Due porci un’anima

I bimbi libici muoiono straziati sotto i cannoni di Gheddafi. Da Bengasi a Misurata la violenza é smisurata. Sangue e brandelli di carne slavati dai petroldollari all’ombra degli aerei delle nazioni comare d’Europa in lite per un pezzo di visibilità  nei cieli. L’Onu é finto arbitro di una guerra a regia americana, che senza Bin Laden abbisogna di un finto nemico come Gheddafi in ottima salute che solo Berlusconi tiene a difendere. Guai a chi torcerà  un capello al dittatore sanguinario! Il boia così amico dell’Italia viene difeso e assicurato all’impunità  nella “no fly zone“. Berlusconi, scampato alla condanna per corruzione di Mills con leggina ammazza-processo, traghetterà  Gheddafi nella sua “no criminal trial zone” convincendolo all’esilio e sottrarlo al tribunale penale internazionale giacché non ci sono giudici “Responsabili” in vendita. Lancio un appello a Sarkozy affinché convinca questo eversore con la fissa delle bimbe a seguire il killer seriale libico nel suo esilio lontano dalle civiltà  evolute. Frattini e La Russa gli ricordino che a Milano l’unica alternativa a piazzale Loreto é piazzale Tripoli.

I libici, intanto, approfittino del blitz di Berlusconi. Escogitino la loro “no escape zone“. Due porci al prezzo di uno in tempo di guerra sono una primizia. Avvertano quei familiari di migliaia di civili bombardati, torturati o freddati a colpi di Kalashnikov. Dicano loro che Berlusconi e Gheddafi sono anima e porco. Offrire loro “un’uscita di scena onorevole” con le manette al collo é loro liberazione che vale la nostra! Solo così potremo seguire Frattini con “un dialogo nazionale di riconciliazione” e tornare lentamente alla stabilità . In Libia la guerra civile é una fortuna perché in Italia la guerra é incivile con i suoi giovani che scappano mentre Berlusocni gira in auto blu scortato dalla Polizia “che comando io“. Ha le palle di volere salva la pelle di Gheddafi dicendosi scosso “per la sua casa sventrata” anziché per i civili libici. Scarto dell’economia delle armi, vergogna nostra prima che loro. Approfittino ora che la Lega nord é a un’Abissinia dai riflettori della Lega araba, unica interlocutrice gradita a quel delinquente di Gheddafi. Gli si dica che prima delle basi militari, l’Italia sana vuole basi di coscienza critica che spazzino via la casta corrotta che la governa e la umilia. Soltanto la scuola potrà  fare molto in questo senso ben sapendo che prima c’é l’asilo. Quello che molti libici chiedono dalle carrette che attraccano sulle nostre coste. Li chiamano “boat-people“, profughi in fuga da una guerra che come unica alternativa offre miseria morale. Di fronte alla quale non c’é mediazione diplomatica che tenga.

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