Tetta pubblica ai flop, una “cara” saga infinita

Darsi al cinema anziché all’ippica in Italia può essere un grande affare. Chi intende produrre cortometraggi o lungometraggi può chiedere finanziamenti al Ministero dei Beni culturali e sperare di vedersi elargire decine, centinaia di migliaia o anche milioni di euro per la propria opera che magari non uscirà  mai nemmeno nelle sale cinematografiche!
Una volta che il produttore dispone di un budget anche minimo e firma entro un anno il contratto, non ha alcun termine per presentare ciò che promette di produrre. Così possono accadere casi come quelli della produttrice Donatella Palermo, che ha beneficiato di 2 milioni e 700 mila euro nel 2003 per produrre un cartone animato che non é mai uscito. Oppure società  come la Cinemare che si é vista assegnare 300 mila euro per produrre “All’amore assente” visto da 335 spettatori paganti per un totale di 2 mila euro di incasso, meno dell’un per cento del finanziamento ricevuto. Un’opera in perdita per la quale il Ministero ha speso 900 euro per ogni spettatore.

Sono innumerevoli i film che escono ogni settimana, quasi tutti flop che nessuno vede rispetto ai film di successo, finanziati ogni anno dal Ministero dei Beni culturali con i soldi degli italiani. Perché se la riforma Urbani del 2004 ha da un lato chiuso i rubinetti dei soldi facili, dall’altro sono aumentati del 350% i finanziamenti alle cosiddette opere prime per produttori indipendenti, che possono contare su una Legge favorevole al “rischio” da parte del Ministero disposto ad investire sui nuovi e giovani autori.
Poi se si va a spulciare fra i “nuovi autori” si scoprono eterne promesse come il 35enne Alessandro Verdecchi, fino al 2004 col piede in 4 produzioni diverse tramite le quali ha prodotto 10 film finanziati con 12 milioni di euro, che ai botteghini hanno totalizzato soltanto 300 mila euro di incasso. Dopo la riforma Urbani, Verdecchi ha aggirato la “stretta” semplicemente cambiando nome alle sue case di produzione. Col risultato che nel 2005, con la “Luna film” Verdecchi ha preso 800 mila euro per produrre “L’amor cortese” e un altro mezzo milione per “In carne e ossa” storia di vampirismo psicologico, entrambi mai arrivati nelle sale. Verdecchi non é di certo l’unico che ha seguito questo copione, ce ne sono anche altri. Attori nel ruolo dell’italiano medio accattone che ama succhiare le tette pubbliche, in questo caso per opere cinematografiche inutili.

Fra loro c’é anche l’ex attrice Eleonora Giorgi, che per debuttare come regista ha preso un milione di euro per produrre “Uomini e donne” visto solo da 8 mila spettatori paganti, meno di un terzo dei visitatori quotidiani di questo blog! Un flop spaventoso replicato con altrettanti soldi e con altrettanti spettatori per “Agente matrimoniale”, nell’attesa che in febbraio, la Giorgi col suo socio Massimo Ciavarro, arrivi con un nuovo film finanziato pure dalle regioni Lazio e Sicilia con svariate centinaia di migliaia di euro.

Enzo Porcelli, titolare di 2 società , ha preso 11 milioni di euro per produrre film che ne hanno incassato 700 mila, nemmeno la decima parte. Non si hanno più notizie di una sua opera sepolta nelle sale di montaggio finanziata con 90 mila euro pure dalla provincia di Lecce.
E’ lungo l’elenco dei contributi elargiti a società  fantasma per lungometraggi che non vede nessuno, o che alla bell’e meglio finiscono su Youtube. Sono centinaia i “geni incompresi” che puntano al riconoscimento culturale della loro opera in perdita presentando costi altissimi. E’ la casta dei pirati legalizzati che si lamenta dell’esistenza dei peer to peer che hanno tagliato i viveri ai papponi, molti dei quali si sono arricchiti con cifre sovrastimate per opere patacca.

Quasi quasi mi metto in lista anch’io! In attesa di sovvenzioni scrivo la sceneggiatura di un film da girare dentro il Ministero dei Beni culturali, con protagonista il ministro Sandro (Ab)Bondi nelle vesti di Gaetano Blandini, guru di Cinecittà  che dirige il destino dei soldi all’esercito di artisti assistiti, alle prese con le facce e i retroscena di questi scandalosi sprechi ai danni di tutti gli italiani. Location? Per il bene delle mie tasche potrei tentare di allestire il set dentro il Vaticano. O forse sarebbe opportuno proporre una nuova raccolta firme per eliminare i finanziamenti al cinema?

