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	<title>crisi economica Archivi - Il blog di Daniele Martinelli</title>
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	<description>Notizie e opinioni libere.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 Jul 2011 19:42:29 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Grecia apripista per l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 22:01:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salonicco, migliaia di &#8220;indignados&#8221; greci in corteo Se la Grecia non otterrà  ancora supporto, l&#8217;Europa si trovera&#8217; davanti al &#8220;reale rischio della prima insolvenza non coordinata all&#8217;interno dell&#8217;Eurozona&#8220;. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato dal ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, in una lettera indirizzata al presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. Lo riporta il quotidiano tedesco Die Welt. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/Z4RuEq3LYiE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<strong>Salonicco, migliaia di &#8220;indignados&#8221; greci in corteo</strong></p>
<p>Se la Grecia non otterrà  ancora supporto, l&#8217;Europa si trovera&#8217; davanti al &#8220;<em>reale rischio della prima insolvenza non coordinata all&#8217;interno dell&#8217;Eurozona</em>&#8220;. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato dal ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, in una lettera indirizzata al presidente della Bce, <strong>Jean-Claude Trichet</strong>. Lo riporta il quotidiano tedesco <strong>Die Welt</strong>. Secondo Schaeuble e&#8217; necessario un nuovo pacchetto di aiuti per Atene e il ritorno della Grecia sul mercato dei capitali nel 2012, come pianificato dall&#8217;attuale programma di aiuti, é da ritenersi &#8220;<em>piu&#8217; che irrealistico</em>&#8220;. Nella lettera Schaeuble chiede una ristrutturazione del debito greco che coinvolga i creditori privati.</p>
<p>Intanto erano almeno 80 mila le persone che si sono radunate sulla piazza Syntagma, nel centro di Atene, per dire &#8216;no&#8217; al piano di austerità  del governo dopo il via libera della &#8216;troika&#8217; al pagamento della quinta tranche del prestito al paese ellenico sponsorizzato da Ue, Bce e Fmi. La manifestazione era stata organizzata da un gruppo che si fa chiamare &#8216;gli indignati&#8217;, un movimento sorto sulla scia della campagna lanciata da giovani contestatori spagnoli. Un analogo raduno é svolto a Salonicco, nel nord del paese (nel video).<br />
E in Italia di che si parla?</p>
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		<title>Troppo comodo dire &#8220;matti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jan 2011 22:57:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[disagio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un ragazzo di 20 anni che va al comizio di Tucson e ammazza 6 persone ferendo una deputata. Una mamma di Fidenza che ammazza i suoi 2 pargoli nel sonno prima di spararsi un colpo fatale. Un pensionato di Genova che ammazza la moglie, due vicini in un bar e si spara un colpo fatale. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><object width="495" height="307"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HnX8xXVCqtg?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HnX8xXVCqtg?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="495" height="307"></embed></object></p>
<p>Un ragazzo di 20 anni che va al comizio di Tucson e ammazza 6 persone ferendo una deputata. Una mamma di Fidenza che ammazza i suoi 2 pargoli nel sonno prima di spararsi un colpo fatale. Un pensionato di Genova che ammazza la moglie, due vicini in un bar e si spara un colpo fatale. Un 17enne americano che spara al preside e al vicepreside prima di puntare l&#8217;arma contro se stesso. Un giovane di Brescia che ammazza il padre con una fiocina, incendia la casa e si getta dal balcone. Un 55enne di Foggia che uccide la sua donna con un coltello e ne consegna il cadavere ai carabinieri. Una 38enne di Torino divorziata e depressa che ammazza i genitori a coltellate. Un 29enne di Napoli che dopo aver litigato con la moglie ammazza con una coltellata al petto il vicino di casa. Un ragazzo di 16 anni di Treviso che si ammazza con un colpo di pistola del padre. Un muratore spagnolo armato di fucile che spara e ammazza i suoi 2 datori di lavoro, il cliente di una banca e il suo direttore&#8230;</p>
<p>Pillole in difetto di cronaca mondana dei giorni delle feste natalizie che sembrano episodi isolati di presunti matti lontani dalla nostra vita e dalla nostra sfera sociale. Così lontani dal nostro tran tran che evitiamo di raccontarli ai nostri parenti perché tanto brutali da non poterli esorcizzare con una risata. Del resto sotto sotto temiamo che qualcosa di simile possa succedere anche a noi e alle persone che amiamo, dato che coltelli e fucili colpiscono famiglie simili alla nostra, che vivono il nostro tessuto sociale, persone che vestono come noi, che incrociamo al supermercato e che vivono le nostre difficoltà  amorose o economiche che siano.</p>
