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	<title>giorgia meloni Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
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		<title>Record di conflitti di interesse nel governo Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 May 2023 18:56:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il governo Meloni vanta almeno 2 record. Il primo è quello relativo al voto. Le urne sono state disertate dal 60 per cento degli elettori. Il secondo record è quello di conflitti di interesse dei ministri. Partiamo dal potente viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che ha la delega in materia tributaria e fiscale. Peccato che detenga [&#8230;]</p>
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<p>Il governo Meloni vanta almeno 2 record. Il primo è quello relativo al voto. Le urne sono state disertate dal 60 per cento degli elettori.<br />
Il secondo record è quello di conflitti di interesse dei ministri.<br />
Partiamo dal potente viceministro all’Economia, Maurizio Leo, che ha la delega in materia tributaria e fiscale. Peccato che detenga quote nella società “Progetto fisco” con soci sua moglie e i suoi figli. Realizzano pubblicazioni di ambito fiscale; e sono commercialisti delle aziende.</p>
<p>Il sottosegretario leghista Federico Freni ha la delega sulla finanza pubblica (Comuni e Regioni). Ai temi del governo Draghi era presidente di una società d’investimenti da 250 milioni di euro, con la delega a «partecipare ai tavoli del ministero delle imprese concernenti le crisi di impresa».</p>
<p>La sottosegretaria all’Economia Sandra Savino, che ha la delega ai rapporti con l’Agenzia delle entrate, detiene quote nella società immobiliare di famiglia.</p>
<p>Il Ministro del made in Italy Adolfo Urso, prima di andare al governo guidava una società di consulenza alle imprese con sede anche in Iran. Nominato al governo, ha ceduto le sue quote al figlio che continua l’attività.</p>
<p>In campo sanitario tra i meloniani di peso c’è il farmacista Marcello Gemmato, che detiene il 10% delle quote di Therapia, che si occupa di consulenza delle Rsa e di produzione di software di miglioramento gestionale in ambito sanitario.</p>
<p>Poi c’è ormai l’arcinoto caso della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, che era tra i vertici dell’Ordine nazionale dei consulenti del lavoro fino a qualche mese fa: il marito Rosario La Duca presiede il consiglio dell’Ordine. E l’ispettorato del lavoro, che dipende dal ministero, ha appena firmato un protocollo d’intesa proprio con l’organizzazione dei consulenti del lavoro.</p>
<p>La ministra del Turismo Daniela Santanché, che aveva partecipazioni al Twiga in Versilia: quote cedute al compagno.</p>
<p>Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha chiuso la sua società di consulenza che ha lavorato per diverse imprese fornitrici del ministero, ma detiene il 25% dello studio contabile Co.Pro.Spe.</p>
<p>Chiudiamo col sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, che ha avuto incarichi in diversi centri di assistenza fiscale e Caf.</p>
<p>Questa commistione tra incarichi da ministro o sottosegretario che configgono con attività private – allo stato attuale – in mancanza di una legge sul conflitto di interessi, sono purtroppo leciti.</p>
<p>Ma restano pur sempre tipici dell’Italia e non di altri paesi europei.</p>
<p>Dopo la promessa andata a vuoto dei 5 stelle di fare una legge seria sul conflitto di interessi, sarebbe il caso di ripensarsi con urgenza.</p>
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		<title>La propaganda del Tg1 al decreto lavoro di Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2023 00:11:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Solitamente do’ notizie che i tg non danno. Oggi, invece, vi racconto una notizia che hanno dato tutti i tg Rai, ma con tono di propaganda in favore del governo in carica. Manco fossimo in Korea del Nord, la premier Giorgia Meloni ha realizzato un video marchetta dentro Palazzo Chigi per fare propaganda sulle trionfalistiche [&#8230;]</p>
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<p>Solitamente do’ notizie che i tg non danno. Oggi, invece, vi racconto una notizia che hanno dato tutti i tg Rai, ma con tono di propaganda in favore del governo in carica.<br />
Manco fossimo in Korea del Nord, la premier Giorgia Meloni ha realizzato un video marchetta dentro Palazzo Chigi per fare propaganda sulle trionfalistiche decisioni del governo in merito al taglio del cuneo fiscale e altre amenità, per le quali di sostanza non ce n’è.<br />
Nel video, la presidente del Consiglio si fa inquadrare in piano americano e avanza di passo, nell’intento di trasmettere sicurezza e decisione, per poi accedere nel salone del consiglio dei ministri &#8211; tutti muti prestati a coreografia al video promozionale di propaganda istituzionale..<br />
Il tutto, come è già accaduto nel recente passato, senza conferenza stampa per evitare le domande dei giornalisti.<br />
Ma quel che più colpisce è il resoconto che dà di questa marchetta il primo telegiornale italiano nell’edizione più vista. Il Tg1 delle 20, quello della Rai per la quale paghiamo il canone obbligatorio.<br />
Ebbene, il tg ripete a pappagallo le frasi di propaganda della Meloni: </p>
<p>“E’ il più importante taglio delle tasse sul lavoro degli ultimi decenni”.</p>
<p>Falsissimo. Eppure il tg1 non solo lo dice. Ma non smentisce con una verifica dei numeri riferiti al passato, con i quali smaschererebbe in pochi secondi le frasi di propaganda della premier.<br />
Niente, sono stati oltre 7 minuti di tg dedicati al decreto lavoro<br />
Non solo. Nel primo servizio appare la madre di Lorenzo Parelli, lo studente morto l’anno scorso durante uno stage sul lavoro. Ebbene, il tg1 ha usato le parole di cordoglio di quella madre disperata per agganciare con tono di propaganda l’istituzione di un fondo di risarcimento…</p>
<p>Capite in che stato versa l’informazione in questo Paese?<br />
Vi dico solo che sul Tg2 i giornalisti sono stati ancora più sdraiati sul governo: “Meloni: noi celebriamo il primo maggio con i fatti”. E ancora: “Col nuovo decreto buste paga più pesanti, aumenti fino a 100 euro al mese per il taglio del cuneo da 4 miliardi. Via il reddito di cittadinanza, arriva il reddito d’inclusione”.<br />
Senza contare che su Rete4 – però lì siamo su una tivù privata &#8211; ci ha pensato il compagno di Meloni Andrea Giambruno a condurre una striscia di propaganda sul governo.<br />
Ecco, un’informazione di questo spessore in un Paese che non legge, di certo non contribuisce alla causa del diritto dei cittadini di essere correttamente informati.<br />
Semplicemente siamo a un giornalismo da riporto, che in ginocchio amplifica la propaganda col solo intento di sopravvivere alla crisi dell’editoria e di tirare a campare.<br />
Con effetti disastrosi sulla consapevolezza pubblica della realtà politica italiana.</p>
