Spicchi e spaccati di vita italiana

Sto per lasciarmi alle spalle il Gargano con Vieste, Rodi e la grande foresta umbra (il nome deriva da ombra). Un polmone verde che é un paradiso, a tratti deturpato dai rifiuti, souvenir lasciati dalle famiglie venute per il pic nic. Tra le morbide tinte dell’immensa pineta fioriscono sacchetti di plastica gonfi di posate sporche di sugo, piattini, ossi di pollo, tovaglioli sgualciti, resti di lasagne, cartacce, sedie da giardino spezzate e bottiglie in plastica, che talvolta si mimetizzano col fondo erboso. Uno scempio che mi ricorda una zona boschiva in cui mi ero imbattutto l’anno scorso in riva al Po, in Piemonte, nei pressi di Trino Vercellese, ahime senza videocamera. Segni di inciviltà  che si ripercuotono come boomerang sulla salute di tutti. In una terra dove senza raccolta differenziata si buttano i pannolini assieme alle bucce di banana, senza pensare, affiora il lato più triste di questa Italia del Sud, abitata da troppa ignoranza, arroganza, supponenza, indifferenza e da troppi luoghi comuni. Un po’ come il Nord di 40 anni fa.
Negli ultimi 10 anni, durante i quali, per brevi periodi, ho vissuto il Sud Italia per motivi di lavoro, é cambiato poco nulla. Qui si continua a vivere alla giornata, si lavora a nero col miraggio del posto fisso che possa mandare a quel paese tutto e tutti (che si ottiene solo per raccomandazione politica) si tace e si gira la testa dall’altra parte, si agisce con superstizione, si soccombe alle usanze, si mangia come maiali per non offendere chi ti ha invitato, si frequentano le processioni, si venerano le statue religiose, si ostenta il lusso con la bigiotteria, ci si indebita per i vestiti, per la bella macchina e si foraggiano i preti per salvare l’anima del congiunto passato a miglior vita. Il trigesimo, la messa dedicata al trentesimo giorno dalla morte che poi si protrarrà  negli anniversari, fa rivoltare nella tomba Martin Lutero e tutti i cristiani protestanti, allergici alle prezzolate indulgenze di suffragio. So che al Nord si usa assai poco, e solo per gli anniversari.

Qui nel Sud Italia l’apparenza e la frase fatta da spiattellare per risultare omologati la fanno ancora da padroni. Qui la libertà  delle donne é ancora paragonabile a quella delle musulmane in burqa. Si finisce sulla graticola dei pettegolezzi se ci si siede in un bar per un caffé, si diventa “poco di buono” se si scelgono lavori tipicamente maschili come il geometra, niente bicicletta e spesso niente patente per le rappresentanti del gentil sesso. Le ragazze sveglie ed emancipate vengono bollate zoccole, le più audaci e allergiche ai ricatti della mentalità  retrograda ancora dilagante emigrano. Sono spesso belle e formose, molto più attraenti di certe anoressiche che circolano a zonzo per Milano armate di pianta stradale e book fotografico. Più genuine e con meno puzza sotto il naso, qui con le ragazze si può socializzare senza traumi a patto che si rimanga impassibili di fronte ai contenuti di certi discorsi a proposito di televisione, grande fratello e lezioni di vita.
Correre sul lungomare può succedere di essere derisi e sfottuti da ragazzi obesi intenti a ingurgitare chili di focaccia oleosa, sdraiati sui cofani delle auto parcheggiate di sbieco o sui muretti. Ma anche da ragazze brille come quelle che a Torre a mare, vedendomi affannato su un ritmo sotto i 4 minuti per chilometro, mi hanno urlato “sfaccim de uagnon”. Non ho capito cosa intendessero, ma il tono usato non mi ha di certo rincuorato. Nella Puglia che ho visitato ho visto una sola pista ciclabile a Mola di Bari. Talmente bella, nuova e moderna da stridere con tutto il resto. Persino col bel mare che vomita sul bagnasciuga plastica, vetro e rottami.