<p>Siamo una società  disagiata e affranta dalla consapevolezza di essere schiavi braccati da un sistema che non ci premia, non ci valorizza e non ci rispetta. Nel nostro quotidiano conviviamo con un mondo ostile in cui non funziona niente e col quale ci misuriamo in un eterno compromesso, in balìa del nostro autocontrollo e di un colpo di fortuna alla lotteria. Ogni giorno é una prova di resistenza a tentazioni di lucida follia, soffocata dalla convinzione che un ceffone o un calcio nel sedere sia violenza che appartiene solo ai matti e ai depressi in cura di qualche psichiatra. In realtà  soffochiamo il nostro rancore verso chi questo sistema lo dirige e lo domina nel continuo raccontarci che prima o poi qualcosa cambierà . I più forti di noi combattono e mediano fintanto che sbarcano il lunario scaricando i nervi in palestra, contro un muro o col mal di stomaco.</p>
<p>Altri, invece, cedono sopraffatti dalla disperazione di sentirsi falliti e feriti nell&#8217;orgoglio e nella propria dignità  di esseri umani. Un divorzio, un licenziamento, un pignoramento o un&#8217;ingiustizia non ripagata sono umiliazioni di una società  viziata dalla disuguaglianza che aizzano la ribellione al sistema dittatoriale che con la persuasione televisiva ci ha assuefatto agli obblighi e ai ricatti. Tanto da credere che quando uno di noi imbraccia il fucile o un coltello nella sua libera e disperata solitudine é semplicemente un matto. Per coerenza a certe tragedie familiari della solitudine dovremmo bollare matti i tifosi che con la scusa del compleanno della Lazio mettono a ferro e fuoco un quartiere di Roma. Dovremmo ritenere matti migliaia di tunisini che si immolano in piazza e che muoiono ammazzati dalla polizia sfiniti dalla povertà . Dovremmo ritenere matti pure migliaia di algerini ormai in guerra coi loro governanti per gli stessi motivi. Dovemmo ritenere matti i pastori sardi fermati a Civitavecchia, matti gli studenti fermati dalla polizia in assetto antisommossa, matti i napoletani in rivolta contro le discariche eccetera eccetera. In realtà  sono naturali espressioni umane di libertà  contro un groviglio di perversi ometti amanti del lusso e del potere che potranno essere spodestati solo con la violenza. Non ci sono rimedi contro la prepotenza istituzionalizzata e autoreferenziale. Tragedie familiari e proteste di piazza sia in Italia che nel mondo ci dicono che una valanga globale sta prendendo velocità  e dimensione. Ci dicono che con questa crisi economica e di valori sarà  sempre peggio. </p>
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		<title>Di male in peggio. Auguri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2011 15:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6206" title="calendario" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/01/calendario.jpg" alt="" width="305" height="374" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/01/calendario.jpg 305w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2011/01/calendario-244x300.jpg 244w" sizes="(max-width: 305px) 100vw, 305px" /></p>
<p>Rieccoci qua nel nuovo anno. Il 2010 pare acqua passata, i vecchi calendari sono ormai nei cestini e quelli giornalieri a foglio del 2011 si ripresentano belli spessi nel loro candore bianco con tutti i 365 giorni. L&#8217;anno vecchio sembra lasciarsi alle spalle tutto: cricche, rifiuti, mafia, P3, G8, malasanità , inquinamento, escort e quant&#8217;altro volete. Il presidente di nessuno Giorgio Napolitano ha suggellato in modo vecchio l&#8217;anno nuovo. A reti unificate ha espresso preoccupazione per il malessere dei giovani e per il loro futuro in mano a una cricca di affaristi dediti ai loro lerci guadagni. Lo ha fatto come al solito in chiusura d&#8217;annata perché l&#8217;obiettivo é tranquillizzare l&#8217;esercito di telecatodici che, intenti a festeggiare la nottata di San Silvestro sono mediamente meno depressi e più disposti a credere che l&#8217;anno vecchio si porterà  via tutte le macerie. Come un mantra masochistico collettivo, il discorso presidenziale l&#8217;indomani di Capodanno non lo ricorderà  più nessuno perché sarà  archiviato con l&#8221;anno vecchio. Sarà  associato a qualcosa di lontano e impercettibile. Si trasformerà  in uno sbiadito ricordo di un monito nero imbiancato dai foglietti del corposo nuovo calendario appeso al muro dell&#8217;ufficio o della cucina di casa.</p>
