Artini, mi spiace ma hai toppato

artini telefonata

Massimo Artini microfonato da un giornalista per ottenere un’intervista, viene chiamato al celllulare da Matteo Renzi, premier in carica ed ex compagno di classe del deputato ex 5 stelle. Da quanto s’intuisce, il premier vuole sapere qualche dettaglio sull’espulsione di Artini dal Movimento e gli vuole esprimere solidarietà per l’accaduto. La telefonata entra nell’audio della videocamera del giornalista di Piazzapuita che ritiene il colloquio una notizia e viene trasmessa in diretta su La7. Qual è la notizia? La prima è costituita certamente dalla confidenza che traspare tra il capo del governo e il deputato ex pentastellato “Ciao Matteo…“. La seconda è costituita dall’apparente complicità tra i due, soprattutto quando proprio Artini specifica a Renzi “sono microfonato non vorrei che…“. Frase che si presta a mille interpretazioni, compresa quella di un’intesa non dichiarata che potrebbe celare indicibili confidenze politiche e non. Infine, la “frusta per il suo culo” riferita probabilmente a Grillo, rafforza l’intesa tra i due, se non politica certamente sul piano umano e di pensiero, tipica di persone che interloquiscono spesso e volentieri. Il che non è poco per un cronista in cerca di qualcosa di diverso dalle solite frasi fatte e fritte dei deputati pentastellati che si sono cuciti l’immagine ermetica di duri e puri.

Per quanto quel colloquio telefonico sia in sé irrilevante sotto il profilo del contenuto, è comunque uno scoop per una trasmissione televisiva che, tra l’altro, ha la fortuna di dar modo al deputato stesso di spiegarsi o di giustificarsi in diretta. E invece Artini cosa fa? Si comporta come Clemente Mastella. Prende e se ne va infuriato quasi fosse un qualunque democristiano dell’era andreottiana. Non sdrammatizza l’accaduto. Al contrario, giudica “indegna” la registrazione del giornalista che prega di non diffondere. Come dire al gatto di non mangiarsi il topo. Eppure, il buon Artini non è uno sprovveduto! Dovrebbe aver imparato che ai giornalisti non si dice “questo dillo, questo non lo dire”. Mica sei in ufficio con Casalino! Ecco perché Artini ha toppato. Quella fuga dallo studio racchiude l’impotenza e l’incapacità di mostrarsi diversi, e presta il fianco agli inciucisti e rafforza l’idea di un Movimento 5 stelle che si dà un tono per cercare di sembrare ciò che non è. Un onesto partito di cittadini al guinzaglio.

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