La propaganda del regime delle tivù punta a dare rilievo ad argomenti poco importanti come il riconoscimento dei figli delle coppie gay, e nasconde lo scarso feeling che la premier Giorgia Meloni sta avendo in Europa.
I fronti sono 5: riguardano i miliardi del Pnrr, i migranti, il carburante, i balneari, e il Mes.

Quanto al Pnrr se l’Italia non avvierà i cantieri, come già purtroppo ammesso dal ministro Fitto, avrà vita dura a chiedere altri fondi dopo i 19 miliardi di euro attuali che il governo non riesce a spendere perché non ha saputo organizzarsi per tempo.

Quanto al Mes, il fondo europeo da usare solo in caso di contagi di fallimenti bancari, che se usato avrebbe interessi passivi altissimi, l’italia è l’unico Paese europeo a non averlo ratificato perché Giorgia Meloni vuole in cambio una revisione del Patto di stabilità che non otterrà mai, e men che meno la disponibilità di un fondo sovrano, perché il debito pubblico dell’Italia è già quasi 3 mila miliardi di euro. Quindi, anche qui, la Meloni dovrà ratificare il Mes a capo chino senza ottenere nulla di ciò che chiede.

Quanto ai migranti, la Meloni ha posto il tema della difesa dei confini europei ma senza ottenere nulla. Anzi, il governo dei partiti di destra in carica, che ai tempi del governo Letta faceva sorvolare su città come Bergamo i piper con gli striscioni con su scritto “basta clandestini”, è lo stesso che oggi tace sul record di sbarchi di disperati in arrivo dalla Tunisia, e fa figuracce con le tragedie come quella accaduta a Cutro, dove sono morti annegati decine di immigrati a poca distanza dalla spiaggia.

Per non dire lo “sbarco selettivo” che costrinse una ong a dirottare sulla Francia e beccarsi gli insulti da Macron, senza che Meloni abbia saputo rispondere a tono all’ipocrisia della Francia che chiude le frontiere di Ventimiglia costringendo migliaia di migranti a rimanere da anni stipati sotto i ponti della cittadina ligure.

Venendo all’ambiente, in Europa la Meloni ha fallito il tentativo di prolungare la fabbricazione delle auto a gasolio anche oltre il 2035. E col partito dei conservatori di Bruxelles si è beccata un altro no sulla proroga all’adeguamento dei parametri per le cosiddette case green in tema di efficienza energetica degli edifici.
Quanto ai balneari, il Consiglio di Stato è stato chiaro: va applicata la direttiva Bolkestain che significa mandare a bando pubblico tutti i pontili a fine di quest’anno e non nel 2025.

Ecco allora l’Italia della Meloni che non conta niente in Europa, come non contava la sinistra. L’unico risultato tangibile degli ultimi anni è stato quello di aver ottenuto la promessa di 209 miliardi di euro di pnrr da parte di Giuseppe Conte.
Che poi è stato sabotato da Renzi e ha toppato clamorosamente votando la fiducia a Draghi. Spalancando le porte alla Meloni che riesce a governare col solo 20% dei voti su un 60% di italiani che non è andato a votare.
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Questa è la realtà nostrana. Non la propaganda delle tivù del regime controllate ancora dai partiti di Berlusconi.

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