Il presidente della provincia Trento Maurizio Fugatti ha finalmente deciso: vanno eliminati almeno 50 orsi perché sono troppi, e soprattutto perché non ci sono altre zone disposte ad ospitarli.
Del resto l’abbattimento selettivo è normale in tutte le aree in cui vivono i plantigradi. A cominciare proprio dalla Slovenia, da dove nel ‘96 arrivarono i 10 esemplari introdotti in Trentino col progetto life ursus, e per il quale – ricordiamolo – la provincia autonoma di Trento ha preso molti soldi per gestire la presenza dei bestioni.

E adesso, come purtroppo accade sempre in Italia, in mancanza di un piano di contenimento a causa dell’incompetenza, ma soprattutto del menefreghismo generale dei politici – sia ben inteso, di tutti i colori, visto che a Trento hanno governato negli anni sia il dem Lorenzo Dellai che l’attuale leghista Maurizio Fugatti – ci si ritrova a tamponare gli effetti di una tragedia.

Ora che sappiamo essere stato l’orso ad aggredire ed uccidere Andrea Papi, la politica si sveglia: c’è di mezzo la sicurezza pubblica e quindi si adottano le misure tutte insieme, che se fossero state rispettate nell’arco dei 25 anni di vita del progetto, con l’abbattimento medio di circa 2 orsi l’anno, probabilmente tutto sarebbe filato liscio.

E’ stato l’uomo a voler scongiurare l’estinzione di un predatore Alfa in una Regione abitata dagli esseri umani? Ebbene, all’uomo spetta la responsabilità di riequilibrare in sicurezza la presenza di questi animali, che per lo standard umano, ricordiamolo, restano delle pericolose belve.

E la famiglia di Papi ha il sacrosanto diritto di ricorrere alle vie legali contro la provincia e contro lo Stato, come farebbe chiunque quando la vittima è una persona cara.

Il resto delle polemiche animaliste, lette tra i commenti, anche di chi adombra assurdità come quella che l’uomo invade lo spazio degli orsi in zone dove oltretutto l’uomo è arrivato prima, sono chiacchiere da salotto che servono solo alla causa della propria pubblicità.

Lascia un commento