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	<title>sport Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Isabel: &#8220;Olimpiadi no grazie&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 May 2021 07:02:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Corsa e vittoria non sono mai stati il mio obiettivo. Dalla vita voglio altro, diventare archeologa e, semmai, come “piano b”, insegnare greco e latino alle superiori&#8221;. Isabel Mattuzzi, 23 anni, 9&#8217;34&#8221; nel 3000 siepi, a 4 secondi dal minimo per partecipare alle Olimpiadi di Tokyo, annuncia il suo ritiro dall&#8217;attività agonistica nel pieno della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Corsa e vittoria non sono mai stati il mio obiettivo. Dalla vita voglio altro, diventare archeologa e, semmai, come “piano b”, insegnare greco e latino alle superiori&#8221;.</p>
<p>Isabel Mattuzzi, 23 anni, 9&#8217;34&#8221; nel 3000 siepi, a 4 secondi dal minimo per partecipare alle Olimpiadi di Tokyo, annuncia il suo ritiro dall&#8217;attività agonistica nel pieno della sua forma.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2021/05/06/isabel-olimpiadi-no-grazie/">Isabel: &#8220;Olimpiadi no grazie&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Scanzi, il cazzaro forrest gump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2020 18:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi ero ripromesso di non parlare più di Andrea Scanzi, ma siccome mi sono imbattuto nelle sue eccellenti prestazioni atletiche nella corsa, (presunte), oltretutto su Correre, mensile sul quale ho scritto per anni in passato, sono costretto a chiarire due o tre cosette. Una volta, quando non esistevano i gps e nemmeno i chip del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-15503" src="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento-490x306.jpg" alt="" width="490" height="306" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento-490x306.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento-768x480.jpg 768w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2020/06/podisti-durante-allenamento.jpg 800w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Mi ero ripromesso di non parlare più di Andrea Scanzi, ma siccome mi sono imbattuto nelle sue eccellenti prestazioni atletiche nella corsa, (presunte), oltretutto su <a href="https://www.correre.it/botti-di-fine-anno-andrea-scanzi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Correre</a>, mensile sul quale ho scritto per anni in passato, sono costretto a chiarire due o tre cosette.</p>
<p>Una volta, quando non esistevano i gps e nemmeno i chip del rilevamento intermedio sui percorsi di gara, il podismo era pieno di eroi che vantavano prestazioni perlopiù frutto di fantasia. La storia del podismo è piena di esempi di tagliatori di percorso, di chi durante una 100 chilometri si faceva trasportare per lunghi tratti in auto, o di chi si infilava nel percorso della maratona davanti al vincitore o tra i primi 10 classificati negli ultimi due o tre chilometri. Senza contare i dopati.</p>
<p>Per carità, ne sono capitati anche anche a me durante i lunghi anni in cui documentavo le gare su strada. L&#8217;occhio esperto scova subito il bufalaro. Ci sono mille modi per capirlo: la forma fisica, la tonicità muscolare, il tasso di sudorazione, lo stile della falcata e soprattutto il nome del classificato. Non esiste che un outsider sconosciuto ottenga prestazioni oltre un certo livello.</p>
<p>Ecco, siccome con i mezzi di oggi non è più possibile barare in gara, e infatti da almeno una quindicina d&#8217;anni gli eroi solitari dai tempi cronometrici strabilianti si sono assai rarefatti nel mondo del podismo, c&#8217;è un&#8217;ultima generazione di esaltati. Quella degli eroi solitari che dicono di ottenere prestazioni da gara, ma in perfetta solitudine, magari in allenamento. Tipo Andrea Scanzi, appunto.</p>
<p>Mi spiego: Scanzi ha scritto di aver corso in 34&#8217;22&#8221; i 10 mila in solitudine e dopo due giorni una mezza maratona in 1h20&#8217;58&#8221;. Vale a dire, una media di 3&#8217;25&#8221; per chilometro nel primo &#8220;allenamento&#8221; e dopo appena 48 ore 21 chilometri a una media sotto i 3&#8217;50&#8221;. Tempi ottenuti in pochissimo tempo da uno che ha 45 anni suonati (a meno che l&#8217;interessato non bari pure sull&#8217;età).</p>
<p>Ecco, a &#8220;scanzi&#8221; di equivoci, dico subito che solo un mitomane o un cazzaro può avere il coraggio di dichiarare pubblicamente simili scemenze. Non esiste che un novello podista di età avanzata ottenga tempi di questa levatura, così ravvicinati nel tempo, e soprattutto in solitudine. Correre in 34&#8242; i 10 mila da master M45 vorrebbe dire apparire nella top ten nazionale di categoria in compagnia di atleti che in passato sono stati come minimo maglie azzurre in qualche competizione internazionale.</p>
<p>Sia ben inteso: nella vita di tutti noi non cambia nulla se Scanzi corre o non corre. Buon per lui se si tiene allenato e in salute. Epperò va ribadito, visto che l&#8217;articolo è apparso su Correre, che di fenomenale qui non c&#8217;è la prestazione sportiva dell&#8217;interessato. C&#8217;è semmai il livello spropositato di mitomania del soggetto in questione, che forse ci crede tutti fessi. Ha un evidente bisogno di suggestionare sempre, per crearsi un&#8217;immagine eroica, tipica del frustrato senza qualità.</p>
<p>Insomma, siamo di fronte a un solenne cazzaro che per giunta ha scritto un libro dando del cazzaro a un altro (Salvini). Chiunque mastichi un po&#8217; podismo e di agonismo, sa perfettamente che a 45 anni è assai improbabile ottenere prestazioni simili in solitudine, con poca esperienza, e soprattutto in quella successione a quel livello. Scanzi non appare in nessuna classifica ufficiale della Fidal con prestazioni da 31&#8242; o 32&#8242; sui 10 mila quand&#8217;era più giovane per dare credibilità a quel 34&#8217;22&#8221; vantato in solitudine adesso che è vecchiotto. Per non parlare della mezza maratona a quel ritmo dopo appena 48 ore!</p>
<p>Dica pur quel che vuole Scanzi, ma se prima poteva valere due punti, ora quanto a credibilità va sotto zero. Seguitevelo voi. Sperando di non dover più scrivere o parlare di questo inconsistente personaggio.</p>
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		<title>Le bestie da stadio che urlano scimmia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2018 20:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Questo è razzismo. Chi fa queste urla sappiamo perché le fa, per certe persone chi è di colore è una scimmia. Poi certo in una curva ci saranno anche gli ignoranti che imitano gli altri pensando che sia giusto farlo. Provi a chiedere a Koulibaly come si è sentito, uscendo dal campo. Glielo dico io, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Questo è razzismo. Chi fa queste urla sappiamo perché le fa, per certe persone chi è di colore è una scimmia. Poi certo in una curva ci saranno anche gli ignoranti che imitano gli altri pensando che sia giusto farlo. Provi a chiedere a Koulibaly come si è sentito, uscendo dal campo. Glielo dico io, era sotto un treno</em>».</p>
<p>Kevin Prince Boateng, attaccante di origini ghanesi, ora al Sassuolo, giocava nel Milan quando allo stadio di Busto Arsizio, in un’amichevole con la Pro Patria nel 2013, reagì con rabbia agli ululati della curva, calciando il pallone verso gli ultrà.</p>
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		<title>Roma sì a 5 stelle, no a 5 cerchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2016 21:24:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le Olimpiadi a Roma nel 2024 non si faranno. La sindaca Virginia Raggi lo aveva promesso in campagna elettorale, e una volta eletta, in modo coerente, lo ha confermato: Roma non è in condizioni urbane e finanziarie per sostenere un evento che ha – tra l’altro – perso il suo valore etico. Roma non è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/olimpiadi-di-roma-2024.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-14550" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/olimpiadi-di-roma-2024-490x295.jpg" alt="olimpiadi di roma 2024" width="490" height="295" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/olimpiadi-di-roma-2024-490x295.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2016/09/olimpiadi-di-roma-2024.jpg 510w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Le Olimpiadi a Roma nel 2024 non si faranno. La sindaca Virginia Raggi lo aveva promesso in campagna elettorale, e una volta eletta, in modo coerente, lo ha confermato: Roma non è in condizioni urbane e finanziarie per sostenere un evento che ha – tra l’altro – perso il suo valore etico. Roma non è la sola città ad avere rifiutato la kermesse a cinque cerchi. Ce ne sono altre venti sparse nel mondo. La capitale d’Italia è in condizioni disastrate, ha un debito di circa 15 miliardi di euro. Le rassegne sportive internazionali disputate nell’ultimo decennio nell’Urbe, hanno lasciato debiti, impianti abbandonati e inchieste della magistratura per il marcio e il malaffare che hanno inguaiato la politica e gli appaltatori affamati di soldi pubblici.</p>
