Pezzoni fuori dai coglioni

beppe pezzoni sindaco

L’Epa de noantri? Il Corriere Bergamo; la Volkswagen de noantri? L’Istituto dei Salesiani; il Martin Winterkorn de noantri? Beppe Pezzoni, sindaco di Treviglio. Il Corriere Bergamo ha scoperto che Pezzoni non è si è mai laureato in Lettere nonostante sia un lodato professore, nonché preside da ben quattordici anni dell’istituto cittadino dei Salesiani. Un fatto di per sé locale. Ma grave, se consideriamo la portata della presa per i fondelli da parte di questo signore. Che negli anni ha contribuito a far diplomare centinaia di studenti e ha percepito pure un lauto stipendio senza tituli. 70 e rotti mila euro di reddito annuo dichiarato, quello del primo cittadino di Treviglio, che se non è na città come Milano o Roma, è certamente un luogo di rilievo, visto che con i suoi 30 mila abitanti è il comune più popoloso della provincia di Bergamo, sede del principale snodo ferroviario lombardo oltre che casa madre di alcune tra le più importanti aziende del settore trasporto internazionali (Same trattori e biciclette Bianchi). Il professor abusivo Pezzoni ha taciuto finché ha potuto. Poi, messo alle strette dalle richieste del titolo di laurea in vista della sua ricandidatura, non ha potuto che confessare in pubblico, davanti a una platea di anziani iscritti all’Università della terza età, la grande bufala.

Sindaco di Treviglio dal 2011, Pezzoni è un navigato democristiano sostenuto dal centrodestra. Presidente della potente Fondazione Misericordia Maggiore, la sua prima promessa fu “massima trasparenza“. Alla faccia! Scaricato di recente da Forza Italia, Pezzoni era in procinto di ricandidarsi col sostegno della Lega Nord di Matteo Salvini. Lega che ha accolto la notizia con indifferenza. L’ex assessore formigoniano Daniele Belotti, segretario bergamasco del Carroccio, alla notizia della falsa laurea di Pezzoni, anziché chiedere le immediate dimissioni, ha subito detto “Finisca il mandato nel 2016“. In effetti non c’è da meravigliarsi di questa reazione da parte della Lega, visto che nel fu partito di Bossi, e un po’ in tutto il centrodestra berlusconiano, sono usi alle lauree false. A cominciare da quella del Trota, alias Renzo Bossi, acquistata in Albania coi soldi del partito per 77 mila euro, imputato in un processo assieme all’ex tesoriere Belsito, accusato di aver dilapidato i soldi del partito, anzi dei cittadini italiani. La Lega ha in curriculum anche la finta laurea in psicologia dell’ex assessora lombarda Monica Rizzi, leghista doc, che la millantava pur di ottenere una consulenza alla provincia di Brescia. La Lega lombarda ricorda anche lo svizzero Giuseppe Biesuz, candidato ideale dell’ex presidente lombardo Formigoni al vertice di Ferrovie Nord Milano. Non si era mai laureato in Economia e Commercio alla prestigiosa Università Ca’ Foscari di Venezia, come indicato nel curriculum pubblicato sul sito di Ferrovie Nord Milano. Va da sé che la clamorosa balla la ripetè lui stesso al gip Vincenzo Tutinelli durante l’interrogatorio nel processo per una bancarotta da 700 mila euro della Urban Screen, per la quale fu arrestato nel 2013 e condannato l’anno scorso.

Anche l’ex sottosegretario alla Difesa del governo Berlusconi Guido Crosetto millantava una laurea in Economia e Commercio mai ottenuta. “Sono stato uno sciocco“, disse una volta scoperto. Per fortuna non insegnò mai da nessuna parte, a differenza di Pezzoni. In tempi recenti, sempre a destra, abbiamo conosciuto pure la faccia di tolla di Oscar Giannino, candidato di “Fare per fermare il declino”, che in tivù non vantava una laurea. Ne vantava addirittura due, oltre che a un fantomatico master conseguito a Chicago. E meno male che Silvio Berlusconi diceva che era Antonio Di Pietro che possedeva una laurea in modo anomalo. L’ex premier è appena stato condannato a risarcire l’ex pm di Mani pulite per diffamazione. Pezzoni, invcece, è indagato per truffa e falso. E’ questa la morale del monito “Treviglio merita una visione nuova” che cantava ai quattro venti a inizio mandato. Di lui, il deputato leghista Christian Invernizzi diceva che “uno come Pezzoni saprà fare la differenza“. L’Eco di Bergamo ha censurato la notizia e ai Salesiani si dicono “sconcertati”. No, diciamo allocchi, per non dire grandissimi pirlacchiotti. Mentre scrivo Pezzoni si è dimesso da preside ma non ancora da sindaco. La Lega cercherà una scusa per tamponare questa maestosa figura di m…. Attendiamo fiduciosi.

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