il 40% dei voti al mio partito, voti che di fatto sono venuti a me. Dunque, ora, per sopravvivere, mi dite che sono &#8220;legittimato dagli elettori&#8221;, e allora preferite omologarvi alla politica della trattativa che fa rima con un compromesso al ribasso dettato e pilotato da chi ha più voti: cioè io. Il 25 giugno dico che ci vedremo ma quasi sicuramente io non ci sarò da voi. Martedì sarò in parlamento per affrontare i temi del Consiglio Europeo e del semestre di Presidenza italiana. Dopotutto, quell&#8217;incontro in streaming con voi e Grillo mi ha convinto che è meglio fare come se non ci foste. Mi riesce bene perché in effetti siete voi che mi cercate. Da voi all&#8217;incontro manderò comunque la ministra Boschi che oltre che essere bbona perché buca il video, sulla legge elettorale anche lei è chiara: &#8220;<a href="http://www.corriere.it/politica/14_giugno_20/boschi-fisco-nuovi-decreti-stato-diventa-amico-83153410-f863-11e3-8b47-5fd177f63c37.shtml" target="_blank">si parte dall&#8217;Italicum</a>&#8220;, non dal Democratellum. Per il resto nessuno ha la verita in tasca, tutti possono dare una mano, e voi se la vorrete dare sarete i benvenuti nel gioco politico a tiratura del Pd. Ma senza rompere i coglioni, visto che non avete abbastanza voti. Oltre alla legge elettorale, il nodo che dovremo affrontare è quello dell&#8217;immigrazione. Voi in Europa siete alleati di Farage che è tendenzialmente nazionalista. Io sono per respingere la montante propaganda xenofoba e per farlo potrei riabilitare in qualche modo l&#8217;ex ministro Kyenge e trasformarla in mascotte dell&#8217;unità tra Pd e M5s. La Commissione affari costituzionali entrerà nel vivo sulle tematiche della riforma costituzionale. Anche lì non dovrete rompere i coglioni. Parleremo di semplificazione fiscale e faremo annunciare ad alcune aziende investimenti e la creazione di nuovi posti di lavoro. Il vostro reddito di cittadinanza lasciatelo perdere e non toccatemi i Caccia F35. Se vorrete essere considerati, dovrete aiutarmi a dire molto per fare poco. Io non ho tempo da perdere, devo rimanere qui dove sono per proteggere una marea di interessi più o meno loschi. Vi propongo di vederci mercoledì in un orario da concordare insieme a patto che lo lasciate decidere a me. Avrete modo di conoscermi meglio e di capire che alla fine vi conviene rigare dritto se non volete sparire. Sì perché ormai, dopo essere caduti nella mia trappola con questa apertura nei miei confronti, non siete più nemmeno in condizioni di mettervi di nuovo contro di me. Che figura fareste davanti all&#8217;Italia? Mi avete scritto come presidente del Consiglio e dunque possiamo vederci a Palazzo Chigi con una delegazione dell&#8217;esecutivo a beneficio delle telecamere dei telegiornali, che dovranno mostrarvi schisci dopo tanta baldanza del #vinciamonoi. Vi ringrazio per aver detto platealmente che il successo, come è ovvio è del Partito democratico e non del governo. Io che sono segretario di quel partito pur contro lo Statuto, godo come un riccio. Se preferite confrontarvi per far vedere che in qualche modo esistete, allora organizziamo una delegazione del partito dei gruppi parlamentari. Aspetto vostre nuove leccate. Nel frattempo buon lavoro e viva il Pd.&#8221;<br />
Matteo Renzi</p>
<p>Ringraziamo Matteo Renzi, non più Renzie ebetino espressione di un potere marcio, per l&#8217;invito. All&#8217;incontro del 25 giugno non ci sarà più Grillo. Parteciperà una delegazione del Movimento 5 Stelle composta dai capogruppo di Camera e Senato, Giuseppe Brescia e Maurizio Buccarella, e dai deputati Danilo Toninelli e Luigi Di Maio. Vorremmo confrontarci con il Partito democratico, in quanto forza parlamentare a cui abbiamo deciso di prostrarci per un cambio di strategia che potrebbe portarci all&#8217;estinzione nell&#8217;arco di una legislatura. L&#8217;esperienza dell&#8217;Idv appecoronata al Pd già la conosciamo. Ecco, finché non ci svegliamo da questo incubo e non torniamo ad essere un Movimento intransigente che fonda i suoi obiettivi su un approccio rivoluzionario alla politica che non prevede accordi coi partiti, siate felici. Voi siete il Pd. E noi non conteremo un cazzo.</p>