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31 Commenti a “Tetta pubblica ai flop, una “cara” saga infinita”

  1. VENOM ha detto:

    Quello che ha portato a nostra conoscenza l’amico MARCO é a dir poco abberrante… manipolano l’opinione pubblica a loro piacimento!!! L’ ITalia NON é un paese LIBERO!!!

    VERGOGNA!!!

  2. serpico ha detto:

    Come lo si spiega a una vecchietta che prende 550 euro al mese di pesione che la casta butta tutti questi soldi in film destinati al fallimento fin dalla concezione?

  3. VENOM ha detto:

    Caro Daniele,

    il tuo post capita a proposito… sono di ritorno da Venezia e sinceramente condivido quasi totalmente quello che tu scrivi, tuttavia credo che il successo o il flop di un film NON dipendono esclusivamente dalla qualità  dell’opera bensì dall’impatto mediatico che attraverso le enormi campagne pubblicitarie le case produttrici costruiscono.
    Ti faccio un esempio:
    “Il Papà  di Giovanna” un buon film, a mio avviso, ma di certo NON un capolavoro, un film con un sottile filo FASCISTA che obbiettivamente NON rappresenta integralmente la realtà  vissuta in quegli anni… eppure MEDIASET, casa produttrice, sta facendo una pubblicità  esasperante attraverso ogni mezzo mediatico, TV, radio, giornali…
    Ovviamente questo film sarà  visto da milioni di persone, ma NON per suo merito assoluto!!!
    A differenza di Teza (film etiope) ché sarà  suo malgrado un flop, ingiustamente!!!

  4. Raffaele ha detto:

    Bel post. Ho letto una notizia del genere sull’Espresso di 3 settimane fa, dove vi erano riportati i film con a fianco i finanziamenti, l’incasso al botteghino e le persone che avevano visto i cortometraggi (o lungometraggi). I soldi che sborsiamo per i flop sono tanti. Tu hai aggiunto altri film che sulla tabella dell’Espresso non c’erano.
    Finanziare buoni progetti, meglio ancora se sono di registi e autori emergenti, lo trovo giusto. Ma abusare dei cittadini, finanziando veri flop, lo trovo oltraggioso. Per esempio il film “l’uomo privato” di Emidio Greco, che ha avuto 1.850.000 € di finanziamento, ha percepito solo 67.071 € di incasso, con un recupero solo del 3.63%, 12.443 spettatori e una spesa pubblica per spettatore pari a 148.68 €!!!

  5. freeman ha detto:

    l’irlanda é molto interessante, forse scappo là  pure io…
    ciao

  6. freeman ha detto:

    questo paese é un vero incubo! e l’unico modo per uscire dall’incubo é uscire dal paese…

  7. caterina ha detto:

    Ciao Chicca
    no, per fortuna non ho sentito il resto: già  alla “ricostruzione” di Tremonti ho gridato, senza accorgermene, un porca putt***! che il mio compagno si é affacciato sulla scala per vedere cos’era successo…
    Io non so, davvero non so più. Cosa dobbiamo fare, cosa POSSIAMO fare? Io so che noi abbiamo ragione, non perché siamo i più bravi, ma perché non stravolgiamo i fatti come più ci fa comodo, per il nostro esclusivo interesse. Ma se tu ti poni da osservatore “neutrale” e valuti gli interventi di Tremonti e D’Alema, in sé é stato senz’altro più efficace Tremonti, più deciso, più furbo. Guarda come ha smontato l’articolo del Sole24ore: “quello é un articolo, io ne posso scrivere un altro”, senza che D’Alema sia stato capace di rispondergli più di tanto.
    E’ vero che loro su 100 parole che dicono ne dicono 100 a cui si dovrebbe ribattere, ma così non ne usciremo mai… 🙁

  8. Turista della democrazia ha detto:

    MARCO bel post..
    Ma é possibile che dobbiamo informarci da giornalisti stranieri?..Ci credo che é stato tutto frutto di un piano politico per giustificare i vari provvedimenti che vengono decisi..é una situazione che fa vomitare..
    però purtroppo devo dire che anche noi non facciamo niente per sconvolgere i loro piani..continuiamo ad andare allostadio..continuiamo a fare la vita che abbiamo sempre fatto senza la minima intenzione di prenderci qualche rivincita morale..
    siamo un popolo troppo debole e loro lo sanno..
    abbasso l’Italia..

