Gesti di autolesionismo, disturbi alimentari o della sessualità. Il lockdown ha portato conseguenze pesanti nei più giovani. L’allarme arriva da diverse associazioni antidroga che gestiscono le comunità di recupero.

Gli effetti della libertà limitata dovuti alla pandemia hanno acuito situazioni già di per sé gravi. Giovani di di età sempre più bassa, che già a 13–14 anni usano gli stupefacenti e casi di dipendenza a 16 che necessitano di inserimento in comunità.

La ricerca biennale dell’istituto Mario Negri di Bergamo sulla presenza dei metaboliti frutto del consumo di droga nelle fognature della provincia, danno un trend di crescita preoccupante: si stima che una persona su 10 assuma ogni giorno cannabis e una su 40 cocaina. L’eroina registra un incremento rispetto al 2019 del 60%.

L’isolamento per i giovanissimi ha acuito o aumentato i problemi di depressione. L’esplosione dell’applicazione Tik Tok durante il lockdown ha creato centinaia di migliaia di casi di dipendenza e un parallelo disinteresse alle attività motorie, sociali, creative e scolastiche. Soprattutto in giovani under 13.

Non era forse meglio lasciare che il virus facesse il suo corso e la sua selezione, invece che rovinare una generazione di giovani?

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