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		<title>Matteo Renzi il sind&#8217;accatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Feb 2014 21:49:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/02/matteo-renzi-lingua.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-12622" alt="matteo renzi lingua" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/02/matteo-renzi-lingua-461x325.jpg" width="461" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/02/matteo-renzi-lingua-461x325.jpg 461w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/02/matteo-renzi-lingua.jpg 504w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></a></p>
<p>Avrete notato come la macchina mediatica si è mobilitata a nobilitare <strong>Matteo Renzi</strong>. Ora che il sindaco di Firenze riceverà da Giorgio Napolitano l&#8217;incarico di formare un nuovo governo, e quindi l&#8217;investitura di premier senza voto, manco fossimo in Corea del Nord, Renzi si è guadagnato la palma di burattino sovraesposto. Tutti i giornali e tutte le tivù fanno di &#8220;Flipper&#8221; (Alfano dixit), il frontman da esibire o da spolpare a seconda del tipo di pubblico. Le tivù commerciali, quelle che mirano alla vasta fetta popolare del Paese, sono le più ridicole: <strong>mostrano Renzi in versione familiare</strong>. Il premier in pectore viene interrogato sui problemi e i risvolti della sua vita privata, che per ovvi motivi, non possono essere diversi da quelli di tutti gli altri cittadini. Sorriso perenne, piglio della battuta, dichiarazione di fede cattolica, un po&#8217; di politica con linguaggio calcistico e scaramucce domestiche del tipo &#8220;<em>mia moglie ha fatto il cesareo col primo figlio</em>&#8220;, sono i perenni ingredienti che servono a <strong>dare commerciabilità al personaggio</strong>. Per commerciabilità s&#8217;intende credibilità e fiducia, che mirano ad addolcire la rabbia dell&#8217;italiano medio verso una classe politica criminale, della quale non fa distinzioni, per ottenere il voto nell&#8217;urna. La televisione in Italia rimane una fenomenale macchina raccatta-voti. Una zoomata sfuocata, ritornello in sottofondo, colori positivi come il blu o l&#8217;indaco, mirano a tenere narcotizzata quella considerevole fetta di italiani priva di sufficiente spirito critico per associare il fine ai mezzi. Quella che fatica ad associare che i videoclip in tutte le salse e in tutti i salotti nei confronti di Matteo Renzi, per esempio, sulle reti Mediaset, nascondono l&#8217;interesse diretto di Silvio Berlusconi.</p>
<p>Ciò che nessuno dice con chiarezza è che <strong>Matteo Renzi è uomo di Berlusconi</strong>. Ciò che nessuno dice è che Renzi ha usato il Pd come taxi per colmare il proprio ego di ambire alla carica di premier, visto che nelle praterie politiche pascolano solamente quarantenni senza quid e senza potere contrattuale. Renzi è come un corridore dei cento metri che vince il titolo correndo la distanza in un&#8217;ora perché gli altri partecipanti sono rimasti ai blocchi di partenza. Lo starter di gara è <strong>Mario Draghi</strong>, mentre il giudice d&#8217;arrivo è <strong>Angela Merkel</strong>. Renzi presterà la sua faccia per qualche mese alla recita di premier, visto che quella di Letta non è più proponibile dopo lo stillicidio di promesse incompiute, di frasi fatte e di nullità politica a fronte di un aumento della disoccupazione, del credit-crunch e dei suicidi. Cambiare premier e ministri serve a dare una ventata di novità a quell&#8217;Italia narcotizzata che ancora si illude che il proprio Paese sia una nazione sovrana. E soprattutto <strong>serve agli interessi aziendali di Berlusconi.</strong> Ora che Renzi si prepara a prendere le redini dell&#8217;Italia, viene apprezzato da tutti i partiti. Persino dalla Lega di Matteo Salvini, che fino a qualche giorno fa gli dava del &#8220;<em>chiacchierone</em>&#8220;, mentre ora incensa il sindaco come uomo a cui dare una possibilità. Tutti approffittano di tutti. Non sentiremo più Renzi dire che timbrare il cartellino è fantozziano, perché adesso al sindaco trasformato in sind&#8217;accatto, servono pure le simpatie del sindacato.</p>