<p>Oltre Roma, l’Italia è ormai un Paese sportivamente tagliato fuori. In atletica, il Bel Paese non ottiene più medaglie non soltanto dalle Olimpiadi, ma anche dai mondiali e dagli europei. I tagli alla scuola hanno cancellato i Giochi della gioventù, vivaio inesauribile di campioni che hanno valorizzato l’Italia nel mondo per anni. Senza Giochi abbiamo già perso due generazioni di sportivi nell’indifferenza totale delle istituzioni, e di pari passo, col costante aumento di bimbi obesi poltriti con la Play station. Aggiungiamo che da un punto di vista politico, le Olimpiadi sono entrate a pieno titolo nel gioco delle vendette internazionali. Il Cio ha escluso in massa tutti gli atleti della Russia dall’evento di Rio de Janeiro spacciandoli per dopati, senza sfiorare la nutrita pattuglia di statuari velocisti americani, quelli che corrono tutte le settimane di un’intera stagione i cento metri in meno di dieci secondi facendoci credere che s’allenano a pane e Gatorade. Lamine Diack, presidente della IAAF, il massimo organismo dell’atletica leggera, è finito in manette per corruzione.</p>
<p>In Italia abbiamo una federazione governata da quattro bacucchi senza quid, incapaci di incentivare l’attività sportiva e di spronare i giovani a partecipare. Tutto ciò basta e avanza per valutare con serenità che lo sport corrotto ha snaturato le Olimpiadi, trasformandole in un qualcosa che serve a poco. Non servono- ahime &#8211; soprattutto a una città piena di debiti come Roma, se consideriamo che le Olimpiadi sono notoriamente diventate un affare delle solite lobby del cemento e cartina di tornasole per il marketing di sport atipici (vedi il cricket, la carabina o il tiro a volo di certe atlete cicciottelle), che poco o nulla hanno a che vedere con lo spirito olimpico originario, quello che l’era moderna ha riaffermato mandando in scena soltanto l’atletica.</p>
<p>E allora è finalmente ufficiale: Roma è infortunata e fuori forma per essere pronta nel 2024. La Raggi è il medico che prova a dimagrirla dai debiti e a guarirla dalle inefficienze. Per riportare la Capitale a cinque stelle. Poi, forse, a cinque cerchi.</p>
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		<title>E il doping tedesco?</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2015 11:31:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Nel ’97 ho cambiato sesso, via seni e tutto. Ero stanca di vedere sempre indicarmi la toilette dei maschi». Heidi Krieger, oggi Andreas, ex lanciatrice del peso della Germania DDR degli anni &#8217;80, (quella della Merkel), dopata a 16 anni con lo steroide Turinabol (a 18 anni pesava 100 chili).</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Nel ’97 ho cambiato sesso, via seni e tutto. Ero stanca di vedere sempre indicarmi la toilette dei maschi</em>». Heidi Krieger, oggi Andreas, ex lanciatrice del peso della Germania DDR degli anni &#8217;80, (quella della Merkel), dopata a 16 anni con lo steroide Turinabol (a 18 anni pesava 100 chili).</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/11/10/e-il-doping-tedesco/">E il doping tedesco?</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Maradona: &#8220;Io meglio di Messi&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2015 18:35:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Cnn chiede a Diego Armando Maradona: &#8220;Meglio Messi o Ronaldo?&#8221; Risposta di Maradona: &#8220;Leo è ancora alla ricerca di un suo stile, ma credo che lo troverà presto. Il mio era riconoscibilissimo già agli inizi della carriera. Forse è per questo che potrei essere indicato come migliore di Leo. Messi ha segnato più gol? [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Cnn chiede a Diego Armando Maradona: &#8220;<em>Meglio Messi o Ronaldo?</em>&#8221; Risposta di Maradona: &#8220;<em>Leo è ancora alla ricerca di un suo stile, ma credo che lo troverà presto. Il mio era riconoscibilissimo già agli inizi della carriera. Forse è per questo che potrei essere indicato come migliore di Leo. Messi ha segnato più gol? Vero, ma i miei erano molto più belli&#8230;</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2015/05/14/maradona-io-meglio-di-messi/">Maradona: &#8220;Io meglio di Messi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Renzi corre (di balle)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 15:51:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra maratone elettorali, &#8220;affondi&#8221;, voti &#8220;sprint&#8221; e &#8220;traguardi&#8221; istituzionali, il mondo politico non si è limitato a far suo il gergo podistico. Dobbiamo ammettere che l&#8217;elegante falcata di qualche onorevole maratoneta del &#8220;Montecitorio running club&#8221;, oltre che dispensare buon esempio ai cittadini, ha abbassato la media dell&#8217;esercito di senatori-gabibbo. Ciò detto, la corsa non finisce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/04/renzi-corre.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13607" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/04/renzi-corre.jpg" alt="renzi corre" width="350" height="252" /></a></p>
<p>Tra maratone elettorali, &#8220;affondi&#8221;, voti &#8220;sprint&#8221; e &#8220;traguardi&#8221; istituzionali, il mondo politico non si è limitato a far suo il gergo podistico. Dobbiamo ammettere che l&#8217;elegante falcata di qualche onorevole maratoneta del &#8220;Montecitorio running club&#8221;, oltre che dispensare buon esempio ai cittadini, ha abbassato la media dell&#8217;esercito di senatori-gabibbo. Ciò detto, la corsa non finisce con la doccia. I benevoli effetti delle catecolamine in circolo provocati dall&#8217;allenamento, scatenano reazioni divisibili in due grandi branche: chi si gode il proprio recupero in religioso silenzio, chi invece, inebriato dagli ormoni, le spara grosse. E&#8217; il caso del premier Matteo Renzi, ripreso da una videocamera mentre corricchiava in un parco di Washington in un momento di relax durante la sua missione negli Stati Uniti. Vestito di pantaloncini a mezza gamba in stile fantozziano, giaccone in triacetato non traspirante e scarpe da tennis, il premier italiano, di spalle, esibiva la sua falcata in lento souplesse. Poco male, si dirà. Anzi, viva lo sport e viva la salute! Il problema è che Renzi non ha nemmeno ripreso fiato pur di far sapere a Barack Obama di aver corso 12 chilometri in un&#8217;ora. Bastava dicesse &#8220;ho corso un&#8217;ora&#8221; per fare la sua bella figura. Invece no. La tentazione di spararla grossa l&#8217;ha sopraffatto anche in questa mondana occasione guastando la sua già flebile credibilità. Quei dodici-chilometri-dodici lo confermano un incallito bugiardo. Del resto basta un colpo d&#8217;cchio al <a href="http://video.corriere.it/premier-renzi-fa-jogging-washington/92203184-e5d0-11e4-a911-6330ae3b663e" target="_blank">video pubblicato su Internet</a> per rendersi conto che Renzi, con quella stazza un po&#8217; bonza, nel suo lento incedere, non poteva che correre a nove-dieci chilometri orari (sempre che abbia retto un&#8217;ora a quel ritmo senza mai fermarsi). Un podista che corre 12 chilometri in un&#8217;ora è assai più evoluto di chi ne corre a stento nove o dieci. Di diverso tenore gli sprint che immortalavano Renzi da sindaco di Firenze nella centralissima via De&#8217; Calzaiuoli, che a beneficio delle telecamere esibiva le sue flaccide e tonde fattezze alla partenza della 100 chilometri del Passatore, accanto ai fondisti veri e scavati. Anche lì bastava osservare le sue scarpe da tennis e il faccione tondo per capire che dopo 50 metri si sarebbe dileguato dietro le transenne, fuori dal percorso per riprendere fiato. Ma lì, almeno, Renzi taceva.</p>