Dormire la notte da queste parti é un terno al lotto. Dipende dalle intenzioni di chi starnazza per strada. Non é raro, infatti, imbattersi in gruppi di adolescenti randagi che scorrazzano sotto casa con gli scooter smarmittati dopo la mezzanotte. Possono urlare, sbraitare e lanciarsi sacchetti dell’immondizia fra l’indifferenza generale. Certi che il baccano amplificato che entra prepotente fin dentro i mobili di casa, non provoca reazioni sdegnate dai balconi. Tantomeno nessuno osa chiamare la Polizia. Il casco in moto non lo usa proprio nessuno qui, nemmeno le zucche pelate che non si possono spettinare.
Un signore che ho conosciuto a Santo Spirito mi ha detto che la gente, qui é sfiduciata perché chiamare le forze dell’ordine può non servire se i vigili sono parenti, amici o vicini di casa dei trasgressori. Quel signore ama passeggiare con la moglie nella vicina Giovinazzo perché lì, a differenza di altre parti, i vigili sono onnipresenti. Contrastano i parcheggi pirata e i vandali a suon di verbali. Col risultato che a Giovinazzo é meno pericoloso camminare per strada e meno probabile inciampare fra le cartacce e le cacche dei cani sui marciapiedi. La cittadina disseminata di tanti localini accoglienti lungo i suggestivi budelli del centro storico in pietra bianca, é una chicca che val la pena visitare.

Per il resto il ritornello non cambia: “Tu sei del nord? Abiti vicino a Milano? Io ho il cognato che sta a Trezzano, il fratello che lavora a Dalmine, la cugina che convive a Brescia…” e via di questo andazzo. Il tormentone é sempre il solito:”Aah voi al Nord si che state bene, tuttavia voi avete il lavoro, noi il mare!”. “Qui al Sud c’é gente che sporca, siamo fessi perché non diciamo niente, abbiamo i delinquenti perché non c’é lavoro”. Chiaramente sono sempre gli altri che sporcano e delinquono.
Da queste parti tutto é normale, se qualcosa non lo é si finge che lo sia. Non c’é stimolo, non c’é voglia di riscatto, non c’é coraggio, non c’é consapevolezza, non c’é abbastanza senso di responsabilità  collettiva. Forse non ci sono nemmeno i presupposti per crearla. Si vive molto di invidie, di piccole cose, spesso di espedienti e di vendette. Incendi, attentati e atti intimidatori sono all’ordine del giorno qui, tanto da non fare nemmeno più notizia sui giornali. L’Italia del Sud, Puglia compresa, é ancora disseminata di botteghe che al Nord sono scomparse da almeno 20 anni. Luoghi solitamente bui e mal tenuti, spenti come i loro gestori, spesso piegati sui banchi intenti ai cruci puzzle. Talmente demotivati da non riuscire a celare insofferenza verso il cliente che acquista. Difficile sentire un saluto o vedere una faccia sorridente al posto del broncio. Sarà  un caso che In dialetto barese il verbo lavorare si traduce con fadgà ?

Il Sud, mi spiace per chi non merita, é afflitto da overdose televisiva e da falsi miti. Molto più del Nord. Perciò Berlusconi continua a governare! Nonostante l’impegno di qualcuno, per ora, quest’area italiana rimane la palla al piede di quell’Italia attiva che lavora, che produce, che paga le tasse e che non ha sul suo territorio decine di caserme popolate da centinaia, migliaia di militari inutilizzati. Che potrebbero essere impiegati in borghese nelle campagne a controllare quella minoranza di incivili che lascia per strada di tutto.
Ieri, in un’edicola di Bari Palese, mentre acquistavo Repubblica, il Giornale e L’Unità , il giornalaio, che avrà  avuto si e no mia età , mi voleva dissuadere dall’acquistare il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Non potevo credere ai miei orecchi! Gli ho chiesto se conoscesse Concita De Gregorio, il nuovo direttore succeduto ad Antonio Padellaro, e Marco Travaglio. Lui mi ha risposto: “No… bé abbiamo idee diverse, io preferisco Vittorio Feltri”. Gli ho chiesto se ricordasse qualche suo celebre articolo calunnioso e diffamatorio nei confronti di Antonio Di Pietro, e se sapesse della radiazione dall’albo dei giornalisti per aver, una volta tanto, pubblicato qualcosa di vero (una foto pedofila). Mi ha fatto segno con la mano che non era disposto a continuare la conversazione, congedandomi con un laconico “..forse lei ne saprà  più di me, legga ciò che vuole”.

Che volete che vi dica? Tanto é valso lasciar perdere e tuffarmi alla prima sagra del pesce fritto che ho incontrato risalendo la costa. Un’altra buona occasione per ingurgitare alici, polipetti e gustosissime cozze alla faccia di un santo di cui non ricordo il nome. Senza dimenticare di lasciarvi una cartolina che documenta cosa si può trovare tra i tanto decantati olivi di Bitonto. In cima al post. In onore alla verità . Uguale a quella che trovai un anno fa.