<p>Proviamo pensare che effetto avrebbe quello stesso discorso a reti unificate trasmesso in prima serata a Capodanno. Quando l&#8217;anno é tutto davanti e la notte di San Silvestro é alle spalle. Proviamo pensare che diversa percezione avrebbe l&#8217;esercito di telecatodici su ciò che li aspetta nel sentire un vecchio gufo con gli occhiali che si associa al malessere di quei giovani senza futuro. Del resto avrebbe più senso sentire il discorso degli italici presidenti di nessuno che per consolidata tradizione dedicano più parole agli auspici che non ai bilanci. Auspici che negli ultimi anni non si sono mai tradotti in benefici. Ebbene il 2011 sarà  il quarto anno di recessione economica e di crisi occupazionale. Sarà  peggiore del 2010 perché aumenteranno i senza lavoro, il debito pubblico ci sprofonderà  nel fallimento assieme a Grecia, Irlanda e Portogallo, finirà  l&#8217;era dell&#8217;euro unito, aumenteranno i suicidi di padri senza speranza, ci saranno più proteste di piazza, più manganellate, più fascismo e più diseguaglianze sociali. Insomma dovremmo aver capito tutti che il 2011 sarà  peggio del 2010, del 2009 e del 2008 messi insieme. Sarà  sempre peggio finché l&#8217;esercito di telecatodici non avrà  capito che senza sovranità  monetaria non si andrà  da nessuna parte. L&#8217;argomento soldi, unico collante che tiene assieme i regimi europei, é la preoccupazione di chi sta nelle segrete stanze del potere dove si teme per la tenuta stessa dell&#8217;intero sistema delle cosiddette democrazie. Anche se nessun partito politico lo ammette. Auguri.</p>
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		<title>Eurocaos</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 09:41:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[giulio tremonti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I tentativi di salvare l&#8217;euro da parte dei ministri dell&#8217;Eurogruppo non persuadono la Germania della Merkel, vera leader economica europea. Che se negli anni &#8217;40 usò i carrarmati per invadere i paesi confinanti su ordine di Hitler che sognava un&#8217;Europa interamente ariana a diretto controllo tedesco, oggi potrebbe usare l&#8217;economia per assorbire la sovranità  dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CR6glzBbYqA" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-6054" title="TREMONTI EUROBOND" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/12/TREMONTI-EUROBOND.jpg" alt="" width="495" height="307" /></a></p>
<p>I tentativi di salvare l&#8217;euro da parte dei ministri dell&#8217;Eurogruppo non persuadono la Germania della Merkel, vera leader economica europea. Che se negli anni &#8217;40 usò i carrarmati per invadere i paesi confinanti su ordine di Hitler che sognava un&#8217;Europa interamente ariana a diretto controllo tedesco, oggi potrebbe usare l&#8217;economia per assorbire la sovranità  dei paesi affetti da crisi e debito pubblico. Un modo assai meno plateale, violento ma altrettanto insidioso che mette in guardia i paesi dell&#8217;Eurogruppo economicamente a terra. Come l&#8217;Italia, che grazie al suo ministro dell&#8217;economia Treconti assieme al presidente dell&#8217;Eurogruppo Jean Claude Junker propone bilateralmente alla Ue gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eurobbligazioni" target="_blank">Eurobond</a>, ossia l&#8217;emissione di obbligazioni nella valuta dei paesi acquirenti (yen, yuan, dollari o chi altri) in modo da svendere la sovranità  europea. L&#8217;intenzione di Treconti é quella di mettere all&#8217;asta tutta l&#8217;Europa nel tentativo di dilatare i guai delle varie Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia e Italia.</p>
<p>Ma la Germania ovviamente non casca in trappola e la Merkel non oserà  affatto proporre il contagio della rovina  europea ai suoi elettori. La Germania, nonostante la crisi, rimane un paese fiero ed economicamente prospero rispetto agli altri dell&#8217;area euro. Si é messa da poco alle spalle l&#8217;assorbimento della Germania democratica di Berlino, ovvio che la proposta di euorbond potrebbe solo creare una levata di scudi letale da parte degli elettori tedeschi contro l&#8217;euro.</p>
<p>Su Repubblica di oggi c&#8217;é un&#8217;intervista a Michael Stuermer, storico e politologo tedesco, considerato uomo chiave dell&#8217;establishment tedesco, già  consigliere di Kohl per l&#8217;Europa negli anni-chiave dell&#8217;unione monetaria.</p>
<p>Ecco cosa dice della proposta di Treconti e Junker: &#8220;S<em>bagliata e fuorviante che potrebbe portare allo sfascio l&#8217;Unione monetaria e l&#8217;Unione europea. Il rifiuto perdente dei soli tedeschi in una ipotetica maggioranza europea porterebbe conseguenze. Nemmeno quando affrontammo la riunificazione delle Germanie abbiamo concesso simili garanzie al Meclemburgo-Preopomerania o ad altri BundesLaender poveri o iperindebitati dell&#8217;Est del nostro paese. Dunque, l&#8217;Unione monetaria non può essere a lungo termine una sorta di transfer-union sui tedeschi. Il salvataggio dell&#8217;Euro é una priorità  assoluta, nell&#8217;interesse di tutti, a patto che non siano sempre i tedeschi a pagare per tutti. Salvare la Grecia e l&#8217;Irlanda vale il 7% del Pil tedesco, un fardello che non possiamo estendere ad altri paesi col rischio, al contrario, di incoraggiare gli Stati deboli ad accumulare sempre più debiti nella speranza di trovare sempre un ombrello. Gli eurobond proposti da Tremonti e Juncker comporterebbero per i tedeschi un aumento degli interessi sui debiti altrui che non proporremo mai ai nostri elettori. Angela Merkel, Wolfgang Schaeuble e il suo governo sono fermamente convinti dell&#8217;interesse anche tedesco alla salvezza dell&#8217;euro, ma guai se, con proposte simili, sorgesse in Germania un nuovo partito conservatore, a spese della CduCsu della cancelliera, un partito che dica basta con l&#8217;euro, non ci serve più, torniamo alle valute nazionali o spacchiamo l&#8217;euro-nord da un euro-sud</em>&#8220;.</p>