  9. bahrabba ha detto:

    ancora complimenti per come riesci a fornire informazioni con grande completezza su qualsiasi tema

  10. Roberto G. ha detto:

    Ci vado anch’io OT per dire che raramente ho letto un concentrato di falsità  e ignobili menzogne come in questo articolo

    http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/cheney-a-roma/cheney-a-roma/cheney-a-roma.html

    Ma del resto dal massacratore dell’11/9 che altro ci si poteva aspettare? Uno che come faccia di culo riesce a superare persino l’amico che gli sta stringendo la mano.

    Vado in bagno a vomitare.

  11. CHICCA ha detto:

    buongiorno amici
    caterina io ho guardato ballarò ed ho avuto la stessa tua reazione
    tremonti con la sua boccuccia tremula ha detto tante di quelle falsità  condite dal solito: gli italiani che ci hanno votato sn la maggioranza, lo vogliono gli italiani, dai ns sondaggi ci risulta che gli italiani ecc.
    caspiterina ma neanche le responsabilità  in prima persona si vogliono prendere
    e non hai sentito della “rivoluzione culturale” nella scuola!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    addirittura (sai che salto di qualità ) ritorna insieme al grembiulino il voto, non più il giudizio ma il voto
    poi non fa nulla se gli insegnanti vengono mandati via per esubero e perché le casse dello stato non ce la fanno a pagarli tutti e in più verrà  adottato il testo unico un pò tra il libretto rosso di mao ed il testo unico da regime,
    stanno mortificando a parole ed azioni la nostra intelligenza ed io mi sento sempre più incaxxata
    scusami daniele se sono andata fuori tema ma tanto é per diritto di cronaca

  12. MARCO ha detto:

    UN GIORNALISTA CHE ATTACCA I SUOI COLLEGHI ITALIANI.SIAMO UNA NAZIONE DA BARZELLETTA!!!!
    Questo giornalista austriaco ci dice una cosa molto interessante sui giornalisti italiani:”I media non hanno fatto alcuna ricerca sul posto, si fanno dare i servizi già  pronti dall’ufficio stampa delle autorità .”

  13. MARCO ha detto:

    UN GIORNALISTA AUSTRIACO RACCONTA LA VERITA’ SU ROMA NAPOLI

    Articolo preso
    http://derstandard.at/?url=/?id=1220457342474

    “Disagi e incidenti provocati intenzionalmente?”

    Il caporedattore del “Ballesterer FM Radio” Reinhard Krennhuber era in viaggio con gli ultras del Napoli verso Roma e concede allo standard.at un’intervista raccontando di scene assurde. Un’altra versione dei fatti.

    I media raccontano di come atti di violenza all’inizio del campionato di serie A abbiano di nuovo danneggiato l’immagine del calcio italiano.
    Da fonti di agenzia di stampa si apprende di come 1500 Ultras Napoletani abbiano assaltato un treno alla stazione di Napoli costringendo a scendere 300 passeggeri.
    Inoltre avrebbero ferito quattro controllori di Trenitalia e danneggiato e saccheggiato le carrozze.
    All’arrivo a Roma Termini avrebbero acceso bombe carta e usato gas lacrimogeni mentre erano scortati dalle forze dell’ordine ai bus verso lo stadio.
    Trenitalia parla di danni attorno ai 500.000 Euro.

    Reinhard Krennhuber, caporedattore della rivista calcistica “Ballesterer fm”, accompagnato dal collega Jakob Rosenberg, ha viaggiato insieme agli Ultras Napoletani in trasferta verso Roma e prende posizione in un’ intervista al derStandard.at sui fatti accaduti.
    “Ballesterer fm” ne parlerà  in un articolo che uscirà  il 7 ottobre sulla crisi nel calcio italiano, raccontando in particolare i fatti della partita Roma – Napoli.

    derStandard.at:
    Lei e stato un testimone oculare dei fatti successi alla stazione di Napoli, ci racconta cosa in realtà  é successo?