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		<title>Gli stipendi d&#8217;oro nello staff di Giorgia Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Apr 2023 17:50:59 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/VuLepmU59hg" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Sapevate che sono 80 gli assunti d’oro voluti da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi? Nell’elenco dei nominati c’è un po’ di tutto. Ma soprattutto si tratta di amici di partito, o di trombati alle elezioni, spesso ex deputati, che col governo di centrodestra hanno comunque rimediato ad una poltrona con stipendi sostanziosi. Pensate che nessuno guadagna prende meno di 25 mila euro l’anno spesso per incarichi da passacarte e di immagine che non di responsabilità vera.<br />
Di questi 80, vediamo chi sono quelli che guadagnano di più.</p>
<p>Patrizia Scurti l’ha voluta Giorgia Meoni a capo della segreteria particolare con stipendio da 180 mila euro lordi all’anno.<br />
Giovanna Ianniello invece è «coordinatrice eventi di comunicazione» a160 mila euro.<br />
Gaetano Caputi, già direttore generale di Consob a 400 mila euro e incompatibile componente dell&#8217;authority per il diritto di sciopero , è stato nominato capo di gabinetto alla modica cifra 221.000 euro. In Consob fu indagato di ostacolo alla vigilanza nell’ambito della fusione Unipol Sai, e prima di approdare a palazzo chigi era capo di gabinetto del ministro del Turismo Massimo Garavaglia del governo Draghi.</p>
<p>Mario Sechi, lunga militanza nelle testate di destra come Libero, Il Tempo e Panorama, è stato nominato capo ufficio stampa di Palazzo Chigi a 160 mila euro. Parliamo di una sorta di ciambellano dei potenti di turno. Infatti, Sechi è stato montiano, poi renziano, poi draghiano e ritiene che “Non sia professionale” da parte di un giornalista fare domande. E abbiamo detto tutto.<br />
Il vice di Sechi è Fabrizio Alfano, giornalista dell’Agi che Sechi ha diretto fino a prima dell’attuale incarico, e fu già portavoce di Gianfranco Fini quand’era presidente della Camera: stipendio 120 mila euro.</p>
<p>Tommaso Longobardi, autore della Voce del patriota: 80.000 euro.<br />
Carmelo Dragotta, coordinatore del settore amministrativo della comunicazione 75.000 euro-</p>
<p>Il più pagato dello staff del vicepresidente del Consiglio nonché ministro degli Esteri Antonio Tajani, è l’ex deputato Sestino Giacomoni, trombato alle ultime elezioni politiche, qui ricompensato con 50 mila euro l’anno in veste di «consigliere per la politica economica e imprenditoriale».</p>
<p>Degna di nota è pure la posizione dell’ex calciatore del Milan, ed ex deputato, Giuseppe Incocciati  in veste di «consigliere per le tematiche giovanili e sportive»: a 30 mila euro l’anno.<br />
Quanto al regista Pupi Avati, nominato tra i consulenti ed esperti per «le tematiche afferenti al settore della cultura», il ruolo è a titolo gratuito.</p>
<p>Invece, tra i 15 nominati d’oro del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, c’è l’ex deputato Armando Siri, in qualità di «consigliere per le politiche economiche, del credito e dello sviluppo sostenibile», con un compenso di 120 mila euro all’anno.<br />
Siri è indagato per corruzione e la sua posizione nel processo dipende da come si pronuncerà la Corte costituzionale in merito ad alcune intercettazioni che lo riguardano quand’era senatore.</p>
<p>Altri 120 mila euro se li becca il vicesindaco bergamasco di Chiuduno Stefano Locatelli, nel ruolo di «consigliere per i rapporti con le autonomie».</p>
<p>L’avvocato dello Stato Paolo Grasso, è invece il capo di gabinetto del ministero di Salvini con circa 100 mila euro annui.<br />
Contratto da 60 mila euro per il portavoce di Salvini, Matteo Pandini,</p>
<p>Infine, tra la pletora dei 24 consiglieri diplomatici assunti dai sottosegretari meloniani ce ne sono due alle dipendenze rispettivamente di Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Il primo ha voluto come consigliere giuridico il docente alll’Università di Genova Francesco Farri, con un compenso da 80 mila euro, e come capo di gabinetto il consigliere parlamentare della Camera Nicola Guerzoni alla stessa cifra. Fazzolari come segretari particolari ha scelto Camilla Trombetti, a 60 mila euro, già consulente di FdI, ed Emilio Scalfarotto, dirigente di FdI a Fiumicino con 85 mila euro l’anno.</p>
<p>Insomma, niente male per una poltrona, spesso defilata, lontana da occhi indiscreti, e soprattutto dalle cronache televisive, che si occupano semmai di sostenere la propaganda di Meloni contro il Reddito di cittadinanza, e in generale contro i poveri.<br />
Per gli 80 assunti d’oro dal governo Meloni non si bada a spese. I soldi ci sono.</p>
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		<title>Il governo taglia le pensioni ma dà il vitalizio ai condannati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2023 12:39:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta nella storia di questo Paese, un capo di governo, in questo caso Giorgia Meloni non indice la conferenza stampa sull’approvazione del Documento di Economia e finanza per evitare l’imbarazzo delle domande dei giornalisti. Non sa come giustificare il taglio delle pensioni balbettato dal ministro Giorgetti. Non sa come coprire il taglio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2023/04/12/il-governo-taglia-le-pensioni-ma-da-il-vitalizio-ai-condannati/">Il governo taglia le pensioni ma dà il vitalizio ai condannati</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/nA-ixwf8wNU" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per la prima volta nella storia di questo Paese, un capo di governo, in questo caso Giorgia Meloni non indice la conferenza stampa sull’approvazione del Documento di Economia e finanza per evitare l’imbarazzo delle domande dei giornalisti.<br />
Non sa come giustificare il taglio delle pensioni balbettato dal ministro Giorgetti.<br />
Non sa come coprire il taglio del cuneo fiscale senza dar fondo al debito pubblico. Inoltre non sa come giustificare i vitalizi ai parlamentari, che restano scandalosamente alti, mai intaccati da nessun taglio (se si esclude quello applicato quando governavano i 5 stelle), col risultato che oggi vi propongo un breve elenco di ex parlamentari di cui nessuno o quasi si ricorda più, che percepiscono il vitalizio per ragioni di casta e per le bizzarrie delle leggi a loro favore.<br />
Eccoli: Irene Pivetti, ex presidente della Camera ai tempi della Lega lombarda, a processo per evasione e auto riciclaggio nell’inchiesta sulla compravendita delle Ferrari, prossima ai 60 anni, è felicissima di non dover più fare la cuoca in una mensa di Monza per mille euro al mese, perché presto percepirà il suo vitalizio da oltre 2 mila euro mensili.<br />
Antonio D’Ali, ex senatore, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa che l’ha portato direttamente in carcere, prende 9 mila euro al mese.<br />
Roberto Formigoni, condannato a 5 anni e 10 mesi per corruzione scontati solo in minima parte a Bollate e poi scarcerato, prende 7 mila euro lordi al mese.<br />
Piero Craveri fece solo mezza giornata al Senato della Prima repubblica. Correva l’anno 1987. Si dimise dopo poche ore dai radicali di Marco Pannella. Oggi prende 2.159 euro al mese e se ne è pure vantato di recente in un’intervista rilasciata alla Zanzara su Radio 24.<br />
Il torinese Angelo Pezzana, altro radicale, fece il deputato a Montecitorio per una sola settimana nel 1979. Ebbene, sono ormai 23 anni, da quando nel 2000 compì 60 anni, che riscuote 1.200 euro mensili. E menomale, perché se non ci fosse stato un ritocco al ribasso operato dall’ex presidente della Camera Roberto Fico, l’importo sarebbe stato di 3.160 euro.<br />