<p>Insomma, di giorno in giorno la crisi dell&#8217;euro non si placa. L&#8217;ora del caos si avvicina.</p>
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		<title>Tutti in crisi tranne i ricchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 23:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[recessione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recessione e crisi economica sarebbero scongiurate secondo Bernanke e Trichet, i 2 banchieri centrali più potenti dell&#8217;Occidente per i quali Pil e produzione industriale vengono rivisti al rialzo sia in Usa che in Eurolandia. Peccato che a Ferragostso Bernanke e Trichet prevedevano il contrario, ossia il rallentamento produttivo che li indusse a ribassare i tassi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4569" title="soldi euro crisi" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/04/soldi-euro-crisi.jpg" alt="" width="315" height="237" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/04/soldi-euro-crisi.jpg 450w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/04/soldi-euro-crisi-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /></p>
<p>Recessione e crisi economica sarebbero scongiurate secondo Bernanke e Trichet, i 2 banchieri centrali più potenti dell&#8217;Occidente per i quali Pil e produzione industriale vengono rivisti al rialzo sia in Usa che in Eurolandia.  Peccato che a Ferragostso Bernanke e Trichet prevedevano il contrario, ossia il rallentamento produttivo che li indusse a ribassare i tassi del Pil sulle 2 sponde dell&#8217;Atlantico segnalando con preoccupazione i debiti di molti paesi e gli effetti che avrebbero potuto avere sui mercati finanziari e monetari. Insomma dalla contradditorietà  dei 2 massimi banchieri centrali emerge la loro visione della realtà  confusa e fuori dal mondo, per non dire grottesca. Peccato che in Italia abbiamo davanti solo disoccupazione e crisi sociale al cospetto di una ripresa fiacca e disomogenea nonostante il menestrello Tremorti semini ottimismo tutti i giorni. Per lui siamo fuori dalla crisi soprattutto da quando l&#8217;Ecofin si é trasformato in una sorta di cervello economico europeo col compito di tutelare la stabilità  monetaria e avviare politiche di competitività  nei confronti di America, Cina e India.  L&#8217;Italia col suo mastodontico debito pubblico viaggia in perfetta e (teorica) stabilità  trainata dalla locomotiva Germania, senza che mai un governo di destra e sinistra abbia varato una riforma fiscale in favore delle famiglie, il lavoro, le imprese col trasferimento del prelievo dalle persone alle cose.</p>
<p>Tuttavia, nonostante l&#8217;Ecofin, l&#8217;Europa rimane ancorata al blocco occidentale e alle sorti economiche degli Usa, dove l&#8217;enorme debito pubblico alimentato dal deficit fiscale, si somma alla liquidità  che la Fed sta incrementando con l&#8217;illusione di abbassarlo. Dopo la recente batosta elettorale subita da Obama, la Casa bianca é di fronte a scelte che non potranno prescindere dal rigore per tentare la via del rientro del debito, diminuzione del deficit con l&#8217;estero, dollaro debole per scoraggiare le importazioni e per allontanare lo spettro dell&#8217;inflazione. L&#8217;Europa, con o senza Ecofin, dovrà  affrontare le decisioni americane con potere decisionale conferito a tutti gli effetti alla Germania. Nella crisi economica di queste proporzioni, con milioni di posti di lavoro in bilico nell&#8217;area Ue, l&#8217;Italia vive la propria crisi con i giovani, i precari, stasi dei consumi, degli investimenti e mancanza di risorse disponibili. Il governo dei miracoli e del fare (niente) non si discosta dai precedenti: l&#8217;Italia non ha margini di manovra nonostante sia ancora tra le prime 10 potenze industriali al mondo.</p>
<p>Eppure le soluzioni esisterebbero se la classe politica che il ministro Tremorti rappresenta volesse attuarle. La prima sarebbe un efficace contrasto all&#8217;evasione fiscale e il mercato sommerso. I 9 miliardi recuperati grazie alla stretta dell&#8217;ex ministro Vincenzo Visco, rimangono una goccia d&#8217;acqua nel mare di un&#8217;evasione nuova e aggiuntiva.<br />
La seconda strada sarebbe una lotta agli sprechi verso gli impieghi improduttivi nella spesa pubblica, senza l&#8217;infelice metodo adottato dalle ultime 2 finanziarie, quello dei tagli lineari ai ministeri che hanno penalizzato anche le spese necessarie e i tagli al personale pubblico, in particolare agli insegnanti, che non sortirà  gli effetti di limitare gli sprechi. Senza contare i tagli dei trasferimenti ai Comuni e alle Regioni, con conseguenze sulle tasse locali e sulla qualità  dei servizi che non stanno dando efficaci risposte al contrasto del debito.<br />