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		<title>Parma Calcio, lasciarlo fallire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 01:50:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Parma Calcio è al centro delle cronache per il fallimento della squadra, con allenatori, presidenti e dirigenti che si registrano e s&#8217;intercettano rimpallandosi le colpe degli sbagli. Il calcio resta al centro di inchieste che poco o nulla hanno a che vedere col prestigio di questo sport che ha reso grande l&#8217;Italia nel mondo. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=G9fb9v0YIFE&amp;feature=youtu.be" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-13518" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/FALLIMENTO-PARMA-CALCIO-490x277.jpg" alt="FALLIMENTO PARMA CALCIO" width="490" height="277" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/FALLIMENTO-PARMA-CALCIO-490x277.jpg 490w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2015/03/FALLIMENTO-PARMA-CALCIO.jpg 855w" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" /></a></p>
<p>Il Parma Calcio è al centro delle cronache per il fallimento della squadra, con allenatori, presidenti e dirigenti che si registrano e s&#8217;intercettano rimpallandosi le colpe degli sbagli. Il calcio resta al centro di inchieste che poco o nulla hanno a che vedere col prestigio di questo sport che ha reso grande l&#8217;Italia nel mondo. C&#8217;è chi tenta di dare altri soldi alla squadra (5 milioni), per accontentare i capricci di Sky sui diritti televisivi benché le regole della Federazione italiana Gioco Calcio siano chiare: una squadra non più in condizioni di giocare si ritira dal campionato e perde le partite rimanenti a tavolino. Sarebbe la fine più giusta da lasciar fare a una squadra dai bilanci gravemente in rosso come il Parma Calcio. Una fine che sarebbe seguita da altre importanti squadre sul lastrico e che, forse, potrebbe servire da propulsore e da stimolo per ripensare l&#8217;Italia.</p>
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		<title>&#8220;Ciro morto&#8230; no, Immobile&#8221; le gaffe di Giachetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2014 05:40:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Pochi minuti fa è deceduto Ciro Esposito, il tifoso del Napoli che il 3 maggio scorso era stato ferito a Roma prima della finale di Coppa Italia”. Annuncio ufficiale a Montecitorio del presidente Roberto Giachetti (Pd). Poco dopo ecco la rettifica con altra gaffe: “È giunta ora un’agenzia in cui il fratello di Ciro Esposito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Pochi minuti fa è deceduto Ciro Esposito, il tifoso del Napoli che il 3 maggio scorso era stato ferito a Roma prima della finale di Coppa Italia”. Annuncio ufficiale a Montecitorio del presidente Roberto Giachetti (Pd). Poco dopo ecco la rettifica con altra gaffe: “È giunta ora un’agenzia in cui il fratello di Ciro Esposito dice che il cuore di Ciro batte ancora e i parametri degli organi principali rispondono. Non è ancora morto. Ovviamente ci stringiamo comunque vicino alla famiglia di Ciro Immobile”. Giachetti confonde il ferito col calciatore della nazionale. </p>
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		<title>Gaio Cassano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 06:13:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Se penso quello che dico vedrai cosa viene fuori. Problemi loro, sono froci. Me la sbrigo così. Altrimenti mi attaccano da tutte le parti. Sono froci, se la vedessero loro. Mi auguro che non ce ne siano davvero in nazionale. Cecchi Paone lo ha detto: ma c&#8217;è stato con questi?». Antonio Cassano in conferenza stampa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Se penso quello che dico vedrai cosa viene fuori. Problemi loro, sono froci. Me la sbrigo così. Altrimenti mi attaccano da tutte le parti. Sono froci, se la vedessero loro. Mi auguro che non ce ne siano davvero in nazionale. Cecchi Paone lo ha detto: ma c&#8217;è stato con questi?</em>». Antonio Cassano in conferenza stampa alla domanda sulla presenza di possibili giocatori gay nella nazionale di calcio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/06/13/gaio-cassano/">Gaio Cassano</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>La Milano (marathon) da bere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 13:15:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Milano Piazza della Scala, 39esimo chilometro Nel 2001 corsi la Milano marathon in 3h07&#8217;58&#8221;. Arrivai 874esimo. Nel 2011 con quel crono, tal Nazzareno Gritti é giunto 204esimo. Così ad occhio in dieci anni la maratona meneghina ha perso i quattro quinti della qualità  dei suoi iscritti e circa la metà  dei suoi maratoneti in classifica. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6736" title="daniele maratona 2001" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/04/daniele-maratona-2001.jpg" alt="" width="336" height="334" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/04/daniele-maratona-2001.jpg 672w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/04/daniele-maratona-2001-150x150.jpg 150w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/04/daniele-maratona-2001-300x298.jpg 300w" sizes="(max-width: 336px) 100vw, 336px" /><br />
<strong>Milano Piazza della Scala, 39esimo chilometro</strong></p>
<p>Nel 2001 corsi la Milano marathon in 3h07&#8217;58&#8221;. Arrivai 874esimo. Nel 2011 con quel crono, tal Nazzareno Gritti é giunto 204esimo. Così ad occhio in dieci anni la maratona meneghina ha perso i quattro quinti della qualità  dei suoi iscritti e circa la metà  dei suoi maratoneti in classifica. Infatti, se nel 2001 i finisher della fresca giornata del 2 dicembre furono oltre 6000, quelli del sahariano 10 aprile 2011 sono stati 3.405. Un terzo dei classificati di Roma (che nel 2001 ebbe &#8220;solo&#8221; 9000 finisher), con tempi dei vincitori di scarso interesse internazionale a livello maschile (2h10&#8217;38&#8221;), e di nessun interesse nazionale a livello femminile (2h41&#8242;). Si dirà  il caldo, la crisi economica, la concorrenza di una grande maratona come quella di Parigi alla quale hanno partecipato un migliaio di italiani. Eccolo il segno indelebile che Milano, passata di mani in mani e di padrini in madrine, non é mai stata una metropoli a misura di maratona. Non lo era nel 2001 per il frastuono dei clacson e delle liti tra vigili e automobilisti nonostante l&#8217;uso e l&#8217;abuso di edizioni zero e di edizioni uno, nel dissennato tentativo di lanciare l&#8217;ennesimo evento del capoluogo lombardo. Non lo é stata nel 2011 se consideriamo la sciagurata idea di disputarla a metà  aprile, periodo ad alto rischio climatico confermato dai 30 gradi di ieri al traguardo.</p>
<p>A fronte del decantato &#8220;<em>percorso più veloce</em>&#8221; senza riscontri pratici, la maratona di Milano vanta certamente il primato di veleni nell&#8217;aria perennemente oltre i limiti e il primato di cambi di percorso. Farla partire da Rho per edulcorare il moribondo in culla &#8220;<em>Expo 2015</em>&#8220;, ha dato un ulteriore tocco di tristezza e vetustà  a questo evento che pare accanirsi contro se stesso. Se ci aggiungiamo pure i &#8220;<em>duecento soccorsi dalle ambulanze disseminate lungo il percorso con flebo e visite approfondite per i più gravi</em>&#8221; citati nel succinto articolino apparso nelle pagine milanesi del Corriere (non in veste di sostantivo di correre), abbiamo l&#8217;idea di come per l&#8217;ennesima volta Milano dimostri di non voler essere una città  fatta per la maratona. Non si insinui che io abbia il dente avvelenato nei confronti dell&#8217;unica maratona che ho corso ben cinque volte. Anzi, il mio é solo amore di eterno appassionato di maratona che, avendone a Milano vissuto nascita ed eterna agonia, rimane basito di fronte a comunicati del tipo &#8220;<em>Mancini oro alla Milano City marathon</em>&#8221; degni dei peggiori tempi della Milano da bere. Di cui ricorderemo il sacrificio del buon Ruggero Pertile (secondo in 2h11&#8242;) servito a dopare i commenti televisivi, a fronte di quel 2h41&#8242; come peggior crono femminile imbattuto su suolo meneghino, e quella favorita keniana seconda classificata, primatista negativa al traguardo di piazza Castello alla bella media di 5&#8217;30&#8221; per chilometro.</p>
<p>Se dodici edizioni di impegno consecutivo producono una maratona in diretta televisiva di questo spessore nella metropoli traino economico dell&#8217;Italia, non ci potranno essere deejay, attori e politici da strapazzo che tengano. Tantomeno i numeri artefatti del solito Corriere, che gonfiandoli  con &#8220;<em>diecimila partenti</em>&#8220;, bolla spudoratamente &#8220;<em>splendida</em>&#8221; la vittoria della solita Mancini (non me ne voglia) che quell&#8217;ingombrante 2h41&#8242; trasforma in vittima sacrificata a esigenze di immagine sostitute dal peso dei fatti che ogni giorno sfigurano questa città .<br />