Anche Gerry Scotti figura nell’elenco dei miracolati del parlamento. Fece un anno di deputato Socialista, nel partito di Bettino Craxi, nel 1987, dopodiché si assentò pu restando in carica fino al 1992 e iniziò a fare tivù dopo essere stato voce di radio dj. Ebbene, Scotti incassa 1.400 euro mensili benché in passato abbia cercato di rinunciarci senza successo, perché il vitalizio del parlamento è per sempre ed eventualmente può solo devolverlo.<br />
E’ vero che attualmente per maturare il vitalizio a 60 anni, gli onorevoli devono fare almeno 4 anni e 6 mesi di legislatura.<br />
Ma è pur vero che tra loro e i cittadini resta una sproporzione di contributi e di resa finale che grida vendetta.<br />
L’ultima sentenza della Camera rivela che dal 1981 a oggi i soldi dell’assegno superano di gran lunga le trattenute: secondo un calcolo pubblicato dal Fatto quotidiano i vitalizi ai politici sono costati 4 miliardi e mezzo di euro a fronte di soli 320 milioni di contributi riscossi<br />
Numeri che gridano vendetta di fronte alla tracotanza di un governo del tutto inadeguatoa far fronte allle emergenze di un Paese in crisi di lavoro, e con un rapporto guadagni-costo della vita che non trova eguali in Europa.<br />
Paese dal quale chi può se ne va.<br />
E chi resta deve pure sorbirsi la propaganda dei telegiornali che parlano d’altro, o addomesticano la realtà.</p>
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		<title>Miliardi dall&#8217;Ue a rischio, Meloni in imbarazzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2023 12:02:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Attenzione perché i soldi promessi dall’Europa per riprenderci dal disastro del Covid potrebbero non arrivare più. Sapete perché? Perché il governo Meloni non ha presentato progetti congrui alla Commissione europea, che vuole massima trasparenza sui miliardi da destinare ai singoli Paesi membri, e soprattutto per opere utili a creare posti di lavoro. E invece l’Italia [&#8230;]</p>
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<p>Attenzione perché i soldi promessi dall’Europa per riprenderci dal disastro del Covid potrebbero non arrivare più.<br />
Sapete perché? Perché il governo Meloni non ha presentato progetti congrui alla Commissione europea, che vuole massima trasparenza sui miliardi da destinare ai singoli Paesi membri, e soprattutto per opere utili a creare posti di lavoro.<br />
E invece l’Italia cosa ha fatto? In primis, Salvini è riuscito a far alzare la quota per permettere ai piccoli Comuni di avviare gli appalti senza gara pubblica.</p>
<p>Il che in un Paese come l’Italia significa consentire ai sindaci e alle giuinte di consegnare i lavori ai clan e ai parenti.<br />
In tal senso la Corte dei conti ha già denunciato in tutte le sedi questo pericolo.<br />
Invece, le gare pubbliche, vanno fatte in trasparenza per consentire a tutte le imprese di concorrere alla realizzazione dei lavori e dei progetti.</p>
<p>Anche perciò la Commissione europea ha congelato i miliardi destinati all’Italia.<br />
La Spagna, invece, ha rispettato i termini entro fine 2022, presentando i progetti a metà novembre e quindi ha già ricevuto i 6 miliardi di euro della terza rata.</p>
<p>Pensate che a ormai quasi 2 anni dal lancio del Next Generation, Bruxelles ha già erogato 150 miliardi di euro agli Stati membri, che sono quasi il 20% del mega piano da 800 miliardi varato per supportare la ripresa dal Covid.<br />
Ebbene, il governo italiano adesso è in grande imbarazzo perché l’Italia resta indietro con la Meloni che dice il contrario di ciò che diceva in campagna elettorale: frasi del tipo “è un pnr che non abbiamo scritto noi” e stupidaggini così.</p>
<p>L’uscita di ieri del presidente del Senato La Russa su via Rasella e i presunti “musicisti uccisi dai partigiani”, serve a spostare il dibattito pubblico dallo stallo in cui si trova il governo.<br />
Il problema è che il Pd ci casca, e anziché sottolineare questo gioco sporco, la Schlein risponde come il governo si aspetta. A tono su via Rasella, anziché stare nel tema del pnr, che ricordiamolo, fu Giuseppe Conte ad ottenerlo per primo quando si recò a Bruxelles nei primi mesi del Covid, nel 2020.</p>
<p>Infine, la Meloni è andata da Mattarella per fingere di condividere col Quirinale lo smacco di questo stallo sui soldi dall’Europa.<br />
Ma il Quirinale non ha poteri in tal senso, perché i progetti da finanziare sono opera del governo.<br />
Quindi anche oggi, signori, siamo di fronte al’ennesima recita istituzionale col reale pericolo di perderci finanziamenti vitali per il rilancio di questa povera Italia disseminata di buche e di opere da fare o lasciate a metà.</p>
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		<title>Meloni-Ue, la propaganda e la realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 08:19:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La propaganda del regime delle tivù punta a dare rilievo ad argomenti poco importanti come il riconoscimento dei figli delle coppie gay, e nasconde lo scarso feeling che la premier Giorgia Meloni sta avendo in Europa. I fronti sono 5: riguardano i miliardi del Pnrr, i migranti, il carburante, i balneari, e il Mes. Quanto [&#8230;]</p>
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<p>La propaganda del regime delle tivù punta a dare rilievo ad argomenti poco importanti come il riconoscimento dei figli delle coppie gay, e nasconde lo scarso feeling che la premier Giorgia Meloni sta avendo in Europa.<br />
I fronti sono 5: riguardano i miliardi del Pnrr, i migranti, il carburante, i balneari, e il Mes.</p>
<p>Quanto al Pnrr se l’Italia non avvierà i cantieri, come già purtroppo ammesso dal ministro Fitto, avrà vita dura a chiedere altri fondi dopo i 19 miliardi di euro attuali che il governo non riesce a spendere perché non ha saputo organizzarsi per tempo.</p>
<p>Quanto al Mes, il fondo europeo da usare solo in caso di contagi di fallimenti bancari, che se usato avrebbe interessi passivi altissimi, l’italia è l’unico Paese europeo a non averlo ratificato perché Giorgia Meloni vuole in cambio una revisione del Patto di stabilità che non otterrà mai, e men che meno la disponibilità di un fondo sovrano, perché il debito pubblico dell’Italia è già quasi 3 mila miliardi di euro. Quindi, anche qui, la Meloni dovrà ratificare il Mes a capo chino senza ottenere nulla di ciò che chiede.</p>
<p>Quanto ai migranti, la Meloni ha posto il tema della difesa dei confini europei ma senza ottenere nulla. Anzi, il governo dei partiti di destra in carica, che ai tempi del governo Letta faceva sorvolare su città come Bergamo i piper con gli striscioni con su scritto “basta clandestini”, è lo stesso che oggi tace sul record di sbarchi di disperati in arrivo dalla Tunisia, e fa figuracce con le tragedie come quella accaduta a Cutro, dove sono morti annegati decine di immigrati a poca distanza dalla spiaggia. </p>
<p>Per non dire lo “sbarco selettivo” che costrinse una ong a dirottare sulla Francia e beccarsi gli insulti da Macron, senza che Meloni abbia saputo rispondere a tono all’ipocrisia della Francia che chiude le frontiere di Ventimiglia costringendo migliaia di migranti a rimanere da anni stipati sotto i ponti della cittadina ligure.</p>
