La ministra “negra”

«Era inevitabile che il punto più basso della storia repubblicana fosse segnato dalla presenza del primo ministro non-italiano e negro della Storia d’Italia». Dal sito di ispirazione nazista identita.com

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2 Commenti a “La ministra “negra””

  1. Marco Zorzi ha detto:

    Caro Daniele. Ti seguo da tempo, ho alcune volte inviato contributi per il tuo blog, sono tuo “amico” in Facebook, e iscritto del Mov5Stelle, con un passato di militanza sempre nella sinistra, ed ho grande stima di te.
    Ma qui ti sbagli. Ti sbagli davvero di grosso.
    L’errore sta nell’atteggiamento psicologico molto frequente di adagiarsi sui luoghi comuni e nella tentazione di collocarsi dove la coscienza (chiamiamola così) fa sentire più sicuri, anche se non è la posizione giusta e razionale. So bene che tu non sei tra i più inclini a seguire il gregge, tutt’altro, ma questa volta lo hai fatto.
    “Identità.com” non mi risulta essere un sito di ispirazione nazista, da dove hai ricavato questa convinzione? Dovresti motivare la tua pesante affermazione con riferimenti concreti e prove, e se lo farai ti darò ragione.
    Ma non ti può bastare l’uso del termine “negro”!
    E’ assurdo questo. Basta chiamare uno “negro” per te, per essere nazisti? Non ti pare un po’ poco?
    Non hai pensato che qualcuno possa essere incazzato per qualcosa, e se lo è verso una persona di colore possa chiamarla “negra” per rabbia, ma non per razzismo?
    Lo fanno tutti, utilizzando una caratteristica fisica della persona verso cui si è incazzati!
    Ad esempio Grillo ha usato il termine “nano” per Berlusconi, cioè una caratteristica fisica. Mai sentito dire “panzone”, oppure “testa di rapa”, oppure “finocchio” o “frocio” verso gli omosessuali (che non comporta omofobia, ma semplice oltraggio).
    E recentemente Dario Fo:”Brunetta che giura da ministro? La prima cosa che faccio è cercare un seggiolino per poterlo mettere all’altezza della situazione”. E Gino Strada:””Non votai Brunetta perché era esteticamente incompatibile con Venezia”.
    Gli attacchi o gli insulti, fatti a svariato titolo, verso le persone, utilizzando caratteristiche fisiche, sono qualcosa di assolutamente normale, lo fanno tutti e lo abbiamo fatto tutti, e ne abbiamo infiniti esempi. Si tratta di espressioni di AGGRESSIVITA'(a prescindere se giustificata o meno)! Non c’entra nulla il nazismo!
    Ora, se io ce l’ho con una persona di colore, la prima cosa che mi viene in mente è di dirgli “negro”, questo evidentemente non comporta di per sè nazismo! Mi sembra chiaro!
    Ognuno ha il diritto di esprimere le proprie idee.
    In questo caso la rabbia, che io condivido in pieno, viene dal fatto che noi stiamo subendo un’invasione straniera devastante che sta letteralmente cancellando il popolo italiano dalla storia e alla sua patria, sostituendolo con il non-popolo unico e uguale ovunque multitutto di tipo americano fatto da una massa di individui senza comunità e senza senso. E’ il piano dell’impero globale che ricava da questa invasione manodopera, distruzione dei diritti del lavoro, e disintegrazione delle comunità, così da poter sfruttare e dominare meglio. Kyenge è il simbolo di questa invasione, di questa sostituzione degli italiani con popolazioni estranee, che si configura come un vero e proprio genocidio, e dunque suscita rabbia nelle persone che in questo paese, ancora, amando il proprio popolo, non hanno perso la bussola. Certamente non è lei la responsabile di tutto questo, ma è il simbolo di tutto questo. Molto chiaro e lineare il ragionamento. Il nazismo non c’entra nulla. Non è giusto nè leale definire così chi si sta solo difendendo da un’invasione. Con immutata stima, ma con il caldo invito a riflettere su ciò che ho esposto. Ciao.

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