(S)bilancio del 2014

FANCULO ARTISTICO

Mi sono alzato in questa mattina di Natale senza bisogno di guardare sotto l’albero per vedere quali regali mi ha portato il buon vecchio Babbo. Intanto perché l’albero non l’ho fatto (nemmeno il presepe). Poi perché so già che questi regali non ci sono stati. Per regali, intendo condizioni di vita e di economia migliori rispetto agli scorsi Natali. Il 2014 lo sto archiviando con qualche migliaio di euro di tasse che andranno nel cesso senza fondo dello Stato corrotto tra Inps, Inpgi, Inail e via così. Un migliaio di euro sono andati in fumo per le multe stradali (tipo 130 euro per essere andato a 62 all’ora in via dei Missaglia col limite a 50). Decurtati in tutto 6-8 punti della patente. Quasi 2 mila euro se ne sono andati per le spese condominiali. Altri 2 mila di sola mensa scolastica (dei bimbi). Un migliaio in cure e farmaci della mutua (meno male che almeno la salute ci sorregge). Un altro migliaio di euro se ne sono andati in imposte e balzelli di vario tipo. Qualche altro migliaio di euro sono serviti per l’auto, lo scooter, le assicurazioni, bollette di luce e gas, tangente legalizzata al consorzio della Media Pianura (notificata da Equitalia), commercialista, mutuo, finanziamento per lo strumento di lavoro. Nel 2014 per i miei svaghi e per la mia persona ho speso quasi nulla. In compenso sono diventato un habitué dei parrucchieri cinesi (tagliano i capelli con 8 euro in dieci minuti e in silenzio facendosi i fatti loro), sono diventato un buon esperto di discount e di distributori che scontano il carburante fino all’ultimo millesimo di euro. Insomma, mi sono rotto il culo tutto l’anno senza mettere via niente e anzi, rimettendoci, visto che i guadagni sono sempre più difficili da ottenere. Dunque, il 2014 è un anno che se ne va senza che mi sono permesso di poter investire sul mio futuro e con i risparmi decurtati rispetto all’anno scorso. Il governo Renzi, per me cittadino medio, è risultato vorace come gli altri, anzi più degli altri. Non ho visto effetti positivi e migliorativi, nemmeno minimi, nei confronti di me eterno contribuente. Nessuna forma di sostegno, nessun sussidio, al contrario uno stillicidio di spese che ti tolgono ogni speranza di pianificazione. In queste condizioni devo sperare di continuare a confidare nella buona sorte. Non mi devono succedere imprevisti perché senno sarebbe la fine. Per me cittadino medio, lo Stato e i politici sono un ammasso indistinto di voraci criminali che scaldano le poltrone strapagati a forza di succhiare sangue a noi lavoratori. Maggioranza e minoranza sono sempre addosso. Chi governa ci racconta di fare bene, chi fa opposizione è sempre contro. Alle ultime elezioni avevo votato un Movimento di giovani che si sono decurtati lo stipendio, hanno restituito le diarie con le quali hanno istituito un fondo per le imprese. Hanno fatto migliaia di proposte, fatto passare decine di emendamenti. Si sono pure espulsi, hanno fatto il comitato d’appello, mi hanno fatto votare sul blog il giudice alla Consulta. Premono per ottenere un non politico al Quirinale. Tutto quello che volete. Ma il risultato è che la mia vita rispetto a un anno, due, tre, quattro, dieci, venti anni fa è peggiorata. I giovani se ne stanno andando tutti dall’Italia. L’astensione alle urne è sempre più massiccia. Le imprese delocalizzano o chiudono. Intanto la chiesa continua a non pagare l’Imu e le tasse sugli immobili. Non me ne importa nulla se il Papa non incontra il Dalai Lama. M’importa che il Vaticano continua a rimanere uno Stato sovrano a spese dell’Italia e un forziere per gli evasori fiscali, benché il mio Movimento su questi temi non dica nulla di nulla e anzi, si perde e si disperde in psicodrammi su Artini e Currò. Mi aspettavo una posizione ufficiale e fattibile nei confronti dell’immigrazione di massa, mentre il blog di Grillo ha passato settimane a sferzare il buon Federico Pizzarotti colpevole di “perché parli“. Mi aspettavo una campagna più incisiva contro le rendite di posizione e le corporazioni, e invece mi ritrovo Grillo che difende i tassisti che ce l’hanno con le applicazioni di Internet sulla falsariga di Bla bla (Uber). In più se faccio queste constatazioni in rete vengo inondato di insulti e mi becco pure del troll. Insomma, arrivo a fine anno stanco, squattrinato e con un anno in più sulle spalle e dovrei dispensare auguri ipocriti a destra e a manca? Preferisco tacere perché la tantazione che ho è di mandare un sonoro vaffanculo. Che tanto, il 2015, è già qui, imminente, tutto da sbarcare. Peggio di prima, più di prima.

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