Vita da cani

BARACK OBAMA CANE

Le cronache estive, come al solito scarne di notizie politiche, per riempire le proprie pagine adulano qualche malsana abitudine dei personaggi pubblici. In queste settimane continuano ad apparire i coniugi Obama col loro cane, Sunny, un cucciolo di barbone nano adottato e portato dentro la Casa bianca. L’immagine del presidente americano che si sollazza col suo amato quadrupede, è indubbiamente un formidabile spot per il business del mercato degli animali cosiddetti domestici. Che si tratti del pappagallino, del criceto, della tartaruga, del gatto o del cane, quando è il personaggio pubblico a sancire la “normalità” della convivenza tra uomo e animale tra le mura domestiche, diventa più difficile educare il genere umano al rispetto degli animali. Del resto, noi umani, abbiamo sempre avuto il dannato vizio di ritenerci superiori a tutta la fauna che ci circonda. Ci riteniamo giudici e affidabili interpreti degli umori di tutte le forme viventi che ci circondano. Se ammazziamo una mosca che ronza attorno alla tavola imbandita veniamo ringraziati dal resto dei commensali. Se invece diamo un calcio al cane che piscia alla panchina su cui ci stiamo rilassando, rischiamo una denuncia penale.

Alzi la mano chi non ha almeno un vicino di casa che tutti i santi giorni e le sante notti porta il cane a pisciare o cacare nell’aiuola sotto casa o, peggio, lungo il marciapiede. Il cane in macchina, in spiaggia, in negozio, al party e pure al cesso con noi per far sì che non scappi. Proviamo pensare di che portata è quell’eterna condanna per entrambi: per l’essere umano e per l’animale. Pensiamo che mostruosità sociale è la generale accettazione che un animale, il cane per eccellenza, viva in un condominio assieme agli umani mentre lascia tracce di pelo lungo le scale o in ascensore. Pensiamo che mostruosità innaturale sono il guinzaglio, la museruola o la gabbia dei canarini. Pensiamo a quanto è mostruoso ritenere l’ergastolo dell’animale la soluzione ai mali della nostra solitudine. Prima di adottare un animale nel nostro salotto, chiediamoci se il nostro prezioso tempo non sarebbe più utile impiegarlo per noi e per quelle altre bestie di esseri umani come noi. Magari facendo volontariato in qualche associazione, oppure, perché no, adoperandoci per migliorare lo standard sociale e culturale generale con attività utili ai giovani. So che è brutto dirlo, ma quando ci sentiamo soli, spesso non ammettiamo a noi stessi che siamo anche inutili per causa nostra. Giustifichiamo la convivenza col cane perché “migliore dell’uomo”, dimenticandoci di ammettere a noi stessi di essere sostanzialmente inutili.

Quando siamo giovani attraiamo il resto del mondo per la nostra fisicità. Quando siamo vecchi ci salviamo soltanto se sappiamo renderci utili ai posteri. Cultura, saggezza e umiltà sono un bagaglio- per non dire un investimento sul futuro – che avremo soltanto se li avremo costruiti lungo tutta la vita con impegno, attenzione e osservazione. Ritengo che ogni minuto sottratto al piscio del cane sotto casa in favore del nostro sapere e del nostro agire per gli altri, servirà in futuro ad essere più utili, e magari ad evitare di essere compatiti dai nostri figli che ci reputano ignoranti e sorpassati. Quando a un certo punto della nostra vita non abbiamo altro da dire se non del tempo atmosferico, ecco, siamo il prototipo ideale per condannarci a condannare un animale appresso. E quando – ahime – il cane da accudire diventa il bimbo di casa, l’essere umano si imbuca suo malgrado nel vicolo cieco dell’esistenza frustrata e inutile. Oltre che dannosa, se penso a quella mamma di Varese che un mese fa ha investito e ucciso il proprio figlioletto di un anno mentre usciva dal garage con l’auto su cui aveva già fatto salire il cane.

Sia ben inteso, ognuno è libero di fare le scelte che reputa migliori per sé. Guai a chi pensa che io odio gli animali. Al contrario, li rispetto lasciandoli al loro destino senza portarmeli in casa. Rimango tuttavia dell’idea che quando vedo un essere umano legato al guinzaglio del suo cane, mi mette tristezza come quando vedo due esseri viventi condannati a un’infausta esistenza. Che poi, anche i coniugi Obama si sentano inutili al punto di dover tenere un barbone nano alla Casa Bianca per sopperire alle figlie grandi ormai indipendenti, non è una novità. E’ purtroppo una condizione che accomuna molti personaggi ricchi e famosi. Non sempre, per questo, ricchi di contagiosa umanità.

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