<p>Renzi non viene toccato sui problemi veri di questo Paese, a cominciare da che idea si è fatto del fiscal compact che sarà la nostra ghigliottina sociale. Non è Draghi che viene sbertucciato su questioni risibili come &#8220;il cesareo di sua moglie&#8221;. Di Draghi e dei banchieri come lui, si sa poco nulla perché <strong>Draghi è il vero premier italiano</strong>. Quello che sta a presiedere la Banca centrale europea a Francoforte, che tutti temono e che quindi non si deve esporre. Matteo Renzi è soltanto l&#8217;ultimo dei burattini che ha bruciato le tappe. Arriva a fare il premier senza passare dalle urne e questo farà piacere a ciò che rimane degli apparati del Pd perché sperano di bruciare il sindaco di Firenze con tutta la sua smania da primadonna. E&#8217; probabilmente una tattica politica che invece di avere a cuore i problemi degli italiani, ha a cuore gli interessi personali di chi cannibalizza il prossimo pur di emergere.<br />
Questo Paese è al si salvi chi può. L&#8217;Europa incombe con tutto il suo peso morto che ci soffocherà. Le urne sono l&#8217;unica e ultima spiaggia fintanto non la terranno chiusa i partiti tutti alleati contro Grillo: da Storace a Vendola. Altrimenti ci sarà soltanto la rivoluzione popolare contro i carri armati. Renzi fa la parte del fiorellino sul buco del cannone. Che pare il buco del culo.</p>
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		<title>Renzi assente tranne per rimpasto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2014 05:09:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Quando mi parlano di rimpasti mi vengono tutte le bolle. Allora prendo e scappo a Firenze, a stare in mezzo alla gente». Matteo Renzi, 8 febbraio 2014.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/02/09/renzi-assente-tranne-per-rimpasto/">Renzi assente tranne per rimpasto</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Quando mi parlano di rimpasti mi vengono tutte le bolle. Allora prendo e scappo a Firenze, a stare in mezzo alla gente</em>». Matteo Renzi, 8 febbraio 2014.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2014/02/09/renzi-assente-tranne-per-rimpasto/">Renzi assente tranne per rimpasto</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Il Grillo garante di B.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2013 02:52:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Ho avuto garanzie da Beppe Grillo che se apriamo la crisi lui si schiera con noi per le elezioni anticipate, scendendo pure in piazza, a costo di prendere a calci nel sedere i suoi parlamentari». Silvio Berluosconi al pranzo coi suoi per lo scioglimento del Pdl.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Ho avuto garanzie da Beppe Grillo che se apriamo la crisi lui si schiera con noi per le elezioni anticipate, scendendo pure in piazza, a costo di prendere a calci nel sedere i suoi parlamentari</em>». Silvio Berluosconi al pranzo coi suoi per lo scioglimento del Pdl.</p>
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		<title>Quel Pd diversamente uguale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2013 04:50:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Hai vinto perché sei diversamente rivoluzionario». Elogio di Paola De Micheli (Pd) a Enrico Letta subito dopo aver incassato la fiducia al Senato.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Hai vinto perché sei diversamente rivoluzionario</em>». Elogio di Paola De Micheli (Pd) a Enrico Letta subito dopo aver incassato la fiducia al Senato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/10/03/quel-pd-diversamente-uguale/">Quel Pd diversamente uguale</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Indagate Epifani per procurato allarme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2013 15:15:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Solo un cieco non vede che il governo vive ore critiche. Il Pd ha fatto e continuerà a fare ogni sforzo perché il governo vada avanti&#8230; Letta sta facendo un lavoro prezioso, in pochi mesi ha ricostruito la credibilità dell’Italia&#8230; una crisi al buio, adesso, ci farebbe riprecipitare nel caos&#8230; Quanto ai 5 Stelle, devo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Solo un cieco non vede che il governo vive ore critiche. Il Pd ha fatto e continuerà a fare ogni sforzo perché il governo vada avanti&#8230; Letta sta facendo un lavoro prezioso, in pochi mesi ha ricostruito la credibilità dell’Italia&#8230; una crisi al buio, adesso, ci farebbe riprecipitare nel caos&#8230; Quanto ai 5 Stelle, devo constatare purtroppo che l’ultima uscita sul ritorno al voto col Porcellum conferma che Grillo punta solo al tatticismo, e gioca solo allo sfascio del Paese</em>». Guglielmo Epifani, segretario del Pd a Repubblica.</p>