La terza soluzione sarebbe quella di sgravare dal carico tributario le fasce deboli e gravare chi guadagna tanto. Ma da questo punto di vista la casta non ci sente. Preferiscono lasciar stare le corporazioni potenti e le clientele più spregiudicate, fascia di elettori preziosa per l&#8217;attuale maggioranza.</p>
<p>Ecco che la politica fiscale continua ad avere connotati classisti. Colpisce in basso e non  in alto, trasformando la progressività  fiscale in una vera e propria regressività  con tanti saluti al principio costituzionale. Eppure una modifica fiscale nel senso d&#8217;un ritorno al principio della progressività  contribuirebbe fortemente al rilancio della domanda e della crescita. Contribuirebbe al taglio degli sprechi e all&#8217;aumento della competitività . Peccato non stia scritta nelle tabelle di questo governo, che finché non cambierà , finanza e fiscalità  classiste resteranno inalterate, con buona pace per chi sostiene che la lotta di classe non esiste più.</p>
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		<title>Zero alla scuola, milioni agli onorevoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 13:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[maria stella gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[massimo donadi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rassegna stampa di oggi (Sprintade network) La riforma dell&#8217;università  tenuta a battesimo dalla Gelmini slitta a data da definirsi. Non ci sono i soldi per pagare i precari della ricerca e per assumere 9 mila insegnanti. In compenso ci sono 120 milioni a libero utilizzo dei parlamentari della maggioranza per la ricerca (quella sì!) dei [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pXPffQe3cy0" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5683" title="RAS STAMPA 14 OTT 2010" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/10/RAS-STAMPA-14-OTT-2010.jpg" alt="" width="540" height="302" /></a><br />
<strong>Rassegna stampa di oggi</strong> (Sprintade network)</p>
<p>La riforma dell&#8217;università  tenuta a battesimo dalla Gelmini slitta a data da definirsi. Non ci sono i soldi per pagare i precari della ricerca e per assumere 9 mila insegnanti. In compenso ci sono <strong>120 milioni</strong> a libero utilizzo dei parlamentari della maggioranza per la ricerca (quella sì!) dei loro voti. Lo scrive nel suo blog il capogruppo alla Camera di Italia dei valori <a href="http://www.massimodonadi.it/blog/lorticello-dellonorevole-e-sempre-piu-verde" target="_blank">Massimo Donadi</a>.<br />
Nel silenzio più assordante le Commissioni Cultura e Bilancio prevedono di stanziare in finanziaria ai loro onorevoli componenti il cosiddetto <strong>bonus economico</strong> da spendere per le opere pubbliche. &#8220;<em>Una vergogna bloccata durante il governo Prodi riabilitata dal centrodestra  per il nobile obiettivo di migliorare le scuole, ma col pessimo metodo</em>.&#8221;</p>
<p><strong>Nessun criterio di priorità </strong> o di emergenza regolamenterà  lâ€™assegnazione dei fondi, né il parlamentare dovrà  rendere conto dell&#8217;utilizzo che ne farà .  Il tesoretto per l&#8217;onorevole casta in vista di ricandidature per le prossime elezioni politiche, sarà  pagato con i soldi dei cittadini in un provvedimento che Donadi non esita a definire &#8220;<em>istituzionalizzazione del clientelismo</em>&#8221; per il quale annuncia battaglia in parlamento.</p>
<p>Se questo é l&#8217;andazzo stiamone certi, i soldi per la scuola e i lavoratori non ci saranno tra un mese tantomeno tra un anno.  Non ci saranno mai più.</p>
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		<title>Pillole di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 18:23:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La metà  della ricchezza nazionale é in mano al 10% degli italiani, che mediamente hanno un reddito 12 volte superiore a quello dei più poveri. La Lazio detiene il primato di regione più diseguale d&#8217;Italia. La crisi economica ha aumentato le distanze sociali e la classe media é ormai frantumata. Peggio di noi, tra le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La metà  della ricchezza nazionale é in mano al 10% degli italiani, che mediamente hanno un reddito 12 volte superiore a quello dei più poveri. La Lazio detiene il primato di regione più diseguale d&#8217;Italia.<br />
La crisi economica ha aumentato le distanze sociali e la classe media é ormai frantumata. Peggio di noi, tra le nazioni sviluppate, soltanto il Messico, la Turchia, il Portogallo, gli Usa e la Polonia.<br />
Da inizio anno a Milano hanno chiuso oltre 800 negozi e in tutta la Lombardia entro fine 2010 saranno 30 mila le famiglie sfrattate perché insolventi col mutuo. Ce ne sono state 3.100 anche a Torino nell&#8217;ultimo anno e oltre il migliaio di sfratti andranno a termine entro Natale pure a Bologna.</p>