<p>Venendo all’ambiente, in Europa la Meloni ha fallito il tentativo di prolungare la fabbricazione delle auto a gasolio anche oltre il 2035. E col partito dei conservatori di Bruxelles si è beccata un altro no sulla proroga all’adeguamento dei parametri per le cosiddette case green in tema di efficienza energetica degli edifici.<br />
Quanto ai balneari, il Consiglio di Stato è stato chiaro: va applicata la direttiva Bolkestain che significa mandare a bando pubblico tutti i pontili a fine di quest’anno e non nel 2025.</p>
<p>Ecco allora l’Italia della Meloni che non conta niente in Europa, come non contava la sinistra. L’unico risultato tangibile degli ultimi anni è stato quello di aver ottenuto la promessa di 209 miliardi di euro di pnrr da parte di Giuseppe Conte.<br />
Che poi è stato sabotato da Renzi e ha toppato clamorosamente votando la fiducia a Draghi. Spalancando le porte alla Meloni che riesce a governare col solo 20% dei voti su un 60% di italiani che non è andato a votare.<br />
.<br />
Questa è la realtà nostrana. Non la propaganda delle tivù del regime controllate ancora dai partiti di Berlusconi. </p>
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		<title>Armi all&#8217;Ucraina, le balle di Giorgia Meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 20:22:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
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		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giorgia Meloni in Aula: “Raccontare che l’Italia sta spendendo soldi per mandare armi in Ucraina” è solo “puerile propaganda”. Eh no! Purtroppo è vero che il governo nei 6 decreti emanati finora, ha speso almeno un miliardo di euro di soldi pubblici per finanziare la guerra in Ucraina. Lo ha detto chiaro il ministro degli [&#8230;]</p>
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<p>Giorgia Meloni in Aula: “Raccontare che l’Italia sta spendendo soldi per mandare armi in Ucraina” è solo “puerile propaganda”.</p>
<p>Eh no! Purtroppo è vero che il governo nei 6 decreti emanati finora, ha speso almeno un miliardo di euro di soldi pubblici per finanziare la guerra in Ucraina.<br />
Lo ha detto chiaro il ministro degli Esteri Antonio Tajani il 22 gennaio al Corriere: “L’Italia è pronta per il pacchetto di aiuti da un miliardo”.</p>
<p>Che significa: mandare le armi italiane stipate nei magazzini, ma poi quelle armi vanno ripristinate. Non lo invento io, lo ha detto il ministro della difesa Crosetto in audizione al Senato il 25 gennaio scorso</p>
<p>CROSETTO  “L’aiuto che abbiamo dato all’Ucraina ci impone di ripristinare le scorte che servono per la Difesa nazionale”</p>
<p>Ripristinare le armi significa ricomprarle ex novo. Cioè spendere almeno un altro miliardo.<br />
Lo dicono anche le stime dell’osservatorio sulle spese militari italiane.<br />
Il suo fondatore, Francesco Vignarca, dice che dopo l’ultimo decreto Armi (il sesto), siano almeno 800 i milioni di euro spesi dall’Italia finora.<br />
Tra il materiale inviato c’è “il Samp T, il nuovissimo sistema di difesa missilistico.</p>
<p>Non solo. Nei 3 miliardi e 600 milioni stanziati dall’Unione europea con un “fondo esterno al bilancio per gestire le spese in armamenti”, l’Italia ha contribuito per il 12%, ovvero 450 milioni di euro.<br />
Di questi soldi l’Europa rimborsa all’Italia al massimo il 40%, ossia circa 200 milioni. Che sottratti al miliardo sono circa 800 milioni di euro.</p>
<p>Col risultato che, dopo aver speso un miliardo in armamenti regalati all’Ucraina, (quindi già svalutati essendo nei magazzini), ci ritroviamo con l’onere di doverli riacquistare nuovi. Per almeno un altro miliardo.</p>
<p>Ma non è finita. Se consideriamo che l’Europa ha già deciso di stanziare altri 2 miliardi di euro del fondo esterno al bilancio, l’Italia dovrà emanare un settimo decreto per contribuire di un altro 12 per cento. Ossia circa 250 milioni di euro. Che sommati agli 800 precedenti, siamo già oltre il miliardo di euro.</p>
<p>Insomma, conti alla mano, non pare puerile propaganda come ha detto Meloni in aula.<br />
Appare al contrario una bugia colossale di una presidente del Consiglio che in un Paese normale – dopo una bugia così colossale – dovrebbe scusarsi con gli italiani e dimettersi. </p>
<p>Ma già sappiamo che non succederà.</p>
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		<title>Eccoci al governo Meloni-Draghi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2022 15:14:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[coerenza]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
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		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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		<category><![CDATA[mario draghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre gli stolti si soffermano sulla Meloni declinata al maschile, ci sarebbe da riempire i telegiornali sull’inversione a U che Fratelli d’Italia con la sua neo premier ha già imboccato in pochi giorni. FdI era l’unico partito all’opposizione del governo Draghi. Quindi doveva essere contro l’Europa “autarchica”, contro le armi in Ucraina e contro il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre gli stolti si soffermano sulla Meloni declinata al maschile, ci sarebbe da riempire i telegiornali sull’inversione a U che Fratelli d’Italia con la sua neo premier ha già imboccato in pochi giorni.</p>
<p>FdI era l’unico partito all’opposizione del governo Draghi. Quindi doveva essere contro l’Europa “autarchica”, contro le armi in Ucraina e contro il cieco atlantismo (Italia brache calate agli Usa). Chi non ricorda le sfuriate della Meloni in campagna elettorale &#8220;donna e cristiana&#8221; contro quella brutta Europa e quel bruttone di Draghi?</p>
<p>Bene, ora che Giorgia Meloni è a Palazzo Chigi è diventata la fotocopia di Mario Draghi: cieca obbedienza a Bruxelles, a favore delle armi in Ucraina e tutta atlantismo-Usa. Manco si trattasse di un’Europa patriottica.</p>
<p>Una bella (e prevista) virata che con tutta probabilità si trasformerà in toni concilianti della Meloni anche in Vaticano.</p>
<p>Attendiamo la presidente del Consiglio dei ministri all’incontro con Papa Francesco, assai criticato. Vedremo se avrà il coraggio di ribadire a Bergoglio ciò che segue. </p>
<p>“Benché sia cattolica e non mi sia mai permessa di criticare un pontefice, ammetto che non sempre ho compreso papa Francesco. A volte mi sono sentita una pecorella smarrita, e spero un giorno di avere il privilegio di poter parlare con lui, perché sono certa che i suoi occhi grandi e le sue parole dirette riusciranno a dare un senso a quello che non comprendo. Vedo troppi atei che lo osannano e troppi fedeli confusi, e sono certa ci sia una spiegazione che io non riesco ad afferrare”. </p>
<p>Quanto alla “mancata comprensione” di Francesco associata alla difesa della vita contro l’eutanasia, Meloni diceva qualche tempo fa: “Non ho condiviso quando l’elemosiniere del Papa è andato a riattaccare l’elettricità a un centro sociale che organizza rave a Roma facendoci sopra i soldi, perché penso che avrebbe più senso aiutare un bambino attaccato a delle macchine che lo tenevano in vita contro il parere dei suoi genitori”.</p>
<p>Insomma, come partenza il governo Meloni è tale quale il governo Draghi. Nei tg non c&#8217;è memoria. Solo celebrazione.</p>