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112 Commenti a “Spicchi e spaccati di vita italiana”

  1. scrafagna ha detto:

    sei proprio un coglione! un grandissimo coglione!

  2. Marco Corino ha detto:

    Anche io viaggio spesso per l’Italia ed i pensieri sono gli stessi. Il sud é stelle o stalle, senza mezze misure. La gente in genere é più accogliente e socievole, poi si mangia decisamente bene. Fa ridere Rocco (che non si firma per intero, per non prendersi responsabilità ?) che si sente ferito dalle parole di Daniele, segno che si confonde ancora l’onore col senso civico. E non metto in dubbio, Giannit, che se vai nel Salento in un resort vedi una Puglia diversa… E’ però vero che non va fatta di tutta l’erba un fascio, nel senso che anche al sud ho trovato gente organizzata, rigorosa e colta. Il dramma non é il sud, é l’ignoranza, la pigrizia e la presunzione di non voler cambiare.

  3. VENOM ha detto:

    Anche nel mio piccolo paese cilentano, Sapri, che con tanti sforzi adotta una raccolta differenziata a domicilio… alla fine di ogni estate deve fare i conti con i segni dell’inciviltà … quando i “signori” turisti rientrano ai propri ovili, lasciano dietro di se una scia di immondizia e plastica in ogni angolo, a cui si aggiunge l’azione estremamente flemmatica della nostra amministrazione nel ripulire lo scempio, talvolta si arriva alle porte dell’estate successiva!!!
    Questa gente andrebbe punita SEVERAMENTE… le leggi ci sono, ma chi le fà  rispettare????

  4. Francesca ha detto:

    ehi ma é qui la festa?
    nn vi trovavo ed ho creduto in un ammutinamento di massa invece siete ancora qui a difendere le vostre contrade come in un palio senza premio
    vorrei dire agli abitanti della parte bassa dello stivale di prendere l’orgoglio per la gonna e rimboccarsi le maniche, non chiedere al politico di turno ma agire in prima persona, alla fine siamo noi a decidere le nostre sorti e non un deus ex machina piovuto dal cielo
    sono campana orgogliosa di esserlo (ma le cose che non vanno le vedo anche io)

  5. E.T. ha detto:

    Mi scuso con tutti per le troppe parole, ma é un tema, quello che investe il rapporto tra i cittadini italiani del sud e del nord a cui tengo molto, e volevo farvi leggere delle parole, che dimostrano come sia cambiato ben poco da quando c’é stata l’unità , in primis l’idea della palla al piede
    L’Italia meridionale appare come un Vandea di baroni assenteisti, di plebi ignoranti, di politicanti corrotti. Le ferrovie del Mezzogiorno sono la causa delle difficoltà  del bilancio; gl’impiegati meridionali del disordine amministrativo; i politici meridionali del militarismo. Queste cose si dicono in mezzo Italia, ma sommessamente, con quel parlare discreto ch’é il nostro male. Ebbene diciamola tutta la verità , facciamola sentire apertamente, sì come é dovere nostro … la verità  é che l’Italia meridionale ha dato dal 1860 assai più di ogni altra parte d’Italia in rapporto alla sua ricchezza; che paga quanto non potrebbe pagare …; che lo Stato ha speso per essa, per ogni cosa, assai meno e che vi sono alcune province in cui é assenteista per lo meno quanto i proprietari delle terre … Per cause molteplici (unione di debiti, vendita di beni pubblici, privilegi a società  commerciali, emissioni di rendita) la ricchezza del Mezzogiorno, é trasmigrata subito al Nord … Non vi é cosa tranne le imposte, in cui il Mezzogiorno venga ultimo (Nitti)
    Noi eravamo, nel 1860, in floridissime condizioni per un risveglio economico sano e profittevole. L’unità  ci ha perduti. E c’é di peggio. Tutto il macchinario dello Stato presente, se é tollerabile dalle forze dell’Alta Italia, é intollerabile dalle esauste nostre forze. E come se questo non bastasse, é provato, contrariamente all’opinione di tutti, che lo Stato italiano profonde i suoi benefici finanziari nelle province settentrionali in misura ben maggiore che nelle meridionali. Tutto ciò, forse, Vi parrà  un’eresia. Ma aspettate ancora due o tre mesi: avrete allora un libro di Francesco Saverio Nitti, magnifico e terribile a un tempo, che Vi toglierà  ogni dubbio…Quel libro sarà  una benedizione…Esso combatterà  uno dé maggiori, dé peggiori pregiudizii dé settentrionali… (Fortunato)
    Fortunatamente, essi dicono fra sé, non tutta l’Italia é nelle condizioni in cui sono le province meridionali. Se laggiù il contadino ed il povero sono in così pessimo stato, se la gente colta manca al suo dovere, non reagendo e non migliorando questo stato di cose, peggio per loro; resteranno ancora un pezzo nello stato di semi-barbari. Nell’Italia centrale e superiore saremo, come siamo, civili … E noi uomini del Mezzogiorno abbiamo il diritto di dire a quelli dell’Italia superiore e centrale: La vostra e la nostra indifferenza sarebbero del pari immorali e colpevoli. (Villari)