<p>Secondo il Fondo monetario internazionale i posti di lavoro a rischio nell&#8217;occidente sono 30 milioni. A fronte di ciò abbiamo le istituzioni italiane che sono foriere di corsi professionali. Hanno intuito l&#8217;affare visto che sono 2,3 milioni gli italiani in cerca di lavoro. In realtà  gli unici a guadagnare sono gli organizzatori dei corsi grazie ai fondi: una torta da 20 miliardi in mano a partiti e sindacati in un settore in cui negli ultimi anni i casi di raggiro si sono quintuplicati. Centinaia di iniziative che non danno reali sbocchi professionali, per non parlare dell&#8217;inutile perdita di tempo per chi ha già  superato i 40 anni.</p>
<p>Intanto in Europa due dirigenti aziendali su tre sono over 65 e in Italia ci sono 908 mila giovani invisibili per la scuola, lâ€™Inps, il fisco e gli uffici di collocamento. Hanno tra i 15 e i 29 anni. Non studiano, non lavorano ma nemmeno lo cercano. Il dato emerge da uno studio di Confartigianato pubblicato qualche giorno fa da Sergio Rizzo sul Corriere. Mi incuriosisce sapere se tra di loro c&#8217;é qualche lettore del blog. Questo é il post numero 1.001 del diario che state leggendo. Se saprete essere brevi e chiari vi pubblicherò.</p>
<p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Zgn9YINH1xY?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Zgn9YINH1xY?fs=1&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><object width="400" height="300" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/lCxuwKtgGwo?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="400" height="300" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/lCxuwKtgGwo?fs=1&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Dietro il bavaglio caos e violenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 17:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il decreto sulle intercettazioni e il conseguente bavaglio alla stampa, sono l&#8217;ultima violenza dell&#8217;italica classe politica corrotta capeggiata da un piduista eversore corruttore e pure puttaniere, perpetrata a una nazione in affanno economico. Il malcontento che serpeggia tra gli italiani fa passare in secondo piano le conseguenze pratiche che avrà  questa legge fascista. L&#8217;approvazione al Senato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/06/13/dietro-il-bavaglio-caos-e-violenza/">Dietro il bavaglio caos e violenza</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4844" title="caos" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/caos-205x300.jpg" alt="" width="205" height="300" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/caos-205x300.jpg 205w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/06/caos.jpg 450w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" /></p>
<p>Il decreto sulle intercettazioni e il conseguente bavaglio alla stampa, sono l&#8217;ultima violenza dell&#8217;italica classe politica corrotta capeggiata da un piduista eversore corruttore e pure puttaniere, perpetrata a una nazione in affanno economico.<br />
Il malcontento che serpeggia tra gli italiani fa passare in secondo piano le conseguenze pratiche che avrà  questa legge fascista. L&#8217;approvazione al Senato avvenuta alla vigilia dei mondiali di calcio, in giugno, periodo in cui la maggior parte degli italiani pensa a programmare l&#8217;estate, é già  sufficiente per capire la strategia golpista del governo.</p>
<p>Impedire ai magistrati di scoprire reati di corruzione e di mafia, oltre che ai giornalisti di raccontarli, dovrebbe preoccupare seriamente l&#8217;Europa. Purtroppo, le promesse trapelate in semi silenzio di &#8220;<em>supervisioni</em>&#8221; al sapore di fasullo, dimostrano che l&#8217;Europa é disarmata di fronte alle leggi nazionali degli Stati membri, tutti presi dai loro guai di bilancio nell&#8217;intento di salvaguardarsi entro i propri vecchi confini nella miglior tradizione nazionale.<br />
Se aggiungiamo che le direttive europee vengono ratificate dai singoli Stati soltanto se gradite, esattamente come le sentenze della Corte di giustizia europea (Rete4 docet), possiamo confermare con tranquillità  che l&#8217;Europa é un&#8217;entità  fasulla, <strong>priva di significato politico</strong>.</p>
<p>Se l&#8217;Europa intesa come entità  multinazionale fondata sulla sovranità  monetaria (l&#8217;euro) tenesse davvero alla propria stabilità  economica, farebbe qualcosa di serio nei confronti di un suo Stato membro (l&#8217;Italia) che vara leggi a protezione della mafia e della corruzione. Una fasulla supervisione non serve all&#8217;Italia onesta, non serve alla democrazia, non serve alle fasce deboli della società  e a un&#8217;economia di mercato legale. Serve soltanto ai delinquenti in giacca e cravatta. A Bruxelles lo sanno. Sono sempre loro gli eurodeputati, quelli che riconoscono la corruzione uno dei peggiori cancri di qualsivoglia democrazia. Se credessero nella missione politica, dovrebbero subito adottare provvedimenti estremi nei confronti dell&#8217;Italia: occuparla costringendola a rivedere il ddl intercettazioni, o alla meglio, escluderla dall&#8217;eurozona a protezione della trasparenza dell&#8217;euroeconomia.</p>
