Morto Silvio Berlusconi, vivo e vegeto il berlusconismo inteso come idea che tutto si compra e tutto si vende. Berlusconi è stato un grande personaggio carismatico. Ha saputo assecondare le debolezze degli italiani per capitalizzarle a suo favore. Ha speso un’intera vita ad accerchiarsi di yes men per tutelare i propri interessi.

Ci è riuscito perché lungo il suo percorso ha trovato collaboratori fedeli in tutti i gangli della società, che gli hanno concesso ciò che altri non si sarebbero potuti permettere. Imprenditori, avvocati, giornalisti, politici e persino giudici. Berlusconi comprava chiunque si rendeva disponibile a servirlo. E’ riuscito a far credere di essere un perseguitato e a far credere di essersi fatto da solo.

Ma Berlusconi era figlio del proprietario della Banca Rasini, non proprio un poverello. Ha iniziato come imprenditore edile e con grande spregiudicatezza è ha arraffato più che ha potuto perché aveva capito che con i soldi avrebbe avuto il potere. La Banca Rasini è stata il crocevia di tanti soldi, i cosiddetti fondi neri di cui le inchieste negli anni non sono mai riuscite a chiarire la provenienza.

Berlusconi era iscritto alla Loggia P2 e con la sua propensione all’azzardo e al rischio, ha corrotto i piani alti del Paese. Dopo aver speculato nell’edilizia si è buttato nell’editoria. Ha corrotto un giudice per farsi assegnare la Mondadori. Ha corrotto l’allora premier Bettino Craxi con almeno 9 miliardi di vecchie lire su un conto svizzero per farsi consegnare il monopolio nell’editoria televisiva. Ha corrotto la finanza per far ammorbidire i controlli nelle sue aziende. Ma soprattutto ha pagato per anni con almeno 600 milioni di lire a botta Cosa nostra per aggraziarsi la Sicilia e ambire alla scalata a Palazzo Chigi.

Berlusconi è riuscito ad arrivare nelle istituzioni per trasformarle in organi al proprio servizio. Ha rivoluzionato anche in positivo il modo di fare televisione, ma al tempo stesso l’ha militarizzata di servi che lo celebrassero. Si è accerchiato di un esercito di cortigiani che spesso lo hanno spremuto fino a che hanno potuto. Olgettine comprese. Berlusconi è morto da indagato come mandante delle stragi di mafia. Dopo quasi 40 anni di vita pubblica, Berlusconi si lascia dietro i finti piagnistei, mentre gli eredi ridono contenti dell’impero che si ritrovano.

Ora che il Re è morto attendiamo i Graviano e i Baiardo con rivelazioni postume che serviranno magari a diradare le nubi che avvolgono il personaggio. Sentiremo che – come è stato per Craxi – bisognerà intitolare a Berlusconi vie e piazze. Alla fine consentitemi di dire che con la morte di un corruttore così capace, una democrazia ha solo da guadagnarci. Ben sapendo che per l’Italia il problema non è stato Berlusconi. Il problema sono stati gli italiani. E Giorgia Meloni col suo governo attuale, è la sua continuazione. La tutrice degli interessi degli eredi di Berlusconi. La sua viva e prospera sopravvivenza istituzionale.

E con questo faccio le mie umili e forse inutili condoglianze ai familiari di Silvio Berlusconi.

Lascia un commento