    Krennhuber:
    Innanzitutto non si può assolutamente parlare di Ultras Napoletani che abbiano minacciato e fatto scendere dal treno 300 passeggeri, poi degli attacchi ai controllori di Trenitalia non ne abbiamo preso atto.
    Il treno sarebbe dovuto partire alle 09:24. Poco dopo le 11 i dipendenti di Trenitalia sono passati sui treni per consigliare ai passeggeri non tifosi del napoli e senza intenzione di andare a Roma di lasciare il treno e di prenderne un altro, cosa che hanno fatto tutti.
    Alla fine si parte alle 12:30 in un treno strapieno e sovraffollato.
    All’arrivo a Roma la partita era già  iniziata; siamo entrati all’ Olimpico al 52° minuto di gioco, una vergogna pensando che la maggior parte degli ultras aveva pagato sia il biglietto del treno che il biglietto di entrata all’Olimpico per 28 Euro.
    Abbiamo assistito alla demolizione dei bagni ma non si arriverebbe comunque mai alla cifra che Trenitalia ha comunicato ufficialmente, e poi qualcuno mi dica cosa ci sarebbe da saccheggiare in un treno…il tutto si sottrae alla mia immaginazione, come la notizia che gli ultras avrebbero usato gas lacrimogeni alla stazione Termini.

    derStandard.at:
    C’é statao qualche momento in cui avete avuto paura che potesse succedere qualcosa?

    Krennhuber:
    Non abbiamo avute paure create dagli ultras napoletani, non hanno attaccato le forze dell’ordine né alla stazione né allo stadio, anche perché sapevano cosa ci fosse in gioco.
    L’unico momento di tensione é stato quando dopo la partita sono entrate le forze dell’ordine nei bus per picchiare a caso chiunque si trovasse sulla loro via, il tutto con la scusa che queste persone avrebbero ostacolato la partenza dei bus.
    La cosa più assurda e che questi bus sono partiti poi dopo un’ora e mezza!
    Ci hanno trattenuto dentro lo stadio per 4 ore senza la possibilità  di acquistare acqua o cibo. La promessa di ricevere acqua non é mai stata mantenuta!

    derStandard.at:
    Il Ministero degli Interni italiano vorrebbe emettere un divieto di trasferta ai tifosi napoletani e vorrebbe far giocare a porte chiuse il Napoli sanzionando anche la società  con una multa.
    Lei pensa che questi provvedimenti servano a qualcosa?

    Krennhuber:
    No, trovo il divieto alle trasferte e le porte chiuse un provvedimento molto esagerato.
    La maggior parte dei tifosi napoletani non ha commesso nessun reato durante la trasferta.
    Le accuse che gli incidenti siano stati pianificati e orchestrati dai fans o addirittura dalla camorra mi sembrano totalmente assurde, un’invenzione.
    Al contrario non riesco a smettere di pensare che il tutto, cioé il ritardo e diversi maltrattamenti, siano stati studiati di proposito come per avere una reazione da parte dei tifosi per provocare una reazione ed emanare poi i provvedimenti che adesso vogliono far passare.

    derStandard.at:
    Il capo della polizia Antonio Manganelli parla di risultati positivi ottenuti dallo Stato contro la violenza negli stadi. Afferma che dopo la morte del ispettore Raciti a Catania nel 2007 ci sono meno incidenti e scontri.
    Racconta poi di come la sicurezza negli stadi sia stata migliorata e come questo abbia di nuovo attirato le famiglie con i bambini a frequentare di nuovo lo stadio.
    Sono fatti reali o solo belle parole?

    Krennhuber:
    Gli standard di sicurezza sono stati sicuramente migliorati ma si tratta solamente di qualche cancello e qualche tornello in più all’entrata.
    Gli stadi italiani sono ancora nelle stesse desolanti condizioni di prima, non é cambiato niente all’interno.
    A parte questo lo Stato italiano usa solamente la via della repressione, non hanno alcuna intenzione di spendere soldi o lavorare insieme ai tifosi per un programma con essi.
    Poi trovo la deposizione di Manganelli molto cinica, pensando che nel novembre 2007 veniva ucciso Gabriele Sandri da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia.
    Inoltre non riesco a vedere l’incremento delle visite allo stadio da parte di famiglie.
    A Roma nel settore ospiti ho notato tra le 3600 persone due che erano sopra i 50 anni e cinque o sei donne, cosa che non mi stupisce affatto visto il trattamento a volte disumano che subiscono i tifosi.

    derStandard.at:
    Lei a che conclusioni arriva dopo il weekend passato?