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		<title>La ministra &#8220;negra&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 20:43:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Era inevitabile che il punto più basso della storia repubblicana fosse segnato dalla presenza del primo ministro non-italiano e negro della Storia d’Italia». Dal sito di ispirazione nazista identita.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/30/la-ministra-negra/">La ministra &#8220;negra&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Era inevitabile che il punto più basso della storia repubblicana fosse segnato dalla presenza del primo ministro non-italiano e negro della Storia d’Italia</em>». Dal sito di ispirazione nazista <a href="http://identità.com/blog/2013/04/27/il-giorno-nero-della-repubblica/" target="_blank">identita.com </a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/30/la-ministra-negra/">La ministra &#8220;negra&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Fassino supplica Berlusconi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 07:12:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che il Partito democratico fosse l&#8217;ultima barriera abbattuta della sinistra legata alle sorti del Pdl esattamente come la Lega, lo avevamo capito fin dai tempi della &#8220;mesolanza&#8221; tra i Ds e la Margherita che diedero vita al Pd (partito derelitto). Che oggi il Partito democratico con quel che rimane della sinistra, si offra ad agnello [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-11596" alt="piero fassino silvio berlusconi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/piero-fassino-silvio-berlusconi.jpg" width="240" height="159" /></p>
<p>Che il Partito democratico fosse l&#8217;ultima barriera abbattuta della sinistra legata alle sorti del Pdl esattamente come la Lega, lo avevamo capito fin dai tempi della &#8220;mesolanza&#8221; tra i Ds e la Margherita che diedero vita al Pd (partito derelitto). Che oggi il Partito democratico con quel che rimane della sinistra, si offra ad agnello sacrificale per la causa di Berlusconi, lo avevamo altrettanto previsto. Ha scelto di morire di lenta agonia rifiutando di mandare Rodotà al Quirinale così da rompere l&#8217;ultimo ponte di collegamento coi giovani democratici. Quelli illusi dai loro vecchi elefanti, che sotto il peso dei loro compromessi hanno scelto di mostrare tutte le loro vergogne, senza più mistero. Dopo i D&#8217;Alema-Violante-Veltroni-Cialtroni-Renzi, nel gruppo dei morenti viventi non può mancare anche <strong>Piero Fassino</strong>, attuale sindaco di Torino, anima e scheletro di ciò che rimane della sinistra italiana. A dire il vero, Fassino ricorda Grisù, il drago sputafuoco che voleva fare il pompiere. Un berlusconiano costretto a stare nel partito di opposizione per l&#8217;onta del suo ruolo di ex sindacalista. Un percorso imperdonabile per un berlusconiano che si rispetti. Dunque, Fassino, durante i suoi anni di casta, ha soltanto cercato di lanciare segnali inequivocabili al nano di Arcore. Ha disertato il No-B day perché &#8220;<em>lontano da Roma</em>&#8221; e soprattutto perché Bersani &#8220;<em>non ha messo il cappello sulla manifestazione</em>&#8220;. Ha difeso Craxi &#8220;<em>capro espiatorio</em>&#8220;, ha invocato il governo di transizione Pdl-Pd nel 2010 sotto la furia delle inchieste di corruzione sulla P3 e sugli appalti del G8. Grato a Fini per quel &#8220;<em>che fai mi cacci?