E&#8217; alle vittime come lei e alla Milano reale che va la mia solidarietà  per la parabola discendente che la maratona le sta facendo vivere assieme alla crisi globale. Il mito della maratona di Milano &#8220;<em>come New York</em>&#8220;, trasformata in modesta vetrina raccatta-voti per la Moratti che decanta il &#8220;<em>raddoppio degli iscritti</em>&#8220;, é un set comico su cui si sono scomodati pure attori come Aldo Giovanni e Giacomo nel tentativo di recitare una maratona ideale che Milano non ha. E&#8217; la Milano che non si beve più nonostante il numero e la <a href="http://www.notizie.milano.it/ilgiornale-it/2011/in-staffetta-formigoni-scherza-%C2%ABsuperate-le-3-ore-puniro-il-colpevole%C2%BB/" target="_blank">qualità  degli di staffettisti</a>, tranne che ai ristori presi d&#8217;assalto per la calura. Bei tempi il 2001.</p>
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		<title>Un calcio alla nostra (gloriosa) storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 14:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[competitività ]]></category>
		<category><![CDATA[meritocrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premetto che non sono un appassionato di calcio, e nemmeno un intenditore. Conosco tuttavia molto bene il mondo dello sport. Quello vero del sacrificio, della fatica e della costanza. Ho vissuto per anni nel mondo dell&#8217;atletica leggera a fianco di professionisti di livello: velocisti e fondisti. Ho visto la loro condotta di vita, i lunghi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/06/26/un-calcio-alla-nostra-gloriosa-storia/">Un calcio alla nostra (gloriosa) storia</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4920" title="mondiali calcio" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/mondiali-calcio-300x164.jpg" alt="" width="424" height="248" /></p>
<p>Premetto che non sono un appassionato di calcio, e nemmeno un intenditore. Conosco tuttavia molto bene il mondo dello sport. Quello vero del sacrificio, della fatica e della costanza. Ho vissuto per anni nel mondo dell&#8217;atletica leggera a fianco di professionisti di livello: velocisti e fondisti. Ho visto la loro condotta di vita, i lunghi periodi di ritiro, ho assistito decine di volte alle loro sedute di allenamento possibili grazie alle loro doti innate. Allenarsi per correre una maratona ai campionati italiani, europei o ai mondiali é un impegno nervoso prima che fisico. Sia per il campione che per l&#8217;amatore pur avendo obiettivi cronometrici per forza diversi. Io stesso pratico la corsa da sempre. Per un certo periodo l&#8217;ho praticata a un discreto livello amatoriale, per raggiungere il quale ho dovuto faticare. Ho passato tutta la mia giovinezza lontano da vizi, ore piccole e cocaina pur non avendo mai vinto campionati. E&#8217; stata comunque una fortuna perché oggi, alla vigilia dei 41 anni, posso permettermi di correre ancora a buon livello, meditando di portare a termine una maratona in meno di 3 ore entro un anno. Per fare ciò mi sto allenando nei ritagli di tempo (poco) che dispongo e spero, infortuni permettendo, di farcela. Quando ce l&#8217;avrò fatta il mio percorso di preparazione sarà  una delle migliaia di storie personali che riguardano anche altri atleti capaci di fare altrettanto. Con 2 ore e 50 minuti non si fa storia, come non la fanno quelli da 2 ore e 30 tanto quelli da 4 ore. Ma una cosa é certa: per tutti questi anonimi sportivi la condizione fisica é di gran lunga migliore del miglior bomber del calcio italiano.</p>
<p>Perdonatemi la presunzione ma l&#8217;esperienza mi ha insegnato che la corsa é in assoluto lo sport più faticoso e più vero che esista. E&#8217; un termometro di vita. Perciò é lo sport base per tutte le altre discipline perché se hai fiato fai tutto il resto con meno fatica. Non c&#8217;é ciclismo o basket che tengano. Per non parlare del calcio! L&#8217;ho sempre osservato con occhio assai distante e con la consapevolezza che i calciatori sono anni luce dai sacrifici degli atleti di altre discipline: non solo della corsa, ma anche dell&#8217;atletica pesante, degli sport acrobatici e quelli di resistenza.<br />
Ho sempre ritenuto che se i calciatori avessero fiato per correre non avrebbero la vista annebbiata nell&#8217;arco di una partita. E&#8217; vero che il calcio richiede doti esplosive e di velocità  in corsa unite al coordinamento sulla palla, ma é altrettanto vero che la corsa e la velocità  li devi allenare in maniera tosta. Non bastano 10 scatti da 30 metri con partenza dai blocchi tra una chiacchiera e una battuta. Non basta abbozzare qualche allungo in diagonale sul campo per costruirsi un motore resistente. La resistenza alla velocità  la si costruisce miscelando sedute lattacide con un po&#8217; di fondo. Correndo! La corsa dovrebbe essere quasi sempre presente nelle sedute dei calciatori. Coprire almeno 10 chilometri in 40 minuti dovrebbe essere normale per un calciatore professionista, non una follia. Almeno per un&#8217;ala un terzino e un difensore. Il resto della bravura del calciatore dovrebbe risiedere nelle sue doti innate di giocoliere, che coach e scuole di calcio non potrebbero mai insegnare.</p>
<p>La differenza tra i calciatori di nazioni evolute da quelli dei paesi emergenti si fa sempre più marcata perché la differenza la fa la cattiveria agonistica. Nei paesi evoluti la tendenza é quella di assistere a squadre impostate su schemi che puntano tutto sul bomber. Lavorano molto in campo con gli schemi di gioco ma senza sacrificio. Senza pathos. Le nazionali di questi paesi sono formate da ragazzotti presi dalla pubblicità , dalla Porsche, dai festini e viziati dai miliardi. Non glielo impone nessuno di farsi il culo in pista a correre. Tanto poi se perdono in campo qualche scusa ci sarà , e comunque il loro lauto ingaggio se lo saranno messi in cascina.<br />
Nei paesi emergenti, invece, é tutto diverso. La nazionale del Camerun, per esempio, schiera una squadra di calciatori che tecnicamente non saranno sopraffini come gli argentini, ma quasi tutti hanno una base aerobica che li porta a correre i 5 mila metri in meno di 17 minuti. Crono impensabile per un calciatore italiano perché correre a 18 chilometri orari per 5 chilometri signfica essere atleti evoluti. Significa correre 12 giri e mezzo di pista a una media di 80 secondi a tornata. Dotarsi di un motore così potente significa giocare al risparmio quando si é in campo in 11 calciatori. La vista non si annebbia, la concentrazione e la fatica si gestiscono assai meglio, giungere sulla palla prima dell&#8217;avversario significa crearsi maggiori opportunità  di tirarla in rete. Infatti nazioni come il Camerun e altri paesi africani avanzano meritatamente verso la rosa delle squadre finaliste ai mondiali di calcio.</p>
<p>La nazionale italiana ha perso con la nazionale slovacca durante le qualificazioni dopo un sofferto pareggio col Paraguay perché i giovani del calcio italiano rappresentano la generazione di tanti loro connazionali svaporati che non conoscono il sacrificio. E&#8217; così anche in atletica. Finiti i Cova, i Bordin, i Bettiol e i Baldini all&#8217;orizzonte c&#8217;é ben poco. Sotanto fino agli anni &#8217;80 si é assistito agli ultimi scampoli di reclutemento sportivo scolastico. I giochi studenteschi erano la norma dove tutti partecipavano, dal primo all&#8217;ultimo senza mamme che correvano a denunciare gli insegnanti se il loro pargolo tornava a casa raffreddato da una sudata in campo. Non succedeva anche perché fino più o meno a quell&#8217;epoca si stava all&#8217;aria aperta senza troppi patemi.<br />
Le nuove generazioni sono tutte play station, merendine, tivù e sovrappeso, salvo poche eccezioni. Troppo poche per essere indiviuate e sportivamente proiettate in una dimensione nazionale. Notorietà  e visibilità  che ne conseguono favoriscono soltanto pochi paraculi senza meriti. Soprattutto nel dorato mondo del calcio fatto di tante chiacchiere a differenza dell&#8217;atletica, che siccome é scienza non la puoi inventare. Vinci soltanto se corri davvero.</p>
<p>Ecco perché sono felice che la squadra italiana di calcio abbia fallito il mondiale. Perché ha fatto la fine che si merita una banda di paraculi viziosi senza pathos e senza meriti. Una banda di inaffidabili narcisi dove la dimensione rovesciata del lusso, cocaina e agi non vanno per niente d&#8217;accordo con la prestazione sportiva. Infatti nel mondiale proseguirà  meritatamente la Slovacchia e altri paesi in cui ci sono giocatori che cercano di dare il proprio meglio per essere dei veri campioni. L&#8217;Italia, il titolo mondiale del 2006, lo vinse per il rotto della cuffia dopo un estenuante finale a base di rigori. Fu una vittoria da paraculi dopo una serie di partite combinate con paesi senza campioni.<br />
