Massimo Giletti è l’eroe che deve testimoniare dai pm di Firenze il suo rapporto con Baiardo e Mentana gli corre incontro. Finge di invitarlo per uno speciale domenicale salvo poi annullarlo perché – testuale del conduttore di Non è l’arena – “Parlerò, ma questo non è il momento né il modo giusto per farlo”. Insomma la cronaca giudiziaria va bene in tivù se parla dei delitti e non della mafia le cui ombre si allungano sugli attori protagonisti della vita pubblica di Paese.

Provo tradurvi il tutto: immaginate un albero sotto il quale il popolo della tivù si gode la brezza contemplando le foglie che fanno ombra dai raggi del sole che scotta.
Immaginate ogni raggio di sole come uno Vaticano, uno la massoneria deviata, un altro la loggia P2, un altro ancora la mafia eccetera.

I raggi di luce che illuminano… L’albero è composto da rami e dalle foglie che fanno ombra. Immaginate Non è l’arena di giletti come una foglia dell’albero e Massimo Giletti come un insetto pesante, che la vuole piegare per far sì che un raggio di luce del sole che scotta raggiunga il popolo all’ombra.

Ecco, l’editore Cairo rappresenta l’avvoltoio che dall’alto dell’albero che sorvola, plana e rimuove l’insetto. Cosicché la foglia possa continuare a proiettare la sua ombra alimentata dalla linfa del sistema che la finanzia. Ogni foglia immaginate sia un programma dello sterminato palinsesto delle tivù.

Immaginate i rami dell’albero che si intrecciano a vicenda garantendo l’ombra. Immaginate il ramo che alimenta di linfa la foglia “non è l’arena” sia Fremantle, la produzione che realizza il programma di Giletti.
Il ramo Fremantle, assieme al ramo Endemol dell’ex marito di Stefania Craxi, e altri 3 rami che si intrecciano con le loro foglie, costituiscono l’ossatura dell’albero che deve fare ombra, cioè le grosse produzioni che monopolizzano da sempre i palinsesti milionari di tutti i programmi Rai, Mediaset, La7, Sky, Fox live e altre ancora, telegiornali compresi.

Il presidente di Fremantle è Lorenzo Mieli, figlio di Paolo, giornalista del Corriere, e ad è Gabriele Immirzi, che condivide società di produzione tra gli altri anche con Saverio Costanzo, figlio di Maurizio, iscritto alla P2 assieme a Berlusconi e assieme ad altri conduttori come Gervaso e Trecca.

Tra la miriade di produzioni di Fremantle c’è anche Un posto al sole per la Rai, Italian’s got talent per Sky e una miriade di altri foglioline-format del suo ricco ramo.

Endemol come sapete ha prodotto anni di Grande fratello eccetera.
Immaginate la fogliolina Report di Rai3 su cui poggia Sigfrido Ranucci, che in quanto cavalletta, a differenza di un insetto, non riesce ad essere rimossa dagli avvoltoi della Rai. Infatti Report, è uno dei pochi programmi che col peso di Ranucci e dei giornalisti del programma lascia penetrare un po di luce all’informazione sul popolo.

Programmi invece come Le Iene e Striscia la notizia, sono foglioline la cui luce è filtrata dagli avvoltoi di Berlusconi che da sopra si frappongono al sole.

Insomma, arriva una finta informazione spacciata per scoop.
Ora che l’avvoltoio Berlusconi è vecchio e morente, ci pensa comunque Cairo a fare la sua parte per garantire la famosa ombra.
Giletti in questo gioco recita la parte della vittima. Ossia l’insetto che invita l’insetto Baiardo per trasformarsi nell’agnello sacrificale del sistema.

E allora la mia personale conclusione qual è: siccome gli avvoltoi sono ancora vivi e la linfa è ancora un prodotto degli anni bui di questo Paese, l’autunno deve aspettare almeno che si ricambi del tutto la generazione di avvoltoi.

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