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		<title>Meloni, il governo della sovranità televisiva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2022 13:26:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[fdi]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quirinale, la premier in pectore Giorgia Meloni sfila per ricevere l’incarico. Al suo seguito il compagno Andrea Giambruno con la figlioletta. Vi confesso che mi sembrava di stare negli studi romani di Quinta Colonna su Rete 4, quand’ero ospite fisso e quando per un po’ di puntate venne la Meloni ospite. Ricordo che ogni lunedì, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quirinale, la premier in pectore Giorgia Meloni sfila per ricevere l’incarico. Al suo seguito il compagno Andrea Giambruno con la figlioletta. Vi confesso che mi sembrava di stare negli studi romani di Quinta Colonna su Rete 4, quand’ero ospite fisso e quando per un po’ di puntate venne la Meloni ospite. Ricordo che ogni lunedì, al saluto con tono deciso e vagamente scherzoso, m’intimava “a Martinè oggi stai bbono èh?”. Come a voler dire “nun ce rompe er caxxo”. </p>
<p>Era l’autunno del 2014. I due si conobbero in quel periodo. Filavano con discrezione. Poi la Meloni l’ho persa di vista, mentre lui l’ho rivisto decine di volte negli studi di Milano per le dirette di Mattino 5 fino a tempi recenti. Uomo brillante e garbato l’ho sempre visto in veste di suggeritore del conduttore Francesco Vecchi. </p>
<p>Insomma, tutto questo per dire che il Quirinale mi sembrava Mediaset. Infatti la prima premier d’Italia ha partorito ministri di “alto profilo” tipo Salvini alle Infrastrutture e Santanché al Turismo (con delega al Twiga). Come mettere Luxuria alla Famiglia o Bonino ambasciatrice del Vaticano, per intenderci. </p>
<p>Anche Salvini e Santanché sono volti perlopiù Mediaset, (io li ho affrontati anche a Telelombardia). Per non dire i neo ministri Bernini, Crosetto e Fitto e il presidente del Senato Benito La Russa, (quello lo affrontai solo in un talk a Telenova). Che con Meloni e Crosetto erano la famiglia Addams degli allora fondatori di Fratelli d’Italia. Mica sorelle! Perché alla Meloni piace maschio. Nei dispacci di partito lei è “il presidente”, mica “la”.</p>
<p>Ordunque, il governo Meloni è il prodotto di tanti fattori. In primis quello televisivo. In 8 anni i 5 stelle di opposizione e di governo hanno preso sottogamba la televisione. Prima non andandoci proprio. Poi rinunciando alle poltrone in Commissione di Vigilanza Rai. E in ultimo senza aver partorito una legge sul Conflitto di interessi, oltre che a non essere stati capaci di contrastare la sistematica disinformatia che il tubo catodico ha schizzato per anni addosso agli italiani come merda dal ventilatore.</p>
<p>Dal “no a tutto” ai congiuntivi, passando per le picconate al Reddito e le manganellate alla ex sindaca Raggi, la televisione, come l’acqua sulla roccia, a forza di scavare è riuscita a “bucare”. Nel senso che Berlusconi è riuscito a tornare al governo spingendo la Meloni e convincere l’Italia che i 5 stelle sono stati inutili e incapaci.</p>
<p>Io che dovevo guidare la comunicazione dei 5 stelle nel 2013 – come saprete se mi avete sempre letto – l’ho sempre saputo e l’ho sempre ampiamente anticipato che le strategie di propaganda di Grillo e Casaleggio non avrebbero avuto futuro. </p>
<p>Ora il governo Meloni è agli albori e con la maggioranza bulgara che si ritrova potrebbe davvero durare a lungo. Sapete perché? Perché laddove Salvini o Berlusconi facessero scherzi con voti contrari in Aula, arriverebbe la stampella di Renzi a salvare la baracca.</p>
<p>Non solo. Questo governo godrà della narrazione televisiva compiacente e celebrante, come negli anni d’oro del berlusconismo d’antan. Dove la censura dei guai giudiziari dei meloniani sarà una delle colonne portanti del parlar d’altro. Dove l’etica da nani e ballerine sarà ormai un concetto superato che non indigna nessuno. Dove i giudici saranno degli sgradevoli impiccioni, (e qui i vari Luca Palamara se la sono un po’ cercata). Dove eventuali ribelli stile forconi che la cronaca ci racconterà saranno bollati come dei sovversivi. Dove argomenti come il presidenzialismo e flat tax copriranno gli scandali di un Paese morente con l’anello al naso dell’Europa.</p>
<p>Dove l’unica opposizione televisiva sarà affidata a un boomer di nome Marco Travaglio nella veste di ventriloquo del timido e impacciato Giuseppe Conte. L’uomo dei penultimatum senza quid spinto da un ex comico genovese con la sindrome del leader, al pari di Berlusconi col fu Alfano.</p>
<p>Detto ciò, il neo governo Meloni ha tutte le carte teoriche per durare lustri. In diretta o on-demand la sostanza televisiva non è mai cambiata. </p>
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		<title>I meloniani: &#8220;Offrite la mazzetta? Vi denunciamo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 05:48:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«La proposta viene vagliata in prima istanza dal segretario, stupefatto come me. Poi l’intermediaria ci propone di interloquire direttamente con la società organizzatrice. 3 persone incontrate in streaming. Parlavano di un grosso evento internazionale con nomi di primo piano. In quella occasione spiego come, davanti a un impegno di spesa così rilevante da 500 mila [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«La proposta viene vagliata in prima istanza dal segretario, stupefatto come me. Poi l’intermediaria ci propone di interloquire direttamente con la società organizzatrice. 3 persone incontrate in streaming. Parlavano di un grosso evento internazionale con nomi di primo piano. In quella occasione spiego come, davanti a un impegno di spesa così rilevante da 500 mila euro da parte della Regione Sicilia, sia obbligatorio procedere con un bando pubblico. Ma poi salta tutto perché, subito dopo, su una di quelle moderne chat con messaggi che si autodistruggono in pochi minuti, sul cellulare di Raoul Russo arriva l’offerta dei 50.000 euro per me o per il partito. Il messaggio viene fortunatamente salvato da Russo con uno screenshot. Me lo mostra e gli dico cosa rispondere all’offerta: noi offriamo in cambio la galera. “Vai dai carabinieri”. Il giorno dopo vengo ascoltato io. Coi carabinieri stupiti pure loro perché sanno che l’offerta al politico è ormai prassi. Speriamo invece di avere incoraggiato tanti a denunciare ogni tentativo di corruzione».</p>
<p>Manlio Messina, Assessore regionale del Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana. Così ha rifiutato una tangente da 50 mila euro per una catena di concerti con pezzi di Ennio Morricone e messo nei guai una musicista intermediaria che per ottenere gli spazi in cui esibirsi non ha esitato ad offrire la cagnotta con un messaggio sullo smartphone di Raoul Russo, coordinatore del partito della Meloni a Palermo. Messina è Coordinatore in Sicilia di Fratelli d’Italia.</p>
<p>L&#8217;episodio è incoraggiante perché dimostra che l&#8217;etica non la fanno i partiti. Bensì le persone.</p>
