Sentenza lodo alnano, il “radicale” no di Capezzone

L’altra sera nel video sul lodo alnano mi ero augurato di incontrare Daniele Capezzone. Guarda caso la mattina dopo l’ho proprio incontrato sul set di piazza Montecitorio! Ho dapprima atteso che concluedesse le sue litanie alle varie troupe televisive zuccherose, poi mi sono fatto avanti proponendogli un’intervista per la rete da pubblicare sul blog di Antonio Di Pietro.

Capezzone si é seccamente rifiutato e ha subito preso un passo spedito verso via del Corso. Ovviamente io l’ho seguito ponendogli qualche domanda e invertendo per un lapsus il lodo Maccanico col lodo Schifani. L’avessi mai fatto! Capezzone ha preso la palla al balzo per rimarcare ciò che aveva detto poco prima. Ossia che il presidente della Consulta Amirante ha “invertito” il voto che aveva espresso per il lodo Schifani 4 anni fa. Come se da ciò fosse dipesa “l’ingiustizia” secondo la quale la legge deve essere uguale per tutti. Compreso per il nano privato corruttore.

Che deve avere ingaggiato per una cifra mostruosa anche l’ex radicale Capezzone, che infatti si sentiva alle strette di fronte a domande ovvie. Ha continuato il suo passo intimandomi di “andare a lavorare“. Modestamente porre domande é il lavoro che ancora preferisco fare. Mi fa sentire realizzato pur senza guadagnare milioni di euro. Forse perciò Capezzone ha accelerato la sua fuga fingendo di parlare al cellulare. Sopratutto quando si é sentito chiedere dal sottoscritto cosa gli é rimasto del partito Radicale, dopo il suo radicale salto di quaglia che lo ha trasformato in assoldato portavoce del premier puttaniere. Nessuna risposta ovviamente dall’interessato. Si vede che anche il portavoce, in certi casi, é addomesticato a trasformarsi in portasilenzio. In perfetto stile piduista.

Daniele Capezzone sembra aver appreso perfettamente la tecnica. Del resto solo un ingaggio da nababbo può indurre una persona a giocarsi la dignità  in quel modo a soli 37 anni, dopo una militanza politica attiva sul fronte opposto. Sarà  una sorta di sindrome da “lodo portafoglio”? Che tristezza.




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22 Commenti a “Sentenza lodo alnano, il “radicale” no di Capezzone”

  1. stefano ha detto:

    Ciao Daniele, permettimi un paio di osservazioni sul tuo testa a testa con Capezzone. A ben guardare, la testa (metaforicamente, s’intende) avresti potuto spaccargliela un po’ meglio. Perché? Anzitutto perché il tuo “lapsus” sulla Maccanico versus Schifani non era per nulla un lapsus. La progenie del Lodo Alfano, infatti, va sotto il nome di Maccanico-Schifani. E non il solo Schifani. Secondo: Capezzone spara all’aria il discorsetto concordato: «Se la Consulta aveva detto che, allora perché oggi dice il contrario?». àˆ una balla galattica: già  nel 2004 la Consulta disse che era manifestatamente incostituzionale per via dell’articolo 3 della Costituzione. E passò oltre sugli altri quesiti perché già  quello bastava e avanzava per mandarla a fare in culo.
    Così, giusto per tua conoscenza. Magari la prossima volta se ti ritrovi di fronte Her Capozza, lo stendi ancora prima.
    Buon lavoro
    Stefano

  2. Venom ha detto:

    CAPEZZONE… un vegetale.
    se qualcuno non lo annafiia, muore!!!

  3. Massimo S. ha detto:

    Per me uno così non fa politica per passione se non per interesse.

  4. Mattia ha detto:

    Impara da questa cosa.
    Quando un politico non ti caga di striscio, inventati una puttanata falsa (scusandoti subito, altrimenti ti querela magari) e da lì cominci a fare le domande vere.

  5. Giuseppe ha detto:

    Ciao Daniele,
    volevo informarti che il bottone “donazione” di paypal sotto la notizia non funziona, mentre funziona quello in alto a destra.

  6. Venom ha detto:

    TG1 notte…
    Il primo servizio é per i funerali di Stato a Messina. Il servizio va avanti poi la cronista dice… “commozione nella cattedrale e una voce di un uomo (pagato dal PdL, ndr) che si leva nella chiesa… Silvio rimetti a posto l’Italia, sei l’unico che può farlo). Ovviamente penosa una notizia del genere in quel contesto… All’uscita dalla cattedrale una marea di fischi, ma la voce della cronista che li copriva, parlava anche di applausi!!!
    CACCIATE MINZOLINI… non é possibile continuare così, ma cosa vuole questo deficiente, diventare senatore?

