Attenzione perché i soldi promessi dall’Europa per riprenderci dal disastro del Covid potrebbero non arrivare più.
Sapete perché? Perché il governo Meloni non ha presentato progetti congrui alla Commissione europea, che vuole massima trasparenza sui miliardi da destinare ai singoli Paesi membri, e soprattutto per opere utili a creare posti di lavoro.
E invece l’Italia cosa ha fatto? In primis, Salvini è riuscito a far alzare la quota per permettere ai piccoli Comuni di avviare gli appalti senza gara pubblica.

Il che in un Paese come l’Italia significa consentire ai sindaci e alle giuinte di consegnare i lavori ai clan e ai parenti.
In tal senso la Corte dei conti ha già denunciato in tutte le sedi questo pericolo.
Invece, le gare pubbliche, vanno fatte in trasparenza per consentire a tutte le imprese di concorrere alla realizzazione dei lavori e dei progetti.

Anche perciò la Commissione europea ha congelato i miliardi destinati all’Italia.
La Spagna, invece, ha rispettato i termini entro fine 2022, presentando i progetti a metà novembre e quindi ha già ricevuto i 6 miliardi di euro della terza rata.

Pensate che a ormai quasi 2 anni dal lancio del Next Generation, Bruxelles ha già erogato 150 miliardi di euro agli Stati membri, che sono quasi il 20% del mega piano da 800 miliardi varato per supportare la ripresa dal Covid.
Ebbene, il governo italiano adesso è in grande imbarazzo perché l’Italia resta indietro con la Meloni che dice il contrario di ciò che diceva in campagna elettorale: frasi del tipo “è un pnr che non abbiamo scritto noi” e stupidaggini così.

L’uscita di ieri del presidente del Senato La Russa su via Rasella e i presunti “musicisti uccisi dai partigiani”, serve a spostare il dibattito pubblico dallo stallo in cui si trova il governo.
Il problema è che il Pd ci casca, e anziché sottolineare questo gioco sporco, la Schlein risponde come il governo si aspetta. A tono su via Rasella, anziché stare nel tema del pnr, che ricordiamolo, fu Giuseppe Conte ad ottenerlo per primo quando si recò a Bruxelles nei primi mesi del Covid, nel 2020.

Infine, la Meloni è andata da Mattarella per fingere di condividere col Quirinale lo smacco di questo stallo sui soldi dall’Europa.
Ma il Quirinale non ha poteri in tal senso, perché i progetti da finanziare sono opera del governo.
Quindi anche oggi, signori, siamo di fronte al’ennesima recita istituzionale col reale pericolo di perderci finanziamenti vitali per il rilancio di questa povera Italia disseminata di buche e di opere da fare o lasciate a metà.

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