    Krennhuber:
    In futuro crederò ancora meno di prima alle notizie di scontri provenienti dall’Italia.
    C’é una discrepanza enorme tra quello che abbiamo vissuto quel giorno e cosa hanno riportato i media il giorno seguente.
    Per tutta la giornata non abbiamo incontrato un collega giornalista.
    I media non hanno fatto alcuna ricerca sul posto, si fanno dare i servizi già  pronti dall’ufficio stampa delle autorità .
    E in quei servizi la versione dei tifosi non viene presa in considerazione o solo minimamente.
    Raiuno é l’unica emittente che ha fatto parlare anche tifosi e gente comune, e non solo politici e vari esponenti delle autorità  su fatti.
    E quella gente comune e i tifosi raccontano analoghe storie come la nostra vissuta lo scorso weekend.”

    (Thomas Hirner, derStandard.at, 5. September 2008)

  14. Un Blasfemo ha detto:

    Facciamo capire in maniera inequivocabile al Papa e ai suoi sodali che hanno veramente fracassato i cosiddetti: il 25 ottobre, sbattezziamoci insieme! Facciamo girare l’iniziativa anche inserendo i banner nei nostri siti e blog!
    Devaticanizziamo l’Italia!

    (perdona per il doppio commento)

  15. caterina ha detto:

    Scusate l’OT, ma qualcuno ha visto Ballarò, stasera?
    Su Alitalia, gli unici 10 minuti che ho resistito, Tremonti é stato vomitevole, di una falsità  inaudita – e non ha ovviamente risposto alla domanda di Floris: “I debiti di Alitalia ce li accolliamo noi?” (domanda peraltro semplice, a cui si risponde con un sì o un no).
    D’Alema é stato discreto, ma poteva fare di meglio.
    La buona notizia é che a un numero di persone superiore a quelle che leggono i giornali o si informano nei blog é arrivata finalmente una cronaca DECENTE di quello che sta succedendo, dai conflitti di interesse al fatto che questo “salvataggio” NON E’ un salvataggio, visto che Alitalia MUORE.
    Perdono, Daniele & tutti, ma dovevo dirlo.

  16. Alesio ha detto:

    Ottimo articolo mi ricorda i film come consigli per gli acquisti che non valgono neanche il costo del supporto per VHS su cui li fecerò girare.

    Donare a fondo perduto per un ritorno di voti lo si vede in ogni campo dove l’intrallazzo politica può incunearsi!

  17. cris l ha detto:

    Articolo interessante,
    come al solito niente di nuovo, quando si tratta di regole c’é sempre di mezzo la bella abitudine italiana di far finta che non esistano o di “girarle” a proprio favore.. e VaFF. a tutti gli altri..
    grazie Daniele e buon lavoro!

  18. helena f. ha detto:

    Bella ricerca Daniele. Comunque qualsiasi settore
    “spulcerai” troverai sempre questo tipo di situazioni. Non esiste un settore in Italia dove non ci sia spreco di denaro: denaro pubblico, denaro nostro. E’ l’Italia…
    In quanto a sperpero di denaro siamo maestri.

  19. fumo negli occhi ha detto:

    cari tutti
    ma lo volete capire che “lor”signori succhiano soldi come un neonato il latte? dove c’é l’opportunità  di intascare dané nessuno si fa pregare poi, anche in questo caso, é da controllare la filiera
    di mano in mano ovviamente c’é un lievitarsi di carta filigranata tanto da ungere tutto il clan con il capoclan in testa
    così é per i beni culturali così é per le regioni per le provincie per i comuni per le circoscrizioni per l’amministratore di condominio
    non c’é da meravigliarsi se siamo con le pezze al cxxo visto che tutto il cucuzzaro se lo cuccano loro
    ma “loro” siamo noi o meglio quella parte di noi che si schiera con il furbetto di turno per far denaro facile
    vi dico una cosa, e nn mi si accusi di apologia di reato
    ammiro molto di più chi svaligia una banca rischiando di suo anche la vita che questi sepolcri imbiancati che si spacciano per brave persone
    ciao daniele

  20. freeman ha detto:

    eliminare le sovvenzioni alle opere inutili sarebbe ovviamente un’ottima cosa, ma ci vuole un governo serio…

  21. BR1 ha detto:

    Propendo decisamente per una raccolta di firme per eliminare uno dei tantissimi sprechi all’italiana.
    Non si sà  più come dirle certe cose: il popolo non vuole soluzioni come quelle prospettate per Alitalia, perché la manovra di approfittamento é più che palese.
    Ma come si fà  a chiudere le fauci a questi squali?
    Proviamo, per esempio, a dare la prossima volta il nostro sostegno a politici non inquinati.
    Chissà  che, piano piano, non si riesca recuperare un pò di credibilità .
    Un cordiale saluto.

