Milano, incendio al pirellone

Milano, via Fabio Filzi, venerdì mattina, negli uffici della regione Lombardia si respira aria di week end, pochi i politici e gli impiegati presenti, nei corridoi circola poca gente. Siccome un vecchio detto insegna che “senza il gatto balla il ratto” ecco che molte regole possono andare in deroga.
Se mentre scartabelli le tue scartoffie in solitudine ti accendi una sigaretta nell’ufficio in cui vige il divieto chi ti vede? Chi oserebbe mai dirti qualcosa? Soprattutto di venerdì! Tanto vale fumarsela e gettare il mozzicone acceso nel cestino delle carte sotto il tavolo prima di lasciare l’ufficio incustodito.

Venerdì mattina succede qualcosa di simile ma qualcos’altro va storto. Il cestino delle cartacce col mozzicone prende fuoco, le fiamme e il fumo cominciano a sprigionarsi in uno degli uffici al quinto piano, l’ultimo in fondo al corridoio sulla destra e a propagarsi tutt’attorno. Qualcuno avverte l’odore acre e lancia l’allarme. L’intero edificio viene immediatamente evacuato, arrivano i vigili del fuoco. Non é charo se siano loro a domare le fiamme o se qualcuno li ha provvidenzialmente preceduti con un estintore. Fatto sta che politici e impiegati rimangono in strada almeno mezz’ora, in attesa di capire cosa sia successo.

Soltanto ad allarme rientrato si saprà  che il peggio é stato evitato per miracolo e che le fiamme provenivano dall’ufficio stampa della regione. Lo stesso dal quale escono notizie, comunicati e lo stesso in cui sono stati stampati gli avvisi di divieto di fumo che tappezzano tutti gli angoli dell’edificio regionale.
Ecco perché la vicenda non ha fatto notizia sui giornali. Perché l’ufficio stampa si é ben guardato dal diffondere con un comunicato ciò che é accaduto fra le sue mura.
Nel tardo pomeriggio di venerdì gli addetti alle pulizie stavano ancora passando tavoli, scaffali e computer dalle tracce di fuliggine. Tutto era quasi tornato a nuovo, senza tracce d’incendio.

Ora si tratta di stabilire chi sia stato il/la irresponsabile, che grazie al proprio menefreghismo avrebbe potuto provocare danni di ben altre proporzioni. Gli uffici regionali sono pubblici, la privacy non c’entra. Sopratutto quella di chi non rispettando le regole, mette a repentaglio la vita e i portafogli degli altri.

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20 Commenti a “Milano, incendio al pirellone”

  1. freeman ha detto:

    la francia era un paese normale, prima che arrivasse l’uomo della cia…
    http://www.voltairenet.org/article157865.html

  2. Ella ha detto:

    Chi sostiene finanziariamente il giornalista indipendente Thierry Meyssan, che vive ora a Beirut?

    http://www.voltairenet.org/article158325.html

  3. freeman ha detto:

    io parlo dell’europa in generale, dove i giornalisti come travaglio e simili sono appunto la normalità , qui invece la situazione é molto diversa, infatti siamo in un regime…

  4. Roberto G. ha detto:

    Ci sono paesi “normali” come la Francia dove i giornalisti scomodi come Thierry Meyssan sono costretti ad espatriare (qui almeno non siamo ancora arrivati a questo punto).

  5. freeman ha detto:

    se questo fosse un paese normale i giornalisti come travaglio e simili sarebbero la normalità , appunto. qui invece sono pochi e presi di mira dai tanti servi del regime. meditate gente…

  6. CHICCA ha detto:

    ciao daniele sera blog
    scusami daniele ma che post “stanco” ci posti oggi!!!!!!!!!!
    ho ascoltato il passaparola di travaglio sull’informazione alla nord-coreana e proprio oggi la notizia da condividere con te nn mi sembra all’altezza di quelle che di solito ci regali
    forse anche tu devi staccare per un pò per recuperare energie
    te lo dico con l’affetto e la simpatia di sempre

  7. Roberto G. ha detto:

    ———————————————————
    Il Financial Times ha scritto: “I media in Italia sono a livelli di adulazione pari a quelli sudcoreani”.
    ———————————————————

    Vero, ma da quale pulpito! Il Financial Times così come l’Economist é controllato dai Rothschild.

  8. Paul Kersey ha detto:

    Mah, diciamo che con questo soggetto l’ Informazione all’italiana ha raggiunto l’apice, ma la regola é sempre la stessa.
    Vi ricordate quando Rai1 era della DC, Rai2 del PSI e Rai3 del PCI ?!
    Non é cambiato nulla, semplicemente tutto si é amplificato con il “Berlusca”, ma forse é meglio perché oramai é talmente evidente che non si può non notarlo.
    Lui ha già  3 televisioni, poi quando governa ne ha addirittura 5 !!
    Ad ogni modo ribadisco che il reale problema é tra Media & Politica. Se non fosse Berlusconi, sarebbe un altro.
    Quando Berlusconi non ci sarà  più credete veramente che l’informazione (in Italia) farà  il suo compito ?!
    Se pensate questo vi illudete.
    Era lo stesso ai tempi del PentaPartito.
    Il problema non é Berlusconi, ma il SISTEMA che da 60 anni, al di là  dei FIGURANTI (politici) che ci danno in pasto, ha sempre avuto l’interesse a tenerci all’oscuro e divisi.
    DIVIDE et IMPERA, cioé Dividi & Comanda, era una tattica politica dei Romani; la usarono per assoggettare i popoli della Penisola.
    Questi non se ne andranno mai fino a quando non li cacceremo con la VIOLENZA. Non esiste una soluzione pacifica (all’italiana). Il Mondo non cambia con le belle parole, ma con le azioni decise. Il buonismo (da vigliacchi) non serve.