  6. E.T. ha detto:

    Mi scuso con tutti per le troppe parole, ma é un tema, quello che investe il rapporto tra i cittadini italiani del sud e del nord a cui tengo molto, e volevo farvi leggere delle parole, che dimostrano come sia cambiato ben poco da quando c’é stata l’unità , in primis l’idea della palla al piede
    (Nitti)
    (Giustino Fortunato)
    (Villari)

  7. E.T. ha detto:

    Bitontina Orgogliosa, fai bene ad essere orgogliosa del Sud e delle proprie tradizioni, é ciò che ancora ci consente di mantenere una dignità  che spesso, troppo spesso, viene calpestata. Ho vissuto qualche anno a Milano e ho visto lavatrici buttate appena si usciva dalla periferia, come a Roma ho visto immondizia ed elettrodomestici lasciati lì, come pure macchine bruciate; non per questo credo siano sporchi e incivili tutti i milanesi o i romani. Le banche e le industrie con a capo settentrionali hanno creato scandali finanziari giganteschi, rubato e ingannato poveri pensionati e mandato sul lastrico numerose famiglie, non per questo credo che tutti i settentrionali siano ladri e farabutti. Normalmente i ragazzi del nord, che io reputo estremamente meno informati o interessati ai problemi italiani rispetto a quelli del sud, situazione frutto del benessere caduto dal cielo (ad es. industrie costruite con i soldi dell’agricoltura e delle rimesse degli emigranti meridionali e non con il sudore loro) ci chiedono perché ci lamentiamo sempre e non affrontiamo i nostri problemi, per es. la differenziata (nel mio paese, campano, é iniziata da 2 mesi e già  siamo ad oltre il 60%, più che in molti paesi del nord e meglio della stessa Milano, ove si fa plastica, carta e indifferenziata, segno evidente che non sono le persone ma é la volontà  politico-mafiosa a crocifiggerci)e senza vedere che i nostri problemi sono anche i loro. Per es. lo scandalo rifiuti a Napoli é stato creato 1°dalla Fibe, azienda piemontese e dalla nostra classe politica, e 2° dagli intrecci tra imprenditori del nord e la camorra che inviava i rifiuti tossici da noi, trattati dunque come l’Africa di qualche anno fa; ora il rapporto é di due a due ma non mi sembra che qualcuno abbia mai considerato questi aspetti, e ho avvertito sempre e solo, da parte di persone del nord, che non si sentono minimamente coinvolti, e dunque accuse di essere noi tutti cittadini meridionali brutti sporchi e cattivi e mai una protesta verso l’industrialotto che ha sversato qui i suoi rifiuti tossici.
    Purtroppo i problemi del sud sono stati e restano problemi solo meridionali ma é più grave il clima culturale, considerando che anche persone, che stimo, come Martinelli la pensi in questo modo; dovrà  cadere anche questo razzismo velato, ma il pregiudizio, quello costruito ad arte, é duro a morire ed é ormai entrato nelle ossa degli stessi meridionali,del meridionale in perenne crisi di inferiorità  segue

  8. helena f. ha detto:

    Riflessioni…
    In effetti sono state scritte delle cose orribili negli ultimi giorni su questo bolg/post. Insulti e intimidazioni, veramente da rabbrividire. In un mio commento ho scritto che Martinelli forse aveva generalizzato un pò troppo descrivendo usi, costumi e degrado della Puglia, fermo restando che quello che Martinelli ha documentato esiste e si può vedere chiaramente. Ora non riesco a capire coloro chi si sono offesi a tal punto da reagire in quella maniera assurda. Io credo che chi si sente apposto con la propia coscienza ma conosce i problemi del luogo in cui vive, invece di adirarsi contro un giornalista che denuncia gli scempi di natura ambientale,civile e politica, dovrebbe essere contento e anzi contribuire al miglioramento del luogo, con i FATTI però.
    Se Martinelli passa per Roma (ha detto forse) e scrivesse un post con tutte le magagne della mia città  (ce ne sono in grande quantità ), io ne sarei felice. Magari se scrive “i romani” mi scoccerebbe un pò se non mi riconoscessi in quei romani ma sicuramente non mi offenderei, tantomeno lo insulterei.
    Non lo quereleri di certo per diffamazione nei confronti dei cittadini romani.
    E’ un vero peccato che non si sia affrontata questa tematica con vero senso civico e autocritica da parte di molti lettori di questo blog.
    Si sarebbe potuto avere un bel confronto costruttivo.
    La Puglia é bellissima e tanti pugliesi sono persone meravigliose, come Roma é stupenda e tanti romani sono persone eccezionali ma c’é anche il rovescio della medaglia dappertutto purtroppo e credo che un giornalista abbia il dovere di parlare delle bruttezze più che delle bellezze di un posto perché bisogna denunciare quello che non va.
    Quello che va bene, quello che é bello e pulito si vede, si ammira ma non si denuncia.
    La denuncia é importante e serve a far si che le coscienze si sveglino e che le persone si indignino e si diano da fare contro chi, semplici cittadini o amministratori, tentino di deturpare il territorio o fare i propi comodi senza rispettare ne le persone ne i luoghi pubblici.
    Spero di non leggere mai più su questo blog insulti e offese nei riguardi sia di Martinelli che di altri frequentatori e spero che questa “lotta” tra nord e sud e viceversa cessi per concentrarci tutti insieme nel migliorare il nostro Paese.
    Un saluto a tutti

  9. fau.fab ha detto:

    Meditiamo gente:una tradizione da trasformare

    Petizione online: il papa rinunci alla pelliccia d’ermellino
    Luglio 23, 2008 — criminievaticano
    ROMA – Animalisti versus Benedetto XVI. Oggetto del contendere: la pelliccia d’ermellino. “Vogliamo chiedere di rinunciare alla stola di ermellino e vogliamo che a farlo siano in tanti, davvero tanti, e non solo animalisti, ma tutti coloro che credono che oggi sia indispensabile una grande mobilitazione per ricordare a tutti che gli animali sono esseri senzienti e che soffrono, hanno paura quando vengono ammazzati e portati al macello”, dice Lorenzo Croce, presidente nazionale Aidaa. “Noi confidiamo di raccogliere davvero tante firme a sostegno della nostra proposta che invieremo al santo padre nel prossimo mese di settembre e siamo certi di riuscire in questa iniziativa che per qualcuno sarà  letta come una provocazione o un’attacco alle tradizioni religiose, ma che noi vogliamo invece intendere come un messaggio di amore e di pace a colui che per milioni di persone é messaggero di pace e amore”.

    E’ partita quindi oggi la raccolta di firme online per chiedere al papa Benedetto XVI di rinunciare alla stola di ermellino. Per firmare basta collegarsi all’indirizzo online http://www.firmiamo.it/papasenzaermellino
    da http://www.dire.it

  10. fau.fab ha detto:

    Cara Bitontina Orgolgiosa,
    Penso che nessuno abbia la capacità  ma sopratutto il diritto voler di cambiare gli altri(che hanno tutto il diritto di essere anche sbagliati) ma tutti hanno le capacità  (in latenza)di cambiare in meglio se stessi e di riflesso l’ambiente circostante.E’un processo lungo, difficile e anche non condivisibile, ma sopratutto finisce quando la vita finisce.Premesso ciò, il mio modo di essere, la mia educazione civica e morale, religiosa se vuoi,i miei diritti e i miei doveri, cerco di portarli sempre con me,a Roma,Bergamo o Bitonto.Sentirmi cittadino di Roma, non esclude la mia possibilità  di essere cittadino (italiano) a Bitonto.
    Parli della tua TERRA.Che cazzo significa la tua TERRA?Dove comincia la tua TERRA e dove comincia la mia?Ti comporti diversamente quando vieni a Roma “la mia di TERRA” e quando sei nella tua ti comporti in un altro modo?Bitonto non ha diritto ad avere le strade pulite e un capo dei vigili onesto come ne hanno diritto le altre città  italiane?
    La cultura delle tradizioni poi…. io le adoro, quando sono terreno di condivisione….la musica, il cibo, i tornei storici….ma credere che in una statua portata in processione possa risierede il DIVINO…..(e che questo non possa risiedere nella natura umana)e poi non rispettare i principi basilari della convivenza civile (gli insulti, le minacce in questo blog ad esempio,tanto per essere leggeri)mi sconforta molto…
    Un saluto a tutti