</em>&#8221; che ha consentito all&#8217;attuale sindaco di Torino un&#8217;altra supplica a Berlusconi per fare outing sulla fusione Pd-Pdl. Orgoglioso di &#8220;<em>essere messo in trappola</em>&#8221; dall&#8217;intercettazione con Consorte &#8220;<em>abbiamo una banca</em>&#8221; finita nelle mani di Berlusconi. Sperava un endorsement defitivo da Arcore, Fassino, rammaricato che i giudici gli abbiano pure dato ragione. Ha difeso l&#8217;ex ministro La Russa in tivù sulla missione italiana di guerra in Afghanistan con un triplo salto carpiato &#8220;<em>la differenza tra chi fa la guerra e una missione di pace sta tra chi spara per primo&#8221;</em>. Ha tentato l&#8217;occhiolino col Pdl andando alla festa della Lega di Torino, per parlare col governatore piemotese Cota di povertà. Ha attaccato i NoTav definiti &#8220;<em>squadristi ed eversivi ei gruppi estremi</em>&#8221; in difesa delle imprese trivellatrici dei parenti dell&#8217;ex ministro Lunardi (Pdl). Del resto Fassino ha sempre sognato l&#8217;uguaglianza a B. definendo destra e sinistra di &#8220;<em>differenza non genetica</em>&#8221; a Conchita De Gregorio (10/9/2011). Ebbene, oggi che Fassino ritiene chiusa del tutto la prima Repubblica dei partiti (14/4/2013), eccolo prostrato alla &#8220;<em>necessità di non poterci sottrarre a goveranare il Paese</em>&#8221; per non andare alle urne che &#8220;<em>ci porterebbero in una situazione peggiore di quella attuale</em>&#8220;, in quanto &#8220;<em>è sbagliato pensare che un&#8217;alleanza con Berlusconi intacchi la nostra identità</em>&#8220;. Eccolo, l&#8217;ennesimo re nudo che esibisce le proprie vergogne senza pudore. Eccola l&#8217;ultima supplica di Fassino a Berlusconi. Un falsino di sinistra prestato alla destra inciucista, dannosa e inconcludente. C&#8217;è da chiedersi cosa se ne faccia della tessera Pd un giovane under 40 di oggi. Bah.</p>
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		<title>Dio dalla bara al Letta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 05:40:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Dite a Grillo che Dio è morto, ma dopo 3 giorni è risorto. E lui questo non l&#8217;ha scritto”. Enrico Letta a Vito Crimi e Roberta Lombardi, 25 aprile 2013.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Dite a Grillo che Dio è morto, ma dopo 3 giorni è risorto. E lui questo non l&#8217;ha scritto</em>”. Enrico Letta a Vito Crimi e Roberta Lombardi, 25 aprile 2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/26/dio-dalla-bara-al-letta/">Dio dalla bara al Letta</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Lupi: &#8220;L&#8217;inciucio si fa ma non si dice&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 19:18:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Inciucio è esattamente la parola che non dobbiamo mai usare, come ha detto Berlusconi riprendendo proprio il monito del capo dello Stato: si può essere diversi, scontrarsi in campagna elettorale con proposte alternative, ma poi per il bene del Paese ci si può impegnare insieme per governare. Questo è il principio che deve ispirarci». Maurizio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/25/lupi-linciucio-si-fa-ma-non-si-dice/">Lupi: &#8220;L&#8217;inciucio si fa ma non si dice&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Inciucio è esattamente la parola che non dobbiamo mai usare, come ha detto Berlusconi riprendendo proprio il monito del capo dello Stato: si può essere diversi, scontrarsi in campagna elettorale con proposte alternative, ma poi per il bene del Paese ci si può impegnare insieme per governare. Questo è il principio che deve ispirarci</em>». Maurizio Lupi (Pdl) al Corriere, 25 aprile 2013.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/25/lupi-linciucio-si-fa-ma-non-si-dice/">Lupi: &#8220;L&#8217;inciucio si fa ma non si dice&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>&#8230;&#8221;Ma l&#8217;inciucio c&#8217;è già&#8221;</title>
		<link>https://www.danielemartinelli.it/2013/04/02/ma-linciucio-ce-gia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ma-linciucio-ce-gia</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 08:24:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Siamo dentro, ma non abbiamo nessuna influenza: abbiamo un vicepresidente e 2 segretari, malgrado ciò siamo stati messi in minoranza. Stare in questi uffici è utile, ma alla fine l’inciucio c’è già, con o senza di noi&#8220;. Vito Crimi (M5S) al Fatto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/02/ma-linciucio-ce-gia/">&#8230;&#8221;Ma l&#8217;inciucio c&#8217;è già&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Siamo dentro, ma non abbiamo nessuna influenza: abbiamo un vicepresidente e 2 segretari, malgrado ciò siamo stati messi in minoranza. Stare