  9. stefano ha detto:

    hai ragione. tipico esempio di onesta non informazione degli uffici stampa. scommettoiamo che domani, dopo il tuo intervento e magari quello di qualcun altro attento come te il presidente della regione sarà  costretto a commentare che é stato il solito sovversivo comunista che ha cercato di mandare in fumo quanto di buono sta facendo il governo del forminghioni?8(non é un refuso).

  10. helena f. ha detto:

    @ Paul Kersey
    Non sono daccordo.
    Il problema é propio perché la maggior parte dei media appartiene a Berlusconi.
    Il paragone con la Corea del Nord fa supporre uno stato di Regime che é tipico di chi ha il potere sull’informazione.
    Fermo restando che i giornalisti nascondono i fatti e danno notizie senza i dovuti collegamenti per non informare in modo corretto, l’accento é puntato sull’esaltazione del “personaggio” propio come si fa in uno stato dove vige la dittatura.
    Berlusconi non é uguale agli altri. Purtroppo é unico.

  11. diego b. ha detto:

    Concordo con paul kersey, anche se c’é da dire che con Berlusconi la “grancassa” fa più rumore visto che le sue 3 televisioni gli fanno eco in ogni caso, sia egli al governo oppure no.

  12. Paul Kersey ha detto:

    Lo sono con BERLUSCONI, perché Berlusconi governa.
    Se ci fosse qualcun altro lo farebbero anche con lui.
    Il problema non é il rapporto tra i Media & Berlusconi, ma tra i Media & la Politica.
    Chiunque ci sia questi pseudo-giornalisti (di merda) sono solo la loro grancassa.
    Fanno proprio pena. Che mentecatti!

  13. helena f. ha detto:

    p.s. scusate l’errore. E’ chiaro che volevo scrivere:
    “I media in Italia (per quanto riguarda Berlusconi), sono a
    livelli di adulazione pari a quelli NORDcoreani”.

  14. trarco mavaglio ha detto:

    sono mooolto demoralizzato ragazzi…
    Oggi hanno censurato tutti i miei canali YouTube!

    CAso strano dopo che ieri ho pubblicato un video dove sputtanavo il tg4 che ha spudoratamente tagliato la caduta di Berlusconi davanti a Bush il 14ottobre2008. L’ottimo video mi e’ costato parecchio, mi hanno chiuso i miei tre canali YT:

    trarcomavaglio2
    trarcomavaglio3
    vivalagabanelli

    praticamente DECIMATO

    Fede sei un essere disgustoso, solo con la censura puoi andare avanti vero?

    scusate ma sono incazzato nero, ci ho passato tantissime ore di ricerca e montaggio per tutti quei video!

    EVVIVA L’ITALIA

    spero di ritrovare la voglia di ricaricare tutto, a presto….

  15. helena f. ha detto:

    O.T. scusa Daniele…

    Mi piace poter essere a casa il lunedi alle 14.00 e assistere in diretta al Passaparola di Travaglio.
    Quello si che é un vero telegiornale! Tale e quale a quello di Raiotta (il viscido servo).
    Tra le tante notizie interessanti che ha dato, una di esse mi ha colpito in relazione al fatto che all’Estero si accorgano molto più di “noi” italiani di cosa accade nel nostro Paese e del clima di Regime che regna sovrano.

    Il Financial Times ha scritto: “I media in Italia sono a livelli di adulazione pari a quelli sudcoreani”.

  16. silvia f ha detto:

    Direi tipico italian style!! E’ naturale, se chi controlla non é una persona onesta, ovviamente non si denuncerà  mai da solo! Gli italiani mancano di senso civico, di onestà  e soprattutto di buon senso. Difficile stupirsi se ogni giorno esci di casa e inizi a contare le irregolarità  (a caso, in ogni campo) arrivi a sera che stai ancora contando…
    Un paesello di sfigati che pensano di essere fighi, di furbo perché tanto se non lo faccio io di sicuro lo fa qualcun altro….ecco che cos’é l’Italia, in due parole ..UNO SCHIFO

  17. Giacomino di Milano ha detto:

    ti leggo e seguo da molto caro daniele.

    questo non é un post alla tua altezza – forse sei stanco – aspetto domani.

    Ciao e continua così.
    un affezionato lettore.

    Giacomino da Milano

  18. Roberto ha detto:

    L’italiano medio lo puoi solo controllare con una webcam. Negli uffici pubblici potrebbe essere una buona idea metterla di default. Alla faccia della privacy, ma non cé nulla da fare. L’italiano sgarra, poi sgarra e sgarra ancora e una volta stanco sgarra.

  19. Turista della democrazia ha detto:

    L’Italia: la PATRIA del MENEFREGHISMO e della SUPERFICIALITà ..la patria del TANTO COSA VUOI CHE SUCCEDA o del PROPRIO A ME DEVE SUCCEDERE..la patria del TANTO QUI é UN MAGNA MAGNA..la patria del TANTO CHI VUOI CHE MI VEDA..la patria del ABBIAMO FATTO 30 FACCIAMO 31..la patria del CON TANTE PERSONE PROPRIO A ME DEVONO BECCARE..

    Siamo un popolino..

  20. Marione ha detto:

    A parte fumare dov’é divieto, la cosa peggiore della vicenda é che ci siano in giro a piede libero dei mentecatti cerebrolesi che buttano i mozziconi accesi…NELLA CARTA!
    Il vecchio scarico del cesso non si usa più?

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