Oggi, dopo 4 anni, siamo ancora un paese più alla deriva. Rappresentiamo un&#8217;Italia ancora meno competitiva anche se ce la suoneremo e ce la canteremo. Col tempo ci racconteremo che non é stata colpa nostra. Meglio così. Intanto c&#8217;é più spazio per le notizie delle porcate di governo. Che a forza di tagliare cultura, scuola e competitività  per arricchirsi loro, hanno mandato affanculo un intero paese. Hanno dato un calcio alla nostra gloriosa storia calcistica e atletica. Trasformandoci in un paese finito.</p>
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		<title>Maratona di New York: onorevoli auguri a chi le regole&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 21:54:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maurizio Lupi, Fabrizio Cicchitto e il ministro Alfano fanno parte della spedizione dei 15 parlamentari del &#8220;Montecitorio running club&#8220;, volato a New York per correre la maratona. Siccome la politica é anche immagine gli alleati del piduista hanno fiutato l&#8217;importanza del fenomeno maratona. Si sono iscritti e si sono fatti &#8220;allenare&#8221; &#8211; si fa per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="433" height="333" data="http://www.c6.tv/mediaplayer/player.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="flashvars" value="author=C6 Tv&amp;streamer=rtmp://www.c6-flash.fabbricadigitale.it/vod&amp;file=montecitorio_running_club.flv&amp;logo=http://www.c6.tv/images/logo_tv.png" /><param name="src" value="http://www.c6.tv/mediaplayer/player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Maurizio Lupi, Fabrizio Cicchitto e il ministro Alfano fanno parte della spedizione dei 15 parlamentari del <em>&#8220;Montecitorio running club</em>&#8220;, volato a New York per correre la maratona.<br />
Siccome la politica é anche immagine gli alleati del piduista hanno fiutato l&#8217;importanza del fenomeno maratona. Si sono iscritti e si sono fatti &#8220;allenare&#8221; &#8211; si fa per dire &#8211; da Gabriele Rosa, il primo  coach di atleti del Kenya fin dagli anni &#8217;90.<br />
La maratona é lunga 42 chilometri e 195 metri. Alfano prevede di finirla entro le sei ore, Lupi entro le cinque ore e Cicchitto non é dato a sapere. Forse si accontenterà  di finirla.<br />
I giornali del piduista sono solidali con Lupi, mattatore e trascinatore dei parlamentari alla maratona. Gli articoli zuccherosi lo dipingono <a href="http://www.ilgiornale.it/sport/maratona_new_york_lupi_tira_volata_50_parlamentari/attualita-maratona-atletica/04-04-2009/articolo-id=341468-page=0-comments=1" target="_blank">come un campione</a> ancora prima che sia partito e che abbia terminato la lunga camminata.</p>
<p>Tre anni fa Romano Prodi, quando era premier, corse la stessa distanza della maratona a Reggio Emilia. Tagliò il traguardo in quattro ore e 21 minuti. Una prestazione considerevole per un ultra sessantenne che fa della corsa una piacevole passione. La prestazione é  stata regolare perché i passaggi intermedi registrati col chip lungo il percorso lo testimoniano.<br />
Studio aperto, col solito Claudio Brachino, fece un servizio avvelenato insinuando che Prodi aveva tagliato il percorso. E i giornali del piduista lo seguirono a ruota infilando nero su bianco una <a href="http://www.ilgiornale.it/ricerca/risultati.pic1?domains=www.ilgiornale.it&amp;q=prodi+maratona+&amp;sa=Cerca&amp;sitesearch=www.ilgiornale.it&amp;client=pub-5900703667713678&amp;forid=1&amp;ie=ISO-8859-1&amp;oe=ISO-8859-1&amp;safe=active&amp;flav=0000&amp;sig=JSiHLPpk_Vmtk3Bf&amp;cof=GALT%3A%23008000%3BGL%3A1%3BDIV%3A%23FFFFFF%3BVLC%3A663399%3BAH%3Acenter%3BBGC%3AFFFFFF%3BLBGC%3AFFFFFF%3BALC%3A0000FF%3BLC%3A0000FF%3BT%3A000000%3BGFNT%3A0000FF%3BGIMP%3A0000FF%3BLH%3A50%3BLW%3A414%3BL%3Ahttp%3A%2F%2Fwww.ilgiornale.it%2Fimg%2FilGiornale.it_414x50.gif%3BS%3Ahttp%3A%2F%2F%3BFORID%3A11&amp;hl=it" target="_blank">serie di falsità </a>. Compresa <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/la_maratona_sospetti_un_chip_contro_professore/21-01-2006/articolo-id=58747-page=0-comments=1" target="_blank">questa</a>.<br />
Servizi e articoli che finirono in nulla perché Prodi aveva corso tutta la distanza in maniera regolare. Tra l&#8217;altro é anche un assiduo ciclista.</p>
<p>Morale: siccome la politica si affaccia allo sport, trovo sia coerente che anche nello sport si tratti la politica.<br />
A tal proposito sono curiose le reazioni che hanno suscitato i miei articoli su <a target="_blank">Podisti net</a>, uno dei siti più cliccati dagli amanti delle maratone.</p>
<p>Un paio di settimane fa avevo scritto  ciò che avevo vissuto alla maratona di Marengo di Alessandria in veste di speaker. Avevo <a href="http://www.podisti.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3423:maratona-di-marengo-intergrazione-a-remengo&amp;catid=13:commenti-e-opinioni&amp;Itemid=95" target="_blank">criticato</a> la norma federale che esclude dalla classifica gli atleti stranieri tesserati in società  fuori regione. Mi sembrava una carognata razzista che contraddice lo statuto stesso della federazione che parla di &#8220;uguaglianza&#8221;.<br />
I lettori del sito, fra cui anche atleti di livello, mi avevano attaccato invocando il &#8220;<em>rispetto delle regole da criticare nelle sedi opportune</em>&#8220;. Io avevo replicato sul concetto di regole invitando i lettori a non fissarsi sul dito piuttosto che sulla luna. Articolo che la redazione di podisti net ha cancellato dal sito dopo pochi giorni. Niente. I commentatori podisti hanno continuato ad attaccare il dito.</p>
<p>Oggi, infine ho scritto qualche riga sulla presenza dei parlamentari alla maratona di New York dedicato ai lettori &#8220;<em>che le regole si rispettano e basta</em>&#8220;. Ho ricordato che grazie ai Lupi e agli Alfano del pacchetto intercettazioni, fra un po&#8217; aggredire e stuprare le podiste in allenamento sarà  più facile e sicuro. Ma i lettori di podisti net <a href="http://www.podisti.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=3545:new-york-un-onorevole-augurio-a-quelli-che-le-regole&amp;catid=13:commenti-e-opinioni&amp;Itemid=95" target="_blank">sono ostinati</a>. Dicono che le mie <em>&#8220;opinioni</em>&#8221; devono star fuori dal sito. Se la prendono con me che racconto i fatti invece che con i Lupi e gli Alfano che quei fatti li provocano. Lettori che guardano ancora il dito anziché la luna. Non capiscono, o forse fingono di non capire ciò che intendo. E io che credevo che in rete ci fosse solo gente capace di leggere e capire. Mi devo ricredere e ritenere che ci sia ancora molto da correre per alfabetizzare il popolo ai propri diritti che sono i diritti di tutti. Che delusione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2009/10/31/maratona-di-new-york-onorevoli-auguri-a-chi-le-regole/">Maratona di New York: onorevoli auguri a chi le regole&#8230;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Boicottiamo le Olimpiadi di Pechino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 09:53:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quel fagottino che si vede a terra é un neonato lasciato morire. Lâ€™immagine é stata scattata in una strada alla periferia della città  cinese di Xiamen, ma se ne potrebbero proporre a migliaia cariche di tanto orrore. Nella Cina sovraffollata, condannata per almeno altri 10 anni alla legge del figlio unico, é diventato normale imbattersi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://83.224.70.4/www.danielemartinelli.itt/wp-content/uploads/2008/03/child-dead.jpg" alt="child-dead.jpg" /></p>
<p>Quel fagottino che si vede a terra é un <strong>neonato lasciato morire</strong>. Lâ€™immagine é stata scattata in una strada alla periferia della città  cinese di Xiamen, ma se ne potrebbero <strong>proporre a migliaia</strong> cariche di tanto orrore.<br />
Nella Cina sovraffollata, condannata per almeno altri 10 anni alla legge del figlio unico, é diventato normale imbattersi in neonati morti per la strada, un po&#8217; come in Italia accade per cani e gatti.<br />
Quel povero piccolo che giace a terra tra lâ€™indifferenza generale, potrebbe essere una bimba nata come primogenito (in molte aree cinesi si predilige il primo figlio maschio) oppure secondo, terzo od ottavo.<br />
Ancora oggi, nella Cina delle Olimpiadi, <strong>il governo impiega la Polizia per perseguitare</strong> i fedeli del <a target="_blank" href="http://www.falundafa.it/">Falun Dafa</a>, una pratica simile al buddhismo senza alcuna valenza politica, e chiude 2 occhi sulle quotidiane fucilazioni di decine di persone dopo processi sommari. Al patibolo ci finiscono tutti: uomini, donne e pure <a target="_blank" href="http://www.centurychina.com/plaboard/uploads/shot.jpg">RAGAZZINE</a>.<br />