<p>Se tutto ciò l&#8217;Europa non lo fa, significa che l&#8217;<strong>euro ha i giorni contati</strong>. Significa che questa crisi economica ci sta portando dritti al caos sociale che metterà  in discussione l&#8217;essenza stessa degli Stati, dei governi europei e dei loro confini. Significa che uno degli scenari possibili sarà  un bagno di sangue tra poveri e ricchi che intaccherà  il concetto di proprietà , e che potrà  sfociare in un&#8217;economia di reciproco sostentamento basato sullo scambio di beni e servizi senza moneta circolante. Forse senza petrolio degli sceicchi arabi.<br />
L&#8217;Europa potrà  diventare una vasta landa governata da un generale stato di anarchia, in cui nessuno sarà  più garantito da espopri improvvisi di case e terreni, salvo che si torni all&#8217;istituzione di piccoli feudi indipendenti non più grandi di una media città , spinti da politiche di autoregolamentazione basata su valori come l&#8217;uguaglianza e parità  di diritti come recitano alcune Costituzioni.</p>
<p>Gli Stati emergenti dell&#8217;oriente ormai meccanizzati come l&#8217;Europa, arriveranno presto alla stessa saturazione europea. L&#8217;assoggettamento e il controllo di masse umane dipenderà  dal loro grado di consapevolezza  contrapposto alla eventuale violenza di forze militari rassicurate da capi carismatici assetati di potere e di privilegi a spese della collettività . Bisogna capire quanto l&#8217;informazione in Internet e il grado culturale delle nuove generazioni saprà  resistere ai prossimi tentativi di inganno. </p>
<p>Quel che mi sembra certo é che da questa crisi economica non ne usciremo. Lo hanno già  capito anche negli Stati Uniti, che senza Europa sono a loro volta carta straccia.<br />
Il sistema dell&#8217;economia basata sul debito é un castello di fumo che si é dissolto. Il ddl intercettazioni di un puttaniere di nome Silvio Berlusconi che ha costruito la sua fortuna pagando tangenti, a confronto, fa davvero ridere. Il bavaglio all&#8217;informazione e l&#8217;impedimento delle indagini servono a nascondere piani violenti di una classe politica delegittimata che non vuole mollare. L&#8217;Europa e il mondo, di tutto ciò, sono complici.</p>
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		<title>Eurotampone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 07:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[default]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I ministri delle finanze dei paesi di Eurolandia riuniti a Bruxelles hanno deciso di programmare 600 miliardi di fondi per &#8220;curare i malati&#8221;. Ossia, i paesi falliti oppure ormai prossimi al default: Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda e Italia che assieme saranno probabilmente espulsi nell&#8217;arco di un anno dall&#8217;unione monetaria lasciando a Eurolandia 16 paesi del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.danielemartinelli.it/2010/05/10/eurotampone/">Eurotampone</a> proviene da <a href="https://www.danielemartinelli.it">Il blog di Daniele Martinelli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-4646" title="europa" src="http://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/05/europa-300x275.jpg" alt="" width="300" height="275" srcset="https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/05/europa-300x275.jpg 300w, https://www.danielemartinelli.it/wp-content/uploads/2010/05/europa.jpg 370w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>I ministri delle finanze dei paesi di Eurolandia riuniti a Bruxelles hanno deciso di programmare <strong>600 miliardi</strong> di fondi per &#8220;curare i malati&#8221;. Ossia, i <strong>paesi falliti</strong> oppure ormai prossimi al default: Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda e Italia che assieme saranno probabilmente <strong>espulsi nell&#8217;arco di un anno</strong> dall&#8217;unione monetaria lasciando a Eurolandia 16 paesi del nord Europa più virtuosi e con più senso dello Stato. Dei 600 miliardi predisposti, 60 saranno prestati dalla Commissione europea, 440 saranno forniti dagli &#8220;stati sani&#8221; dell&#8217;unione monetaria e altri 100 verranno finanziati dal Fmi.</p>
<p>I primi a beneficiarne saranno senz&#8217;altro <strong>Spagna e Portogallo</strong>, sempre che riescano a cominciare le &#8220;<em>cure di cavallo</em>&#8221; imposte dalla Ue fatte di tagli agli sprechi, trasparenza dei conti e incentivazione della produzione. Missione da ritenere <strong>impossibile</strong> perché se fossero stati paesi virtuosi non sarebbero finiti nel debito in cui si ritrovano. Un po&#8217; come <strong>l&#8217;Italia e la Grecia</strong>, mafiocrazie governate da maggioranze corrotte espressione di voti di scambio tradotti in un corposo numero di burocrati addossati al pubblico, e classi dirigenti che hanno pensato ad arricchirsi lasciando ai banchieri la sovranità  monetaria. Strada che ha portato gli Stati a &#8220;mangiare&#8221; sé stessi. Ecco perché ormai non hanno più senso di esistere se non per tutelare gli interessi dei 4 papponi al potere che li governano.</p>
<p>La <strong>Grecia</strong> é un paese poco industrializzato che fin dal dopo guerra ha sperperato a più non posso tutte le risorse che ha potuto gestire grazie al <strong>turismo</strong>, unica vera industria del paese.<br />