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		<title>Fitto, il meloniano condannato &#8220;avulso da democrazia e legalità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 10:11:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tribunale civile di Bari ha condannato l&#8217;eurodeputato di Fratelli d&#8217;Italia Raffaele Fitto a pagare 434.000 euro &#8211; più gli interessi &#8211; alla Regione Puglia di cui fu presidente dal 2000 al 2005. Dopo diverse prescrizioni sulla gestione della sanità pugliese, Fitto esce dall&#8217;inchiesta ventennale con questa condanna, motivata così dai giudici: «Un presidente avulso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tribunale civile di Bari ha condannato l&#8217;eurodeputato di Fratelli d&#8217;Italia Raffaele Fitto a pagare 434.000 euro &#8211; più gli interessi &#8211; alla Regione Puglia di cui fu presidente dal 2000 al 2005.<br />
Dopo diverse prescrizioni sulla gestione della sanità pugliese, Fitto esce dall&#8217;inchiesta ventennale con questa condanna, motivata così dai giudici: «Un presidente avulso dalla democrazia e dalla legalità&#8230; nonché dal rispetto» per gli uffici. E per chi ci lavorava trattati con &#8220;Atteggiamento autocratico&#8221;. </p>
<p>La questione riguarda il reato di falso, da cui Fitto è stato prescritto, per una delibera sulla gestione degli ospizi pugliesi. Delibera che nel 2004 aprì il mercato ai privati tuttora monopolisti del settore.<br />
I giudici scrivono che Fitto ingannò la sua Giunta &#8211; motivando la gestione a imprese private &#8211; sulla base di un&#8217;inesistente carenza di personale nel pubblico. Perciò la Corte ritiene che «il falso ideologico commesso da Fitto abbia provocato un enorme danno alla credibilità e all&#8217;immagine della Regione». </p>
<p>Va detto che la condanna che contempla anche il danno d&#8217;immagine, non è servita a cambiare le politiche di gestione della sanità nemmeno da parte dei presidenti successivi a Fitto. A cominciare da Nichi Vendola. Che per due mandati &#8211; di proroga in proroga &#8211; ha permesso che la sanità privata facesse affari con i soldi dei cittadini.</p>
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		<title>Patto del NazaSeno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 13:40:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Io la bimba me la sono portata in Aula quando c’erano le sedute di consiglio, l’ho allattata in Sala delle Bandiere, cambiata sul tavolo della Commissione Cultura in piazza Campitelli. Sono vicina a Giorgia Meloni che si vuol candidare incinta». Michela Di Biase, ex consigliera comunale Pd e moglie del ministro Dario Franceschini.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Io la bimba me la sono portata in Aula quando c’erano le sedute di consiglio, l’ho allattata in Sala delle Bandiere, cambiata sul tavolo della Commissione Cultura in piazza Campitelli. Sono vicina a Giorgia Meloni che si vuol candidare incinta</em>». Michela Di Biase, ex consigliera comunale Pd e moglie del ministro Dario Franceschini.</p>
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		<title>Opportunismo dei miei meloni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 12:26:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[occupazioni abusive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le occupazioni abusive delle case nelle città italiane, sono un fenomeno gravissimo e un segnale chiaro della totale perdita della certezza del diritto. In un clima di prepotenza e sopraffazione, siamo un Paese totalmente allo sbando. Sguarnito di un governo capace di tutelare la legalità e mantenere il controllo del territorio. Detto questo, le cronache [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/11/giorgia-meloni.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13216" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2014/11/giorgia-meloni.jpg" alt="giorgia meloni" width="263" height="192" /></a></p>
<p>Le occupazioni abusive delle case nelle città italiane, sono un fenomeno gravissimo e un segnale chiaro della totale perdita della certezza del diritto. In un clima di prepotenza e sopraffazione, siamo un Paese totalmente allo sbando. Sguarnito di un governo capace di tutelare la legalità e mantenere il controllo del territorio. Detto questo, le cronache raccontano storie di disperazione di chi si sente obbligato a occupare una casa non sua, e di odio tra fazioni: quelle cosiddette autoctone contro quelle dell&#8217;immigrazione, ivi compresi i nomadi. Alla fine la stampa ci distrae con le guerre tra poveri e con i politici in tivù che balbettano di solidarietà e di provvedimenti tipo quelli di scatenare l&#8217;esercito per fare gli sgomberi, o per tenere a bada disordini che di giorno in giorno sembrano fuori controllo.</p>
<p>Ovviamente, visto che in tivù io non riesco mai a dire tutto ciò che vorrei, dico qui sul blog che tutto questo caos è secondario a una responsabilità primaria, che è politica. Tolto che la crisi economica ci mette del suo nel peggiorare la vita di molte periferie cittadine, rimane il fatto che le occupazioni abusive non sono un fenomeno attuale o recente. Bensì, sono una piaga che è iniziata almeno 4 anni fa. Vuoi perché troppe case popolari rimangono sfitte, vuoi perché la mamma col bebè si sente in diritto di avere un tetto senza attendere una graduatoria lunga, penosa e inconcludente, in Italia questa piaga di povertà e di miseria si è palesata per la prima volta a Milano.</p>
<p>Era il febbraio 2010 e in Lombardia si scioglieva l&#8217;associazione &#8220;Sos racket&#8221; capeggiata da Frediano Manzi, che se non avesse incendiato i suoi mezzi facendoli passare per attentati, l&#8217;avremmo volentieri ricordato come artefice di un utile contributo all&#8217;informazione sulla cancrena che si nasconde alla radice delle occupazioni: quella tra i politici, i funzionari ciechi e sordi dell&#8217;Aler (l&#8217;ente regionale maggiormente interessato dal fenomeno), e i clan campani, pugliesi, calabresi e siciliani, che per primi, molto prima dei famigerati immigrati, hanno inaugurato il mercimonio parallelo e illegale di queste abitazioni. Ebbene, nel 2010, erano già almeno 5 mila le abitazioni di Milano controllate dai clan. Le denunce di Sos racket diedero il via a diverse inchieste. Una su tutte quella che riguardò l&#8217;arresto di Giovanna Pesco, detta &#8220;la signora Gabetti&#8221;, che con altri fu accusata di associazione per delinquere finalizzata all&#8217;occupazione abusiva di appartamenti in via Padre Monti e a Niguarda. In quel periodo il sindaco di Milano era Letizia Moratti, e governatore della Lombardia era Roberto Formigoni, entrambi berlusconiani dell&#8217;allora governo Berlusconi, dell&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno Maroni e dell&#8217;allora ministro della Gioventù Giorgia Meloni, in puntata con me a Quinta colonna ieri sera.</p>
<p>Tolte alcune inutili denunce decantate come panacea contro i mali dell&#8217;occupazione da parte dell&#8217;allora vicesindaco Riccardo De Corato, e tolto qualche sgombero di fortuna, il governo Berlusconi dell&#8217;ex ministro Meloni si è occupato di &#8220;piano casa&#8221; soltanto per autorizzare l&#8217;aumento delle cubature anche in zone protette, e ha sanato milioni di baracche abusive che solitamente si sbriciolano al primo terremoto e seppelliscono sotto le loro macerie chi ci vive. Aldilà degli spot, il governo Berlusconi dell&#8217;esecutivo Meloni non ha mai affrontato come si deve il problema delle occupazioni. Nonostante i numeri, 5 mila soltanto a Milano, segnale di un pericoloso allarme sociale che avrebbe indotto un governo responsabile a prendere tutte le precauzioni per prevenire questo crimine da quarto mondo, spesso perpetrato ai danni di anziani.</p>