  22. Alessandro Carrega ha detto:

    Condivido il pensiero di stefano. Il problema non é lo strumento ma chi ne approffitta. E in Italia in questo siamo maestri.

  23. stefano ha detto:

    il problema secondo me non é nel dare i finanziamenti o non darli. anzi credo che sia meglio darli altrimenti ci troveremo solo con registi e sceneggiatori figli dei padroni di raiset. basterebbe solo darne un po’ di meno di soldi. o comunque rilasciare anche un feedbak a chi usufruisce del finanziamento: se con 200mila euro di aiuto produci u film che ne ricava 200mila non credo sia stato un successo. quindi il prossimo finanziamento dovrà  per forza essere ridooot con un coefficiente pari al risultato di icassi/finanziamento. se per contro hai un ricavo altissimo, mettiamo oltre 12 milioni allora il finanziamento non l’avrai più bisogno per il prossimo film o quantomeno l’avrai in misura di un coefficiente massimo. potrebbe essere un ‘idea?ma non dimentichiamo che i figli di chi deve legiferare in merito di finanziamenti spesso vivono…e con

  24. Alessandro Carrega ha detto:

    Bell’articolo!
    Secondo me, però, bisognerebbe analizzare i finanziamenti sul merito: ovvero i soldi servono solo per fare il film? E il film deve uscire e non che poi non se ne sa più nulla. Quanto poi incassano nei botteghini non é sempre colpa del finanziamento troppo facile anche se in alcuni casi una gestione più accorta e meno clientelare eviterebbe questi sprechi di denaro (Qualche flop uscirebbe lo stesso, ma molti meno).
    Questo é un male comune in Italia, basta ricordare i mondiali di Italia 90 e tutte le “porcate” fatte.
    E’ facile vedere anche il futuro: se si continua così chissa che cosa accadrà  con l’expo 2015 a milano. Non voglio nemmeno pensarci.
    PS: A proposito di finanziamenti facili e di clientelismo é da tenere sott’occhio Luca Barbareschi visto la posizione di vantaggio che oggi occupa. Sicuramente qualcosa di strano prima o poi si verificherà . Il bello é che sono anche prevedibili, purtroppo.

  25. adriano bianchi ha detto:

    chissa’ se qualche politico attualmente al governo centra qualcosa in tutto questo…..dai nn voglio pensare male come sempre:berlusconi con la tv non ci ha niente a che fare….inoltre nn ci va mai( lo dice anche lui)….

    GRAZIE DANIELE di ricordarci ogni tanto le migliaia di porcate all’italiana…..la raccolta di firme sarebbe la cosa piu’ logica ma tanto nn serve a nulla….come purtroppo credo nemmeno il referendum che fara’ di pietro…..nn ho piu’ fiducia in niente oramai…

  26. -Francesco- ha detto:

    Un buon lavoro Daniele, purtroppo nulla di nuovo anche se é bene ricordarcelo ogni tanto ….siamo sempre lì, i delinquenti disonorevoli che si dividono il troguolo e ne dispongono come vogliono. Un saluto a tutti

  27. valerio ha detto:

    ma quanto hai dovuto faticare per raccogliere tutte queste informazioni!!!
    meno male che ci sei tu e la rete, altrimenti sui giornali finanziati dallo Stato e servi dei padroni non le leggeremmo mai queste notizie!!!
    Ma dove le treovi???

    Grande Daniele!!!
    Continua così!!!

  28. freeman ha detto:

    purtroppo sono tutte cose normali, in un paese marcio e mafioso. e la raccolta firme ovviamente non serve a nulla, vedi beppe grillo…

  29. diego b. ha detto:

    ma chi é che valuta e aggiudica i finanziamenti? qualcuno poi controlla che questi soldi siano effettivamente spesi solo per il film e non vengano intascati per altri scopi?

    sembra una lotteria dove vincono i biglietti non estratti

  30. Mr.Tambourine ha detto:

    Abbiamo un certo gusto per tenere in vita progetti nati già  morti, come i politici.
    Anzi, forse loro – purtroppo – sono più vivi che mai.

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