<strong>Pechino é inquinata</strong> al punto che le mascherine per girare in città  sono diventate indispensabili. Lâ€™etiope Haile Gebrselassie, primatista mondiale della maratona, ha dichiarato che rinuncerà  a correre i 42 chilometri della distanza olimpica per eccellenza sulle strade ammorbate di Pechino, optando per i 10mila metri in pista.<br />
Il Tibet, purtroppo, fa notizia in queste settimane perché serve come appiglio ai mafiosi candidati premier per evitare di parlare di quanto si sono comportati da incivili nel non ricevere il Dalai Lama durante la sua ultima visita in Italia.<br />
Il dramma del Tibet, dei perseguitati politici, delle esecuzioni sommarie e della mancata applicazione delle più elementari norme che regolano il rispetto dei diritti umani sono, ahime, la normalità  nella Cina abbagliata dal boom economico.<br />
Un paese che non rispetta i bambini e diritti dei propri cittadini é un paese incivile.<br />
<strong>Nell&#8217;Italia dei politici incivili</strong> che chiudono 2 occhi sui crimini cinesi senza prendere posizioni ufficiali, sarebbe un bel segnale di civiltà  che le spedizioni azzurre <strong>boicottassero le Olimpiadi</strong> cinesi.<br />
Magari allâ€™ultimo giorno, in massa con decine di altre nazioni, quando le televisioni saranno tutte blindate dentro gli stadi ad aspettare fiaccole, cerimonie e proclami.<br />
Chissà  che una volta bidonate, quelle telecamere non si penserà  di impiegarle per sfidare la censura comunista e proporre qualcosa di inedito dagli angoli remoti delle città  del più vasto Stato del mondo. Operatori e giornalisti sarebbero tutti da <strong>medaglia olimpica</strong>.<br />
Il video che segue guardatelo solo se avete un po&#8217; di fegato. Sono immagini recenti di cinesi che esibiscono i segni delle <strong>torture e delle persecuzioni subite dalla polizia del regime</strong>, che vieta la pratica del Falun Gong, considerato alla stregua di un affronto politico.<br />
Una sorta di yoga collettivo che proprio in occasione delle Olimpiadi potrebbe invece essere promossa a <strong>disciplina sportiva di pace</strong>.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Y_gsIIQOBsY&#038;hl=it"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Y_gsIIQOBsY&#038;hl=it" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>El Pibe evasor de oro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 09:55:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<category><![CDATA[diego armando maradona]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli intoccabili dellâ€™Italia babbiona figura anche Diego Armando Maradona, il fuoriclasse che portò ai vertici del calcio italiano ed europeo il Napoli sul finire degli anni â€™80. Un eroe a 2 facce che soltanto lâ€™Italia delle banane può onorare quando arriva in aeroporto! Anziché pattuglie di finanzieri e di forze dellâ€™ordine in assetto antisommossa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/02/14/el-pibe-evasor-de-oro/">El Pibe evasor de oro</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2008/02/maradona.jpg' alt='maradona.jpg' /></p>
<p>Tra gli intoccabili dellâ€™Italia babbiona figura anche <strong>Diego Armando Maradona</strong>, il fuoriclasse che portò ai vertici del calcio italiano ed europeo il Napoli sul finire degli anni â€™80.<br />
Un eroe a 2 facce che soltanto lâ€™Italia delle banane può onorare quando arriva in aeroporto!<br />
Anziché pattuglie di finanzieri e di forze dellâ€™ordine in assetto antisommossa pronte per ammanettare colui che in Italia é il più grande e longevo evasore fiscale accertato di tutti i tempi, c&#8217;é uno stuolo di riflettori di Raiset contornati da una pletora di stolti truffati che lo acclama!<br />
Per chi non lo ricordasse â€œel pibe de oroâ€ <strong>deve al fisco italiano qualcosa come 31 milioni di euro</strong>, senza contare gli interessi maturati sulla cifra negli ultimi 15 anni che potrebbero superare la cifra sborsata ieri da Valentino Rossi!<br />
Eppure, chi ha mai rinchiuso in <strong>galera</strong> Maradona ogni volta che é venuto in Italia ospite? Nessuno!<br />
Chissenefrega, tanto <strong>pagano gli italiani</strong>! Come? A rate con le sue ospitate televisive come accadde nel 2005, occasione in cui lâ€™apparizione giuliva di Maradona a <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2005/10_Ottobre/12/maradona.shtml">Ballando sotto le stalle</a> condotto dalla dislessica Milly Carlucci, i finanzieri pignorarono al â€œpibe evasor de oroâ€ i <strong>4 milioni di euro di compenso</strong> sborsati dalla Rai.<br />
<strong>Soldi del canone degli italiani non di Diego Armando Maradona sia chiaro</strong>!<br />
Il 6 giugno 2006, in occasione di una manifestazione di beneficenza in una località  a nord di Napoli, fu fermato e accompagnato in caserma dalla Guardia di Finanza che gli pignorò <strong>2 Rolex d&#8217;oro</strong>.<br />
Capite che buffonata? Ci rendiamo conto in che <strong>Italia babbiona</strong> viviamo?<br />
Nessuno osa fare le pulci sulla condotta di Maradona, soprattutto da quando ha preso lâ€™abitudine di elogiare alcuni tra i peggiori <strong>dittatori criminali</strong> del pianeta.<br />
A cominciare dal presidente iraniano <strong>Ahmadinejad</strong>, quello che fa <strong>impiccare</strong> le donne incinte alle gru perché colpevoli di distribuire volantini in favore della democrazia. Lo ha esaltato in occasione della visita in Argentina del rappresentante iraniano Mohsen Baharvand, al quale lâ€™evasor de oro ha consegnato una sua <strong>maglietta con dedica autografata</strong> riservata al presidente.<br />
Gli ha detto di volerlo incontrare e di fargli sapere che <strong>Maradona é con lui</strong>!<br />
A parte unâ€™isolata protesta sollevata da un gruppo di ebrei argentini, che ricordava come Ahmadinejad abbia dichiarato di voler cancellare Israele, non si é levata una foglia in tutta lâ€™America latina.<br />
Maradona si é fatto tatuare sulla gamba sinistra lâ€™effigie di <strong>Fidel Castro</strong>, il leader cubano che tiene sotto scacco lâ€™intero paese da molti decenni, che ha fatto ospitare Maradona per 3 anni in una clinica dimagrante e di disintossicazione dalla cocaina. Mentre le cure lo riportavano presentabile lâ€™evasor de oro non ha esitato a farsi ospitare negli studi della tv cubana <strong>accanto al dittatore comunista</strong>.<br />
Il prossimo ricamo sul braccio del Maradona â€œ<strong>chavista</strong>â€, come ha dichiarato egli stesso in una tv venezuelana, ritrarrà  nientepopodimeno che la faccia di <strong>Hugo Chavez</strong>, il presidente nascosto in un bunker di Caracas dal curriculum che rimando alle parole di <a target="_blank" href="http://it.youtube.com/watch?v=rfa_LqrSvfs">Leonardo Facco</a>.<br />
Chiudo la rassegna del â€œpallone gonfiatoâ€ ricordando di nuovo la sentenza numero 3231 della <strong>Corte di Cassazione</strong> risalente al 2005 che condanna lâ€™evasor de oro a pagare 30 milioni di euro di tasse, più sanzioni e interessi.<br />
Proprio un <strong>fenomeno questo Maradona</strong>! Un poâ€™ come quella ressa di giovani che lo acclama grazie alla complicità  delle forze dellâ€™ordine, fintamente distratte dal trattenere la folla anziché ammanettare lâ€™evasore.<br />
Pensiamo un poâ€™ quanti ospedali o quante famiglie potrebbero vivere meglio con 60 miliardi di lire in più.<br />
Oh che sbadato! Ho dimenticato che tra noi italiani babbioni gira libero un certo Silvio Berlusconi!<br />
Riconosco allora che forse la mia meraviglia é un po&#8217; eccessiva..</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wwjv8nm0CO4&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/wwjv8nm0CO4&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Va lentino? Mica tanto!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 12:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
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		<category><![CDATA[valentino rossi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valentino Rossi dei record salda il debito col fisco. Dopo la boutade a telegiornali unificati si redime e si purifica, decide di non scappare a tutta velocità  dalle sue responsabilità  e chiude la sua vertenza con lâ€™Agenzia delle entrate di Pesaro col versamento di 35 milioni di euro, cifra che costituisce il maggior accetamento con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Valentino Rossi dei record salda il debito col fisco.<br />