  7. Roberto ha detto:

    he he he … lo hai messo nel sacco, non c’é che dire.
    Che “basta..ello” vestito dalla festa.
    Che faccia tosta … molto molto imbarazzata.
    E’ come se tu fossi interventuto dicendo: “Ora basta con il giochino delle non domande davanti agli obiettivi del padrone. Vediamo come te la cavi con le domande vere!”
    S’é fuso come neve la sole!!!

  8. nino p. ha detto:

    Mi domando: la legge, secondo l’articolo 3 della Costituzione, é uguale per tutti? Si o no! Se la legge é uguale per tutti, non mi interessa nessun lodo, é stata applicata la costituzione art. 3, <> capezzone é un giovane di buona dialettica che troppo presto ha prestato il fianco a questa politica troppo intrecciata… approfitto per salutare ed augurare a Daniele Martinelli lunga vita!

  9. Andrea ha detto:

    Capezzone é la dimostrazione in persona dello squallore della politica italiana

  10. Marco da Napoli ha detto:

    PROCESSO DELL’UTRI VIDEO http://www.youtube.com/watch?v=_K5eeoQB3aE

    Riporto il servizio girato dell’ultima udienza del processo a Marcello Dell’Utri di oggi venerdì 9 ottobre.

    Testo dell’intervento

    E’ proseguita anche oggi davanti alla seconda sezione penale della Corte d’Appello di Palermo la requisitoria del Procuratore Generale, Nino Gatto, nel processo di secondo grado a carico del senatore del PDL Marcello Dell’Utri.

    Nel corso della scorsa udienza il PG si era soffermato sul ruolo svolto dal mafioso Vittorio Mangano presso la residenza di Silvio Berlusconi. Mangano é stato descritto come “il simbolo della protezione accordata da Cosa Nostra a Berlusconi”.
    Grazie all’intermediazione dell’imputato Marcello Dell’Utri, infatti, Berlusconi conobbe – secondo la testimonianza del pentito Galliano – rimanendone affascinato, il capo mafia Stefano Bontate. Così, stringendo una mano dopo l’altra, quel giovane imprenditore, che poi sarebbe diventato l’uomo più potente d’Italia, poté dormire sonni tranquilli.

    Oggi il Procuratore Generale si é soffermato sull’analisi delle eccezioni della difesa sull’attendibilità  di alcuni collaboratori che hanno permesso nel processo di primo grado di dimostrare, al di là  di ogni ragionevole dubbio, il ruolo di cerniera svolto da Marcello Dell’Utri tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi. Da qui la condanna in primo grado a 9 anni e sei mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

    Gli avvocati della difesa hanno messo in discussione l’attendibilità  delle testimonianze alcuni collaboratori. In particolare contro Francesco Di Carlo il collegio difensivo, composto dagli avvocati Di Peri, Federico, Mormino e Sammarco, produceva una sentenza della Cassazione che – secondo il loro parere – sancendo la mancanza di pentimento del Di Carlo per i reati commessi ne avrebbe compromesso la credibilità  in ordine alle dichiarazioni rese alla Corte. Ma il PG Nino Gatto, leggendo la stessa sentenza avrebbe riscontrato che l’affermazione secondo la quale Di Carlo non avrebbe mostrato segni di pentimento in realtà  era diversa: la Cassazione non era in grado di rilevare, né poteva farlo, se Di Carlo fosse o meno pentito per i reati commessi.

    La discussione si é poi spostata su ulteriori episodi che dimostrerebbero l’ampio ventaglio di amicizie mafiose di Dell’Utri e di come chi lo conoscesse utilizzasse i suoi buoni uffici per ottenere favori o posti di lavoro.

    E’ il caso, ad esempio, del provino al Milan ottenuto per l’allora giovanissimo, ma già  promettente, calciatore Gaetano D’Agostino oggi in forza all’Udinese e con qualche presenza in Nazionale.

    Tra il 1992 ed il 1994 il padre Giuseppe D’Agostino, che all’epoca faceva l’allenatore dilettante, si rivolge a tale Carmelo Barone che gli parla della possibilità  di un provino al Milan per il giovane figlioletto.

    Provino che avvenne senza il concretizzarsi dell’ingaggio a causa dell’età  del piccolo Gaetano e del regolamento federale che imponeva ai familiari il trasferimento a Milano della famiglia. Una condizione che non rientrava nelle possibilità  economiche dei D’Agostino ma che Dell’Utri avrebbe potuto favorire offrendo un posto di lavoro.

    Ma Carmelo Barone, del quale Dell’Utri nega la conoscenza nonostante il suo nome comparisse nelle sue agende, avrebbe perso la vita poco tempo dopo ridimensionando le aspirazioni di Giuseppe D’Agostino.

    Tempo dopo però questi favorì la latitanza dei fratelli Graviano. Saranno loro ad intercedere nuovamente presso Marcello Dell’Utri facendo ottenere, nel 1994, un nuovo provino al giovane Gaetano.

    La ricostruzione dei fatti del Procuratore Generale é stata contestata da Marcello Dell’Utri con una nota nella quale afferma di non conoscere i fratelli Graviano.