L&#8217;<strong>Italia</strong> é uguale alla Grecia con la differenza che la sua posizione geografica affacciata all&#8217;area anglo-germanica, ha facilitato il fiorire di grandi aziende strategiche in particolare nel Nord, che hanno dato lavoro a migliaia di piccole e medie imprese dell&#8217;indotto sempre del Nord e del Nord-est, che a loro volta hanno alimentato l&#8217;economia nazionale e reso disponibili fondi a un Sud fondamentalmente assistenzialista. Condizione pretesa da Roma per rimanere annesso all&#8217;Italia garibaldina, che ha favorito il proliferare delle mafie come istituzioni di tramite allo Stato.</p>
<p>La <strong>Spagna</strong> é un paese &#8220;democraticamente&#8221; giovane che ha riscoperto l&#8217;orgoglio della libertà  soltanto da quando si é liberato di Francisco Franco. Al suo interno ci sono divisioni storiche che contrappongono gli spagnoli di lingua castigliana dai più &#8220;poveri&#8221; catalani, che sono l&#8217;opposto dei ricchi baschi del nord e del nord ovest della penisola iberica. Castigliani e catalani negli ultimi 40 anni di relativa libertà  non hanno guadagnato abbastanza per risparmiare e per far fronte alla crisi come stanno riuscendo, per ora, molte famiglie italiane. La crisi industriale che ha investito anche la Spagna, paese geograficamente sfavorevole rispetto al &#8220;cuore pulsante&#8221; dell&#8217;industria economica europea di area anglo-germanica e fiamminga, ha provocato migliaia di disoccupati senza &#8220;spalle coperte&#8221;. Il debito pubblico frutto di sprechi fa il resto.</p>
<p>Il <strong>Portogallo</strong>, per quanto affacciato all&#8217;Atlantico, ha sempre rivolto la propria attenzione all&#8217;Europa. Col problema che é sempre stato un paese piccolo e di tradizione agricola, poco appetibile all&#8217;industria. La sua annessione a Eurolandia non ha dato un contributo alla causa monetaria. E&#8217; servita piuttosto al contrario, ossia cercare di salvare la sua economia debole. Idem l&#8217;<strong>Irlanda</strong>, un&#8217;isola gelosamente attaccata alle proprie tradizioni gaeliche, che ha assistito con distaccata diffidenza la progressione della vicina Inghilterra fin dai tempi della rivoluzione industriale. L&#8217;importanza economica attuale irlandese può contare soltanto su un un&#8217;unica vera industria europea che é la Ryan Air. Per il resto l&#8217;Irlanda ha sempre &#8220;subito&#8221; la sua vicinanza agli inglesi dovendo investire risorse per proteggere la propria indipendenza. L&#8217;Irlanda del nord é la sua piaga al sole. E gli inglesi con la loro <strong>sterlina</strong> hanno dimostrato che dell&#8217;euro e dei guai delle economie deboli e corrotte non gliene importa nulla. Non a caso sono stati gli unici ad opporsi al salvataggio dei Piigs.</p>
<p>Ecco perché una riunione domenicale tra ministri potrà  fare ben poco allo stato comatoso dell&#8217;euro. La sparuta classe dirigente potrebbe sperare in un&#8217;inversione di tendenza e di un risanamento delle economie malate soltanto se potesse contare su un radicale cambio di mentalità  dei popoli che governano. E soprattutto <strong>togliere alle banche la sovranità  monetaria</strong>. Perciò il  risanamento degli stati europei in default sarà  <strong>impossibile</strong>. Ci attendono quadri imprevedibili, a cominciare dal possibile sfaldamento degli Stati stessi che fondano la loro ragion d&#8217;essere soltanto sull&#8217;interesse economico di chi li governa.</p>
<p>La diffusione della consapevolezza sociale tramite l&#8217;informazione in rete non farà  che accelerare questo processo con la frammentazione delle economie. Che, secondo me, torneranno ad essere incentrate su realtà  piccole e indipendenti. Non più estese di una media regione italiana. Ma di questo ne parlerò con una mia personalissima analisi prossimamente.</p>
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		<title>2010: spese aumentate di 760 â‚¬</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 18:32:00 +0000</pubDate>
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<p>Non solo crisi economica. Il dopo-elezioni che si traduce in nuovi tagli, si unisce alla crescita dei disoccupati con le spese per le famiglie.  Nel 2010 le associazioni dei consumatori hanno calcolato che gli aumenti di benzina, gas e acqua peseranno su ogni famiglia per <strong>761 euro</strong>.</p>
<p>Ad aggravare i bilanci famigliari ci si mettono pure le assicurazioni (più 130 euro), la tassa sui rifiuti e le tariffe autostradali (60 euro).  Dei 38 euro per il ricorso alle multe presso i giudici di pace avevamo già  parlato in post due mesi fa, ai quali si devono aggiungere 30 euro di aumento medio per i servizi bancari e altri 80 per le rate dei mutui.</p>
<p>Per l&#8217;auto quest&#8217;anno si spenderanno mediamente 171 euro in più, senza contare i 65 euro in più per il treno. Insomma, le promesse di bloccare le tariffe non saranno mantenute. E&#8217; uno dei tanti pregi del governo &#8220;del fare&#8221;.</p>
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