Dopo la boutade a telegiornali unificati si redime e si purifica, decide di non scappare a tutta velocità  dalle sue responsabilità  e  chiude la sua vertenza con lâ€™Agenzia delle entrate di Pesaro col versamento di <strong>35 milioni di euro</strong>, cifra che costituisce il maggior accetamento con evasione relativo a <strong>persone fisiche</strong> mai visto in Italia, certamente un primato da non affiancare ai 7 titoli mondiali vinti in pista.<br />
Qualcuno si chiederà  perché <strong>solo 35 milioni anziché 120</strong> come si seppe all&#8217;inizio?<br />
Perché i 120 costituivano la somma dei 60 milioni lordi di imponibile stimato dal Fisco con i 60 di multa massima prevista.<br />
Successive verifiche hanno calcolato un imponibile di 40 milioni, che nel caso di accertamento con â€œ<strong>adesione</strong>â€ come é stato per Rossi, prevedono la <strong>riduzione della sanzione</strong> fino ad un quarto del minimo, nel suo caso <strong>4 milioni e 180 mila euro</strong>.<br />
Sommati allâ€™imposta di <strong>13 milioni e 710 mila euro</strong> e gli interessi  esce un importo pari a <strong>19 milioni</strong> per il periodo 2001-2004.<br />
La differenza di 16 milioni che lievita la cifra a 35 é la <strong>somma</strong> degli anni 2005-2006.<br />
Ora il campione delle moto potrà  tornare a gareggiare con più tranquillità . A 29 anni é pronto per ripassare dal via.<br />
Ha deciso che sposterà  la sua residenza da Londra a Tavullia come un qualunque bamboccione, con la differenza che Valentino Rossi potrà  permettersi una casa tutto solo, senza trattare troppo il prezzo e soprattutto senza lâ€™assillo di un <strong>mutuo </strong> ventennale.<br />
A Valetntino fanno ridere i dipendenti dell&#8217;Agenzia a mille euro al mese, che hanno approffittato della sua presenza per urlare fuori in strada i loro diritti di rinnovo del contratto fermo da oltre 2 anni.<br />
Rossi é abituato a viaggiare ad altre velocità , non a caso i riflettori di Raiset erano puntati soltanto su di lui.<br />
Per chi non lo sapesse Tavullia confina con lo Stato di <strong>San Marino</strong>, che oltre al vanto di fregiarsi come più antica Repubblica del mondo, può assurgere al podio delle roccaforti preferite dagli <strong>evasori fiscali</strong> che spostano lì residenze fisiche e legali.<br />
Esattamente come accade per Montecarlo, Andorra, Lussemburgo, Svizzera e il Vaticano per rifugiare soldi in nero nelle foibe dello Ior.<br />
Paradisi fiscali per chi ha i mezzi per non far <strong>valere</strong> la legge uguale per tutti.<br />
Ogni tanto, come nel caso di Valentino, il fisco li scopre ma la giustizia italiana é ingolfata da leggi fuorilegge. Sivlio Berlusconi docet ( e forse &#8220;doceterà &#8220;).<br />
Se penso a tutti quei vippetti evasori residenti ufficialmente in Paradiso che incrocio quasi ogni giorno in giro nello smog di Milano&#8230;<br />
Ne riparlerò.</p>
<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/w0061Rut0os&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/w0061Rut0os&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Travisare é anche uno sport</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2007 00:56:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[atletica]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Tanto per fare chiarezza anche lâ€™informazione sportiva dovendo rispondere a precise leggi di mercato travisa la verità . Il calcio televisivo é gettonato perché dà  visibilità  a cani e porci: tuttologi alla Mughini, vallette alla Zanicchi, stilisti alla Platinette, transessuali, pregiudicati, indagati, analfabeti e corrotti fanno parte del campionario degli ospiti che riempiono gli assonnati pomeriggi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/11/ryan-shay.bmp" alt="ryan-shay.bmp" /> </p>
<p>Tanto per fare chiarezza anche lâ€™informazione sportiva dovendo rispondere a precise leggi di mercato travisa la verità .<br />
<strong>Il calcio televisivo é gettonato perché dà  visibilità  a cani e porci</strong>: tuttologi alla Mughini, vallette alla Zanicchi, stilisti alla Platinette, transessuali, pregiudicati, indagati, analfabeti e corrotti fanno parte del campionario degli ospiti che riempiono gli assonnati pomeriggi televisivi con frasi e considerazioni lontane anni luce da ciò che il calcio inteso come disciplina sportiva di squadra potrebbe trasmettere.<br />
<strong>Alla legge del mercato</strong> del parlar d&#8217;altro non si sottrae nemmeno il calcio perché ben si presta al ruolo di argomento da quinta elementare, diverso dalle altre discipline individuali dove la prestazione frutto di programmi tecnici e di calcoli scientifici non lascia spazio a castronerie da bar sport.<br />
Infatti non a caso il sistema al rovescio chiama questi sport &#8220;<strong>sport minori</strong>&#8221; proprio perché il calcio popolarizzato é divenuto terreno per minorati resi tali dal martellante tam tam mediatico degli ultimi decenni che non ha lasciato spazio ad altro.<br />
Complice di questa disfatta anche lo sponsor, miracolosa entità  finanziatrice che dai primi anni &#8217;80 ha dato il là  decisivo ad innescare il vorticoso ciclone di dibattiti televisivi, ormai talmente permeati da ignorare approfondimenti seri sui cadaveri degli scandali dei bilanci falsi delle società , dei calciatori comprati in nero, dei Moggi che hanno taroccato le partite e dei loro Tony Damascelli scribacchini che fornivano in anteprima stampa i contenuti degli articoli scomodi dei loro colleghi di redazione, per questo motivo espulsi dallâ€™Ordine dei giornalisti per diversi mesi, e nonostante ciò sempre accanitamente invitati nel piccolo schermo per raccontare fesserie come se nulla fosse!<br />
All&#8217;Italia calciolfila dell&#8217;etica morta e sepolta dà  il suo contributo anche l&#8217;immancabile Silvio Berlusconi che comprandosi il Milan con i voti dei suoi tifosi al traino ha mutuato il linguaggio da partita come metafora nelle vicende squisitamente politiche di suo squisito interesse personale per le scalate ai governi.<br />
Mentre nell&#8217;Italia dell&#8217;etica morta e sepolta nessun conduttore spiega che gli spalti vuoti sono il frutto del disinteresse e della sfiducia verso un calcio saturo di se stesso, ciò che mâ€™interessa chiarire é il fatto che <strong>il bisogno di vendere la notizia impone di tralasciare aspetti squisitamente tecnici</strong> che valorizzano gli specialisti della tal disciplina in favore di eventi del tutto fortuiti ed eccezionali. <strong>Nella formula uno</strong>, a parte i miliardi di euro che circolano, lo scoop che riempie ore di trasmissioni e pagine di giornali é il Schumacher di turno che brucia nellâ€™abitacolo schiantato a 300 allâ€™ora contro un muro durante il grampremio.<br />
<strong>Nel ciclismo</strong> é una chicca il guasto ai freni di una bici in discesa che proietta nel dirupo a tutta birra il povero ciclista o vedere in moviola fino alla nausea il risotto di rovinose cadute a 50 metri dal traguardo.<br />
Una specialità  elitaria e desueta come la scherma balza agli onori della cronaca se qualche atleta viene infilzato nel bel mezzo dellâ€™incontro.<br />
Ebbene anche <strong>nellâ€™atletica</strong> si parla di maratona solo se qualcuno stramazza a terra per un infarto comâ€™é successo a New York per Ryan Shay. Questa disgrazia ha reso qualche spicciolo ad almeno 4 giornalisti diversi che ne hanno parlato sulla Gazzetta dello sport, ivi compreso quel Mauro Covacich che qualche tempo fa aveva addirittura scritto in prima pagina che sarebbe opportuno legalizzare il doping perché ormai tutti ne fanno uso!<br />
La corsa intesa come regina degli sport, se non é in periodo di olimpiadi, viene confinata nelle brevissime o totalmente ignorata dai tg, esattamente come decine di altri sport molto più faticosi difficili ed affascinanti di una partita di calcio truccata.<br />
<strong>La maratona a Milano</strong> fà  notizia non come evento sportivo che porta un messaggio di salute ma perché â€œanche quest&#8217;anno sono stati migliaia i milanesi fermi in coda in auto irritati dal blocco delle strade per il passaggio dei podistiâ€.<br />
Il golden gala di Roma questâ€™anno si é guadagnato tutte le copertine perché un giavellotto si é infilzato nella schiena di un saltatore in lungo! Delle prestazioni uscite quella sera da oltre 20 gare non c&#8217;é stato nessun cenno. Questo per dire che <strong>il mondo delle notizie é perverso e diseducativo anche nello sport</strong>, soprattutto nellâ€™atletica e nella maratona, specialità  spesso nelle mani di colleghi giornalisti fumatori accaniti di 100 chili di peso che non sanno cosa significhi correre un solo chilometro.<br />
E poi ci allarmiamo se i due terzi dei bimbi italiani sono sovrappeso. Chissà  quante mamme sono intimorite da un po&#8217; di salutare corsa!</p>