  11. Giovanni ha detto:

    ecco…così già  va meglio……
    ma, di grazia, rimangiatevi tutte le offese che vi siete scambiati a vicenda…..sono state dette cose davvero orribili….da sud a nord, da nord a sud….
    che diamine!!!!! siamo ancora a questi livelli!!?!?!?

    comunque, quello che vogliono farti capire, bitontina orgogliosa di esserlo, é che i motivi di orgoglio dovrebbero essere altri….quelli più concreti….veri atti di cambiamento….quelli che contano….
    quello che gli altri dovrebbero capire é che in puglia questi atti di cambiamento ci sono ma c’é una parte della popolazione (cozzala, zagna, terrona) che é completamente estranea a questa atmosfera…e questa é la gente che costruisce scempi come quello denunciato da martinelli (anche se ha comunque oggettivamente esagerato, creando un quadro tragico-comico irreale) questa é la gente ignorante, arrogante e altro che nomina a capo dei vigili un indagato…
    questo é quanto……

    ora meditate! 🙂
    spero di essere stato obiettivo.
    questa, fidatevi, é una analisi lucida e quanto più possibile generale (parlo per la Puglia, sempre!)
    le altre considerazioni (é stato detto che qui non si può affatto vivere, é stato detto che qui stiamo benissimo) sono solo esagerazioni, frutto di singolari esperienze.
    speriamo di aver tratto le conclusioni…..

  12. BITONTINA ORGOGLIOSA DI ESSERLO ha detto:

    mettiamo in chiaro un po’ di cose….
    Bitonto non é la città  peggiore della Puglia…solo gente superficiale può pensarlo….perché invece di fermarvi alla periferia della città , dove – é vero- ci sono rifiuti ai bordi delle strade non vi fate un giro nel centro o nella città  vecchia? scoprireste tante cose che il BRAVISSIMO sig. Martinelli ha volutamente e astutamente sottaciuto (xke non fanno notizia come una bella lavatrice all’aria aperta)…non ho mai negato che a Bitonto di problemi ce ne sono, magari molto piu che a Nord ma quello che mi fa più rabbia (é stato il sentimento che ha impregnato il mio precedente post) é vedere una fotografia della MIA TERRA x niente onesta e conforme alla realtà …..

    con quale autoriutà  il sig. Martinelli si permette di scendere dall’alto del suo splendido Nord e venire qui a parlare di cose che non capisce e che non può capire???

    le processioni- é vero- per alcuni diventano idolatria ma x altri (XKE NON CI SONO SOLO IGNORANTI QUI) sono solo un modo x preservare una cultura forte, radicata di cui voi non avete idea…le sagre, le feste patronali sono uno strumento x riscoprire le origini comuni, quelle originio che voi, nel vostro-permettetemi- “progressismo esasperato” avete ormai smarrito…

    forse sarò sembrata un po’ campanilista nel mio precedente post…ma la lettura di questo articolo mi ha scatenato tanta rabbia….

    sono giovane, piena di sogni (qualcuno dirà  inesperta) ma nella mia inesperienza e pur con la mia giovane età  LOTTO, MI IMPEGNO, MI SPENDO X LA MIA CITTà  xke credo DAVVERO che qlcs, seppur poco, si possa fare…non voglio essere retorica ma Madre teresa diceva che “ciò che facciamo oggi é solo una goccia in mezzo all’oceano…ma in fondo l’oceano é fatto di gocce!”

    ora ditemi pure che sono un’illusa perditempo, non mi importa…. ma non posso assolutamente tollerare che un giornalista da strapazzo venuto da chissà  dove si permetta di gettar fango sulla mia terra IMPERFETTA, PROBLEMATICA DEGRADATA ma piena di gente che lotta e combatte x lei….

    se martinelli volesse tornare in Puglia potrebbe avvisarci…noi lo accoglieremmo e gli mostreremmo LA VERA PUGLIA, LA VERA BITONTO, in una fotografia molto più onesta…E NON SI DIMENTICHI LA TELECAMERA!

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