GUERRA

I miracoli economici tengono dietro alla guerra, e qui c´è una crisi che vuole somigliarle“. Adriano Sofri sulla prima di Repubblica, 6 giugno 2012.

E’ uno dei tanti pareri apparentemente fluidi infarciti dalla parola GUERRA che appaiono sui giornali con sempre più insistenza. Da quando l’unione europea e il suo euro sono in un “vicolo cieco” che provoca recessione su vasta scala “per colpa della Germania“, non c’è branca dell’informazione generalista che risparmi  i fantasmi della guerra con frasi dirette o con parole che la prefigurano. Di seguito propongo un campionario variegato estratto dai giornali, di quella che pare una strategia di preparazione a un periodo di buio sociale che nessuno è in grado di prevedere.

La terza possibilità è che un marasma apparentemente pretesco faccia parte del gioco della grande politica. Se le agenzie che si fanno chiamare «mercato», hanno puntato sul fatto che i tedeschi (la cancelliera tedesca, il Papa tedesco) non sentiranno pesare sulla loro coscienza l’incubo di riaprire, con la fine dell’euro e dell’Europa, la porta alla guerra per la terza volta in cent’anni — allora tenere occupata la chiesa su schifezze minori, avrebbe un senso maggiore.” Alberto Melloni, 4 giugno 2012

I padri sono ancora lì a ricordare a tutti l’esperienza vissuta nell’età del disordine. Poi, a poco a poco, scompaiono tutti quelli che hanno avuto esperienza diretta di quei tragici tempi. Per i loro nipoti non c’è ormai differenza fra le guerre puniche e il nazismo o la Seconda guerra mondiale. Cose che appartengono a epoche lontane, che si studiano a scuola, irrilevanti per la loro personale esperienza. Le inibizioni che hanno condizionato le generazioni precedenti si dissolvono. Non c’è più memoria dell’antica barbarie. Il rischio di una nuova età del disordine diventa elevato.” Angelo Panebianco sulla prima del Corriere, 4 giugno 2012.

Volontà di scovare (o fabbricare) i colpevoli, desiderio di vendetta. Non siamo a questo, non ancora. Ma per non arrivarci dobbiamo andare al fondo del nostro disagio, capirne le ragioni intime, liberarci di confortevoli e fallaci modi di pensare, di ideologie comode e sonnolente. Non è difficile capire il perché di questo torpore venato da incubi che ci avvolge. Le generazioni nate dagli anni della guerra in avanti, cioè praticamente tutte quelle oggi esistenti, hanno (abbiamo) avuto la ventura di vivere il più formidabile balzo, il più forte e rapido incremento di ricchezza nell’intera storia dell’umanità. Non ce ne siamo resi conto.” Gian Arturo Ferrari, 4 giugno 2012.

620.000 disoccupati in più sono un bollettino di guerra.” Comunicato Cisl del 2 giugno 2012.

In Vaticano tra Bertone e i corvi è guerra medievale.” Dai giornali del 2 giugno 2012.

È in atto una regressione storica, il ridimensionamento del principio di coesione sociale ci riporta a una logica di contrapposizione di stampo ottocentesco, facendo piazza pulita delle faticose conquiste del Ventesimo secolo. La Seconda guerra mondiale ci ha brutalmente posti di fronte alla necessità di trovare forme di convivenza pacifica tra diverse culture. Finora gli europei si sono dimostrati all’altezza del compito, tenendo Paesi come Germania, Gran Bretagna e Olanda insieme a Grecia, Spagna, Italia, Portogallo. È triste constatare che proprio i tedeschi non si sentano investiti della responsabilità di preservare quel senso di comunità costato sangue e sacrifici.” Intervista a Richard Sennett, sociologo americano, 1 giugno 2012.

«Mio papà mi ha detto che Mirandola è stata distrutta da un bombardamento durante la guerra. Ora tocca a noi fare la nostra parte. Ricostruiremo anche stavolta». Aldo Cazzullo riporta in prima pagina la testimonianza telefonica su una radio locale di una ragazzina colpita dal terremoto, 30 maggio 2012.

«Alle azioni di guerra si risponde con la guerra. L’azzoppamento del manager Adinolfi ha riaperto i giochi. Vogliamo però sottolineare ancora una volta che lo spontaneismo armato è inutile e dannoso». Testo pubblicato sui giornali, preso da uno dei volantini recapitati alle redazioni (attendibili?) 26 maggio 2012.

Come a dire, è sempre possibile che l’esperienza di grande coalizione del governo Monti possa avere un proseguimento nella prossima legislatura, mentre è stata chiaramente smentita ieri la voce che si era diffusa di un improbabile (quanto costituzionalmente impossibile, se non in caso di guerra) slittamento del voto del 2013 per permettere di varare la riforma“. Paola Di Caro 25 maggio 2012 a commento della proposta di Berlusconi riguardante il semipresidenzialsmo.

Il documentario di Fabrizio Laurenzi «Il corpo del Duce» (un montaggio di materiali tratti dall’archivio dell’Istituto Luce) riapre la riflessione sul carisma personale di Benito Mussolini, su come il Duce abbia usato il suo corpo come linguaggio, da vivo, nell’esercizio del suo potere «Apocalypse», Rete4, mercoledì, ore 21,10).” Aldo Grasso, 25 maggio 2012.

Di sé, il guru del guru Gianroberto Casaleggio, genio della comunicazione in Rete, l’uomo che ha cambiato il destino di Beppe Grillo di cui è consulente, consigliere, amico, ispiratore strategico, editore, ideologo… Visionario, in un video profetizza scenari alla Orwell (una terza guerra mondiale ventennale vinta nel 2040 dall’Occidente della Web-democracy sull’Oriente del Potere).” Repubblica del 27 maggio 2012.

Molto più diretto e senza mezzi termini il titolo del nuovo libro di Beppe Grillo “Siamo in guerra“.

Sarò fissato, ma forse no.

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