in questi uffici è utile, ma alla fine l’inciucio c’è già, con o senza di noi</em>&#8220;. Vito Crimi (M5S) al Fatto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2013/04/02/ma-linciucio-ce-gia/">&#8230;&#8221;Ma l&#8217;inciucio c&#8217;è già&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Rassegna dei &#8220;saggi&#8221; /2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2013 17:20:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[enzo moavero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco la seconda tranche del ritratto dei saggi nominati da Giorgio Napolitano. Salvatore Rossi, direttore del centro studi di Bankitalia, è autore del libro &#8220;Controtempo. L’Italia nella crisi mondiale&#8221; (Edizioni Laterza) che in apertura riporta una massima di Ernesto Rossi «In Italia non vedo alcuna politica ragionevole che sia praticamente attuabile». Insomma, roba da saggi. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-11381" alt="il saggio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/il-saggio-249x325.jpeg" width="249" height="325" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/il-saggio-249x325.jpeg 249w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2013/04/il-saggio.jpeg 411w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /></p>
<p>Ecco la seconda tranche del ritratto dei saggi nominati da Giorgio Napolitano.</p>
<p><strong>Salvatore Rossi</strong>, direttore del centro studi di Bankitalia, è autore del libro &#8220;<em>Controtempo. L’Italia nella crisi mondiale</em>&#8221; (Edizioni Laterza) che in apertura riporta una massima di Ernesto Rossi «<em>In Italia non vedo alcuna politica ragionevole che sia praticamente attuabile</em>». Insomma, roba da saggi. Nella realtà, Rossi è un funzionario organico al sistema che tace e acconsente sui Monti-bond per tappare i buchi neri creatisi al Monte dei Paschi di Siena con la gestione Mussari &amp; cricca.</p>
<p><strong>Giancarlo Giorgetti</strong>, laureato in Bocconi, già presidente della Commissione Bilancio alla Camera, maroniano considerato traditore dei maroniani, è il cosiddetto economista della Lega che appena dopo un anno di legislatura dell&#8217;ultimo governo Berlusconi sembrava dovesse ripiazzare Tremonti al Minisero del Tesoro. E&#8217; marito di Laura Ferrari, che nel 2008 ha patteggiato una pena al tribunale di  Busto Arsizio per truffa di fondi europei restituendo 20 mila euro alla regione Lombardia per 2 corsi di formazione senza iscritti, ma che erano stati avviati falsificando le firme e i registri di presenza. Giorgetti, &#8220;<em>il piccolo Gianni Letta di Cazzago Brabbia</em>&#8220;, è il plenipotenziario della Lega in Lombardia e segretario federale. Quello che media, che smorza, e che ha ingoiato i rospi dell&#8217;alleanza col Pdl di Formigoni e della sua truppa di indagati e arrestati. Giorgetti fa parte di quella Lega che per tanti anni non ha visto e non ha sentito l&#8217;avvicinarsi del crac del San Raffaele. Tantomeno si è mai chiesto a quale titolo decine di milioni di soldi pubblici sono stati regalati alle fondazioni oggetto di inchieste per le quali sono finiti in galera i Daccò e i Maugeri. Giorgetti è tra gli artefici del salvataggio dal fallimento della banca padana Credieuronord (grazie a Fiorani) al fine di coprire i buchi e le intermediazioni fittizie con le cooperative di allevatori create per nascondere la truffa delle quote latte rimaste inevase. Giorgetti è un &#8220;consuetudinario&#8221; di banchieri dell&#8217;establishment tipo Massimo Ponzellini, presidente della Popolare di Milano. Nel 2011 si schierò contro l&#8217;emendamento dell&#8217;Idv sui pagamenti dei crediti alle imprese da parte della Pubblica amministrazione per «<em>mancanza di copertura</em>», creando la frattura col deputato Reguzzoni e col &#8220;cerchio magico&#8221; di Bossi. Va detto che la Lega, assieme a tutti i partiti, avrebbe potuto rinunciare ai rimborsi elettorali o mettere mano a quelli già incassati. Possiamo giurare che in quel caso, qualcosa per le imprese sarebbe saltato fuori. Fautore della tassa patrimoniale invisa al Pdl di Berlusconi, Giorgetti è citato anche tra i complici delle manovre dell&#8217;ex tesoriere leghista Belsito, finito in disgrazia per l&#8217;uso privato dei