<p>Nella foto il grande Ryan Shay, 28 anni, campione statunitense di mezza maratona crollato per un infarto al nono chilometro di corsa durante la maratona dei trials di New York. Lascia nel dolore i familiari e la compagna Alicia.</p>
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		<title>Asafa Powell mondiale nei 100 metri a Rieti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Sep 2007 19:15:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo so non c&#8217;entra molto con la linea del blog, tuttavia da autentico patito di atletica voglio mostrarvi nel video che segue un&#8217;impresa che é difficile che si potrà  ripetere, intanto per la sua portata (record mondiale dei 100 metri) poi perché ancora più difficile sarà  poter rivedere una gara così in Italia. Asafa Powell [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo so non c&#8217;entra molto con la linea del blog, tuttavia da autentico patito di atletica voglio mostrarvi nel video che segue un&#8217;impresa che é difficile che si potrà  ripetere, intanto per la sua portata (record mondiale dei 100 metri) poi perché ancora più difficile sarà  poter rivedere una gara così in Italia.<br />
Asafa Powell ha corso i 100 metri in 9&#8243;74 tempo da fantatletica, scioccante se si considera che gli ultimi 15 metri li ha corsi in scioltezza, sicuro di aver già  vinto quella batteria ma non forse di essere in quel momento l&#8217;uomo più veloce di tutti i tempi.</p>
<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dkdL04uSGBw"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/dkdL04uSGBw" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/09/09/asafa-powell-primatista-mondiale-nei-100-metri-a-rieti/">Asafa Powell mondiale nei 100 metri a Rieti</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Fidal: Federazione italiana degli amici lucrati?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2007 14:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[atletica]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  Lâ€™Italia delle magagne e dei poteri forti che tramite tv e giornali di proprietà  amplificano soltanto le voci gradite e in linea con lâ€™editore nascondendo le vere notizie e i loro antefatti, hanno prodotto anni censure e/o notizie false e distrorte atte a contenere le reazioni del popolo bempensante con la conseguenza che oggi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2007/08/14/fidal-federazione-italiana-degli-amici-lucrati/">Fidal: Federazione italiana degli amici lucrati?</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/09/raisportsatellite.jpg" title="raisportsatellite.jpg"></a></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/12/rai-sport-sat.jpg" alt="rai-sport-sat.jpg" /> </p>
<p>Lâ€™Italia delle magagne e dei poteri forti che tramite tv e giornali di proprietà  amplificano soltanto le voci gradite e in linea con lâ€™editore nascondendo le vere notizie e i loro antefatti, hanno prodotto anni censure e/o notizie false e distrorte atte a contenere le reazioni del popolo bempensante con la conseguenza che oggi siamo assueffatti un pò a tutto: o meglio, per lâ€™italiano medio é normale essere mafiosi se si occupa quel tal posto o é normale tollerare comportamenti omertosi, poco chiari o comunque poco trasparenti da parte di chi dovrebbe dare risposte chiare soprattutto se in ballo ci sono questioni â€œpubblicheâ€ come quelle di disporre di spazi mediatici sui canali cosiddetti â€œgeneralistiâ€.<br />
Da anni mi occupo di produrre per la tv gare di atletica. Chi mi conosce sa che la mia attività  giornalistica si compendia con la produzione video di eventi di qualità  accettabile per i quali chiedo rimborsi spese irrisori e che poi trasmetto nella mia rubrica televisiva sul circuito Supersix che ha per titolo â€œTutto runningâ€.<br />
In parallelo, per la diffusione televisiva degli appuntamenti di atletica, esiste un contratto tra Rai e Fidal (federazione italiana di atletica leggera) che regola i termini e i limiti di trasmissione delle gare inserite nel calendario federale che il pubblico canale, sia in chiaro sia su satellite, si riserva di trasmettere in qualche caso anche in esclusiva (solo in Italia le notizie sportive godono di questa esclusiva in contrasto con la norma sul diritto di cronaca e di critica sancita dalla costituzione italiana).<br />
Per questo contratto la Rai paga la Fidal un&#8217;incerta cifra e la Fidal ricambia con un incerto numero di ore di contenuti.<br />
Lâ€™idea piacque a molti organizzatori soprattutto a partire dal 2000, quando sullâ€™onda della novità  dei canali satellitari, fornendo un video a loro spese si sarebbero visti in onda su Rai Sat col risultato che la Rai, ricevendo prodotti giornalistici a costo zero da service indipendenti su commissione degli stessi organizzatori, trasmetteva i suddetti appuntamenti commentati da giornalisti interni, quasi sempre incompetenti in materia di atletica e quasi mai presenti sul luogo della gara che si trovavano a commentare!<br />
Da 6 o 7 anni questa pantomima da â€œfinta direttaâ€ sta continuando e i risultati sono immaginabili: parole astratte nei confronti di uno sport che non si conosce e che non si é mai praticato col solo supporto delle immagini e delle informazioni frammentarie contenute nel pappardello di fogli con elenco partecipanti, classifiche e brochure di gara forniti dallâ€™organizzazione via posta con cassetta betacam allegata.<br />
Con questo contratto Fidal-Rai in teoria hanno diritto a 30 minuti sul canale satellitare pubblico tutti gli organizzatori di gare inseriti nel calendario nazionale o internazionale federale che per ottenere questa definizione pagano la federazione.<br />
La procedura per ottenere lo spazio prevede lâ€™inoltro &#8211; allâ€™ufficio stampa Fidal nella persona di Marco Sicari &#8211; di una richiesta faxata o via mail firmata da parte dellâ€™organizzatore.<br />
Sarà  poi Marco Sicari o la sua sottoposta Marta Capitani a ricontattare lâ€™organizzatore in questione per rassicurarlo sullo spazio ottenuto.<br />
Ma così sempre non é perché il metro non é uguale per tutti!<br />
Infatti non si capisce perché qualcuno ottiene spazi addirittura su Rai in chiaro, magari anche per 2 ore filate, qualcun altro invece nemmeno uno straccio di minuto sul satellite e qualcun altro ancora nemmeno una risposta al telefono! I motivi? Li chiedo a Marco Sicari se vorrà  rispondere visto che rappresenta l&#8217;ufficio stampa di un ente sostenuto con le tasche dei cittadini italiani!<br />
Forse Marco Sicari non ha idea di che ripercussioni hanno le sue &#8220;latitanze&#8221; nel rispondere agli organizzatori gabbati. Forse non sa che questi ultimi hanno ricadute negative con gli sponsor ai quali avevano promesso impegno per apparire in Rai. Forse saprà  bene che l&#8217;ente che rappresenta sarà  disposto a rimborsare parte della quota spesa dagli organizzatori per l&#8217;autoproduzione video ma alla sola condizione che siano finiti sui canali Rai.<br />
Alla fidal infatti non importa se quel video sarà  finito su internet o su qualche altro canale satellitare che garantisce lâ€™identica copertura europea di Rai sport satellite!<br />
Alla fidal importa solo la Rai. Come se l&#8217;atletica fosse proprietà  privata sua, della Rai e di alcuni organizzatori amici eletti a una misteriosa alquanto discutibile casta!<a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=IU5z9RM27YQ"><strong> Sentite queste testimonianze prese a campione.</strong></a><br />
Sono voci di organizzatori presi a campione geograficamente distanti ma accomunati dallo stesso problema del rapporto con la Fidal. Dalle loro voci emergono delusione, irreperibilità , indifferenza, scuse e &#8220;sporcaccionerie&#8221;.<br />
Alla fidal non importa se la Rai utilizza un cronista incompetente o uno con voce strascicante all&#8217;Attilio Monetti in uno spazio pomeridiano che chi lavora non vederà  mai.<br />
Alla fidal paiono non importare tutte quelle repliche che la rai manda quando potrebbe utilizzarle legittimamente per altre gare regolarmente in calendario e dalle quali spesso emergono risultati tecnici migliori di altri appuntamenti blasonati della &#8220;casta&#8221;.<br />
Insomma viene leggittimo chiedersi quali eventuali tasche rimpinguano le norme che regolano questi rapporti? Quali vantaggi trae il movimento dell&#8217;atletica da questa condotta della federazione italiana di atletica leggera! Quali vantaggi hanno gli organizzatori unici animatori di un movimento che se fosse per la federazione chissà  dove sarebbe finito! Insomma anche di corsa una magagna?</p>
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