<p>Presidente dell&#8217;Aler dell&#8217;epoca, era Loris Zaffra, ex craxiano finito due volte in galera, prima per 50 milioni di tangenti al Gaetano Pini durante la Tangentopoli del &#8217;92 (reo confesso), e un&#8217;altra volta dopo qualche anno per l&#8217;inchiesta sulla bonifica dell&#8217;area Santa Giulia. Formigoni per &#8220;premio&#8221; gli ha conferì la redditizia nomina all&#8217;ente nel 2008, chiudendo due occhi sul fatto che poi, nel consiglio Aler fu presa la figlia di Eugenio Costantino, imputato di &#8216;Ndrangheta e arrestato assieme all&#8217;ex assessore lombardo alla Casa Mimmo Zambetti, formigoniano doc, reo confesso di aver comprato 4 mila voti dalla &#8216;Ndrangheta per 200 mila euro.</p>
<p>Se ci aggiungiamo che l&#8217;allora assessore berlusconiano alle politiche sociali del comune di Milano, Mariolina Moioli da Cividate al Piano, è finita nei guai per oltre un milione di fondi pubblici che secondo i magistrati ha usato per farsi gli spot elettorali, oltre che per la gestione a dir poco opaca degli appalti nelle colonie estive, chiudiamo il cerchio sulla qualità della classe dirigente locale, che per prima, avrebbe dovuto essere sul fronte a combattere e prevenire ogni forma di illegalità, che trova ai margini della società e nelle sue periferie il miglior humus per propagarsi a spese della povera gente disperata in cerca di casa, e che non può contare sulle graduatorie delle istituzioni in tutt&#8217;altre faccende affaccendate.</p>
<p>Le 5 mila occupazioni del 2010, sono diventate 8 mila nel 2014 e si sono propagate anche in altre città come Torino. Intanto i partiti di destra e di sinistra, oltre che rinfacciarsi colpe a vicenda, hanno vivacchiato su questa piaga a suon di spot e di problemi finti. A cominciare dalla Lega e dalle polemiche sterili di Maroni sulle &#8220;case ai Rom&#8221;, che hanno tenuto banco nella discussione politica televisiva per intere settimane, senza arrivare a nessuna conclusione, se non quella che prevede la legge sulle graduatorie di assegnazione che comprendono anche i Rom in possesso di determinati requisiti. Mentre la Lega e il Pdl con l&#8217;allora ministro Meloni hanno distratto gli italiani con questi finti problemi, il Viminale di Maroni non ha mai spiegato con quale criterio ha assegnato case da 200 metri quadrati a titolo gratuito nel centro di Roma agli ex prefetti in pensione e agli ex dirigenti di Polizia in quiescenza. Durante quel periodo, ministro della Gioventù era sempre l&#8217;onorevole Giorgia Meloni, che ora va in tivù a proporre soluzioni come se il problema non la riguardasse in tema di responsabilità politica.</p>
<p>Questo avrei voluto spiegare in tivù. Ma come al solito non c&#8217;è stato modo e tempo. Non c&#8217;è stato nemmeno il tempo di ricordare che nell&#8217;Aler lombarda di oggi, la Lega del governatore Maroni ha nominato presidente Gian Valerio Lombardi, l&#8217;ex prefetto di Milano che riceveva in Prefettura a porte spalancate Maristel Polanco, compagna di un narcotrafficante in cerca di passaporto, e diceva pure che in Lombardia la mafia non esiste. Insomma, in tema di occupazione di poltrone redditizie hanno fatto passi avanti i partiti amici e alleati dell&#8217;onorevole Meloni.  Buone liti tra disperati e Rom.</p>
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		<title>Meloni-Lega da porci a fratelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2014 19:18:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da porci a fratelli. O meglio, da leghisti a Fratelli d&#8217;italia vogliamo allearci. «Siamo disponibili a un confronto e a una collaborazione con gli altri movimenti della possibile coalizione, a partire da quella Lega Nord che come noi è rimasta coerente con il mandato ricevuto dagli italiani — dice la romana Giorgia Meloni di Fratelli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da porci a fratelli. O meglio, da leghisti a Fratelli d&#8217;italia <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11626609/Matteo-Salvini---Un-asse.html" target="_blank">vogliamo allearci</a>. «<em>Siamo disponibili a un confronto e a una collaborazione con gli altri movimenti della possibile coalizione, a partire da quella Lega Nord che come noi è rimasta coerente con il mandato ricevuto dagli italiani</em> — dice la romana Giorgia Meloni di Fratelli d&#8217;Italia che alle elezioni europee ha preso il 3,7% —. <em>Per questo incontrerò Matteo Salvini già nei primi giorni della prossima settimana</em>». Insomma, cosa non si fa per sopravvivere. Salvini è il leghista lombardo, quello della Lega di Bossi secondo cui sono <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_settembre_27/bossi-spqr-reazioni-1703838818856.shtml" target="_blank">porci questi romani</a>.</p>
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		<title>Meloni ex ministro della vergogna</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 10:19:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Mi sono vergognata di Franco Fiorito, di Nick o &#8216;mericano. Mi sono vergognata di Dell&#8217;Utri, condannato per mafia, e di Sciascia, condannato per corruzione. E poi ancora: di Papa e Milanese, di Razzi e Scilipoti, della Minetti e di tutte le starlette catapultate nelle istituzioni pubbliche italiane, screditando la nostra democrazia». Giorgia Meloni, ex ministro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Mi sono vergognata di Franco Fiorito, di Nick o &#8216;mericano. Mi sono vergognata di Dell&#8217;Utri, condannato per mafia, e di Sciascia, condannato per corruzione. E poi ancora: di Papa e Milanese, di Razzi e Scilipoti, della Minetti e di tutte le starlette catapultate nelle istituzioni pubbliche italiane, screditando la nostra democrazia</em>». Giorgia Meloni, ex ministro della Gioventù del governo Berlusconi, candidata alla Camera con &#8220;Fratelli d&#8217;Italia&#8221; alleato del Pdl.</p>
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		<title>Meloni e l&#8217;onorevole sconfitta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Nov 2012 06:28:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Il Pdl era al 38% e siamo scesi al 15, abbiamo perso 20 punti e qui qualcuno pensa a gestire una sconfitta onorevole, piuttosto che puntare a vincerle ancora, le elezioni». Giorgia Meloni (Pdl), ex ministro della Gioventù.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Il Pdl era al 38% e siamo scesi al 15, abbiamo perso 20 punti e qui qualcuno pensa a gestire una sconfitta onorevole, piuttosto che puntare a vincerle ancora, le elezioni</em>». Giorgia Meloni (Pdl), ex ministro della Gioventù.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2012/11/30/meloni-e-lonorevole-sconfitta/">Meloni e l&#8217;onorevole sconfitta</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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		<title>Fiorito tra gli onesti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Sep 2012 09:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minipost]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[franco fiorito]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Fiorito è solo espressione della malapolitica. E deve andarsene. E bene ha fatto Angelino Alfano a investire della questione l’intero partito con un’apposita riunione, è e resta un partito degli onesti». Giorgia Meloni (Pdl), ex ministro della Gioventù.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Fiorito è solo espressione della malapolitica. E deve andarsene. E bene ha fatto Angelino Alfano a investire della questione l’intero partito con un’apposita riunione, è e resta un partito degli onesti</em>». Giorgia Meloni (Pdl), ex ministro della Gioventù.</p>
