M5S in tv locali, la testimonianza di Stefano Golfari

stefano golfari

L’ospitata “storica” a Telelombardia per quattro deputati del Movimento 5 stelle trasformatasi in un clamoroso bidone nel pieno della loro popolarità. Riporto il testo di Stefano Golfari, conduttore di Telelombardia, pubblicato da Affaritaliani sulla vicenda che segnò la fine della mia esperienza alla Camera.

Confermo tutto. Quello che dice Martinelli è successo e io che ero il conduttore di ICEBERG dell’epoca mi arrabbiai parecchio. Ma soprattutto rimasi sbalordito perchè si capiva che le beghe interne al loro ufficio stampa avevano fatto fare dietro-front all’ultimo minuto a quattro deputati della Repubblica eletti dal popolo sovrano, manco fossero scolaretti di prima elementare. Detto in parole povere sembrava contasse di più il parere di Rocco Casalino (ex Grande Fratello) e di Nicola Biondo (l’altro “referente media m5s” con il quale ebbi un animato dialogo telefonico) di quello dei parlamentari del movimento.

Dopodichè anche pensando che il “Niet!” fosse arrivato da Casaleggio e/o Grillo la cosa non aveva un bell’aspetto, perchè l’avevamo organizzata insieme a Daniele Martinelli proprio seguendo i canoni Tv che il Movimento pubblicizzava come “corretti”: niente battibecco con politici di altri partiti, solo “grillini” e giornalisti.

Fra questi Angelo Maria Perrino, il direttore di affaritaliani.it, che era stato uno dei primi a percepire la portata politica del M5S e anche i suoi limiti, ma in ogni caso avrebbe come sempre ragionato da mente libera, indipendente. Forse questo lo rendeva pericoloso? In ogni caso Perrino aderì entusiasticamente perchè c’era la notizia: si sarebbe trattato della prima assoluta in Tv per gli eletti del 5Stelle, persone che in tantissimi avevano votato ma che pochissimi avevano visto, ascoltato. Ottenemmo l’ok da Telelombardia per cambiare in via straordinaria il format del talk-show appunto perchè sarebbe stata una cosa impor-tante in questo senso: una apertura, un dialogo senza filtri e senza trucchi fra Movimento, fra le persone del Movimento, e giornalisti. Se quella cosa fosse accaduta, così come l’avevamo costruita con Martinelli, se da quella poi ne fossero scaturite altre di trasmissioni fatte così, in RAI, su Mediaset, a La7, forse la storia dei rapporti fra 5Stelle e Media (e Grillo) avrebbe avuto un altro corso, più chiaro, più agile, meno claustrofobico e sospettoso. Se avessero seguito il fiuto di Daniele Martinelli invece di cacciarlo, forse Beppe Grillo non avrebbe avuto il bisogno di comparire a Porta a Porta come un fungo avvelenato dopo un temporale, perchè si sarebbe via via accorto che far parlare e far conoscere i “suoi” in Tv è meglio di censurare, militarizzare, epurare e pretendere di far tutto da solo.

Invece si fidavano – evidentemente – fin da allora, di “esperti” e “referenti” che sui Media giocavano il loro ruolo personale, il loro potere di veto che – come sempre in questi casi – regge soltanto se dici no. A questi straordinari fantasisti andrebbe consigliato di studiare l’approccio di Matteo Salvini, che sulle tv locali ha fatto anni di palestra sbagliando, cambiando, provando… e attualmente è un “fenomeno” mediatico di potenza devastante (piaccia o no nel merito dei contenuti…) “La Tv è come il mare – mi disse una volta Funari – impari a notare se te ce bbutti dentro”. Dalla fuga da ICEBERG in poi il Movimento ha continuato a navigare sul Web ma non ha mai imparato a nuotare…

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