Referendum, ecco perché #iovotoNo

Al referendum costituzionale voto No perché le riforme in una democrazia spettano a un parlamento e a un governo eletti dal popolo.

Voto No perché il governo Renzi non è espressione di nessuna maggioranza democraticamente eletta.

Voto No perché la riforma costituzionale non era inserita nel programma di governo del Pd.

Voto No perché è inaccettabile che la riforma costituzionale porti la firma di un bancarottiere, massone e plurimputato come Denis Verdini.

Voto No perché il Senato è un organo del potere legislativo che deve continuare ad essere eletto dai cittadini con una legge elettorale proporzionale, e non un luogo di politici nominati da altri politici già impegnati in altri incarichi.

Voto No perché qualunque presunto risparmio economico pubblicizzato dai fautori del Sì, è nulla confronto al quotidiano saccheggio di risorse pubbliche perpetrato da parte dei partiti.

Voto No perché il bicameralismo perfetto non è mai stato un problema quando si è trattato di promulgare leggi porcata e decreti incostituzionali a solo vantaggio della casta.

Infine, voto No perché il premier Renzi è soltanto un buffone al servizio dei banchieri centrali europei, e il suo governo una claque di zerbini senza quid. A cominiciare dal ministro Padoan nel suo ruolo di grigio e oscuro funzionario dell’Ocse.

Per tutti questi principali motivi ritengo che un cittadino libero e consapevole, al referendum del 4 dicembre 2016 vota No.

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