rimborsi che hanno sputtanato il partito. A scandali scoppiati, anche per la vicenda di Fiorito-Batman, Giorgetti con Donato Bruno, aveva scritto una lettera al premier Mario Monti in cui chiedeva di rinviare il termine del decreto legge governativo sul taglio dei fondi alle Regioni voluto dalla Commissione parlamentare bicamerale, in quanto «<em>incompatibile coi tempi dell’esame del decreto da parte del Parlamento</em>». In un&#8217;informativa del Noe dei Carabinieri su un&#8217;inchiesta per fondi illeciti alla Lega, Giorgetti è citato nelle intercettazioni tra i presenti a una cena a &#8220;Villa Baroni&#8221; con Maroni, Orsi e Dario Galli nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta che riguarda Finmeccanica e l&#8217;affaire degli elicotteri Agusta, oggetto di intermediazioni tangentizie.  Insomma, un saggio granitico.</p>
<p><strong> Filippo Bubbico</strong>, ex governatore della Basilicata ed ex sottosegretario di Scajola da ministro inconsapevole al ministero dello Sviluppo economico (suo personale), archiviato nell&#8217;inchiesta &#8220;Toghe lucane&#8221;, è stato il relatore degli emendamenti (2.400) presentati in Commissione Industria al decreto sulle Liberalizzazioni nei settori lobbistici delle farmacie, dei taxi e degli avvocati. Emendamenti che non hanno prodotto liberalizzazioni di nessun tipo, e dunque, garantito il perdurare delle lobby dell&#8217;era Monti.</p>
<p><strong>Enzo Moavero Milanesi</strong>, ministro degli Affari europei, è l&#8217;eurocrate italiano più in vista e anche apprezzato a Bruxelles. Città in cui ha ricoperto il ruolo di capo di Gabinetto di Mario Monti all&#8217;Antitrust, e poi segretario generale aggiunto della Commissione. Giudice della Corte di giustizia del Lussemburgo, già collaboratore di Ciampi e Amato, è l&#8217;eminenza grigia dell&#8217;esecutivo Monti. Dalle sue mani sono passati gli accordi per la riprogrammazione dei fondi comunitari con la riduzione della quota di cofinanziamento nazionale, i piani di sviluppo per la crescita e la stabilizzazione dell&#8217;economia. Sulla tenuta dell&#8217;euro come valuta unica, si è dichiarato «<em>ottimista pragmatico, senza un piano B</em>». Per ciò, assieme a Monti, Moavero ha potuto ricoprire il ruolo di garante della sacralità del rigore italiano nelle vesti di timido tessitore dei piani di riforme per la crescita (solo) annunciati ai partner europei negli incontri-trottola dell&#8217;ultimo anno e mezzo. Moavero è stato il rassicuratore italiano sulle strategie romane all&#8217;insegna della tassazione folle, del taglio dei servizi ai cittadini, dello sterminio delle piccole e medie imprese che hanno velocizzato l&#8217;avvitamento dell&#8217;economia reale, aumentato in maniera incontrollata la disoccupazione e la conseguente diffusione dell&#8217;attiuale clima da coprifuoco, col solo fine di rispettare i parametri di Bilancio per il rientro del debito pubblico. In tema di politiche interne, ha fatto una sola cosa buona Moavero: ha bocciato l&#8217;emendamento del leghista Pini che voleva istituire una legge sulla responsabilità dei giudici. Per il resto, i saggi hanno un&#8217;altra manina. E soprattutto non sono proprietari di otto fabbricati.</p>
<p><strong>Luciano Violante</strong>, ex presidente della Camera e uomo che i per i democratici ha curato a più riprese le trattative sulla legge elettorale, è stato in parole povere l&#8217;eterno garante a sinistra del berlusconismo. Possibilista e anche sodale su buona parte delle leggi porcata che hanno annientato lo stato di diritto di questo Paese, Violante è una sorta di Massimo D&#8217;Alema un po&#8217; più defilato. E&#8217; uno di quelli che piace a tutto l&#8217;arco parlamentare, un po&#8217; come il Crodino. Forse un po&#8217; come un saggio. Ma non è il caso suo.</p>
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		<title>Il ricatto del Marpionne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 09:44:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Fiat resta in Italia, ma lei deve restare a palazzo Chigi». Sergio Marchionne (Fiat) rivolto a Mario Monti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Fiat resta in Italia, ma lei deve restare a palazzo Chigi</em>». Sergio Marchionne (Fiat) rivolto a Mario Monti.</p>