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		<title>Giorgia e quel genio&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 07:41:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Credo che per il nostro governo ci sarebbe voluto il Berlusconi del colpo geniale, coraggioso, impensabile. Ha presente quando portò il G8 e tutti i potenti della Terra sulle macerie dell&#8217;Aquila?». Giorgia Meloni, ex ministro della Gioventù.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Credo che per il nostro governo ci sarebbe voluto il Berlusconi del colpo geniale, coraggioso, impensabile. Ha presente quando portò il G8 e tutti i potenti della Terra sulle macerie dell&#8217;Aquila?</em>». Giorgia Meloni, ex ministro della Gioventù.</p>
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		<title>Politici spudorati se &#8220;intercettati&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 20:11:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[bavaglio]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca forcolin]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gianluca Forcolin (Lega nord), Giorgia Meloni (ministro della gioventù), Maurizio Lupi (devoto al puttaniere) e Italo Bocchino (Pdl). 4 casuali facce di bronzo a spasso per Roma mentre dentro le aule macellano la costituzione con un ddl sulle intercettazioni incostituzionale che negherà  agli italiani il diritto di essere informati e ai magistrati di scoprire i (loro) reati. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=EJw4DVNhnvs" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4827" title="BOCCHINO" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/BOCCHINO-300x171.jpg" alt="" width="495" height="237" /></a></p>
<p>Gianluca Forcolin (Lega nord), Giorgia Meloni (ministro della gioventù), Maurizio Lupi (devoto al puttaniere) e Italo Bocchino (Pdl). 4 casuali facce di bronzo a spasso per Roma mentre dentro le aule macellano la costituzione con un ddl sulle intercettazioni incostituzionale che negherà  agli italiani il diritto di essere informati e ai magistrati di scoprire i (loro) reati. Il ddl sulle intercettazioni varerà  il bavaglio alla stampa. Che io non rispetterò.</p>
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		<title>Berlusconi lesa &#8220;finessa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 19:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[antonio di pietro]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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		<category><![CDATA[marcello dell'utri]]></category>
		<category><![CDATA[raccomandazioni]]></category>
		<category><![CDATA[silvio berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul libro B. di Gianni Barbacetto (2004, Marco Tropea editore) é riportata l&#8217;intercettazione del 31 dicembre 1986 (ore 20.52) momento in cui Berlusconi si agita con Marcello Dell&#8217;Utri per le ragazze di Drive In. «B: Iniziamo male l&#8217;anno! D. Perché male? B. Perché dovevano venire due di Drive In e ci hanno fatto il bidone! [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2008/06/29/berlsuconi-lesa-finessa/">Berlusconi lesa &#8220;finessa&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-59" title="berlusca_1.jpg" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2007/09/berlusca_1.jpg" alt="" width="300" height="198" /></p>
<p>Sul libro B. di Gianni Barbacetto (2004, Marco Tropea editore) é riportata l&#8217;intercettazione del 31 dicembre 1986 (ore 20.52) momento in cui Berlusconi si agita con Marcello Dell&#8217;Utri per le ragazze di Drive In. «B: Iniziamo male l&#8217;anno! D. Perché male? B. Perché dovevano venire due di Drive In e ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi é fuori della grazia di Dio! D. Ah! Ma che te ne frega di Drive In? B. Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l&#8217;anno, non si scopa più!».</p>
<p>&#8220;<em>Avete proprio delle facce di cazzo votare con Rifondazione</em>&#8220;. Berlusconi rivolto al leghista Luigi Roscia durante il voto alle Camere per la missione militare in Albania nel 1997.</p>
<p>&#8220;<em>Voi ex democratici mi avete rotto il cazzo, tu e il segretario Follini. Conosco i vostri metodi irresponsabili. Fate favori di qua e di là  e poi raccogliete voti, ma io vi denuncio. Io le televisioni le so usare e le userò. Chiaro? Mi avete rotto i coglioni!</em>&#8221; Frasi di Berlusconi durante la verifica di governo, 6 febbraio 2004.</p>
<p>&#8220;<em>Voto a sinistra? Non ci sono tutti questi coglioni in Italia!</em>&#8221; Frase di Berlusconi pronunciata il 4 aprile 2006 alla vigilia delle elezioni politiche in cui vinse Prodi nonostante i brogli al Senato.</p>
<p>&#8220;<em>I magistrati sono metastasi della Democrazia.</em>&#8221; Parole di Berlusconi pronunciate il 26 giugno 2008. Proviamo chiedere un parere sullâ€™eleganza di questa frase a chi é in cura con chemioterapia, o a qualcuno che ha avuto figli o persone care morte di tumore.</p>
<p><em>Da un lato é un grande dispiacere, ma dallâ€™altro vi confesso che sono tutto contento: faccio in tempo a tornare da mia moglie a farmi una bella ciulatina</em>&#8220;. Berlusconi alla festa dellâ€™80esimo compleanno di un imprenditore di Parma conclusasi anzitempo per un attacco di stanchezza del festeggiato. â€œIl Diario 30 marzo 2001â€.</p>
<p>La verità  sul processo Mills é talmente lampante che Berlusconi farebbe impiccare chiunque pur di scampare alla sicura condanna. La <strong>magnaccia Berlusconi</strong> pronunciato da Antonio Di Pietro é soltanto una verità  fin troppo accorta e gentile. Vere volgarità  sono lui, i suoi alleati, le sue leggi e il suo rendersi immune. Mi solleva la storia e il suoi insegnamenti sulla fine che di solito fanno i dittatori. Poco elegante intendo, che le frasi, a confronto, diventano proprio manfrine.</p>
<p>Ma c&#8217;é un ma. Le intercettazioni pubblicate sullâ€™Espresso che tanto preoccupano il mafioso di Arcore dovrebbero essere soltanto lâ€™antipasto. Dall&#8217;intervista che la ministra Meloni ha rilasciato al Corriere nella quale ha detto che &#8220;<em>non avendo un fisico da show-girl Berlusconi non può avermi fatto avances</em>&#8221; rimane soltanto fra le altre 3 ministre in carica la &#8220;merce&#8221; scelta dal magnaccio con parrucchino, Viagra e dentiera, che ha puntato senza mezzi termini al telefono. L&#8217;intercettazione é nelle mani dei magistrati. E&#8217; solo questione di tempo. Non appena sarà  scovata quella chiacchierata finirà  subito online. Io la linkerò. Alla faccia di Angelino in Affanno.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Shre4CMbigI&amp;hl=it" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/Shre4CMbigI&amp;hl=it"></embed></object></p>
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