    Ma secondo il PG ed i Giudici di primo grado la morte di Carmelo Barone lascia al D’Agostino, come unico canale verso la dirigenza del Milano, quindi di Dell’Utri, quello dei fratelli Graviano.

    Marcello Dell’Utri segnalò il calciatore e la circostanza é stata già  confermata dal teste Francesco Zagatti all’epoca capo degli osservatori del Milan.

    La requisitoria é poi proseguita con la ricostruzione degli attentati incendiari subiti dai magazzini Standa di Catania. Una vicenda che comproverà  ulteriormente la commissione, da parte dell’imputato Dell’Utri, di un’ennesima condotta di mediazione tra gli interessi di “Cosa Nostra” e quelli del gruppo imprenditoriale nel quale egli era (e continua ad essere) inserito.

    Prossima udienza, forse l’ultima dedicata alla requisitoria, venerdì16 ottobre.

  11. paolo papillo ha detto:

    OCCHI APERTI E ALZIAMO IL CULO DALLA POLTRONA…

    E ADESSO ? àˆ adesso che bisogna tenere gli occhi ben aperti…dopo la bocciatura del “ lodo alfano” la bestia ferita ha perso qualunque remora…carica a testa bassa tutto e tutti é allo sbando ma molto pericolosa…se non ci sarà  qualcuno… se non ci saran…no delle azioni messe in atto per fermarla e renderla inoffensiva, farà  parecchi danni.
    continua; http://informazionedalbasso.myblog.it/

  12. ALL ha detto:

    Che gigantesca e mostruosa dimostrazione di ipocrisia del Capezzone-Bondi..

  13. Alberto M ha detto:

    Dignità  e coerenza, a quanto pare, hanno un prezzo… e Caligola paga bene… Peraltro mi sarei aspettato una puntualizzazione: uno che faceva militanza e politica attiva nei RADICALI come può addirittura diventare PORTAVOCE del partito di cui diceva peste e corna fino a pochi giorni prima? Portavoce… non so se mi spiego!!!

  14. Manolo ha detto:

    Ripeto: alle interviste bisogna andare preparati e documenti alla mano, altrimenti si é in balìa dei mentitori dalla parlantina sciolta alla Capezzone, caro Daniele…

  15. ANTIFEDE ha detto:

    CAPEZZONE E’ UN PERSONAGGIO CHE MI ISPIRA PENA,LO VEDO COME UNO CHE SE MOLLASSE IL NANO POVERINO NON SAPREBBE DOVE ANDARE A MANGIARE SENZA LAVORARE.

  16. simone ha detto:

    Capezzone é l’espressione più palese di quello che é la classe politica italiano.
    Personaggi “legati alla poltrona” facili a voltare la gabbana!
    La questione non può essere ridotta a destra vs sinistra.
    Se Berlusconi é quel che é, la colpa é anche di questa opposizione (vedi scudo fiscale, conflitto di interessi non risolto in anni di governo a sx, eccecc).
    Berlusconi é un “picco” che spicca(perdonate il gioco di parole) in una “catena montuosa” che é la malapolitica in Italia!

  17. freeman ha detto:

    il giovane servo farebbe meglio a stare zitto. che tristezza davvero.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Schifani

  18. helena f. ha detto:

    @ Jenny
    Non sopporto nessuno di questi politici servi del sultano.
    Ma tra tutti, Capezzone e Gasparri sono quelli che mi fanno venire conati di vomito appena li sento. Mi fanno proprio ribrezzo.

  19. Jenny ha detto:

    Su 30 malati di infiammazione emorroidaria con sepsi diffusa e presenza di pus e inizio di necrosi rettale, 28 hanno dichiarato che l’esperienza di vedere ed ascoltare Capezzone produce sensazioni identiche a quelle inflitte dalla malattia emorroidaria acuta.
    (Dipartimento di medicina, università  di Bologna)

  20. Claudia - Ts ha detto:

    Un mio amico medico nel suo blog :l’unica immunità  che farebbe veramente il bene del Paese é quella per il virus influenzale A.

  21. Publio Valerio Publicola ha detto:

    Daniele, guarda che io mi sono letto la sentenza del 2004, ma questa cosa del “ribaltamento” é una castroneria sesquipedale. Nella sentenza del 2004 c’e’ scritto – come ha anche osservato Travaglio sul Fatto – che 1) il lodo schifani era incostituzionale 2) si fa menzione della necessità  di effettuare le modifiche in sede costituzionale (laddove parla dei “valori”, mi pare al punto 5) ora non ricordo bene perche non l’ho sottomano).

    Rilevo solo che Travaglio dice “piu chiaro di cosi”, io invece penso che il richiamo all’art.138 poteva essere espresso meglio e piu perentoriamente. Cmq c’e’.

    Questi continuano a dire delle balle colossali, e nessuno li controbbatte su questo punto.

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