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		<title>Premier M5S appoggiato da Idv. Unica chiave di volta possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 08:44:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La legge elettorale che i partiti attuali decideranno, sarà determinante per le sorti del prossimo governo italiano. Se decideranno di dare il premio di maggioranza alla coalizione, è probabile che Mario Monti la spunti sostenuto da Pdl, Pd, Udc e Fli. Se il premio sarà dato al partito di maggioranza relativa, è probabile invece che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=-Jq2xv8SxCU" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10369" title="candidato premier m5s con Idv chiave di volta al governo 2013" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/09/candidato-premier-m5s-con-Idv-chiave-di-volta-al-governo-2013-490x275.jpg" alt="" width="490" height="275" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/09/candidato-premier-m5s-con-Idv-chiave-di-volta-al-governo-2013-490x275.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2012/09/candidato-premier-m5s-con-Idv-chiave-di-volta-al-governo-2013.jpg 491w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>La legge elettorale che i partiti attuali decideranno, sarà determinante per le sorti del prossimo governo italiano. Se decideranno di dare il premio di maggioranza alla coalizione, è probabile che Mario Monti la spunti sostenuto da Pdl, Pd, Udc e Fli. Se il premio sarà dato al partito di maggioranza relativa, è probabile invece che sarà il Pd a spuntarla in termini di maggioranza relativa. Mario Monti, in barba alle liquidazioni di freddo tecnico che avrebbe svolto lo sporco compito di liquidatore dell&#8217;Italia fino a primavera, nel timore che il Movimento 5 stelle altissimo nei sondaggi possa proporre un referendum sull&#8217;euro, si è già rimangiato tutto: ha detto che se &#8220;sarà necessario al Paese, resto&#8221;. Per la felicità di tutti i partiti che lo sosterranno (Sel compresa). La prospettiva di un Movimento 5 stelle al governo potrebbe concretizzarsi, a mio avviso, se il suo candidato premier sarà sostenuto da Idv. Solo così credo che, in vista di una legge elettorale che premierà la coalizione, ci sarà possibilità di assistere a un ricambio di facce quasi completo nei palazzi del potere potere di Roma. Un candidato M5S sostenuto da Idv potrà essere un valido antagonista in grado di inghiottirsi Monti in un sol Bocconi.</p>
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		<title>I politici sega</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 06:49:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Si avverte un clima da cupio dissolvi alimentato da chi sembra tentato dal segare il ramo sul quale siamo tutti seduti». Roberto Rao, deputato Udc in riferimento all&#8217;ipotesi di elezioni anticipate a ottobre.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Si avverte un clima da cupio dissolvi alimentato da chi sembra tentato dal segare il ramo sul quale siamo tutti seduti</em>». Roberto Rao, deputato Udc in riferimento all&#8217;ipotesi di elezioni anticipate a ottobre.</p>
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		<title>Urso è rimasto ai partiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jun 2012 19:21:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[adolfo urso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Se Monti cadesse dopo il vertice europeo, servirà il varo di un governo di emergenza nazionale, condiviso dai partiti, con un programma di emergenza che preveda sia la dismissione dei beni pubblici per l&#8217;abbattimento del debito, sia grandi riforme della crescita. Non servono fughe tattiche, ma scelte strategiche». Adolfo Urso, parlamentare ex Pdl, leader di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Se Monti cadesse dopo il vertice europeo, servirà il varo di un governo di emergenza nazionale, condiviso dai partiti, con un programma di emergenza che preveda sia la dismissione dei beni pubblici per l&#8217;abbattimento del debito, sia grandi riforme della crescita. Non servono fughe tattiche, ma scelte strategiche</em>». Adolfo Urso, parlamentare ex Pdl, leader di Fareitalia.</p>
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